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Determinare la sicurezza del proprio impianto di terra domestico e salvavita [LUNGO]

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Cordy

unread,
Mar 29, 2008, 5:51:54 AM3/29/08
to
In un altro 3ed (salvavita e magneto-termico), gs ha lanciato un'idea.
Che ripropongo con un esempio pratico, alcuni suggerimenti ed un minimo
di teoria, per i suggerimenti da parte dei professionisti del ng e
l'utilizzo per chi ha dubbi sull'operato del proprio elettricista.
Questo 3ed credo sarebbe da considerare un contributo alla sicurezza di
tutti... s'è recentemente parlato in questo ng di leggi e sicurezza.
Ecco: questi sarebbero i test da far fare, sui propri impianti, ogni 10
anni, a tariffa convenzionata. S'aumenterebbe la sicurezza per davvero
(non sulla carta) e si genererebbe lavoro aggiuntivo per gli operatori.
Temo infatti che pochi impianti passerebbero i 3 test di cui parlo. Uno
è alla nostra portata, gli altri sono il pane quotidiano di ogni bravo
installatore elettrico.


gs ha scritto:
>
> Altrimenti con qualche resistenza di precisione (ed un fusibile), si
> potrebbe far circolare corrente di 30-33 mA (dipende anche dalla tensione
> che misuriamo o stimiamo ci sia nell'impianto).
>
> --
> Giorgio
>
>
>

Per chi non ha pratica con le leggi fondamentali dell'elettrotecnica,
formulo un esempio, giusto per dare un'idea e qualche consiglio pratico.
Correggete i miei errori, grazie.
Poniamo di comprare una spina e di collegare uno dei due poli e la terra
centrale ad una resistenza R. Ecco costruito un tester
prova-interruttore-differenziale. Come determinare qual è il valore
ottimale della resistenza R?

La prima cosa da fare, è determinare, con sufficiente precisione, la
tensione di rete su cui andiamo ad agire. Un tester digitale non proprio
cinese, diciamo un made in china marcato GBC (per la mia esperienza non
è pessimo) da 20 euro fa al caso nostro. Ok? Supponiamo di leggere,
sulla presa incriminata, 235 V. Dobbiamo fare in modo che a quella
tensione, circoli fra la fase e la terra, una corrente superiore a
quella di distacco dell'interrruttore differenziale. In quasi tutti i
salvavita domestici, è 30 mA, cioè 0,030 A.
La legge di Ohm dice che la resistenza è pari alla tensione divisa per
la corrente. In modo abbreviato, R = V / I
Le unità di misura da impiegare sono gli ohm, i volt e gli ampéré.
Quindi, dato che vogliamo far scattare il nostro salvavita da 30 mA
dovremo usare una corrente superiore, ma non troppo. Quale corrente
usare? Beh, consideriamo alcune cose:
1. non siamo il responsabile qualità del produttore. Ci basta aver salva
la vita.
2. un margine d'errore nella costruzione del salvavita, ovviamente, c'è.
Quindi se non scatta a 31 mA, non stracciamoci le vesti. L'importante è
determinare se ancora con 300 mA non scatta: la corrente sarebbe già
mortale!
3. stiamo testando l'insieme del circuito: cavi, presa, spina,
differenziale, giunzioni... meglio ricordare che tutto ciò ha una sua
resistenza, bassissima ma non nulla, che si somma alla ns. resistenza R
di test e che (data la legge di Ohm), a resistenza + alta corrisponde
corrente + bassa. Anche questo deve portarci a far la prova con una
corrente di test non esattamente al limite, ma un po' maggiorata.
4. Quando andremo a comprare la nostra resistenza, consideriamo che
anche se "di precisione" avrà una tolleranza industriale. Diciamo di
spendere un po' di + (qualche centesimo...) ed acquistare una +/- 1%.
Anche questo va considerato. Meglio prenderne cinque o sei e poi a casa
montare nella spina quella + vicina al valore che ci serve. Altro punto.
Non troveremo mai esattamente il valore che ci occorre, ma solo
un'approssimazione. Le resistenze vengono prodotte in serie industriali
con scale a 1, 3,3, 4,7 ecc. e relativi multipli di ohm. Se le mettiamo
una in fila all'altra (circuito in serie):
Fase-R1-R2-Terra
la resistenza totale è data dalla somma dei valori in ohm di R1 ed R2.
Ma se le mettiamo in parallelo (leghiamo insieme i capi delle due
resistenze e li infiliamo nei morsetti della spina), il valore totale
diventa: (R1+R2)/(R1*R2).

