Revisione direttiva EPSI: una consultazione

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Alberto

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Nov 15, 2017, 3:23:43 AM11/15/17
to Spaghetti Open Data
Ciao spaghettopoli. Oggi mi è arrivata la segnalazione di questo:


Una cosa interessante è che non è solo un questionario online, ma consente di caricare documenti, tipo position papers. Essendo questa la Commissione, un documento in italiano (se l'abbiamo) va benissimo. 

Non sarebbe male fare un piccolo documento "stato dei dati". Non c'è bisogno di fare una cosa enorme basterebbero tre pagine che riassumono il punto di vista emerso, per esempio, a Caltanissetta, che secondo me è molto interessante. Io ci metterei un paio d'ore di lavoro. Qualcuno è interessato?

Matteo Brunati

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Nov 19, 2017, 4:36:14 PM11/19/17
to Spaghetti Open Data
Ciao Alberto,
se hai una mezza idea più esplicita dei punti da toccare, ci aiuti :) 

matt

ps - potrebbe collegarsi con alcune cose già in corso d'opera 

Alberto

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Nov 20, 2017, 1:47:02 AM11/20/17
to Spaghetti Open Data
Matt e tutti, io pensavo di partire dalle tue slides a ODFest17, integrate con quello che è successo poi sia con OGP (non molto, mi pare, ma forse mi sono perso io) e con altre riflessioni più recenti (tipo questo thread). Una roba tipo:
  • La comunità segnala difficoltà a costruire davvero cose di spessore con i dati.
  • Le ragioni che vediamo. Qui mettiamo le slides di ODFest17;
    • tendenza a fare piani e strategie e non applicarli
    • frammentazione della governance
    • atteggiamento estrattivo nei confronti della comunità open data
  • Le eventuali controtendenze positive.
  • Se il bilancio è molto negativo, una frase su come le PA stanno imparando a hackerare i vari indicatori, che quindi non indicano più molto. 

Matteo Brunati

unread,
Nov 22, 2017, 1:30:22 AM11/22/17
to Spaghetti Open Data
Ok, abbastanza chiaro.
Se non mi fai compilare il sondaggio, io ci sono per contribuire al position paper.

Più che altro si collega almeno ad un altro paio di cose che ho nella todo...

matt

Alberto

unread,
Nov 24, 2017, 4:05:07 AM11/24/17
to Spaghetti Open Data
Io non prometto mica di scrivere. Se butti online le tue slide in forma di testo (se me le ricordo bene) vedo se riesco a dargli una lucidata.

Matteo Brunati

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Dec 6, 2017, 3:29:58 PM12/6/17
to Spaghetti Open Data


Il giorno venerdì 24 novembre 2017 10:05:07 UTC+1, Alberto ha scritto:
Io non prometto mica di scrivere. Se butti online le tue slide in forma di testo (se me le ricordo bene) vedo se riesco a dargli una lucidata.

Entro sabato ti giro qualcosa in merito: in ogni caso parte di questo racconto e dei punti che sollevi serve anche per un resoconto collettivo a cui stiamo lavorando con alcuni attori che hanno partecipato al tavolo Open Data del Forum OGP, quindi riesco a prendere due piccioni con una fava. 

A poco più di 6 mesi dalla conclusione è giusto riflettere anche su quello che non è il caso di ripetere. :)

matt 

Matteo Brunati

unread,
Dec 13, 2017, 3:16:57 PM12/13/17
to Spaghetti Open Data
Ciao spaghettar*,
alla fine ci siamo riusciti, anche se in zona cesarini: ieri sera ho inviato un documento di sintesi abbozzato nel weekend, che con Alberto abbiamo chiuso al volo proprio ieri sera. La scadenza era infatti il 12/12. Eccolo qui:
matt

Daniele Crespi

unread,
Dec 13, 2017, 3:51:33 PM12/13/17
to spaghett...@googlegroups.com
Un quadro desolante, pienamente condivisibile

Noi qui andiamo avanti lo stesso, perché non abbiamo smesso di crederci :-)

Stay tuned !



Daniele Crespi

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Alberto

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Dec 13, 2017, 5:27:05 PM12/13/17
to Spaghetti Open Data
Daniele, ci mancherebbe pure. La vostra è una delle esperienze migliori, e secondo me anche più sostenibili. Alla fine, in quanto grande regione, potete permettervi di mettere diverse cose a sistema, e così cogliere la vera opportunità degli open data. Certo, non potete fare normativa, ma noi qui abbiamo sempre sostenuto che si può fare un casino di roba a normativa data. 

