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Le responsabilità di Mussolini verso l'olocausto

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Luigi Miragliuolo

unread,
Apr 30, 2002, 5:08:19 AM4/30/02
to

Alessandro Antola

unread,
Apr 30, 2002, 4:17:07 PM4/30/02
to
Ho letto, francamente non mi sorprende perche solo la debolezza mentale di
chi vive nel mito poteva credere alla non complicità della gerarchia
fascista nei confronti dello sterminio degli ebrei.
Complimenti Luigi per la tua segnalazione.
P.S. hai visto Sciuscià dove si parlava dello spettacolo al teatro
"Vascello" ?
--
alessandro antola
http://digilander.iol.it/ladecimamas/

"Luigi Miragliuolo" <luigi.mi...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:aaln2c$g5c$1...@fe1.cs.interbusiness.it...

Luigi Miragliuolo

unread,
May 1, 2002, 4:22:11 AM5/1/02
to

"Alessandro Antola" <devitogliereper...@freemail.it> ha scritto
nel messaggio news:7ZCz8.83113$vF6.2...@news2.tin.it...

Luigi Miragliuolo

unread,
May 1, 2002, 4:26:51 AM5/1/02
to
Si ho visto, ma avevo anche letto diffusamente su Repubblica.
In tutto questo emergere di aologia al fascismo c'e' anche una grossa colpa
da parte dei partiti che si dicono eredi dei valori della resistenza. Quando
in parlamento si sentono le odi di un ministro di Salo', implicato pure
nell'omicidio dei fratelli Rosselli e nessuno si alza per sbattere in faccia
questa cosa, e' evidente che si finisce come al vascello.

Fortunatamente come Marx, la storia si ripete sempre 2 volte, la prima volta
finisce in tragedia, le seconda e' una farsa.

Pensa che di questo documento, non si parla mai, anche se da solo basta e
avanza per comprendere tutto quello che e' accaduto.

"Alessandro Antola" <devitogliereper...@freemail.it> ha scritto
nel messaggio news:7ZCz8.83113$vF6.2...@news2.tin.it...

sergio

unread,
May 1, 2002, 5:24:05 AM5/1/02
to
"Luigi Miragliuolo" <luigi.mi...@iol.it> wrote in message

> http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionefascismo.htm

complimenti per la segnalazione e bentornato nel ng :)

ciao
Sergio


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

vg

unread,
May 4, 2002, 9:03:21 AM5/4/02
to
"Luigi Miragliuolo" <luigi.mi...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:aaln2c$g5c$1...@fe1.cs.interbusiness.it...

Perdonatemi ma qualche dubbio sull'autenticità di questo documento mi sembra
lecito averlo; non c'è una vidimazione ufficiale o una firma, in effetti si
tratta solo di un appunto; di documenti del genere con una macchina da
scrivere e un pò di buona volontà uno ne crea quanti ne vuole.
Anche se il documento è autentico poi, chi può sostenere che Mussolini ha
visto e approvato ?

Ciao a tutti.


Luigi Miragliuolo

unread,
May 4, 2002, 11:08:22 AM5/4/02
to

"vg" <vgian...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:u_QA8.5320$5k4.1...@twister2.libero.it...

> Perdonatemi ma qualche dubbio sull'autenticità di questo documento mi
sembra
> lecito averlo; non c'è una vidimazione ufficiale o una firma, in effetti
si
> tratta solo di un appunto; di documenti del genere con una macchina da
> scrivere e un pò di buona volontà uno ne crea quanti ne vuole.
> Anche se il documento è autentico poi, chi può sostenere che Mussolini ha
> visto e approvato ?
>
> Ciao a tutti.

Questa e' proprio comica ! C'e' il visto con tanto di nulla osta autografo
di Mussolini in persona, cosa serve di piu' ? Anche il nulla osta con la
firma autografa si crea da solo ? Si rivolga agli ebrei croati.

Una seduta spiritica ? Non e' roba nuova, si tratta di una documento che e'
al centro documentazione ebraico di Milano. Ho capito, quando non sappiamo
proprio cosa dire si tratta del complotto giudaico mondiale.

vg

unread,
May 4, 2002, 2:23:32 PM5/4/02
to

"Luigi Miragliuolo" <luigi.mirag...@iol.it> ha scritto nel
messaggio news:GPSA8.3971$CN3.1...@news2.tin.it...

Non mi sembra il caso di agitarsi tanto, io avevo solo sollevato qualche
dubbio in quanto non avevo
visto timbri o firme ma confesso la mia ignoranza in fatto di documenti
storici;
se lei che evidentemente è più esperto mi assicura che la scritta "nulla
osta" l'ha apposta
Mussolini in persona non dico più niente; potrebbe indicarmi qual'è il visto
per cortesia ? ribadisco
la mia ignoranza e forse a causa di questa non riesco proprio a vederlo; è
qualche scarabocchio
vicino alla suddetta scritta ?
Mi perdoni ,e con questo non voglio assolutamente essere polemico, se non
riesco a vedere cose che forse
a lei paiono ovvie e la ringrazio in anticipo per i chiarimenti che vorrà
darmi.

Infine le devo dire che non gradisco il fatto mi sia del fascista o
dell'antisionista solo perchè sollevo
semplici dubbi su un documento, non è che dobbiamo accettare qualunque cosa
senza farci domande
solo perchè servono a incolpare Mussolini; se la serietà e la provenienza
delle fonti è richiesta a chi vuole
"rivedere", mi conceda labrutta parola, la storia la si deve pretendere da
chiunque voglia apportare nuovi fatti,
documenti o testimonianze.

Cordiali saluti.

Luigi Miragliuolo

unread,
May 4, 2002, 2:39:42 PM5/4/02
to

"vg" <vgian...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:FGVA8.6973$5k4.1...@twister2.libero.it...

>
> Non mi sembra il caso di agitarsi tanto, io avevo solo sollevato qualche
> dubbio in quanto non avevo
> visto timbri o firme ma confesso la mia ignoranza in fatto di documenti
> storici;

Come ha fatto a non vederli ?

> se lei che evidentemente è più esperto mi assicura che la scritta "nulla
> osta" l'ha apposta
> Mussolini in persona non dico più niente; potrebbe indicarmi qual'è il
visto
> per cortesia ?

La M, la singola M, Mussolini firmava con una singola M. Lo sanno pure le
pietre, e la scritta NULLA OSTA e' di Mussolini in persona. Quel documento
e' una prova schiacciante pubblicata perfino da Arrigo Petacco in Storia del
FAscismo, gia' 25 anni fa. Solo che i "revisionisti" in Italia vogliono
revisionare i libri non letti, e allora spesso cadono in questi piccoli
errori come ha fatto Lei. Di recente, lo storico francese Milla' ha scritto
una biografia di Mussolini, e ha ricordato come De Felice avesse passato la
cancellina sulle responsabilita' di Mussolini circa l'olocausto. Sa il
revisionismo e' una cosa seria, e il farlo fare a giornalisti improvvisati a
storici porta spesso a fare brutte figure.

.......> a lei paiono ovvie e la ringrazio in anticipo per i chiarimenti
che vorrà
> darmi.

E' ovvio solo che Lei nega perfino l'evidenza.

> Infine le devo dire che non gradisco il fatto mi sia del fascista o
> dell'antisionista solo perchè sollevo
> semplici dubbi su un documento, non è che dobbiamo accettare qualunque
cosa
> senza farci domande
> solo perchè servono a incolpare Mussolini; se la serietà e la provenienza
> delle fonti è richiesta a chi vuole
> "rivedere", mi conceda labrutta parola, la storia la si deve pretendere da
> chiunque voglia apportare nuovi fatti,
> documenti o testimonianze.

Che Lei non ha saputo nemmeno revisionare. Ha solo fatto finta di non sapere
come firmava Mussolini. Piu' che revisionismo si tratta di una svista
notevole direi, ma si sa ognuno s'impicca con la corda che si ritrova.

artamano

unread,
May 5, 2002, 5:19:10 PM5/5/02
to

Luigi Miragliuolo ha scritto nel messaggio ...


veramente in questo documento si allude alla deportazione ma non si parla di
sterminio ne di camere a gas.Tutto dipende dal fatto che si creda o meno
all'olocausto.Se lo si da'per scontato allora la decisione di collaborare
con i tedeschi diventa partecipazione allo sterminio.Ma altrimenti le cose
cambiano.
Non si tratterebbe di niente di diverso dalla deportazione dei giapponesi
residenti in USA o degli italiani all'estero.

http://members.tripod.com/~revisionismo/index.htm
Il mito dello sterminio ebraico
Introduzione storico-bibliografica alla storiagrafia revisionista
di Carlo Mattogno


Parte prima
I -- "NESSUN DOCUMENTO E' RIMASTO, NE' FORSE E' MAI ESISTITO".

Ciò che più colpisce nello studio della vastissima letteratura consacrata
allo "sterminio" degli ebrei, è l'enorme sproporzione che esiste tra
un'accusa così grave e la fragilità delle prove addotte a sostegno di essa.

In effetti l'elaborazione e la realizazzione di un "piano di sterminio" così
gigantesco avrebbe richiesto una organizzazione tecnica, economica e
amministrativa assai complessa, come rileva Enzo Collotti:

"Ma è facile comprendere che una così immane tragedia non poteva essere
materialmente opera soltanto di poche centinaia o anche dì poche migliaia di
uomini, non poteva realizzarsi senza un'organizzazione capillare che
attingesse aiuti e collaborazione nei settori più disparati della vita
nazionale, praticamente in tutti i rami dell'amministrazione, senza cioè la
connivenza di milioni di persone, che sapevano, che vedevano, che
acconsentivano o che comunque, anche se non erano d'accordo, tacevano e il
più delle volte lavoravano senza reagire a dare il loro contributo
all'ingranaggio della persecuzione e dello sterminio" (1).

Gerald Reitlinger sottolinea che "nella Germania di Hitler abbiamo uno Stato
poliziesco al massimo grado, che lasciò documenti a centinaia di tonnellate
e testimoni preziosi a migliaia di unità", sicché, in conclusione, "non
[4]

vi è stato nulla, in verità, che questo. avversario non abbia affidato alla
carta" (2).

Alla fine della seconda guerra mondiale gli Alleati sequestrarono "tutti gli
archivi segreti del governo tedesco, compresi i documenti del Ministero
degli Esteri, dell'Esercito e della Marina, del Partito nazionalsocialista e
della polizia segreta di Stato, di Heinrich Himmler" (3).

Tali "archivi furono vagliati dalle Potenze vincitrici in vista del processo
di Norimberga:

"Centinaia di migliaia di documenti tedeschi sequestrati furono raccolti in
gran fretta a Norimberga per essere usati come prove nel processo contro i
principali criminali di guerra nazisti" (4).

Gli Americani da soli esaminarono 1.100 tonnellate di documenti (5), tra i
quali ne selezionarono 2.500 (6).

Ci si aspetterebbe dunque di essere sommersi da una marea di documenti
comprovanti la realtà dello "sterminio" ebraico, ma le cose stanno assai
diversamente, come ammette Léon Poliakov:

"Gli archivi del Terzo Reich e le deposizioni e i racconti dei capi nazisti,
ci permettono di ricostruire nei particolari la nascita e lo sviluppo dei
piani di aggressione, delle campagne militari e di tutta la gamma di
procedimenti con i quali i nazisti intendevano rifare a guisa loro il mondo.

Soltanto il piano di sterminio degli Ebrei, per quanto concerne la sua
concezione, come per molti altri aspetti essenziali, rimane avvolto nella
nebbia.
[5]
Deduzioni e considerazionì psicologiche, racconti di terza o di quarta mano,
ci permettono però di ricostruirne lo sviluppo con notevole approssimazione.

Molti particolari, tuttavia, resteranno per sempre sconosciuti. Per quanto
riguarda la concezione propriamente detta del piano di sterminio totale, i
tre o quattro principali responsabili non sono più in vita.

Nessun documento è rimasto, né forse è mai esistito. Di tanta segretezza i
capi del Terzo Reich, millantatori e cinici come in altre circostanze (7),
circondarono il, loro cnmine maggiore" (8).

Dal tempo della prima stesura dell'opera di Léon Poliakov (9) la situazione
non è mutata:

"Malgrado la grande messe di documenti nazisti catturati dagli Alleati alla
fine della guerra, ci mancano proprio i documenti che riguardano il processo
di formazione dell'idea della "soluzione finale della questione ebraica" al
punto che, fino ad ora, è difficile dire come quando e chi esattamente dette
l'ordine di sterminare gli ebrei" (10).

Il "piano di sterminio totale" resta avvolto nel mistero anche dal punto di
vista tecnico, economico e amministrativo:

"Il genio tecnico dei Tedeschi permise loro di organizzare nel giro di pochi
mesi una industria della morte razionale ed efficace. Come ogni altra
industria, anch'essa comportava studi di ricerca e di perfezionamento,
servizi amministrativi, ed anche una contabilità e degli archivi.
[6]
Diversi aspetti di queste attività ci restano ignoti, avvolti in un segreto
senza confronto più, impenetrabile di quello di altre industrie di guerra
tedesche.

I tecnici dei razzi e dei siluri tedeschi, i pianificatori dell'economia del
Reich, sono sopravvissuti e hanno consegnato ai vincitori i loro piani e i
loro procedimenti; i tecnici della morte sono scomparsi quasi tutti dopo
aver distrutto i loro archivi.

Campi di sterminio erano sorti, con istallazioni dapprima rudimentali, poi
via via più perfezionate: chi curò questa perfetta efficienza? Essa rivela
una profonda e sicura conoscenza della psicologia della folle, utilizzata al
fine di rendere perfettamente docili gli uomini votati alla morte; chi ne
furono i promotori?

Tutte domande a cui non possiamo dare per il momento (11) che risposte
frammentarie e talora ipotetiche" (12).


"Notizie frammentarie ci permettono di intravvedere la parte avuta dai
tecnici dell'eutanasía nello sterminio degli Ebrei della Polonia. Ma molti
punti restano ancora oscuri; in linea generale, della storia dei campi
polacchi si ha una conoscenza molto imperfetta" (13).

Ma un "piano di sterminio" sistematico presuppone evidentemente un ordine
specifico che, per forza di cose, non può non essere imputato al Führer.
Inutile dire che questo fantomatico "Führerbefehl" (ordine del Führer) è
immerso nella più impenetrabile oscurità:
[7]

"Fino ad oggi non è stato trovato un ordine scritto dì Hitler di uccidere
l'ebraismo europeo e con tutta probabilità non è mai esistito" (14).

"Non esiste cioè qualcosa come un ordine scritto, firmato da lui, per lo
sterminio degli ebrei in Europa" (15).

"Il momento ) in cui Hitler ha dato l'ordine -- senza dubbio mai redatto per
iscritto -- di sterminare gli ebrei, non si può datare esattamente" (6.)

"Non sappiamo il momento preciso in cui l'idea dello sterminio fisico degli
ebrei sì concretizzò nel cervello di Hitler" (17).

L'assoluta mancanza di prove consente alla fantasia degli storici di regime
di sbizzarrini a piacimento.

Dopo aver insinuato che "fu senza dubbio Adolf Hitler a firmare la sentenza
di morte degli Ebrei d'Europa" (18) Léon Poliakov prosegue:

"Tutto quel che possiamo affermare con certezza è che la decisione del
genocidio venne presa da Hitler in un momento situabile tra la conclusione
della campagna dell'Ovest, nel giugno 1940, e l'aggressione contro la Russia
dell'anno successivo. Contrariamente alla relazione del dottor Kersten, ci
pare più verosimile situarla qualche mese più tardi, cioè al principio del
1941.

Entriamo qui nel gioco delle induzioni psicologiche, quelle cui siamo
obbligati di fare appello per trovare risposta alla seconda e lancinante
domanda: quali fattori pesarono sulla risoluzione hitleriana?" (19).

[8]
Dunque Poliakov afferma "con certezza" che la decisione dello "sterminio" fu
presa nell'arco di tempo di un anno (giugno 1940 -- giugno 1941)! Che qui
egli metta largamente in opera "il gioco delle induzioni psicologiche", è
dimostrato dal fatto che, in un'altra opera, egli anticipa tranquillamente
di un anno e mezzo la data della fatidica "decisione" del Führer:

"Il programma del partito nazionalsocialista esigeva l'eliminazione degli
ebrei dalla comunità tedesca; tra il 1933 e il 1939 essi furono
metodicamente maltrattati, spogliati, costretti ad emigrare; la decisione di
ucciderli fino all'ulti.mo risale anchessa all'inizio della guerra" (20).

Al riguardo, Arthur Eisenbach dichiara:

"Oggi è un fatto accertato che i piani dello "sterminio in massa della
popolazione ebraica d'Europa erano stati preparati dal governo nazista
prima-dello scoppio della seconda, guerra mondiale e furono poi attuati
graduaImente secondo la situazione politica e militare europea" (21).

Secondo Helmut Krausnick, Hitler impartì l'ordine segreto di sterminare gli
ebrei "al più tardi nel marzo del 1941" (22).

La motivazione 79 della sentenza del processo Eichmann di Gerusalemme
asserisce invece che l'ordine di sterminio "fu dato da Hitler stesso poco
prima del'invasione della Russia" (23), mentre la sentenza del processo di
Norimberga sancisce:

"Il piano di sterminio degli ebrei fu elaborato subito dopo l'aggressione
all'Unione Sovietica" (24).

[9]
Pertanto, tutto ciò che gli storici di regime possono affermare "con
certezza", per riprendere l'espressione di Poliakov, è che la pretesa
"decisione" del Führer fu presa -- e il preteso "ordine di sterminio" fu
impartito -- nell'arco di tempo di quasi due anni!

Altrettanto fantomatico è il preteso ordine di Himmler che avrebbe posto
fine allo "sterminio" ebraico.

Kurt Becher, ex SS-Standartenführer, asserì che Himmler decretò tale ordine
"tra la metà di settembre e la metà di ottobre del 1944" (25), il che è in
contraddizione con la testimonianza di Reszö Kastner, secondo il quale Kurt
Becher gli aveva riferito che Himmler il 25 (26) o il 26 novembre (27) aveva
ordinato di far distruggere i crematori e le "camere a gas" di Auschwitz e
di sospendere lo "sterminio" ebraico.

Stranamente questo fantomatico ordine, che anche il "Kalendarium" di
Auschwitz fa risalire al 26 novembre (28), giunse ai crematori di Auschwitz
nove giorni prima che l'ordine stesso fosse impartito, cioè il 17 novembre!
(29)

Secondo un'altra testimonianza riportata in Het doedenboek van Auschwitz,
l'ordine in questione sarebbe giunto da Berlino ancora prima, il 2 novembre
1944 (30).

Dieter Wisliceny, ex SS-Hauptsturmführer, dichiarò a Norimberga che il
contro-ordine di Himmler fu emanato nell'ottobre del 1944 (31).

In conclusione, non esiste alcun documento comprovante la realtà del "piano
di sterminio" ebraico, sicché "è difficile dire come quando e chi
esattamente dette l'ordine di sterminare gli ebrei".
[10]

II -- LA POLITICA NAZIONALSOCIALISTA DI EMIGRAZIONE EBRAICA.

Il preteso "piano di sterminio" ebraico, oltre a non essere corroborato da
alcun documento, è decisamente smentito dalla politica nazionalsocialista di
emigrazione ebraica, che in questa sede possiamo delineare soltanto nelle
sue linee essenziali.

Nella lettera all'amico Gemlich del 16 settembre 1919, considerata "il primo
documento scritto della carriera politica di HitIer" (1), egli riguardo alla
questione ebraica dichiara:

"L'antisemitismo della ragione però deve condurre alla lotta e
all'eliminazione legale dei privilegi dell'ebreo, che egli solo possiede a
differenza degli altri stranieri che vivono tra di noi (legislazione
relativa agli stranieri). Ma il suo scopo finale (letztes Ziel) dev'essere
irremovibilmente soprattutto l'allontanamento degli ebrei (die Entfernung
der Juden)" (2).

Il 13 agosto 1920 Hitler pronunciò a Monaco il discorso "Perché siamo
antisemiti?" (Warum sind wir Antisemiten?) in cui ribadì che la conoscenza
scientifica dell'antisemitismo doveva tradursi in azione per condurre
all'"allontanantento degli ebrei dal nostro popolo" (Entfernung der Juden
aus unserem Volke) (3).
[11]

Tale soluzione della questione ebraica divenne il principio ispiratore del
programma politico nazionalsocialista e della sua dottrina razziale.
Infatti, come rileva Poliakov, "né dai dogmi, dei nazionalsocialisti né dai
loro testi principali, conseguiva direttamente che vi dovesse essere una
strage. "Mein Kampf', che quasi a ogni pagina reca la parola "Ebrei", tace
sulla sorte loro riservata nello Stato nazionalsocialista". Il programma
ufficiale del Partito (4) dichiarava che "un Ebreo non può essere
compatriota", né, conseguentemente, cittadino, mentre i commenti al
programma esigevano più esplicitamente "l'espulsione degli Ebrei e degli
stranieri indesiderabili " (5).

L'allontanamento degli ebrei dal Reich fu il cardine della politica ebraica
di Hitler fin dalla sua ascesa al potere. Il 28 agosto 1933 il Ministero
dell'Economia del Reich stipulò coll'Agenzia ebraica per la Palestina il
cosiddetto Haavara-Abkommen, un accordo (Abkommen) economico per favorire il
trasferimento (Haavara) (6) degli ebrei tedeschi in Palestina (7).

Una nota del Ministero degli Esteri del 19 marzo 1938 auspicava la
liquidazione dell'accordo perché, come si legge al punto 3, la Germania non
era interessata a promuovere l'emigrazione degli ebrei ricchi coi loro
capitali, ma esisteva piuttosto un interesse tedesco "ad una emigrazione in
massa degli ebrei" (an einer jüdischen Massenauswanderung) (8).

Le leggi di Norimberga del 15 settembre 1935 (9) riaffermarono dal punto di
vista legislativo gli articoli 4 e 5

[12]

del programma del Partito elaborato a Monaco il 24 febbraio 1920. Lo scopo
della legge sulla cittadinanza del Reich e di quella per la difesa del
sangue e dell'onore germanico era di separare ed isolare dall'organismo
tedesco il corpo estraneo ebraico in vista della sua prossima espulsione,
come sottolinea Reitlinger:

"Nel 1938, poco prima dell"agreement" di Monaco, quando il Quinto Decreto
Integrativo aveva appunto finito di estromettere gli ebrei dall'ultima
professione liberale, Wilhelm Stuckart, l'uomo che delle Leggi di Norimberga
era stato non soltanto l'estensore, ma in gran parte il promotore, scriveva
che ormai l'obiettivo della legislazione razziale era raggiunto. Molte delle
decisioni realizzate attraverso le Leggi di Norimberga "vanno svuotandosi di
importanza a mano a mano che ci si avvicina alla Soluzione finale del
problema ebraico". La frase, come appare ovvio, non era ancora un
mascheramento del concetto di sterminio della razza, anzi alludeva
chiaramente al fatto che le leggi non miravano a perpetuare il problema
ebraico, bensì ad eliminarne i motivi. Gli ebrei dovevano lasciare il Reich
per davvero e per sempre" (10).

In effetti alla fine del 1936 fu costituito un "Servizio per le questioni
ebraiche" presso il Servizio di Sicurezza delle SS. "Scopo essenziale del
nuovo servizio era l'esame di ogni problema preparatorio connesso a
un'emigrazione in massa degli Ebrei" (11).

Nell'aprile 1938 fu istituita a Vienna la "Zentralstelle für jüdische
Auswanderung" (Ufficio centrale per l'emigrazione ebraica) la cui direzione
fu affidata da Heydrich ad Adolf Eichmann (12).

Qualche giorno dopo la cosiddetta "notte dei cristalli", il 12 novembre
1938, Göring riunì il Consiglio dei ministri
[13]

per far fronte alla difficile situazione che si era creata. Dal verbale
stenografico della riunione risulta inequivocabilmente l'atteggiamento dei
capi nazionalsocialisti nei confronti degli ebrei tedeschi. Heydrich
dichiarò che la estromissione degli ebrei dalla vita economica tedesca non
aveva risolto "il problema fondamentale dello scopo finale" (das
Grundproblem letzten Endes): l'allontanamento degli ebrei dalla Germania. A
Vienna, per ordine del Reichskommissar, era stata istituita una centrale di
emigrazione ebraica (Judenauswanderungszentrale) grazie alla quale almeno
50.000 ebrei avevano lasciato l'Austria, mentre nello stesso lasso di tempo
solo 19.000 ebrei avevano abbandonato il Vecchio Reich. Egli propose perciò
di istituire anche nel Reich una centrale simile a quella di Vienna e di
organizzare un'operazione migratoria da attuare nell'arco di 8-10 anni. Il
ministro delle finanze von Krosigk approvò la proposta di Heydrich:
bisognava fare ogni tentativo per evacuare gli ebrei all'estero. Il ministro
dell'interno Frick ribadì che l'obiettivo doveva essere quello di far
emigrare il maggior numero possibile di ebrei (13).

Per superare le difficoltà economiche che comportava l'emigrazione. ebraica,
nel dicembre 1938 Hítler approvò il piano Schacht.

"Là proposta discussa da Schacht a Londra nel mese di dicembre con Lord
Bearsted, Lord Winterton e il signor Rublee fu, grosso modo, la seguente: il
Governo tedesco avrebbe congelato i beni degli ebrei, facendo di essi il
fondo di garanzia per un prestito internazionale, redimibile in 20-25 anni.
Supponendo che i beni degli ebrei valessero un miliardo e mezzo di marchi,
vi sarebbe stato un quantitativo di valuta estena sufficiente per finanziare
l'ordinata emigrazione degli ebrei del Grande Reich nel corso di 3-5 anni.
Dopodiché Schacht rientrò in Germania
[14]
e il 2 gennaio 1939, a Berchtesgaden, ebbe un lungo colloquio con Hitler
sull'accoglienza che le sue proposte avevano ricevuto a Londra. Hitler
sembrò esserne impressionato, perché tre giorni dopo nominò Schacht delegato
speciale per l'incremento dell'emigrazione degli ebrei" (14).

Reitlinger attribuisce il fallimento del piano Schacht alla reazione
suscitata in Hitler dal rifiuto da parte di Schacht di accrescere la
circolazione cartacea, in conseguenza del quale, il 20 gennaio 1939, Schacht
fu dimesso dalla presidenza della Reichsbank. Tuttavia, in una intervista
concessa a Rolf Vogel nel gennaio 1970, Schacht dichiarò che il fallimento
del piano fu dovuto all'opposizione di Chaim Weizmann (15).

La politica nazionalsocialista di emigrazione ebraica procedeva però
alacremente.

Il 24 gennaio 1939 Göring promulgò un decreto che sanciva l'istituzione di
una "Reichszentrale für jüdische Auswanderung" (Centrale del Reich per
l'emigrazione ebraica). Göring riassumeva anzitutto lapidariamente il
principio ispiratore della politica nazionalsocialista:

"L'emigrazione degli ebrei dalla Germania deve essere promossa con ogni
mezzo" (Die Auswanderung der Juden aus Deutschland ist mit allen Mitteln zu
fördern).

Proprio in vista di ciò egli istituiva la suddetta "Reichszentrale für
jüdishe Auswanderung", che aveva il compito di "adottare tutti i
provvedimenti per la preparazione di una emigrazione intensificata degli
ebrei", di provvedere all'emigrazione preferenziale degli ebrei poveri e
infine di facilitare le pratiche burocratiche dì emigrazione per i singoli
individui. La direzione della "Centrale del Reich
[15]

per l'emigrazione ebraica" veniva affidata da Göring al capo della Polizia
di Sicurezza Heydrich" (16).

Una relazione del Ministero degli Esteri del 25 genriaio 1939, intitolata
Die Judenfrage als Faktor der Aussenpolitik im Jahre 1938 (La questione
ebraica come fattore della politica estera nell'anno 1938) ribadiva
inequivocabilmente il principio ispiratore della politica nazionalsocialista
nei confronti degli ebrei:

"Lo scopo finale della politica ebraica tedesca è l'emigrazione di tutti gli
ebrei che vivono nel territoriq del Reich" (Das letzte Ziel der deutschen
Judenpolitik ist die Auswanderung aller im Reichsgebiet lebenden Juden)
(17).

Tale relazione propugnava "una soluzione radicale della questione ebraica
mediante emigrazione -- come già da anni qui viene perseguita" (eine
radikale Lösung der Judenfrage durch die Auswanderung -- wie sie hier schon
seit Jahren verfoIgt wird), secondo il commento dell'SS-Obersturmbannführer
Ehrlinger dell'Ufficio Centrale di Sicurezza del Reich (18).

Dopo la creazione del Protettorato di Boemia e Moravia, Eichmann ricevette
da Heydrich l'ordine di istituire a Praga un "Ufficio centrale per
l'emigrazione ebraica" (Zentralstelle für jüdishe Auswanderung) (19). Nel
documento relativo, firmato dal Reichsprotektor von Neurath il 15 luglio
1939, si legge:

"In conformità alla regolamentazione del Reich, per evitare disagi e
ritardi, è necessario concentrare la trattazione di tutte le questioni
relative all'emigrazione ebraica.

[16]
Per l'incremento e la regolamentazione accelerata dell'emigrazione degli
ebrei da Boemia e Moravia viene perciò istituito 1'Ufficio centrale per
l'emigrazione ebraica di Praga" (20).

Pur tra crescenti difficoltà, la politica nazionalsocíalista di emigrazione
ebraica fu perseguita anche durante la guerra.

La difficoltà maggiore fu indubbiamente il malcelato antisemitismo dei paesi
democratici, i quali, se da un lato alzavano alte grida contro la
persecuzione ebraica da parte nazionalsocialista, dall'altro si rifiutavano
di accogliere gli ebrei perseguitati, come risultò chiaramente nel corso
della conferenza di Evian, che si svolse dal 6 al 15 luglio 1938.

Questa conferenza fu organizzata per iniziativa del presidente Roosevelt al
fine di facilitare l'emigrazione delle vittime delle persecuzioni
nazionalsocialiste, in primo luogo, degli ebrei. Ma le buone intenzioni del
'Presidente americano apparvero dubbie fin dall'inizio:

"Alla sua conferenza stampa di Warm Springs, il presidente Roosevelt limitò
già le possibilità di Evian dicendo che come sua conseguenza non erano
previste revisioni né aumenti delle quote di immigrazione negli Stati Uniti.
Nel suo invito a questa Conferenza rivolto ai 33 paesi, Roosevelt
sottolineava che non ci si attendeva da nessun paese che acconsentisse a
ricevere un numero di immigrati superiore alle norme della sua legislazione
in vigore".

Con tali premesse, la conferenza di Evian era destinata al fallimento già in
partenza. Infatti il suo risultato fu che "il mondo libero abbandonava gli
ebrei di Germania e d'Austria alla loro sorte spietata" (21).

"Traendo le conseguenze dalla conferenza -- scrive Rita Thalmann -- il
Danziger Vorposten constatava
[17]
che "ci si impietosisce per gli ebrei quando si tratta di alimentare una
agitazione ostile contro la Germania, ma nessuno Stato è disposto a lottare
contro la tara culturale dell'Europa centrale accettando qualche migliaio di
ebrei. La conferenza -- concludeva il giornale -- è dunque una
giustificazione della politica tedesca contro gli ebrei".

I dirigenti tedeschi ebbero in ogni caso la dimostrazione che i trentadue
Stati che avevano partecipato alla conferenza di Evian (l'URSS e la
Cecoslovacchia non erano rappresentate, l'Italia aveva declinato l'invito,
Ungheria, Romania e Polonia avevano inviato osservatori al solo scopo di
chiedere che li si liberasse dei loro ebrei) non avevano l'intenzione di
occuparsi seriamente della sorte dei perseguitati, né di accoglierli" (22).

Ancora nel marzo 1943 Goebbels poteva rilevare sarcasticamente:

"Quale sarà la soluzione del problema ebraico? Si creerà un giorno uno stato
ebraico in qualche parte del mondo? Lo si saprà a suo tempo. Ma è
interessante notare che i paesi la cui opinione pubblica si agita in favore
degli Ebrei, rifiutano costantemente di accoglierli. Dicono che sono i
pionieri della civiltà, che sono i geni della filosofia e della creazione
artistica, ma quando si chiede loro di accettare questi geni, chiudono loro
le frontiere -e dicono che non sanno che farsene. E' un caso unico nella
storia questo rifiuto di accogliere in casa propria dei geni" (23).

La rapida sconfitta della Polonia suggerì ai dirigenti nazionalsocialisti
una soluzione provvisoria della questione ebraica.

Il 21 settembre 1939 Heydrich inviò una lettera espresso (Schnellbrief) a
tutti i capi dei gruppi d'azione della Polizia di Sicurezza. In tale
lettera, che aveva come ogget-
[18]

to "La questione ebraica nel territorio occupato" (Judenfrage im besetzten
Gebiet), egli esponeva le disposizioni che erano state concertate in una
riunione tenutasi lo stesso giorna a Berlino e che si riassumevano in due
punti: la mera finale (Endziel) e le fasi del raggiungimento di essa. In
vìsta di questa meta finale, gli ebrei dovevano essere concentrati dalle
campagne nelle città (24).

Poliakov commenta: "Si parla di una <meta finale>". Quale poteva essere?
Certo, non ancora l'eliminazione: siamo soltanto nel 1939. Un passo del
documento ce ne dà la chiave: nella zona "situata a est di Cracovia" gli
Ebrei non verranno disturbati; se nelle altre regioni vengono raggruppati in
prossimità delle stazioni ferroviarie è senza dubbio perché si ha
l'intenzione di evacuarli in un secondo tempo con maggiore facilità. E la
destinazione molto probabilmente sarà proprio quella zona "situata a est di
Cracovia" (25).

Si delineò così "il progetto di risolvere il problerna ebraico concentrando
nella regione di Lublino, presso la frontiera con l'URSS, tutti gli Ebrei
che si trovavano sotto la dominazione nazista. Al piano di istituire una
"riserva ebraica" fu data una certa pubblicità nella stampa tedesca del
tempo. Fu prescelto un territorio delimitato, a quanto pare (le notizie sono
parziali e contraddittorie), dalla Vistola, dal San e dalla frontiera
dell'URSS, nel quale gli Ebrei dovevano essere adibiti a lavori di
colonizzazione sotto la sorveglianza delle SS" (26).

Ma per varie circostanze sfavorevoli, questo progetto non fu mai realizzato
in pieno.

Nel contempo il Governo del Reich continuava la tradizionale politica di
emigrazione. Infatti, come rileva Poliakov, "paraLlelamente a queste
deportazioni verso oriente, il Centro per l'emigrazione ebraica tentava di
dirigere
[19]

gi Ebrei tedeschi verso altre destinazioni. L'emigrazione legale era
divenuta quasi impossibile: tuttavia, soprattutto dall'Austria, un esile
filo di emigranti continuava a defluire, i quali, attraverso l'Italia, si
dirigevano verso i paesi d'oltremare. Qualche convoglio clandestino, formato
coll'aiuto di Eichmann, tentò di discendere il Danubio su barche, mirando
alla Palestina: ma il governo britannico rifiutò di lasciar entrare nel
Focolare nazionale ebraico questi viaggiatori sprovvisti di visto.

Più oltre ci imbatteremo di nuovo in questo amaro paradosso: la Gestapo che
spinge gli Ebrei verso il luogo della salvezza, mentre il governo
democratico di Sua Maestà briannica ne preclude l'accesso alle futur'e
vittime dei forni crematori" (27).

La sconfitta della Francia fornì l'occasione per una attuazione in grande
stile della politica di emigrazione ebraica:

"Quando, con il crollo della Francia, agli occhi dei nazisti si aprirono
prospettive smisurate, ritornò sul tappeto, in tutta attualità, un piano da
alcuni di essi a lungo vagheggiato. E pensarono di avere finalmente tra le
mani la chiave della "soluzione finale del problema ebraico". Si è visto che
nel corso della sorprendente seduta del 12 novembre 1938 Goering aveva fatto
menzione della "questione del Madagascar".

Un testimone assicura che Himmler pensava a questa soluzione sin dal 1934.
L'idea di sistemare tutti gli Ebrei in una grande isola -- e per di più in
un'isola appartenente alla Francia -- non poteva non soddisfare l'amore dei
nazisti per il simbolismo. Comunque, subito dopo l'armistizio di Rethondes,
l'idea viene lanciata dal Ministero degli Esteri, ripresa con entusiasmo dal
RSHA, gradita da Himmler e, a quanto pare, dallo stesso Führer" (28).
[20]

Nel corso della seduta del 12 novembre 1938 Göring aveva in effetti
informato gli astanti che il Führer, secondo quanto gli aveva riferito
personalmente tre giorni prima, si accingeva a compiere una mossa di
politica estera presso le potenze che avevano sollevato la questione ebraica
per giungere ad una soluzione della questione del Madagascar. "Egli dirà
agli altri stati: "Perché parlate sempre degli ebrei? -- Prendetevelli!"
(29).

Anche Himmler era favorevole ad una emigrazione ebraica in massa, come
risulta dalla nota "Einige Gedanken über die Behandlung der Fremdvölkischen
im Osten" (Alcuni pensieri sul trattamento degli appartenenti a razze
straniere in Oriente) del maggio 1940, nella quale scrisse:

"Io spero di veder scomparire completamente la parola ebrei mediante la
possibilità di una grande emigrazione di tutti gli ebrei in Africa oppure in
una colonia" (30).

Nella stessa nota egli respingeva "il metodo bolscevico dello sterminio
fisico di un popolo per intima convinzione come non germanico e impossibile"
(die bolschewistische Methode der physischen Ausrottung: eines Volkes aus
innerer Überzeugung als ungermanisch und unmöglich) (31).

Il 24 giugno 1940 Heydrich comunicò al ministro degli Esteri Ribbentrop che
oltre 200.000 ebrei erano emigrati dal territorio del Reich, ma il "problema
generale", costituito dai tre milioni e duecentocinquantamila ebrei che si
erano venuti a trovare sotto il dominio tedesco, non poteva più essere
risolto coll'emigrazione, per cui si. profilava la necessità di "una
soluzione finale territoriale" (eine territoriale Endlösung) (32).
[21]

In conseguenza di tale lettera, il Ministero degli Esteri elaborò il
"progetto Madagascar".

Il 3 luglio 1940 Franz Rademacher, capo della sezione "ebraica" del
Ministero degli Esteri, redasse un rapporto che fu approvato da Ribbentrop e
trasmesso all'Ufficio Centrale di Sicurezza del Reich che "elaborò un piano
particolareggiato per l'evacuazione degli Ebrei al Madagascar e il loro
insediamento sul posto, piano che fu approvato dal Reichsführer delle SS"
(33).

Il 12 luglio, di ritorno da Berlino dove era stato,ricevuto da Hitler, il
governatore della Polonia Hans Frank pronunciò un discorso in cui dichiarò:

"Dal punto di vista della politica generale, vorrei aggiungere che si è
deciso di trasportare il più presto possibile dopo la conclusione della pace
tutta la genia ebraica del Reich tedesco, del Governatorato generale e del
Protettorato in una colonia africana o americana. Si pensa al Madagascar,
che a tal fine deve essere ceduto dalla Francia" (34).

Il 25 luglio Frank ribadì che il Führer aveva stabilito che gli ebrei
sarebbero stati evacuati completamente non appena i trasporti d'oltremare lo
avessero consentito (35).

L'ex ambasciatore tedesco a Parigi Otto Abetz dichiarò invece che la
destinazione dell'emigrazione ebraica doveva essere costituita dagli Stati
Uniti:

"Ho parlato col Fíihrer della questione ebraica solo una volta, e
precisamente il 3 agosto 1940. Egli mi disse che voleva risolvere la
questione ebraica per l'Europa in modo generale, e precisamente mediante una
clausola del trattato di pace, ponendo ai paesi vinti la condizione che essi
trasferissero i loro cittadini ebrei fuori dell'Europa.
[22]
Egli voleva agire nello stesso modo sugli stati a lui alleati. In tale
contesto egli menzionò gli Stati Uniti d'America come un paese che da molto
tempo non era sovrappopolato come l'Europa e perciò era in grado di
accogliere ancora parecchi milioni di Ebrei" (36).

Nell'ottobre 1940 Alfred Rosenberg scrisse un articolo intitolato "Juden auf
Madagascar" (Gli ebrei nel Madagascar) in cui auspicava la creazione di una
riserva ebraica nell'isola.

Secondo una comunicazione di Bormann a Rosenberg in data 3 novembre 1940,
Hitler per il momento si opponeva alla pubblicazione dell'articolo in
questione, pur non escludendo che potesse essere pubblicato nel giro di
qualche mese " (37).

Ciò era dovuto al fatto che i tedeschi in quel periodo erano in con-tatto
col governo di Vichy in relazione al progetto Madagascar. "Era dunque'
naturale che Hitler rinviasse a più tardi l'informazione pubblica sul
progetto in questione. Nel suo discorso del 30 gennaio 1941 (anniversario
della presa del potere) egli si accontentò di proclamare che "il giudaismo
avrà cessato di svolgere il suo ruolo in Europa", il che concorda parimenti
col piano Madagascar" (38).

A quanto pare, HitIer non autorizzò neppure in seguito Rosenberg a rendere
pubblico il progetto Madagascar, perché alla conferenza "La questione
ebraica in quanto problema mondiale", tenuta da Rosenberg il 28 marzo 1941,
questi dichiarò che il problema ebraico sarebbe stato risolto quando
l'ultimo ebreo fosse stato allontanato dall'Europa in una riserva la cui
localizzazione restava ancora da stabilire" (39).
[23]

Goebbels invece, secondo la testimonianza di Morítz von Schinneister, ex
funzionario del Ministero della Propaganda, parlò più volte pubblicamente
del progetto Madagascar:

"Dott. Fritz -- Dove erano evacuati gli ebrei secondo le dichiarazioni del
dott. Goebbels?

Von Schinneister -- Fino a tutto il primo anno della campagna di Russia il
dott. Goebbels ha menzionato ripetutamente il piano Madagascar nelle
conferenze da lui presiedute. Successivamente mutò avviso e disse che
bisognava istituire all'Est un nuovo stato ebraico nel quale poi sarebbero
andati gli ebrei" (40).

A Norimberga, interrogato su un documento datato 24 settembre 1942,
Ribbentrop testimoniò:

"Il Führer allora aveva in progetto di evacuare gli ebrei daIl'Europa nel
Nordafrica -- ma si parlava anche del Madagascar. Egli mi aveva dato
l'ordine di prendere contatto con vari governi provvedendo secondo il
possibile all'emigrazione degli ebrei, e di allontanare gli ebrei dagli
organi governativi importanti. Tale disposizione è stata da me diramata al
Ministero degli Esteri e, per quanto mi ricordo, un paio di volte si prese
contatto con vari governi, si trattava dell'emigrazione degli ebrei in una
parte del Nordafrica, che era prevista" (41).

Nella nota "Progetto Madagascar" del 30 agosto 1940, Rademacher dichiarava
che l'istituzione del Governatorato generale di Polonia e l'annessione dei
nuovi distretti orientali avevano portato grandi masse di ebrei sotto il
dominio tedesco. Questa ed altre difficoltà, come l'inasprimento della
legislazione relativa all'immigrazione da parte dei paesi d'oltremare,
rendevano difficile condurre a termine, in un tempo non troppo lontano, "la
soluzione del problema ebraico nel terütorio del Reich, compreso il Pro-
[24]

tettorato di Boemia e Moravia, per mezzo dell'emigrazione" (42), donde,
appunto, il progetto Madagascar.

Eìchmann si mise alacremente al lavoro. "Si circondò di esperti marittimi
per elaborare un piano di trasporti, che dovevano essere assicurati da un
"pool" delle grandi compagnie tedesche di navigazione: le operazioni di
imbarco dovevano aver luogo nei principali porti del Mare del Nord e del
Mediterraneo.

Nello stesso tempo si dava da fare per fare assegnare al "Fondo centrale" i
beni confiscati agli Ebrei. Inviò incaricati nei paesi occupati o
controllati per raccogliere dati statistici circa il numero degli Ebrei, la
loro età e distribuzione professionale, ecc. Queste statistiche parti
colareggiate serviranno poi, come si vedrà, ad altro scopo... Tutto era
pronto per mettere in moto la macchina appena si fosse conclusa la pace"
(42).

Infatti, nella nota summenzionata, Rademacher, calcolando che il
trasferimento di quattro milioni di ebrei nel Madagascar avrebbe richiesto
circa quattro anni, rilevava:

"Dopo la conclusione della pace, la flotta mercantile tedesca sarà
indubbiamente molto occupata in altro modo. t perciò necessario includere
nel trattato di pace che, al fini della soluzione del problema ebraico, sia
la Francia sia l'Inghilterra mettano a disposizione il tonnellaggio
necessario" (44).

Il paragrafo "Finanziamento" della nota "Progetto Madagascar" si apre con le
seguenti parole:

"L'attuazione della soluzicne finale (Endlösung) proposta richiede rilevanti
mezzi" (45).

La famigerata "soluzione finale della questione ebraica" si riferiva dunque
semplicemente al trasferimento degli ebrei europei nel Madagascar, come
riconosce Poliakov:
[25]

"Fino al suo abbandono, il "Piano Madagascar" fu talvolta desìgnato dai
dirigenti tedeschi col nome di <soluzione finale della questione ebraica> ".
(46)

Come è noto, secondo gli storici di regime, questa espressione sarebbe
successivamente divenuta sinonimo dì "sterminio" ebraico:

"<Soluzione finale del problema ebraico> fu una delle frasi convenzionali
per indicare il piano hitleriano di sterminio degli ebrei d'Europa. Se ne
servirono i funzionari tedeschi dall'estate del 1941 in ped, per evitare di
dover reciprocamente ammettere l'esistenza del piano; anche prima, però, in
varie occasioni, la frase era stata usata per indicare, in sostanza,
l'emigrazione degli ebrei" (47).

In realtà tale affermazione è assolutamente infondata ed arbitraria, in
quanto non solo non è suffragata da alcuna prova, ma esistono documentí che
la smentiscono categoricamente.

In questa sede dobbiamo limitarci a qualche breve accenno.

Gli inquisitori di Norimberga si rendevano perfettamente conto, che un
"piano di sterimnio" che aveva provocato -- secondo l'accusa -- la morte di
quattro milioni e mezzo (48) o di sei milioni di ebrei (49), non poteva
essere stato attuato senza lasciare la minima traccia negli archivi nazisti,
né, in sede giuridica, potevano ricorrere alla ridicola scappatoia degli
storici di regime secondo cui tutti i documenti compromettenti sono stati
distrutti.

Essi elaborarono allora quel metodo esegetico aberrante che consente di far
dire a qualsiasi documento ciò che si vuole. Il fondamento di questo metodo
esegetico è il presupposto -- infondato quanto arbitrario -- che le supreme
autorità nazionalísocialiste adoperassero persino nei documenti più
riservati una sorta di linguaggio cifrato la
[26]

cui chiave gli inquisitori di Norimberga pretendevano naturalmente di avere
scoperto. Donde il travisamento sistematico -- in funzione dello c
sterTninio" -- di documenti affatto innocui.

L'esempio più noto di tale travisamento sistematico si riferisce appunto
all'interpretazione della parola "Endlösung", che fu fatta divenire sinonimo
di "sterminio degli Ebrei" (50).

Come vedremo tra breve, alla "soluzione finale" mediante trasferimento degli
ebrei europei nel Madagascar subentrò la "soluzione finale territoriale"
mediante deportazione degli ebrei europei nei territori orientali occupati
dai tedeschi.

Col decreto del 31 luglio 1941, Göring affidò a Heydrich il compito di fare
tutti i preparativi necessari per la "soluzione finale", cioè di organizzare
l'emigrazione totale e definitiva degli ebrei che erano sotto il dominio
tedesco. Tale decreto sanciva infatti:

"A integrazione del compito già assegnatole con decreto del 24-1-39, di
portare la questione ebraica ad una opportuna soluzione in forma di
emigrazione o evacuazione (in Form der Auswanderung oder Evakuirung) il più
possibile adeguata alle circostanze attuali, La incarico con la presente di
fare tutti i preparativi necessari dal punto di vista organizzativo, pratico
e materiale per una soluzione totale (GesamtIösung) della questione ebraica
nei territori europei sotto l'influenza tedesca. Nella misura in cui vengono
toccate le competenze di altre autorità centrali, queste devono essere
cointeressate.