Tutto chiaro? Spero. Passiamo alla parte pratica. La teoria qui sopra
serve perchè potreste avere un diverso differenziale (a 60, 50, 10 o 3
mA) da testare o tensioni diverse. Da notare: la tensione va misurata al
momento della prova: varia di qualche volt (a volte anche tanti!) nel
corso della giornata e da spina a spina.

R = 235 / 0,035 = 6.714,28
Uhm... con due resistenze in serie da 3,3 kohm (3.300 ohm) dovrei
farcela. Magari converrà comprare anche un paio di resistenze da 10 e da
100 ohm, per aggiustamenti successivi. Il commesso ci chiederà: da
quanti Watt? Si determinano con la legge fondamental, W = V*I, cioè 235
* 0,04 (in questo caso, teniamoci larghi, per sicurezza...): 10 W.
Saranno resistenze belle cicciotte e non esattamente economiche, ma non
si può fare altrimenti... altrimenti si "svampano"! Torniamo alla
resistenza.
Facciamo il caso peggiore: le due resistenze sono entrambe al + 1%, cioè
invece di 3.300 ohm danno 3.333 ohm. Ciò significa: 6.666 ohm.
Se rovesciamo la nostra formuletta, abbiamo: I = V/R
Cioè: I= 235 / 6.666 = 0,03525 A periodico.

Con il caso + favorevole, che test facciamo? Mmmm.... 3.300 - 1% = 3.267
Cioè 6.534 ohm. Cioè 0, 3596 A
Tutto ciò ci conferma (c'era un metodo + semplice matematicamente, ma
per tranquillità di tutti ho preferito un esempio concreto...) che
abbiamo un test sufficientemente sicuro con una serie di resistenze di
precisione al +/- 1%. Infatti facciamo passare corrente da poco + di 35
a quasi 36 mA.

E se cambia molto la tensione? Cambia tutto! Qui le tolleranze in gioco
sono molto più elevate, attenzione, specie per i W!!!

Supponiamo di aver misurato una tensione piuttosto bassa, diciamo 214 V
(il dato contrattuale, se ricordo bene è 230V, -10/+7%). La nostra
corrente di prova è: 214/6.600 = 0,03242 cioè meno del 10% superiore a
0,030. Non è detto che il nostro differenziale abbia voglia di scattare....
Ma ancora: a 245 V (capita, capita... ne ho misurati personalmente 247,
in estate, sulla spina del mio pc... :-( ) la nostra corrente di prova
diventa: 245/6.600 = 0,037 A cioè un + 20% rispetto al dato di targa.
Non potremo dire di aver determinato con precisione la classe del
differenziale, ma almeno potremo dormire sonni tranquilli: l'intero
sistema è connesso e funziona. Insomma: la tensione è molto importante e
va misurata con una certa precisione.

Oh.... bene. Come procedere fisicamente?
1. la spina va collegata alle resistenze in modo che sia impossibile
toccare con le dita qualsiasi conduttore (IMPORTANTE! PERICOLO DI
FOLGORAZIONE!).
2. prima di procedere al test, staccate TUTTO. Ma proprio TUTTO. Se,
giusto per fare un esempio, la vostra lavatrice provoca una certa
dipersione, cambiamo drasticamente le condizioni di prova... inficiando
tutto il nostro sforzo. Inoltre, *rischiamo di far prendere la scossa a
qualcuno o di guastare qualche apparato elettronico!*
3. una per una proviamo tutte le prese. Prima misuriamo le tensioni, per
capire qual è la media. Se osserviamo differenze di +/- 2 o 3 V siamo
ancora nell'ordine dell1% e non ci sono problemi. Se le differenze fra
una presa e l'altra sono + importanti, meglio consultare un bravo
elettricista! Pronti?
Infiliamo la spina di test ed attendiamo il distacco. Quindi la leviamo,
riattiviamo il differenziale, segniamo in qualche modo la presa testata
e passiamo alla successiva. Io metterei dei memotag gialli su ogni
presa, al momento della misura delle tensioni, levandoli dopo il test,
se la cosa ha avuto successo.

Con questo metodo di prova, abbiamo determinato:
1. se il nostro interruttore di sicurezza differenziale (o salvavita)
funziona correttamente.
2. se la nostra rete di terra interna all'appartamento è collegata in
modo capillare. Capita che, per risparmiare, l'elettricista colleghi 30
cm di filo alla presa, li infila nel tubo e... ciao! No, mi correggo.
Non l'elettricista: il criminale.