Daniele Crespi

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Dec 14, 2017, 3:21:03 AM12/14/17
to spaghett...@googlegroups.com
Grazie , ma non cercavo complimenti :-)

Prima o poi apriremo un dibattito sulla rilevanza delle iniziative nazionali rispetto alla volontà dei territori di fare sul serio ?

Non vorrei stessimo ad aspettare Godot :-)

Nulla osta a fare e a fare bene , se c'è volontà, quattro soldini e un po di competenza

My 2 cents

Daniele Crespi

Il 13/dic/2017 23:27, "Alberto" <alberto...@gmail.com> ha scritto:
Daniele, ci mancherebbe pure. La vostra è una delle esperienze migliori, e secondo me anche più sostenibili. Alla fine, in quanto grande regione, potete permettervi di mettere diverse cose a sistema, e così cogliere la vera opportunità degli open data. Certo, non potete fare normativa, ma noi qui abbiamo sempre sostenuto che si può fare un casino di roba a normativa data. 

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Matteo Brunati

unread,
Dec 17, 2017, 4:14:09 PM12/17/17
to Spaghetti Open Data
Ciao Daniele,
c'è di positivo che ora è molto chiaro il gap di governance sul centro.

Al netto di tutto quanto, possiamo decidere di spingere sulla periferia, mantenendo la coerenza di insieme, senza perdere tempo. Visto che il centro non lo si cambia, lavorare sul resto dei livelli. Di certo io non voglio aspettare Godot, ora che è chiaro (e documentato) che il rischio è quello. 

Ho la sensazione che ci si divertirà pure di più, no? :)

matt

Francesco Piero Paolicelli

unread,
Dec 23, 2017, 7:26:52 AM12/23/17
to Spaghetti Open Data
Fermo restando che Lombardia è il faro, il Trentino segue a ruota, non credo che ci sia "gap di governance sul centro" come dice Matteo.

Riporto qui un mio pensiero espresso su FB in un post di Borruso e che riguarda proprio questo documento. Ne ho parlato live con Alberto Cottica una settimana fa:

"purtroppo non concordo in tantissimi punti (con il documento). Li ho sviscerati con Alberto Cottica attorno ad una Birra e quello che credo stia succedendo sia anche deleterio: non si cambiano posizioni e punti di vista ma soprattutto non ci si confronta. Questo rende ogni discussione spostata verso il basso e spessissimo con dati oggettivi inesistenti. Ho visto molta superficialità nell'analizzare tanti passaggi del 2017 e ho visto poca partecipazione ai meccanismi reali di cambiamento. Ci sono molti di noi che quest'anno hanno dialogato con AGID, TeamIT ect . attraverso mezzi "tecnologici" come forum o github. Non è un immenso passo avanti? Non è una volontà di confronto sui singoli aspetti? il forum developers e tutti i codici sorgenti dei vari servizi disponibili, non è una cosa invidiata in mezza europa? l'action plan in OGP con il monitoraggio spietato che mostra tanti virtuosi e alcuni somarelli, non è uno strumento di democrazia e di tanti tanti passi avanti? No no, completamente in disaccordo. Viviamo realtà molto differenti.".


Per me il 2017 è stato il miglior anno per l'OpenGov e in buona parte per gli OpenData in Italia degli ultimi 5 anni. il DAF (e quindi tutto ciò che si porta con se), è entrato anche nel correttivo CAD.. mica poco ! mi sembra che l'attenzione ai dati aperti sia stata cosi sancita formalmente ... vai a cambiare ora il CAD..."

è solo una mia opinione. 
Ma credo che continuare a parlare del paniere dell'agenda 20XX che non è stato realizzato, sta appassionando l'opinione degli addetti ai lavori come il colore del tapiro delle isole hawai.

piersoft


Il giorno mercoledì 15 novembre 2017 09:23:43 UTC+1, Alberto ha scritto:

Alberto

unread,
Dec 23, 2017, 8:48:45 AM12/23/17
to Spaghetti Open Data
Intervengo anch'io per condividere con gli altri le cose che Piero ha già sentito davanti alla famosa birra. 

