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La Sagra Preturese del Carciofo celebra il carciofo locale con un
tripudio di sapori autentici. A Preturo, frazione di Montoro, dal 24 al
26 Aprile si potranno gustare ricette tradizionali, vivere spettacoli e
musica live.
Il Carciofo di Preturo di Montoro
Già dai primi insediamenti dei Picentini che, in fuga dai romani si
rifugiarono in questa valle ove formavano dei villaggi, offriva fertili
terreni e ricca di sorgenti di acqua adatta per la coltivazione di
alcuni ortaggi tra cui il carciofo.
Il "Carciofo Preturese", coltivato a Preturo di Montoro, è un prodotto
dotato di eccezionali caratteristiche qualitative.
Le tecniche di coltivazione di questa specie prevedono la messa a dimora
della pianta e un bassissimo uso di prodotti chimici di sintesi; quello
di cui questa coltura necessita in modo particolare sono le irrigazioni
che devono essere abbastanza frequenti. Nell'area montorese la
coltivazione del carciofo si è sviluppata, infatti, prevalentemente in
prossimità di due sorgenti locali "Laura e Labso", le cui acque in
passato erano sufficienti ad irrigare tutta l'area della Piana.
Una particolarità nella coltivazione di tale ortaggio è la consuetudine
di coprire i capolini appena formati con tazze di terracotta, detto
"pignatiello" per difenderli dall'azione lesiva del gelo e lo preserva
dai raggi del sole nella stagione primavera rendendo l'ovario privo di
pistilli.
Il carciofo di Montoro viene venduto fresco, prevalentemente sul posto
dopo essere stato raccolto in mazzi. Per la sua consistenza tenera,
l'assenza di spine e grazie al suo particolare profumo, in cucina viene
preferito cotto su fascine di legna secca che si inceneriscono la parte
esterna del carciofo rendendolo la parte interna commestibile e
tenerissima, condito con olio, sale, aglio e prezzemolo.
La rinomanza di questo gustoso e tradizionale prodotto dell'agricoltura
locale è nota in ambito regionale e si evidenzia in tantissimi aspetti
che ne contraddistinguono le peculiarità nutrizionali, gastronomiche e
di identificazione territoriale.
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