premesso che ci sono plastiche leggermente più adatte (in
senso meccanico, il PS è davvero molto fragile e quindi come
filmogeno inadeguato), tipo il PMMA e soprattutto il
policarbonato,
bisogna un attimo essere prudenti a cosa possa voler dire
impregnare un oggetto complicato (di struttura) come il Legno.
Perché il "principio attivo" della mistura è un polimero, e
il materiale stesso da impregnare è a base polimerica, anche
parzialmente reticolato (lignina), e in fase solida i
polimeri non diffondono praticamente in altri polimeri
diversi. Specialmente se si schifano (ad es. l'affinità
reciproca della parte cellulosica e del polistirene è circa
zero, con la lignina andrebbe meglio, ma essendo una resina
reticolata, è particolarmente ostico impregnarla).
Tuttavia è vero anche che il legno non è compatto, è tessuto
vascolare, e se impregnato nel modo opportuno, di roba ne
può assorbire parecchia e impregnarsi dall'interno.
Ora il problema è pratico : come sfruttare la struttura
vascolare ? Pitturando la superficie esterna di un trave
imho penetra poco ben, si formerà un FILM superficiale, una
pellicina, che come abbiamo visto aderisce così così ed è
rigida e fragile.
Bisognerebbe riuscire a far pescare (meglio ancora farlo
colare dall'alto) attraverso la sezione segata, perché la
maggior parte dei vasi xylematici è parallela all'asse del
palo o tavola. Vero che esistono anche vasi radiali (e nel
segato potrebbero essere esposti all'esterno, in un palo
intero ben pochi).
Autoclavare potrebbe aiutare la diffusività, ma fino a un
certo punto.
Insomma : lo vedrei più come un flatting di superficie (che
per carità, aiuta, quale tarlo si magnia lo strato
plastificato sin quando è integro ?) che come un trattamento
di impregnazione vero e proprio
Conviene piuttosto cercare altre molecoline preservanti di
piccole dimensioni, più diffusive e poco volatili
(diversamente poi il legno le rilascia anche nel tempo,
intendo, nessuno vieta di impregnare di naftalina sciolta in
cloroformio, ma poi col tempo sublima e te la respiri te !).
Un preservante semplicemente GRANDIOSO (ma che richiederebbe
trattamenti di condizionamento a caldo prolungati e
monitoraggio dei voc rilasciati) sarebbe con formalina (sol.
acquosa di formaldeide), che reagisce chimicamente e tramuta
il legno in un qualcosa di imputrescibile.
Però la formaldeide è volatile, quantomeno le tavole
andrebbero poi autoclavate per rimuovere l'eccedenza non ben
legata. Altrimenti ti becchi poi il tumore a respirare
formaldeide.
Un discreto compromesso, odore a parte, potrebbe essere una
soluzione di olio minerale esausto non troppo concentrata.
>
> nonostante un po' d'irritazione per la lingua orginale la
> curiosità ha avuto il sopravvento e mi interessa soprattutto
> la parte di impregnante legno
>
>
https://youtu.be/vLcC-RARG5Y?t=280
>
> avete idea di come si comporta nel tempo all'esterno con le
> varie dilatazioni per cado e freddo?