La incarico inoltre di presentarmi quanto prima un progetto complessivo dei
provvedimenti preliminari organizzativi, pratici e materiali per
l'attuazione dell'auspicata soluzione finale della questione ebraica
(Endlösung der Judenfrage)" (51).

[27]
In base al metodo esegetico summenzionato, questo decreto costituirebbe "uno
dei documenti fondamentali della storia dello sterminio" (53): in esso
compare infatti l'espressione "soluzione finale", che designerebbe, come
asserisce Reitlinger, "il piano hitleriano di sterminio degli ebrei
d'Europa".

In realtà, come risulta chiaramente dal testo, l'auspicata "soluzione finale
della questione ebraica" è una "soluzione in forma di emigrazione o
evacuazione".

Quanto sia tendenziosa l'interpretazione degli storici di regime appare
evidente dal fatto che Reitlinger e Shirer, citando il decreto in questione,
espungono la parte del documento che parla appunto di emigrazione e
evacuazione! (53).

Che il decreto di Göring del 31 luglio 1941 si riferisca esclusivamente
aIl'emigrazione ebraica, è confermato da un importantissimo documento, il
promemoria di Martin Luther del 21 agosto 1942.

In questo documento, Martin Luther, capo del Dipartimento Germania del
Ministero degli Esteri, ricapitola i
[28]

punti essenziali della politica nazionalsocialista nei con, fronti degli
ebrei:

"Il principio della politica ebraica tedesca dopo la presa del potere
consistette nel promuovere con ogni mezzo l'emigrazione ebraica. A tal fine
nel 1939 fu istituita dal Generalfeldmarschall Göring, nella sua qualità di
incaricato del piano quadriennale, una Centrale del Reich per l'emigrazione
ebraica, la cui direzione fu affidata al Gruppenführer Heydrich come Capo
della Polizia di Sicurezza".

Dopo aver accennato al progetto Madagascar, che ormai era stato superato
dagli avvenimenti, Luther prosegue rilevando che il decreto di Göring del 31
luglio 1941 fece seguito ad una lettera di Heydrich con la quale questi lo
informava che

"il problema complessivo dei circa tre milioni e duecentocinquantamila ebrei
dei territori che si trovano sotto il controllo tedesco non può essere più
risolto coll'emigrazione; sarebbe necessaria una soluzione finale
territoriale (eine territoriale Endlösung). Riconoscendo ciò, il
Reichsmarschall Göring il 31 luglio 1941 incaricò il Grupperiffilirer
Heydrich di fare, in collaborazione con le autorità centrali tedesche
interessate, tutti ì preparativi necessari per una soluzione totale della
questione ebraica nella sfera d'influenza tedesca in Europa.

In base a quest'ordine il Gruppenführer Heydrich il 20 gennaio 1942 convocò
in seduta tutti gli organi tedeschi interessati, alla quale parteciparono
per gli altri ministeri i sottosegretari, per il Ministero degli Esteri io
stesso.

Alla conferenza il Gruppenführer Heydrich spiegò che l'incarico del
ReíchsmarschaIL Göring gli era stato affidato per ordine del Ffilirer e che
il Führer ormai invece dell'emigrazione aveva autorizzato l'evacuazione
degli ebrei all'Est come soluzione. In base a quest'ordine del Führer --
continua Luther -- fu intrapresa l'evacuazione degli ebrei dalla Germania".

La destinazione era costituíta dai territori orientali via governatorato
generale:
[29]

"L'evacuazione del Governatorato generale è un provvedimento provvisorio.
Gli ebrei saranrio trasferiti ulteriormente nei territori orientali occupati
non appena ce ne saranno i presupposti tecnici" (54).

In una nota datata 14 dicembre 1942 e intitolata "Finanzimento delle misure
in vista della soluzione della questione ebraica", il consigliere
ministeriale Maedel confermava:

"Già qualche tempo fa il Maresciallo del Reich ha incaricato il Reichsführer
SS e Capo della Polizia tedesca di preparare le misure atte ad assicurare la
soluzione finale della questione ebraica in Europa. Il Reichsführer SS ha
incaricato il Capo della Polizia di Sicurezza e del S.D. dell'esecuzione di
questo compito. Questi ha innanzitutto accelerato per mezzo di misure
speciali l'emigrazione legale degli ebrei verso i paesi d'oltremare. Quando
la guerra rese impossibile l'emigrazione oltremare, egli ha preparato lo
sgombero progressivo del territorio del Reich dai suoi ebrei mediante la
loro evacuzione verso l'Est" (55).

Le difficoltà belliche e le prospettive aperte dalla campagna di Russia
avevano imposto provvisoriamente l'abbandono della politica di emigrazione
totale.

In conseguenza di ciò, il 23 ottobre 1941 fu proibita per la durata della
guerra l'emigrazione degli ebrei dalla Germania (56), ma, a quanto pare,
l'ordine non fu eseguito, perché esso fu diramato nuovamente il 3 gennaio
1942 (57) e promulgato infine da Himmler il 4 febbraio 1942. In tale data,
infatti, il "Militärbefehlshaber" in Francia emanò la seguente ordinanza:

"Il Reichsführer-SS e Capo della Polizia tedesca al RMdJ ha ordinato che
cessi in generale qualsiasi emigrazione ebraica dalla Germania e dai paesi
occupati".

[30]
Himmler sì riservava di autorizzare singole emigrazioni quando gli interessi
della Gerniania lo richiedessero" (58).

La conferenza di Heydrich menzionata da Luther si tenne il 20 gennaio 1942 a
Berlino, am Grossen Wannsee 56/58. Il relativo "protocollo" si apre con un
riassunto della politica nazionalsocialista nei confronti degli ebrei:

"Il capo della Polizia di Sicurezza e del SI), SSObergruppenführer Heydrich,
comunicò all'inizio la sua nomina a incaricato per la preparazione della
soluzione finale della questione ebraica europea (Endlösung der europáischen
Judenfr-age) da parte del Maresciallo del Reich e sottolineò che era stato
invitato a convocare. questa conferenza per chiarire questioni di principio.

Il desiderio del Maresciallo del Reich che gli fosse trasmesso un progetto
relativo alle questioni organizzative, pratiche e materiali relative alla
soluzione finale della questione ebraica europea, esige una trattativa
preliminare comune di tutte le autorità centrali direttamente interessate a
tali questioni per coordinare le direttive di azione.

La direzione della preparazione della soluzione finale della questione
ebraica (Endlösung der Judenfrage), senza riguardo a confini geografici,
spetta centralmente al Reichsführer-SS e Capo della Polizia tedesca (al Capo
della Polizia di Sicurezza e del SD).

Il Capo della Polizia di Sicurezza e del SD diede poi un rapido sguardo
retrospettivo alla lotta sino ad allora condotta contro questo nemico. I
momenti essenziali sono:

a) l'espulsione degli ebrei dalle singole sfere vitali del popolo tedesco;

b) l'espulsione degli ebrei dallo spazio vitale del popolo tedesco.

Per attuare questi obiettivi fu iniziata sistematicamente e intensificata,
come unica possibilità provvisoria di soluzione, l'accelerazione
dell'emigrazione degli ebrei dal territorio del Reich.
[31]
Per ordine del Maresciallo del Reich nel gennaio 1939 fu istituita una
Centrale del Reich per l'emigrazione ebraica la cui direzione fu affidata al
Capo della Polizia di Sicurezza e del SD. Essa aveva in particolare il
compito di: a) prendere tutti i provvedimenti per la preparazione di

a) prendere tutti i provvedimenti per la preparazione di una emigrazione
ebraica intensificata;

b) dirigere l'ondata di emigrazione;

c) accelerare la realizzazione dell'emigrazione nei casi singoli.

Lo scopo di questo incarico era quello di ripulire in modo legale degli
ebrei lo spazio vitale tedesco".

In conseguenza di tale politica, fino al 31 ottobre 1941, nonostante varie
difficoltà, circa 537.000 ebrei erano emigrati dal Vecchio Reich,
dall'Austria e dal Protettorato di Boemia e Moravia.

"Frattanto -- continua il "protocollo" -- il Reichsführer-SS e Capo della
Polizia tedesca, in considerazione dei pericoli di una emigrazione durante
la guerra e in considerazione delle possibilità dell'Est, ha proibito
l'emigrazione degli ebrei.

Al posto dell'emigrazione, come ulteriore possibilità di soluzione con
previa autorizzazione del Führer, è ormai subentrata l'evacuazione degli
ebrei all'Est.

Tuttavia queste azioni devono essere considerate unicamente delle
possibilità di ripiego e qui vengono raccolte quelle esperienze pratiche"che
sono di grande importanza in relazione alla futura soluzione finale del
problema ebraico" (59).

[32]
Per ordine del Führer, dunque, la soluzione finale, cioè l'emigrazione
totale degli ebrei europei, era sostituita dall'evacuazione nei territori
orientali occupati, ma soltanto come possibilità di ripiego, in attesa di
riprendere la questione dopo la conclusione della guerra. Infatti, secondo
una nota della Cancelleria del Reich del marzo-aprile 1942, Hitler intendeva
rimandare a dopo la fine della guerra la soluzione della questione ebraica
(60) e il 24 luglio 1942 egli stesso asserì che, dopo la fine della guerra,
"avrebbe distrutto città dopo città se gli ebrei non ne fossero usciti e non
fossero emigrati nel Madagascar o in un altro stato nazionale ebraico" (61).

Alcuni mesi prima, il 7 marzo 1942, Goebbels aveva annotato sul suo diario:

"La questione ebraica dev'essere risolta su scala europea. In Europa ci sono
ancora 11.000.000 di ebrei. Tanto, per cominciare, dovranno essere tutti
confinati in Oriente; è possibile che dopo la guerra venga assegnata loro
una isol a, per esempio Madagascar (Eventuell kann man ihnen nach dem Kriege
eine Insel, etwa Madagaskar, zuweisen). Certo non vi sarà pace per l'Europa
finché tutti gli ebrei, sino all'ultimo, non ne siano stati eliminati
(ausgeschaItet)" (62).

Conformemente alle direttive di Hitler, il progetto Madagascar fu dunque
provvisoriamente abbandonato. Una lettera informativa di Rademacher del 10
febbraio 1942 ne spiega la ragione:

"Nell'agosto del 1940 Le consegnai per i Suoi atti il piano della soluzione
finale della questione ebraica (zur Endlösung der Judenfrage) elaborato dal
mio ufficio, secondo il quale, nel trattato di pace, si doveva esigere dal-
[33]
la Francia l'isola di Madagascar, ma l'esecuzione pratica del compito doveva
essere assegnata all'Ufficio centrale di Sicurezza del Reich.

Conformemente a questo piano, il Gruppernführer Heydrich è stato incaricato
dal Führer di attuare la soluzione della questione ebraica in Europa.

La guerra contro l'Unione Sovietica ha frattanto dato la possibilità di
mettere a disposizione altri territori per la soluzione finale (für die
Endlösung). Di conseguenza il Führer ha deciso che gli ebrei non devono più
essere espulsi nel Madagascar, ma all'Est.

Perciò il piano Madagascar non deve più essere previsto per la soluzione
finale (Madagaskar braucht mithin nicht mehr für die Endlösung vorgesehen zu
werden)" (63).

Qualche settimana prima, il 27 gennaio, il Führer aveva dichiarato:

"L'ebreo deve andarsene fuori dall'Europa. La cosa migliore è che se ne
vadano in Russia" (64).

La "soluzione finale della questione ebraica" non si è dunque mai riferita
al preteso "piano hitleriano di sterminio degli ebrei d'Europa".

Al processo di Norimberga Hans Lammers, ex capo della Cancelleria del
Führer, interrogato dal dott. Thoma, asserì di sapere molte cose riguardo
alla "soluzione finale".

Nel 1942 egli apprese che il Führer aveva affidato a Heydrich -- tramite
Göring -- l'incarico di risolvere la questione ebraica. Per saperne di più,
egli si mise in contatto con Himmler e gli chiese "che cosa significasse
propriamente soluzione finale della questione ebraica". Himmler gli rispose
che aveva ricevuto dal Führer l'incarico di attuare la soluzione finale
della questione ebraica e che questo incarico consisteva essenzialmente nel
fatto che
[34]

gli ebrei dovevano essere evacuati dalla Germania". Successivamente questa
spiegazione gli fu confermata dal Führer in persona.

Nel 1943 sorsero voci secondo le quali gli ebrei venivano uccisi. Lammers
cercò di risalire alla fonte di tali voci, ma senza esito, perché esse
risultavano sempre fondate su altre voci, per cui egli giunse alla
conclusione che si trattasse di propaganda radiofonica nemica.

Tuttavia, per chiarire la faccenda, Lammers si rivolse di nuovo a HimmIer,
il quale negò che gli ebrei venissero uccisi legalmente: essi -- venivano
semplicemente evacuati all'Est e questo era l'incarico affidatogli dal
Führer. Durante tali evacuazioni potevano certo accadere casi di morte tra
persone vecchie o ammalate, potevano verificarSi disgrazie attacchi aerei e
rivolte che HimmIer era costretto a reprimere nel sangue a mo' d'esempio, ma
questo era tutto.

Allora Lammers andò di nuovo dal Führer, che gli diede la stessa risposta di
HimmIer: "Egli mi disse: <Deciderò successivamente. dove andranno gli ebrei;
per il momento sono sistemati là>".

Il dott. Thoma chiese poi a Lammers:

"HimmIer Le ha mai detto che la soluzione finale degli ebrei dovesse aver
luogo con il loro sterminio?

Lammers -- Di ciò non si è mai fatto parola. Egli ha parlato soltanto di
evacuazioni.

Dott. Toma -- Ha parlato soltanto di evacuazioni?

Lammers -- Soltanto di evacuazioni.

Dott. Thoma -- Quando ha sentito che questi cinque milioni di ebrei sono
stati sterminati?

Lammers -- L'ho sentito qualche tempo fa qui" (65).

Dunque il Capo della Cancelleria del Führer aveva saputo solo a Norimberga
del preteso "sterminio" ebraico!

Il rapporto statistico "Die Endlösung der europäischen Judenfrage" (La
soluzione finale della questione
[35]

ebraica europea) di Richard Korherr riassume numericamente i risultati della
politica nazionalsocialista di emigrazione ebraica: fino al 31 dicembre 1942
dal vecchio Reich, dal territorio dei Sudeti, dal Protettorato di Boemia e
Moravia e dall'Austria erano emigrati 557.357 ebrei. Almeno altrettanti
erano emigrati dai territori orientali e dal Governatorato Generale, perché
la cifra riportata da Korherr -- 762.593 ebrei -- assomma le emigrazioni e
l'eccedenza della mortalità naturale (66).

In conclusione, Adolf Hitler, dal 1933 al 1942, ha, consentito l'emigrazione
di almeno un milione di ebrei che si trovavano in suo potere.

Quanto agli altri, a che scopo sterminarli? Poliakov stesso rileva al
riguardo:

"E, da un punto di vista più terra terra, quale poteva essere l'utilità
dello sterminio? Era totalmente più vantaggioso, in senso economico,
destinarli ai lavori più duri: chiudendoli in una riserva, ad esempio" (67).

Appunto ciò fece Hitler.

Col progredire della guerra i campi di concentramento e i ghetti divennero
infatti importanti centri dell'economia bellica tedesca, per cui "lo
sfruttamento della mano d'opera ebraica fu per il Terzo Reich e per i suoi
uomini un'altra fonte di redditi di prima importanza" (68).

Il campo di concentramento, di Auschwitz, ad esempio, il cui comprensorio
includeva una "sfera di interesse" di circa 40 km2, era il centro di gravità
di una vasta zona industriale. Esso riforniva di mano d'opera molte
industrie tedesche, tra cui: IG-Farbenindustrie, Berghütte, Vereinigte
OberschIesische Hüttenwerke A.G., Hermann Göringwerke,
Siemens-Schuckert-Werke A.G., Energie-Versorgung-Oberschlesien A.G.,
Oberschlesische Hydrierwerke,
[36]

Oberschlesische Gerätebau G.m.b.H., Deutsche Gas- und Russgesellschaft,
Deutsche Reichsbahn, Heeresbauverwaltung, Schlesische Feinweberei,
Union-Werke, Golleschauer Portland-Zement A.G.

Negli anni 1942-1944 il campo centrale di Auschwitz aveva 39 campi esterni,
di cui 31 per detenuti usati come mano d'opera; 19 di essi impiegavano in
maggior parte detenuti ebrei (69).

A Monowitz gli stabilimenti della IG-Farbenindustrie impiegavano 25.000
detenuti di Auschwitz, circa 100.000 operai civili e circa 1.000 prigionieri
di guerra inglesi (70).

Anche i ghetti si trasformarono in centri economici di grande importanza.
Con la rivolta del ghetto di Varsavia "l'industria di guerra tedesca
perdeva, nell'Est, uno dei suoi importanti centri di forniture militari"
(71). Il secondo ghetto per importanza economica, dopo quello di Varsavia,
era il ghetto di Lodz: "Le sue fabbriche di ogni genere, e in particolare le
sue industrie tessili, costituivano per l'economia tedesca un apporto di
grande valore (72)

Il 19 gennaio 1942 fu istituito l'Ufficio centrale economico e
amministrativo delle SS (SS Wirtschafts-Verwaltungshauptamt: SS-W. V.
Hauptamt)", il cui scopo era appunto quello di "utilizzare su grande scala
la mano d'opera dei detenuti" ". Veniva così sancito un importante
cambiamento nelle finalità dell'internamento nei campi di concentramento,
come sottolineò il capo dell'SS-W.V. Hauptamt SS-Obergruppenführer Pohl in
una lettera al Reichsführer-SS datata 3 aprile 1942:
[37]

"La guerra ha reso necessario un evidente cambìamento di struttura dei campi
di concentramento e ha cambiato radicalmente i loro compiti riguardo
all'impiego dei detenuti. L'aumento dei detenuti soltanto per motivi di
sicurezza o di rieducazione o di prevenzione non è più in primo piano. La
mobilitazione di tutte le capacità lavorative anzitutto per i compiti di
guerra (aocrescimento dell'armamento) e in secondo luogo per le costruzioni
in tempo di pace si pone sempre di più in primo piano" (75).

Tali disposizioni valevano anche per gli ebrei. Già il 25 gennaio Himmler
aveva inviato il seguente ordine all'ispettore generale dei campi di
concentramento SS-Brigadeführer Glücks:

"Poiché prossimamente non si può contare su prigionieri di guerra russi,
invierò nei campi un gr-an numero di ebrei e di ebree che vengono espatriati
dalla Germania.

Nelle prossime settimane si prepari ad accogliere nei campi 100.000 ebrei e
50.000 ebree.

Nelle prossime settimane i campi di concentramento assumeranno grandi
incarichi e compiti economici.

L'SS-Gruppenführer Pohl La informerà dettagliatamente" (76).

All'inizio del 1943 nel territorio del Reich erano impiegati nell'industria
bellica circa 185.000 ebrei (77)

Nel maggio 1944 Hitler ordinò di impiegare 200.000 ebrei come mano d'opera
nel programma di costruzioni Jäger (Jäger-Bauprogram) del direttorie
ministeriale Dorsch. L'ordine concernente il personale di sorveglianza fu
impartito da Himmler l'11 maggio:

"Il Führer ha ordinato che per la sorveglianza dei 200.000 ebrei che il
Reichsführer-SS invia nei campi di concentramento del Reich per impiegarli
nelle grandi costruzioni dell'organizzazione Todt e in altri compiti di
[38]
importanza militare siano assegnati alle Waffen-SS 10.000 uomini con
ufficiali e sottufficiali" (78).

L'ex ministro degli Interni ungherese Gabor Wajna riferì una dichiarazione
di HimmIer secondo cui "da quando gli ebrei erano impiegati nel programma
Jäger, la capacità era aumentata del 40%" (79).

Da una lettera dell'SS-W. V. Hauptamt datata "Oranìenburg, 15 agosto 1944"
risulta che era imminente l'internamento di 612.000 persone -- tra cui
90.000 ebrei del programma Ungheria -- nei campi di concentramento" (80).

L'importanza del potenziale lavorativo ebraico appare ancor più chiaramente
se si considera l'impellente esigenza di mano d'opera dell'economia di
guerra tedesca.

Il 21 marzo 1942 Hitler nominò Fritz SauckeI plenipotenziario generale per
l'impiego della mano d'opera, col compito di sopperire a tale esigenza (81).
Secondo un rapporto inviato da SauckeI a Hitler e a Göring il 27 luglio
1942, nel Reich erano impiegati 5.124.000 lavoratori stranieri. Malgrado ciò
il bisogno di mano d'opera era tale che, nel gennaio 1943, SauckeI ordinò la
mobilitazione totale di tutti i tedeschi per l'economia di guerra. Il 5
febbraio 1943, al congresso dei Gauleiter che si tenne a Posen, SauckeI
dichiarò: "La durezza inaudita della guerra mi ha costretto a mobilitare, in
nome del Führer, molti milioni di stranieri per impiegarli in tutta
l'economia di guerra tedesca e tenerli al massimo del rendimento". Ma
all'inizio del 1944 Hitler chiese altri 4 milioni di lavoratori (82).

Lo "sterminio" degli ebrei era dunque un'assurdità economica, come riconosce
lo stesso Poliakov (83), tanto più
[39]

che, secondo Collotti, "fu tra l'altro la necessità economica di servirsi
del loro lavoro che impedì lo sterminio in massa dei prigionieri sovietici
voluto da Hitler" (84).

Ma se la necessità economica dei tedeschi era tanto impellente riguardo ai
russi, perché non lo era anche riguardo agli ebrei?

Gli storici di regime replicano asserendo che lo "sterminio" ebraico,
corrispondendo all'obiettivo fondamentale del Führer, eccedeva qualunque
esigenza economica, anche a rischio di assumere un carattere nettamente
antieconomico. Hannah Arendt espone mirabilmente questa tesi:

"L'incredibilità degli orrori è strettamente legata alla loro inutilità
economica. I nazisti portarono questa inutilità all'estremo, fino all'aperta
anti-utilità quando nel bel mezzo della guerra, malgrado la scarsezza di
materiale edilizio e rotabile, costruirono enormi e costose fabbriche di
sterminio trasportando milioni di persone avanti e indietro. Agli occhi dì
un mondo rigorosamente utilitarista l'evidente contrasto fra queste azioni e
le necessità militari dava all'intera impresa un'aria di folle irrealtà"
(85).

E' fin troppo facile obiettare che, se per Hitler lo "sterminio" degli ebrei
era tanto importante da far passare in secondo piano le inipellenti
necessità dell'economia di guerra tedesca fino all'anti- utilità, non
avrebbe certamente permesso -- fino ai primi due anni di guerra --
l'emigrazione di almeno un milione di ebrei!

In realtà, fino a che punto i nazisti fossero utilitaristi riguardo agli
ebrei, è dimostrato dalI'"Europa-Plan", le cui trattative cominciarono in
forma ufficiale nella primavera del 1944. HimmIer proponeva Io scambio di un
milione di ebrei (bambini, donne, vecchi) "per 10.000
[40]

autocarri pesanti, mille tonnellate di caffè e un po' di sapone" (86).

Joel Brand, che conduceva le trattative da parte ebraica, si recò ad
Istambul e di lì al Cairo.

"In pratica gli ostacoli sorsero da parte degli alleati. Joel Brand fu
internato dalle autorità britanniche, senza aver avuto la possibilità di
portare a termine il suo incarico; e il Dipartimento di Stato americano
proibì al dottor Schwartz, direttore dell'American Jewish Joint, di trattare
con sudditi nemici" (87).

Joel Brand riusci a trasmettere la proposta tedesca a Lord Moyne, allora
ministro di stato britannico per il Medio Oriente, che gli rispose: "E che
dovrei farmene di un milione di ebrei? Dove dovrei metterli?" (88).

La debolezza della suddetta tesi è strettamente connessa alla debolezza
della presunta motivazione dello "sterminio" ebraico.

Per quasi tutti gli storici di regime è un fatto scontato che tale
motivazione sia da rintracciare nella pretesa concezione nazionalsocialista
secondo la quale gli ebrei, in quanto "razza inferiore", erano da sterminare
"per il solo fatto di essere ebrei".

Questa ridicola tesi è smentita categoricamente dal fatto della politica di
emigrazione ebraica -- addirittura forzata! -- propugnata dal governo del
Reich persino nei primi due anni di guerra.

Poliakov stesso riconosce senza mezzi termini l'infondatezza di questa tesi.
Dopo essersi posta la "lancinante domanda" della ragione per cui fu presa la
decisione dello "sterminio", egli prosegue:

"<Odio per gli ebrei>, <follia di HitIer>, sono termini troppo generali, e
che, per ciò stesso, non significano nulla: e Hitler -- almeno fino a quando
la sorte del Terzo
[41]
Reich non fu segnata -- sapeva essere un politico calcolatore ed accorto.
Abbiamo visto, del resto, che lo sterminio degli ebrei non faceva affatto
parte dei progetti nazisti. E allora, perché questa decisione, di cui
abbiamo visto quanto di irrazionale comportasse, fu presa, e perché proprio
in quel certo momento?

Sarà opportuno quindi approfondire, pur essendo pienamente consapevoli che,
in mancanza di ogni testímonianza, di ogni verbale, di ogni documento
irrefutabile, deduzioni di questo genere rasentano l'astrattezza e la
gratuità" (89).

In altre parole si ignora non solo quando e da chi, ma addirittura perchè
sarebbe stata presa la decisione dello "sterminio".

Riguardo alla motivazione della pretesa decisione, infatti, la storiografia
di regime non è in grado di fornire se non "deduzioni" che "rasentano
l'astrattezza e la gratuità" e che sono per di più in aperta contraddizione
col fatto della politica nazionalsocialista di emigrazione ebraica.

Fino a che punto ciò sia vero alla lettera, è dimostrato dal seguente
giudizio di Robert Cecil, "vicepreside della scuola di specializzazíone in
studi europei contemporanei dell'università di Reading e, dal 1968,
professore di storia contemporanea tedesca presso la stessa università":

"Il massacro degli slavi, come quello degli ebrei, fu un omicidio rituale,
che non solo non contribui affatto alla vittoria militare ma, come vedremo
fra poco, ostacolò gravemente la Wehrmacht nel suo compito" (90).


NOTE


PARTE PRIMA

I -- "NESSUN DOCUMENTO E' RIMASTO, NE' FORSE E' MAI ESISTITO".

1) Enzo Collotti, La Germania nazista, Torino 1973, p. 146.

2) GeraId Reitlinger, La soluzione finale. Il tentativo di sterminio degli
ebrei d'Europa 1939-1945, Milano 1965, p. 593.

3) William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino 1971, p. XIII.

4) Idem, p. XV.

5) Werner Maser, Nuremberg. A Nation on Trial, New York 1979, p. 305.

6) Der Prozess gegen die Hauptkriegsverbrecher vor dem internationalen
Militärgerichtshof. Nürnberg 14. November 1945 -- 1. Oktober 1946.
Veröffentlicht in Nürnberg, Deutschland 1947 (d'ora in avanti: IMG), vol.
II, p. 169.

7) Traduzione poco felice. Il testo or:iginale dice: "aussi vantards et
cyniques qu'ils aient été à d'autres occasions.", cioè: "sebbene in altre
occasioni siano stati millantatori e cinici" (Léon PoIiakov, Bréviaire de la
haine. Le IIIe Reich et les Juifs, Paris 1979, p. 124).

8) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, Torino 1977, p.
153.

9) Vedi nota 11.

10) Liliana Picciotto Fargion, La congiura del silenzio, La Rassegna mensile
d'Israel, maggio-agosto 1984, p. 226.

11) La prima edizione del libro di Poliakov è dei 1951. Nell'edizione del
1979 citata nella nota 7 egli dichiara:

"Questa edizione integrale del "Bréviaire de la haine" è conforme
all'edizione originale del 1951-1960. Non è il caso di introdurvi importanti
cambiamenti o complementi. In effetti, le conoscenze di cui si dispone sulla
politica cosiddetta "razziale" del Terzo Reich mirante a sterminare gli
ebrei e a ridurre il numero degli slavi per mezzo di procedimenti talvolta
simili, non si sono sensibilmente arricchite dal 1951" (p. XIII).

12) Léon PoIiakov, Il nazismo e to sterminio degli ebrei, op. cit., p. 248.

13) Idem, p. 260.

14) Walter Laqueur, Was niemand wissen wollte: Die Unterdrückung der
Nachrichten über Hitlers "Endlösung", Frankfurt/M.-Berlin-Wien 1981, p. 190.

15) Colin Cross, Adoft Hitler, Milano, 1977, p. 313.

16) Adolf Hitlers Mein Kampf. Eine kommentierte AuswahI von Christian
Zentner, München, 1974, p. 168.

17) Saul Friedländer, Kurt Gerstein o l'ambiguità del bene, Milano 1967, p.
75.

18) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit., p. 153.

19) Idem, p. 155.

20) Léon Poliakov, Auschwitz, Paris 1973, p. 12.

21) Arthur Eisenbach, Operation Reinhard, Mass extermination of Jewish
population in Poland, in: Polish Western Affairs, 1962, vol. III, n. 1, p.
80.

22) Broszat/Jacobsen/Krausnick, Anatomie des SS-Staates, München 1982, vol.
2, p. 297.

23) Bernd, NeIlessen, Der Prozesi von Jerusalem, Düsseldorf/Wien 1964, p.
201.

24) IMG, vol. I, p. 280.

25) PS-3762.

26) PS-2605.

27) Der Kästner-Bericht über Eichmanns Menschenhandel in Ungarn. Mit einem
Vorwort von Professor Carlo Schmidt. München, 1961, p. 242.

28) Hefte von Auschwitz, Wydawnictwo Panstwowego Muzeum w Oswiecimiu, 8,
1964. p. 89. Cfr. p. 90, nota 130.

29) Miklos Nyiszli, Medico ad Auschwitz, Milano, 1977, p. 166.

30) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit. p. 275.

31) IMG, vol. IV, p. 398.


II -- LA POLITICA NAZIONALSOCIALISTA DI EMIGRAZIONE EBRAICA.

1) Eberhard Jäckel, La concezione del mondo in Hitler, Milano 1972, p. 66.

2) Ernst Deuerlein, "Hitlers Eintritt in die Politik und die Reichswehr",
in: Vierteljahrshefte für Zeitgeschichte, 1959, p. 204.

3 ReginaId H. Phelps, "Hitlers "grundlengende" Rede über den
Antisemitismus", in: Vierteljahrshefte für Zeitgeschichte, 1968, p. 417.

4) PS-1708.

5) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, Torino, 1977, p.
20.

6) Termine ebraico (ha'abhârâh) che significa appunto "trasferimento".

7) Broszat-Jacobsen-Krausnick, Anatomie des SS-Staates, München, 1982, vol.
2, p. 265. Joseph Walk (Hrsg.), Das Sonderrecht für die Juden im NS-Staat,
Heidelberg-Karlsruhe, 1981, p. 48.

8) NG-1889.

9) PS-1417.

10) Gerald Reitlinger, La soluzione finale. Il tentativo di sterminio degli
ebrei d'Europa 1939-1945, Milano 1965, p. 23.

11) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit., p. 36.

12) Idem, pp. 49-50. IMG, vol. XXI, p. 586.

13) PS-1816, p. 47, 55 e 56.

14) Gerald Reitlinger, La soluzione finale, op. cit., p. 36. A Norimberga
Schacht dichiarò che, se il suo piano fosse stato realizzato, "non sarebbe
perito neppure un ebreo tedesco", (IMG, vol. XX, p. 442).

15) Erich Kern, Die Tragödie der Juden, Verlag K.W. Schütz KG-Preussisch
Oldendorf, 1979, p. 73.

16) NG-2586-A.

17) PS-3358.

18) Reichsführer-SS. An den SD-Führer des SS-O.A. Betr.: "Die Judenfrage als
Faktor der Aussenpolitik im Jahre 1938". 13. März 1939. In: Livre Brun. Les
criminels de guerre et nazis en Allemagne occidentale. Verlag Zeit im Bild,
Dresden, s.d. Documento 35 (fotocopia fuori testo; traduzione a p. 383).

19) Ich, Adolf Eichmann. Ein historischer Zeugenbericht. Herausgegeben von
Dr. Rudolf Aschenauer, Druffel Verlag, Leoni am Starnberger See, 1980, p.
99.

20) H. G. AdIer, Der Kampf gegen die "Endlösung der Judenfrage",
Herausgegeben von der Bundeszentrale für Heimatdienst, Bonn 1958, p. 8.

21) M. Mazor, "Il y a trente ans: La Conférence d'Evian", in: Le Monde Juif,
Avril-juin 1968, N. 50, p. 23 e 25.

22) Dieci lezioni sul nazismo, a cura di Alfred Grosser, Afilano 1977, p.
243.

23) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit., pp.
351-352.

24) PS-3363.

25) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit., p. 61.

26 Idem, pp. 61-62.

27) Idem, pp. 64-65.

28) Idem, p. 72.

29) PS-1816, p. 56.

30) "Denkschrift Himmlers über die Behandlung der Fremdvölkischen im Osten
(Mai 1940)", in: Vierteljahrshefte für Zeitgeschichte, 1957, p. 197.

31) Ibidem.

32) Gerald Fleming, Hitler und die Endlösung, Wiesbaden und München, 1982,
p. 56.

33) Léon PoIiakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit., p. 74.

34) PS-2233, IMG, vol. XXIX, p. 378. H. Monneray, La persécution des Juifs
dans les pays de l'Est présentée à Nuremberg, Paris 1949, pp. 201-202.

35) PS-2233, IMG, vol. XXIX, p. 405.

36) NG-1838, p. 5.

37) CXLVI-51 e CXLIII-229. Cfr. J. Billig, Alfred Rosenberg dans l'action
idéo1ogique, politique et administrative du Reich hitlérien, Paris 1963, p.
196, n. 632 e 633.

38) Idem, p. 193.

39) CXLVI-23. Idem, p. 197, n. 635.

40) IMG, vol. XVII, pp. 275-276.

41) IMG, vol. X, p. 449.

42) NG-2586-C. Cfr. Erich Kern, Die Tragödie der Juden, op. cit. p. 95. 43)
Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit, p. 76. 44)
NG-2586-C. Cfr. Erich Kern, Die Tragödie der Juden, op. cit., p. 101.

45) NG-2586-C. Cfr. Erich Kern, Die Tragödie der Juden, op. cit, p. 103.

46) Léon Poliakov, Le procès de Jérusalem, Paris 1963, p. 152.

47) GeraId Reitlinger, La soluzione finale, op. cit., p. 19.

48) IMG, vol. II, p. 140.

49) IMG, vol. I, p. 283; vol. III, p. 635; vol. XXII, p. 289.

50) IMG, vol. I, p. 280.

51) NG-2586-E/PS-710.

52) Léon Poliakov, Le procès de Jérusalern, op cit., p. 158.

53) William. L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino 1971, p. 1464; Gerald
Reitlinger, La soluzione finale, op. cit., p. 108.

Ecco le rispettive traduzioni:

"Con la presente vi incarico di fare tutti i preparativi... necessari per
una SOLUZIONE TOTALE del problema ebraico in tutti i territori d'Europa che
si trovano sotto l'influenza tedesca...

Inoltre vogliate trasmettermi al più presto un prospetto da cui risultino
le... misure già prese per l'attuazione della progettata SOLUZIONE FINALE
del problema ebraico".

Shirer espunge senza indicazione la parte iniziale del decreto e inventa
l'espressione "le... misure già prese".

"Con la presente vi delego ad attuare tutti i preparativi per
l'organizzazione, materiale e finanziaria, di una soluzione totale della
questione ebraica nei territori europei sotto controllo tedesco. Ogni
qualvolta ciò coinvolga la competenza di altre organizzazioni centrali, tali
organizzazioni dovranno essere chiamate a partecipare.

Vi incarico inoltre di sottopormi non appena possibile uno schema dei
provvedimenti organizzativi, materiali e finanziari, per l'esecuzione della
desiderata Soluzione finale del problema ebraico".

Anche Reitlinger espunge senza indicazione la parte iniziale del decreto.
Solo in nota (a) egli fa precedere il testo tedesco da tre puntini di
sospensione.

(a) Nota 44 a p. 121.

54) NG-2586-J.

55) NG-4583. Cfr.: Le Monde Juif, Janvier 1952, p. 9.

56) Das Sonderrecht für die Juden im NS-Staat, op. cit., p. 353.

57) Idem, p. 361.

58) NG-1970 (XXVI-10).

59) NG-2586-G. Come è noto, anche il cosiddetto "protocollo di Wannsee"
viene interpretato dagli storici di regime in funzione dello "sterminio"
ebraico. In questa sede ci limitiamo a rilevare che, se le evacuazioni
alI'Est significassero realmente la deportazione degli ebrei nei "campi di
sterminio" orientali, esse non potrebbero certo essere definite delle
"possibilità di ripiego".

Per un esame approfondito della questione vedi: Wilhelm Stäglich, Der
Auschwitz-Mythos. Legende oder Wirklichkeit, Tübingen, 1979, pp. 38-65 (Das
"Wannsee-Protokoll").

60) PS-4025.

61) Henry Picker, Hitlers Tischgespräche im Führerhauptquartier, Wilhelm
Goldmann Verlag, 1981, p. 456.

62) R. Manvell-H. Fraenkel, Vita e morte del dottor Goebbels, Milano 1961,
p. 240. Testo tedesco in: Wilhelm Stäglich, Der Auschwitz Mythos, op. cit.,
p. 116.

63) NG-5570.

64) Adolf Hitler, Monologe im Führerhauptquartier 1941-1944, Hamburg, 1980,
p. 241.

65) IMG, vol. XI, pp. 61-63.

66) NO-5193.

67) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit, p. 21.

68) Idem, p. 109.

69) Contribution à l'histoire du KL Auschwitz, Edition du Musée d'Etat à
Oswiecim, s.d., pp. 44-57.

70) Central Commission for Investigation of German Crimes in Poland, German
Crimes in Poland, Warsaw 1946, vol. I, p. 37.

71) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit., p. 316.

72) Idem, p. 148.

73) NO-495; NO-719.

74) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit., p. 110.

75) R-129.

76) NO-500.

77) NO-5195.

78) NO-5689.

79) NO-1874.

80) NO-1990.

81) Enzo Collotti, La Germania nazista, Torino, 1973, p. 266.

82) Idem, p. 267.

83) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit., p. 115.

84) Enzo ColIotti, La Germania nazista, op. cit., p. 267.

85) Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo, Milano, 1967, p. 609.

86) Gerald Reitlinger, La soluzione finale, op. cit., p. 544.

87) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit., p. 345.

88) Gerald Reitlinger, La soluzione finale, op. cit., p. 545.

89) Léon Poliakov, Il Nazismo e lo sterminio degli ebrei, op. cit., p. 155.

90) Robert Cecil, Il mito della razza nella Germania nazista, Vita di Alfred
Rosenberg, MiIano 1973, p. 199.

PARTE SECONDA


1 --NASCITA E SVILUPPO DEL REVISIONISMO

La politica nazionalsocialista di emigrazione ebraica, perseguita
ufficialmente fino all'inizio di febbraio del 1942, pone dunque una domanda
realmente "lancinante", secondo la definizione di Poliakov.

Infatti, se fosse vero che il processo dello "sterminio" ebraico
"corrispondeva all'obiettivo fondamentale del nazionalsocialismo" (1); se
fosse vero che esso non fu "il risultato di una imprevedibile esplosione di
violenza, o della prevaricazione di subordinati, ma il frutto di una
ideologia di morte e di un disegno organico" (2); se fosse vero che "tra gli
scopi che, secondo Hitler, dovevano essere raggiunti per mezzo della guerra,
aveva parte importantissima lo sterminio generale degli ebrei, e al
raggiungimento di esso dedicò il governo tedesco gran parte delle sue forze"
(3), per quale misteriosa ragione Adolf Hitler si sarebbe privato di almeno
un milione di vittime predestinate permettendo loro di emigrare?

Era dunque inevitabile che un'accusa così atroce, basata essenzialmente su
"deduzioni e considerazioni psicologiche", su "racconti di terza o di quarta
mano", sul "gioco delle induzioni psicologiche", su "deduzioni" che
"rasentano l'astrattezza e la gratuità" e su '"risposte frammentarie e
talora ipotetiche" fosse messa in dubbio.

Già nell'immediato dopoguerra e negli anni successivi erano state espresse
severe critiche ai processi contro i cosiddetti "criminali di guerra"
nazisti -- in particolare
[43]

al processo di Norimberga (4) -- e alla condotta di guerra degli Alleati
(5).
[44]

Ma colui che per primo mise in dubbio la realtà dello "sterminio" ebraico fu
il francese Paul Rassinier (6), che è considerato a giusto titolo il
precursore dell'attuale revisionismo storico. La sua opera fu ripresa e
continuata da altri ricercatori che hanno creato una ricca letteratura
revisionista, di cui menzioniamo i titoli più importanti.

Nel 1967 fu pubblicato a Vienna Geschichte der Verfehmung Deutschlands
(Wien, Selbstverlag des Verfassers) di Franz Scheidl. Due anni dopo apparve
anonimo negli Stati Uniti The Myth of the Six Million (The Noontide Press,
Torrance, California), seguito, nel 1970, da The Big Lie: Six Million
Murdered Jews (Fyshwick A.C.T. Unity Printers and Publishers), a cura di The
History Research Unity, e "Auschwitz ou le Grand Alibi", a cura di La
Vieille Taupe (Paris).

Nel 1973 videro la luce Die Auschwitz-Lüge (Kritik Verlag, Mohrkirch) di
Thies Christophersen (trad it.: La Fandonia di Auschwitz, Edizioni La
Sfinge, Parma 1984), The Six Million Swindle (Boniface Press, Takoma Park,
Maryland) di Augustin App e Hexen-Einmal-Eins einer Lüge (Verlag Hohe
Warte -- Franz von Bebenburg) di Emil Aretz.

L'anno dopo fu pubblicato in Inghilterra Did Six Million Really Die?
(Historical Review Press,
[45]

di Richard Harwood (trad. it.: Auschwitz o della soluzione finale. Storia di
una leggenda, Le Rune, Milano 1978), seguito nel 1976, presso la stessa casa
editrice, dall'eccellente opera The Hoax of the Twentieth Century di Arthur
Butz.

Nel 1978 Robert Faurisson scrisse il noto articolo "Le <problème des
chambres à gaz>" (Défense de l'Occídent, N 158, Juin 1978, pp. 32-40) e
l'anno dopo apparvero l'eccellente studio Der Auschwitz-Mythos. Legende oder
Wirklichkeit? (Grabert-Verlag, Tübingen) di Wilhelm Stäglich, The Six
Million Reconsidered (Historical Review Press) a cura del Committe for Truth
in History, gli importanti articoli di Robert Faurisson "Le camere a gas non
sono mai esistite" (Storia illustrata, N. 261, agosto 1979, pp. 15-35) e
"The <Problem of the "Gas Chambers"> or <The Rumor of Auschwitz>"
(Revisionist Press), El mito de los 6 millones. El fraude de les Judios
asesinados por Hitler (Ediciones BAU. S.P., Badalona) di J. Bochacha, "Anne
Frank's Diary -- A Hoax" (Institute for Historical Review) di Ditlieb
Felderer e Holocaust, hoe lang nog? (Haro Boekdienst, Antwerpen) (7).
[46]

Nel settembre 1979 presso la Northrop University di Los Angeles si è tenuta
la prima "Revisionist Convention", organizzata dall'Institute for Historical
Review, che dalla primavera del 1980 pubblica l'importante rivista
trimestrale The Journal of Historical Review, alla quale collaborano ì più
importanti storici revisionisti di ogni paese.

Ciò ha contribuito ulteriormente a rendere il revisíonismo storico una
realtà inconfutabile e un movimento di pensiero inarrestabile. Infatti la
tesi revisionista guadagna sempre più sostenitori.

Dal 1980 ad oggi sono state pubblicate parecchie opere, soprattutto in
Francia, sulla scia dell' "Affare Faurisson".
[47]

Oltre ai numerosi articoli apparsi nella rivista "The Journal of Historical
Review", segnaliamo:

"Auschwitz Exit" (Vol. I, Täby, Svezia, 1980), di Ditlieb Felderer,

"1981 Revisionis't Bibliography. A Select Bibliography of Revisionist Books
Dealing with the Two World Wars and their Aftermaths. Compiled and Annoted
by Keith Stimely" (Institute for Historical Review, 1980), che comprende
anche le opere revisioniste sullo "sterminio" ebraico in lingua inglese;

"Vor dem Tribunal der Sieger: Gesetzlose Justiz in Nümberg" (Verlag K.W.
Schütz KG -- Preuss. Oldendorf, 1981), di Hildegard Fritzsche;

"Auschwitz im IG-Farben Prozess. Holocaustdokumente?" (Herausgegeben von Udo
Walendy, Verlag für Volkstum und Zeitgeschichtsforschung, Vlotho/Weser,
1981);

"Holocaust nun unterirdisch?" (Historische Tatsachen Nr. 9, Vlotho/Weser,
1981), "Kenntnismängel der Alliierten" (Historische Tatsachen Nr. 15,
VIotho/Weser. 1982),"Adolf Eichmann und die "Skelettsammlung des Ahnenerbe
e.V."" (Historische Tatsachen Nr. 18, Vlotho/Weser,1983), "Einsatzgruppen im
Verbande des Heeres" (Historische Tatsachen Nr. 16 e 17, Vlotho/Weser,
1983), "Alliierte Kriegspropaganda 1914-1919" (Historische Tatsachen Nr. 22,
Vlotho/Weser, 1985), "Macht + Prozesse = "Wahrheit? (Historische Tatsachen
Nr. 25, Vlotho/Weser, 1985) ,tutti di Udo Walendy;

"<Massentötungen> oder Desinformation?" (Historische Tatsachen Nr. 24,
Vlotho/Weser 1985), di Ingrid Weckert;

"Ich suchte -- und fand die Wahrheit" (Kritík Nr. 58, Mohrkirch, 1982), di
Robert Faurisson;

"The "Holocaust"": 120 Questions and Answers (Institute for Historical
Review, 1983), di C. E. Weber;
[48]

"Nazi Gassing a Myth?" (IHR Special Report. Institute for Historical Review,
1983);

"The Dissolution of the Eastern European Jewry" (Institute for Historical
Review, 1983), di Walter Sanning;

"Les grands truquages de l'histoire" (Jacques Grancher éd., Paris, 1983), di
Hervé Le Goff (opera in cui compare uno studio sull'impostura del diario di
Anna Frank: pp. 13-40) (8);

"The man who invented "genocide"" (Institute for Historical Review, 1984) di
James J. Martin;

"Dachau... Buchenwald... Belsen... etc..." (Antwerpen, Vrij Historisch
Onderzoek, 1984), di Z. L. Smith;

"Het Dagboek van Anne Frank: een vervalsing" (Antwerpen, Vrij Historisch
Onderzoek, 1985), di Robert Faurisson;

"Worldwide Growth and Impact of "Holocaust" Revisionism" (Institute for
Historical Review, 1985), IHR Special Report.

Aggiungiamo le opere più significative sull'"Affare Faurisson":

"Vérité historique ou vérité politique? Le dossier de l'affaire Faurisson.
La question des chambres à gaz" (La Vieille Taupe, Paris, 1980) di Serge
Thion;

"Mémoire en défense contre ceux qui m'accusent de falsifier l'histoire. La
question des chambres à gaz" (La Vieille Taupe, Paris, 1980) di Robert
Faurisson, opere di valore eccezionale;

"L'Affaire Faurisson" (Le lutteur de classe, novembre 1981);

"Intolérable intolérance" (Editions de la Différence, 1981) di autori vari;
[49]

"Les petits suppléments au Guide des droits des victimes. N. 1. L'incroyable
Affaire Faurisson" (La Vieille Taupe, Paris, 1982) a firma "Le Citoyen";

"Réponse à Pierre Vidal-Naquet" (Edité par l'Auteur, 1982) di Robert
Faurisson;

"L'Affaire Faurisson" (Université de Bordeaux III. Option Journalisme
1982-1983) di Marie- Paule Mémy;

"Epilogue judiciaire de l'"Affaire Faurisson" (La Vieille Taupe, Paris,
1983) di J. Aitken;

"Il caso Faurisson" (edito dall'Autore) di Andrea Chersi (Castenedolo 1983)
(9).

Nel gennaio 1985 è apparso il primo numero della rivista revisionista
spagnola "Revisión" (Alicante, Spagna).

Segnaliamo inoltre la rivista revisionista "Taboe. Revisionístisch
tijdschrift voor kritisch en wetenschappelijk onderzoek" (Tabù. Rivista
revisionista di ricerca critica e scientifica) (Antwerpen, Belgio).

