On 29/09/2022 22:03, Gabor Balogh wrote:
> Dunque non vi è alcuna logica nelle farneticazioni di Short e di Smirin.
non è così semplice
né Smirin né Short sanno una cippa lippa di biologia, psicologia,
neurofisiologia e non avranno manco letto un libro di livello
divulgativo sulla materia, figuriamoci
nel loro modo semplice, da ignoranti, quasi infantile, di esprimersi
hanno detto che le donne sono più deboli perché in qualche modo più
stupide (almeno negli scacchi)
ora, debole può significare un milione di cose
la statistica dimostra al 210% che le donne sono più deboli. Dal punto
di vista puramente statistico. Punto.
1. sono una frazione dei maschi
2. la numero uno femminile é anni luce dalle prime posizioni, e cosi le
giocatrici a seguire
lo sappiamo benissimo che le donne hanno la possibilità di raggiungere
la vetta, Judith Polgar e Hu Yifan ne hanno dato un barlume
e in altri ambiti ad esempio scientifici, o artistici, ogni volta che
disparità fisiche/biologiche non c'entrano, lo sappiamo che le donne
possono raggiungere lo stesso livello, se non superiore
questo significa una cosa: stupidità, inferiorità intellettiva ecc. sono
tutte stronzate, ma grosse
Smirin non lo conosco bene, Short lo seguo da tanto tempo e ho la
sensazione che in entrambi i casi - piu sicuro Short, un po meno Smirin
- nessuno dei due, nonostante il modo da vaccari in cui si sono espressi
(soprattutto Smirin), NON vogliano intendere che le donne siano piú
stupide, ma che siano DIVERSE
nel senso che hanno interessi e finalità diverse, di nuovo, STATISTICAMENTE
perché? negli scacchi nessuno lo sa veramente, diciamo che gli studiosi
ovviamente se ne fottono, e gli articoli che sono venuti fuori a
riguardo sono un pietoso copia&incolla senza capo né coda
ma nella vita reale queste differenze sono documentate in decine e
decine di altri casi
sul perché non mi trovo proprio in accordo al 100% con la tua conclusione
la genetica, a partire da XX vs XY, gioca un ruolo molto importante
anche a livello celebrale
sebbene studi abbiano evidenziato che le differenze visibili dei
cervelli a livello morfologico siano quasi inesistenti - un po' come
dire l'hardware - il modo in cui uomini e donne funzionano é
obiettivamente diverso
questo perché a livello genetico le differenze ci sono e finiscono con
l'amplificarsi col passare del tempo (crescita e sviluppo dell'individuo)
a contribuire la separazione dei due sessi ci mette lo zampino
l'influenza esterna - epigenetica
é come dire: fra due individui, uno femminile e uno maschile, il punto
di partenza é molto molto ma molto simile ma basta un cincino per farli
divergere
se la divergenza sia più colpa della genetica e degli stimoli esterni,
la risposta la lascio agli studiosi, probabilmente passeranno altri 1000
anni e non troveremo due scienziati in pieno accordo, basti leggere
Richard Dawkins e tutte le citazioni al riguardo che fa
genetica prima, che poi influenza l'ambiente esterno o viceversa? é un
po' come l'uovo e la gallina, chi é venuto prima? (beh, la risposta
tecnicamente esatta é la gallina, c'é un interessante e divertente video
di Mercadini a riguardo)
fatto sta che, a mio modesto parere, stando le condizioni attuali
dell'homo sapiens, per quanti sforzi si facciano per incoraggiare le
donne, non ce la faremo davvero mai a raggiungere la piena parità negli
scacchi e se proprio dobbiamo raggiungerla preferirei vedere sforzi in
altri settori più produttivi
nei paesi scandinavi hanno seguito una politica di inclusione e
incoraggiamento per invogliare le ragazze/donne a seguire studi e
professioni tecniche, es. nel mondo dell'IT, ma di brutto, per anni. Ha
funzionato? Poco o niente
Se poi scadiamo nel tokenismo - che in pratica é quello che succede con
gli scacchi femminili - il danno a lungo é maggiore.
La mia opinione impopolare é quella di abolire titoli e tornei
femminili, salvaguardare la dignità, il rispetto reciproco, incoraggiare
il buone senso, e lasciare che "la natura faccia il suo corso"
P.S.: il mio "no" era a riguardo di Judith Polgar portata come esempio
*positivo*, per me non lo é: a nessun ragazzo/a auguro una famiglia del
genere