Che cosa resta da controllare, per collaudare il nostro circuito
elettrico dell'appartamento e vivere tranquilli? Eh, ancora molto!

1. la funzionalità del magneto-termico. Non mi viene in mente un metodo
sicuro e quindi tralascio volutamente l'argomento. Se qualcuno sa un
metodo economico, parli!
2. la funzionalità della messa a terra dell'impianto di terra. Uhm,
conviene una rapida spiegazione, anche se già è stato detto in questo
stesso ng, in altri 3ed, almeno per unitarietà della trattazione.

L'impianto di messa a terra si compone di *due* parti fondamentali e che
lavorano insieme. 1: La rete di fili di terra, che raccolgono le parti
metalliche esposte delle utenze elettriche e che le portano ad una punta
di rame (puntazza...) infilata nel terreno e 2: il salvavita.
Quest'ultimo NON è collegato alla rete di terra! Si limita a verificare
che la corrente che entra corrisponda, non oltre una certa differenza
(di qui il nome di interruttore differenziale), alla corrente che esce.
In pratica, "conta gli elettroni" che passano sulla fase e sul neutro.
Quando la differenza supera il suo dato (nell'esempio nostro, 30 mA) di
sicurezza, dà per scontato che gli elettroni hanno trovato una via
diversa per tornare a casa loro, magari tramite il nostro corpo, si
preoccupa per noi e stacca tutto. :-)
Ed allora, se il salvavita stacca tutto e NON USA I FILI DI TERRA,
perchè mettere i fili di terra E SOPRATTUTTO LA PUNTAZZA?
Semplice. Il nostro vero salvavita, sono proprio loro. NON il differenziale.
Infatti, quando il differenziale scatta, noi la scossa, comunque,
l'abbiamo già presa. E senza un efficiente impianto di messa a terra
(fili + puntazza) anche bella forte! Tanto da rischiare la pelle, specie
in presenza di problemi particolari di salute. Il sistema di messa a
terra, in pratica, serve a... deviare buona parte della scossa su se
stesso. Risparmiandoci esperienze "elettrizzanti". Ed il salvavita a che
cosa serve, allora, direte voi? Due scopi: scattando ci informa di un
potenziale pericolo, ma soprattutto interrompe in pochi istanti
l'erogazione di corrente: senza di lui, continueremmo a prendere la
scossa, magari senza riuscire a staccarci. Ecco perchè i sistemi a
riarmo automatico sono da evitare il più possibile.
Come controllare la puntazza? E' un lavoro da professionisti. E quindi
anche questo argomento non viene qui trattato. Lavoro lungo e noioso,
anche se non costosissimo. MA richiede apparecchi non alla portata
economica dell'hobbysta. Se avete anche il benchè minimo dubbio sul
funzionamento, non esitate a far controllare e migliorare (niente
innaffiatura per raggiungere la misura...) il vostro impianto di messa a
terra.
Poi, ovviamente, se qualcuno sa fare un controllo a basso costo... scriva!

hausf

unread,
Mar 29, 2008, 7:25:15 AM3/29/08
to
Cordy ha scritto:

Complimenti, per la tua soluzione! Qualche anno fa la Beghelli vendeva un'aggeggio simile costituito appunto da una spina con all'interno una resistenza. Per quanto riguarda la messa a terra, se hai staccato tutti gli utilizzatori e il differenziale interviene, significa che esiste un coordinamento tra il differenziale e l'impianto di messa a terra e quindi secondo la (ex) legge 46/90 la parte che riguarda la protezione differenziale è ok.
Per la verifica termica, naturalmente è prossibile testarla con un carico resistivo stabile (es. stufette elettriche etc.) fino a raggiungere la portata dell'interruttore: 16A = 230x16 = 3.680Watt; mentre il test magnetico è vermente complesso e non so proprio come si potrebbe fare senza apparecchiature ed una fornitura elettrica adeguata.

Buon lavoro.


--
Questo articolo e` stato inviato dal sito web http://www.nonsolonews.it

ishka

unread,
Mar 29, 2008, 7:45:29 AM3/29/08
to
Cordy ha scritto:
> In un altro 3ed (salvavita e magneto-termico)... [MEGACUT]

interessante ma sorge spontanea la domanda
ed io che ho 2 fasi nella presa elettrica come faccio?

Twilight=crepuscolo

unread,
Mar 29, 2008, 9:39:44 AM3/29/08
to
hausf ha scritto:

> Complimenti, per la tua soluzione!