Ci sia infine consentito di menzionare tre nostri studi:

"Il rapporto Gerstein. Anatomia di un falso" (Sentinella d'Italia,
Monfalcone 1985);

"La Risiera di San Sabba" (Sentinella d'Italia, Monfalcone 1985);

"<Medico ad Auschwitz>. Anatomia di un falso. La falsa testimonianza di
Miklos Nyiszli" (10) (di prossima pubblicazione).
[50]

Questa vasta letteratura è di valore disparato e va dalla divulgazione
superficiale e spesso inesatta -- giustamente criticata dagli storici
sterminazionisti, come vengono chiamati dai revisionisti i sostenitori della
realtà dello "sterminio" ebraico -- alla ricerca scientifica metodica e
approfondita.

Essa ha suscitato reazioni di varia natura (11).

Sul piano letterario alcuni scritti, fortemente passionali, tendono
essenzialmente a screditare i revisionisti sia mediante la diffamazione
personale, sia deformandone le tesi per poi facilmente volgerle al ridicolo,
sia tentando di far passare il revisionismo per una "parte costitutiva di un
movimento neonazista internazionale", come insinua espressamente Robert
Kempner (12), cioè per un rigurgito di antisemitismo nazista.

Questo tentativo appare chiaramente già dai titoli più ricorrenti di tale
letteratura:

"Sulla critica della pubblicistica dell'estremismo di destra antisemita"
(13) ; "Sguardo sulla letteratura neona-
[51]

zista" (14); -- La Soluzione Finale e la Mitomania Neonazista" (15);

"La <soluzione finale> della questione ebraica nella recente letteratura
neo-nazista" (16).

Tra gli articoli più virulenti segnaliamo:

"La politica dello struzzo", di Augusto Segre, in: La Rassegna mensile di
Israel, gennaio- marzo 1979, pp. 109-110;

"La distruzione della ragione", di Giuseppe Laras, in: La Rassegna mensile
di Israel, agosto- settembre 1979, pp. 285-288;

"Le camere a gas sono esistite!" (risposta di Enzo Collotti a Robert
Faurisson), in: Storia illustrata, n. 262, settembre 1979, pp. 19-29 (vedi
al riguardo: "Paurisson replica a Collotti", in: Storia illustrata. n. 263,
ottobre 1979, pp. 30-37).

Stefano Levi della Torre dedica al revisionismo un paragrafo dell'articolo
"Nuove forme della giudeofobia" che è compreso nella sezione "Antisemitismo
oggi" (17).

In realtà tale accusa è completamente infondata ed ha una finalità
chiaramente propagandistica. Infatti le credenziali di colui che è
considerato il fondatore del revisionismo, Paul Rassinier, non lasciano
dubbi in proposito: socialista, resistente, arrestato dalla Gestapo
nell'ottobre del 1943, torturato per 11 giorni, deportato a Buchenwald e poi
a Dora per 19 mesi, invalido al 95% in conseguenza della deportazione,
detentore della medaglia "vermeil de la Reconnaissance Francaise" e della
"Rosette de la Résistance".
[52]

In Francia l'eredità di Rassinier è stata raccolta da ambienti di sinistra,
a cominciare dal gruppo che fa capo alla casa editrice "La Vieille Taupe"
(18).

Altri scritti sterminazionisti, pur risentendo del pathos che suscita
inevitabilmente la negazione dello "sterminio" ebraico, tentano di porsi sul
piano della critica obiettiva. Tra i più significativi ricordiamo:

"Lies About the Holocaust", di Lucy Dawidowicz, in: Commentary, December
1980, pp. 31- 37;

"Les redresseurs de morts. Chambres à gaz: la bonne nouvelle. Comment on
révise l'histoire", di Nadine Fresco, in: Les Temps Modernes, n, 407, Juin
1980, pp. 2150-2211. L'Autrice si propone di mostrare i metodi storiografici
dei revisionisti.

"Les chambres à gaz ont existé" (Editions Gallimard, 1981), di Georges
Wellers. Opera diretta contro Robert Faurisson.

"La Solution Finale et la Mythomanie Néo-Nazie" (Edité par Beate et Serge
Klarsfeld, 1979), di Georges Wellers. Opera diretta contro Paul Rassinier.

"Six Million Did Die" (Johannesburg, 1978), di Arthur Suzman e Denis
Diamond. Opera diretta contro Richard Harwood e Arthur Butz.

"Un Eichmann de papier. Anatomie d'un mensonge", di Pierre Vidal-Naquet, in:
Les Juifs, la mémoire et le présent, Paris 1981, pp. 195-272. Studio diretto
contro Robert Faurisson.
[53]

"Tesi sul revisionismo", di Pierre Vidal-Naquet, in: Rivista di storia
contemporanea (Loescher Editore, Torino), I, gennaio 1983, pp. 3-24.
Articolo di carattere generale contro il revisionismo.

"Nationalsozialistischen Massentötungen durch Giftgas" (Herausgegeben von
Eugen Kogon, Hermann Langbein, Adalbert Rückerl u.a., Frankfurt am Main,
1983), opera collettiva di 24 storici mirante a confutare l'intera
storiografia revisionista ".

Alcuni tentativi di riaffermare la "verità" sterminazionista hanno sortito
l'effetto contrario. Particolarmente importanti a questo riguardo sono:

"The Holocaust Revisited: A Retrospective Analysis of the Auschwitz-Birkenau
Extermination Complex (Central Intelligence Agency, Washington, D.C. U.S.
Department of Commerce. NationaI Technical Informatíon Service, February
1979), di Dino A. Brugioni e Robert G. Poirier (trad. francese in: "Le Monde
Juif", n. 97, Janvier-Mars 1980, "Auschwitz à vol d'oiseau", pp. 1- 22),
opera in cui sono pubblicate delle fotografie aeree di Auschwitz-Birkenau
scattate nel 1944 dall'aviazione americana le quali demoliscono il mito
degli immensi stermini che sarebbero stati perpetrati in tale campo nel
1944;

"Les "Krématorien" IV et V de Birkenau et leurs chambres à gaz", di
Jean-Claude Pressac, in: "Le Monde Juif", N. 107, Juillet-Septembre 1982,
pp. 91-131 (vedi il resoconto di Robert Faurisson "Le mythe des "chambres à
gaz" entre en agonie", in: Réponse à Pierre Vidal-
[54]

Naquet, Deuxième édition augmentée, La Vieille Taupe. Paris, 1982, pp.
67-87).

L'Album d'Auschwitz. D'après un album découvert par Lili Meier survivante du
camp de concentration. Texte de Peter Hellman traduit de l'americain par Guy
Casaril. Editions du Seuil, 1983 (vedi l'analisi di Robert Faurisson "Les
tricheries de l'Album d'Auschwitz", dattiloscritto inedito, 1983).

Ma le reazioni degli oppositori del revisionismo non si sono limitate al
piano letterario. I processi intentati contro i revisionisti -- onde
ottenere da parte dei tribunali la condanna ufficiale delle tesi degli
avversari -- testimoniano dell'incapacità degli storici di regime di
confutare seriamente ed efficacemente le argomentazioni revisioniste.

Alcuni casi, come quelli di Christophersen, di Faurisson e di Felderer, sono
diventati tristemente noti (20).

Tristemente nota è anche l'esistenza nella Repubblica Federale Tedesca di un
organo preposto al controllo degli scritti "pericolosi per la gioventù"
(Bundesprüfstelle für jugendgefährdende Schriften), mero espediente per
poter esercitare una censura legale sulla letteratura revisionista, le cui
opere vengono regolarmente messe all'"Indice"! (Index für jugendgefährdende
Schriften) ".

Fino a che punto possa giungere la cieca intolleranza nei confronti di
coloro che negano mediante una seria documentazione la realtà dello
"sterminio" ebraico, è testimoniato dal casa del dottor WilheIm Stäglich.
Nel novembre 1982 il Consiglio dei Decani della Georg-August-Universität di
Gottinga, presso la quale egli aveva conseguito la laurea in giurisprudenza
nel 1951, ha intrapreso una procedura per ritirargli il titolo di dottore
per aver scritto l'eccellente opera "Der Auschwitz Mythos" (Il Mito di
Auschwitz), che, a giudizio non propriamente spassionato di tale Consiglio,
ha reso Wilhelm Stäglich "indegno di portare il titolo di dottore".

La cosa più singolare è che il fondamento giuridico di tale procedura è
costituito da due leggi naziste del 1939! (22).

II-- LA CRITICA REVISIONISTA

Sarebbe arduo riassumere in poche pagine i risultati della critica
revisionista. Del resto, a noi preme di più esporre la ragion d'essere e i
metodi di lavoro del revisionismo, per cui dedichiamo questo capitolo al
chiarimento delle ragioni per le quali, a nostro avviso, è necessario
dubitare della realtà dello "sterminio" ebraico.

Al processo di Norimberga il Pubblico Ministero inglese Sir Hartley
Shawcross nella sua requisitoria del 26 luglio 1946 accusò i tedeschi dì
aver ucciso più di sei milioni di ebrei "nelle camere a gas e nei forni di
Auschwitz, Dachau, Treblinka, Buchenwald. Mauthausen, Maidanek e
Oranienburg" (1).

Ciascuna di queste "camere a gas" ha avuto naturalmente i suoi "testimoni
oculari".

L'abate Georges Hénocque descrive così quella di Buchenwald: "Mi sentii
rassicurato e, aprendo subito la porta di ferro, mi trovai nella famosa
camera a gas. Il locale poteva avere venticinque metri quadrati di
superficie e un'altezza di tre metri -- tre metri e mezzo. Sul soffitto,
diciassette cipolle di annaffiatoìo, sigillate e poste a intervalli
regolari. A guardarle, nulla rivelava la loro funzione omicida. Esse
assomigliavano a inoffensivi sfiatatoi d'acqua.

I deportati che prestavano servizio al crematorio mi avevano informato: per
una specie di ironia, ogni vittima, entrando in questa camera, riceveva un
asciugamano e un pezzetto di sapone. Questi sventurati potevano credere di
andare alle docce. Dietro di loro veniva chiusa la pesanteporta di ferro,
bordata di una specie di guarnitura di gomma di mezzo centimetro di
spessore, destinata ad impedire la penetrazione dell'aria.

All'interno i muri erano lisci, senza fessure, e come verniciati.
All'esterno, accanto all'architrave della porta, si vedevano quattro bottoni
' posti l'uno sotto l'altro: uno rosso, uno giallo, uno verde e uno
bianco.Un dettaglio tuttavia mi preoccupava: non capivo in che modo il gas
potesse venire giù dalle bocche degli annaffiatoi. Il locale in cui mi
trovavo era situato accanto a un corridoio. Vi penetrai e dentro vidi un
enorme tubo che le mie braccia non riuscivano a cingere completamente e che
era ricoperto di uno spessore di gomma di circa un centimetro. Accanto, una
manovella che si poteva girare da sinistra a destra provocava l'arrivo del
gas. Esso discendeva così fino al suolo con una forte pressione, sicché
nessuna delle vittime poteva sfuggire a ciò che i tedeschi chiamavano "la
morte lenta e dolce".

Al di sopra del punto in cui il tubo formava un gomito per entrare nel
locale di asfissia c'erano gli stessi bottoni che si trovavano sulla porta
esterna: rosso, verde, giallo e bianco, che servivano evidentemente a
controllare la discesa del gas.

Tutto era davvero predisposto e organizzato scientificamente. Il Genio del
male non avrebbe potuto trovare di meglio. Rientrai nella camera a gas per
cercare di scoprire quella del crematorio" (2).

L'SS-Obersturmbannführer Kaindl, ex comandante del campo di concentramento
di Oranienburg-Sachsenhausen, dichiarò dinanzi a un Tribunale Militare
sovietico:

"Alla metà di marzo del 1943 ho introdotto le camere a gas come luogo di
sterminio in massa.

Pubblico Ministero -- Di Sua iniziativa?
Kaindl -- In parte, sì. Poiché le installazioni esistenti non erano
sufficienti per lo sterminio previsto, convocai una riunione alla quale
partecipò anche il medico capo Baumkötter, il quale mi disse che
l'avvelenamento di uomini mediante acido cianidricc in camere speciali aveva
come effetto la morte istantanea. Allora considerai la costruzione di camere
a gas per lo sterminio di uomini opportuna e anche più umana" (3).

Riguardo al campo di Dachau, il dott. Franz Blaha asserì in una
dichiarazione giurata:

"Nel campo ci furono molte esecuzioni mediante gas, fucilazioni e iniezioni.
La camera a gas fu terminata nel 1944 ed io fui chiamato dal dott. Rascher
per esaminare le prime vittime. Delle otto o nove persone che si trovavano
nella camera, tre erano ancora vive e le altre sembravano morte. I loro
occhi erano rossi e i loro volti gonfi. Molti detenuti furono uccisi
successivamente in questo modo" (4).

Il 19 agosto 1960 il giornale tedesco Die Zeit pubblicò -- sotto il titolo
"Keine Vergasung in Dachau" (Nessuna gasazione a Dachau) -- una lettera del
dott. Martin Broszat dell'Istituto di Storia contemporanea di Monaco nella
quale dichiarava:

"Né a Dachau né a Bergen-Belsen né a Buchenwald sono stati gasati ebrei o
altri detenuti. La camera a gas di Dachau non fu mai ultimata del tutto e
non entrò mai <in funzione>".

E ancora:

"Lo sterminio in massa degli ebrei mediante gasazione iniziò nel 1941-1942
ed ebbe luogo esclusivamente (ausschliesslich) in pochi luoghi appositamente
scelti e forniti di adeguate istallazioni tecniche, soprattutto (vor allem)
nel territorio polacco occupato (ma in nessun luogo nel Vecchio Reich): ad
Auschwitz-Birkenau, a Sobibor, sul Bug, a Treblinka, a Chelmo e a Belzec"
(5).

Le riserve espresse in questa lettera furono chiarite dal dott. Broszat
nella "Nota preliminare" all'articolo di Ino Arndt e Wolfang Scheffler
"Organisierter Massenmord an Juden in nationalsozialistischen
Vernichtungslagern":

"Come abbiamo già rilevato, gli stermini di ebrei in senso istituzionale
(esecuzione del programma della "soluzione finale") mediante impianti di
gasazione ebbero luogo esclusivamente nei campi summenzionati (6) dei
territori polacchi occupati. Al contrario nei campi di concentramento
generalmente c'erano sì crematori (per la cremazione dei detenuti morti in
massa oppure uccisi durante la guerra), ma non impianti di gasazione. Dove
però in particolare ciò accadde (Ravensbrück, Natzweiler, Mauthausen), essi
non servivano allo sterminio ebraico nel senso del programma della
"soluzione finale". Essi dovevano piuttosto facilitare psichicamente ai
Kommandos di esecuzione il loro "lavoro", che fino ad allora veniva
effettuato mediante fucilazioni, iniezioni di fenolo e altri sistemi" (7).

Simon Wiesenthal conferma che "non ci furono campi di sterminio in terra
tedesca" (8).

In conclusione, né a Buchenwald, né a Oranienburg-Sachsenhausen sono mai
esistite "camere a gas", mentre la pretesa "camera a gas" di Dachau (9) non
è mai stata utilizzata, come si può leggere anche nella pubblicazione
ufficiale su tale campo

La <camera a gas> di Dachau non fu mai messa in funzione. Nel crematorio
entrarono solo morti per la <cremazione>, nessun vivente per la <gasazione>"
(10).

"Come abbiamo già detto, l'ultimo anno Dachau ebbe una camera di gasazione
propria. Ma le sue "docce" non furono mai utilizzate" (11).

Di conseguenza, le "testimonianze oculari" di coloro che pretendono di aver
visto in questi campi "camere a gas" o di avervi assistito a "gasazioni"
sono false.

Tale circostanza avrebbe indotto qualunque storico serio ad effettuare una
revisione critica di tutte le fonti dello "sterminio" ebraico, ma ciò
naturalmente non è accaduto (12).

In effetti, la domanda che pone Robert Faurisson è più che legittima:

"Perché le <prove>, le <certezze>, le <testirnonianze> raccolte sui campi
che geograficamente ci sono vicini non hanno improvvisamente più valore,
mentre le <prove>, le <certezze>, le <testimonianze> raccolte sui campi
della Polonia restano vere?" (13).

La domanda appare ancora più legittima se si considera ciò che Gerald
Reitlinger scrive sulle prove relative ai "campi dì sterminio" polacchi:

"La più gran parte delle documentazioni sui campi di morte in Polonia, ad
esempio, è stata raccolta dalle Commissioni d'inchiesta del Governo polacco
e dalla Com-
[61]
missione Centrale di Storia ebraica della Polonia interrogando i superstiti
fisicamente validi, ~ quali erano ben di rado uomini di qualche cultura.
Inoltre l'ebreo dell'Europa orientale è retorico per natura, ama esprimersi
con similitudini fiorite. Quando un testimone diceva che le vittime
provenienti dal lontano Occidente arrivavano al campo di morte in
vagoneletto, intendeva probabilmente dire che arrivavano in vetture
passeggeri e non in carri bestiame. Talvolta la fantasia superava ogni
credibilità, come quando i contrabbandieri di viveri del ghetto erano
descritti come uomini giganteschi, con tasche che andavano dal collo alle
caviglie. Anche i lettori che non soffrono di pregiudizi razziali possono
trovare un poto troppo pesanti, per poterli digerire, i particolari di
questi assassinü mostruosi, ed essere indotti a gridare Credat Judaeus
Apella e a relegare questi racconti tra le favole. In fondo i lettori hanno
diritto di pensare che si tratta di testimoni "orientali", per i quali i
numeri non sono che elementi retorici. Perfino i loro nomi -- Sunschein,
Zylberdukaten, Rothbalsam, Salamander: Raggio di Sole, Ducati d'argento,
Balsamo Rosso, Salamandra -- sembrano parti di fantasia" (14).

Riguardo ai metodi di lavoro di tali commissioni di inchiesta e alle
"testimonianze" da esse raccolte, Reitlinger dichiara esplicitamente:

"Non si può non essere d'accordo con R. T. Paget, K. C., membro della Camera
dei Comuni, quando dice che le ricerche eseguite dopo la guerra dalle
commissioni d'inchiesta polacche sono di scarso valore probativo. Esse
consistono, infatti, essenzialmente di descrizioni staccate di persone
singole, ben raramente confermate da altre fonti" (15).

Le "prove" dell'esistenza di "camere a gas" nei pretesi "campi di sterminio"
orientali sono dunque costituite pressoché esclusivamente da "testimonianze
oculari" oltremodo sospette la cui veridicità viene ammessa a priori dagli
storici che propugnano la realtà dello "sterminio" ebraico, e questa
acriticità intenzionale è la caratteristica essenziale del loro metodo di
lavoro storiografico.

Eppure l'analisi di queste "prove" e il loro confronto reciproco dovrebbe
indurre tali storici a maggiore cautela.

Lo studio della genesi del mito dello "sterminio" ebraico a Treblinka, a
Sobibor e a Belzec, ad esempio, è abbastanza rivelatore al riguardo.

Una delle prime "testimonianze oculari" su Treblinka -- il rapporto inviato
il 15 novembre 1942 dall'organizzazione clandestina del ghetto di Varsavia
al governo polacco in esilio a Londra -- descrive lo "sterminio" di ebrei in
tale campo mediante vapore acqueo!

Nel marzo 1942 -- si legge in tale rapporto -- i tedeschi iniziarono la
costruzione del nuovo campo di Treblinka B -- nei pressi del campo di
Treblinka A -- che fu terminato alla fine di aprile del 1942. Verso la prima
metà di settembre esso comprendeva due "case della morte".

La "casa della morte n. 2" (dom smierci Nr 2) era una costruzione in
muratura lunga circa 40 metri e larga 15. Secondo la relazione di un
testimone oculare (wg relacji naocznego swiadka) essa conteneva dieci locali
disposti ai due lati di un corridoio che attraversava tutto l'edificio. Nei
locali erano installati dei tubi attraverso i quali passava il vapore acqueo
(para wodna).

La "casa della morte n. 1" (dom smierci Nr 1) si componeva di tre locali e
di una sala caldaie.

"Dentro la sala caldaie -- prosegue il rapporto -- c'è una grande caldaia
per la produzione del vapore acqueo, e, mediante tubi che corrono attraverso
le camere della morte e che sono forniti di un adeguato numero di fori,
[63]
il vapore surriscaldato si sprigiona all'intemo delle camere".

Le "vittime" venivano rinchiuse nei locali suddetti e uccise col vapore
acqueo!

"In questo modo le camere di esecuzione si riempiono completamente, poi le
porte si chiudono ermeticamente e comincia la lunga asfissia (duszenie)
delle vittime. mediante il vapore acqueo (para wodna) che viene fuori dai
numerosi fori dei tubi. All'inizio dall'intemo giungono urla strozzate che
si acquietano lentamente e dopo 15 minuti l'esecuzione è effettuata" (16).

Questa storia è stata ripresa ed elevata a verità ufficiale dalla
Commissione suprema di inchiesta sui crimini tedeschi in Polonia, la quale
ha accusato l'ex governatore Hans Frank di aver ordinato l'installazione di
un "campo di sterminio" a Treblinka per l'eliminazione in massa degli ebrei
"in camere riempite di vapore" (in Dampf gefüIlten Kammern)! (17).

Successivamente si è imposto il mito delle "camere a gas" a monossido di
carbonio (18) che vale tuttora come verità ufficiale sui tre "campi di
sterminio" orientali.

La cosa è stata semplice: è bastato trasformare in "camere a gas" le "camere
a vapore" del rapporto del 15 novembre 1942!

Così il "testimone oculare" Yankel Wiernik scrisse già nel 1944 che a
Treblinka gli ebrei venivano uccisi in due costruzioni, una grande, con
dieci "camere a gas", l'altra piccola, con tre "camere a gas" (19),
esattamente come le due "case della morte" del rapporto summenzionato
avevano dieci e tre "camere a vapore". Anche la disposizione dei locali
della nuova costruzione è tratta di sana pianta dal rapporto del 15 novembre
1942: dieci camere disposte ai due lati di un corridoio che attraversava
tutta la costruzione (20).

Quanto sia attendibile questo "testimone oculare", si può arguire già da
questa sua affermazione: in ogni "camera a gas" che misurava "circa 150
piedi quadrati" (about 150 square feet), cioè meno di 14 metri quadrati,
potevano essere stipate 1.000-1.200 personne (21), con una densità di 71-85
personne per metro quadrato!

Eccoci dunque in presenza di uno di quei "testimoni oculari" par i quali,
come asserisce Gerald Reitlinger, "i numeri non solo che elementi retorici"!

Nel 1946, le "camere a gas" di Sobibor venivano descritte cosi:

"A prima vista si ha tutta l'impressione di entrare in un bagno come gli
altri: rubinetti per l'acqua calda e fredda, vasche per lavarsi... appena
tutti sono entrati le porte vengono chiuse pesantemente. Una sostanza nera,
[65]
pesante, esce in volute da fori praticati nel soffitto. Si sentono urla
raccapriccianti che però non durano a lungo perché si tramutano presto in
respiri affannosi e soffocati e in attacchi di convulsioni. Si dice che le
madri coprano i figli con il loro corpo.

Il guardiano del "bagno" osserva l'intero procedimento attraverso una
finestrella nel soffitto. In un quarto d'ora tutto è finito. Il pavimento si
apre e i cadaveri piombano in vagoncini che aspettano sotto, nelle cantine
del "bagno" e che, appena riempiti, partono velocemente. Tutto è organizzato
secondo la più moderna tecnica te esca. Fuori, i corpi vengono deposti
secondo un certo ordine e cosparsi di benzina, quindi viene loro dato fuoco"
(22).

La "testimone oculare" Zelda Metz fornì la seguente descrizione:

"Poi entravano nelle baracche. dove alle donne venivano tagliati i capelli,
indi nel "bagne", cioè nella camera gas. Erano asfissiati col cloro (dusili
chlorem). Dopo 15 minuti arano tutti asfissiati. Attraverso una finestrella
si verificava se erano morti. Poi il pavimento si apriva automaticamente. I
cadaveri cadevano in una vagone di une ferrovia che passava attraverso la
camera a gas e portava i cadaveri al forno" (23)

Ma già nel 1947 la "Commissione centrale di inchiesta sui crimini tedeschi
in Polonia" optava per l'uccisione "mediante gas di combustione prodotto da
un motore situato nella stessa costruzione e collegato alle camere per mezzo
di tubi" (24), riconoscendo così false le "testimonianze" summenzionate. Ma
ciò non impedì a Zelda Metz di presentarsi come teste d'accusa il 23 agosto
1950 al
[66]

processo contro gli ex guardiani di Sobibor Hubert Gomerski e Johan Klier
(5), nel quale il Pubblico Ministero sostenne appunto che in tale campo "le
uccisioni avevano luogo mediante gas di scarico di un motore" ! (26).

Le "testirnonianze oculari" relative a Belzec sono ancora più istruttive.

Il primo mito dello "sterminio" ebraico nacque l'8 aprile 1942, solo tre
settimane dopo l'apertura del campo: "le vittime venivano radunate in una
casupola che aveva per pavimento una lastra di metallo attraverso la quale
veniva fatta passare la corrente elettrica che folgorava gli ebrei" (27).

Una storia simile appare nella Kronika oswiecimska nieznanego autora
(Cronaca di Oswiecim di autore ignoto) che sarebbe stata dissotterrata nel
novembre 1953 nel terreno dell'ex campo di Auschwitz: a Belzec gli ebrei
venvano folgorati (elektryzowano) (28).

Un rapporto datato 10 luglio 1942, giunto a Londra nel novembre dello stesso
anno (29) e pubblicato il 1o dicembre sulla Polish Fortnightly Review
descrive cosi lo "sterminio" degli ebrei a Belzec:

"Dopo essere stati scaricati, gli uomini vanno in una baracca a destra, le
donne in una baracca situata a sinistra, dove si spogliano, apparentemente
per prepararsi a fare il bagno. Dopo che si sono spogliati, entrambi i
gruppi vanno in una terza baracca dove c'è una lastra elettrificata in cui
vengono effettuate le esecuzioni" (30).

Una variante del mito menziona l'acqua al posto della lastra metallica: gli
ebrei venivano uccisi facendo passare attraverso l'acqua in cui erano stati
immersi la corrente elettrica (31).

La versione della folgorazione su lastra metallica riappare in un rapporto
del novembre 1942:

"Si ordina alle vittime di spogliarsi nude -- apparentemente per un bagno --
ed esse sono poi condotte in una baracca con una lastra di metallo per
pavimento. Poi la porta viene chiusa, la corrente elettrica passa attraverso
le vittime e la loro morte è quasi istantanea" (32).

Nel rapporto del governo polacco in esilio a Londra del 10 dicembre 1942 si
legge tra l'altro:

"All'inizio le esecuzioni venivano effettuate mediante fucilazione;
tuttavia, viene riferito che in seguito i tedeschi applicarono nuovi metodi,
quali il gas tossico, mediante cui la popolazione ebraica fu sterminata a
Chelm, o la folgorazione, per la quale fu organizzato un campo a Belzec,
dove, nel corso di marzo e aprile 1942, gli ebrei delle province di Lublino,
Lwow e Kielce furono sterminati a decine di migliaia" (33).

Tale staoria fu ripetuta il 19 dicembre in una dichiarazione dell'
"Inter-Allied Information Committee":

"Non si dispone di dati reali riguardo al destino dei deportati, ma sono
disponibili notizie -- notizie irrefutabli -- secondo le quali sono stati
organizzati deil luoghi di esecuzione a Chelm e a Belzec, dove, coloro che
sopravvi-
[68]
vono alle fucilazioni, sono uccisi in massa mediante folgorazione e gas
letali" (34).

Un rapporto del 1o novembre 1943 descrive così l' "inferno di Belzec" (Die
Hölle von Belzec):

"Agli ebrei che venivano inviati a Belzec si ordinava di spogliarsi come per
fare un bagno. Effettivamente venivano condotti in uno stabilimento di bagni
che aveva una capienza di diverse centinaia di persone. Ma lì venivano
uccisi a schiere mediante corrente elettrica" (35).

Nel 1944 il mito si arricchisce: ne viene elaborata una nuova versione che
fonde i temi dell'acqua e della lastra metallica.

Il 12 febbraio 1944 il New York Times pubblicò il seguente racconto di "un
giovane ebreo polacco" relativo alla "fabbrica delle esecuzioni" di
"Beljec:":

"Gli ebrei erano spinti nudi su una piattaforma metallica che funzionava
come un elevatore idraulico che li calava in una enorme vasca piena d'acqua
fino al collo delle vittime, disse egli. Essi venivano folgorati con la
corrente per mezzo dell'acqua. L'elevatore poi sollevava i corpi ad un
crematorio che si trovava di sopra, disse il giovane". La fonte del racconto
era costituita da "individui che erano fuggiti dopo essere stati realmente
dentro la "fabbrica" (36), dunque da "testimoni oculari".

Questa nuova forma del mito fu ripresa nel 1945 da Stefan Szende. I
trasporti ebraici "entravano attraverso un tunnel nei locali sotterranei del
luogo di esecuzione". La tecnica dello "sterminio" descritta da Szende è a
dir poco fantascientifica:

"Gli ebrei nudi venivano condotti in sale gigantesche. Queste sale potevano
contenere parecchie migliaia di uomini alla volta. Esse non avevano
finestre, erano di metallo, col pavimento che si poteva abbassare.
[69]
Il pavimento di queste sale con migliaia di ebrei veniva calato in una
cisterna piena d'acqua che si trovava sotto -- però soltanto in modo tale
che gli uomini sulla lastra metallica non fossero immersi completamente.
Quando tutti gli ebrei sulla lastra metallica stavano già nell'acqua fino ai
fianchi, si faceva passare nell'acqua la corrente ad alta tensione. Dopo
pochi istanti tutti gli ebrei, migliaia alla volta, erano morti.

Poi il pavimento di metallo si sollevava fuori dall'acqua. Su di esso
giacevano i cadaveri dei giustiziati. Si inseriva un altra linea elettrica e
la lastra metallica si trasformava in una cassa da morto crematoria
(Krematoriumssarg) incandescente, finché tutti i cadaveri enano inceneriti.

Potenti gru sollevavano allora la gigantesca cassa da morto crematoria ed
evacuavano le ceneri. Grosse ciminiere da fabbrica evacuavano il fumo. La
procedura era compiuta" (37).

Un'altra variante del mito menziona un "forno elettrico" (!) come strumento
di "sterminio".

"Poi essi entrano in una terza baracca che contiene un forno elettrico
(einen elektrischen Ofen). In questa baracca hanno luogo le esecuzioni" '.

Nel 1945 la prima versione del mito assurse a verità ufficiale sul "campo di
sterminio" di Belzec. Essa fu accolta nel rapporto del governo polacco e
letta dal rappresentante sovietico dell'accusa L. N. Smirnow all'udienza dei
19 febbraio 1946 del processo di Norimberga:

"Nello stesso rapporto, nell'ultimo capitolo, a pagina 136 del libro dei
documenti, troviamo una dichiarazione sul fatto che il campo di Beldjitze
(39) fu costruito nel 1940;
[70]
però gli impianti elettrici speciali per lo sterminio in massa di uomini
furono installati nel 1942. Col pretesto di portarle a fare il bagno, le
persone venivano costrette a spogliarsi completamente e spinte nella casa il
cui pavimento era elettrificato (mit elektrischem Strom geladen); lì
venivano uccise" (40).

Il mito dello "sterminio" ebraico a Belzec mediante corrente elettrica non è
stato il solo a circolare nel corso della seconda guerra mondiale.

Il "testimone oculare" Jan Karski, che pretende di aver visitato tale campo
in divisa da guardia estone, descrive un procedimento di "sterminio"
alquanto singolare: gli ebrei venivano caricati su vagoni cosparsi di calce
viva.

Quando il carico era completo, il treno partiva e raggiungeva una zona
deserta a 80 miglia da Belzec, dove restava fenno fino a quando tutti gli
ebrei erano morti per l'azione corrosiva della calce e per soffocamento
(41).

Nonostante le dettagliate "testimonianze oculari" che abbiamo riferito,
anche per Belzec si è imposto definitivamente come verità ufficiale il mito
delle "camere a gas" a monossido di carbonio. Tale mito, che ha ricevuto la
sanzione ufficiale della Commissione di inchiesta sui crimini
[71]

tedeschi in Polonia (42), appare improvvisamente nel 1946 nella raccolta
"Dokumenty i materialy" (43).

La nuova versione si fonda sulla "testimonianza oculare" di Rudolf Reder
(44), che è in gran parte un volgare plagio del famoso rapporto Gerstein
(45).

La "testimonianza oculare" di Kurt Gerstein, SS-Obersturmführer, sul "campo
di sterminio" di Belzec, è un caso tipico di acriticità e di malafede
nell'assunzione delle "prove" da parte degli storici di regime.

Nel nostro studio Il rapporto Gerstein. Anatomia di un falso abbiamo
segnalato 103 assurdità, contraddizioni interne ed esterne, falsificazioni
storiche, contraddizioni rispetto alla storiografia ufficiale, esagerazioni
iperboliche e inverosimiglianze che rendono questa "testimonianza oculare"
assolutamente inattendibile.

Ma ciò non tange minimamente gli storici di regime, che dichiarano pressoché
unanimamente:

"Non si nutre oggi alcun dubbio sulla veridicità del rapporto Gerstein"
(46).

"Anche l'attendibilità obiettiva di tutti i particolari essenziali del
rapporto è fuori questione" (47).

Gli storici di regime giustificano le false testimonianze -- da essi stessi
riconosciute tali -- su Treblinka, Sobibor e Belzec, sostenendo che durante
la guerra si aveva una conoscenza precisa solo del fatto, dello "sterminio",
ma non delle sue modalità pratiche e tecniche. Pierre Vidal-Naquet scrive al
riguardo:

"Nel flusso di informazioni che proveniva dai territori occupati c'era del
vero, del meno vero e del falso. Sul senso generale di quanto stava
accadendo non esisteva alcun dubbio, circa le modalità vi era spesso motivo
di esitare tra l'una e l'altra'versione". Egli ammette che ci furono anche
"le fantasie e i miti", ma dichiara che essi non sono esistiti per se
stessi, bensì "come un'ombra proiettata dalla realtà, come un prolungamento
della realtà" (48).

Questa argomentazione è una eccellente applicazione del principio
metodologico "la conclusione precede le prove" che Pierre Vidal-Naquet
attribuisce alla storiografia revisionista (49).

In effetti, riprendendo mutatis mutandis la domanda di Robert Faurisson,
perché le "testimonianze oculari" relative alle "camere a vapore" di
Treblinka, al "cloro" e alle "cantine" di Sobibor e allo "sterminio" ebraico
a Belzec mediante corrente elettrica o treni della morte sono
improvvisamente riconosciute false, mentre le "testimonianze oculari"
relative alle "camere a gas" sono considerate vere?

E' importante sottolineare che qui si ha a che fare con "testimonianze
oculari" rigorosamente equivalenti riguardo all'attendibilità (o, più
esattamente, all'inattendibilità) e completamente contradditorie riguardo al
contenuto, sicché solo in quanto si ammette a priori l'esistenza delle
"camere a gas" -- la conclusione precede le prove! -- si può parlare di
"fantasie e miti" che sono "come una ombra proiettata dalla realtà".

Del resto, quanto poco questa "realtà" sia tale, risulta chiaramente anche
dallo studio della genesi del mito delle "camere a gas" di Auschwitz.

Tale mito si è imposto molto tardi, perché, sorprendentemente, "il più
grande di tutti i luoghi di supplizio, la cosiddetta <fabbrica della morte>
di Auschwitz-Birkenau, riuscì a serbare il suo segreto fino all'estate del
1944" (50).

Infatti nel luglio 1944 si diffusero i rapporti di due ebrei slovacchi evasi
da Auschwitz (51) che furono pubblicati negli Stati Uniti dal War Refugee
Board nel novembre dello stesso anno insieme ad altri due rapporti (52). Il
più importante di essi, quello di Alfred Wetzler, è palesemente falso:
costui presenta infatti una pianta e una descrizione dei crematori I e II (=
Il e III secondo la numerazione ufficiale) di Birkenau completamente
inventate, come risulta già dal semplice confronto con la pianta originale
(53). Ma ciò non impedisce agli'storici di regime di proporlo subdolamente
come vero!

Tipico è il caso di Georges Wellers, il quale utilizza goffamente la
suddetta descrizione di Alfred Wetzler in due opere in cui appare riprodotta
la pianta originale del crematorio II di Birkenau ! (54).

Ma prima di ricevere la sua codificazione ufficiale nelle "confessioni" di
Rudolf Höss, il mito delle "camere a gas" di Auschwitz ha subìto altre
vicissitudini sia riguardo al luogo, sia riguardo alla tecnica, sia riguardo
al período dello "sterminio".

Al processo di Norimberga, nel corso dell'udienza dell'8 agosto 1946, lo
Sturmbannführer delle SS Georg Konrad Morgen descrisse con dovizia di
particolari gli impianti del "campo di sterminio di Monowitz"
(Vernichtungslager Monowitz):

"Poi questi autocarri partivano. Essi non andavano al campo di
concentramento di Auschwitz, ma in un'altra direzione, al campo di-
sterminio di Monowitz, che distava alcuni chilometri. Questo campo di
sterminio era costituito da una serie di crematori. Questi crematori
dall'esterno non erano riconoscibili come tali. Potevano essere scambiati
per grandi impianti di bagni. Ciò era noto anche ai detenuti. Questi
crematori erano circondati da una recinzione di filo spinato e all'intemo
erano sorvegliati dai summenzionati gruppi di lavoro ebraici".

E ancora:

"Il campo di sterminio di Monowitz era molto lontano dal campo di
concentramento. Si trovava in una vasta zona industriale e non era
riconoscibile come tale. Dappertutto all'orizzonte c'erano ciminiere ed esso
fumava. Il campo stesso era sorvegliato all'esterno da un reparto speciale
di uomini del Baltico, estoni, lituani e ucraini. L'intero procedimento
tecnico era esclusivamente nelle mani dei detenuti stessi incaricati di ciò,
i quali solo di volta in volta eranò sorvegliati da un Unterführer.
L'uccisione vera e propria veniva eseguita da un altro Unterfúhrer che
faceva sprigionare dei gas in questo locale" (55).

In realtà il campo di Monowitz, al pari dei trentanove campi esterni di
Auschwitz, non ha mai posseduto né "camere a gas" né forni crematori (56).

Per quanto concerne la tecnica di "sterminio", un rapporto del 18 aprile
1943 menzionava i seguenti metodi di uccisione, oltre alle "camere a gas" e
alle fucilazioni:

"b) Camere elettriche; queste camere avevano pareti metalliche; le vittime
vi venivano spinte dentro e poi si inseriva l'alta tensione.

c) Il sistema del cosiddetto martello pneumatico. Si trattava di camere
speciali nelle quali dal tetto discendeva un "martello pneumatico" e le
vittime venivano uccise per mezzo di un congegno speciale sotto un'alta
pressione d'aria" (57).

Come commenta Martin Gilbert, questi due metodi erano "pure fantasie" (58).

Nel 1945, presso i falsi testimoni più sprovveduti, si affermò la versione
della "gasazione" tramite docce finte.

Al processo Belsen la dottoressa Ada Bimko descrisse gli spruzzatori
(sprays), i due "tubi" (pipes) e i due "enormi contenitori metallici che
contenevano il gas" (huge metal containers containing gas) della "camera a
gas" di Birkenau, che questa "testimone oculare" aveva visitato
personalmente! (59)

In che modo questi falsi testimoni immaginavano che avvenissero le
"gasazioni" risulta chiaramente dalla seguente narrazione di Sofia
Schafranov, alla quale un detenuto del Sonderkommando avrebbe raccontato
quanto segue:

"Veniva simulata una doccia e alle vittime, per quanto queste sapessero,
ormai, di che genere di doccia si trattasse, si fornivano perfino
asciugamani e un pezzo di sapone; dopo di che, er-&no fatte denudare e
venivano cacciate in basse camere di cemento, ermeticamente chiuse. Al
[76]
soffitto erano applicati dei rubinetti, da dove, invece che acqua, era
irrorato del gas tossico" (60).

Questa storia fu ripetuta al processo Degesch del 1949un testimone aveva
sentito che "a Birkenau il gas veniva immesso nei locali attraverso docce
finte". Ma sia il dottor Heli, inventore dello Zyklon B, sia il dottor Ra.,
fisico, dichiararono che la tecnica di "gasazione" descritta era
impossibile, sicché il Tribunale respinse come falsa la storia in questione:

"Il Tribunale non dubita del fatto che l'ipotesi che il gas sia tratto fuori
dal barattolo di ZykIon B mediante una cannula e portato nelle camere a gas,
sia errata, sicché non è più necessario fare l'esperimento richiesto da uno
degli accusati" (61).

Ma ciò non impedisce a Vincenzo e Luigi Pappalettena di fornire il seguente
commento -- evidentemente ispirato a quanto era già stato asserito a
Norimberga (62) -- alla fotografia della "camera a gas" di Mauthausen:

"Avviati alla doccia, i prigianieri venivano investiti, anziché dall'acqua,
dal micidiale gas che usciva dai forellini" (63).

Infine, riguardo al periodo dello "sterminio", il dott. Reszö Kastner riferì
una comunicazione da Bratislava secondo la quale "le SS erano in procinto di
restaurare e riparare le camere a gas e i crematori di Auschwitz che erano
fuori uso dall'autunno dei 1943" (die seit dem Herbst 1943 ausser Gebrauch
waren) (64). In una dichiarazione giurata del 1945, egli precisò:

"Una comunicazione diceva che a Oswiecim si lavorava febbrilmente alla
risistemazione delle camere a gas e dei crematori, che non erano in funzione
da molti mesi" (die monatelang nicht in Betrieb waren) ",

mentre la storiografia ufficiale non registra -- per il periodo in
questione -- alcuna sosta dell'attivítà delle "camere a gas" e dei forni
crematori (66), per cui, nell'edizione del rapporto Kastner del 1961 il
passo summenzionato è stato soppresso! (67).

La prima "perizia tecnica" sul "campo di sterminio" di Auschwitz è stata
effettuata dai sovietici. La Commissione straordinaria di inchiesta sui
crimini tedeschi ad Auschwitz ha "accertato" che in tale'campo furono
assassinate più di quattro milioni di persone (68), cifra che per Reitlinger
"fa ridere" (69). In che modo la Commissione sovietica sia giunta a tale
conclusione fa ridere ancora di più.

"Nel crematorio n. 1, che esistette per 24 mesi, si potevano cremare 9.000
cadaveri al mese, il che dà un totale di 216.000 per tutto il tempo della
sua esistenza. Le cifre corrispondenti (degli altri crematori) sono:

-- crematorio n. 2, 19 mesi, 90.000 cadaveri al mese, totale 1.710.000;

-- crematorio n. 3, 18 mesi, 90.000 cadaveri al mese, totale 1.620.000;

-- crematorio n. 4, 17 mesi, 45.000 cadaveri al mese, totale 765.000;

-- crematorio n. 5, 18 mesi, 45.000 cadaveri al mese, totale 810.000.
[78]
La capacità totale dei cinque crematori era di 279.000 cadaveri, per un
totale di 5.121.000 per tutto il tempo della loro esistenza".

Siccome da un lato i tedeschi bruciarono un gran numero di cadaveri su
roghi, dall'altro i crematori non funzionarono sempre a pieno regime, la
"Commissione tecnica" sovietica ha "accertato" appunto la cifra di quattro
milioni di morti! " (70).

Questo calcolo è assolutamente ridicolo già per il semplice fatto che la
capacità massima di cremazione di 270.000 cadaveri al mese per i quattro
crematori di Birkenau (= 9.000 al giorno) è nove volte superiore a quella
reale! (71).

La "Commissione tecnica" sovietica ha inoltre "accertato" che nelle "camere
a gas" di Auschwitz era stato impiegato il gas "Zyklon A", che però non era
più in uso dagli anni venti! (72).

Quale valore sia da attribuire alle conclusioni delle varie "commissioni
d'inchiesta" sovietiche risulta chiaramente dal caso Katyn: la Commissione
speciale che ha indagato sul massacro di Katyn -- notoriamente perpetrato
dai russi --, ha "accertato", sulla base di "più di cento testimoni", di
"perizie medico-legaIi" e di "documenti e
[79]

elementi di prova", che i responsabili dell'eccidio furono i tedeschil (73).

La Cominissione di inchiesta sui crimini tedeschi in Polonia, in un primo
tempo, come abbiamo dimostrato, ha "accertato" che gli ebrei venivano uccisi
a Treblinka in "camere a vapore" e a Belzec mediante corrente elettrica,
indi ha "accertato" che essi venivano avvelenati in "camere a gas" ad ossido
di carbonio, il che è già più che sufficiente per valutare la serietà della
suddetta Commissione.

Riguardo al campo di Auschwitz, essa ha "accertato" che la capacità di
incinerazione dei quattro crematori di Birkenau era di 12.000 cadaveri in 24
ore (74), il che è assurdo.

Jan Sehn, giudice e membro della "Commissione generale di inchiesta sui
crimini hitleriani in Polonia", la riduce a 8.000 (75). Questa ridicola
cifra è stata ripresa da una pubblicazione del Museo di Auschwitz del 1979
(76), nonostante che un'altra pubblicazione del 1961 dello stesso Museo
menzioni un documento tedesco da cui risulterebbe una capa cità massima di
4.416 cadaveri! (77).

Evidentemente sprovvisto del senso del ridicolo, Jan Sehn osa dichiarare:

"I dettagliatissimi documenti raccolti dalla Commissione Straordinaria di
Stato sovietica come pure dalla Commissione Generale di Inchiesta sui
Crimini Hitleriani in Polonia provano che il "rendimento" delle "camere
[80]
a gas" di Brzezinka (Birkenau) era"di circa 60.000 (sessantamila) persone in
24 ore"! (78).

La fonte più importante della "verità" ufficiale su Auschwitz è notoriamente
costituita dalle "confessioni" di Rudolf Höss, la cui veridicità viene
accettata acriticamente e dogmaticamente da tutti gli storici di regime.

Nell'Autobiografia egli scrive a proposito del suo primo interrogatorio da
parte degli inglesi:

"Il mio primo interrogatorio si concluse con una confessione, dati gli
argomenti più che persuasivi usati contro di me. Non so che cosa contenga la
deposizione, sebbene l'abbia firmata. Ma l'alcool e la frusta furono troppo,
anche per me" (79).

Martin Broszat avverte in nota:

"Si tratta di un protocollo dattiloscritto di 8 pagine che Höss firmò il
14-3-1946 alle 2,30 (=documento di Norimberga NO-1210). Riguardo
al'contenuto, esso non differisce sensibilmente in nessun punto da ciò che
Höss dichiarò o scrisse a Norimberga o a Cracovia" (80).

Dunque la prima "confessione" di Rudolf Höss, quella che ha costituito il
modello di tutte le altre, è stata inventata dagli inquirenti inglesi!

Per convicersene senza ombra di dubbio è sufficiente un rapido sguardo al
documento in questione.

Höss "confessa" di essere stato convocato a Berlino nel giugno 1941 da
Himmler, il quale gli comunicò che il Führer aveva ordinato "la soluzione
finale della questione ebraica in Europa", cioè "lo sterminio totale di
tutti gli ebrei d'Europa", come gli viene fatto "con
[81]

fessare" nella dichiarazione giurata del 5 aprile 1945 (81) -- il che non
solo è falso, perché. la "soluzione. finale", come si è visto, designava
l'emigrazione degli ebrei europei nel Madagascar, ma contraddice anche
cronologicamente i cardini della storiografia ufficiale, come rileva con
grande imbarazzo Gerald Reitlinger, il quale elimina la contraddizione
posticipando d'autorità di un anno la data della pretesa convocazione di
Höss e del preteso ordine del Führer! (82).

Nel giugno 1941, continua la "confessione" dt Höss, nel Governatorato
generale esistevano tre "campi di sterminio": Wolzek, Belzec e Tublinka
(sic). Ma il primo non è mai esistito, mentre il secondo e il terzo
(Treblinka) entrarono rispettivamente in funzione -- secondo -- la
storiografia ufficiale -- nel marzo e nel luglio 1942. (83).

Höss "confessa" anche di aver visitato il campo dì Treblinka nella primavera
del 1942 e di avervi assistito ad un processo di "gasazione", il che è
comunque impossibile, perché la costruzione del campo iniziò il 1o giugno,
mentre la prima "gasazione" vi sarebbe stata effettuata il 23 luglio 1942
(84).