Piero ha ragione a vedere segnali positivi. Ma, per me, il periodo estate 2016-primavera 2017 (concluso con Open Data Fest), è stato il periodo in cui, insieme a voi, ho concluso che i segnali positivi non sono una tendenza. Segnali positivi ce n'erano anche negli anni precedenti, e tanti: e in quegli anni eravamo molto ottimisti. Nel 2010, tanto per capirci, il tono era questo. Adesso la mailing list ha 1300 iscritti invece di 50, abbiamo fatto tanta strada ma paradossalmente l'obiettivo sembra esserci allontanato. Perché?

La conclusione che abbiamo condiviso a Open Data Fest era nell'aria da un paio d'anni: perché le iniziative puntuali, anche luccicanti e ben fatte, finiscono per non incidere se non trasformano i processi. Il back end. Il fare quotidiano. Lo stile di lavoro del funzionario di rank and file. La conclusione di Matteo, cioè che la governance centrale è superficiale e provvisoria, mi sembra molto ben fondata. E del resto, il rapporto Coppola è spietato proprio sul back end della PA. Il team digitale è una cosa bellissima e avanzatissima, ma se non viene incardinato nella macchina amministrativa rischia di essere una distrazione, o un alibi. 

Ovviamente sono disposto a cambiare idea – vivendo all'estero non sono così bene informato come Matt o Piero, o tanti di voi. E, se il team digitale si incardina, mi prenoto un posto in prima fila per applaudire Piacentini che va a fare il direttore generale di Funzione Pubblica. 

Matteo Brunati

unread,
Dec 28, 2017, 7:11:07 AM12/28/17
to Spaghetti Open Data
Ciao Francesco,
rispondo in linea: abbiamo opinioni diverse su molte cose, ma questo non è di certo deleterio. Siamo in democrazia e la differenza di opinioni è una ricchezza. Almeno quando ci si confronta e si riducono le assunzioni e i pregiudizi, che di certo non si possono togliere del tutto. 
Detto questo, rispondo in linea. 

Fermo restando che Lombardia è il faro, il Trentino segue a ruota, non credo che ci sia "gap di governance sul centro" come dice Matteo.

Già il fatto che le Regioni si muovano in maniera indipendente dopo anni di policy sugli Open Data è un segnale di una mancanza di governance che crea problemi. Ma non è risolvibile in tempi brevi. Su questo la cosa più grave è il ruolo del digitale che il sistema politico/decisionale sta semplicemente evitando di considerare. I perché si trovano nel documento, ma se non li vedi vuol dire che diamo un significato diverso alle parole.
Dover pagare come cittadino tre volte per vedere le cose fatte, o almeno iniziate, grazie ad attori "straordinari" come il Team Digitale non mi rende contento del processo in corso. E non è solo una questione di tecnicismi: ormai è chiaro che abbiamo un problema a monte. Cito un passaggio di questi giorni di Coppola[1]:

Il problema di fondo è chi crede nel digitale non è ancora riuscito a imporlo come tema politico. E quindi cade in secondo, terzo piano. Tutti coloro che colgono il valore del digitale devono chiedersi, ormai in modo ineludibile, perché non riescono a renderlo un tema di rilievo.

Il dilemma è questo, anche per gli Open Data.


Riporto qui un mio pensiero espresso su FB in un post di Borruso e che riguarda proprio questo documento. Ne ho parlato live con Alberto Cottica una settimana fa:

"purtroppo non concordo in tantissimi punti (con il documento). Li ho sviscerati con Alberto Cottica attorno ad una Birra e quello che credo stia succedendo sia anche deleterio: non si cambiano posizioni e punti di vista ma soprattutto non ci si confronta. Questo rende ogni discussione spostata verso il basso e spessissimo con dati oggettivi inesistenti.

Non mi è chiaro cosa intendi con il cambiare posizioni e con la mancanza di confronto. In ogni caso quelle righe, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per i casini della vita, sono firmate da due persone, non certo da popolazioni intere :) Se vuoi, puoi creare una tua versione e farla girare, così chiarisci il tuo punto di vista e la consapevolezza di tutti quelli che leggono aumenta. Le fonti inserite nel pezzo mi paiono tutto fuorché incoerenti. Se non entri nel dettaglio fatico a capire il tuo punto di vista.
 