A te invece complimenti per il quoting.....

ValeX

unread,
Mar 29, 2008, 10:20:29 AM3/29/08
to

"Cordy" <stefano.cordera...@tiscali.it.invalid> ha scritto nel
messaggio news:47ee112a$0$16020$5fc...@news.tiscali.it...

Me se uno compra un salvavita e lo prova con l'apposito apparecchio e non
funziona come dovrebbe il negoziante lo cambia? E poi questi salvavita non
vengono testati in fabbrica uno ad uno?


Frasnt

unread,
Mar 29, 2008, 12:25:25 PM3/29/08
to
> Tutto chiaro? Spero. Passiamo alla parte pratica. La teoria qui sopra
> serve perchè potreste avere un diverso differenziale (a 60, 50, 10 o 3 mA)
> da testare o tensioni diverse. Da notare: la tensione va misurata al
> momento della prova: varia di qualche volt (a volte anche tanti!) nel
> corso della giornata e da spina a spina.
>
> R = 235 / 0,035 = 6.714,28
> Uhm... con due resistenze in serie da 3,3 kohm (3.300 ohm) dovrei farcela.
> Magari converrà comprare anche un paio di resistenze da 10 e da 100 ohm,
> per aggiustamenti successivi. Il commesso ci chiederà: da quanti Watt? Si
> determinano con la legge fondamental, W = V*I, cioè 235 * 0,04 (in questo
> caso, teniamoci larghi, per sicurezza...): 10 W. Saranno resistenze belle
> cicciotte e non esattamente economiche, ma non si può fare altrimenti...
> altrimenti si "svampano"! Torniamo alla resistenza.
> Facciamo il caso peggiore: le due resistenze sono entrambe al + 1%, cioè
> invece di 3.300 ohm danno 3.333 ohm. Ciò significa: 6.666 ohm.
> Se rovesciamo la nostra formuletta, abbiamo: I = V/R
> Cioè: I= 235 / 6.666 = 0,03525 A periodico.
>
> Con il caso + favorevole, che test facciamo? Mmmm.... 3.300 - 1% = 3.267
> Cioè 6.534 ohm. Cioè 0, 3596 A
> Tutto ciò ci conferma (c'era un metodo + semplice matematicamente, ma per
> tranquillità di tutti ho preferito un esempio concreto...) che abbiamo un
> test sufficientemente sicuro con una serie di resistenze di precisione al
> +/- 1%. Infatti facciamo passare corrente da poco + di 35 a quasi 36 mA.

Non è possibile fare la stessa cosa utilizzando delle lampadine, che sono
più facili da reperire? Alla fine sono sempre resistenze. Ad esempio si
potrebbe collegare una lampadina da 10 W tra fase e terra.

Comunque è un tread molto utile. Ne era stato postato anche un altro un po'
di mesi fa in cui si parlava di verificare solo l'impianto di terra
collegandovi una lampadina, qualcuno ha il link?

--
Frasnt


Infra

unread,
Mar 29, 2008, 1:06:14 PM3/29/08
to
On Mar 29, 12:45 pm, ishka <is...@fintamail.org> wrote:
> ed io che ho 2 fasi nella presa elettrica come faccio?

Abiti a Roma, eh? :-)

Semplicemente misuri la tensione tra una fase e (una buona) terra e la
usi come riferimento per tutti i calcoli descritti.

Se dubiti della qualità della terra, misura la tensione tra le due
fasi e dividila per 1,73. Al netto di pochi volt (da me sono circa 5)
hai la tensione tra fase e terra.

Ciao,
Marco

Infra

unread,
Mar 29, 2008, 1:19:48 PM3/29/08
to
On Mar 29, 5:25 pm, "Frasnt" <nos...@nospam.it> wrote:
> Non è possibile fare la stessa cosa utilizzando delle lampadine, che sono
> più facili da reperire? Alla fine sono sempre resistenze. Ad esempio si
> potrebbe collegare una lampadina da 10 W tra fase e terra.

Purtoppo la resistenza del filamento cambia sensibilmente con la
temperatura. I 10W sono riferiti ad una tensione di 230V e filamento
incandescente. A lampadina spenta, la resistenza è decisamente più
bassa.

> Comunque è un tread molto utile. Ne era stato postato anche un altro un po'
> di mesi fa in cui si parlava di verificare solo l'impianto di terra
> collegandovi una lampadina, qualcuno ha il link?