Nella dichiarazione giurata del 5 aprile 1946 questa pretesa visita ha luogo
nel 1941, quando il campo di Treblinka ancora non esisteva!

Ma non è tutto. Il comandante del campo riferì a Höss che nel corso del
semestre precedente aveva "gasato" 80.000 persone, il che significa che le
"gasazioni" erano iniziate nell'autunno del 1941, cioè parecchi mesi prima
che il campo fosse costruito!

Secondo il PS-3868, il comandante di Treblinka "aveva a che fare
principalmente con la liquidazione di. tutti gli
[82]

ebrei del ghetto di Varsavia", il che è assurdo, perché la deportazione a
Treblinka di questi ebrei iniziò il 22 luglio 1942.

Gli inquirenti inglesi, che avevano conoscenze molto approssimative anche
riguardo ad Auschwitz, hanno fatto "confessare" a Höss che i primi due
crematori di Birkenau furono completati nel 1942, il che è falso (85),
avevano ciascuno cinque forni doppi, il che è parimenti falso (86), e
potevano cremare 2.000 cadaveri in 12 ore, il che è ugualmente falso (87);
gli altri due crematori furono completati sei mesi dopo, il che è falso (88)
e possedevano ciascuno quattro forni, il che è parimenti falso (89).

Ad Auschwitz furono uccise tre milioni di persone, di cui due milioni e
mezzo nelle "camere a gas". Ma nelle "Aufzeichnungen" di Cracovia Rudolf
Höss "confessa":

"Ritengo, ad ogni modo, che la cifra di due milioni e mezzo sia eccessiva.
Anche ad Auschwitz le possibilità di sterminio erano limitate" (90).
Successivamente, dinanzi al Tribunale Supremo Polacco, egli ridusse la cifra
a 1.135.000 (91).

Nelle dichiarazioni giurate del 5 aprile e del 20 maggio 1946 (92) Höss
ripete la "confessione" del documento NO-
[83]

1210, precisando che mezzo milione di persone morirono di fame e di
malattie, cifra che supera abbondantemente il totale dei detenuti
immatricolati! (93)

Gli inquirenti inglesi hanno infine spostato al marzo 1945 il fantomatico
ordine di Himmler che avrebbe decretato la fine delle "gasazioni", il che è
in contraddizione con le date a loro volta contraddittorie della
storiografia ufficiale.

Estradato in Polonia, Rudolf Höss ha continuato a fare lo stesso genere di
"confessioni".

I polacchi hanno riveduto e corretto (in base ai documenti sequestrati al
campo di Auschwitz) la "confessione" del 14 marzo 1946 redatta dagli
inquirenti inglesi, sviluppandola nell'Autobiografia e nelle "Annotazioni",
che costituiscono la fonte essenziale della "verità" ufficiale su Auschwitz.

E' fin troppo facile immaginare in che modo tali "confessioni" siano state
estorte a Rudolf Höss: basta pensare ai metodi dei grandi processi di Mosca
per costringere gli imputati a fare la "confessione" desiderata.

Istauratosi il clima della "guerra fredda", i polacchi hanno consentito a
Höss di descrivere il trattamento subito da parte della giustizia
"borghese":

"Dopo qualche giorno venni trasferito a Minden sul Weser, il centro
principale d'inchiesta per la zona inglese. Qui dovetti subire altri
maltrattamenti per opera di un maggiore inglese, Pubblico Ministero. Le
condizioni della prigione furono in tutto degne del suo comportamento. Dopo
tre settimane, con mia sorpresa, mi rasarono, mi tagliarono i capelli e mi
consentirono anche di lavarmi. Era la prima volta, dal momento dell'arresto.
che mi toglievano le manette".

[84]
Da Minden, Höss fu portato a Norimberga:

"Le condizioni generali in prigione erano buone (potevo anche leggere a
volontà durante il tempo libero, perché avevamo a disposizione una nutrita
biblioteca), ma gli interrogatori erano davvero molto spiacevoli, non dal
punto di vista fisico, ma psichico, cosa anche peggiore. Ma non posso certo
prendermela con quelli che mi interrogavano: erano tutti ebrei.
Spiritualmente fui come. vivisezionato: i miei inquisitori volevano
conoscere tutti i particolari: perfino gli ebrei. Non mi lasciarono alcun
dubbio sulla sorte che mi attendeva" (94).

E' facile immaginare in che cosa consistessero le pressioni psicologiche
esercitate su Rudolf Höss. Un solo esempio tratto dal vasto repertorio dei
grandi processi di Mosca:

"Gli ostaggi servono ad alimentare l'essenza delle torture morali. Eccone
una, per esempio, semplicissima e che sarà sempre ignorata dai giornalisti
esteri ammessi ad assistere al processo: si proietta davanti al prevenuto un
film di torture raffinate e gli si sussurra che tale sarà la sorte di sua
moglie, o della sua bambina se..." (95).

Non si creda che il "civile" Occidente rifuggisse da tali metodi. La
commissione d'inchiesta costituita dai giudici van Roden e Simpson, che fu
inviata in Germania nel 1948 per indagare sulle irregolarità commesse dal
Tribunale Militare americano di Dachau -- che aveva processato 1.500
tedeschi condannandone a morte 420 (96) -- accertò che gli imputati erano
stati sottoposti a torture fisiche e psichiche di ogni genere per
costringerli a fare le "confessioni" desiderate. Ad esempio, in 137 dei 139
casi esaminati, gli imputati tedeschi avevano subìto danni irre-
[85]

parabili ai testicoli a causa dei calci che erano stati loro inferti durante
gli interrogatori (97).

Ma ciò non deve stupire, perché rientra nella logica dei processi contro i
cosiddetti "criminali di guerra" nazisti, il cui principio ispiratore fu
esposto candidamente dal procuratore generale degli Stati Uniti Justice
Robert H. Jackson nel corso dell'udienza del 26 luglio 1946 del processo di
Norimberga:

"Gli Alleati si trovano tecnicamente ancora in stato di guerra con la
Germania, sebbene le istituzioni Politiche e militari del nemico siano
infrante. In quanto Corte di Giustizia Militare, questa Corte di Giustizia
costituisce una continuazione degli sforzi bellici delle Nazioni Alleate"
(98).

In conclusione, dubitare della realtà storica dello "sterminio" ebraico è
non solo lecito, ma doveroso, perché è doveroso ricercare la verità storica
"sottoponendo sistematicamente testimonianze, documenti e reperti al vaglio
di quei metodi critici il cui impiego nessuno si sognerebbe mai di
contestare quando si tratta di applicarli a qualsiasi altro problema
storico, perché è su di essi, è su nient'altro, che la ricerca storica fonda
la sua scientificità" (99), non già accettando aprioristicamente e
acriticamente qualunque documento e "testimonianza oculare", come fanno
regolarmente gli storici di regime.

NOTE

PARTE SECONDA

1 --NASCITA E SVILUPPO DEL REVISIONISMO

1) Ernst Nolte, I tre volti del fascismo, Milano 1971, p. 559.

2) Vittorio E. Giuntella, Il Nazismo e i Lager, Roma 1980; p. 46.

3) Elia S. Artom, Storia d'Israele, Roma 1965, vol. III, p. 227.

4) Tra le opere più significative sui processi contro i "criminali di
guerra" nazisti segnaliamo:

Anonimo, The Nuremberg "Trial", 1946.

Montgomery Belgion, Epitaph on Nuremberg, London, 1946.

Maurice Bardèche, Nuremberg ou la terre promise, Paris, 1948.

Maurice Bardèche, Nuremberg II ou les Faux Monnayeurs, Paris, 1950.

F. J. P. Veale, Advance to Barbarism, London 1948.

F. J. P. Veale, Crimes Discreetly Veiled, London 1958 (ambedue ristampate
dall'Institute for Historical Review, Torrance, California, USA, 1979).

G. A. Amaudruz, Ubu justicier au premier procès de Nuremberg, Paris 1949.

ReginaId T. Paget, Manstein. His Campaigns and his Trial, London 1951.

Utley, Freda. The High Cost of Vengeance, Regnery, 1949.

August von Knieriem, The Nuremberg Trials, Regnery, 1959.

Gerhard Brennecke, Die Nürnberger Geschichtsentstellung, Tübingen, 1970.

José A. Llorens Borràs, Crìmenes de guerra, Barcelona, 1973.

La vérité sur l'affaire de Malmédy et sur le colonel SS Jochen Peiper,
Editions du Baucens, 1976.

Werner Maser, Nuremberg. A Nation on Trial, New York, 1979.

David Irving, Der Nürnberger Prozess, München, 1980.

Dietrich Ziemssen, The Malmédy Trial, Institute for Historical Review, 1981.

Léon de Poncins, Le procès de Nuremberg, in: Top Secret, Chiré-en-MontreuiI,
1972, pp. 91-126

Piero SeIla, "Occupazione della Germania e repressione politico-giudiziaria:
Norimberga", in: L'Occidente contro l'Europa, Milano, 1984, pp. 155-184.

5) Tra le opere più importanti sui crimini di guerra degli Alleati
ricordiamo:

Erich Kern, Verbrechen am deutschen Volk. Dokumente alliierten Grausamkeiten
1939-1949, Verlag K.M. Schütz KG Pr. Oldendorf, 1964.

Erich Kern-Karl Balzer, Alliierten Verbrechen an Deutschen, Verlag K.W.
Schütz KG Pr. Oldendorf, 1980.

Wilhelm Anders, Verbrechen der Sieger, DruffeI-Verlag, Leoni am Starnberger
See, 1975.

"Crimes de guerre des alliés?" Défense de l'Occident, Numéro spécial 39-40,
1965.

Alliierten Kriegsverbrechen und Verbrechen gegen die Menschlichkeit,
Samisdat Publishers LTD., Toronto, 1977.

J. Bochaca, Los crìmeres de los "buenos", Barcelona, 1952.

Rudolf Trenkel, "Polens Kriegsschuld. Der Bromberger Blutsonntag", Kritik,
April 1981 (Nordland-Verlag).

David Irving, The Destruction of Dresden, London, 1963.

The Crime of Moscow in Vynnytsia, New York 1951 (ristampato dall'Institute
for Historical Review, s.d.).

Louis FitzGibbon, Katyn, Institute for Historical Review, 1979.

Friedwald Kumpf, Die Verbrechen an Deutschen, Mannheirn, 1954.

Rudolf Aschenauer, Krieg ohne Grenzen. Der Partisanenkampf gegen Deutschland
1939-1945, Druffel-Verlag, Leoni am. Stamberger See, 1982.

6) Opere principali di Paul Rassinier:

La menzogna di Ulisse, Le Rune, Milano 1966 (edizione originale: Le mensonge
d'Ulysse, Ed. Bressanes, 1950).

Ulysse trahi par les siens, La Vieille Taupe, Paris 1980 (edizione
originale: Librairie Francaise, 1961).

Le véritable procès Eichmann ou les vainqueurs incorrigibles, La Vieille
Taupe, Paris, 1983 (edizione originale: Les Sept Couleurs, 1962).

Il dramma degli ebrei, Roma 1967 (edizione originale: Le drame des Juifs
européens, Les Sept Couleurs, 1964).

L'Opération "Vicaire". Le rö1e de Pie XII devant l'histoire, La TabIe Ronde,
1965.

Les responsables de la seconde guerre mondiale, Nouvelles Editions Latines,
1967 (cap. IV: La question juive).

7) Altri scritti fino al 1979:

Heinrich Härtle, Freispruch für Deutschland. Unsere Soldaten vor dem
Nürnberger Tribunal, Verlag KX Schütz, Göttingen, 1965.

J.-P. Bermont (Paul Rassinier), La verità sul processo di Auschwitz,
Quaderni di Ordine Nuovo, Roma 1965.

Léon de Poncins, "Six million innocent victims", in: Judaism and the
Vatican, Liberty Bell Publications, 1967, pp. 178-190.

Francois Duprat, "Le mystère des chambres à gaz", in: Défense de l'Occident,
N. 63, juin 1967, pp. 30-33.

Heinz Roth, Was hätten wir Väter wissen müssen? 1970.

Heinz Roth, Was geschah nach 1945? 1972.

Heinz Roth, ... der makaberste Betrug aller Zeiten... 1974 (opere edite in
proprio dall'Autore, Odenhausen/Lumda).

Heinz Roth, Warum werden wir Deutschen belogen? Refo Druck + VerIag H.F.
Kathagen, 1973.

James J. Martin, Revisionist Viewpoints, Colorado Springs, 1971.

Erich Kern, Die Tragôdie der Juden. Schicksal zwischen Wahrheit und
Propaganda. Verlag K.W. Schütz KG, Preuss. Oldendorf, 1979.

Udo Walendy, Europa in Flammen 1939-1945, Verlag für Volkstum und
Zeitgeschichtsforschung, Vlotho/Weser, 1966, Band I.

Udo Walendy, Bild "Dokumente" für Geschichtsschreibung? VIotho/ Weser 1973.

Udo Walendy, "Die Methoden der Umerziehung", Historische Tatsachen Nr. 2,
VIotho/Weser 1976.

W.D. Rothe, Die Endlösung der Judenfrage, Frankfurt/Main 1974.

Richard Harwood, Der Nürnberg Prozess. Methoden und Bedeutung. Historical
Review Press, 1977.

Richard Harwood, Nuremberg and other war crimes trials, Historical Review
Press, 1978.

Alexander Scronn, General Psychologus, Kritik Nr. 42, Februar 1978
(Kritik-Verlag, Mohrkirch).

Horst Mattern, Jesus, die Bíbel und die 6.000.000 Lüge, Samisdat Publishers,
Toronto, 1979.

Friedrich Schlegel, Das Unrecht am deutschen Volk, W. P. Publications,
Liverpool, W. Va. USA, 1978.

Friedrich SchIegel, Die Befreiung nach 1945, W. P. Publications, Liverpool,
1978.

Friedrich SchIegel, Wir werden niernals schweigen, W. P. Publications,
Liverpool, 1978.

Friedrich Schlegel, Versehwiegene Wahrheiten, Samisdat Publishers, Toronto,
s.d.

W. StägIich - U. Walendy, NS-Bewältigung, Historical Review Press, 1979.

Thies Christophersen, Der Auschwitz-Betrug, Kritik Nr. 27, Kritik-Verlag,
Mohrkirch, s.d.

J. G. Burg, Schuld und Schicksal, München, 1962.

J. G. Burg, Sündenböcke, München, 1967.

J. G. Burg, NS-Verbrechen. Prozesse des schlechten Gewissens, München,1963.

J. G. Burg, Das Tagebuch (der Anne Frank), München, 1978.

J.G. Burg, Maidanek in alle Ewigkeit? München, 1979.

Wilhelm Stäglich, Das Institut für Zeitgeschichte eine Schwinddelfirma?
Kritik Nr. 38, Kritik-VerIag, Mohrkirch 1977.

Wilhelm Stäglich, Die westdeutsche Justiz und die sogenannten NS
Gewaltverbrechen, Kritik-Verlag, Mohrkirch, 1978.

Heinrich Härtle, Was Holocaust verschweigt, Leoni am Starnberger Sce, 1979.

8) Vedi al riguardo:

"Le journal d'Anne Frank pourrait étre un faux!" in: Le Courrier des
Yvelines, 9 Fé:vrier 1984, p. 4;

"On sait aujourd'hui que le journal d'Anne Frank était un faux. Le beau
mensonge" in: Spécial dernière, 1er Mars 1984, p. 11.

9) Altri scritti sull'"Affare Faurisson":

Vérité et solidarité, in: La Guerra sociale, N. 7, pp. 33-39.

Robert Poulet, La vérité au compte-gouttes, in: Rivarol, 25 Février 1983, p.
11.

Note rassineriane con appendice sulla persecuzione giudiziaria di R.
Faurisson, in: Alla Bottega, Marzo-Aprile 1983, pp. 33-41.

Robert Faurisson, El caso Faurisson (o la represión en Francia), in: Cedade,
n. 104, Febrero 1982. pp. 9-12.

Robert Faurisson, Revisionism on Trial in France, in: The Journal of
historical Review, Summer 1985, pp. 133-181.

10) Altri scritti:

Ich, Adolf Eichrnann. Ein historischer Zeugenbericht. Herausgegeben von Dr.
Rudolph Aschenauer, Druffel-Verlag, Leoni am Stamberger See, 1980.

L. Degrelle, Lettera al Papa sulIa truffa di Auschwitz, Sentinella d'Italia,
Monfalcone 1980.

Die grosse Holocaust-Debatte. Übersetzung aus der US-Zeitschrift
"Spotlight". Sonderdruck l. Dezember 1980.

H. Fikentscher, Sechs Millionen Juden vergast -- verbrannt. Kritik. Nr. 51.
Kritik-Verlag, Arhus, Danimarca.

J. Bochaca, El mito de Anna Frank, in: Cedade, n. 104, Febrero 1982, pp.
18-20.

"Holocaust" News. "Holocaust" Story An Evil Hoax, Revisionists' Reprints,
Manhattan Beach, 1982.

Mohamed Levy-Cohen, Zur geschichtlichen Analyse der nationalsozialistischen
Konzentrationslager als Gegenstand des heutigen Kampfes, in: Die Aktion,
Nummer 19-20, August-September 1983, pp. 267-276; Nummer 21-22,
November-Dezember 1983, pp. 293- 303.

Sulla genesi e lo sviluppo del revisionismo vedi anche:

A. R. Butz, The International "Holocaust" Controversy, in: The Journal of
Historical Review, Spring 1980, pp. 5-22.

Robert Fautrisson, El verdadero motivo de angustia del Estade de Israele. El
revisionismo historico, in: Cedade, N. 134, Julio-Agosto 1985, pp. 12-13.

11) Sulle reazioni negli Stati Uniti vedi: Revisionists' Reprints, Manhattan
Beach, January 1985.

12) Nürnberg und "Auschwitz-Lüge", in: Freiheit und Recht, Nr. 7-8,
Juli-August 1975, p. 15.

13) Martin Broszat, Zur Kritik der Publizistik des antisemitischen
Rechtsextremismus, in: Aus Politik und Zeitgeschichte. Beilage zur
Wochenzeitung "Das Parlament", 8 Maggio 1976, pp. 3-7.

14) Hermann Langbein, Coup d'oeil sur la littérature néo-nazie, in: Le Monde
Juif, n. 78, Avril-Juin 1975, pp. 8-20.

15) Georges WeIlers, La Solution Finale et la Mythomanie Néo-Nazie, Edité
par Beate et Serge Klarsfeld, 1979.

16) Articolo di E. Kulka in: Quaderni del Centro di studi sulla deportazione
e l'internamento, n. 9 (1976-1977), pp. 112-124.

17) Stefano Levi della Torre, Nuove forme della giudeofobia (3.
Revisionismo), in: La Rassegna mensile di Israel, maggio-agosto 1984, pp.
249-280.

18) Oltre al già citato "Le lutteur de classe", segnaliamo al riguardo: La
Guerre sociale: De l'exploitation dans les camps à l'exploitation des camps,
N. 3, Juin 1979, pp. 9-31; De l'exploitation dans les camps à l'exploitation
des camps (suite et fin). Une mise au point de "La Guerre sociale", Paris,
Mai 1981.

Le Frondeur: Le mythe concentrationnaire, Printemps 1981; N. 7, pp. 9-17;
Hiver 1982, N. 8, pp. 7-13;

Du judaisme à la judaité, Juillet-Septembre 1982, N. 9, pp. 3-6.

Il caso Rassinier, in: Alla Bottega, Luglio-Agosto 1981.

19) Altri scritti di rilievo:

P. Viansson-Ponté, Le mensonge, in: Le Monde, 17-18 Juillet 1977, p. 13.

G. WeIlers, Le cas Darquier de Pellepoix, in: Le Monde Juif, N. 92,
Octobre-Decembre 1978, pp. 162-167.

G. Wellers, La Négation des crimes nazis. Le cas des documents
photographiques accablants, in: Le Monde Juif, N. 103, Juillet-Septembre
1981, pp. 96-107.

Vincenzo e Luigi Pappalettera, Un intervento di Pappalettera, in: Storia
illustrata, N. 263, Ottobre 1979, pp. 38-44.

Primo Levi, Il difficile cammino della verità, in: La Rassegna mensile di
Israel, n. 7-12, Luglio-Dicembre 1982, pp. 5- 11.

20) Inquisitionsprozesse heute -- Hexenprozess der Neuzeit, Kritilk Nr. 55,
Kritik-Verlag, 1981 (processo Christophersen).

Per il caso Faurisson vedi le opere già citate.

Ditlieb Felderer fu arrestato il 26 novembre 1982 e condannato nel maggio
1983 a dieci mesi di prigione per aver diffuso "materiale che incita
all'odio", cioè per aver negato la realtà dello "sterminio" ebraico (IHR
Newsletter, The IHR 1982 Annual Report; IHR Newsletter, May 1983, Number 19;
Revisionists' Reprints, n. 6, Manhattan Beach, Fall 1983).

21) Udo WaIendy, Der moderne Index, Historische Tatsachen Nr. 7.
Vlotho/Weser 1980.

Udo Walendy, Strafsache wissenschaftliche Forschung, Historische Tatsachen
Nr. 21, Vlotho/Weser 1984.

Bescblagnahmt! Eingezogen! Verboten! Bücher, die wir nicht lesen dürfen!
Kritik Nr. 52, Kritik-Verlag, Mohrkirch 1981.

22) Wilhelm Stäglich, "Der Auschwitz-Mythos": A Book and its Fate, in: The
Journal of Historical Review, Spring 1984, pp. 47-68.

Bollettino del "Comité contre l'application en 1983 des lois nazies de 1939
par l'Université Georg-August de Göttingen", s.d.


II-- LA CRITICA REVISIONISTA

1) IMG, vol. XIX, p. 483.

2) Abbé G. Hénocque, Les Antres de la Bête, Paris, 1947, pp. 115-116. Da:
Robert Faurisson, Mémoire en défense contre ceux qui m'accusent de falsifier
l'histoire, La Veille Taupe, Paris, 1980, riproduzione in facsimile alle pp.
191- 192.

3) Nationalsozialistische Massentötungen durch Giftgas. Herausgegeben von
Eugen Kogon, Hermann Langbein, Adalbert RückerI u.a., Frankfurt am Main
,1983, p. 255.

4) IMG, vol. V, p. 198 (PS-3249).

5) Die Zeit, Nr. 34, Freitag, den 19. August 1960, p. 16.

6) Si tratta dei campi di Chelmno, Belzec, Treblinka, Majdanek, Sobibor e
Auschwitz-Birkenau menzionati a p. 105 (vedi nota seguente).

7) Vierteljahrshefte für Zeitgeschichte, 24. Jahrgang, 1976, Heft 2, P. 109.

8) London Books and Bookmen, April 1955, p. 5.

9) In realtà non esiste la minima prova che il locale in questione sia mai
stato o fosse destinato ad essere una "camera a gas". Vedi al riguardo:
Robert Faurisson, Mémoire en défense contre ceux qui m'accusent de falsifier
l'histoire, op. cit., pp. 197-220.

10) Wie war das im KZ Dachau? Kuratorium für Sühnemal KZ Dachau, 1981, p.
16.

11) Idem, p. 30.

12) Unica eccezione -- ma limitatamente ai campi del Vecchio Reich -- Olga
Wormser-Migot, la quale, dall'analisi delle "testimonianze oculari"
relative, è giunta alla conclusione che né a Ravensbrück né a Mauthausen
sono mai esistite "camere a gas" (a), suscitando in tal modo le ire dei suoi
colleghi (b).

(a) Olga Wormser-Migot, Le Système concentrationnaire nazi, Presses
Universitaires de France, 1968, pp. 541- 544.
(b) Germaine Tillon, Ravensbrück, Paris, 1973, pp. 235-248.

13) Serge Thion, Vérité historique ou vérité politique? Le dossier de
l'affaire Faurisson. La question des chambres à gaz. La Vieifle Taupe,
Paris, 1980, p. 87.

14) Gerald Reitlinger, La soluzione finale. Il tentativo di sterminio degli
ebrei d'Europa 1939-1945, Milano, 1965, p. 651.

15) Idem, p. 71.

16) Likwidacja zydowskiej Warszawy. Treblinka, in: Biuletyn Zydowskiego
Instytutu Historycznego, Warszawa, Styczen-Czerwiec, 1951, Nr. I, pp.
93-100. Citazioni: p. 95 e 99.

17) PS-3311. Accusa n. 6 contro Hans Frank. Norimberga, 5 dicembre 1945. Un
estratto del documento fu letto al processo di Norimberga: IMG, vol. III,
pp. 632-633.

18) L'ingegnere americano F. P. Berg ha dimostrato nell'eccellente studio
tecnico "The Diesel Gas Chambers: Myth Within a Myth" (The Journal of
Historical Review, Spring 1984, pp. 15-46) che una "gasazione" mediante
ossido di carbonio prodotto da un motore Diesel (a) è quanto mai irrazionale
e inefficiente. Infatti, mentre un motore Diesel produce una concentrazione
media di ossido di carbonio inferiore allo 0,4%, un motore a benzina emette
normalmente il 7% di ossido di carbonio e l'1% di ossigeno. Modificando il
carburatore, si può arrivare ad una concentrazione di ossido di carbonio del
12% (trenta volte superiore a quella di un motore Diesel), per cui "la
storia della camera a gas Diesel è incredibile già per questi motivi" (p.
38).

(a) Secondo la storiografia ufficiale l'ossido di carbonio per le "camere a
gas" era prodotto da motori Diesel.

19) Yankel Wiernik, A Year in Treblinka, New York 1944, p. 13 e 18. Wiernik
dichiara di essere stato deportato a Treblinka il 24 agosto 1942 (p. 8),
epoca in cui già esisteva la piccola costruzione con tre "camere a gas" (p.
13). La nuova costruzione con dieci "camere a gas" fu realizzata in cinque
settimane a partire dalla fine di agosto (p. 18). Il rapporto polacco sulle
"camere a vapore" fu ricevuto "nella prima metà di settembre" del 1942 (op.
cit., p. 95), per cui le due "testimonianze oculari" si riferiscono allo
stesso periodo.

20) Idem, p. 18.

21) Ibidem.

22) Alexander Pechersky, La rivolta di Sobibor, traduzione jiddish di N.
Lurie, Mosca, Editrice statale Der Emes, 1946. In: Yuri Suhl, Ed essi si
ribellarono. Storia della resistenza ebraica contro il nazismo. Milano,
1969, p. 31.

23) Dokumenty i materialy, opracowal Mgr Blumental, Lodz 1946, Tom I, p.
211.

24) Central Commission for Investigation of German Crimes in Poland, German
Crimes in Poland, Warsaw 1947, vol. II, p. 100.

25) Frankfurter Rundschau, 24 agosto 1950, p. 5.

26) Frankfurter Rundschau, 22 agosto 1950, p. 4.

Secondo la stariografia ufficiale, le "camere a gas" di Sobibor erano prive
di cantine (Nationalsozialistische Massentötungen durch Giftgas. op. cit.,
p. 158; NS-Vernichtungslager im Spiegel deutscher Strafprozesse,
Herausgegeben von Adalbert RückerI, München, 1979, p. 163).

27) Michael Tregenza, "Belzec Death Camp", in: The Wiener Library Bulletin,
n. 41/42, 1977, pp. 16-17.

28) Biuletyn Zydowskiego Instytutu Historycznego, Warszawa,
Styczen-Czerwiec, 1954, Nr. 9-10, p. 307.

29) "Who knew of the extermination? Kurt Gerstein's Story". In: The Wiener
Library Bulletin, n. 9, 1955, p. 22.

30) Polish Fortnightly Review, 1o Dicembre 1942, p. 4.

31) Gerald Reitlinger, La soluzione finale, op. cit, p. 172.

32) "News is reaching the Polish Govemment in London about the liquidation
of the Jewish ghetto in Warsaw": Documenti del Foreign Office, FO 371/30917
5365, p. 79 (vedi anche: The Black Book of PoIish Jewry, New York 1943, p.
131: Report of Dr. I. Schwarzbart).

Secondo Martin Gilbert, il rapporto in questione fu redatto dal "testimone
oculare" Jan Karski e da questi consegnato al governo Polacco in esilio a
Londra il 25 n'ovembre 1942 (M. Gilbert, Auschwitz und die Alliierten,
München, 1982, pp. 107-109).

Sulla "testimonianza oculare" di Jan Karski vedi p. 70.

33) Documenti del Foreign Office, FO 37113M4 5365, p. 12.

34) The New York Times, 20 dicembre 1942, p. 23.

35) A. Silberschein, Die Judenausrottung in Polen, Genf, 1944, V, pp. 21-22.

36) The New York Times, 12 febbraio 1944, p. 6.

37) Stefan Szende, Der letzte Jude aus Poland, Zürich, 1945, pp. 291-292.

38) A. Silberschein, Die Judenausrottung in Polen, Genf, 1944. III, pp.
42-43.

39) Deformazione del nome di "Belzec", come risulta dal contesto, in cui
sono menzionati gli altri due "campi di sterminio" di Treblinka e di
"Sobibur" (trascrizione fonetica di "Sobibór"). Tale deformazione può essere
dovuta alla confusione con la cittadina polacca di Belzyce (foneticamente
molto simile a Beldjitze), situata a circa 25 km da Lublino, oppure a un
errore di traslitterazione dal polacco in russo o dal russo in tedesco.

40) IMG, vol. VII, pp. 633-634.

41) Jan Karski, Story of a Secret State, Boston 1944, pp. 339-354. Una
storia simile appare già -- senza specifico riferimento a Belzec -- nel
rapporto del 25 novembre 1942 (a) e, con riferimento a Belzec, nel rapporto
del governo polacco in esilio a Londra del 10 dicembre 1942 (b) e in un
rapporto ricevuto a Londra nel dicembre 1942 (c).

(a) Documenti del Foreign Office, FO 371/30917 5365, p. 78.
(b) Documenti del Foreign Office, FO 371/30924 5365, p. 123. Cfr. The Black
Book of Polish Jewry, op. cit., p. 122.
(c) The Black Bcok of Polish Jewry, op. cit., pp. 13-5-138.

42) Biuletyn GIownej Komisji Badania Zbrodni Niemieckich w Polsce, Warsawa,
1946, III, Obóz zaglady w Belzcu, pp. 31-45 (trad. inglese: Central
Commission for the Investigation of German Crimes in Poland. German Crimes
in Poland, Warsaw 1947, vol. II, Belzec extermination camp, pp. 89-96).

M. Muszkat, Polish Charges against German War Criminals, Warsaw, 1948, Case
No. 1372 (The Camp in Belzec), pp. 223-232.

43) Dokumenty i materiaJy, op. cit., vol. I, pp. 217-224.

44) RudoIf Reder, Belzec, Krakow, 1946; Dokumenty i materialy, op. cit.,
vol. I, pp. 221-224 (testimonianza di Rudolf Reder).

45) Fin qui abbiamo riassunto e integrato i capitoli XI e XII della nostra
opera Il rapporto Gerstein. Anatomia di un falso (Sentinella d'Italia,
Monfalcone 1985). La "testimonianza" di Rudolf Reder è analizzata nel cap.
VIII.

46) Saul Friedländer, Kurt Gerstein o l'ambiguità del bene, Milano, 1967, p.
85.

47) Helmut Krausnick, Dokumentation zur Massen-Vergasung, Bonn, 1956, p. 3.

48) Pierre Vidal-Naquet, "Tesi sul revisionismo", in: Rivista di storia
contemporanea, Torino, 1983, p. 7 e 8.

49) Idem, p. 6.

50) Martin Gilbert, Auschwitz und die Alliierten, op. cit., p. 9.

51) The New York Times, 3 luglio 1944, p. 3 (Inquiry confirms nazi death
camps); 6 luglio 1944, p. 6 (Two death camps places of horror).

52) Executive Office of the President. War Refugee Board. Washington, D.C.
German Extermination Camps -- Auschwitz and Birkenau. November, 1944.

53) Vedi: WilheIm Stäglich, Der Auschwitz-Mythos. Legende oder Wirklichkeit?
Tübingen, 1979, pp. 234-237 e "Bildteil".

54) Georges Wellers, Les chambres à gaz ont existé. Des documents, des
témoignages, des chiffres, Gallimard, 1981, pp. 114-115 (pianta del
crematorio II fuori testa).

Georges WeIlers, "Auschwitz", in: Nationalsozialistische Massentötungen
durch Giftgas, op. cit., pp. 228-229 (pianta del crematorio Il alle pp.
344-345).

55) IMG, vol. XX, p. 550 e 551.

56) Georges Wellers, La Solution Finale et la Mythomanie Néo-Nazie, Paris,
1979, p. 8.

57) Martin Gfibert, Auschwitz und die Alliierten, op. ct., p. 153.

58) Ibidem.

59) Trial of Joseph Kramer and Forty-Four Others (The BeIsen Trial), William
Hodge and Company, London Edinburgh Glasgow, pp. 67-68. Per un esame
approfondito della falsa testimonianza di Ada Bimko rimandiamo al nostro
studio di prossima pubblicazione Come si falsifica la storia. Auschwilz: due
false testimonianze.

60) Alberto Cavaliere, I campi della morte in Germania nel racconto di una
sopravvissuta, Milano, 1945, p. 40.

61) Schwurgericht in Frankfurt am Main, Sitzung vom 28. März 1949. in: C.F.
Rilter, Justiz und NS-Verbrechen, Sammlung deutscher Strafurteile wegen
nationalsoziaIistischer Tötungsverbrechen 1945-1966, Amsterdam, 1968-1981,
vol. XIII, p. 134.

62) IMG, vol. IV, p. 292.

63) Storia illustrata. Numero speciale. Il processo di Norimberga. N. 156,
Novembre 1970, p. 78.

64) Rezsò Kastner, Der Bericht des jüdishen Rettungskomitee aus Budapest,
Genf ,1946, p. 30.

65) PS-2605.

66) Central Commission for Investigation of German Crimes in Poland, German
Crimes in Poland, op. cit., vol. I, pp. 83-90. Più dettagliatamente: Hefte
von Auschwitz, Wydawnictwo Panstwowego Muzeum W 0swiecirmu, 6, 1962; 7,
1964.

67) Der Kästner-Bericht über Eichmanns Menschenhandel in Ungarn, Mit einern
Vorwort von Professor Carlo Schmidt. München, 1961, p. 82. E' omessa la
frase "die seit dem Herbst 1943 ausser Gebrauch waren".

68) URSS-8.

69) Gerald Reitlinger, La soluzione finale, op. cit., p. 559.

70) URSS-8.

71) Il crematorio del cimitere di Hamburg-Öjendorf, uno dei piú moderni
d'Europa, è fornito di quattro forni a gas Volkmann-Ludwig ciascuno dei
quali, in 24 ore, può cremare fino a 21 cadaveri ("Holocaust nun
unterirdisch?" Historische Tatsachen Nr. 9. Vlotho/Weser 1981, p. 36).

Se fossero stati altrettanto efficienti, i 46 forni di Birkenau avrebbero
cremato solo 966 cadaveri al giorno.

72) Schwurgericht des Landgerichts Frankfurt am Main, Sitzung vom 27. Mai
1955, in: C. F. Rüter, op. cit., vol. XIII, p. 108.

Dal 1923 l'acido cianidrico in Germania fu usato a scopo di disinfestazione
soltanto in forma di ZykIon B (Schwurgericht in Frankfurt am Main, Sitzung
vom 28. Mán 1949, in: C. F. Rüter, op. cit., vol. XIII, p. 138).

Lo ZykIon B era acido cianidrico liquido fatto assorbire da un coibente
poroso come la farina fossile e confezionato in barattoli ermeticamente
chiusi (NI-9098, p. 35 e 38).

73) IMG, vol. VII, p. 470.

74) Central Commission for Investigation of German Crimes in Poland. German
Crimes in Poland, op. cit., vol. I, p. 98.

75) Jan Sehn, Le Camp de Concentration d'Oswiecim-Brzezinka, Warszawa, 1957,
pp. 147-148.

76) Problèmes choisis de l'histoire du KL Auschwitz, Edition du Musée d'Etat
à Oswiecim, 1979, p. 45.

77) Hefte von Auschwitz, Wydawnictwo Panstwowego Muzeum w Oswiecimiu, 4,
1961, p. 110.

78) Jan Sehn, Le Camp de Concentration d'Oswiecim-Brzezinka, op. cit, p.
132.

79) Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss, Torino
1985, pp. 158-159.

80) Kommandant in Auschwitz. Autobiographische Aufzeichnungen des Rudolf
Höss. Herausgegeben von Martin Broszat, München, 1981, p. 149, nota 1.
Citiamo dáll'originale tedesco perché la traduzione italiana della nota è
incompleta.

81) PS-3868.

82) Gerald Reitlinger, La soluzione finale, op. cit., pp. 131-132.

83) Adalbert RückerI, NS-Vernichtungslager im Spiegel deutscher
Strafprozesse, op. cit., p. 133 e 200.

84) Central Commission for Investigation of German Crimes in Poland. German
Crimes in Poland, op. cit., Vvol. I, p. 96.

85) I crematori IV e Il di Birkenau furono completati rispettivamente il 22
e il 31 marzo 1943 (Hefte von Auschwitz, Wydawnictwo Panstwowego Muzeum w
Oswiecirmiu, 4, 1961, p. 85 e 87).

86) I crematori Il e III avevano ciascuno 5 forni tripli (a tre muffole)
(Hefte von Auschwitz, Wydawnictwo Panstwowego Muzeum w Oswiecimiu, 4, 1961,
p. 110).

87) Se fossero stafi efficienti come quelli del crematorio del cimitero di
Hamburg-Öjendorf (vedi nota 71), i forni dei crematori Il e III di Birkenau
avrebbero potuto cremare solo 630 cadaveri in 24 ore.

88) I crematori V e III furono completati rispettivamente il 4 aprile e il
25 giugno 1943 (Hefte von Auschwitz, Wydawnictwo Panstwowego Muzeum w
Oswiecimiu, 4, 1961, p. 88 e 109.

89) I crematori IV e V possedevano ciascuno un forno a 8 muffole (Hefte von
Auschwitz, Wydawnictwo Panstwowego Muzeum w Oswiecimiu, 4, 1961, p. 110.
Vedi anche: Problèmes choisis de l'histoire du KL Auschwitz, op. cit., p.
44).

90) Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss, op.
cit, p. 183.

91) William L. Shirer, Storia dei Terzo Reich, Torino, 1969, p. 1476.

92) PS-3868 e NI-034.

93) In totale ad Auschwitz furono immatricolati 405.222 detenuti (Problèmes
choisis de l'histoire du KL. Auschwitz, op. cit., p. 17). Secondo la
storiografia ufficiale, gli ebrei destinati allo "sterminio" non venivano
immatricolati nei ruolini del campo.

94) Comandante ad Auschwitz. Memoriale autobiografico di Rudolf Höss, op.
cit., pp. 159-160.

95) S. Labin, Stalin il Terribile, Garzanti 1950, p. 126.

96) Gerald Reitlinger, La soluzione finale, op. cit., p. 617.

97) Freda Utley, Kostspielige Rache, Hamburg, 1951, p. 215 e seguenti. Sulle
torture cui furono sottoposti gli imputati del processo di Malmédy vedi
anche:

La vérité sur l'affaire de Malmédy et sur le colonel SS Jochen Peiper,
Editions du Baucens, 1976;
The Malmédy Trial, by Dietrich Ziemssen, Institute for Historical Review,
1981. .

98) IMG, vol. XIX, p. 440.

99) "Note rassineriane con appendice sulla persecuzione giudiziaria di R.
Faurisson", in: Alla Bottega, marzo-aprile 1983, p. 41.

Prima pubblicazione: Sentinella d'Italia, Via Buonarroti, 4, Monfalcone,
Italia, 1985.

Inviare a a...@mypad.com un messaggio di posta elettronica contenente
domande o commenti su questo sito Web.

>


Luigi Miragliuolo

unread,
May 5, 2002, 6:29:22 PM5/5/02
to

"artamano" <arta...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:ilhB8.7286$zW3.1...@news1.tin.it...

>
>
>
> veramente in questo documento si allude alla deportazione ma non si parla
di
> sterminio ne di camere a gas.Tutto dipende dal fatto che si creda o meno
> all'olocausto.Se lo si da'per scontato allora la decisione di collaborare
> con i tedeschi diventa partecipazione allo sterminio.Ma altrimenti le cose
> cambiano.

Il documento parla di dispersione, eliminazione, liquidazione. Ho dato una
rapida scorcia alle cazzate che ha scritto nel newsgroup, mi limito a
suggerirle la visione del film sul processo di Eichmann. E per quanto
concerne il processo di Norimberga, sempre citato nelle sue cazzate,
le cito il filmato che mostra i forzieri della REICHBANK pieni di denti
d'oro, e le faccio la stessa domanda fatta all'epoca al presidente della
REISCHBANK, mi racconta di qualcuno che deposita in banca i propri denti ?.
Infine dia un'occhiata ai verbali del processo dei medici nazisti, e legga
le deposizioni fatte dai medici stessi sugli esperimenti, e poi ci faccia
sapere le sue conclusioni.

> Non si tratterebbe di niente di diverso dalla deportazione dei giapponesi
> residenti in USA o degli italiani all'estero.

Che strano che pero' a differenza dei nippo-americani, mancano all'appello
milioni di persone. Quanti nippo-americani mancarono all'appello ?

sergio

unread,
May 5, 2002, 6:34:48 PM5/5/02
to
"Luigi Miragliuolo" <luigi.mirag...@iol.it> wrote in message

> E per quanto
> concerne il processo di Norimberga, sempre citato nelle sue cazzate,
> le cito il filmato che mostra i forzieri della REICHBANK pieni di denti
> d'oro, e le faccio la stessa domanda fatta all'epoca al presidente della
> REISCHBANK, mi racconta di qualcuno che deposita in banca i propri denti ?.

Grande!

> Infine dia un'occhiata ai verbali del processo dei medici nazisti, e legga
> le deposizioni fatte dai medici stessi sugli esperimenti, e poi ci faccia
> sapere le sue conclusioni.


hai dei documenti o dei link su queste deposizioni?

Vinicio Giannini

unread,
May 6, 2002, 2:06:19 AM5/6/02
to
Grazie per i chiarimenti, un pň meno per l'atteggiamento ostile che ha
deciso di riservarmi ma forse data l'importanza dell'argomento non posso
pretendere troppo.

Con questo saluto e chiudo.


Luigi Miragliuolo

unread,
May 6, 2002, 9:33:16 AM5/6/02
to

"sergio" <senza...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:73f9c1c35e8155a636a...@mygate.mailgate.org...

>
> > Infine dia un'occhiata ai verbali del processo dei medici nazisti, e
legga
> > le deposizioni fatte dai medici stessi sugli esperimenti, e poi ci
faccia
> > sapere le sue conclusioni.
>
>
> hai dei documenti o dei link su queste deposizioni?
>

Una buona sintesi la trovi in STORIA DEL III REICH di William Shirer, poi ho
visto questo sito da vedere http://www.olokaustos.org/index.htm sembra fatto
bene.

Luigi Vianelli

unread,
May 6, 2002, 12:58:30 PM5/6/02
to
"artamano"

Caro Artamano,
intanto ti interesserà sapere che ho visto per la prima volta dal vero la
decorazione che durante gli anni del Terzo Reich veniva concessa agli
aderenti di antica data all'associazione/semi-setta degli Artamani
(considerati una sorta di proto-nazisti).

Ma questa è una notazione di contorno, che serve unicamente per ricordare a
chi segue il NG quali sono le radici del nickname da te utilizzato.

Venendo alle tue solite dissertazioni, segnalo un paio di cose.

Primo: io definisco le tue dissertazioni "solite" in quanto sono "sempre
uguali a sé stesse": tu ti limiti come sempre a riportare cose scritte da
altri e il tuo commento è striminzito o addirittura assente.

Secondo: proviamo a iniziare un discorso sull'ordine dello sterminio del
Fuehrer che non c'è. Tu scrivi (o meglio: Mattogno scrive):

> Ma un "piano di sterminio" sistematico presuppone evidentemente un ordine
> specifico che, per forza di cose, non può non essere imputato al Führer.
> Inutile dire che questo fantomatico "Führerbefehl" (ordine del Führer) è
> immerso nella più impenetrabile oscurità:

Quattro domande.

La prima: sei d'accordo con me nel riconoscere che un ordine autografo di
Hitler esiste per il primo piano di sterminio attuato in Germania (Aktion
T4), e cioè quello degli handicappati, degli asociali, dei malati mentali
(ti aiuto: lo puoi trovare qui
http://www.historyplace.com/worldwar2/ww2-pix/euthan-order.jpg ) ?

Seconda domanda: sei d'accordo con me nel riconoscere che ci fu un "piano di
trasferimento forzato" degli ebrei verso l'est Europa (non sforzarti più di
tanto nel negarlo: i negazionisti lo riconoscono)?

Terza domanda: come venne pianificato questo "piano di trasferimento
forzato"?

Quarta ed ultima domanda: esiste un ordine scritto del Fuehrer riguardante
questo gigantesco "piano"?

Le mie risposte sono le seguenti.

Primo: l'ordine autografo sul T4 esiste. Come noto, venne artatamente
predatato al 1 settembre 1939, onde poterlo simbolicamente collegare con
l'inizio delle operazioni militari contro la Polonia.

Secondo: il "piano di trasferimento forzato" ci fu e venne definito nei suoi
aspetti generali nella conferenza di Wannsee (20 gennaio 1942. Il verbale è
tradotto in italiano in
http://www.olokaustos.org/archivio/documenti/wannsee/ ). Come è noto, questa
conferenza doveva servire per "mettere ordine" in un'attività già portata
avanti ampiamente dagli Einsatzgruppen. Com'è altrettanto noto, fu Adolf
Eichmann a tenere il verbale della riunione. Interrogato su questo aspetto
nel corso del processo di Gerusalemme, tenne a precisare che "purgò" su
espresso ordine tale verbale da tutte le espressioni "vietate". A domanda
precisa rispose che nel corso della conferenza si parlò tranquillamente di
eliminazione fisica, di uccisioni, di morte.

Il che comunque non impedì di scrivere il noto passaggio che qui riporto:

"Inquadrati in grandi colonne e separati per sesso, gli ebrei abili al
lavoro saranno condotti in quei territori a costruire strade, operazione
durante la quale senza dubbio una gran parte di loro soccomberà per
riduzione naturale. Il nucleo che alla fine sopravviverà a tutto questo, e
si tratterà della parte dotata della maggiore resistenza, dovrà essere
trattato in maniera adeguata, poiché rappresentando il frutto di una
selezione naturale, qualora fosse lasciato andare libero, dovrebbe essere
considerato la cellula germinale di una nuova rinascita ebraica (si veda
l'esperienza storica)." (Verbale delle conferenza, fogli 7 e 8).

Sarebbe interessante tu spiegassi a tutti che cosa significa "trattato in
maniera adeguata" (con semplici parole tue, possibilmente).

Terzo: gli storici ritengono che l'ordine del Fuehrer per lo sterminio venne
dato verbalmente qualche tempo prima della conferenza. La cosa fu talmente
grande, che intercorse un carteggio fra Heydrich e Goering, leggendo il
quale si scorge il desiderio di coinvolgersi reciprocamente nella
responsabilità delle scelte. Ma su questo sono sicuro che tu saprai tutto,
per cui ti lascio campo libero nello sviscerare a tutti le tue dotte
conoscenze.

Ti faccio solo notare - se sei arrivato a leggere fino a qui - che
l'argomento utilizzato da te e da tutti i negazionisti sulla mancanza
dell'ordine scritto di Hitler sulla Shoah può essere utilizzato per
contrastare le tue stesse argomentazioni.

Infatti - seguendo gli astrusi ragionamenti dei negazionisti - siccome non
esiste un ordine scritto di Hitler sul "piano di trasferimento forzato" tale
piano non esistette, con ciò contraddicendo in pieno quanto affermato dai
negazionisti stessi, e cioè che Wannsee e tutti i Lager servirono unicamente
per organizzare e portare a termine lo spostamento ad est degli ebrei
d'Europa. Come risolvi la questione?

Saluti.
Gigi


artamano

unread,
May 7, 2002, 4:18:01 PM5/7/02
to

>Che strano che pero' a differenza dei nippo-americani, mancano all'appello
>milioni di persone. Quanti nippo-americani mancarono all'appello ?