Ho visto molta superficialità nell'analizzare tanti passaggi del 2017 e ho visto poca partecipazione ai meccanismi reali di cambiamento. Ci sono molti di noi che quest'anno hanno dialogato con AGID, TeamIT ect . attraverso mezzi "tecnologici" come forum o github. Non è un immenso passo avanti? Non è una volontà di confronto sui singoli aspetti? il forum developers e tutti i codici sorgenti dei vari servizi disponibili, non è una cosa invidiata in mezza europa? l'action plan in OGP con il monitoraggio spietato che mostra tanti virtuosi e alcuni somarelli, non è uno strumento di democrazia e di tanti tanti passi avanti? No no, completamente in disaccordo. Viviamo realtà molto differenti.".

Ho aggiornato il documento - http://www.dagoneye.it/data/stato-opendata-italia-2017.html -  inserendo la data e un link a questa discussione per chiarire meglio il contesto. Se noti gli unici punti aperti sui quali è presto pronunciarsi sono proprio alcune delle cose fatte dal Team Digitale. Un passo in avanti - forse - ma il focus di quel documento è la gestione degli Open Data e su questo invece ci sono molte azioni in attesa. Non posso essere felice di avere n canali di discussione dove alcune risposte vengono date, ma altre, specie quelle di processo, non ricevono mai una risposta ufficiale. 
Ne cito due, ad una hai pure fatto il like: 
La volontà di confronto funziona se noi, come cittadini, abbiamo un qualche tipo di impatto: loro sono pagati a tempo pieno per fare quello che fanno, noi no. Non è concepibile passare il proprio tempo libero a fare pressioni affinchè vengano fatte le cose che dovrebbero essere realizzate a prescindere. Non siamo i loro project manager. Sto parlando solo degli Open Data, non del resto (che ovviamente ha moltissimo di positivo, tra cui quello di creare un bene comune digitale del software pagato da tutti noi, per dirne una). 
Sulla gestione dei processi in seno all'agenda, che è l'unico strumento che dovrebbe governare il lato dell'offerta, non posso dire ancora nulla, se non che sembra cambiato soltanto di contenitore e di referenti, ma non nella sostanza. Lo vedremo tra questi giorni e gennaio/febbraio se sarà servito questo ricollocamento (ci sono molte scadenze nel piano triennale a tal proposito).
Sul Forum OGP invece non mi ripeto: sulla parte OD è stato imbarazzante. Quando Gabriele Ciasullo ha dichiarato che il tavolo del Forum sugli Open Data è quello dove si decide tutto quello inerente agli OD e non è stato invitato almeno un referente del Team, quando in realtà è palese che è solo attraverso il Team Digitale che accadono le cose (eri presente anche tu, ho capito male?), per me c'è un grosso problema, altro che.[2] 
 
il DAF (e quindi tutto ciò che si porta con se), è entrato anche nel correttivo CAD.. mica poco ! mi sembra che l'attenzione ai dati aperti sia stata cosi sancita formalmente ... vai a cambiare ora il CAD..."

Questa notizia è uscita il giorno prima che abbiamo consegnato il pezzo. In ogni caso è interessante il passaggio di consegne: il DAF verrà gestito da ISTAT e non da AgID o da un insieme di attori pubblici e qui forse cambieranno le cose. E se il CAD rimane lettera morta come quando è stato lanciato nel 2005, stiamo freschi sull'impatto che potrà avere (non ho approfondito, magari ci sono sanzioni, etc..). Cito un articolo pubblicato da Guido Scorza in merito in questi giorni:

I dati delle diverse amministrazioni giacciono in silos verticali e solo raramente sono condivisi al fine di accrescerne il valore ed il significato. La piattaforma nazionale in questione ha proprio questo principale obiettivo. In essa confluiranno una serie di dati e informazioni che verranno identificati con un apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e l’ISTAT, al quale è affidata la gestione della piattaforma, utilizzerà tali dati per svolgere analisi e individuare soluzioni per consentire alle singole amministrazioni di lavorare meglio e in modo più efficiente. - tratto da [3]

E infine:
 
è solo una mia opinione. 

Pure la mia .)
 
Ma credo che continuare a parlare del paniere dell'agenda 20XX che non è stato realizzato, sta appassionando l'opinione degli addetti ai lavori come il colore del tapiro delle isole hawai.