Non so se ti riferisci a questo metodo poco raccomandabile che avevo
descritto un po' di tempo fa: http://groups.google.com/group/it.hobby.fai-da-te/msg/a9898724cbbbef96

In realtà, a parte la curiosità accademica sul come poterlo fare senza
costosi strumenti, sconsiglio caldamente di seguire il metodo.
Soprattutto e in special modo se non si è più che pratici ed esperti.
Se può contare qualcosa: io non l'ho fatto né lo farei... :-)

Ciao,
Marco

gs

unread,
Mar 30, 2008, 8:38:01 AM3/30/08
to

"Cordy" <stefano.cordera...@tiscali.it.invalid> ha scritto nel
messaggio news:47ee112a$0$16020$5fc...@news.tiscali.it...

> Ecco: questi sarebbero i test da far fare, sui propri impianti, ogni 10

> anni, a tariffa convenzionata. S'aumenterebbe la sicurezza per davvero
> (non sulla carta)

Assolutamente d'accordo. Io l'ho messo da anni, come consiglio nelle note
aggiuntive (facoltative) delle dichiarazioni di conformità anche per i pochi
impianti civili che facciamo.
Ho indicato un termine di cinque anni, ma già dieci sarebbe buon inizio.
Cerco di eseguire prove in occasione di altri lavori (riparazioni, modifiche
o ampliamenti).

cut


> formulo un esempio, giusto per dare un'idea e qualche consiglio pratico.
> Correggete i miei errori, grazie.

Tutto giusto, solo qualche nota aggiuntiva di precisazione qua e là.

> Poniamo di comprare una spina e di collegare uno dei due poli e la terra
> centrale ad una resistenza R. Ecco costruito un tester
> prova-interruttore-differenziale. Come determinare qual è il valore
> ottimale della resistenza R?

cut


> Quindi, dato che vogliamo far scattare il nostro salvavita da 30 mA
> dovremo usare una corrente superiore, ma non troppo. Quale corrente usare?
> Beh, consideriamo alcune cose:
> 1. non siamo il responsabile qualità del produttore. Ci basta aver salva
> la vita.
> 2. un margine d'errore nella costruzione del salvavita, ovviamente, c'è.

Io uso differenziali principalmente di due marche, quindi il campione è
relativo. A seconda di produttore e tipo, le misure che ho fatto indicano
soglia di intervento tra 18 e 29 mA. Altrettanto importante è il tempo di
interevento. Ma quello non è misurabile in ambito fai da te.

> Quindi se non scatta a 31 mA, non stracciamoci le vesti. L'importante è
> determinare se ancora con 300 mA non scatta: la corrente sarebbe già
> mortale!

Si e no. Se l'impianto non ha collegamento a terra, la sicurezza dipende
solo dal differenziale. Che deve avere necessariamente valore di intervento
molto vicino a 30 mA.
Se invece l'impianto ha collegamento a terra, ai fini della sicurezza, il
differenziale può avere valore fino a 50/resistenza di terra (mentre se è un
differenziale a protezione di un circuito prese, deve sempre avere soglia 30
mA)

> 3. stiamo testando l'insieme del circuito: cavi, presa, spina,
> differenziale, giunzioni... meglio ricordare che tutto ciò ha una sua
> resistenza, bassissima ma non nulla, che si somma alla ns. resistenza R di
> test e che (data la legge di Ohm), a resistenza + alta corrisponde
> corrente + bassa.

Hanno valore talmente basso che non cambiano la prova. In casi particolari
possono invece influire la resistenza di terra e quella di messa a terra
del neutro in cabina MT/BT.

cut


> Il commesso ci chiederà: da quanti Watt? Si determinano con la legge
> fondamental, W = V*I, cioè 235 * 0,04 (in questo caso, teniamoci larghi,
> per sicurezza...): 10 W.

La prova ha durata talmente limitata che, imho, probabilmente si potrebbero
usare resistenze da 5W o meno.

cut


> Oh.... bene. Come procedere fisicamente?
> 1. la spina va collegata alle resistenze in modo che sia impossibile
> toccare con le dita qualsiasi conduttore (IMPORTANTE! PERICOLO DI
> FOLGORAZIONE!).

aggiungerei anche in fusibile rapido da 250 mA in serie. In modo che se
qualcosa si cortocircuitasse, si limiterebbero rischi e problemi


.
> 2. prima di procedere al test, staccate TUTTO. Ma proprio TUTTO. Se,
> giusto per fare un esempio, la vostra lavatrice provoca una certa
> dipersione, cambiamo drasticamente le condizioni di prova... inficiando
> tutto il nostro sforzo. Inoltre, *rischiamo di far prendere la scossa a
> qualcuno o di guastare qualche apparato elettronico!*