Quando noi sentiamo i giornali e le televisioni parlare di 6 000 000 di
Ebrei uccisi nei campi di sterminio non ci viene mai indicata la fonte di
questa cifra. Ebbene la fonte é solo una ed é l'Enciclopedia Ebraica dove il
totale e di 5.820.960. Adesso, io sicuramente non sono uno storico, ma mi
hanno sempre insegnato che bisogna diffidare delle cifre che vengono fornite
da una delle due parti coinvolte, e che per lo meno più di una fonte deve
essere citata. La cifra di 6 000 000 dopo essere stata ripetuta per Milioni
di volte nei giornali, televisioni e film di Hollywood é diventata
ufficiale. Questo nonostante, gia alla fine della guerra, si fosse in
possesso di statistiche accurate sul numero degli Ebrei prima e dopo la
guerra, e dei loro movimenti migratori fuori dall'Europa, verso l'America la
Palestina e la Russia.

Secondo l'Appendice N°VII, "Statistiche sull'Affiliazione Religiosa", del
libro del Senato Americano "A Report of the Committee on the Judiciary of
the United States Senate" del 1950, il numero di Ebrei nel mondo in
quell'anno era di 15,713,638. La stessa fonte nel 1940 riporta il numero di
Ebrei nel mondo a 15,319,359. Se lo studio statistico del governo Americano
é corretto la popolazione Ebraica non diminuì durante la guerra, ma subii un
piccolo incremento.
Se in 3/4 anni i tedeschi avessero fatto sparire 6 milioni di ebrei, si
potrebbe concludere che c’è stato un olocausto. Ma da dove proviene la cifra
di 6 milioni? Questa cifra ci viene presentata come derivante da studi
scientifici. In realtà è stata introdotta per la prima volta al Tribunale di
Norimberga, da Höttl, che non aveva veste di testimone, presentata in una
sua deposizione scritta, ma non davanti ai giudici. Höttl racconta che
Eichmann avrebbe detto d’essere saltato di gioia apprendendo che 6 milioni
di ebrei erano stati liquidati. Attenzione: il Tribunale ha rifiutato la
deposizione di Höttl!

Nel 1983 un ricercatore, che si firma Walter Sanning, ha prodotto uno studio
statistico – "The dissolution of Eastern European Jewry" (La dissoluzione
dell’ebraismo est europeo) – sui trasferimenti delle popolazioni ebraiche
dell’Europa Orientale, ove precisa che una parte cospicua è emigrata,
durante la guerra e dopo, in Palestina, altri negli USA, in Cina, in Sud
America. Ad altri ebrei, fra quelli trasferiti all’est dai tedeschi, i
sovietici non consentirono di ritornare all’ovest. In conclusione, afferma
Sanning, gli ebrei che avrebbero potuto essere sterminati dai
nazionalsocialisti erano 3/400.000. Tutti gli altri ebrei si sa che non sono
morti, ma sopravvissuti alla guerra.

Di fronte alla serietà dello studio di Sanning, gli storici ebrei sono
costretti ad ammettere che non c’è stato sterminio, ma che vi sono comunque
stati massacri qua e là. Gli storici ebrei sanno che 6 milioni di morti è
una cifra, in quel contesto, impossibile (ciò è quanto sono costretti ad
ammettere nelle loro pubblicazioni che hanno diffusione ristretta, mentre al
grande pubblico le lobbies giornalistiche e televisive seguitano a propinare
la leggenda dei 6 milioni).

artamano

unread,
May 7, 2002, 4:18:02 PM5/7/02
to

>Primo: io definisco le tue dissertazioni "solite" in quanto sono "sempre
>uguali a sé stesse": tu ti limiti come sempre a riportare cose scritte da

>altri e il tuo commento č striminzito o addirittura assente.


repetita iuvant.

>La prima: sei d'accordo con me nel riconoscere che un ordine autografo di
>Hitler esiste per il primo piano di sterminio attuato in Germania (Aktion

>T4), e cioč quello degli handicappati, degli asociali, dei malati mentali


questo piano č esistito ed era annunciato da Hitler fin dall'inizio.Ma non
c'entra con il presunto olocausto ebraico.

>Seconda domanda: sei d'accordo con me nel riconoscere che ci fu un "piano
di

>trasferimento forzato" degli ebrei verso l'est Europa (non sforzarti piů di


>tanto nel negarlo: i negazionisti lo riconoscono)?


nessun dubbio.D'altronde sarai d'accordo con il fatto che essendo gli ebrei
un popolo in guerra i suoi componenti nei paesi nemici potevano essere
internati.

>Terza domanda: come venne pianificato questo "piano di trasferimento
>forzato"?
>Quarta ed ultima domanda: esiste un ordine scritto del Fuehrer riguardante
>questo gigantesco "piano"?


certamente.Fu la confernza di Wannsee.In cui si stabilě di deportare gli
ebrei in Polonia meridionale.Che si parlasse di eliminazione lo dici te e le
confessioni estorte ad Eichmann,in stile sovietico.Se ci fosse stato ordine
di sterminio allora i sopravvissuti ai leger non si sarebbero contati in
seicentomila,e solo tra gli ebrei.E non si sarebbe usato un metodo cosě
difficile come il gas .
Il fatto che i sei milioni non ci furono,che le camere a gas non potevano
funzionare,che i sopravvissuti furono uma moltitudine sono la dimostrazione
che non ci fu alcuna pianificazione per l'omicidio di massa.


>Infatti - seguendo gli astrusi ragionamenti dei negazionisti - siccome non
>esiste un ordine scritto di Hitler sul "piano di trasferimento forzato"
tale

>piano non esistette, con ciň contraddicendo in pieno quanto affermato dai
>negazionisti stessi, e cioč che Wannsee e tutti i Lager servirono


unicamente
>per organizzare e portare a termine lo spostamento ad est degli ebrei
>d'Europa. Come risolvi la questione?


evidentemente sei ubriaco.Infatti i revisionisti non negano il piano di
trasferimento ma il fatto che tale piano fosse quello per il genocidio.


sergio

unread,
May 7, 2002, 4:37:30 PM5/7/02
to
"artamano" <arta...@tin.it> wrote in message


> >Primo: io definisco le tue dissertazioni "solite" in quanto sono "sempre
> >uguali a sé stesse": tu ti limiti come sempre a riportare cose scritte da
> >altri e il tuo commento è striminzito o addirittura assente.
>
>
> repetita iuvant.

certo Artamano, il tuo ripetere le idiozie negazioniste giova a tutti
perche' ci aiuta a ricordare quanto letame hai in testa.

Luigi Miragliuolo

unread,
May 7, 2002, 4:53:16 PM5/7/02
to

"artamano" <arta...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:ZDWB8.15815$CN3.5...@news2.tin.it...
>

> Quando noi sentiamo i giornali e le televisioni parlare di 6 000 000 di
> Ebrei uccisi nei campi di sterminio non ci viene mai indicata la fonte di
> questa cifra. Ebbene la fonte é solo una ed é l'Enciclopedia Ebraica dove
il

> totale e di 5.82.960............................................

Anzitutto non ha risposto alla domanda che era precisa, ma mi voglio
soffermare sull'ennesima cazzata che ha scritto sempre a proposito del
processo di Norimberga, del quale pero' dimostra di non aver letto alcun
resoconto se non i commenti interessati di "revisionisti" che piu che
storici sono da considerare al massimo pittori della carta da cesso e ora le
spiego pure il perche' :

1. Le contesto la stessa affermazione che fece il prosecutor dell'accusa al
processo ai capi nazisti, non ricordo se Jackson o Sir Shawcross, ma non
importa. Dunque, alla affermazione sul se fossero 4 o 5 o 6 milioni, il
prosecutor rispose : ammettiamo pure che fosse solo 1 milione, forse
cambierebbe la immensita' del crimine ? Io credo di no, lei ?

2. Le contesto il colloquio intercettato dal servizio segreto israeliano a
danno di Eichmann, dove quest'ultimo si vantava con altri membri di ODESSA
che aveva mandato a morire milioni di persone, Eichmann non era ancora stato
catturato e non sapeva di essere stato individuato e intercettato. Mentiva
anche Lui ?

3. Le contesto la testimonianza al processo del comandante di Auschwitz,
Höss, è lui a parlare di milioni di morti nel suo campo e a precisare che ci
teneva a dire la verità al processo. Anche Lui mentiva ?

4. Non mi ha spiegato come mai i forzieri della Reichbank erano pieni di
denti d'oro, e il presidente della stessa, sempre al processo di Norimbrega,
a precisa contestazione non seppe rispondere, i verbali come vede ci sono,
nascosti tra i libri, forse, ma ci sono.

5. E come mai in tutti i paesi d'europa in cui e' passata la marea
nazi-fascista intere comunita', a volte di storia millenaria sono sparite
dalla faccia della terra ? Cosa e' accaduto ?

6. Ha mai letto dei processi ai comandanti degli Einsatzgruppe ? Sa che sono
stati gli ultimi a essere impiccati ? si era nel 1951, in piena guerra
fredda, quando si mandava assolto di tutto senza andare tanto per il
sottile, eppure non ebbero lo stomaco di farlo con questi qui, si e' mai
chiesto perche' ? Hanno mentito anche loro ?

7. E dei diari di Speer che mi racconta ? eppure era un ministro del reich,
ha mentito pure lui ?

Mi fermo, ma se vuole domani le scarico un'altra razione di domande, tanto
gia' so' che non sapra' rispondere.


Luigi Vianelli

unread,
May 8, 2002, 11:17:44 AM5/8/02
to
"artamano"

> >La prima: sei d'accordo con me nel riconoscere che un ordine autografo di
> >Hitler esiste per il primo piano di sterminio attuato in Germania (Aktion

> >T4), e cioè quello degli handicappati, degli asociali, dei malati mentali

> questo piano è esistito ed era annunciato da Hitler fin dall'inizio.Ma non


> c'entra con il presunto olocausto ebraico.

Eccezionale!! Lo vedi che su qualcosa andiamo d'accordo? Quindi questo piano
"è esistito"!!!

Però adesso mi piacerebbe andare a fondo di questa questione.

Tu scrivi che questo piano "era annunciato da Hitler fin dall'inizio". Bene.
Con questo vuoi dire che Hitler annunciò fin dall'inizio la pianificazione
dello sterminio degli handicappati, degli asociali ecc.ecc.? Eccezionale
(anche se questa mi giunge nuova).

E di che "inizio" stiamo parlando? Dell'inizio dell'attività politica di
Hitler? Dell'inizio del suo cancellierato? Dell'inizio della guerra?

La cosa più interessante - oltre a tutto - sarebbe fare un'analisi
comparativa di ciò che Hitler annunziò riguardo agli handicappati, agli
asociali ecc. ecc. rispetto a quanto annunziò riguardo agli ebrei.

Per cortesia, mi citi i passaggi salienti di questi annunci di cui parli,
tratti dai discorsi o dagli scritti di Hitler? Dopo di che, mi citi i
passaggi in cui annuncia l'annientamento (principalmente definito
"Vernichtung" o "Ausrottung") degli ebrei? In conclusione, da una tua dotta
analisi interpretativa, riesci a definire le differenze di questi annunci?

Ma non è finita. Potresti dire a me e a tutti come si sviluppò questo piano
(Aktion T4) che - secondo te - fu annunciato da Hitler? Con che mezzi, con
che sistemi di uccisione, in che tempi, con quante vittime?

> >Seconda domanda: sei d'accordo con me nel riconoscere che ci fu un "piano
> di

> >trasferimento forzato" degli ebrei verso l'est Europa (non sforzarti più


di
> >tanto nel negarlo: i negazionisti lo riconoscono)?
>
> nessun dubbio.D'altronde sarai d'accordo con il fatto che essendo gli
ebrei
> un popolo in guerra i suoi componenti nei paesi nemici potevano essere
> internati.

Un popolo in guerra? Tu ti riferisci al noto articolo apparso a quei tempi
s'un quotidiano inglese? Sarai quindi capace di dire a tutti di che si
tratta, chi lo scrisse e se può essere considerata una vera e propria
dichiarazione di guerra. A questa tua "dimostrazione" - ovviamente - farò
seguire qualche mia considerazione. Oltre a ciò, seguendo per un attimo le
tue stesse parole, se fosse vero che potevano essere internati gli ebrei
"nei paesi nemici" perché cavolo i tedeschi chiesero ai finlandesi (alleati)
di consegnare loro gli ebrei? E perché lo chiesero ai bulgari (alleati)? E
perché lo chiesero agli ungheresi (alleati)? E perché lo chiesero ai rumeni
(alleati)? [NB I finlandesi risposero praticamente di attaccarsi al tram; i
bulgari traccheggiarono e poi sacrificarono gli ebrei dei territori
neo-acquisiti; ungheresi e rumeni invece mandarono "spintaneamente" al
macello i propri compatrioti ebrei]

> >Terza domanda: come venne pianificato questo "piano di trasferimento
> >forzato"?
> >Quarta ed ultima domanda: esiste un ordine scritto del Fuehrer
riguardante
> >questo gigantesco "piano"?
>

> certamente.Fu la confernza di Wannsee.In cui si stabilì di deportare gli


> ebrei in Polonia meridionale.Che si parlasse di eliminazione lo dici te e
le
> confessioni estorte ad Eichmann,in stile sovietico.

Bontà tua che lo dico solo io ed Eichmann!!

E' interessante sentire dalla viva voce dello stesso Eichmann questa sua
testimonianza, acquistando il film/documentario "Uno specialista". A me
sembra calmo e tranquillo.

Oltre a ciò, potrebbe essere istruttivo ascoltare Heinrich Himmler
(Reichsfuehrer delle SS, quindi "capo" di Eichmann), mentre dice le seguenti
testuali parole [la traduzione è mia] a Posen il 4 ottobre del 1943:

<<Ich will auch ein ganz schweres Kapitel ... will ich hier vor Ihnen in
aller Offenheit nennen. Es soll zwischen uns ausgesprochen sein, und
trotzdem werden wir nicht in der Öffentlichkeit nie darüber reden. [...] Ich
meine die Judenevakuierung, die Ausrottung des jüdischen Volkes. Es gehört
zu den Dingen, die man leicht ausspricht. "Das jüdische Volk wird
ausgerottet", sagt Ihnen jeder Parteigenosse, "ganz klar, steht in unserem
Programm drin, Ausschaltung der Juden, Ausrottung, machen wir, pfah!,
Kleinigkeit". >>

<<Io voglio qui parlare di un capitolo assai difficile... davanti a voi in
tutta schiettezza. Deve essere discusso fra di noi, per quanto noi giammai
ne parleremo in pubblico. [...] Sto parlando dell'evacuazione degli ebrei,
dello sterminio [Ausrottung] del popolo ebraico. Appartiene a quel genere di
cose facili a dirsi: "Il popolo ebreo viene sterminato [ausgerottet]", vi
dirà ogni camerata di partito "perfettamente chiaro, c'è nel nostro
programma: eliminazione [Ausschaltung] dei giudei, sterminio [Ausrottung],
lo facciamo, paf!, bazzecole">>

Non è interessante tutto ciò? La cosa più bella - per te che evidentemente
ti sei appassionato alla questione - è che di questo discorso esiste pure la
registrazione, e che questa registrazione è disponibile in Internet al
seguente indirizzo:
http://www.nizkor.org/hweb/people/h/himmler-heinrich/posen/oct-04-43/ .
Quindi potrai sentire con le tue orecchie la voce del "capo" di Eichmann
che, quasi vent'anni prima del processo di Gerusalemme, conferma quanto
disse in seguito il suo sottoposto: i tedeschi stanno sterminando gli ebrei
e questo fa parte di un programma. [A proposito: dubito che Himmler fosse
sotto l'influsso di aguzzini di stampo sovietico...]

Oltre a ciò, hai bellamente cancellato una mia domandina facile facile del
mio messaggio precedente. Te la ripeto.

Nel verbale della conferenza di Wannsee - pur essendo "depurato" - si trova
il seguente passaggio:

"Inquadrati in grandi colonne e separati per sesso, gli ebrei abili al
lavoro saranno condotti in quei territori a costruire strade, operazione
durante la quale senza dubbio una gran parte di loro soccomberà per
riduzione naturale. Il nucleo che alla fine sopravviverà a tutto questo, e
si tratterà della parte dotata della maggiore resistenza, dovrà essere
trattato in maniera adeguata, poiché rappresentando il frutto di una
selezione naturale, qualora fosse lasciato andare libero, dovrebbe essere
considerato la cellula germinale di una nuova rinascita ebraica (si veda
l'esperienza storica)." (Verbale delle conferenza, fogli 7 e 8).

Con parole tue: che cosa significa "trattato in
maniera adeguata"?

> evidentemente sei ubriaco.Infatti i revisionisti non negano il piano di
> trasferimento ma il fatto che tale piano fosse quello per il genocidio.

Forse mi sono spiegato male. I negazionisti dicono: "L'ordine scritto di
Hitler per il piano di genocidio non c'è, quindi quel piano non esiste". Ora
io ti dico, seguendo lo stesso argomentare astruso dei tuoi maestri:
"L'ordine scritto di Hitler per il piano di trasferimento non c'è, quindi
non ci fu nessun piano di trasferimento." Non ti sembra che il ragionamento
fili?

Saluti.
Gigi


artamano

unread,
May 10, 2002, 5:06:11 PM5/10/02
to

>1. Le contesto la stessa affermazione che fece il prosecutor dell'accusa al
>processo ai capi nazisti, non ricordo se Jackson o Sir Shawcross, ma non
>importa. Dunque, alla affermazione sul se fossero 4 o 5 o 6 milioni, il
>prosecutor rispose : ammettiamo pure che fosse solo 1 milione, forse
>cambierebbe la immensita' del crimine ? Io credo di no, lei ?


E allora perchè non dire la verità ? Perchè alla televisione e nei libri di
storia si parla sempre della stessa menzogna ? Per quale motivo c'è il reato
d'opinione per proteggere un mito falso ?
Perchè il punto è questo l'olocausto serve a giustificare il dominio e i
crimini dei vincitori.
E se i morti fossero molto meno di un milione si potrebbe ancora parlare di
genocidio ?


>2. Le contesto il colloquio intercettato dal servizio segreto israeliano a
>danno di Eichmann, dove quest'ultimo si vantava con altri membri di ODESSA
>che aveva mandato a morire milioni di persone, Eichmann non era ancora
stato
>catturato e non sapeva di essere stato individuato e intercettato. Mentiva
>anche Lui ?


se questi milioni erano ancora vivi dopo la guerra evidentemente si.

>3. Le contesto la testimonianza al processo del comandante di Auschwitz,
>Höss, è lui a parlare di milioni di morti nel suo campo e a precisare che
ci
>teneva a dire la verità al processo. Anche Lui mentiva ?


si,e le sue menzogne sono risapute.Garaudy scrive:
............. Il testimone chiave, che si rivelò perfetto per "provare" la
tesi dei vincitori travestiti da giudici, fu Rudolf Hoess, ex-comandante del
campo di Auschwitz.
Il riassunto che fece del suo arresto, fulcro della sua deposizione a
Norimberga, corrispondeva a tutto quello che il tribunale si aspettava da
lui.
Ecco la dichiarazione, fatta sotto giuramento e firmata da Rudolf Hoess il 5
aprile 1946: "Ho comandato Auschwitz fino al primo di dicembre 1943 e
ritengo che almeno 2.500.000 vittime vi siano state sterminate tramite
gassazione e cremazione e che almeno un altro mezzo milione sia morto per
fame e per malattia, per un totale di circa 3.000.000. La "soluzione finale"
della questione ebraica significava lo sterminio di tutti gli ebrei
d'Europa. Io ricevetti l'ordine di preparare lo sterminio ad Auschwitz nel
giugno 1941. In quell'epoca c'erano già altri tre campi di sterminio nel
governatorato generale: Belzec, Treblinka, Wolzek".
Non si potrebbe immaginare una conferma più perfetta delle tesi rese
popolari dai media durante mezzo secolo. E intanto, in questo stesso testo,
si trovano già tre controverità manifeste.
- Il numero di 3 milioni di morti ad Auschwitz, necessario per giustificare
il totale delle vittime ebraiche (6 milioni), ufficialmente proclamato
all'inizio del gioco a Norimberga e che non ha smesso di essere il Leitmotiv
della storia ufficiale e dei media da allora, deve essere ridotto almeno di
2/3 come prova la nuova targa commemorativa di Auschwitz-Birkenau, che ha
sostituito la cifra di 4 milioni con: un po'più di un milione.
- I campi di Belzec e di Treblinka nel 1941 non esistevano. Essi non furono
aperti che nel 1942.
- Quanto al campo di Wolzek, non è mai esistito.
Come si è potuta registrare questa "testimonianza capitale" senza verifica
preliminare? Hoess stesso lo spiega: le prime dichiarazioni furono scritte
sotto il controllo delle autorità polacche che lo avevano arrestato. Il
libro intitolato Commandant d'Auschwitz: l'autobiographie de Rudolf Hoess,
(Parigi, Juillard, 1959, e Maspéro, 1979) specifica: "Al momento del mio
primo interrogatorio le confessioni furono ottenute picchiandomi. Non so che
cosa c'è in quel rapporto benché io l'abbia firmato" (5.956).

(Nota a fondo pagina: "Un documento dattilografato di 8 pagine è stato
firmato da Hoess alle 2 e 30 dei mattino il 14 marzo 1946. Non differisce
essenzialmente da ciò che ha scritto e detto a Norimberga o a Cracovia").

Hoess stesso descrive, nelle sue note manoscritte di Cracovia, le
circostanze del primo interrogatorio, cui fu sottoposto dalla polizia
britannica: "Sono stato arrestato l'11 marzo 1946 alle ore 23 [... ]. La
Field Security Police mi ha inflitto trattamenti durissimi. Mi hanno
trascinato fino a Heide, proprio nella caserma in cui otto mesi prima ero
stato rilasciato dagli inglesi. E' lì che si è svolto il mio primo
interrogatorio, per il quale si usarono argomenti sorprendenti. Io non
conosco il contenuto del verbale, sebbene l'abbia firmato. Tanto alcool e
tanti colpi di frusta sono stati troppo, anche per me [... ]. Qualche giorno
dopo sono stato portato a Minden-am-Weser, centro principale
d'interrogatorio della zona britannica. Là mi hanno trattato ancora peggio,
per mano di un procuratore pubblico, di un comandante".

Fonte: Documento NO - 1210

Solo nel 1983 si è avuta la conferma delle torture inflitte a Rudolf Hoess
per ottenere le prove dei "2 milioni e mezzo" di ebrei da lui sterminati ad
Auschwitz a partire dal 1943. li libro è scritto da Ruppert Butler e porta
il titolo di Legions of Death (Le legioni della morte), Hamlyn Paperbacks.
Contiene la testimonianza di Bernard Clarke (che arrestò Hoess dopo aver
ottenuto da sua moglie, minacciata di morte insieme con i figli, l'indirizzo
della cascina in cui si nascondeva e in cui fu catturato l'11 marzo 1946).
Butler racconta che furono necessari tre giorni di torture per ottenere una
"dichiarazione coerente" (quella che abbiamo appena citato, firmata il 14
marzo 1946 alle 2 e 30 del mattino). Dal momento dei suo arresto Hoess fu
picchiato al punto che "alla fine l'ufficiale sanitario intervenne con
insistenza presso il capitano: ditegli di fermarsi o riporterete un
cadavere". Bisogna notare che Butler e il suo interlocutore Clarke
sembravano molto soddisfatti di queste torture.

La commissione d'inchiesta americana, composta dai giudici Van Roden e
Simpson, inviata in Germania nel 1948 per svolgere un'inchiesta sulle
irregolarità commesse dal tribunale militare americano di Dachau - che aveva
giudicato 1.500 prigionieri tedeschi, condannandone a morte 420 -, stabilì
che gli accusati erano stati sottoposti a torture fisiche e psicologiche di
ogni tipo al fine di ottenere le "confessioni desiderate".
Così, su 137 dei 139 casi esaminati, i prigionieri tedeschi avevano
ricevuto, nel corso degli interrogatori, dei calci nei testicoli che avevano
lasciato foro danni irreversibili.
Fonte: Intervista al giudice Edward L.Van Roden rilasciata alla rivista "The
Progressive" del febbraio 1949

>4. Non mi ha spiegato come mai i forzieri della Reichbank erano pieni di
>denti d'oro, e il presidente della stessa, sempre al processo di
Norimbrega,
>a precisa contestazione non seppe rispondere, i verbali come vede ci sono,
>nascosti tra i libri, forse, ma ci sono.


Che molti ebrei fossero morti nei lager è risaputo.Nessuno lo nega.Come
nessuno nega il loro sfruttamento,Anche dei cadaveri.Però tu sai che questo
non è ancora olocausto. Perchè per questo è necessario parlare di
pianificazione di genocidio.Che non ci fu.

>5. E come mai in tutti i paesi d'europa in cui e' passata la marea
>nazi-fascista intere comunita', a volte di storia millenaria sono sparite
>dalla faccia della terra ? Cosa e' accaduto ?


E'la guerra ad averle fatte sparire.Pensa solo ai tedeschi della Prussia e
della Slesia.

>6. Ha mai letto dei processi ai comandanti degli Einsatzgruppe ? Sa che
sono
>stati gli ultimi a essere impiccati ? si era nel 1951, in piena guerra
>fredda, quando si mandava assolto di tutto senza andare tanto per il
>sottile, eppure non ebbero lo stomaco di farlo con questi qui, si e' mai
>chiesto perche' ? Hanno mentito anche loro ?


Avevano perso la guerra.


>7. E dei diari di Speer che mi racconta ? eppure era un ministro del reich,
>ha mentito pure lui ?


Se i conteggi della popolazione ebraica lo dimostra allora è chiaro che ha
mentito.


>Mi fermo, ma se vuole domani le scarico un'altra razione di domande, tanto
>gia' so' che non sapra' rispondere.


Ho risposto come vede.


artamano

unread,
May 10, 2002, 5:06:13 PM5/10/02
to

>Tu scrivi che questo piano "era annunciato da Hitler fin dall'inizio".
Bene.
>Con questo vuoi dire che Hitler annunciò fin dall'inizio la pianificazione
>dello sterminio degli handicappati, degli asociali ecc.ecc.? Eccezionale
>(anche se questa mi giunge nuova).
>E di che "inizio" stiamo parlando? Dell'inizio dell'attività politica di
>Hitler? Dell'inizio del suo cancellierato? Dell'inizio della guerra?


Dal 1925,data di redazione del Mein Kampf.

>La cosa più interessante - oltre a tutto - sarebbe fare un'analisi
>comparativa di ciò che Hitler annunziò riguardo agli handicappati, agli
>asociali ecc. ecc. rispetto a quanto annunziò riguardo agli ebrei.


sono d'accordo.In effetti la politica tedesca fu quella di espulsione della
popolazione ebraica .In accordo con il sionismo.

>Per cortesia, mi citi i passaggi salienti di questi annunci di cui parli,
>tratti dai discorsi o dagli scritti di Hitler? Dopo di che, mi citi i
>passaggi in cui annuncia l'annientamento (principalmente definito
>"Vernichtung" o "Ausrottung") degli ebrei? In conclusione, da una tua dotta
>analisi interpretativa, riesci a definire le differenze di questi annunci?


Annientamento degli ebrei significa sconfitta non necessariamente
sterminio.Ma il fatto saliente che le persone come lei rifiutano di
accettare è che alla base dei discorsi sull'olocausto bisogna ammettere che
ALLA FINE DELLA GUERRA GLI EBREI ERANO ANCORA VIVI.
L'olocausto non ci fu perchè le perdite annunciate non ci sono state.E meno
male.


>Ma non è finita. Potresti dire a me e a tutti come si sviluppò questo piano
>(Aktion T4) che - secondo te - fu annunciato da Hitler? Con che mezzi, con
>che sistemi di uccisione, in che tempi, con quante vittime?


Non lo ricordo con precisione,ma credo fossero create commissioni mediche
che giudicassero i casi presentati dai medici di tutto il paese.
Si trattava più che altro di eutanasia.


>Un popolo in guerra? Tu ti riferisci al noto articolo apparso a quei tempi
>s'un quotidiano inglese? Sarai quindi capace di dire a tutti di che si
>tratta, chi lo scrisse e se può essere considerata una vera e propria
>dichiarazione di guerra. A questa tua "dimostrazione" - ovviamente - farò
>seguire qualche mia considerazione. Oltre a ciò, seguendo per un attimo le
>tue stesse parole, se fosse vero che potevano essere internati gli ebrei
>"nei paesi nemici" perché cavolo i tedeschi chiesero ai finlandesi
(alleati)
>di consegnare loro gli ebrei? E perché lo chiesero ai bulgari (alleati)? E
>perché lo chiesero agli ungheresi (alleati)? E perché lo chiesero ai rumeni
>(alleati)? [NB I finlandesi risposero praticamente di attaccarsi al tram; i
>bulgari traccheggiarono e poi sacrificarono gli ebrei dei territori
>neo-acquisiti; ungheresi e rumeni invece mandarono "spintaneamente" al
>macello i propri compatrioti ebrei]


In data 5 settembre 1939 - due giorni dopo la dichiarazione di guerra
dell'Inghilterra e della Francia alla Germania - Chaim Weizmann, presidente
dell'Agenzia ebraica, scrisse a Chamberlain, primo ministro inglese, una
lettera nella quale lo informava: "Noi ebrei siamo al fianco della Gran
Bretagna e combatteremo per la Democrazia". E precisava: "I rappresentanti
degli ebrei sono pronti a firmare immediatamente un accordo per permettere
l'utilizzo di tutte le loro forze in uomini, delle loro tecniche, dei loro
aiuto materiale e di tutte le loro capacità".
Pubblicata nel "Jewish Chronicle" dell'8 settembre 1939, questa lettera
costituì un'autentica dichiarazione di guerra dei mondo ebraico alla
Germania e pose il problema dell'internamento di tutti gli ebrei tedeschi
nei campi di concentramento come "fuorusciti di un popolo in stato di guerra
con la Germania".

>E' interessante sentire dalla viva voce dello stesso Eichmann questa sua
>testimonianza, acquistando il film/documentario "Uno specialista". A me
>sembra calmo e tranquillo.
>Oltre a ciò, potrebbe essere istruttivo ascoltare Heinrich Himmler
>(Reichsfuehrer delle SS, quindi "capo" di Eichmann), mentre dice le
seguenti
>testuali parole [la traduzione è mia] a Posen il 4 ottobre del 1943:
<<Ich will auch ein ganz schweres Kapitel ... will ich hier vor Ihnen in
aller Offenheit nennen. Es soll zwischen uns ausgesprochen sein, und
trotzdem werden wir nicht in der Öffentlichkeit nie darüber reden. [...] Ich
meine die Judenevakuierung, die Ausrottung des jüdischen Volkes. Es gehört
zu den Dingen, die man leicht ausspricht. "Das jüdische Volk wird
ausgerottet", sagt Ihnen jeder Parteigenosse, "ganz klar, steht in unserem
>Programm drin, Ausschaltung der Juden, Ausrottung, machen wir, pfah!,
>Kleinigkeit". >>

........Io voglio qui parlare di un capitolo assai difficile... davanti a


voi in
>tutta schiettezza. Deve essere discusso fra di noi, per quanto noi giammai
>ne parleremo in pubblico. [...] Sto parlando dell'evacuazione degli ebrei,
>dello sterminio [Ausrottung] del popolo ebraico. Appartiene a quel genere
di
>cose facili a dirsi: "Il popolo ebreo viene sterminato [ausgerottet]", vi
>dirà ogni camerata di partito "perfettamente chiaro, c'è nel nostro
>programma: eliminazione [Ausschaltung] dei giudei, sterminio [Ausrottung],
>lo facciamo, paf!, bazzecole">>


Ma questo sterminio ci fu o no ? E se si che prove ci sono ?
Le intenzioni non bastano per fare un delitto.

>Oltre a ciò, hai bellamente cancellato una mia domandina facile facile del
>mio messaggio precedente. Te la ripeto.
>Nel verbale della conferenza di Wannsee - pur essendo "depurato" - si trova
>il seguente passaggio:
>"Inquadrati in grandi colonne e separati per sesso, gli ebrei abili al
>lavoro saranno condotti in quei territori a costruire strade, operazione
>durante la quale senza dubbio una gran parte di loro soccomberà per
>riduzione naturale. Il nucleo che alla fine sopravviverà a tutto questo, e
>si tratterà della parte dotata della maggiore resistenza, dovrà essere
>trattato in maniera adeguata, poiché rappresentando il frutto di una
>selezione naturale, qualora fosse lasciato andare libero, dovrebbe essere
>considerato la cellula germinale di una nuova rinascita ebraica (si veda
>l'esperienza storica)." (Verbale delle conferenza, fogli 7 e 8).
>Con parole tue: che cosa significa "trattato in
>maniera adeguata"?


espulso in un paese che non minacciasse la Germania

>Forse mi sono spiegato male. I negazionisti dicono: "L'ordine scritto di
>Hitler per il piano di genocidio non c'è, quindi quel piano non esiste".
Ora
>io ti dico, seguendo lo stesso argomentare astruso dei tuoi maestri:
>"L'ordine scritto di Hitler per il piano di trasferimento non c'è, quindi
>non ci fu nessun piano di trasferimento." Non ti sembra che il ragionamento
>fili?


Ci fu la pianificazione al tempo della conferenza di Wannsee.
Poi i revisionisti dicono: lo sterminio non ci fu perchè gli ebrei erano
ancora vivi dopo la guerra.Con un tasso di perdite elevato ma non maggiore
di tutti gli altri popoli.


Luigi Miragliuolo

unread,
May 11, 2002, 4:22:37 AM5/11/02
to

"artamano" <arta...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:7DWC8.46081$zW3.5...@news1.tin.it...
>
>
>>................... ammettiamo pure che fosse solo 1 milione, forse

> >cambierebbe la immensita' del crimine ? Io credo di no, lei ?
>
>
> E allora perchè non dire la verità ? Perchè alla televisione e nei libri
di
> storia si parla sempre della stessa menzogna ? Per quale motivo c'è il
reato
> d'opinione per proteggere un mito falso ?

E;' una vecchia favoletta per i gonzi che ci vogliono credere, siete Voi
che rifiutate a priori la verita'. E' trovo giusto sia il reato d'opinione
per l'olocausto sia quello meno applicato per l'apologia del fascismo.

> Perchè il punto è questo l'olocausto serve a giustificare il dominio e i
> crimini dei vincitori.
> E se i morti fossero molto meno di un milione si potrebbe ancora parlare
di
> genocidio ?

I crimini dei vincitori ? Le risulta che sono stati i vincitori come li
chiama Lei ad attaccare e a scatenare guerre di sterminio ? Inoltre se
vogliamo parlare, dobbiamo aggiungere pure il trattamento riservato agli
slavi, in special modo ai russi, dobbiamo parlare dei bambini gettati per
aria e fatti al tiro al segno in Italia, o a quelli infornati vivi a Oradur
in francia, dobbiamo parlare di Lidice, dobbiamo parlare dei lumi in pelle
umana fatti dalla Ilse Kock, ci sono i filmati del processo, se vogliamo
parlare parliamo.

> >2. Le contesto il colloquio intercettato dal servizio segreto israeliano
a
> >danno di Eichmann, dove quest'ultimo si vantava con altri membri di
ODESSA
> >che aveva mandato a morire milioni di persone, Eichmann non era ancora
> stato
> >catturato e non sapeva di essere stato individuato e intercettato.
Mentiva
> >anche Lui ?
>
>
> se questi milioni erano ancora vivi dopo la guerra evidentemente si.

Veramente Lui si vantava di averli mandati a morire. Come facevano ad essere
Vivi ?, erano risorti ? Si tratta delle dichiarazioni di uno dei principali
responsabili di quello che era accaduto.

> >3. Le contesto la testimonianza al processo del comandante di Auschwitz,
> >Höss, è lui a parlare di milioni di morti nel suo campo e a precisare che
> ci
> >teneva a dire la verità al processo. Anche Lui mentiva ?
>
>
> si,e le sue menzogne sono risapute.Garaudy scrive:
> ............. Il testimone chiave, che si rivelò perfetto per "provare" la
> tesi dei vincitori travestiti da giudici, fu Rudolf Hoess, ex-comandante
del
> campo di Auschwitz.

Menzogne risapute da cosa ? Che cosa avete confutato ?

Ma lasci perdere, io mi attengo non ai verbali resi alla polizia, ma a
quelli del processo. E poi non potete confutare un bel niente, e le spiego
pure il perche', basta prendere la lista delle persone passate per
Auschiwitz e poi osservare che il movimento termina li'. Furono trovate
montagne di occhiali, di scarpe ? Avevavo tutti ritrovato la vista ? Le
camere a gas che c'erano a che servivano allora ?
E poi la storiella del trattamento inflitto ai prigionieri tedeschi al fine
di estorcere le informazioni, una roba in perfetto stile STREICHER, si
quello di Der Sturmer. Per risponderle bastano le parole di Sir Arthur
Shawcross, 'da troppo tempo, oramai, ha perso il diritto alla vita'.
Conosciamo benissimo la storiella con la quale hanno salvato la pelle
criminali tipo Peiper, che hanno fatto la guerra bruciando vivi i civili e
sparando ai prigionieri in spregio a tutte le regole.


> >4. Non mi ha spiegato come mai i forzieri della Reichbank erano pieni di
> >denti d'oro, e il presidente della stessa, sempre al processo di
> Norimbrega,
> >a precisa contestazione non seppe rispondere, i verbali come vede ci
sono,
> >nascosti tra i libri, forse, ma ci sono.
>
>
> Che molti ebrei fossero morti nei lager è risaputo.Nessuno lo nega.Come
> nessuno nega il loro sfruttamento,Anche dei cadaveri.Però tu sai che
questo
> non è ancora olocausto. Perchè per questo è necessario parlare di
> pianificazione di genocidio.Che non ci fu.

Ci fu, era pianificato perfino lo sfruttamento dei cadaveri post-mortem. Una
cosa orrenda. Ci fu talmente che alcuni dei peggiori figuri del genere umano
si diedero agli esperimenti medici sui bambini, sui gemelli, facendo loro
iniezioni negli occhi per vedere se cambiavano di colore, oppure ad amputare
senza anestesia solo per studiare la reazione umana al dolore. Io non riesco
a compredere allora dove sono finiti l milioni di persone scomparse con la
guerra. Ditemi dove stanno. E poi il nazismo non e' stato solo l'olocausto,
ma e' stato anche altro contro altri popoli.

> >5. E come mai in tutti i paesi d'europa in cui e' passata la marea
> >nazi-fascista intere comunita', a volte di storia millenaria sono sparite
> >dalla faccia della terra ? Cosa e' accaduto ?
>
>
> E'la guerra ad averle fatte sparire.Pensa solo ai tedeschi della Prussia e
> della Slesia.

Gia'. Strano che chi ha tanto invocato la pioggia, poi si lamenta se arriva
il diluvio. I russi avevano avuto 20 milioni di morti, un paese distrutto, i
prigionieri che venivano utilizzati per gli esperimenti medici, dovevano
far finta di nulla, ed essere magnanimi. Vero ? Cosa dicono i revisionisti
circa gli esperimenti medici ? Falsi anche quelli ? Questa guerra tedesca
pero' colpiva a milioni i civili ? come mai ?

> >6. Ha mai letto dei processi ai comandanti degli Einsatzgruppe ? Sa che
> sono
> >stati gli ultimi a essere impiccati ? si era nel 1951, in piena guerra
> >fredda, quando si mandava assolto di tutto senza andare tanto per il
> >sottile, eppure non ebbero lo stomaco di farlo con questi qui, si e' mai
> >chiesto perche' ? Hanno mentito anche loro ?


> Avevano perso la guerra.

Secondo me siete poco inclini al ragionamento, non basta dire avevano perso,
hanno avuto anzitutto un processo, cosa che loro nemmeno meritavano, poi
dimentica che si era nel 1951, in piena guerra fredda, le Germanie come
stati sovrani erano gia' nate, gli americani per nutrire i tedeschi a
Berlino avevano perso decine di aerei con relativi aviatori, e la sua
risposta e' tutta qui ? Perche' proprio loro, se poi si sacrificavano gli
aerei per nutrire Berlino ?

> >7. E dei diari di Speer che mi racconta ? eppure era un ministro del
reich,
> >ha mentito pure lui ?

> Se i conteggi della popolazione ebraica lo dimostra allora è chiaro che ha
> mentito.

DI quale contabilita' dei defunti parla Lei ?


> Ho risposto come vede

A me non sembra.


Luigi Vianelli

unread,
May 11, 2002, 8:30:45 AM5/11/02
to
"artamano"

> >Con questo vuoi dire che Hitler annunciò fin dall'inizio la
pianificazione
> >dello sterminio degli handicappati, degli asociali ecc.ecc.? Eccezionale
> >(anche se questa mi giunge nuova).
> >E di che "inizio" stiamo parlando? Dell'inizio dell'attività politica di
> >Hitler? Dell'inizio del suo cancellierato? Dell'inizio della guerra?
>
> Dal 1925,data di redazione del Mein Kampf.

Guarda, Artamano: ho qui davanti a me il Mein Kampf. Mi dici a che pagina
devo cercare quanto tu affermi?

L'obiettivo che mi propongo è il seguente: dimostrare che le espressioni
utilizzate da Hitler nei confronti degli handicappati, dei malati terminali
e degli asociali erano molto meno dirette e dure rispetto alle espressioni
utilizzatenei confronti degli ebrei, per cui se tu nel Mein Kampf vedi la
pianificazione dello sterminio dei primi, a maggior ragione vedrai la
pianificazione dello sterminio dei secondi. [NDR: La mia idea invece è che -
come riconoscono gli storici - la pianificazione dello sterminio fu un'idea
sviluppatasi nel tempo].

Comunque sia, abbiamo la fortuna di sapere che cosa pensò il Fuehrer alla
fine della sua "opera". Come saprai, fra febbraio ed aprile del 1945 Hitler
dettò quello che oggi è conosciuto come il suo "testamento politico".

Ecco le sue parole riguardo ciò che era accaduto agli ebrei in quegli anni:

"13 febbraio 1945 - Uno dei conseguimenti del Nazionalsocialismo è
costituito dal fatto che esso fu il primo ad affrontare in modo realistico
il problema ebraico [...].
Il Nazionalsocialismo ha affrontato il problema ebraico con i fatti e non a
parole. È insorto opponendosi alla decisione ebraica di dominare il mondo;
ha attaccato gli ebrei ovunque e in ogni sfera di attività; li ha strappati
dalle posizioni che avevano usurpato; li ha inseguiti in ogni direzione,
deciso a espurgare il mondo tedesco del veleno ebraico. Per noi, questo è
stata un processo essenziale di disinfestazione che abbiamo portato fino
all'estremo limite e senza il quale saremmo stati noi stessi, asfissiati e
distrutti.

Dopo il successo dell'operazione in Germania, esistevano buone probabilità
di estenderne la portata. Ciò era, invero, inevitabile, poiché la salute
trionfa di norma sulle malattie. [...]

Io sono sempre stato assolutamente franco nel mio modo di agire con gli
ebrei. Alla vigilia della guerra, diedi loro un ultimo avvertimento. Dissi
agli ebrei che, se avessero causato un altro conflitto non sarebbero stati
risparmiati, e che io avrei sterminato i parassiti di tutta l'Europa e
questa volta definitivamente. [...]

Bene, abbiamo inciso l'ascesso ebraico; e il mondo dell'avvenire ci sarà
grato in eterno."

Ti faccio notare la continua metafora Germania/Corpo sano versus
ebrei/malattia, che presupponeva lo sradicamento, l'eliminazione,
l'annientamento, lo sterminio della "malattia" e dei suoi "bacilli". Questo
linguaggio lascia bene intendere che cosa significasse il consimile
linguaggio del brano della conferenza di Wannsee già citato:

>"Inquadrati in grandi colonne e separati per sesso, gli ebrei abili al
> >lavoro saranno condotti in quei territori a costruire strade, operazione
> >durante la quale senza dubbio una gran parte di loro soccomberà per
> >riduzione naturale. Il nucleo che alla fine sopravviverà a tutto questo,
e
> >si tratterà della parte dotata della maggiore resistenza, dovrà essere
> >trattato in maniera adeguata, poiché rappresentando il frutto di una
> >selezione naturale, qualora fosse lasciato andare libero, dovrebbe essere
> >considerato la cellula germinale di una nuova rinascita ebraica (si veda
> >l'esperienza storica)." (Verbale delle conferenza, fogli 7 e 8).


Molto semplicemente: gli ebrei saranno sfruttati alla morte; i rimanenti
sono i più pericolosi (i "bacilli resistenti") e quindi dovranno essere
ammazzati per evitare un successivo "contagio".


Tu scrivi:


> Annientamento degli ebrei significa sconfitta non necessariamente
> sterminio.

Questa è veramente comica ed è pure smentita dai nazisti stessi.

Primo. Himmler dice testualmente: "Ich meine die Judenevakuierung, die
Ausrottung des jüdischen Volkes." [Sto perlando dell'evacuazione degli
ebrei, dello sterminio del popolo ebraico]. Se ascolti bene, c'è pure una
pausa prima della parola "Ausrottung" (sterminio), a significare la ricerca
da parte di Himmler del termine più adatto, che ovviamente deve essere
esplicativo della parola "evacuazione degli ebrei" (Judenevakuierung).

Secondo: ti dirò di più. L'Obergruppenfuehrer-SS Oswald Pohl - presente quel
giorno - disse che tutti capirono che Himmler ivi descrisse il piano dello
sterminio già in atto. Nessuno capì diversamente. Forse tu, caro Artamano,
hai una risposta anche per questo? Forse Pohl si era convertito al
giudeo/bolscevismo? O forse tu su questo argomento vuoi dimostrarti "più
nazista dei nazisti stessi"?

Il tuo sproloquio così continua:


> ALLA FINE DELLA GUERRA GLI EBREI ERANO ANCORA VIVI.
> L'olocausto non ci fu perchè le perdite annunciate non ci sono state.E
meno
> male.

Benissimo!! Se fosse così non saremmo tutti più contenti?

E allora perché non fare una verifica facile facile?

Prendi il libro di Liliana Picciotto Fargion ("Il libro della memoria"). Lì
troverai nome e cognome degli ebrei deportati dall'Italia e dalle Isole
Egee. Lì troverai che (vado a memoria) oltre il 90% di loro non tornò.
Prendi i singoli nominativi di questi disgraziati e dimostra quello che
dici!! Prendi i vari Levi, Coen, Ancona ecc.ecc. e di' a tutti: "Mario
Ancona è andato in Sudamerica; Raffaele Coen è a Tel Aviv ecc.ecc.".

In mancanza di questa tua dimostrazione, potremo dire che le tue sono le
semplici farneticazioni di una persona che se ne infischia di una
qualsivoglia dimostrazione storiografica e che invece scrive sull'NG per
puri motivi ideologici?

Dimostra quello che dici!

> >Ma non è finita. Potresti dire a me e a tutti come si sviluppò questo
piano
> >(Aktion T4) che - secondo te - fu annunciato da Hitler? Con che mezzi,
con
> >che sistemi di uccisione, in che tempi, con quante vittime?
>
> Non lo ricordo con precisione,ma credo fossero create commissioni mediche
> che giudicassero i casi presentati dai medici di tutto il paese.
> Si trattava più che altro di eutanasia.

Balle, balle, balle!!! L'unico barlume di verità - volendo essere
magnanimi - è che "non ricordi con precisione". Mai sentito parlare dell'uso
dei gas per sopprimere quei disgraziati? Mai sentito parlare dei camion con
i tubi di scappamento collegati al rimorchio? Tutto dimostrato, tutto
riconosciuto dagli stessi nazisti che parteciparono alle operazioni (vedi
p.es. "In quelle tenebre" di Gitta Sereny).

> In data 5 settembre 1939 - due giorni dopo la dichiarazione di guerra
> dell'Inghilterra e della Francia alla Germania - Chaim Weizmann,
presidente
> dell'Agenzia ebraica, scrisse a Chamberlain, primo ministro inglese, una
> lettera nella quale lo informava: "Noi ebrei siamo al fianco della Gran
> Bretagna e combatteremo per la Democrazia". E precisava: "I rappresentanti
> degli ebrei sono pronti a firmare immediatamente un accordo per permettere
> l'utilizzo di tutte le loro forze in uomini, delle loro tecniche, dei loro
> aiuto materiale e di tutte le loro capacità".
> Pubblicata nel "Jewish Chronicle" dell'8 settembre 1939, questa lettera
> costituì un'autentica dichiarazione di guerra dei mondo ebraico alla
> Germania e pose il problema dell'internamento di tutti gli ebrei tedeschi
> nei campi di concentramento come "fuorusciti di un popolo in stato di
guerra
> con la Germania".

