Il giorno domenica 12 maggio 2013 11:23:33 UTC+2, anonymous ha scritto:
> On Sun, 12 May 2013 00:09:21 -0700, kojak wrote:
>
>
> >> Mi pare un esempio sbagliato. I dentisti danno appuntamenti anche
> >> compatibili con gli orari di lavoro, lo scorso anno sono andato anch'io
> >> una decina di volte dal dentista e non ho perso mezz'ora.
>
> >>
>
> > eh, però fai attenzione, perché questo dipende dai casi. Se tu abiti a
> > due km dal lavoro ti dò ragione, in qualche modo riesci a conciliare
> > tutte le cose. Ma se fai il pendolare, e per arrivare al lavoro ci metti
> > dai 90 ai 120 minuti (per me è così) allora capisci che è ben diverso, a
> > quel punto se devi andare dal dentista rischi di perdere anche 2 ore di
> > permesso.
>
>
> Io mi sono scelto un dentista che fosse anche comodo per il posto di
> lavoro. Ma so già che risponderai dipende dai casi, che non sempre si può
> fare, etc, etc.
>
esattamente, dipende dai casi, mi hai tolto le parole dai ditini.
>
> >> > Poi il terzo caso, quello peggiore, ossia che io prendo ore di
> >> > permessi perché il treno di merda arriva con un'ora di ritardo, e
> >> > siccome io prendo treni da oltre 10 anni so bene di cosa parlo.
>
> >>
>
> >> L'azienda ti giustifica il ritardo e questo è quanto, dopodiché se vuoi
> >> segnare permesso, recuperare o perdere la retribuzione è decisione tua.
> >> Non credo proprio che nel tuo lavoro non possa avere l'opportunità di
> >> recuperare eventuali ritardi, se ci tieni a usare i permessi in altro
> >> modo. Oppure ritieni un diritto essere pagato per quando non lavori?
>
> >
>
> > in questo caso il guaio sta nel fatto che a causa di negligenze altrui,
> > delle quali non ho la minima responsabilità, io ci perdo ingiustamente.
>
>
>
> E va beh stella, che vogliamo fare? Non è mica l'azienda ad essere
> ingiusta.
>
grazie, ma di stelle ce ne sono già troppe, ed è bene rimangano
dove sono.
Comunque, non è l'azienda in questo caso ad essere ingiusta,
sono perfettamente d'accordo, ma tu sarai d'accordo, spero,
che non lo è nemmeno il lavoratore. Se il treno fa schifo e
arriva con ritardi allucinanti che colpa ne ha chi lo usa
per andare al lavoro? Però guarda caso è costui quello che
ne paga le conseguenze. Non so, a te così pare giusto?
Guarda, io ti dico in sincerità che, per quanto mi riguarda,
ho fatto il pendolare per 4 anni col treno (e metropolitana)
finché ho lavorato a Milano, e di ritardi ce ne sono stati
parecchi, anche se ultimamente la situazione era un po'
migliorata.
Ora io, a parte qualche episodio, in un modo o in un altro
sono riuscito a non perdere troppo in termini di permessi,
magari facendo una pausa più breve, o restando un po' di
più, però c'è che non sempre uno che lavora ha questa
autonomia di gestione. Dipende, come sempre, da dove
lavori, da cosa fai. Ma sai quanta gente ho sentito, sulla
mia linea, lamentarsi che per colpa dei ritardi continuavano
a utilizzare i permessi di cui disponevano?
La questione è questa, e a me pare ingiusto che debba
pagare in qualche modo chi non ha alcuna responsabilità.
Ma tanto è inutile, il giusto è solo un'utopia.
>
> > Ti dirò che ho pensato spesso alla questione, e la soluzione ideale
> > sarebbe questa:
> > tu in un mese, mettiamo, hai perso 8 ore di lavoro a causa dei ritardi
> > del treno. Bene, allora l'azienda non ti paga le 8 ore, ma te le pagano
> > le Ferrovie Italiane, e questo al lordo della retribuzione, non solo al
> > netto, con tanto di mensilità aggiuntive.
> > In questo modo, tu non ci perdi perché comunque hai tutta la tua
> > retribuzione, l'azienda non ci perde perché ti ha pagato quanto hai
> > lavorato, e le ferrovie pagano la loro inefficienza.
>
>
>
> Benissimo. Però a questo punto, per onestà intellettuale, dovresti essere
> disposto a pagare per le tue di inefficienze, perché è così che si
> innesca quel meccanismo virtuoso che definisci "soluzione ideale".
>
vedi, è una questione di qualità e di quantità. Le inefficienze
possono essere più o meno gravi, così come più o meno
frequenti.
Io non voglio mettere tutti i puntini sulle i, e star lì a
conteggiare tutto, però se il treno è in ritardo la
domenica pomeriggio, anche se la cosa in se mi rompe le
scatole, non è comunque una cosa che mi danneggi, e allora
pace.
Ma quando invece sono in ritardo i treni dei pendolari,
quindi quelli che mi servono per andare al lavoro, allora
diventa una cosa che mi danneggia.
Se poi tale fatto si verifica una mattina in due mesi e io
perdo un'ora (e guarda che sto parlando solo dei treni della
mattina, non di tutti, tienilo a mente) ogni due mesi, allora
diciamo che l'ingiustizia è contenuta.
Ma quando questa ora succede una volta la settimana, allora
la cosa inizia a diventare insopportabile, dal mio punto di
vista, e lì dovrebbe scattare qualche provvedimento.
Ma non parlo dei rimborsi che ogni tanto danno, parlo piuttosto
di qualcosa di risolutivo che faccia sì che la situazione
diventi meno pesante.
E' questo il mio discorso, tu non ti ci ritrovi?
E poi, per quanto riguarda le mie inefficienze (mie in senso
generale, di persona che lavora), sta tranquillo che me le fanno
pagare, in qualche maniera, nessuno ti sconta niente.
Invece a Trenitalia scontano non poco, mi pare...
>
> Trenitalia è una azienda e i suoi servizi non piovono dal cielo ma sono
> erogati da persone che, talvolta o spesso, sono inefficienti.
>
già, però mi pare che sia un'azienda che svolge servizi di una
certa importanza... e poi non è solo colpa delle persone,
c'è il discorso delle linee, dei binari unici (tanto per dire,
tutte le linee che passano per Mantova sono a binario unico,
tutte, e sto parlando di un capoluogo di provincia. E la
linea Bologna-Verona, che non passa per Mantova ma attraversa
una parte della provincia, ed è una linea principale, era a
binario unico fino a poco tempo fa. Questo detto per inciso)
che contribuiscono a rallentare il traffico ferroviario,
dello stato dei treni.
Eh, è un bel casino, ma come sempre è il più debole che paga.
>
> Però ho come la sensazione che tu di onestà intellettuale non ne hai
> granché.
>
insomma, ognuno ha i suoi pregi e i suoi difetti. Non pretendo certo
di essere perfetto (e sinceramente non mi piacerebbe), ma avrò
anche io i miei pregi, così come tu hai i tuoi pregi e difetti...
Solo non mi piace l'idea che paghi sistematicamente chi non ha
colpa, tutto qui.