Riprendo un passaggio sempre di Guido Scorza, sul modo di lavorare adottato dal Team[3]:

"Saremo aperti e trasparenti; pubblicheremo documenti che illustrino quello che abbiamo costruito, le decisioni prese, gli errori commessi e i benefici che abbiamo rilevato”

Non siamo gli unici a pensare che documentare il bello e brutto delle cose torni utile e la chiusura del documento è retorica: non abbiamo avuto risposte completamente esaurienti e ufficiali. E questo non aiuta a chiarire il come le cose vengono fatte. 
Non dovrebbe appassionare il cosa è andato storto nel 2014: dovrebbe indignarci tutti che queste agende non vengano rispettate quasi per nulla e le stanno pure facendo da sole. Percentuali di pubblicazione del 41%, del 59,7% su agende che cambiano (e quindi non sono confrontabili direttamente tali %) sono un segnale che qualcosa non va nel processo. Se non è governance, dimmi cos'è.
Se mi chiedi di partecipare come società civile, magari provo a darti un'idea per migliorare le cose e non soltanto certificare le tue mancanze (che ovviamente è noioso e alla lunga non interessa nemmeno noi addetti ai lavori). Quale ruolo attivo avrei altrimenti? Quello di servire solo all'aumento del consenso politico del potere o dell'istituzione di turno?
 

piersoft

Ah, non siamo i soli ad essere critici sul Forum OGP in relazione agli Open Data, con un pizzico di ottimismo invece per il lavoro in corso da parte del Team:
matt

Maurizio Napolitano

unread,
Dec 28, 2017, 9:52:28 AM12/28/17
to Spaghetti Open Data
+1 su Alberto e Matteo
aggiungo però qualche etto in più

- contesto open data in italia
tutto sommato la quantità di dati sta crescendo.
in buona parte anche grazie alle iniziative riguardo OGP.
Si tratta però quasi sempre di dati rivolti alla trasparenza e sempre
privi di una regia centrale.
L'arrivo del Team Digitale è stato un po' come lo sbarco degli
americani durante la seconda guerra mondiale.
Il team ha interpretato bene il ruolo e si è messo a lavorare
cercando il bandolo della matassa.
Speriamo solo che, quanto operato, sia una fiamma che continui ad
ardere e siano in altri a portarla.
Fra le luci accese il nuovo modo di dialogare verso l'esterno usando
gli strumenti tipici delle comunità open source.
La scelta poi di passare la documentazione su read the docs ha
aumentato la lettura.
Le linee guida, dal mio punto di vista, rimangono un documento ben fatto.
Pertanto la cornice del contesto opendata esiste.
È il contenuto che continua ad essere un patchwork.
E nemmeno un patchwork fatto bene visto che si presenta con pezzi
mancanti e con molti quelli presenti difficilmente coincidenti e,
addirittura, con qualcuno che sborda dalla cornice.
Il buon Matteo tempo fa mi ha ricordato questo post di Federico Morando
https://groups.google.com/d/msg/spaghettiopendata/8MY2i6HvLUs/3T3qDzCwCQAJ
con incongruenze fra dati che descrivono gli stessi oggetti
In sintesi:
i dati disponibili aumentano, il mantra sembra essere la trasparenza e
siamo ancora n una situazione che prosegue a focolai isolati e senza
pensare alla sostenibilità.
ll rischio di produzione di junk data è dietro la porta

- impatto open data in Italia
Alzi la mano chi ha una storia importante da raccontare sull'impatto
degli open data in Italia.
Parlo di una storia importante dove, gli open data, hanno aiuto a
risolvere un problema o a creare mercato.
Mi sarebbe piaciuto sapere che, qualcuno che è stato indagato per
qualcosa, lo si è scoperto tramite gli open data o di una azienda che
ha cambiato qualcosa.
Mi accontento anche di storie semplici, come quella che gioca il ruolo
di openparlamento o di voglio il ruolo.
Quella più recente penso sia quella di contrattipubblici.org
Ma dove sta il vero impatto?
Personalmente credo che, per ogni nuovo portale open data creato, ci
sia stata una scossa non da poco all'interno dell'organizzazione.
Questo è giusto, è importante e sarà sempre così, solo che sono
passati 7 anni da quando, con alcuni degli iscritti a questa ML,
abbiamo lanciato Apps4Italy pieni di sogni e speranze.
E la situazione non mi sembra cambiata di molto.
Di certo, guardano i risultati di opendata200, c'è da dire che gran
parte delle aziende(oltre il 50%) che fa uso di open data lavora nel
mondo B2B.
Questo vuol dire, a mio giudizio, che è anche molto difficile vedere
le effettive ricadute se non parlando con queste.
Di contro, spesso si tratta di aziende che già operavano sul mercato
(spesso geospaziale) e che, quindi hanno trovato un vantaggio nel
momento che i dati sono stati aperti.
Diventano competitive quando il dato ha una grossa copertura
territoriale ed è distribuito con standard e per farlo spesso devono
lavorare per affinare il dato stesso (pulendo, arricchendo,
modellando) e più ne hanno è meglio è.
Quello che non cresce è il mercato verso l'utente finale, perchè ci si
scontra con i big player, perchè bisogna stare in una nicchia e
quella, o è ricca o è ancora non conquistata.
Quello che invece cresce è il fatto che l'open data alimenta, in
maniera sempre più crescente, chi lavora per fornire servizi alla PA.
Per carità, è un mercato che ha una sua importanta e che aiuta anche
ad aprire dati, solo che spesso sembra che lavori fine a se stesso ( =
la performance dell'apertura del dato che comunque impatta sul data
provider in bene).