Proprio qui volevo che arrivassi.

Noto di passata che hai operato un bel copia/incolla dal libro negazionista
di Garaudy senza nemmeno citarlo (ma tu qualchefrase tua tua tua ce l'hai o
ripeti sempre tutto a pappagallo?). Comunque sia, questa è la "giustifica"
classica dei negazionisti.

Il loro schema logico è il seguente:

1. Gli ebrei mondiali hanno dichiarato guerra alla Germania
2. In quanto emici sono stati quindi gentilmente trasferiti dai tedeschi nei
campi dell'est Europa
3. Alla fine della guerra sono sopravvissuti e dispersi in vari paesi
(stranamente, non quelli di origine)

Non sto nemmenno a contrastare tale visione paranoico/ideologica. Noto che
in tutto ciò non c'è traccia dell'antisemitismo tedesco, delle persecuzioni
subite *prima* della guerra, della Kristallnacht, delle leggi razziali. Del
resto, l'inversione nei ruoli fra aggressore e vittima, laddove si vuole
dare il secondo ruolo alla Germania hitleriana era già contenuto negli
stessi discorsi farneticanti del Fuehrer.

Conclusione: le persone come Artamano non fanno altro che riprenderle paro
paro, docili come agnellini ma ordinati e compatti come le falangi dei
"Freiwillige", l'espresso ordine del Fuehrer (sempre tratto dal suo
"Testamento politico" - 2 aprile 1945):
"Quale consiglio possiamo dare, allora, quali norme di comportamento
possiamo raccomandare a coloro che sopravviveranno con lo spirito senza
macchia e il cuore indomito? Battuto, lasciato solo a cercare la salvezza,
isolato come una sentinella nelle cupe tenebre della notte, il popolo
tedesco dovrà fare spontaneamente tutto il possibile per rispettare le leggi
razziali che noi gli abbiamo dato. In un mondo che va diventando sempre piú
. perverso a causa del virus ebraico, un popolo rimasto immune a tale virus
deve, alla lunga, riemergere alla supremazia. Da questo punto di vista, il
Nazionalsocialismo può a buon diritto pretendere l'eterna gratitudine del
popolo per avere eliminato gli ebrei dalla Germania e dall'Europa Centrale."

Se permetti, caro Artamano, io non mi associo alla stessa gratitudine.

Studia!!

Gigi

artamano

unread,
May 11, 2002, 6:31:24 PM5/11/02
to

> E;' una vecchia favoletta per i gonzi che ci vogliono credere, siete Voi
>che rifiutate a priori la verita'. E' trovo giusto sia il reato d'opinione
>per l'olocausto sia quello meno applicato per l'apologia del fascismo.


Il fatto che una presunta verità storica sia difesa con il reato
d'opinione,cioè con la violenza di Stato èLA MIGLIORE DIMOSTRAZIONE CHE
E'FALSA.
Infatti sull'argomento olocausto non possiamo sapere altro che
testimonianze,sia a favore che contro.Ma il fatto che gli storiografia
ufficiale abbia avuto necessità di puntellarsi con metodi fascisti ci
fornisce una dimostrazione diretta e verificabile della sua disonestà.


>I crimini dei vincitori ? Le risulta che sono stati i vincitori come li
>chiama Lei ad attaccare e a scatenare guerre di sterminio ? Inoltre se
>vogliamo parlare, dobbiamo aggiungere pure il trattamento riservato agli
>slavi, in special modo ai russi, dobbiamo parlare dei bambini gettati per
>aria e fatti al tiro al segno in Italia, o a quelli infornati vivi a Oradur
>in francia, dobbiamo parlare di Lidice, dobbiamo parlare dei lumi in pelle
>umana fatti dalla Ilse Kock, ci sono i filmati del processo, se vogliamo
>parlare parliamo.


tutti miti senza il minimo fondamento di prova.Racconti dell'orrore senza
verifica medico-legale.Nella Greuelpropaganda rientrava anche il "sapone
umano" che lo stesso direttore del Museo dell'Olocausto israeliano, Shmuel
Krakowski, definì nel 1990 accusa assolutamente priva di fondamento.
Analogamente per i pretesi "paralumi di pelle umana": nel 1948 il generale
Lucius Clay, governatore militare americano della Germania occupata, inviò
tutti i manufatti di "pelle umana" ad un laboratorio specializzato,
richiedendo le opportune analisi ed un'accurata relazione. Il risultato fu:
pelle di capra.
(Cfr: C. Mattogno: Olocausto: dilettanti allo sbaraglio, p. 263; )


>Veramente Lui si vantava di averli mandati a morire. Come facevano ad
essere
>Vivi ?, erano risorti ? Si tratta delle dichiarazioni di uno dei principali
>responsabili di quello che era accaduto.


e io ripeto:dove sono quei morti ?
Dove sono i censimenti che dimostrano stragi di milioni di persone ?


>Ma lasci perdere, io mi attengo non ai verbali resi alla polizia, ma a
>quelli del processo. E poi non potete confutare un bel niente, e le spiego
>pure il perche', basta prendere la lista delle persone passate per
>Auschiwitz e poi osservare che il movimento termina li'. Furono trovate
>montagne di occhiali, di scarpe ? Avevavo tutti ritrovato la vista ? Le
>camere a gas che c'erano a che servivano allora ?

le camere a gas no potevano funzionare. Il rapporto Leuchter ha il merito
di aver aperto un nuovo campo d'indagine, ma esso è ormai superato; la
"prova chimica" revisionista per eccellenza è la perizia sulla formazione e
sulla rilevabilità di composti di cianuro nelle "camere a gas" di Auschwitz
del chimico tedesco Germar Rudolf che ha studiato scientificamente tutti i
problemi chimici e tecnici fondamentali connessi con le presunte camere a
gas omicide (sistema costruttivo degli impianti di disinfestazione ad acido
cianidrico, formazione e stabilità del ferrocianuro ferrico, influenza dei
vari materiali costruttivi, tossicologia dell'acido cianidrico,
caratteristica di vaporizzazione dello Zyklon B, analisi critica delle
testimoninze basata, tra l'altro, sullo studio della diffusione dell'acido
cianidrico nei locali, delle possibilità di ventilazione delle "camere, a
gas", della capacità dei filtri delle maschere antigas); egli ha inoltre
eseguito una serie di prelievi elle camere di disinfestazione e nelle
presunte "camere a gas" omicide di Birkenau e ha anche effettuato
esperimenti di gassazione di materiale murario; infine ha confutato sul
piano chimico le obiezioni dei personaggi più importanti (Pressac, Wegner,
Wellers,Jagschitz, Fleming, nonché le perizie di Cracovia del 1945 e del
1990) mosse al Rapporto Leuchter"; "Le analisi chimiche dei campioni
prelevati" da Germar Rudolf nel 1991 "hanno indicato un contenuto massimo di
cianuridi 13.500 mgl/kg nella camera a gas di disinfestazione del BW 5b e un
contenuto massimo di 7,2 mgl/kg nelle presunte camere a gas omicide
(crematorio II)" (C. Mattogno, Intervista sull'Olocausto, Ar, Padova, pp.
39-40).
Le vessazioni cui è stato successivamente sottoposto Germar Rudolf
richiederebbero un articolo a parte. Rudolf, mentre lavorava presso il
prestigioso Istituto Max Planck di Stoccarda, aveva eseguito le analisi di
cui sopra consegnando la perizia chimica all'avvocato difensore del generale
Otto Ernst Remer, sottoposto a procedimento giudiziario perché aveva scritto
che non credeva nell'esistenza delle camere a gas nella Germania
nazionalsocialista. Il giudice non accettò la perizia. Il generale Remer
fu condannato a 22 mesi di carcere. Egli fece pubblicare la perizia nel
1993, aggiungendovi una prefazione ed una postfazione (nulla di criminale:
segnalava che la perizia era stata rifiutata dal giudice ed altro di quel
tenore). Per tale pubblicazione Rudolf fu condannato.
Nel frattempo anche l'università di Stoccarda rifiuta di fissare la data
dell'esame di laurea per Rudolf. Iniziano le persecuzioni poliziesche: gli
viene confiscata la corrispondenza, viene aperto contro di lui un
procedimento giudiziario con giudici che subiscono fortissime pressioni
esterne: da giudici di altri tribunali, da professori universitari di altri
istituti, da membri del parlamento. Il governo di Tel Aviv preme per aver
accesso al suo archivio. Rudolf decide di lasciare la RFT, e da allora è in
esilio. Sua moglie, che non è riuscita a integrarsi in un paese di diversa
cultura e linguaggio, ha chiesto il divorzio ed è tornata a Stoccarda
portandosi appresso i figlioli.
Vedi: The Scientist and the Gas Chambery / Lo scienziato e le camere a gas,
intervista audio di Michael A. Hoffman II a Germar Rudolf, 1999, Revisionist
History, Coeur d'Alene, Idaho, USA.. Un altro indice dei cambiamento di
clima è il recente articolo di prima pagina "Pericolo nel negare
l'Olocausto? nel Los Angeles Times. Per la prima volta in assoluto, un
quotidiano, fra i maggiori in USA, porta in primo piano la notizia che in
Francia, in Germania ed in altri paesi europei, degli studiosi vengono
incarcerati, multati e forzati all'esilio per aver contestato la storia
dell'Olocausto stabilita/ordinata dal governo. Nel lungo articolo dei 7
gennaio 2000 Kim Murphy inizia citando la persecuzione del giovane chimico
tedesco Germar Rudolf, concludendo - sulla base di un dettagliato esame
effettuato in loco - che nessuno fu ucciso, o avrebbe potuto essere ucciso,
nelle pretese camere a gas di Auschwitz e Birkenau. Non pochi lettori
certamente si son chiesti: che genere di "verità storica" è mai questa che
dev'essere protetta da un'armatura di polizia, di procedimenti penali, di
ammende e di incarcerazioni? ... La lobby ebraica non perse tempo attaccando
furiosamente sia il Los Angeles Times che Murphy per questo articolo
definito "immorale".

>Ci fu, era pianificato perfino lo sfruttamento dei cadaveri post-mortem.
Una
>cosa orrenda. Ci fu talmente che alcuni dei peggiori figuri del genere
umano
>si diedero agli esperimenti medici sui bambini, sui gemelli, facendo loro
>iniezioni negli occhi per vedere se cambiavano di colore, oppure ad
amputare
>senza anestesia solo per studiare la reazione umana al dolore. Io non
riesco
>a compredere allora dove sono finiti l milioni di persone scomparse con la
>guerra. Ditemi dove stanno. E poi il nazismo non e' stato solo l'olocausto,
>ma e' stato anche altro contro altri popoli.

Quando noi sentiamo i giornali e le televisioni parlare di 6 000 000 di


Ebrei uccisi nei campi di sterminio non ci viene mai indicata la fonte di
questa cifra. Ebbene la fonte é solo una ed é l'Enciclopedia Ebraica dove il

>Gia'. Strano che chi ha tanto invocato la pioggia, poi si lamenta se arriva
>il diluvio. I russi avevano avuto 20 milioni di morti, un paese distrutto,
i
>prigionieri che venivano utilizzati per gli esperimenti medici, dovevano
>far finta di nulla, ed essere magnanimi. Vero ? Cosa dicono i revisionisti
>circa gli esperimenti medici ? Falsi anche quelli ? Questa guerra tedesca
>pero' colpiva a milioni i civili ? come mai ?


tutte le guerre colpiscono i civili.Ma se è un crimine lo deve essere anche
per i vincitori.E per i loro regimi politici.


>Secondo me siete poco inclini al ragionamento, non basta dire avevano
perso,
>hanno avuto anzitutto un processo, cosa che loro nemmeno meritavano, poi
>dimentica che si era nel 1951, in piena guerra fredda, le Germanie come
>stati sovrani erano gia' nate, gli americani per nutrire i tedeschi a
>Berlino avevano perso decine di aerei con relativi aviatori, e la sua
>risposta e' tutta qui ? Perche' proprio loro, se poi si sacrificavano gli
>aerei per nutrire Berlino ?


solo perchè il popolo tedesco e sopratutto il regime imposto dai vincitori
erano da difendere in quanto servitori indispensabili.Nessuna delle due
Germanie è mai stata uno Stato sovrano. Nessun trattato di pace lo prevede.

artamano

unread,
May 11, 2002, 6:31:27 PM5/11/02
to

>Guarda, Artamano: ho qui davanti a me il Mein Kampf. Mi dici a che pagina
>devo cercare quanto tu affermi?
>L'obiettivo che mi propongo è il seguente: dimostrare che le espressioni
>utilizzate da Hitler nei confronti degli handicappati, dei malati terminali
>e degli asociali erano molto meno dirette e dure rispetto alle espressioni
>utilizzatenei confronti degli ebrei, per cui se tu nel Mein Kampf vedi la
>pianificazione dello sterminio dei primi, a maggior ragione vedrai la
>pianificazione dello sterminio dei secondi. [NDR: La mia idea invece è
che -
>come riconoscono gli storici - la pianificazione dello sterminio fu un'idea
>sviluppatasi nel tempo].


sillogismo del tutto infondati.Perchè l'eliminazione degli handicappati
incurabili ci fu.Lo sterminio degli ebrei no.E le statistiche sulle
popolazioni prima e dopo la guerra lo dimostrano.


>Molto semplicemente: gli ebrei saranno sfruttati alla morte; i rimanenti
>sono i più pericolosi (i "bacilli resistenti") e quindi dovranno essere
>ammazzati per evitare un successivo "contagio".


nessuna prova dimostra che l'annientamento dell'ebraismo consisteva nello
sterminio fisico degli ebrei.Ed è solo una tua interpretazione quella che
pretende di vedere volontà genocida in parole che non la specificano
direttamente.

>
>Tu scrivi:
>> Annientamento degli ebrei significa sconfitta non necessariamente
>> sterminio.
>
>Questa è veramente comica ed è pure smentita dai nazisti stessi.
>
>Primo. Himmler dice testualmente: "Ich meine die Judenevakuierung, die
>Ausrottung des jüdischen Volkes." [Sto perlando dell'evacuazione degli
>ebrei, dello sterminio del popolo ebraico]. Se ascolti bene, c'è pure una
>pausa prima della parola "Ausrottung" (sterminio), a significare la ricerca
>da parte di Himmler del termine più adatto, che ovviamente deve essere
>esplicativo della parola "evacuazione degli ebrei" (Judenevakuierung).


No,si tratta di interpretazioni false e tendenziose. I tedeschi, per
esprimere la loro decisione di cacciare gli ebrei fuori da quello che essi
chiamavano il loro spazio vitale, irnpiegarono più volentieri altre
espressioni con lo stesso senso, come Auschaltung (esclusione, evizione,
eliminazione) o, soprattutto, Ausrottung (estirpazione, sradicamento).
Quest'ultima parola è stata tradotta con sterminio che in tedesco si dice
invece Vernichtung. Esempio: a Posen il 4 ottobre 1943 Himmler disse agli
Obergruppenfuehrer (generali di divisione delle Waffen SS): «Ich meine jetz
die Judenevakuierung, die Ausrottung des judischen Volkes [... I. Das
judische Volk wird ausgerotten», ecc. Precisando il suo pensiero nella
frase seguente, egli usò la parola Auschaltung (Trial of the Major War
Criminals, cit., XXIX, PS 1919, p. 145). Letteralmente: «lo penso ora
all'evacuazione degli ebrei, all'estirpazione del popolo ebraico». Ma nel
Dossier Eichmann Billig traduce: «lo intendo, con ciò, l'evacuazione degli
ebrei, lo sterminio del popolo ebraico» (p. 55) e «evacuazione degli ebrei,
vale a dire sterminio» (p. 47).
Altro esempio:
In una nota del 16 dicembre 1941 Rosenberg, a proposito di uno dei suoi
incontri con Hitler (Trial of the Major War Criminals, cit., XXVII, PS 1517,
p. 270) usa l'espressione «Ausrottung des Judentum», Nell'udienza del 17
aprile 1946 l'avvocato generale americano Dodd tradusse «sterminio degli
ebrei» (op. cit., XI, p. 562). Rosenberg protestò invano. Ma, nei discorsi
dei nazisti, l'espressione «Ausrottung des Christentums», che appare spesso,
è tradotta ogni volta con «estirpazione del cristianesimo dalla cultura
tedesca» (cfr «Revue d'Histoire de la seconde guerre mondiale», 1 ottobre
1958, p. 62). La parola Ausrottung significherebbe sterminio solo quando si
tratta di ebraismo (Judentum) o di popolo ebraico (das judische Volk).

>Secondo: ti dirò di più. L'Obergruppenfuehrer-SS Oswald Pohl - presente
quel
>giorno - disse che tutti capirono che Himmler ivi descrisse il piano dello
>sterminio già in atto. Nessuno capì diversamente. Forse tu, caro Artamano,
>hai una risposta anche per questo? Forse Pohl si era convertito al
>giudeo/bolscevismo? O forse tu su questo argomento vuoi dimostrarti "più
>nazista dei nazisti stessi"?


no,semplicemente so che quello che tu dici è falso perchè si tratta di
traduzioni sbagliate.


>Prendi il libro di Liliana Picciotto Fargion ("Il libro della memoria"). Lì
>troverai nome e cognome degli ebrei deportati dall'Italia e dalle Isole
>Egee. Lì troverai che (vado a memoria) oltre il 90% di loro non tornò.
>Prendi i singoli nominativi di questi disgraziati e dimostra quello che
>dici!! Prendi i vari Levi, Coen, Ancona ecc.ecc. e di' a tutti: "Mario
>Ancona è andato in Sudamerica; Raffaele Coen è a Tel Aviv ecc.ecc.".


Non c'è bisogno.Nessuno nega che le vittime ebraiche furono numerose.Penso
che si aggirino sul 5-10 % della popolazione ebraica europea.Perdite elevate
se si pensa che l'Italia perse poco più dell1% della sua popolazione.
Quello che si contesta è la volontà di sterminio pianificata e i sei milioni
di morti.

>In mancanza di questa tua dimostrazione, potremo dire che le tue sono le
>semplici farneticazioni di una persona che se ne infischia di una
>qualsivoglia dimostrazione storiografica e che invece scrive sull'NG per
>puri motivi ideologici?


stesse accuse che potrei rivolgere contro di te.

>Balle, balle, balle!!! L'unico barlume di verità - volendo essere
>magnanimi - è che "non ricordi con precisione". Mai sentito parlare
dell'uso
>dei gas per sopprimere quei disgraziati? Mai sentito parlare dei camion con
>i tubi di scappamento collegati al rimorchio? Tutto dimostrato, tutto
>riconosciuto dagli stessi nazisti che parteciparono alle operazioni (vedi
>p.es. "In quelle tenebre" di Gitta Sereny).


Figurati se non ne ho mai sentito parlare ! La storia dello sterminio con
vere e proprie "camere a gas mobili" costituite da camion, nei quali
migliaia di persone sarebbero state uccise, grazie all'orientamento verso
l'interno del tubo di scappamento, è stata diffusa tra l'opinione pubblica
occidentale per la prima volta dal "New York Times" del 16 luglio 1943, p. 7
(prima di allora il tema era stato sviluppato solo sulla stampa sovietica).
Anche in questo caso l'arma del crimine (le centinaia o migliaia di camion
attrezzati per questi omicidi) è scomparsa. Nemmeno uno solo di essi ha
potuto essere prodotto in alcun processo come corpo del reato. Si può anche
notare che, se il piano di "sterminio" doveva restare un "segreto" assoluto,
come dice Hoess, sarebbe strano che lo si fosse comunicato a migliaia di
autisti e ai loro assistenti funebri i quali dovevano prendere in consegna
le vittime (senza ordine di missione), facendone sparire magicamente i
cadaveri e restando unici depositari del "terribile segreto".

>Proprio qui volevo che arrivassi.
>
>Noto di passata che hai operato un bel copia/incolla dal libro negazionista
>di Garaudy senza nemmeno citarlo (ma tu qualchefrase tua tua tua ce l'hai o
>ripeti sempre tutto a pappagallo?). Comunque sia, questa è la "giustifica"
>classica dei negazionisti.
>Il loro schema logico è il seguente:
>1. Gli ebrei mondiali hanno dichiarato guerra alla Germania
>2. In quanto emici sono stati quindi gentilmente trasferiti dai tedeschi
nei
>campi dell'est Europa
>3. Alla fine della guerra sono sopravvissuti e dispersi in vari paesi
>(stranamente, non quelli di origine)
>Non sto nemmenno a contrastare tale visione paranoico/ideologica. Noto che
>in tutto ciò non c'è traccia dell'antisemitismo tedesco, delle persecuzioni
>subite *prima* della guerra, della Kristallnacht, delle leggi razziali. Del
>resto, l'inversione nei ruoli fra aggressore e vittima, laddove si vuole
>dare il secondo ruolo alla Germania hitleriana era già contenuto negli
>stessi discorsi farneticanti del Fuehrer.

tutto stà a come si giudicano gli ebrei.Se li si considera un popolo allora
lo sono sia in bene che in male. E la loro cultura prevede sia il concetto
di elezione che quello di promessa.Elezione significa superiorità rispetto
agli altri esseri umani. La promessa riguarda quella fatta dal loro dio sul
dominio del mondo.
Un popolo che vuole dominare il mondo non può lamentarsi delle perdite ne
chiedere pietà alle vittime.

Luigi Miragliuolo

unread,
May 12, 2002, 6:36:11 AM5/12/02
to

"artamano" <arta...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:0ZgD8.48333$zW3.6...@news1.tin.it...
>
>
> > ........................... trovo giusto sia il reato d'opinione

> >per l'olocausto sia quello meno applicato per l'apologia del fascismo.
>
>
> Il fatto che una presunta verità storica sia difesa con il reato
> d'opinione,cioè con la violenza di Stato èLA MIGLIORE DIMOSTRAZIONE CHE
> E'FALSA.
> Infatti sull'argomento olocausto non possiamo sapere altro che
> testimonianze,sia a favore che contro.

e' il minimo che si possa fare, se non altro per rispetto di quelle persone
che non possono essere lasciate a morire 2 volte. comico giocare a fare
l'antifascista con quel nickname !

>
> >I crimini dei vincitori ? Le risulta che sono stati i vincitori come li
> >chiama Lei ad attaccare e a scatenare guerre di sterminio ? Inoltre se
> >vogliamo parlare, dobbiamo aggiungere pure il trattamento riservato agli
> >slavi, in special modo ai russi, dobbiamo parlare dei bambini gettati per
> >aria e fatti al tiro al segno in Italia, o a quelli infornati vivi a
Oradur
> >in francia, dobbiamo parlare di Lidice, dobbiamo parlare dei lumi in
pelle
> >umana fatti dalla Ilse Kock, ci sono i filmati del processo, se vogliamo
> >parlare parliamo.
>
>
> tutti miti senza il minimo fondamento di prova.

veramente ?. Provi a dare un'occhiata alla lista delle vittime di Marzabotto
o di Sant'Anna di Stazzema, mi parli di Meina, e mi dica come mai non e'
tornato quasi nessuno degli ebrei deportati a roma nel 43 ? Si sono
inventate le liste ? strano, kappler dice che che era tutto vero. Anche
Kappler ha mentito ?


............... richiedendo le opportune analisi ed un'accurata relazione.


Il risultato fu:
> pelle di capra.
> (Cfr: C. Mattogno: Olocausto: dilettanti allo sbaraglio, p. 263; )

Il Mattogno che ha scritto questa stronzata non ha detto che a Norimberga
furono mostrate sempre ad opera della Kock e di altri, anche teste umane
trattate a soprammobili ? Erano capre anche quelle ? E le testimonianze rese
ai processi dai medici stessi ? Vada a leggersi un libro serio, provi con
William Shirer, da pag. 1485 a pag. 1501 di "Storia del III Reich" -
Einaudi, cosi' forse di fa un'idea, ma ho dei dubbi sulla sua
predisposizione mentale.

> >Veramente Lui si vantava di averli mandati a morire. Come facevano ad
> essere
> >Vivi ?, erano risorti ? Si tratta delle dichiarazioni di uno dei
principali
> >responsabili di quello che era accaduto.

>
> e io ripeto:dove sono quei morti ?
> Dove sono i censimenti che dimostrano stragi di milioni di persone ?

Li chieda ad Eichmann, lui sapeva dove li aveva mandati. I censimenti sono
nella scomparsa delle persone finite nei "camini", sono nei fogli di
trasferimentro ai campi che l'organizzazione tedesca minuziosamente
annotava, e finivano tutti li, chissa' perche' vero ? Guardi il fuilm sul
processo Eichmann, e poi viene qui a discutere. Con quello che usa Lei ci fa
nulla.
si e' chiesto perche' KaltenBrunner al processo voleva far credere di non
essere mai stato ad auschwitz ? Se non funzionavano le camere a gas perche'
negare la propria presenza ? come mai "Gestapo" Muller se l'e' squagliata ?
lo cercava il marito dell'amante ?


> ............. Furono trovate


> >montagne di occhiali, di scarpe ? Avevavo tutti ritrovato la vista ? Le
> >camere a gas che c'erano a che servivano allora ?
>
> le camere a gas no potevano funzionare.

No ? Allora ne dobbiano dedurre che le avevano costruite in giro per tutta
l'europa solo per esercitazione ? Cosi tanto per passare il tempo, facevano
camere a gas, che dicono a riguardo i suoi studiosi ? E nel mare di cazzate
che ha postato, non mi ha detto delle montagne di occhiali, dei milioni di
scarpe, dei denti depositati alla REICHBANK, come mai non ne parla ? I suoi
libri nulla e questo la sapevamo, ma Lei a riguardo che risposta si e' data
?

> >Ci fu, era pianificato perfino lo sfruttamento dei cadaveri post-mortem.
> Una
> >cosa orrenda. Ci fu talmente che alcuni dei peggiori figuri del genere
> umano
> >si diedero agli esperimenti medici sui bambini, sui gemelli, facendo loro
> >iniezioni negli occhi per vedere se cambiavano di colore, oppure ad
> amputare
> >senza anestesia solo per studiare la reazione umana al dolore. Io non
> riesco
> >a compredere allora dove sono finiti l milioni di persone scomparse con
la
> >guerra. Ditemi dove stanno. E poi il nazismo non e' stato solo
l'olocausto,
> >ma e' stato anche altro contro altri popoli.
>
>
>
> Quando noi sentiamo i giornali e le televisioni parlare di 6 000 000 di
> Ebrei uccisi nei campi di sterminio non ci viene mai indicata la fonte di
> questa cifra. Ebbene la fonte é solo una ed é l'Enciclopedia Ebraica dove
il
> totale e di 5.820.960. Adesso, io sicuramente non sono uno

storico..............

Di questo me ne ero accorto da solo, pero' manca sempre la risposta, lei
sembra un disco rotto, l'intimita' della mia domanda era circa l'essenza
criminale del nazismo poiche' la politica di sterminio non fu attuata solo
contro gli ebrei, ma anche contro altri popoli o minoranze, e Lei come al
solito, scrive una mare di cazzate, ma non risponde.

> >Gia'. Strano che chi ha tanto invocato la pioggia, poi si lamenta se
arriva
> >il diluvio. I russi avevano avuto 20 milioni di morti, un paese
distrutto,
> i
> >prigionieri che venivano utilizzati per gli esperimenti medici, dovevano
> >far finta di nulla, ed essere magnanimi. Vero ? Cosa dicono i
revisionisti
> >circa gli esperimenti medici ? Falsi anche quelli ? Questa guerra
tedesca
> >pero' colpiva a milioni i civili ? come mai ?
>
>
> tutte le guerre colpiscono i civili.Ma se è un crimine lo deve essere
anche
> per i vincitori.E per i loro regimi politici.

Certo, pero' non era mai accaduto che un paese, importante come la Germania
per altro, scatenasse una guerra di sterminio a danno di altri popoli. Ha
mai letto le direttive di "BARBAROSSA" ? Ha mai sentito parlare del decreto
della pallottola ? E del "trattamento speciale" che mi dice ? si trattava
per caso di una vacanza di 7 giorni nella Parigi occupata tutto spesata
dalle SS ? si e' mai chiesto perche' i tedeschi avevano terrore dell'arrivo
dei russi in Germania ?


.............................Perche' proprio loro, se poi si sacrificavano


gli
> >aerei per nutrire Berlino ?
>
>
> solo perchè il popolo tedesco e sopratutto il regime imposto dai vincitori
> erano da difendere in quanto servitori indispensabili.Nessuna delle due
> Germanie è mai stata uno Stato sovrano. Nessun trattato di pace lo
prevede.

Si e' accorto che entrambi i paesi avevano un seggio all'ONU ? E' noto
infatti che la Germania Occidentale e' stato un paese di morti di fame e non
la locomotiva dello sviluppo europeo culminato nell'Euro e che gli alleati
si facevano pagare le tasse di occupazione oltre a requisire tutto il
requisibile, e a pianificare che i tedeschi non dovevano avere una
scolarita' superiore a quella elementare, vero ? Chissa' perche' mandavano a
morire i propri soldati per nutrire i berlinesi. Valli a capire questi
americani.


>
>
>


Luigi Vianelli

unread,
May 12, 2002, 3:35:07 PM5/12/02
to
"artamano"

> >Guarda, Artamano: ho qui davanti a me il Mein Kampf. Mi dici a che pagina

> >devo cercare quanto tu affermi?[cut]
>
> sillogismo del tutto infondati.Perchč l'eliminazione degli handicappati
> incurabili ci fu.Lo sterminio degli ebrei no. [cut]

Affrontiamo una questione alla volta, e vedrai che ci troveremo meglio.

Primo: tu hai scritto che Hitler nel "Mein Kampf" (1925) annunciň la
pianificazione dello sterminio degli handicappati. Per favore, citare pagina
e brano in cui Hitler dice ciň. Una buona volta deciditi: sei capace di
trovare questo benedetto passaggio o te lo sei inventato di sana pianta?

Secondo: parliamo pure delle parole tedesche. Tu dici che la parola
"Austottung" utilizzata da Himmler non vuole dire "sterminio". Questo č un
noto ragionamento da "negazionista puro": Himmler parla dell'evacuazione del
popolo ebraico ("Judenevacuierung"), poi si ferma un attimo e vuole
precisare che cosa sia questa "evacuazione": č lo "sterminio"
("Ausrottung"). Ma il negazionista - evidentemente spiazzato da queste
parole - allora deve perdersi e far perdere il lettore nella
micro/pseudosemantica.

Ripeto: chi era presente al discorso testimoniň che di "sterminio" voleva
parlare Himmler, tanto piů che nelle frasi immediatamente successive il
Reichsfuehrer-SS parlň del fatto che tutti i presenti erano indicati per
questa bisogna, essendo avvezzi a vedere dieci, cento, mille cadaveri ("Von
Euch werden die meisten wissen, was es heisst, wenn 100 Leichen beisammen
liegen, wenn 500 daliegen oder wenn 1000 daliegen.") . Il particolare -
ovviamente per tutti, tranne che per te - č in connessione con le frasi
precedenti

Oltre che Oswald Pohl, anche Hoess (comandante ad Auschwitz) cosě depose:
"Die "Endloesung" der juedischen Frage bedeutete die vollstaendige
Ausrottung aller Juden in Europa." (La "soluzione finale" del problema
ebraico significava lo sterminio totale degli ebrei in Europa). Ricordo che
qui stiamo discutendo di che cosa significa la parola "Ausrottung" in
tedesco. Per i nazisti allora presenti č lampante che significň "sterminio".

Dirň di piů: visto il can can negazionista , pensate che addirittura fu
richiesto a suo tempo un parere ad un linguista tedesco purosangue (Juergen
Pelzer, Associate Professor of German, M.A., University of Constance; Ph.D.,
University of Wisconsin). Questo parere fu presentato all'interno
dell'articolo del dr. Michael Shermer "Proving the Holocaust: The Refutation
of Revisionism & the Restoration of History," in "Skeptic", Vol. 2, No. 4,
Altadena, California, June, 1994. Scommetto che Artamano immagina che cosa
disse Pelzer: "ausrotten means exterminate" ("ausrotten significa
sterminare").

Sapete allora che cosa dicono i negazionisti? Che il verbo "ausrotten" ha
cambiato significato dal 1942 al 1994!!!!

Certo: gli stessi negazionisti non sanno spiegare perché - a puro titolo
d'esempio - fra il dr. Grawitz e il dr. Brandt (entrambi ufficiali delle SS,
e il primo pure medico), nel 1940 parlavano di "ausrotten" i bacilli di TBC
dai malati. Forse volevano "trasferirli in altro luogo"?

O forse č vera la cosa piů semplice, e cioč che dobbiamo credere a Hitler e
Himmler quando parlavano di "sterminio/eliminazione" degli ebrei in senso
fisico, dobbiamo credere a Pohl e Hoess che cosě allora li intesero,
dobbiamo credere ai linguisti tedeschi che confermano il significato, e
dobbiamo infine credere a Hitler, quando se ne vanta nel suo testamento?

Oltre a ciň, devo dire che non hai compreso bene il senso di ciň che ho
citato.

>Secondo: ti dirň di piů. L'Obergruppenfuehrer-SS Oswald Pohl - presente


> quel
> >giorno - disse che tutti capirono che Himmler ivi descrisse il piano
dello

> >sterminio giŕ in atto. Nessuno capě diversamente. Forse tu, caro


Artamano,
> >hai una risposta anche per questo? Forse Pohl si era convertito al

> >giudeo/bolscevismo? O forse tu su questo argomento vuoi dimostrarti "piů


> >nazista dei nazisti stessi"?

Tu cosě rispondi:

> no,semplicemente so che quello che tu dici č falso perchč si tratta di
> traduzioni sbagliate.

Ma Pohl disse ciň *dopo* la guerra. A domanda precisa rispose: "Dal discorso
di Posen compresi la portata dello sterminio degli ebrei europei".

Non si tratta di *traduzione*, ma di *testimonianza*. Pohl dŕ l'esatta
lettura di ciň che egli capě quel giorno. Tu vuoi invece forse dire che il
significato di "Ausrottung" cambiň quattro volte in quarant'anni?


> >Prendi il libro di Liliana Picciotto Fargion ("Il libro della memoria").


> >troverai nome e cognome degli ebrei deportati dall'Italia e dalle Isole

> >Egee. Lě troverai che (vado a memoria) oltre il 90% di loro non tornň.


> >Prendi i singoli nominativi di questi disgraziati e dimostra quello che
> >dici!! Prendi i vari Levi, Coen, Ancona ecc.ecc. e di' a tutti: "Mario

> >Ancona č andato in Sudamerica; Raffaele Coen č a Tel Aviv ecc.ecc.".
>
> Non c'č bisogno.Nessuno nega che le vittime ebraiche furono numerose.Penso


> che si aggirino sul 5-10 % della popolazione ebraica europea.Perdite
elevate

> se si pensa che l'Italia perse poco piů dell1% della sua popolazione.
> Quello che si contesta č la volontŕ di sterminio pianificata e i sei
milioni
> di morti.

Quindi tu ammetti che il libro della Picciotto Fargion č sostanzialmente
veritiero? Sarebbe giŕ un bel fatto avanti. Esprimiti chiaramente, please:
hai degli elementi per contestare storiograficamente il libro della Fargion?

> Figurati se non ne ho mai sentito parlare ! La storia dello sterminio con
> vere e proprie "camere a gas mobili" costituite da camion, nei quali
> migliaia di persone sarebbero state uccise, grazie all'orientamento verso

> l'interno del tubo di scappamento, č stata diffusa tra l'opinione pubblica


> occidentale per la prima volta dal "New York Times" del 16 luglio 1943, p.
7

[cut]

E' inutile che ti sforzi: sono tutte cose confessate dagli stessi autori dei
crimini (Franz Stangl fra tutti). Era forse un po' confuso, oppure mentiva,
oppure ancora non sai di che cosa stiamo parlando?

Oltre a ciň, vedo che fai un po' di confusione:

> Si puň anche


> notare che, se il piano di "sterminio" doveva restare un "segreto"
assoluto,
> come dice Hoess, sarebbe strano che lo si fosse comunicato a migliaia di
> autisti e ai loro assistenti funebri i quali dovevano prendere in consegna
> le vittime (senza ordine di missione), facendone sparire magicamente i
> cadaveri e restando unici depositari del "terribile segreto".

Il "piano di sterminio" di cui stiamo parlando č l' "Aktion T4", che tu
stesso hai riconosciuto come pianificato e realizzato. Ti ripeto la domanda:
com'č che furono uccisi questi disgraziati che tu stesso riconosci furono
uccisi? Rispondi tu: con che mezzi si giunse al risultato? Rispondi tu: dove
sono finite le armi di quel delitto?

Saluti.
Gigi

PS Tu scrivi:

> tutto stŕ a come si giudicano gli ebrei.

Una cosa č chiara a tutti, e cioč come tu giudichi gli ebrei. E giŕ
l'espressione č indicativa della tua predisposizione mentale: "giudicare".

Sei un perfetto caso di scuola di "negazionista", e sugli ebrei usi
espressioni giŕ utilizzate da Adolf Hitler. Anche tu aspiri al tuo personale
Gotterdammerung? Ti sei giŕ costruito un bunker sotterraneo sotto casa?


artamano

unread,
May 12, 2002, 5:46:08 PM5/12/02
to

>e' il minimo che si possa fare, se non altro per rispetto di quelle persone
>che non possono essere lasciate a morire 2 volte. comico giocare a fare
>l'antifascista con quel nickname !


la verità non uccide nessuno.Sono i falsi miti a farlo perchè per essere
sostenuti hanno bisogno di violenza e creano violenza.


>veramente ?. Provi a dare un'occhiata alla lista delle vittime di
Marzabotto
>o di Sant'Anna di Stazzema, mi parli di Meina, e mi dica come mai non e'
>tornato quasi nessuno degli ebrei deportati a roma nel 43 ? Si sono
>inventate le liste ? strano, kappler dice che che era tutto vero. Anche
>Kappler ha mentito ?


sei quasi patetico.Io ti parlo di statistiche mondiali sui milioni di morti
e tu mi parli delle Fosse ardeatine ? Ti sembra che dire che i tedeschi
erano cattivi sia una prova del cosiddetto "olocausto" ?
Sei senza argomenti ?


>Il Mattogno che ha scritto questa stronzata non ha detto che a Norimberga
>furono mostrate sempre ad opera della Kock e di altri, anche teste umane
>trattate a soprammobili ? Erano capre anche quelle ? E le testimonianze
rese
>ai processi dai medici stessi ? Vada a leggersi un libro serio, provi con
>William Shirer, da pag. 1485 a pag. 1501 di "Storia del III Reich" -
>Einaudi, cosi' forse di fa un'idea, ma ho dei dubbi sulla sua
>predisposizione mentale.


io invece ho molti dubbi sulla sua onestà.Da parte di uno che accetta la
storiografia imposta con la violenza e cita i casi più efferati di
propaganda inventata.

>Li chieda ad Eichmann, lui sapeva dove li aveva mandati. I censimenti sono
>nella scomparsa delle persone finite nei "camini", sono nei fogli di
>trasferimentro ai campi che l'organizzazione tedesca minuziosamente
>annotava, e finivano tutti li, chissa' perche' vero ? Guardi il fuilm sul
>processo Eichmann, e poi viene qui a discutere. Con quello che usa Lei ci
fa
>nulla.

No ,sul fatto che gli ebrei venivano deportati non si può dedurre che
venivano sterminati. E non lo chiedo ad Eichmann ma ai difensori del mito.Tu
mi dici che tutto veniva registrato ? E allora dove sono gli elenchi dei sei
milioni di morti ?


>si e' chiesto perche' KaltenBrunner al processo voleva far credere di non
>essere mai stato ad auschwitz ? Se non funzionavano le camere a gas perche'
>negare la propria presenza ? come mai "Gestapo" Muller se l'e' squagliata ?
>lo cercava il marito dell'amante ?


perchè cercavano di pararsi il culo.

>No ? Allora ne dobbiano dedurre che le avevano costruite in giro per tutta
>l'europa solo per esercitazione ? Cosi tanto per passare il tempo,
facevano
>camere a gas, che dicono a riguardo i suoi studiosi ? E nel mare di cazzate
>che ha postato, non mi ha detto delle montagne di occhiali, dei milioni di
>scarpe, dei denti depositati alla REICHBANK, come mai non ne parla ? I suoi
>libri nulla e questo la sapevamo, ma Lei a riguardo che risposta si e' data
>?


Si trattava dei beni dei deportati che venivano requisiti.Cosa che succedeva
in tutti i campi i concentramento mondiali.
Gli edifici che venivano indicati come camere a gas non potevano
semplicemente esserlo dato che non avevano tenuta stagna.


>Di questo me ne ero accorto da solo, pero' manca sempre la risposta, lei
>sembra un disco rotto, l'intimita' della mia domanda era circa l'essenza
>criminale del nazismo poiche' la politica di sterminio non fu attuata solo
>contro gli ebrei, ma anche contro altri popoli o minoranze, e Lei come al
>solito, scrive una mare di cazzate, ma non risponde.


Non ci fu alcuna politica di sterminio.E chi non risponde è lei che non ha
nulla da dire a riguardo dei censimenti della popolazione ebraica e
dell'impossibilità tecnica del funzionamento delle camere a gas.


>Certo, pero' non era mai accaduto che un paese, importante come la Germania
>per altro, scatenasse una guerra di sterminio a danno di altri popoli. Ha
>mai letto le direttive di "BARBAROSSA" ? Ha mai sentito parlare del decreto
>della pallottola ? E del "trattamento speciale" che mi dice ? si trattava
>per caso di una vacanza di 7 giorni nella Parigi occupata tutto spesata
>dalle SS ? si e' mai chiesto perche' i tedeschi avevano terrore dell'arrivo
>dei russi in Germania ?


Quali guerre di sterminio ?
Dimostri che ci furono gli ordini relativi se ci riesce !

>Si e' accorto che entrambi i paesi avevano un seggio all'ONU ? E' noto
>infatti che la Germania Occidentale e' stato un paese di morti di fame e
non
>la locomotiva dello sviluppo europeo culminato nell'Euro e che gli alleati
>si facevano pagare le tasse di occupazione oltre a requisire tutto il
>requisibile, e a pianificare che i tedeschi non dovevano avere una
>scolarita' superiore a quella elementare, vero ? Chissa' perche' mandavano
a
>morire i propri soldati per nutrire i berlinesi. Valli a capire questi
>americani.


morire i propri soldati ?
E quando mai soldati americani sono morti per l'Europa ?
Si ricorda il trattato di Yalta ?
E dell'amichevole divisione del nostro continente tra USA e URSS ?
La Germania non è più indipendente dalla fine della guerra.
La sua classe dirigente è al servizio totale della politica USA,anche quando
è contraria agli interessi nazionali


Luigi Miragliuolo

unread,
May 13, 2002, 1:36:47 AM5/13/02
to

"artamano" <arta...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:AoBD8.34218$CN3.1...@news2.tin.it...

>
> la verità non uccide nessuno.Sono i falsi miti a farlo perchè per essere
> sostenuti hanno bisogno di violenza e creano violenza.

E' noto che gli epigoni del nazifascismo sono dediti alle opere pacifiche e
sono parificabili all'esercito della salvezza ! E che il loro motto "got mit
uns" e' come quello dei benedettini "ora et labora", vero ?


>
.................. come mai non e'


> >tornato quasi nessuno degli ebrei deportati a roma nel 43 ? Si sono
> >inventate le liste ? strano, kappler dice che che era tutto vero. Anche
> >Kappler ha mentito ?
>
>
> sei quasi patetico.Io ti parlo di statistiche mondiali sui milioni di
morti
> e tu mi parli delle Fosse ardeatine ? Ti sembra che dire che i tedeschi
> erano cattivi sia una prova del cosiddetto "olocausto" ?
> Sei senza argomenti ?

Come no. Veramente ho parlato della deportazione degli ebrei romani, ottobre
43, anche quella la fece Kappler, non sa nemmeno questo ? Non prima pero' di
imporre una taglia di 50 Kg di oro che avrebbero evitato la deportazione,
per poi farla lo stesso, sbaglio ? Ah gia' dimenticavo, lei non lo sa.

> >Il Mattogno che ha scritto questa stronzata non ha detto che a
Norimberga
> >furono mostrate sempre ad opera della Kock e di altri, anche teste umane
> >trattate a soprammobili ? Erano capre anche quelle ? E le testimonianze
> rese
> >ai processi dai medici stessi ? Vada a leggersi un libro serio, provi con
> >William Shirer, da pag. 1485 a pag. 1501 di "Storia del III Reich" -
> >Einaudi, cosi' forse di fa un'idea, ma ho dei dubbi sulla sua
> >predisposizione mentale.
>
>
> io invece ho molti dubbi sulla sua onestà.Da parte di uno che accetta la
> storiografia imposta con la violenza e cita i casi più efferati di
> propaganda inventata.

Io ho citato delle prove del processo, i cui filmati esistino perlatro. a me
non ha imposto nulla nessuno, ho solo cercato di usare il cervello. Lei non
so'.


>
> >Li chieda ad Eichmann, lui sapeva dove li aveva mandati. I censimenti
sono
> >nella scomparsa delle persone finite nei "camini", sono nei fogli di
> >trasferimentro ai campi che l'organizzazione tedesca minuziosamente
> >annotava, e finivano tutti li, chissa' perche' vero ? Guardi il fuilm sul
> >processo Eichmann, e poi viene qui a discutere. Con quello che usa Lei ci
> fa
> >nulla.
>
> No ,sul fatto che gli ebrei venivano deportati non si può dedurre che
> venivano sterminati. E non lo chiedo ad Eichmann ma ai difensori del
mito.Tu
> mi dici che tutto veniva registrato ? E allora dove sono gli elenchi dei
sei
> milioni di morti ?

sono negli elenchi dei deportati che finiscono ai campi e poi nel nulla,
sono nei milioni di scarpe e di effetti personali, nelle valigie, a milioni.
Quella gente arrivava li' con le poche cose che gli venivano consentite di
portare e poi sparivano nel nulla. Ecco perche' non servono gli elenchi.

> >si e' chiesto perche' KaltenBrunner al processo voleva far credere di non
> >essere mai stato ad auschwitz ? Se non funzionavano le camere a gas
perche'
> >negare la propria presenza ? come mai "Gestapo" Muller se l'e' squagliata
?
> >lo cercava il marito dell'amante ?
>
>
> perchè cercavano di pararsi il culo.

Di grazia e da cosa se erano degli angioletti ?. Kaltenbrunner non nego' i
fatti, ma ne scarico' la responsabilita' su Himmler, se era come sostenete
voi, perche' ammettere i fatti ma non la colpa personale ?

> >No ? Allora ne dobbiano dedurre che le avevano costruite in giro per
tutta
> >l'europa solo per esercitazione ? Cosi tanto per passare il tempo,
> facevano
> >camere a gas, che dicono a riguardo i suoi studiosi ? E nel mare di
cazzate
> >che ha postato, non mi ha detto delle montagne di occhiali, dei milioni
di
> >scarpe, dei denti depositati alla REICHBANK, come mai non ne parla ? I
suoi
> >libri nulla e questo la sapevamo, ma Lei a riguardo che risposta si e'
data
> >?
>
>
> Si trattava dei beni dei deportati che venivano requisiti.Cosa che
succedeva
> in tutti i campi i concentramento mondiali.

Requisivano i denti ? e anche gli occhiali ?


> Gli edifici che venivano indicati come camere a gas non potevano
> semplicemente esserlo dato che non avevano tenuta stagna.

Strano pero' che c'erano le lettere di fornitura alle SS da parte delle
industrie produttrici di gas, se non funzionavano, perche' comprare tutto
quella merce ? e perche' costruire delle inutili camere a gas in tutti quei
posti diversi ?

.......' la politica di sterminio non fu attuata solo


> >contro gli ebrei, ma anche contro altri popoli o minoranze, e Lei come al
> >solito, scrive una mare di cazzate, ma non risponde.
>
>
> Non ci fu alcuna politica di sterminio.E chi non risponde è lei che non ha
> nulla da dire a riguardo dei censimenti della popolazione ebraica e
> dell'impossibilità tecnica del funzionamento delle camere a gas.

No ? Strano che per esempio degli ebrei di Roma ne siano tornati cosi'
pochi, se Voi sapete dove stanno ditelo. Le camere non potevano funzionare e
le SS compravano gas e facevano costruire forni , non lo trova curioso ?


>
> Quali guerre di sterminio ?
> Dimostri che ci furono gli ordini relativi se ci riesce !

Si legga il piano barbarossa, verifichi le direttive di hitler e trova tutto
quello di cui ha bisogno.