Ricordiamoci anche che durante la misura, portiamo in tensione l'impianto di
terra. Con possibili problemi, oltre che di sicurezza, anche funzionali per
alcuni apparecchi (che non gradiscono massa a potenziale non nullo).
Se l'impianto di terra fosse condominiale, avremmo aggravante di estendere
problema anche agli altri appartamenti.
Occorrerebbe quindi fare ben attenzione a non eseguire la misura con alti
valori di corrente o per lunghi tempi..

cut


> Infiliamo la spina di test ed attendiamo il distacco. Quindi la leviamo,
> riattiviamo il differenziale, segniamo in qualche modo la presa testata e
> passiamo alla successiva.

Povero differenziale, così lo sottoponiamo ad uno stress eccessivo!
Io farei prova solo su un paio di prese. Per le altre basta misurare
continuità del conduttore di protezione.
Per farlo non avendo strumento dedicato: Tester su ohm. Puntali tra il polo
di terra di una presa su cui abbiamo effettuato precedentemente la misura ed
il polo di terra di un'altra presa. Il tester deve indicare resistenza
praticamente nulla.

cut


> Con questo metodo di prova, abbiamo determinato:
> 1. se il nostro interruttore di sicurezza differenziale (o salvavita)
> funziona correttamente.
> 2. se la nostra rete di terra interna all'appartamento è collegata in modo
> capillare.

> Che cosa resta da controllare, per collaudare il nostro circuito elettrico

> dell'appartamento e vivere tranquilli? Eh, ancora molto!
>
> 1. la funzionalità del magneto-termico. Non mi viene in mente un metodo
> sicuro e quindi tralascio volutamente l'argomento. Se qualcuno sa un
> metodo economico, parli!

Tralascerei, guasti veramente poco probabili.
La parte magnetica è assolutamente da non provare fuori da un laboratorio
di prova apposito (anche perchè poi è probabilmente da buttare).
Si può solo provare la parte termica collegando un pò di carichi. Ma non mi
pare necessario.
Se non ci va di lasciare carichi connessi per ore, secondo me è sufficiente
spegnere ed accendere magnetotermici. Tanto per verificare che non si siano
incollati i contatti (molto improbabile su un impianto civile).

> 2. la funzionalità della messa a terra dell'impianto di terra.

cut


> Come controllare la puntazza? E' un lavoro da professionisti. E quindi
> anche questo argomento non viene qui trattato. Lavoro lungo e noioso,
> anche se non costosissimo. MA richiede apparecchi non alla portata
> economica dell'hobbysta.

In ambito civile, quasi sempre è possibile fare misura della resistenza
dell'anello di guasto ("Loop"), collegando direttamente strumento in una
presa.
Consiste nella misura della somma delle varie resistenze del circuito. Si
ottiene risultato che può essere non preciso, ma essendo errore a favore
della sicurezza, va più che bene.
La prova si esegue al massimo in 15 minuti, considerando anche caso peggiore
di doversi collegare direttamente sotto il contatore.

cut


> Poi, ovviamente, se qualcuno sa fare un controllo a basso costo... scriva!

Forse prova con metodo volt-amperometrico. Ma serve comunque un
trasformatore, un voltmetro, un amperometro e soprattutto un pò di pratica
per il posizionamento delle sonde di misura.

Ciao
--
Giorgio


Borl8

unread,
Mar 30, 2008, 5:11:18 PM3/30/08
to
...cut...

> Saranno resistenze belle cicciotte e non esattamente economiche, ma non si
> può fare altrimenti... altrimenti si "svampano"! Torniamo alla resistenza.
> Facciamo il caso peggiore: le due resistenze sono entrambe al + 1%, cioè
> invece di 3.300 ohm danno 3.333 ohm. Ciò significa: 6.666 ohm.
> Se rovesciamo la nostra formuletta, abbiamo: I = V/R
> Cioè: I= 235 / 6.666 = 0,03525 A periodico.
>
> Con il caso + favorevole, che test facciamo? Mmmm.... 3.300 - 1% = 3.267
> Cioè 6.534 ohm. Cioè 0, 3596 A
> Tutto ciò ci conferma (c'era un metodo + semplice matematicamente, ma per
> tranquillità di tutti ho preferito un esempio concreto...) che abbiamo un
> test sufficientemente sicuro con una serie di resistenze di precisione al
> +/- 1%. Infatti facciamo passare corrente da poco + di 35 a quasi 36 mA.
...cut...
Allora, una cosa del genere del genere, come ha osservato qualcuno, lo
costruiva la OVA e si chiamava SECURTEST.
Volevo autocostruirmelo (hai appena descritto come) perchè fuori produzione,
poi visto che c'era su ebay l'ho preso a 5 euro (più spese). Ogni
tanto qualcuno li vende (probabili rimanenze o fondi di magazzino).
Lo uso per il test completo (scatto e riarmo) del mio differenziale (che ha
il restart automatico).