- dati disponibili
aumentano aumentano aumentano ... anche se ... non escono quelli che
in realtà hanno maggior impatto (se non sempre nella situazione a
patchwork).
Perchè c'è il segreto statistico, perchè c'è il codice militare
(l'Istituto Geografico Militare il compito di creare la cartografia
nazionale in Italia), perchè c'è una legge che dice che i dati del
catasto o della camera di commercio vanno venduti (vedi recente caso
del WMS con licenza NC-ND dell'agenzia delle entrate) ecc...
Certo! C'è il FOIA e quello risolve tutto (o quasi).
Ed ora con il FOIA chiediamo i dati che vogliamo anche se costa fatica
e rimaniamo ancora sul tema trasparenza (che poi possiamo sempre usare
per il business, ma quando i tempi sono lenti si arriva tardi).
... e intanto l'agenda open data è quasi sempre la stessa (ma
ringraziamo lo sbarco dell'esercito del team digitale).

- governace open data
l'open data fa parte di una cornice molto più grande che è quella
dell'agenda digitale.
L'inchiesta parlamentare di Coppola ci ha mostrato che c'è molto da
fare e che il Governo però sembra non poter risolvere il problema
(anche se poi spunta una azienda che si becca 3 milioni di euro da
parte dello Stato per valorizzare il made in italy digitale ...).
Il mantra deve essere di pensare all'open data come ad un bene comune
inquadrato in una società che sta perdendo sempre di più il confine
fra analogico e digitale.
Qui serve governance, serve consapevolezza, serve cambiare.
E se qualcuno dice "la comunità open data non si fa più sentire" molto
più probabilmente è perchè è stanca di sentire sempre le stesse cose e
di vedere pochi risultati.
Le aziende avrebbero un ruolo importante, ma guardiamo esattamente
cosa sta accadendo.
Riprendo la metafora di un mio amico imprenditore: "Vogliamo creare
maggior dialogo fra pubblico e privato. Crediamo nel principio di
sussidiaretà ma poi ci invitate a cena, in cucina tutto è pronto ma la
tavola è tutta da apparecchiare perchè mancano piatti, posate,
bicchieri e quant'altro. Ditemelo prima cosa devo portarmi dietro".
Giusto un esempio sulla governance:
ci stiamo rendendo conto di quanto casino c'è ancora con queste
licenze? Di come le aziende, nel momento che si fanno il mazzo ad
unire dati da fonte diverse, poi - se vogliono rispettare le licenze -
devono stare dietro ad ogni singola nota?
Già! Perchè si pensa che una "cc-by" o una "iodl 2.0" non sia un
problema, ma provate a leggervi come, alcune PA, chiedono di citare la
fonte e chiedetevi poi come fare a gestire tutte quelle piccole
modalità. Per non parlare poi di metodi per girare intorno allo share
alike ed altro ancora.


Visto che invece che qualche etto ho raggiunto qualche chilo.
Aggiungo qualche grammo finale per pensare a come è andato questo open
data 2017 in tre punti:
- l'impatto e la governance rimangono ancora deboli
- c'è un hype mostruoso sulla trasparenza
- i dati, quelli buoni, rimangono ancora chiusi in scatola o te li
danno quando il prodotto ha già passato la scadenza

my2kilograms.

Ciao
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