.................... Chissa' perche' mandavano


> a
> >morire i propri soldati per nutrire i berlinesi. Valli a capire questi
> >americani.
>
>
> morire i propri soldati ?
> E quando mai soldati americani sono morti per l'Europa ?

certo, gli aviatori del 39 aerei caduti per il ponte aereo di Berlino. a
gia' ci sara' sicuramente qualche revisionista che ci dimostrera' che in
realta' era tutto uno scherzo da buontemponi.

Vada a farsi un giro in Normandia ad esempio e controlli.

> Si ricorda il trattato di Yalta ?
> E dell'amichevole divisione del nostro continente tra USA e URSS ?

Si. E nemmeno del significato di Yalta lei ci ha capito molto.


> La Germania non è più indipendente dalla fine della guerra.
> La sua classe dirigente è al servizio totale della politica USA,anche
quando
> è contraria agli interessi nazionali

Ho gia' detto che e' noto che i tedeschi nel dopoguerra sono stati un popolo
di morti di fame, asserviti e tenuti nel semianalfabetismo dal complotto
plutodemogiudaico.


artamano

unread,
May 13, 2002, 6:09:00 PM5/13/02
to

>E' noto che gli epigoni del nazifascismo sono dediti alle opere pacifiche e
>sono parificabili all'esercito della salvezza ! E che il loro motto "got
mit
>uns" e' come quello dei benedettini "ora et labora", vero ?


cosa ti fa pensare che contestare l'olocausto significhi essere nazisti ?

>Come no. Veramente ho parlato della deportazione degli ebrei romani,
ottobre
>43, anche quella la fece Kappler, non sa nemmeno questo ? Non prima pero'
di
>imporre una taglia di 50 Kg di oro che avrebbero evitato la deportazione,
>per poi farla lo stesso, sbaglio ? Ah gia' dimenticavo, lei non lo sa.


e io parlo dell'olocausto. Non basta per dimostrare lo sterminio di sei
milioni che ci furono massacri e nefandezze.

>Io ho citato delle prove del processo, i cui filmati esistino perlatro. a
me
>non ha imposto nulla nessuno, ho solo cercato di usare il cervello. Lei non
>so'.


processi fatti dai vincitori non lo dimentichi.Nel film proiettato al
processo di Norimberga la sola camera a gas mostrata era stata quella di
Dachau.
Il 26 agosto 1960 Broszat, a nome dell'Istituto di storia contemporanea di
Monaco, di obbedienza sionista, scriveva su «Die Zeit» (p. 14): «La camera a
gas di Dachau non è mai stata attivata e non ha mai funzionato».
Dall'estate del 1973, un cartello, di fronte alle docce, spiega: «questa
camera a gas, camuffata da sala per le docce, non è mai stata messa in
funzione». Esso aggiunge che i prigionieri condannati alla gassazione erano
stati trasferiti all'Est.
Ma la camera a gas di Dachau è la sola che sia stata presentata in
fotografia agli accusati di Norimberga come uno dei luoghi dello sterminio
di massa e tutti gli accusati vi hanno creduto, con l'eccezione di Goering e
di Streicher.


>sono negli elenchi dei deportati che finiscono ai campi e poi nel nulla,
>sono nei milioni di scarpe e di effetti personali, nelle valigie, a
milioni.
>Quella gente arrivava li' con le poche cose che gli venivano consentite di
>portare e poi sparivano nel nulla. Ecco perche' non servono gli elenchi.


Se fossero stati milioni come lei dice tale ammanco sarebbe dovuto risultare
alla fine della guerra.Come mai invece il numero degli ebrei restò
inalterato ?
E se è vero che i tedeschi registravano tutto mi faccia vedere i dati sulle
deportazioni nei lager.


>Di grazia e da cosa se erano degli angioletti ?. Kaltenbrunner non nego' i
>fatti, ma ne scarico' la responsabilita' su Himmler, se era come sostenete
>voi, perche' ammettere i fatti ma non la colpa personale ?


Perchè presumettero che i racconti fatti dagli alleati fossero veritieri.
E'come se in un processo mostrassero le fotografie di un delitto e
chiedessero ad un imputato se era al corrente delle azioni dell'imputato
principale.
Lui risponde di no. Non sa altro. Non può negare il crimine perchè non ne sa
niente.


>Requisivano i denti ? e anche gli occhiali ?


Scusi sa ma cosa crede che succeda in qualsiasi prigione ?
Ti tolgono tutto.E ai morti spesso capita di venire depredati anche nella
tomba.
Cose schifose che capitano oggi come ieri.
Ma nessuno ha mai prodotto documenti in cui Hitler o comunque i responsabili
della Germania ordinassero la depredazione dei cadaveri.

>Strano pero' che c'erano le lettere di fornitura alle SS da parte delle
>industrie produttrici di gas, se non funzionavano, perche' comprare tutto
>quella merce ? e perche' costruire delle inutili camere a gas in tutti quei
>posti diversi ?


Quelle "camere a gas" furono costruite dopo la guerra.


>No ? Strano che per esempio degli ebrei di Roma ne siano tornati cosi'
>pochi, se Voi sapete dove stanno ditelo. Le camere non potevano funzionare
e
>le SS compravano gas e facevano costruire forni , non lo trova curioso ?


No.Perchè come scritto sopra a altrove queste pretese camere a gas non
erano locali agibili allo scopo.


>Si legga il piano barbarossa, verifichi le direttive di hitler e trova
tutto
>quello di cui ha bisogno.


Il piano Barbarossa parlava dell'olocausto ? Questa è nuova.

>certo, gli aviatori del 39 aerei caduti per il ponte aereo di Berlino. a
>gia' ci sara' sicuramente qualche revisionista che ci dimostrera' che in
>realta' era tutto uno scherzo da buontemponi.


prova di forza tra le due mafie che avevano occupato l'Europa.Ma i mafiosi
sfruttano le vittime.


>Si. E nemmeno del significato di Yalta lei ci ha capito molto.


Un cinico patto tra due Sistemi genocidi e assassini.

>Ho gia' detto che e' noto che i tedeschi nel dopoguerra sono stati un
popolo
>di morti di fame, asserviti e tenuti nel semianalfabetismo dal complotto
>plutodemogiudaico.

Molto peggio.Sono diventati i persecutori di se stessi.
Al punto da condannare come razzismo il semplice fatto di gridare in piazza
:"la Germania ai tedeschi !".
Terra di occupazione per tutti gli stranieri è costretta a mantenere gli
"alleati" americani che la proteggono.......già da chi ?


artamano

unread,
May 13, 2002, 6:09:03 PM5/13/02
to

>Primo: tu hai scritto che Hitler nel "Mein Kampf" (1925) annunciò la


>pianificazione dello sterminio degli handicappati. Per favore, citare
pagina

>e brano in cui Hitler dice ciò. Una buona volta deciditi: sei capace di


>trovare questo benedetto passaggio o te lo sei inventato di sana pianta?


Non ci fu un piano organizzato questo è ovvio.L'organizzazione la si fa
quando si giunge al potere.
Nel libro si parla della politica di igiene razziale in cui ai portatori di
tare genetiche va impedito di procreare e ai malati incurabili si applica
l'eutanasia.


>Secondo: parliamo pure delle parole tedesche. Tu dici che la parola

>"Austottung" utilizzata da Himmler non vuole dire "sterminio". Questo è un


>noto ragionamento da "negazionista puro": Himmler parla dell'evacuazione
del
>popolo ebraico ("Judenevacuierung"), poi si ferma un attimo e vuole

>precisare che cosa sia questa "evacuazione": è lo "sterminio"


>("Ausrottung"). Ma il negazionista - evidentemente spiazzato da queste
>parole - allora deve perdersi e far perdere il lettore nella
>micro/pseudosemantica.


scusa ma per te il tedesco è un opinione ? Se Himmler voleva dire sterminio
non avrebbe detto ausrottung ma vernichtung. Perchè avrebbe avuto bisogno
di mascherare le parole se la registrazione veniva fatta proprio per dare un
documento ?
Come mai questi nazisti avrebbero sentito il bisogno di confondere le acque
anche nelle loro riunioni deliberative se il loro intento dichiarato e
pianificato era di sterminare gli ebrei ?


>Ripeto: chi era presente al discorso testimoniò che di "sterminio" voleva
>parlare Himmler, tanto più che nelle frasi immediatamente successive il
>Reichsfuehrer-SS parlò del fatto che tutti i presenti erano indicati per


>questa bisogna, essendo avvezzi a vedere dieci, cento, mille cadaveri ("Von
>Euch werden die meisten wissen, was es heisst, wenn 100 Leichen beisammen
>liegen, wenn 500 daliegen oder wenn 1000 daliegen.") . Il particolare -

>ovviamente per tutti, tranne che per te - è in connessione con le frasi
>precedenti


E io continuo a chiedere.Se lo sterminio non ci fu ,se l'ordine che lo
avrebbe fatto iniziare era da "interpretare" cambiando il significato delle
parole, se il mezzo dello "sterminio" non poteva funzionare e il numero
degli ebrei nel dopoguerra non era cambiato da prima a cosa si riduce l'
"evidenza" del cosidetto olocausto ?


>Oltre che Oswald Pohl, anche Hoess (comandante ad Auschwitz) così depose:


>"Die "Endloesung" der juedischen Frage bedeutete die vollstaendige
>Ausrottung aller Juden in Europa." (La "soluzione finale" del problema
>ebraico significava lo sterminio totale degli ebrei in Europa). Ricordo che
>qui stiamo discutendo di che cosa significa la parola "Ausrottung" in

>tedesco. Per i nazisti allora presenti è lampante che significò
"sterminio".


Ma che pena,adesso ripescano Hoess.Il riassunto che fece del suo arresto,

(Nota : "Un documento dattilografato di 8 pagine è stato firmato da Hoess

>Dirò di più: visto il can can negazionista , pensate che addirittura fu


>richiesto a suo tempo un parere ad un linguista tedesco purosangue (Juergen
>Pelzer, Associate Professor of German, M.A., University of Constance;
Ph.D.,
>University of Wisconsin). Questo parere fu presentato all'interno
>dell'articolo del dr. Michael Shermer "Proving the Holocaust: The
Refutation
>of Revisionism & the Restoration of History," in "Skeptic", Vol. 2, No. 4,
>Altadena, California, June, 1994. Scommetto che Artamano immagina che cosa
>disse Pelzer: "ausrotten means exterminate" ("ausrotten significa
>sterminare").


Ma tu pensa adesso giungiamo a cambiare il significato delle parole per far
quadrare i conti. Non basta un dizionario ? Uno qualsiasi della lingua
tedesca ?
Ma no ! Tiriamo fuori un perito americano per certificare un opinione.
E allora ricordiamoci che anche in italiano sradicare o estirpare può
significare uccidere o cacciare via. Ma il senso esatto lo si evince da
quello che succede dopo.
E stiamo parlando di uno sterminio mai avvenuto.


>Sapete allora che cosa dicono i negazionisti? Che il verbo "ausrotten" ha
>cambiato significato dal 1942 al 1994!!!!


diciamo piuttosto che voi non sapete il tedesco.Compratevi un dizionario.

>Certo: gli stessi negazionisti non sanno spiegare perché - a puro titolo
>d'esempio - fra il dr. Grawitz e il dr. Brandt (entrambi ufficiali delle
SS,
>e il primo pure medico), nel 1940 parlavano di "ausrotten" i bacilli di TBC
>dai malati. Forse volevano "trasferirli in altro luogo"?


facciamo il processo alle intenzioni o ai fatti ?


>O forse è vera la cosa più semplice, e cioè che dobbiamo credere a Hitler e


>Himmler quando parlavano di "sterminio/eliminazione" degli ebrei in senso

>fisico, dobbiamo credere a Pohl e Hoess che così allora li intesero,


>dobbiamo credere ai linguisti tedeschi che confermano il significato, e
>dobbiamo infine credere a Hitler, quando se ne vanta nel suo testamento?


Stai parlando di testimonianze ottenute con la violenza e le torture
relative ad una strage mai avvenuta. E il testamento di Hitler parla di
sconfitta del giudaismo non di sterminio degli ebrei.


>> no,semplicemente so che quello che tu dici è falso perchè si tratta di
>> traduzioni sbagliate.
>
>Ma Pohl disse ciò *dopo* la guerra. A domanda precisa rispose: "Dal


discorso
>di Posen compresi la portata dello sterminio degli ebrei europei".

>Non si tratta di *traduzione*, ma di *testimonianza*. Pohl dà l'esatta
>lettura di ciò che egli capì quel giorno. Tu vuoi invece forse dire che il
>significato di "Ausrottung" cambiò quattro volte in quarant'anni?


No dico semplicemente che neppure Pohl si era reso conto che in quella
riunione preparatoria di una strage immensa si stava parlando di pianificare
un crimine.
Lo capi' ,che strano,solo dopo la guerra. Dal che si evince che i nazisti
erano così confusionari da non capire neppure quello che veniva chiesto di
fare.
Perchè non ammettere che gli imputati scoprirono l' "olocausto" solo dopo
che i vincitori glielo mostrarono con i loro filmati.
E che "interpretarono"correttamente solo a guerra finita.


>Quindi tu ammetti che il libro della Picciotto Fargion è sostanzialmente
>veritiero? Sarebbe già un bel fatto avanti. Esprimiti chiaramente, please:


>hai degli elementi per contestare storiograficamente il libro della
Fargion?


No,non per adesso.

>E' inutile che ti sforzi: sono tutte cose confessate dagli stessi autori
dei
>crimini (Franz Stangl fra tutti). Era forse un po' confuso, oppure mentiva,
>oppure ancora non sai di che cosa stiamo parlando?


Una confessione che non rispecchia la possibilità tecnica del delitto non è
attendibile.
Sappiamo come sono state fatte confessare le persone in mano alleata.

>Il "piano di sterminio" di cui stiamo parlando è l' "Aktion T4", che tu


>stesso hai riconosciuto come pianificato e realizzato. Ti ripeto la
domanda:

>com'è che furono uccisi questi disgraziati che tu stesso riconosci furono


>uccisi? Rispondi tu: con che mezzi si giunse al risultato? Rispondi tu:
dove
>sono finite le armi di quel delitto?


Ma l'ho già detto. Iniezione letale. Il gas è una vostra ossessione.


>Saluti.
>Gigi

>PS Tu scrivi:

>> tutto stà a come si giudicano gli ebrei.

>Una cosa è chiara a tutti, e cioè come tu giudichi gli ebrei. E già
>l'espressione è indicativa della tua predisposizione mentale: "giudicare".

>Sei un perfetto caso di scuola di "negazionista", e sugli ebrei usi

>espressioni già utilizzate da Adolf Hitler. Anche tu aspiri al tuo
personale
>Gotterdammerung? Ti sei già costruito un bunker sotterraneo sotto casa?


Tutti quanti giudichiamo.I tuoi pregiudizi contro i tedeschi e le loro
ideologie sono chiari. Perchè parlare di neutralità inesitente ?
Gli "eletti" in fondo hanno regalato al nazismo l'ideologia che li ha poi
combattuti.


sergio

unread,
May 13, 2002, 7:08:29 PM5/13/02
to
"artamano" <arta...@tin.it> wrote in message

> >E' noto che gli epigoni del nazifascismo sono dediti alle opere pacifiche e
> >sono parificabili all'esercito della salvezza ! E che il loro motto "got
> mit
> >uns" e' come quello dei benedettini "ora et labora", vero ?
>
>
> cosa ti fa pensare che contestare l'olocausto significhi essere nazisti ?

il topo di fogna artamano e' negazionista pure di quello che e' adesso?


> Esso aggiunge che i prigionieri condannati alla gassazione erano
> stati trasferiti all'Est.

a proposito di prigionieri, quanti milioni di sovietici furono
catturati? E che fine hanno fatto?

sergio

unread,
May 13, 2002, 7:14:59 PM5/13/02
to
grande Luigi!

Ogni tuo post e' una scopata in testa a quel topo di fogna di Artamano..

S.

Luigi Miragliuolo

unread,
May 14, 2002, 3:06:25 AM5/14/02
to

"artamano" <arta...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:0QWD8.38641$CN3.1...@news2.tin.it...

>
>
> >E' noto che gli epigoni del nazifascismo sono dediti alle opere pacifiche
e
> >sono parificabili all'esercito della salvezza ! E che il loro motto "got
> mit
> >uns" e' come quello dei benedettini "ora et labora", vero ?
>
>
> cosa ti fa pensare che contestare l'olocausto significhi essere nazisti ?

Basta il tuo nick.

>
> >Come no. Veramente ho parlato della deportazione degli ebrei romani,
> ottobre
> >43, anche quella la fece Kappler, non sa nemmeno questo ? Non prima pero'
> di
> >imporre una taglia di 50 Kg di oro che avrebbero evitato la deportazione,
> >per poi farla lo stesso, sbaglio ? Ah gia' dimenticavo, lei non lo sa.
>
>
> e io parlo dell'olocausto. Non basta per dimostrare lo sterminio di sei
> milioni che ci furono massacri e nefandezze.

No ? ma dove sono finiti gli ebrei romani ?


................, con l'eccezione di Goering e
> di Streicher.

Poverini. Ah gia' sono i suoi eroi. Si legga le memorie del giudice Taylor,
era tra i giudici di Norimberga, mi sa che Lei vuole fare il revisionismo
sui libri non letti.


>
>
> >sono negli elenchi dei deportati che finiscono ai campi e poi nel nulla,
> >sono nei milioni di scarpe e di effetti personali, nelle valigie, a
> milioni.
> >Quella gente arrivava li' con le poche cose che gli venivano consentite
di
> >portare e poi sparivano nel nulla. Ecco perche' non servono gli elenchi.
>
>
> Se fossero stati milioni come lei dice tale ammanco sarebbe dovuto
risultare
> alla fine della guerra.Come mai invece il numero degli ebrei restò
> inalterato ?

Lei e' completamente fuori di testa. Inalterato ? MA dove le prende queste
cose ?


> E se è vero che i tedeschi registravano tutto mi faccia vedere i dati
sulle
> deportazioni nei lager.

Appunto, prendiamole. e mi dica dove sono finiti.

> >Di grazia e da cosa se erano degli angioletti ?. Kaltenbrunner non nego'
i
> >fatti, ma ne scarico' la responsabilita' su Himmler, se era come
sostenete
> >voi, perche' ammettere i fatti ma non la colpa personale ?
>
>
> Perchè presumettero che i racconti fatti dagli alleati fossero veritieri.
> E'come se in un processo mostrassero le fotografie di un delitto e
> chiedessero ad un imputato se era al corrente delle azioni dell'imputato
> principale.
> Lui risponde di no. Non sa altro. Non può negare il crimine perchè non ne
sa
> niente.

MA come i massimi uomini di governo non sapevano nulla di quei campi, il
capo della RSHA non sapeva nulla, nessuno sapeva nulla ? Ma non e' piu'
logico che dicessero che non c'erano le camere a gas ?

>
> >Requisivano i denti ? e anche gli occhiali ?
>
>
> Scusi sa ma cosa crede che succeda in qualsiasi prigione ?
> Ti tolgono tutto.E ai morti spesso capita di venire depredati anche nella
> tomba.

E li mettono nei forzieri della REICHBANK ? Anche gli occhiali e le scarpe ?

>
> >Strano pero' che c'erano le lettere di fornitura alle SS da parte delle
> >industrie produttrici di gas, se non funzionavano, perche' comprare tutto
> >quella merce ? e perche' costruire delle inutili camere a gas in tutti
quei
> >posti diversi ?
>
>
> Quelle "camere a gas" furono costruite dopo la guerra.

Pero' le forniture e le lettere sono di prima della guerra, strano pero' non
trova ?


> >No ? Strano che per esempio degli ebrei di Roma ne siano tornati cosi'
> >pochi, se Voi sapete dove stanno ditelo. Le camere non potevano
funzionare
> e
> >le SS compravano gas e facevano costruire forni , non lo trova curioso ?
>
>
> No.Perchè come scritto sopra a altrove queste pretese camere a gas non
> erano locali agibili allo scopo.

E che le facevano a fare ?

>
> Il piano Barbarossa parlava dell'olocausto ? Questa è nuova.

Parla del modo di condurre la guerra.


>
> >certo, gli aviatori del 39 aerei caduti per il ponte aereo di Berlino. a
> >gia' ci sara' sicuramente qualche revisionista che ci dimostrera' che in
> >realta' era tutto uno scherzo da buontemponi.
>
>
> prova di forza tra le due mafie che avevano occupato l'Europa.Ma i mafiosi
> sfruttano le vittime.

Come fecero i tedeschi in tutta Europa ? Perche' sta parlando di loro vero ?

>
> Molto peggio.Sono diventati i persecutori di se stessi.
> Al punto da condannare come razzismo il semplice fatto di gridare in
piazza
> :"la Germania ai tedeschi !".
> Terra di occupazione per tutti gli stranieri è costretta a mantenere gli
> "alleati" americani che la proteggono.......già da chi ?

Magari solo da Voi ! E' gia' sufficiente.


Luigi Vianelli

unread,
May 14, 2002, 11:33:50 AM5/14/02
to
"artamano"

> >Primo: tu hai scritto che Hitler nel "Mein Kampf" (1925) annunciò la
> >pianificazione dello sterminio degli handicappati. Per favore, citare
> pagina
> >e brano in cui Hitler dice ciò. Una buona volta deciditi: sei capace di
> >trovare questo benedetto passaggio o te lo sei inventato di sana pianta?
>
>
> Non ci fu un piano organizzato questo è ovvio.L'organizzazione la si fa
> quando si giunge al potere.

Benissimo!! Ripeto le tue stesse parole: Hitler nel "Mein Kampf" annunciò la
pianificazione dello sterminio degli handicappati. Ora fai capire che -
giunto al potere il nazismo - fu organizzata la cosa. Su quest'ultimo
passaggio sono d'accordo con te. Mancano ancora un paio di elementi che
sicuramente ora ci svelerai: che "arma" fu usata per l'attuazione pratica di
tale sterminio? Come vennero ammazzati questi disgraziati? Come si pianificò
questo sterminio? Chi furono gli esecutori?

Sono tutto orecchi.

> Nel libro si parla della politica di igiene razziale in cui ai portatori
di
> tare genetiche va impedito di procreare e ai malati incurabili si applica
> l'eutanasia.

Benissimo!!

Il fatto è che nel libro si parla della politica di igiene razziale anche
nei confronti degli ebrei, ai quali sono riservate parole ben più dure che
non agli handicappati. Per cui le premesse logiche per l' "Aktion T4" erano
contenute nel "Mein Kampf", così come erano contenute le premesse logiche
per la Shoah. Di più: negli anni successivi, mentre gli accenni agli
handicappati (di solito li chiama "Idioten") ed ai malati terminali nei
discorsi di Hitler sono relativamente rari, la presenza del "demone ebraico"
è quasi automatica. Quindi la conclusione è che gli ebrei erano notevolmente
più "importanti" - all'interno del disegno nazista di igiene razziale - che
non gli handicappati ed i malati terminali (vedi a puro titolo d'esempio il
saggio "Lo stato razziale", edito in Italia da Rizzoli). Caro Artamano,
basta leggere i documenti...

> >Secondo: parliamo pure delle parole tedesche. Tu dici che la parola
> >"Austottung" utilizzata da Himmler non vuole dire "sterminio". Questo è
un
> >noto ragionamento da "negazionista puro": Himmler parla dell'evacuazione
> del
> >popolo ebraico ("Judenevacuierung"), poi si ferma un attimo e vuole
> >precisare che cosa sia questa "evacuazione": è lo "sterminio"
> >("Ausrottung"). Ma il negazionista - evidentemente spiazzato da queste
> >parole - allora deve perdersi e far perdere il lettore nella
> >micro/pseudosemantica.
>
> scusa ma per te il tedesco è un opinione ? Se Himmler voleva dire
sterminio
> non avrebbe detto ausrottung ma vernichtung.

Vernichtung? Guarda un po': è esattamente la parola usata da Hitler nel
discorso ai Gauleiter del 12 dicembre 1941 (citato dai diari di Goebbels -
la traduzione è mia): "Per quanto concerne la questione giudaica, il Fuehrer
è determinato a fare una profonda chiarezza. Egli ha già profetizzato ai
giudei che se avessero trascinato di nuovo il mondo in una guerra, avrebbero
sperimentato il loro proprio sterminio ("Vernichtung")"

In realtà, questa era una fissa del Fuehrer, avendolo già detto
pubblicamente nel noto discorso al Reichstag del 30 gennaio 1939 (la
traduzione è mia): "Oggi voglio essere una volta in più un profeta: se la
finanza internazionale giudaica dentro e fuori dell'Europa dovesse spingere
nuovamente le nazioni in un'altra guerra mondiale, la conseguenza non
sarebbe la bolscevizzazione della terra e quindi la vittoria del giudaismo,
ma lo sterminio della razza giudaica in Europa (die Vernichtung der
jüdischen Rasse in Europa").

Devo dire che da te non mi aspettavo - caro Artamano - uno scivolone di
questo tipo. Nessun negazionista che si rispetti avrebbe mai detto che
"Vernichtung" significa "sterminio" (ripassa la lezioncina, sciagurato!!!).
Per i negazionisti, tutte le parole tedesche che possono dire "sterminio"
(anche quelle che in italiano tradurremmo di volta in volta con
"eliminazione" o "sradicamento" o qualcosa di simile), in realtà, se lette
nel contesto, vogliono sempre dire qualcosa di diverso, di inoffensivo!!!

In effetti, basta seguire gli atti del processo "Irving vs. Lipstadt" per
averne un esempio perfetto, con Irving che smentisce i linguisti tedeschi
(!) e addirittura smentisce sé stesso (in una precedente edizione di
"Hitler's War" era incorso nello stesso "scivolone" in cui incorre oggi
Artamano) in una girandola di cambi di significato delle parole negli anni.

Ma tutto ciò non è esattamente esplicativo della "tecnica negazionista", che
si appella a qualsiasi cosa pur di non voler seguire la logica e la
storiografia?

> Perchè avrebbe avuto bisogno
> di mascherare le parole se la registrazione veniva fatta proprio per dare
un
> documento ?
> Come mai questi nazisti avrebbero sentito il bisogno di confondere le
acque
> anche nelle loro riunioni deliberative se il loro intento dichiarato e
> pianificato era di sterminare gli ebrei ?

Forse non hai letto bene: in quel discorso Himmler *parla apertamente* dello
sterminio degli ebrei. Ne parla talmente apertamente che tutti i presenti al
discorso - interrogati specificamente sulla questione - dissero proprio
così: "Himmler nel discorso di Posen parlò apertamente dello sterminio degli
ebrei".

Ed ora vieni tu a tentare questo "triplo salto mortale" della logica. Per
difendere il tuo punto di vista devi quindi dire:

1. Himmler non parlò dello sterminio ma dei "trasporti" degli ebrei (altra
cosa strana che mi viene in mente ora: se solo di "trasporti" parlava,
perché dice apertamente che quello è un argomento del quale nessuno di loro
avrebbe dovuto parlare mai, addirittura candidamente affermando che quella
era "una pagina della loro storia mai scritta e che non sarebbe mai stata
scritta"?)
2. I presenti al discorso che testimoniano di aver capito che di sterminio
si parlava hanno testimoniato sotto tortura!!
3. La parola "Ausrottung" (o la successiva "Ausschaltung"), nel contesto non
vogliono dire "sterminio", ma "gitarella in campagna"
4. Lo stesso Hoess - del quale non ho discusso la veridicità della sua
testimonianza - parlando dello sterminio degli ebrei e sapendo che di questo
si parlava usa la parola "Ausrottung". E allora per te diventa falsa la sua
dichiarazione, non notando che non di "falsità" o "veridicità" si stava
parlando ma di "utilizzo delle parole" (se vuoi, di "semantica"). Non so se
percepisci la differenza...

> E io continuo a chiedere.Se lo sterminio non ci fu ,se l'ordine che lo
> avrebbe fatto iniziare era da "interpretare" cambiando il significato
delle
> parole, se il mezzo dello "sterminio" non poteva funzionare e il numero
> degli ebrei nel dopoguerra non era cambiato da prima a cosa si riduce l'
> "evidenza" del cosidetto olocausto ?

Beep!! Ecco un altro tipico modo di ragionare dei negazionisti: la premessa
apodittica. Se questo è vero, se l'altro è capitato, allora la conseguenza è
talaltra. Non notando che è la premessa in discussione, e tale è da
dimostrare.

"Se lo sterminio non ci fu": che vuol dire?

Mettiamola così. Partiamo da un caso singolo (un singolo paese) e poi
allarghiamo il discorso. Liliana Picciotto Fargion, nel suo libro che tu non
riesci proprio a mettere in discussione, dimostra - nomi e cognomi alla
mano - che oltre l'ottanta per cento degli ebrei italiani deportati non
tornò mai a casa. Addirittura, la percentuale degli ebrei delle isole egee
che non tornarono a casa è superiore al novanta per cento.

E allora io domando a te: come chiami questa cosa? Fatalità? Alta mortalità
dovuta alla scarsa igiene dei luoghi?

Io la chiamo così come deve essere chiamata, e cioè "sterminio". Non c'è
altro modo *razionale* per definirla.

1. Abbiamo i discorsi di tutti i grandi caporioni nazisti che parlarono di
"Ausrottung" o "Vernichtung" o "Ausschaltung" riferito agli ebrei.
2. Abbiamo la conferenza di Wannsee nella quale si pianificò.
3. Abbiamo i piani di costruzione di tutti i lager.
4. Abbiamo i piani organizzativi degli spostamenti dei treni.
5. Abbiamo gli ordini scritti di deportazione.
6. Abbiamo nome e cognome dei deportati.
7. *NON* abbiamo più quei deportati.

Fra il punto 5. e il punto 7. :

a. Abbiamo le evidenze fotografiche dell'epoca dei corpi bruciati nelle
fosse comuni ad Auschwitz.
b. Abbiamo le confessioni di tutti i comandanti dei Vernichtungslager
sull'uso delle Gaskammer.
c. Abbiamo le testimonianze degli uomini che operavano nel "Sonderkommando"
(sia successive alla guerra, sia contemporanee ai fatti).
d. Abbiamo le camere a gas ancora "in situ" (sia pure non dappertutto: p.es.
a Treblinka i tedeschi hanno spianato a zero il campo).
e. Abbiamo le perizie ingegneristico/chimiche sulle Gaskammer, effettuate
negli anni '40 del secolo scorso e - successivamente al can can inscenato
dal negazionista pseudo/ingegnere Fred Leuchter - quarant'anni dopo.

Ai negazionisti - comunque sia - tutto questo non basta e non basterà mai.
La loro posizione non ha nulla a che fare con la storia, ma ha mooolto a che
fare con l'ideologia, col preconcetto.

> >Oltre che Oswald Pohl, anche Hoess (comandante ad Auschwitz) così depose:
> >"Die "Endloesung" der juedischen Frage bedeutete die vollstaendige
> >Ausrottung aller Juden in Europa." (La "soluzione finale" del problema
> >ebraico significava lo sterminio totale degli ebrei in Europa). Ricordo
che
> >qui stiamo discutendo di che cosa significa la parola "Ausrottung" in
> >tedesco. Per i nazisti allora presenti è lampante che significò
> "sterminio".
>
>
> Ma che pena,adesso ripescano Hoess.

Come ho scritto sopra, forse hai letto male. Hoess l'ho citato - in questo
contesto - per capire che parola lui - tedesco - utilizzava per definire lo
"sterminio". Questa parola è esattamente la stessa usata da Himmler a Posen:
"Ausrottung". E la traduzione in inglese di tale parola utilizzata da Hoess
è stata "extermination". Stiamo parlando di "significato delle parole". Se
io a te parlo di "sterminio" (in italiano), tu capisci subito di che cosa
stiamo parlando, oppure un giorno arriverà fuori un Artamano a dirci che la
parola "sterminio" nell'italiano dei primi anni del terzo millennio
significava un'altra cosa?

Ci sei arrivato adesso?

Sulla veridicità di ciò che disse Hoess - se vorrai - apriremo un altro
thread, così continueremo a discutere in allegria.


> >Dirò di più: visto il can can negazionista , pensate che addirittura fu
> >richiesto a suo tempo un parere ad un linguista tedesco purosangue
(Juergen
> >Pelzer, Associate Professor of German, M.A., University of Constance;
> Ph.D.,

> >University of Wisconsin). [cut]


> Ma tu pensa adesso giungiamo a cambiare il significato delle parole per
far
> quadrare i conti. Non basta un dizionario ? Uno qualsiasi della lingua
> tedesca ?

Certo che basta. Vedi p.es. il Langenscheid's del 1952. "Ausrottung" =
"Eradication, extermination"

> Ma no ! Tiriamo fuori un perito americano per certificare un opinione.
> E allora ricordiamoci che anche in italiano sradicare o estirpare può
> significare uccidere o cacciare via. Ma il senso esatto lo si evince da
> quello che succede dopo.

Sono d'accordo con te. Infatti quello che disse subito dopo Himmler è che
dell' "Ausrottung" degli ebrei poteva parlare tranquillamente con i
presenti, visto che tutti erano abituati a vedere 10, 100, 1000 cadaveri
tutti insieme ("Von Euch werden die meisten wissen, was es heisst, wenn 100


Leichen beisammen liegen, wenn 500 daliegen oder wenn 1000 daliegen.").

Ma anche quello che aveva detto prima è interessante in questo senso. Ecco
qui il testo: "Ich will auch ein ganz schweres Kapitel ... will ich hier vor


Ihnen in aller Offenheit nennen. Es soll zwischen uns ausgesprochen sein,
und trotzdem werden wir nicht in der Öffentlichkeit nie darüber reden."

("Voglio trattare qui di fronte a voi anche un altro capitolo molto delicato
("schweres"), in estrema franchezza. Deve essere discusso fra di noi, per
quanto mai ne parleremo in pubblico"). Subito dopo, Himmler parla
dell'evacuazione degli ebrei (Judenevacuierung), ma poi, non completamente
soddisfatto della parola "evacuazione", ecco che usa due parole più
specifiche: "Ausrottung" e "Ausschaltung".

Quindi, ricapitolando:

- Himmler dice che parlerà di un argomento segreto (*mai* dovrà essere
scritto)
- Himmler parla dell'evacuazione e poi specifica che non di evacuazione si
tratta, ma di "Ausrottung"
- Himmler dice che sa di rivolgersi alle persone giuste, abituate come sono
a vedere "dieci, cento o mille cadaveri insieme"

Quindi - seguendo lo stesso tuo desiderio di completezza nel contesto - non
si può concludere che *solo* di morti e di sterminio Himmler parlava. Questa
è l'unica maniera di interpretare quelle parole. Così come tutti i presenti
hanno riconosciuto. Così come tutti gli storici riconoscono. Così come tutti
i lettori riconoscono.

Così come i soli negazionisti non riconoscono. E allora io dico: non è
nemmeno una cosa da porre in discussione: solo chi *non* vuole capirla la
capisce diversamente. Come te, Artamano della setta degli Artamani (a
proposito: te l'hanno dato il distintivo?).

O forse vuoi invece dirci che quel giorno, lì a Posen, eri presente anche tu
e hai capito diversamente?

> E stiamo parlando di uno sterminio mai avvenuto.
>
>
> >Sapete allora che cosa dicono i negazionisti? Che il verbo "ausrotten" ha
> >cambiato significato dal 1942 al 1994!!!!
>
> diciamo piuttosto che voi non sapete il tedesco.Compratevi un dizionario.

Al di là di comprare un dizionario (vedi sopra), ti sbagli ancora una volta.
E' David Irving (oggi negazionista) a dire che il verbo "ausrotten" ha il
significato di "sterminare", ma questo solo a partire dalla seconda metà del
'900, mentre negli anni '30 il significato era diverso. Per cui confermo:
l'estrema difesa dei negazionisti è quella di cambiare il significato alle
parole a seconda della propria banderuola ideologica!!


> >Certo: gli stessi negazionisti non sanno spiegare perché - a puro titolo
> >d'esempio - fra il dr. Grawitz e il dr. Brandt (entrambi ufficiali delle
> SS,
> >e il primo pure medico), nel 1940 parlavano di "ausrotten" i bacilli di
TBC
> >dai malati. Forse volevano "trasferirli in altro luogo"?
>
> facciamo il processo alle intenzioni o ai fatti ?

Ai fatti. I fatti dicono che anche nel linguaggio delle SS dell'epoca il
verbo "ausrotten" significava "distruggere, eliminare".

> >O forse è vera la cosa più semplice, e cioè che dobbiamo credere a Hitler
e
> >Himmler quando parlavano di "sterminio/eliminazione" degli ebrei in senso
> >fisico, dobbiamo credere a Pohl e Hoess che così allora li intesero,
> >dobbiamo credere ai linguisti tedeschi che confermano il significato, e
> >dobbiamo infine credere a Hitler, quando se ne vanta nel suo testamento?
>
>
> Stai parlando di testimonianze ottenute con la violenza e le torture
> relative ad una strage mai avvenuta. E il testamento di Hitler parla di
> sconfitta del giudaismo non di sterminio degli ebrei.

Leggi meglio: parla di "incisione del bubbone". Un bubbone non si sconfigge,
ma essendo la forma esteriore del bacillo della peste si elimina. Compra un
buon vocabolario di italiano...

> No dico semplicemente che neppure Pohl si era reso conto che in quella
> riunione preparatoria di una strage immensa si stava parlando di
pianificare
> un crimine.

Errore: leggi meglio. Himmler non parla nel corso di una "riunione
preparatoria", ma nel corso di una "riunione informativa" (l'intero discorso
è molto più ampio di quel passaggio). La differenza sta nel fatto che a
Posen Himmler parla di una cosa che *sta succedendo*. La riunione
preparatoria principale - come si sa - è la conferenza di Wannsee.

> Lo capi' ,che strano,solo dopo la guerra.

Non lo capì dopo la guerra. Leggi meglio. Quando gli chiesero: "Quand'è che
ha avuto piena coscienza dello sterminio?" lui rispose "Nella riunione di
Posen". Non so se hai compreso la differenza. E' come se oggi ti
chiedessero: "Quand'è che hai capito come nascono i bambini?" Tu rispondi:
"Più o meno quando avevo dieci anni (voglio essere magnanimo...)". Sarebbe
bizzarro che io allora ti dicessi: l'ha capito solo oggi (a meno che tu oggi
non compia dieci anni...).

> >Quindi tu ammetti che il libro della Picciotto Fargion è sostanzialmente
> >veritiero? Sarebbe già un bel fatto avanti. Esprimiti chiaramente,
please:
> >hai degli elementi per contestare storiograficamente il libro della
> Fargion?
>
> No,non per adesso.

Questo è un punto importante. Il libro della Fargion è un elenco degli ebrei
deportati dall'Italia e dalle isole. Dimostra chiaramente quanti furono i
"non tornati". Penso però che anche qui devi darti una regolata: i tuoi
amichetti negazionisti non avrebbero *mai* sbarellato in questo modo.

> >E' inutile che ti sforzi: sono tutte cose confessate dagli stessi autori
> dei
> >crimini (Franz Stangl fra tutti). Era forse un po' confuso, oppure
mentiva,
> >oppure ancora non sai di che cosa stiamo parlando?
>
> Una confessione che non rispecchia la possibilità tecnica del delitto non
è
> attendibile.
> Sappiamo come sono state fatte confessare le persone in mano alleata.

Ma allora tu di Franz Stangl non sai proprio niente!!

Stangl (comandante a Treblinka), venne arrestato in Brasile nel 1967,
estradato in Germania e condannato da una corte tedesca all'ergastolo. Morì
in prigione nel 1971. Per cui "gli alleati" qua c'entrano come il cavolo a
merenda.

Leggiti le sue confessioni (nelle quali parlò tranquillamente delle
gasazioni), leggiti il libro/intervista di Gitta Sereny su di lui e poi ne
riparliamo. Fino ad allora, è meglio che non ti esponi ad altre brutte
figure sull'argomento.

> >Il "piano di sterminio" di cui stiamo parlando è l' "Aktion T4", che tu
> >stesso hai riconosciuto come pianificato e realizzato. Ti ripeto la
> domanda:
> >com'è che furono uccisi questi disgraziati che tu stesso riconosci furono
> >uccisi? Rispondi tu: con che mezzi si giunse al risultato? Rispondi tu:
> dove
> >sono finite le armi di quel delitto?
>
>
> Ma l'ho già detto. Iniezione letale. Il gas è una vostra ossessione.

Beep!! Contraddice le confessioni ed i riscontri oggettivi delle risultanze
processuali.

Prima di inoltrarci anche su questo punto, però, sarebbe bene spiegassi
meglio la tua posizione. Secondo te quante furono le persone eliminate
(tutte con iniezione letale)?

Eccezionale poi la tua "chiusa", in perfetto stile mistico/negazionista

> Gli "eletti" in fondo hanno regalato al nazismo l'ideologia che li ha poi
> combattuti.

Infatti, non sono molti - neanche fra i negazionisti - a ritenere che gli
ebrei "regalarono" al nazismo la sua ideologia. Certo è che alcuni
pseudo/invasati ritengono che lo NSDAP fu in realtà una setta
gnostico/manichea (ebbene sì, anche questo mi è toccato leggere...) di
derivazione ebraica.

Il "piano" degli ebrei sarebbe stato - per loro - il seguente (a partire
dagli anni '20 del '900): creazione di un partito razzista tedesco (lo
NSDAP); presa del potere di tale partito; guerra mondiale; creazione del
mito olocaustico; annichilimento delle coscienze mondiali; presa totale del
potere mediatico e politico nell'intero orbe terracqueo. Non è divertente
tutto ciò?

E tu, Artamano, ti ci ritrovi? Diccelo francamente.

Saluti.
Gigi


artamano

unread,
May 15, 2002, 5:19:48 PM5/15/02
to

>il topo di fogna artamano e' negazionista pure di quello che e' adesso?


il vermiciattolo che si nutre dello sterco degli "eletti" ritiene nazista
chiunque dubiti della verità di Stato ?
Che brutto mondo allora per lui !


>a proposito di prigionieri, quanti milioni di sovietici furono
>catturati? E che fine hanno fatto?


Una brutta fine.Perchè quelli scampati alle miserie dei lager tedeschi
furono deportati in Siberia da Stalin.
La fine tragica di tanti prigionieri comunque non conosce frontiere.
Tedeschi e italiani prigionieri tornarono in pochi.
http://www.abbc.com/aaargh/ital/ital.html

artamano

unread,
May 15, 2002, 5:19:50 PM5/15/02
to

Luigi Miragliuolo ha scritto nel messaggio ...

>Basta il tuo nick.


puro amore per l'ecologia e le radici etniche.


>No ? ma dove sono finiti gli ebrei romani ?


come ho già scritto molti furono deportati e tanti morirono.
Ma il tasso di mortalità non era più alto dei prigionieri di guerra in URSS
e dei vari deportati civili.
Non si parla di olocausto per loro.

>Poverini. Ah gia' sono i suoi eroi. Si legga le memorie del giudice Taylor,
>era tra i giudici di Norimberga, mi sa che Lei vuole fare il revisionismo
>sui libri non letti.


Ho letto molti libri non si preoccupi.Lei provi un po' anche con i
revisionisti.
Fa bene cimentarsi anche con chi non la pensa come noi.


>Lei e' completamente fuori di testa. Inalterato ? MA dove le prende queste
>cose ?

Quando noi sentiamo i giornali e le televisioni parlare di 6.000.000 di


Ebrei uccisi nei campi di sterminio non ci viene mai indicata la fonte di
questa cifra. Ebbene la fonte é solo una ed é l'Enciclopedia Ebraica dove il

totale e di 5.820.960. Adesso, io sicuramente non sono uno storico, ma mi
hanno sempre insegnato che bisogna diffidare delle cifre che vengono fornite
da una delle due parti coinvolte, e che per lo meno più di una fonte deve

essere citata. La cifra di 6.000.000 dopo essere stata ripetuta per Milioni


di volte nei giornali, televisioni e film di Hollywood é diventata
ufficiale. Questo nonostante, gia alla fine della guerra, si fosse in
possesso di statistiche accurate sul numero degli Ebrei prima e dopo la
guerra, e dei loro movimenti migratori fuori dall'Europa, verso l'America la
Palestina e la Russia.
Secondo l'Appendice N°VII, "Statistiche sull'Affiliazione Religiosa", del
libro del Senato Americano "A Report of the Committee on the Judiciary of
the United States Senate" del 1950, il numero di Ebrei nel mondo in

quell'anno era di 15.713.638. La stessa fonte nel 1940 riporta il numero di
Ebrei nel mondo a 15.319.359. Se lo studio statistico del governo Americano
é corretto la popolazione Ebraica non diminuì durante la guerra, ma subì un

Non mancano oltretutto testimonianze di fonte ebraica che contraddicono la
tesi ufficiale sull'argomento. Per esempio.
1938: L'Annuario Mondiale ("World Almanac") censisce 15.688.259 ebrei, in
tutto il mondo. Questo dato è fornito al "World Almanac" dall' "American
Jewish Committee" (Comitato Ebreo Americano) e, altresì, dal "Jewish
Statistical Bureau of the Synagogues of America
1948: Secondo un articolo apparso nel "New York Times" del 22 febbraio 1948,
firmato dal Mr. Hanson W. Baldwin, esperto di questioni demografiche del
giornale,gli ebrei esistenti in tutto il mondo sono valutati tra i
15.600.000 e i 18.700.000. Va detto che oltretutto il direttore e
proprietario del giornale è l'ebreo Arthur Sulzberger, noto come sostenitore
incondizionato del Sionismo.
Accogliendo dunque la valutazione superiore di Mr. Baldwin,cioè di
18.700.000 ebrei, risulterebbe che, nei dieci anni intercorsi dal 1938 al
1948 - periodo che include gli anni del conflitto 1939-1945 e durante i
quali si pretende che Hitler abbia fatto ammazzare sei milioni di ebrei, la
popolazione mondiale ebraica sarebbe nondimeno
aumentata di oltre tre milioni di unità. Ma se, agli effetti della
comparazione, ammettiamo per vero l'ipotetico sterminio hitleriano di sei
milioni di ebrei, ci troviamo a concludere che l'incremento demografico
reale dovrebbe essere di oltre nove milioni di unità. Giacché l'incremento
di tre milioni è solo apparente: occorrono altri sei milioni di sterminati,
ergo l'incremento reale è (sarebbe ... ) di nove milioni...
E questo incremento ad opera dei nove milioni di superstiti, dato che sei
milioni, dei 15 milioni da cui abbiam preso le mosse, sono mancanti
all'appello...
Allora è giocoforza ammettere che in quei dieci anni la popolazione ebraica
sia semplicemente... raddoppiata! Affermazione un pò forte perchè in tale
popolazione vanno compresi classi età differenti con solo una frazione atta
alla procreazione.Senza contare il fatto che il periodo di guerra e
persecuzione avrebbe limitato la natalità. Nulla di sorprendente allora
che lo stesso ebreo Allen Lesser si trovasse costretto a concedere, in un
articolo dal titolo Isteria antidiffamatoria, apparso nell'edizione
primaverile del 1946 della rivista "Menorah Journal", che "secondo quanto
divulgato, durante gli anni dell'immediato dopoguerra, dalle agenzie di
stampa giudaiche, il numero di ebrei morti in Europa supera di svariati
milioni quello di cui i nazisti non sospettarono mai l'esistenza".


>MA come i massimi uomini di governo non sapevano nulla di quei campi, il
>capo della RSHA non sapeva nulla, nessuno sapeva nulla ? Ma non e' piu'
>logico che dicessero che non c'erano le camere a gas ?


come potevano parlare di camere a gas quando non esistevano ?
Loro non potevano parlare di cose che non conoscevano e di cui vennero
informati solo a guerra finita.


>Pero' le forniture e le lettere sono di prima della guerra, strano pero'
non
>trova ?


in misura insufficiente per il preteso sterminio.


>E che le facevano a fare ?


si trattava di altri locali che gli alleati dopo la guerra trasformarono in
luoghi atti alla sceneggiata.


>Come fecero i tedeschi in tutta Europa ? Perche' sta parlando di loro vero
?


No,parlo dei loro nemici.Cioè i comunisti assassini e gli occidentali
colonialisti.