ishka

unread,
Mar 30, 2008, 6:55:57 PM3/30/08
to
Infra ha scritto:

> On Mar 29, 12:45 pm, ishka <is...@fintamail.org> wrote:
>> ed io che ho 2 fasi nella presa elettrica come faccio?
>
> Abiti a Roma, eh? :-)

anche tu di queste parti? :-D

> Semplicemente misuri la tensione tra una fase ...

merci'?

non so se approfittare della tua cortese gentilezza, se posso avrei una domanda alla quale
fino ad ora non mi ha mai dato una risposta nessuno. Sempre su impianto trifase.
Se mi dai il permesso te la espongo.

Cordy

unread,
Mar 31, 2008, 5:13:43 AM3/31/08
to
gs ha scritto:

> "Cordy" <stefano.cordera...@tiscali.it.invalid> ha scritto nel
> messaggio news:47ee112a$0$16020$5fc...@news.tiscali.it...
>
>
ZAP! Grazie per le indicazioni. Contavo proprio sul tuo contributo...
:-) E ne approfitto subito.

>> 2. la funzionalità della messa a terra dell'impianto di terra.
>>
> cut
>
>> Come controllare la puntazza? E' un lavoro da professionisti. E quindi
>> anche questo argomento non viene qui trattato. Lavoro lungo e noioso,
>> anche se non costosissimo. MA richiede apparecchi non alla portata
>> economica dell'hobbysta.
>>
>
> In ambito civile, quasi sempre è possibile fare misura della resistenza
> dell'anello di guasto ("Loop"), collegando direttamente strumento in una
> presa.
> Consiste nella misura della somma delle varie resistenze del circuito. Si
> ottiene risultato che può essere non preciso, ma essendo errore a favore
> della sicurezza, va più che bene.
> La prova si esegue al massimo in 15 minuti, considerando anche caso peggiore
> di doversi collegare direttamente sotto il contatore.
>

Ehm... non è che si capisca molto. Per ciò che so io, non è una cosa che
si possa eseguire fai-da-te con strumenti da pochi soldi.
Se puoi chiarire...

> cut
>
>> Poi, ovviamente, se qualcuno sa fare un controllo a basso costo... scriva!
>>
>
> Forse prova con metodo volt-amperometrico. Ma serve comunque un
> trasformatore, un voltmetro, un amperometro e soprattutto un pò di pratica
> per il posizionamento delle sonde di misura.
>
> Ciao
> --
> Giorgio
>

Uhm, anche qui, non ci ho capito granchè...

Cordy

unread,
Mar 31, 2008, 5:15:11 AM3/31/08
to
Borl8 ha scritto:
> ....cut...

>
>> Saranno resistenze belle cicciotte e non esattamente economiche, ma non si
>> può fare altrimenti... altrimenti si "svampano"! Torniamo alla resistenza.
>> Facciamo il caso peggiore: le due resistenze sono entrambe al + 1%, cioè
>> invece di 3.300 ohm danno 3.333 ohm. Ciò significa: 6.666 ohm.
>> Se rovesciamo la nostra formuletta, abbiamo: I = V/R
>> Cioè: I= 235 / 6.666 = 0,03525 A periodico.
>>
>> Con il caso + favorevole, che test facciamo? Mmmm.... 3.300 - 1% = 3.267
>> Cioè 6.534 ohm. Cioè 0, 3596 A
>> Tutto ciò ci conferma (c'era un metodo + semplice matematicamente, ma per
>> tranquillità di tutti ho preferito un esempio concreto...) che abbiamo un
>> test sufficientemente sicuro con una serie di resistenze di precisione al
>> +/- 1%. Infatti facciamo passare corrente da poco + di 35 a quasi 36 mA.
>>
> ....cut...

> Allora, una cosa del genere del genere, come ha osservato qualcuno, lo
> costruiva la OVA e si chiamava SECURTEST.
> Volevo autocostruirmelo (hai appena descritto come) perchè fuori produzione,
> poi visto che c'era su ebay l'ho preso a 5 euro (più spese). Ogni
> tanto qualcuno li vende (probabili rimanenze o fondi di magazzino).
> Lo uso per il test completo (scatto e riarmo) del mio differenziale (che ha
> il restart automatico).
>
>
>
Se non inficia la garanzia e non distrugge l'oggetto, sono curioso:
quando ti arriva, provi a capire com'è fatto DENTRO e ce lo descrivi?

gs

unread,
Mar 31, 2008, 6:48:18 PM3/31/08
to

"Cordy" <stefano.cordera...@tiscali.it.invalid> ha scritto nel
messaggio news:47f0ab34$0$16042$5fc...@news.tiscali.it...

> gs ha scritto:
>> "Cordy" <stefano.cordera...@tiscali.it.invalid> ha scritto
>> nel messaggio news:47ee112a$0$16020$5fc...@news.tiscali.it...
>>
> ZAP! Grazie per le indicazioni. Contavo proprio sul tuo contributo... :-)
> E ne approfitto subito.

Quale onore. Ringrazio per la fiducia, ma ci sono persone molto più
preparate (che però forse non hanno voglia di scrivere).

cut


>> In ambito civile, quasi sempre è possibile fare misura della resistenza
>> dell'anello di guasto ("Loop"), collegando direttamente strumento in una
>> presa.
>> Consiste nella misura della somma delle varie resistenze del circuito. Si
>> ottiene risultato che può essere non preciso, ma essendo errore a favore
>> della sicurezza, va più che bene.
>> La prova si esegue al massimo in 15 minuti, considerando anche caso
>> peggiore di doversi collegare direttamente sotto il contatore.
>>
>
> Ehm... non è che si capisca molto. Per ciò che so io, non è una cosa che
> si possa eseguire fai-da-te con strumenti da pochi soldi.
> Se puoi chiarire...
>

Mi riferivo alla tua frase "Lavoro lungo e noioso". In realtà per impianti
civili, in cui si può usare quel tipo di strumento (Loop Meter), è semplice
e sbrigativa.
Comunque non fattibile fai-da-te (soprattutto per il costo dello
strumento).
Se vuoi sapere come si effettua la misura, ti cerco qualche schema
esplicativo.

>> cut
>>
>>> Poi, ovviamente, se qualcuno sa fare un controllo a basso costo...
>>> scriva!
>>>
>>
>> Forse prova con metodo volt-amperometrico. Ma serve comunque un
>> trasformatore, un voltmetro, un amperometro e soprattutto un pò di
>> pratica per il posizionamento delle sonde di misura.
>>
>> Ciao
>> --
>> Giorgio
>>
>
> Uhm, anche qui, non ci ho capito granchè...

Semplificando: si scollega conduttore che collega impianto di terra al
dispersore da provare.
Si inietta corrente nel terreno mediante un piccolo picchetto posizionato ad
una certa distanza D dal dispersore (quindi praticamente si collega uscita
trasformatore tra questo picchetto ed il dispersore).
Si pianta altro picchetto a distanza D/2. Si misura tensione tra questo
picchetto ed il dispersore.
Misurando corrente di prova e tensione risultante, si ricava resistenza di
terra.
Forse questa prova potrebbe essere fatta da un "bricoleur" con conoscenze
elettriche. Non ci sarebbero grossi costi di materiale. Serve però un pò di
pratica per il posizionamento corretto dei picchetti di prova e sapere che
per la durata della prova, il dispersore "va in tensione".

--
Giorgio


Frasnt

unread,
Apr 1, 2008, 5:40:47 AM4/1/08
to
Purtoppo la resistenza del filamento cambia sensibilmente con la
temperatura. I 10W sono riferiti ad una tensione di 230V e filamento
incandescente. A lampadina spenta, la resistenza č decisamente piů
bassa.
*******************
Ma come verifica di massima potrebbe andare lo stesso, vero? Al massimo
facendo scaldare un pň la lampadina.

> Comunque č un tread molto utile. Ne era stato postato anche un altro un

> po'
> di mesi fa in cui si parlava di verificare solo l'impianto di terra
> collegandovi una lampadina, qualcuno ha il link?

Non so se ti riferisci a questo metodo poco raccomandabile che avevo
descritto un po' di tempo fa:
http://groups.google.com/group/it.hobby.fai-da-te/msg/a9898724cbbbef96

**********
Il metodo era quello, ma il tread me lo ricordo un pň piů lungo.

--
Frasnt


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