>Magari solo da Voi ! E' gia' sufficiente.
>

giusto,ci proteggono dagli europei.


artamano

unread,
May 15, 2002, 5:19:54 PM5/15/02
to

Luigi Vianelli ha scritto nel messaggio ...
>"artamano"

>Benissimo!! Ripeto le tue stesse parole: Hitler nel "Mein Kampf" annunciò
la
>pianificazione dello sterminio degli handicappati. Ora fai capire che -
>giunto al potere il nazismo - fu organizzata la cosa. Su quest'ultimo
>passaggio sono d'accordo con te. Mancano ancora un paio di elementi che
>sicuramente ora ci svelerai: che "arma" fu usata per l'attuazione pratica
di
>tale sterminio? Come vennero ammazzati questi disgraziati? Come si
pianificò
>questo sterminio? Chi furono gli esecutori?


Iniezione letale praticata nei cinque centri appositi creati allo scopo.Da
tutta la Germania affluivano malati incurabili segnalati dai medici che
erano tenuti alla denuncia non appena fatta la diagnosi.


>Il fatto è che nel libro si parla della politica di igiene razziale anche
>nei confronti degli ebrei, ai quali sono riservate parole ben più dure che
>non agli handicappati. Per cui le premesse logiche per l' "Aktion T4" erano
>contenute nel "Mein Kampf", così come erano contenute le premesse logiche
>per la Shoah.

No,questo salto logico è arbitrario.Il fatto che nel Mein Kampf si parli
male dei malati incurabili e degli ebrei non significa che li si volesse
sterminare entrambi.
La politica tedesca relativa agli ebrei consisteva nell'espulsione.
E in ogni caso non serve fare il processo alle intenzione di Hitler.
Contano i fatti e l'olocausto non ci fu perchè dopo la guerra la maggior
parte degli ebrei erano ancora vivi.
Come si può parlare di omicidio se non c'è stato ?


>Vernichtung? Guarda un po': è esattamente la parola usata da Hitler nel
>discorso ai Gauleiter del 12 dicembre 1941 (citato dai diari di Goebbels -
>la traduzione è mia): "Per quanto concerne la questione giudaica, il
Fuehrer
>è determinato a fare una profonda chiarezza. Egli ha già profetizzato ai
>giudei che se avessero trascinato di nuovo il mondo in una guerra,
avrebbero
>sperimentato il loro proprio sterminio ("Vernichtung")"


Bene ma questo non è un piano atto ad operare la strage.
Dichiarazioni truculente non mancarono neppure da parte alleata.
Ma un conto è parlare.Un altro realizzare.
E l'olocausto non ci fu.


>In realtà, questa era una fissa del Fuehrer, avendolo già detto
>pubblicamente nel noto discorso al Reichstag del 30 gennaio 1939 (la
>traduzione è mia): "Oggi voglio essere una volta in più un profeta: se la
>finanza internazionale giudaica dentro e fuori dell'Europa dovesse spingere
>nuovamente le nazioni in un'altra guerra mondiale, la conseguenza non
>sarebbe la bolscevizzazione della terra e quindi la vittoria del giudaismo,
>ma lo sterminio della razza giudaica in Europa (die Vernichtung der
>jüdischen Rasse in Europa").


allora perchè tale parola non compare chiaramente nei pretesi ordini di
sterminio ?
Perchè parlare con un linguaggio allusivo se la volonta' di eliminazione era
così chiara ? E perchè poi il preteso sterminio non ci fu ?

>Devo dire che da te non mi aspettavo - caro Artamano - uno scivolone di
>questo tipo. Nessun negazionista che si rispetti avrebbe mai detto che
>"Vernichtung" significa "sterminio" (ripassa la lezioncina, sciagurato!!!).
>Per i negazionisti, tutte le parole tedesche che possono dire "sterminio"
>(anche quelle che in italiano tradurremmo di volta in volta con
>"eliminazione" o "sradicamento" o qualcosa di simile), in realtà, se lette
>nel contesto, vogliono sempre dire qualcosa di diverso, di inoffensivo!!!


Niente affatto ! Garaudy fa rilevare come se mai sono gli sterminazionisti a
voler caricare di significati impropri le parole dette dai capi tedeschi.
Deportazione non è sterminio.

>In effetti, basta seguire gli atti del processo "Irving vs. Lipstadt" per
>averne un esempio perfetto, con Irving che smentisce i linguisti tedeschi
>(!) e addirittura smentisce sé stesso (in una precedente edizione di
>"Hitler's War" era incorso nello stesso "scivolone" in cui incorre oggi
>Artamano) in una girandola di cambi di significato delle parole negli anni.
>Ma tutto ciò non è esattamente esplicativo della "tecnica negazionista",
che
>si appella a qualsiasi cosa pur di non voler seguire la logica e la
>storiografia?


c'è una logica storiografica nel non voler discutere del numero degli ebrei
prima e dopo la guerra ?
O di parlare di camere a gas assassine che non potevano funzionare ?
O di forni crematori senza camini ?
O di leggi che impediscano agli storici di parlare liberamente perchè magari
potrebbero contraddire le menzogne di un Sistema nato con la sconfitta ?
Chi ha più paura ,chi scrive libri o chi li vuole proibire ?

>Forse non hai letto bene: in quel discorso Himmler *parla apertamente*
dello
>sterminio degli ebrei. Ne parla talmente apertamente che tutti i presenti
al
>discorso - interrogati specificamente sulla questione - dissero proprio
>così: "Himmler nel discorso di Posen parlò apertamente dello sterminio
degli
>ebrei".


e naturalmente mancano sia gli ordini scritti dello sterminio sia le
pianificazioni tecniche atte ad attuarlo.

>Ed ora vieni tu a tentare questo "triplo salto mortale" della logica. Per
>difendere il tuo punto di vista devi quindi dire:

ecc. ecc

sei tu che neghi la logica. Si parla di una strage pianificata di sei
milioni di persone.
I revisionisti negano che ci sia stata e citano le statistiche di
popolazione di fonte ebraica e americana. Negano che le camere a gas
assassine potessero funzionare e citano le perizie tecniche tra cui quella
di Germar Rudolph .
I discorsi che fanno riguardano l'essenza stessa dell'argomento in
questione.
E tu mi parli delle interpretazioni che dei testimoni hanno dato alle parole
di Himmler.
E dove sarebbero le disposizioni atte a realizzare l'eliminazione deli
ebrei europei ?


>Beep!! Ecco un altro tipico modo di ragionare dei negazionisti: la premessa
>apodittica. Se questo è vero, se l'altro è capitato, allora la conseguenza
è
>talaltra. Non notando che è la premessa in discussione, e tale è da
>dimostrare.


Ma allora vuoi rispondere o no ?
Cosa ti autorizza a dire che sei milioni sono morti ?
Cosa ti può portare a dire con certezza che lo sterminio fu pianificato se
questo sterminio non ci fu ?
Altri giochi di parole ?


>"Se lo sterminio non ci fu": che vuol dire?

>Mettiamola così. Partiamo da un caso singolo (un singolo paese) e poi
>allarghiamo il discorso. Liliana Picciotto Fargion, nel suo libro che tu
non
>riesci proprio a mettere in discussione, dimostra - nomi e cognomi alla
>mano - che oltre l'ottanta per cento degli ebrei italiani deportati non
>tornò mai a casa. Addirittura, la percentuale degli ebrei delle isole egee
>che non tornarono a casa è superiore al novanta per cento.


Se sterminio pianificato avrebbe dovuto essere la percentuale dei morti
sarebbe del cento per cento.
L'ottanta per cento di mortalità è la percentuale riscontrata a riguardo dei
prigionieri nei lager sovietici .
Condizioni di vita dure ,ma causate dalla miseria ,non dalla volontà di
genocidio.
Il libro che tu citi semmai dimostra che la macchina della morte ,costruita
per eliminare sistematicamente un popolo, non fu mai costruita ne
pianificata.

>E allora io domando a te: come chiami questa cosa? Fatalità? Alta mortalità
>dovuta alla scarsa igiene dei luoghi?
>Io la chiamo così come deve essere chiamata, e cioè "sterminio". Non c'è
>altro modo *razionale* per definirla.


Allora olocausto è una parola che si deve applicare ovunque a causa della
guerra la mortalità divenne molto alta.

>1. Abbiamo i discorsi di tutti i grandi caporioni nazisti che parlarono di
>"Ausrottung" o "Vernichtung" o "Ausschaltung" riferito agli ebrei.

ma in cui la volontà di sterminio pianificata risulta da interpretazioni
mediate da testimonianze scelte. Non da disposizioni atte alla
pianificazione.

>2. Abbiamo la conferenza di Wannsee nella quale si pianificò.
>3. Abbiamo i piani di costruzione di tutti i lager.
>4. Abbiamo i piani organizzativi degli spostamenti dei treni.
>5. Abbiamo gli ordini scritti di deportazione.

appunto ,di deportazione e prigionia,non di morte.


>6. Abbiamo nome e cognome dei deportati.
>7. *NON* abbiamo più quei deportati.


il nome e il cognome dei sei milioni ?
Abbiamo i conteggi ?
Se si puoi chiudere il discorso così.Mostrali a tutti i revisionisti.
Se puoi.


>Fra il punto 5. e il punto 7. :

>a. Abbiamo le evidenze fotografiche dell'epoca dei corpi bruciati nelle
>fosse comuni ad Auschwitz.

Sul serio ? E come mai le ricognizioni aeree fatte dagli alleati su
Auschwitz non rilevano l'attività dei forni atti a bruciare milioni di morti
?

>b. Abbiamo le confessioni di tutti i comandanti dei Vernichtungslager
>sull'uso delle Gaskammer.

per esempio Hoess e Gerstein ?
Vogliamo parlare di loro per caso ?

>c. Abbiamo le testimonianze degli uomini che operavano nel "Sonderkommando"
>(sia successive alla guerra, sia contemporanee ai fatti).

certo ,quelli che maneggiavano i corpi dei gassati "mangiando e fumando" !
La chimica,che è scienza,dice che i membri dei sonderkommando non avrebbero
potuto sopravvivere a tale contatto.


>d. Abbiamo le camere a gas ancora "in situ" (sia pure non dappertutto:
p.es.
>a Treblinka i tedeschi hanno spianato a zero il campo).

ma certo,come quella di Auschwitz,con le porte normali !
Fai pena.

>e. Abbiamo le perizie ingegneristico/chimiche sulle Gaskammer, effettuate
>negli anni '40 del secolo scorso e - successivamente al can can inscenato
>dal negazionista pseudo/ingegnere Fred Leuchter - quarant'anni dopo.


per esempio quella di Germar Rudolph,che dimostra l'impossibiltà di


funzionamento
delle camere a gas.

La chimica è scienza.


>Ai negazionisti - comunque sia - tutto questo non basta e non basterà mai.
>La loro posizione non ha nulla a che fare con la storia, ma ha mooolto a
che
>fare con l'ideologia, col preconcetto.


Chi ha reso l'olocausto una religione che prevede la condanna degli eretici
?
Chi ha bisogno di mentire per giustificare un potere ?


>Come ho scritto sopra, forse hai letto male. Hoess l'ho citato - in questo
>contesto - per capire che parola lui - tedesco - utilizzava per definire lo
>"sterminio". Questa parola è esattamente la stessa usata da Himmler a
Posen:
>"Ausrottung". E la traduzione in inglese di tale parola utilizzata da Hoess
>è stata "extermination". Stiamo parlando di "significato delle parole". Se
>io a te parlo di "sterminio" (in italiano), tu capisci subito di che cosa
>stiamo parlando, oppure un giorno arriverà fuori un Artamano a dirci che la
>parola "sterminio" nell'italiano dei primi anni del terzo millennio
>significava un'altra cosa?


e dal momento che la testimonianza di Hoess è stata ottenuta con mezzi che
ripugnerebbero a qualsiasi tribunale anche le sue interpretazioni andrebbero
trattate con cautela.


>Ci sei arrivato adesso?

>Sulla veridicità di ciò che disse Hoess - se vorrai - apriremo un altro
>thread, così continueremo a discutere in allegria.


già fatto.


>Certo che basta. Vedi p.es. il Langenscheid's del 1952. "Ausrottung" =
>"Eradication, extermination"


eradicazione dall'Europa appunto.Che è cosa diverso dall'uccidere.
Vuol dire espulsione.

>Sono d'accordo con te. Infatti quello che disse subito dopo Himmler è che
>dell' "Ausrottung" degli ebrei poteva parlare tranquillamente con i
>presenti, visto che tutti erano abituati a vedere 10, 100, 1000 cadaveri
>tutti insieme ("Von Euch werden die meisten wissen, was es heisst, wenn 100
>Leichen beisammen liegen, wenn 500 daliegen oder wenn 1000 daliegen.").


Ma dal momento che tale strage non avvenne tali parole andavano a intendersi
come minaccia o intenzione ventilata.Non come azione.

>Ma anche quello che aveva detto prima è interessante in questo senso. Ecco
>qui il testo: "Ich will auch ein ganz schweres Kapitel ... will ich hier
vor
>Ihnen in aller Offenheit nennen. Es soll zwischen uns ausgesprochen sein,
>und trotzdem werden wir nicht in der Öffentlichkeit nie darüber reden."
>("Voglio trattare qui di fronte a voi anche un altro capitolo molto
delicato
>("schweres"), in estrema franchezza. Deve essere discusso fra di noi, per
>quanto mai ne parleremo in pubblico"). Subito dopo, Himmler parla
>dell'evacuazione degli ebrei (Judenevacuierung), ma poi, non completamente
>soddisfatto della parola "evacuazione", ecco che usa due parole più
>specifiche: "Ausrottung" e "Ausschaltung".


cioè eradicazione.Espulsione e cacciata fuori dall'Europa.

>Quindi - seguendo lo stesso tuo desiderio di completezza nel contesto - non
>si può concludere che *solo* di morti e di sterminio Himmler parlava.
Questa
>è l'unica maniera di interpretare quelle parole. Così come tutti i presenti
>hanno riconosciuto. Così come tutti gli storici riconoscono. Così come
tutti
>i lettori riconoscono.


No,come gli storici ufficiali ritengono.
La questione come vedi è ancora aperta.


>Così come i soli negazionisti non riconoscono. E allora io dico: non è
>nemmeno una cosa da porre in discussione: solo chi *non* vuole capirla la
>capisce diversamente. Come te, Artamano della setta degli Artamani (a
>proposito: te l'hanno dato il distintivo?).


E come Garaudy e tanti altri che non si accontentano della visione della
storia imposta con la violenza.
E che dimostrano come il numero degli ebrei nel dopoguerra fosse simile a
quello di prima.
E che dimostrano come le camere a gas non potevano funzionare.


>O forse vuoi invece dirci che quel giorno, lì a Posen, eri presente anche
tu
>e hai capito diversamente?


o magari c'eri tu e hai capito giusto ?


>Al di là di comprare un dizionario (vedi sopra), ti sbagli ancora una
volta.
>E' David Irving (oggi negazionista) a dire che il verbo "ausrotten" ha il
>significato di "sterminare", ma questo solo a partire dalla seconda metà
del
>'900, mentre negli anni '30 il significato era diverso. Per cui confermo:
>l'estrema difesa dei negazionisti è quella di cambiare il significato alle
>parole a seconda della propria banderuola ideologica!!


Maestri in questo siete voi che vi inventate milioni di morti mai stati o
camere a gas mai esistite.

>Ai fatti. I fatti dicono che anche nel linguaggio delle SS dell'epoca il
>verbo "ausrotten" significava "distruggere, eliminare".


tu stesso hai detto prima "eradicare".Che non significa uccidere.


>Leggi meglio: parla di "incisione del bubbone". Un bubbone non si
sconfigge,
>ma essendo la forma esteriore del bacillo della peste si elimina. Compra un
>buon vocabolario di italiano...


linguaggi truculenti simili venivano usati anche dagli alleati.Contano i
fatti.

>Errore: leggi meglio. Himmler non parla nel corso di una "riunione
>preparatoria", ma nel corso di una "riunione informativa" (l'intero
discorso
>è molto più ampio di quel passaggio). La differenza sta nel fatto che a
>Posen Himmler parla di una cosa che *sta succedendo*. La riunione
>preparatoria principale - come si sa - è la conferenza di Wannsee.


in cui si stabilì solo la deportazione degli ebrei in Polonia.


>Non lo capì dopo la guerra. Leggi meglio. Quando gli chiesero: "Quand'è che
>ha avuto piena coscienza dello sterminio?" lui rispose "Nella riunione di
>Posen". Non so se hai compreso la differenza. E' come se oggi ti
>chiedessero: "Quand'è che hai capito come nascono i bambini?" Tu rispondi:
>"Più o meno quando avevo dieci anni (voglio essere magnanimo...)". Sarebbe
>bizzarro che io allora ti dicessi: l'ha capito solo oggi (a meno che tu
oggi
>non compia dieci anni...).

e io ti ripeto che lo "sterminio" fu narrato dagli alleati dopo la
guerra.Gli imputati presero per vera una notizia che non potevano in alcun
modo verificare perchè non esisteva alcuna commissione di indagine costruita
in maniera indipendente da ciascuno dei belligeranti.
Le dichiarazioni in tali processi vanno ad intendersi come pesantemente
influenzate da questa situazione. In cui comunque Goering e Streicher
contestarono l'intera accusa.

>Questo è un punto importante. Il libro della Fargion è un elenco degli
ebrei
>deportati dall'Italia e dalle isole. Dimostra chiaramente quanti furono i
>"non tornati". Penso però che anche qui devi darti una regolata: i tuoi
>amichetti negazionisti non avrebbero *mai* sbarellato in questo modo.


Sbagli .Perchè sia Garaudy,che Rassinier che Mattogno non negavano
l'esistenza di numerose vittime ebraiche. Ma della pianificazione e
realizzazione dello sterminio.
L'ottanta per cento dei morti è tanto.Ma non era diversa la percentuale
rispetto ai lager degli altri paesi.

>Stangl (comandante a Treblinka), venne arrestato in Brasile nel 1967,
>estradato in Germania e condannato da una corte tedesca all'ergastolo. Morì
>in prigione nel 1971. Per cui "gli alleati" qua c'entrano come il cavolo a
>merenda.


con calma ,in un altro thread penseremo anche a lui.

>Leggiti le sue confessioni (nelle quali parlò tranquillamente delle
>gasazioni), leggiti il libro/intervista di Gitta Sereny su di lui e poi ne
>riparliamo. Fino ad allora, è meglio che non ti esponi ad altre brutte
>figure sull'argomento.


finora magre figure le fai te.Costretto ad arrampicarti sugli specchi per
affermare uno sterminio senza sterminati.


>Beep!! Contraddice le confessioni ed i riscontri oggettivi delle risultanze
>processuali.

>Prima di inoltrarci anche su questo punto, però, sarebbe bene spiegassi
>meglio la tua posizione. Secondo te quante furono le persone eliminate
>(tutte con iniezione letale)?


all'incirca settantamila.


>Eccezionale poi la tua "chiusa", in perfetto stile mistico/negazionista
>
>> Gli "eletti" in fondo hanno regalato al nazismo l'ideologia che li ha poi
>> combattuti.
>
>Infatti, non sono molti - neanche fra i negazionisti - a ritenere che gli
>ebrei "regalarono" al nazismo la sua ideologia. Certo è che alcuni
>pseudo/invasati ritengono che lo NSDAP fu in realtà una setta
>gnostico/manichea (ebbene sì, anche questo mi è toccato leggere...) di
>derivazione ebraica.


nulla di tutto ciò.Io parlo dell'ideologia razzista del "popolo eletto".Che
per mezzo della Bibbia divenne patrimonio ideologico degli europei.
Chi ebrei ricevettero lo stesso trattamento da loro magnificato contro
Madianiti e Filistei.Con la differenza che gli ebrei sopravvissero
egregiamente.


Priority99

unread,
May 15, 2002, 6:16:06 PM5/15/02
to
"artamano" <arta...@tin.it> wrote in message news:<0QWD8.38641$CN3.1...@news2.tin.it>...

> >E' noto che gli epigoni del nazifascismo sono dediti alle opere pacifiche e
> >sono parificabili all'esercito della salvezza ! E che il loro motto "got
> mit
> >uns" e' come quello dei benedettini "ora et labora", vero ?
>
>
> cosa ti fa pensare che contestare l'olocausto significhi essere nazisti ?

artamaniaco, tu ce lo fai pensare.
Dei 2390 tuoi posting ad oggi, 291 parlano di Hitler.

Basta vedere i tuoi postings passati su
http://groups.google.com/groups?as_uauthors=artamano&hl=en
http://groups.google.com/groups?as_q=hitler&as_uauthors=artamano&hl=en

Ora, o sei un fan di hitler (si chiamano nazisti, lo sai?) o sei uno
storico specializzato su Hitler.
Ora, tu stesso dici "non sono uno storico":
http://groups.google.com/groups?selm=85pi3h%24ft0%242%40nslave1.tin.it
Se ne deduce che sei un nazista.

Ora, č innegabile che il tuo argomento preferito č il negazionismo
(certo. č molto piů carino chiamarlo come fai tu, "contestare
l'olocausto").

Ma torniamo alla tua domanda:

"artamano" <arta...@tin.it> wrote in message news:<0QWD8.38641$CN3.1...@news2.tin.it>...


> cosa ti fa pensare che contestare l'olocausto significhi essere nazisti ?

Sei tu che lo fai pensare.

Tu e i nazisti come te, di allora e di adesso.

Priority99
http://www.artamano.com

PS artamano, vado chiedendotelo da un pezzo: fatti un favore e dě
pubblicamente "non sono un nazista". O proprio non ti riesce?

Priority99

unread,
May 15, 2002, 6:27:52 PM5/15/02
to
> >La prima: sei d'accordo con me nel riconoscere che un ordine autografo di
> >Hitler esiste per il primo piano di sterminio attuato in Germania (Aktion
> >T4), e cioè quello degli handicappati, degli asociali, dei malati mentali

> >(ti aiuto: lo puoi trovare qui
> >http://www.historyplace.com/worldwar2/ww2-pix/euthan-order.jpg ) ?
>
>
> questo piano è esistito ed era annunciato da Hitler fin dall'inizio.Ma non

> c'entra con il presunto olocausto ebraico.

Questo problema ti sta molto a cuore, vero, artamaniaco?
Ricordo a tutti che fu proprio sul tema dei diritti degli handicappati
che esordisti col tuo favoloso nickname, vero?

Il messaggio lo trovate qui:
http://groups.google.com/groups?selm=37b747aa.51191759%40news.iol.it

Il subject del messaggio è "CHE NAUSEA,I DOWN !!!!!!!!!!!"

Ricordo a tutti, a futura memoria, che il messaggio aveva lo header:
Approved: Luca Sambucci <Luca.S...@alleanza-nazionale.it>
(lo vedete dal link precedente, seguendo il link "Original Format")

altre informazioni su:
http://www.artamano.com/
nella sezione "la triste storia"

Priority99
E, tanto per finire, riporto la mia citazione preferita tra i deliri
artamaniaci
> no,mentire sapendo di mentire significa USARE
> IL MITO PER STABILIRE UN DOMINIO.
> E'questo l'obiettivo dei revisionisti.

Luigi Miragliuolo

unread,
May 16, 2002, 2:44:50 AM5/16/02
to

"artamano" <arta...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:WhAE8.61185$zW3.8...@news1.tin.it...

>
> Luigi Miragliuolo ha scritto nel messaggio ...
>
> >Basta il tuo nick.
>
>
> puro amore per l'ecologia e le radici etniche.

Come no. Iscritto al WWF vero ?

> >No ? ma dove sono finiti gli ebrei romani ?
>
>
> come ho già scritto molti furono deportati e tanti morirono.
> Ma il tasso di mortalità non era più alto dei prigionieri di guerra in
URSS
> e dei vari deportati civili.
> Non si parla di olocausto per loro.

Infatti hai scritto una cazzata.

> >Poverini. Ah gia' sono i suoi eroi. Si legga le memorie del giudice
Taylor,
> >era tra i giudici di Norimberga, mi sa che Lei vuole fare il revisionismo
> >sui libri non letti.
>
>
> Ho letto molti libri non si preoccupi.Lei provi un po' anche con i
> revisionisti.
> Fa bene cimentarsi anche con chi non la pensa come noi.

Io non credo che lei e' andato al di la' di quello che le piace.

>
> >MA come i massimi uomini di governo non sapevano nulla di quei campi, il
> >capo della RSHA non sapeva nulla, nessuno sapeva nulla ? Ma non e' piu'
> >logico che dicessero che non c'erano le camere a gas ?
>
>
> come potevano parlare di camere a gas quando non esistevano ?
> Loro non potevano parlare di cose che non conoscevano e di cui vennero
> informati solo a guerra finita.

Sapevano che c'erano i campi, quindi sapevano cosa c'era e cosa accadeva. Se
fosse andato come dice Lei, avrebbero detto, che non c'erano le camere a
gas, invece dissero che non sapevani nulla di nulla. Tranne Speer .


>
>
> >Pero' le forniture e le lettere sono di prima della guerra, strano pero'
> non
> >trova ?
>
>
> in misura insufficiente per il preteso sterminio.

Erano sufficienti per sterminare milioni di persone. Se non avevano le
camere a gas, perche' compravano quella roba ?

>
> >E che le facevano a fare ?
>
>
> si trattava di altri locali che gli alleati dopo la guerra trasformarono
in
> luoghi atti alla sceneggiata.

Erano tutti uguali questi locali, non trova ?


sergio

unread,
May 16, 2002, 5:09:58 AM5/16/02
to
Il 15 Mag 2002, 23:19, "artamano" <arta...@tin.it> ha scritto:
>

>>il
topo di fogna artamano e' negazionista pure di quello che e'
>adesso?
>il vermiciattolo che si nutre dello sterco degli "eletti" ritiene nazista
>chiunque dubiti della verità di Stato ?

sei talmente VIGLIACCO che
continui a negare che sei nazista. Pensa un po' chi dopo questa ennesima
prova di coraggio e' il verme tra me e te...

>>a proposito di
prigionieri, quanti milioni di sovietici furono
>>catturati? E che fine
hanno fatto?


certo non mi aspettavo da te una risposta sensata se non
la solita sbavata nazista.

--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it

Luigi Vianelli

unread,
May 16, 2002, 11:23:07 AM5/16/02
to
"artamano"

Cerchiamo di fare un po' d'ordine.

Tu hai affermato che lo sterminio degli handicappati venne annunziato nel
"Main Kampf" e pianificato quando Hitler andò al potere.

Ora ti accorgi di averla sparata troppo grossa, per cui sei costretto ad
scrivere che:

> Il fatto che nel Mein Kampf si parli
> male dei malati incurabili e degli ebrei non significa che li si volesse
> sterminare entrambi.

Non girare la frittata.

Qui non stiamo discutendo di questo. Stiamo discutendo sul fatto che se tu
stesso leggi nel "Mein Kampf" l'annunzio dello sterminio degli handicappati,
*devi* per forza di cose leggervi l'annunzio dello sterminio degli ebrei.

La motivazione di tale assunto è semplice: il linguaggio riferito agli
handicappati è addirittura "più leggero" - in quanto a brutalità delle
espressioni - rispetto a quello utilizzato per gli ebrei.

E' una semplice questione di *logica*, caro Artamano.

Per cui delle due l'una: o tu sei costretto a dire che nel "Mein Kampf" non
c'è l'annuncio di nessuno sterminio, o c'è l'annuncio anche dello sterminio
degli ebrei.

In effetti, sei poco in linea con i tuoi amichetti negazionisti su questo
punto: mai e poi mai si sarebbero infilati in questo "cul de sac". Ripassa
la lezione!!!

Comunque sia, continuiamo pure a parlare dell' "Aktion T4". Tu così scrivi:

> Iniezione letale praticata nei cinque centri appositi creati allo scopo.Da
> tutta la Germania affluivano malati incurabili segnalati dai medici che
> erano tenuti alla denuncia non appena fatta la diagnosi.

Bene. Da ciò ne ricaviamo che:

1. Fu pianificata un'azione di eliminazione fisica degli handicappati, degli
asociali ecc.ecc.
2. Questi vennero presi e spediti in luoghi deputati
3. In questi luoghi deputati essi vennero uccisi

Ora, da ciò che ho capito, la differenza maggiore fra ciò che dico io e ciò
che dici tu è sul metodo di uccisione. Tu dici che fu per "iniezione
letale", io dico che fu sia per iniezione letale che per soffocamento a
causa del gas.

Tagliamo la testa al toro e andiamo alle fonti.

Sai dirmi se esistono tuttora le Gaskammer nei centri dell' "Aktion T4"?

Mi sai dire i nomi di alcuni di coloro i quali furono coinvolti in queste
operazioni?

Infine, mi sai dire che cosa dissero questi signori, una volta che furono
interrogati sull' "Aktion T4" (attenzione: come sicuramente saprai parecchi
di questi signori non sono stati mai condannati, per cui le loro
testimonianze sono spesso all'interno di interviste giornalistiche, non in
carte processuali)?

Dopo continueremo la nostra conversazione sull'Aktion T4.

> >Vernichtung? Guarda un po': è esattamente la parola usata da Hitler nel
> >discorso ai Gauleiter del 12 dicembre 1941 (citato dai diari di
Goebbels -
> >la traduzione è mia): "Per quanto concerne la questione giudaica, il
> Fuehrer
> >è determinato a fare una profonda chiarezza. Egli ha già profetizzato ai
> >giudei che se avessero trascinato di nuovo il mondo in una guerra,
> avrebbero
> >sperimentato il loro proprio sterminio ("Vernichtung")"
>
>
> Bene ma questo non è un piano atto ad operare la strage.

Non girare la frittata.

Caro Artamano, non te la cavi così facilmente!!

Tu hai scritto che "Ausrottung" non significa sterminio. Hai scritto che la
parola *giusta* per definire lo sterminio è "Vernichtung". Ora è fin troppo
semplice trovare la parola "Vernichtung" utilizzata dai capi nazisti e
riferita agli ebrei. Tu allora che fai? Dici che quando Hitler utilizza la
parola "Vernichtung" non sta delineando un piano.

E allora mi tocca ripeterti (come ad un settenne...) che *non di questo* si
stava discutendo, bensì delle parole che venivano utilizzate dai caporioni
nazi nei confronti degli ebrei.

Ora: sei disposto a riconoscere che Hitler ed altri hanno usato associato
agli ebrei *proprio* i termini che in tedesco significano *sterminio*, così
come tu stesso hai detto?

(NB: Anche qui ti dimostri uno scolaretto indisciplinato rispetto ai tuoi
amichetti negazionisti. Nessuno di essi avrebbe mai detto che "Vernichtung"
significa "sterminio". Ripassa la lezioncina!!!)

> >In realtà, questa era una fissa del Fuehrer, avendolo già detto
> >pubblicamente nel noto discorso al Reichstag del 30 gennaio 1939 (la
> >traduzione è mia): "Oggi voglio essere una volta in più un profeta: se la
> >finanza internazionale giudaica dentro e fuori dell'Europa dovesse
spingere
> >nuovamente le nazioni in un'altra guerra mondiale, la conseguenza non
> >sarebbe la bolscevizzazione della terra e quindi la vittoria del
giudaismo,
> >ma lo sterminio della razza giudaica in Europa (die Vernichtung der
> >jüdischen Rasse in Europa").
>
> allora perchè tale parola non compare chiaramente nei pretesi ordini di
> sterminio ?

Non girare la frittata.

La risposta te la faccio dare prima da Himmler: "Questa è una pagina della
nostra storia che non è stata scritta, né sarà mai scritta"; e poi da
Eichmann: "Nel corso della conferenza di Wannsee si parlò tranquillamente di
uccisioni, di stragi e di morti. Ma mi fu ordinato di non inserire queste
espressioni nel verbale."

Tu credi a loro due o no? Fra l'altro, se non vado errato Himmler fece parte
della "setta" degli Artamani, per cui dovresti sentirti molto affine al
Reichsfuehrer-SS. E' così?


> >In effetti, basta seguire gli atti del processo "Irving vs. Lipstadt" per
> >averne un esempio perfetto, con Irving che smentisce i linguisti tedeschi
> >(!) e addirittura smentisce sé stesso (in una precedente edizione di
> >"Hitler's War" era incorso nello stesso "scivolone" in cui incorre oggi
> >Artamano) in una girandola di cambi di significato delle parole negli
anni.
> >Ma tutto ciò non è esattamente esplicativo della "tecnica negazionista",
> che si appella a qualsiasi cosa pur di non voler seguire la logica e la
> >storiografia?

>c'è una logica storiografica nel non voler discutere del numero degli ebrei
>prima e dopo la guerra ?
>O di parlare di camere a gas assassine che non potevano funzionare ?

>O di forni crematori senza camini ?[cut]

Non girare la frittata.

Irving dice che la parola "Ausrottung" (usata da Himmler) significa anche
"sterminio", ma solo dal dopoguerra in poi. Siccome però in una vecchia
edizione di "Hitler's War" aveva scritto il contrario (non bisogna
dimenticarsi che Irving all'inizio non fu negazionista, semplicemente
affermava che Hitler non sapeva nulla dello sterminio), durante il processo
che egli intentò contro la Lipstadt dovette effettuare questo strano
contorcimento verbale, smentendo il David Irving di qualche anno prima e
smentendo pure i linguisti tedeschi.

Ora la mia domanda è: ca-pi-re tu pa-ro-le o do-ve-re fa-re an-che
di-se-gni?

> >Forse non hai letto bene: in quel discorso Himmler *parla apertamente*
> dello
> >sterminio degli ebrei. Ne parla talmente apertamente che tutti i presenti
> al
> >discorso - interrogati specificamente sulla questione - dissero proprio
> >così: "Himmler nel discorso di Posen parlò apertamente dello sterminio
> degli
> >ebrei".
>
> e naturalmente mancano sia gli ordini scritti dello sterminio sia le
> pianificazioni tecniche atte ad attuarlo.

Non girare la frittata.

Ho già scritto e lo ripeto. Nel dopoguerra *tutti i presenti al discorso di
Posen* interrogati o intervistati sul punto dichiararono che in quel
discorso Himmler parlò dello sterminio degli ebrei.

Sul fatto che manchi un ordine scritto di Hitler, rivolgo a te la domanda:
esiste un suo ordine scritto sull'evacuazione degli ebrei?

Mancando quest'ultimo, vuoi forse dire che gli ebrei non vennero nemmeno
deportati?


> sei tu che neghi la logica. Si parla di una strage pianificata di sei
> milioni di persone.
> I revisionisti negano che ci sia stata e citano le statistiche di
> popolazione di fonte ebraica e americana. Negano che le camere a gas
> assassine potessero funzionare e citano le perizie tecniche tra cui quella
> di Germar Rudolph .

Non girare la frittata e leggi meglio!

I negazionisti non negano che le camere a gas assassine potessero
funzionare. Negano che all'epoca ci furono le camere a gas assassine. Oltre
a ciò, il vero nome non è "Rudolph" ma "Rudolf", e la sua "perizia" non è di
tipo ingegneristico (come sembri ipotizzare, parlando di "impossibilità a
funzionare"), ma chimico. Lui sostanzialmente s'interessa ai residui dei
gas, più che altro.

Sulla sua perizia e su quella del falso ingegnere Fred Leuchter, poi, ci
sono da fare quattro risate!! Lasciamo comunque l'argomento ad un altro
thread, vuoi?

Detto per inciso: ma tu li leggi i libri dei negazionisti, o li conosci a
pappagallo perché-qualcuno-ti-ha-detto-che-è-così? Dimmi tu se devo
spiegarti io il loro contenuto! Non c'è più religione, Artamano mio...


> I discorsi che fanno riguardano l'essenza stessa dell'argomento in
> questione.
> E tu mi parli delle interpretazioni che dei testimoni hanno dato alle
parole
> di Himmler.
> E dove sarebbero le disposizioni atte a realizzare l'eliminazione deli
> ebrei europei ?

Non girare la frittata.

Forse non hai letto bene. Mi ripeto:

1. Abbiamo i discorsi di tutti i grandi caporioni nazisti che parlarono di
"Ausrottung" o "Vernichtung" o "Ausschaltung" riferito agli ebrei.

2. Abbiamo la conferenza di Wannsee nella quale si pianificò.
3. Abbiamo i piani di costruzione di tutti i lager.
4. Abbiamo i piani organizzativi degli spostamenti dei treni.
5. Abbiamo gli ordini scritti di deportazione.

6. Abbiamo nome e cognome dei deportati.
7. *NON* abbiamo più quei deportati.

Fra il punto 5. e il punto 7. :

a. Abbiamo le evidenze fotografiche dell'epoca dei corpi bruciati nelle
fosse comuni ad Auschwitz.

b. Abbiamo le confessioni di tutti i comandanti dei Vernichtungslager
sull'uso delle Gaskammer.

c. Abbiamo le testimonianze degli uomini che operavano nel "Sonderkommando"
(sia successive alla guerra, sia contemporanee ai fatti).

d. Abbiamo le camere a gas ancora "in situ" (sia pure non dappertutto: p.es.
a Treblinka i tedeschi hanno spianato a zero il campo).

e. Abbiamo le perizie ingegneristico/chimiche sulle Gaskammer, effettuate
negli anni '40 del secolo scorso e - successivamente al can can inscenato
dal negazionista pseudo/ingegnere Fred Leuchter - quarant'anni dopo.

Quindi le disposizioni ci sono, e il loro contenuto è stato pienamente
confermato dalle confessioni e dalle interviste di coloro che le eseguirono.

> il nome e il cognome dei sei milioni ?
> Abbiamo i conteggi ?
> Se si puoi chiudere il discorso così.Mostrali a tutti i revisionisti.
> Se puoi.

Eccellente!! Iniziamo con l'Italia. I dati forniti dalla Picciotto Fargion
per te vanno bene? Vogliamo commentarli assieme? Dopo di che passeremo
all'analisi di un altro paese facile facile (es. la Danimarca), poi ad un
altro, poi ad un altro, e poi tireremo insieme le somme. Sei pronto a fare
assieme a me questo compitino? (NB - Ci avevo provato un'altra volta a farti
iniziare questo discorso, ma tu sei svicolato rapidamente. Vediamo se questa
volta iniziamo a fare sul serio).

> >Fra il punto 5. e il punto 7. :
>
> >a. Abbiamo le evidenze fotografiche dell'epoca dei corpi bruciati nelle
> >fosse comuni ad Auschwitz.
>
> Sul serio ? E come mai le ricognizioni aeree fatte dagli alleati su
> Auschwitz non rilevano l'attività dei forni atti a bruciare milioni di
morti
> ?

Non girare la frittata.

Riconosci che esistono le foto dei corbi mentre bruciano nelle fosse comuni
ad Auschwitz o no? Dopo parleremo delle ricognizioni aeree.


> >b. Abbiamo le confessioni di tutti i comandanti dei Vernichtungslager
> >sull'uso delle Gaskammer.
>
> per esempio Hoess e Gerstein ?
> Vogliamo parlare di loro per caso ?

Non girare la frittata e leggi meglio.

Ho scritto "i comandanti dei Vernichtungslager". Gerstein è per caso fra
questi? Mi vuoi dire che non sai che ruolo ricoprì Gerstein negli anni di
guerra?

Mi sorge un dubbio: sto parlando con uno che non conosce adeguatamente la
materia? Adesso ti dico un paio di nomi, vediamo se sai chi sono: Richard
Korherr ti dice niente? E Franz Suchomel? E Richard Thomalla? E Manfred
Koehler?

> >c. Abbiamo le testimonianze degli uomini che operavano nel
"Sonderkommando"
> >(sia successive alla guerra, sia contemporanee ai fatti).
>
> certo ,quelli che maneggiavano i corpi dei gassati "mangiando e fumando" !
> La chimica,che è scienza,dice che i membri dei sonderkommando non
avrebbero
> potuto sopravvivere a tale contatto.

Non girare la frittata.

Riconosci che ci sono le testimonianze di questi signori oppure no?
Riconosci che ci sono le testimonianze sepolte all'interno del campo, vicino
ai forni, oppure no? Riconosci che dette testimonianze confermano in pieno
tutto quanto è noto sulle Gaskammer o no?

Una volta che avrai riconosciuto questo, ne parleremo meglio


> >d. Abbiamo le camere a gas ancora "in situ" (sia pure non dappertutto:
> p.es.
> >a Treblinka i tedeschi hanno spianato a zero il campo).
>
> ma certo,come quella di Auschwitz,con le porte normali !
> Fai pena.

Studia meglio!

Quanti furono gli ambienti di Auschwitz deputati a Gaskammer? Quando avrai
risposto a questa domandina semplicesemplice parleremo della porta.

> >e. Abbiamo le perizie ingegneristico/chimiche sulle Gaskammer, effettuate
> >negli anni '40 del secolo scorso e - successivamente al can can inscenato
> >dal negazionista pseudo/ingegnere Fred Leuchter - quarant'anni dopo.
>
>
> per esempio quella di Germar Rudolph,che dimostra l'impossibiltà di
> funzionamento
> delle camere a gas.
> La chimica è scienza.

E dàgliela con questo "Rudolph"... Da come parli del suo scritto, dubito che
tu l'abbia letto.

Comunque sia, la chimica è talmente tanto scienza e i negazionisti sono
talmente tanto scienziati che perfino Mattogno ha dovuto prendere le
distanze dalla "perizia" di Fred Leuchter, a suo tempo presentata in pompa
magna e sventolata ai quattro venti dal tuo maestrino Faurisson. E' stata
sbugiardata talmente in lungo e in largo che il fronte negazionista dovrebbe
sciacquarsi la bocca prima di parlare un'altra volta di "scienza"...


> >Ai negazionisti - comunque sia - tutto questo non basta e non basterà
mai.
> >La loro posizione non ha nulla a che fare con la storia, ma ha mooolto a
> che
> >fare con l'ideologia, col preconcetto.
>
> Chi ha reso l'olocausto una religione che prevede la condanna degli
eretici
> ?
> Chi ha bisogno di mentire per giustificare un potere ?

Non girare la frittata.

Stiamo facendo una pacata discussione. Non ti ho mai chiamato "eretico", né
tanto meno sono al servizio di un "potere". Ho semplicemente letto qualche
libro e ne sto amabilmente discutendo con te. Vuoi seguire i canoni della
logica e della storiografia o vuoi cavalcare lancia in resta verso il sole
del martirio?


> >Come ho scritto sopra, forse hai letto male. Hoess l'ho citato - in
questo
> >contesto - per capire che parola lui - tedesco - utilizzava per definire
lo
> >"sterminio". Questa parola è esattamente la stessa usata da Himmler a
> Posen:
> >"Ausrottung". E la traduzione in inglese di tale parola utilizzata da
Hoess
> >è stata "extermination". Stiamo parlando di "significato delle parole".
Se
> >io a te parlo di "sterminio" (in italiano), tu capisci subito di che cosa
> >stiamo parlando, oppure un giorno arriverà fuori un Artamano a dirci che
la
> >parola "sterminio" nell'italiano dei primi anni del terzo millennio
> >significava un'altra cosa?
>
>
> e dal momento che la testimonianza di Hoess è stata ottenuta con mezzi che
> ripugnerebbero a qualsiasi tribunale anche le sue interpretazioni
andrebbero
> trattate con cautela.

Non girare la frittata.

Hoess usa la parola "Ich" per dire "io"; usa la parola "essen" per dire
"mangiare", usa la parola "sein" per dire "essere". Qui non stiamo
discutendo (terza volta che te lo dico!!) sulla *veridicità* della sua
testimonianza, ma su *quali parole usa* per esprimere i concetti.

Detto questo, Hoess usa "Ausrottung" per dire "sterminio".

Devo spiegartelo un'ennesima volta o ci sei finalmente
arrivato-col-ragionamento?

Riconosci anche tu che Hoess usa la parola "Ausrottung" per dire
"sterminio"?

> >Certo che basta. Vedi p.es. il Langenscheid's del 1952. "Ausrottung" =
> >"Eradication, extermination"
>
> eradicazione dall'Europa appunto.Che è cosa diverso dall'uccidere.
> Vuol dire espulsione.

Non girare la frittata.

Mi hai sfidato a trovare un vocabolario dal quale risulti che la parola
"Ausrottung" voglia dire "sterminio". Eccotelo citato. Dal contesto del
discorso himmleriano che cosa ne deriva?

1. Prima dice che parlerà di un argomento segreto (Da non scriversi!!)
2. Poi dice che questo argomento è l'evacuazione degli ebrei
(Judenevacuierung)
3. Poi precisa che per "evacuazione" lui intende lo "sterminio"
(Ausrottung - Ausschaltung)
4. Infine dice che sa di rivolgersi alle persone giuste, perché i presenti
sono abituati a vedere 10, 500, 1000 cadaveri insieme.

Adesso sarebbe bello che tu commentassi tutti questi passaggi. In
particolare, rispondi a queste domande:

a. Perché l'argomento è *segreto*, ed è una pagina della storia tedesca che
mai dovrà essere scritta?

b. Perché non si accontenta della parola "evacuazione", ma la precisa con la
parola "sterminio" (Ausrottung)?

c. Perché i presenti (quasi tutti ufficiali delle SS) sono le persone
"giuste", in quanto hanno visto montagne di cadaveri? Che nesso c'è?

> >O forse vuoi invece dirci che quel giorno, lì a Posen, eri presente anche
> tu
> >e hai capito diversamente?
>
>
> o magari c'eri tu e hai capito giusto ?

Io non c'ero e nemmeno tu, a quanto pare. Io mi affido a chi c'era. E chi
c'era ha candidamente confermato che di "sterminio degli ebrei" si parlò.


> >E' David Irving (oggi negazionista) a dire che il verbo "ausrotten" ha il
> >significato di "sterminare", ma questo solo a partire dalla seconda metà
> del
> >'900, mentre negli anni '30 il significato era diverso. Per cui confermo:
> >l'estrema difesa dei negazionisti è quella di cambiare il significato
alle
> >parole a seconda della propria banderuola ideologica!!
>
>
> Maestri in questo siete voi che vi inventate milioni di morti mai stati o
> camere a gas mai esistite.

Non girare la frittata.

Riconosci che la parola "Ausrottung" nel linguaggio attuale può avere il
significato di "sterminio"? Riconosci che la stessa parola poteva avere lo
stesso significato anche negli anni '40?

> >Ai fatti. I fatti dicono che anche nel linguaggio delle SS dell'epoca il
> >verbo "ausrotten" significava "distruggere, eliminare".
>
> tu stesso hai detto prima "eradicare".Che non significa uccidere.

Non girare la frittata.

Qui parliamo dei bacilli di TBC. Secondo te i medici delle SS volevano
"trasferirli" o volevano "distruggerli"?

O forse vuoi dirmi che tu quando ti ammali prendi gli antibiotici per
"creare al di fuori del tuo corpo una colonia ben delimitata di bacilli"?

> >Leggi meglio: parla di "incisione del bubbone". Un bubbone non si
> sconfigge,
> >ma essendo la forma esteriore del bacillo della peste si elimina. Compra
un
> >buon vocabolario di italiano...
>
> linguaggi truculenti simili venivano usati anche dagli alleati.Contano i
> fatti.

Non girare la frittata.

Tu hai scritto che nel testamento di Hitler si parla di "sconfiggere" gli
ebrei. Io ti ribadisco che Hitler vuole "sconfiggerli" così come vuole
"sconfiggere" un bubbone di peste. Non solo: alla fine della sua vita, dice
pure che ce l'ha fatta e che il mondo deve essergli grato per questo!!

Tu gli sei grato?

> >Errore: leggi meglio. Himmler non parla nel corso di una "riunione
> >preparatoria", ma nel corso di una "riunione informativa" (l'intero
> discorso
> >è molto più ampio di quel passaggio). La differenza sta nel fatto che a
> >Posen Himmler parla di una cosa che *sta succedendo*. La riunione
> >preparatoria principale - come si sa - è la conferenza di Wannsee.
>
> in cui si stabilì solo la deportazione degli ebrei in Polonia.

Non girare la frittata e leggi meglio.

Stavamo parlando del carattere della riunione convocata da Himmler. Tu non
ne parli, per cui significa che riconosci che di "riunione informativa" si
trattò, e non di "riunione preparatoria".

Sbagli comunque parzialmente anche nella tua frase di risposta. La parola
"Polonia" non è contenuta all'interno del verbale della conferenza di
Wannsee. Comunque sia, non voglio farne una questione di lana caprina. E'
ovvio che la parola "Governatorato Generale" è anche a te nota. O no?


> e io ti ripeto che lo "sterminio" fu narrato dagli alleati dopo la
> guerra.Gli imputati presero per vera una notizia che non potevano in alcun
> modo verificare perchè non esisteva alcuna commissione di indagine
costruita
> in maniera indipendente da ciascuno dei belligeranti.
> Le dichiarazioni in tali processi vanno ad intendersi come pesantemente
> influenzate da questa situazione. In cui comunque Goering e Streicher
> contestarono l'intera accusa.

Non girare la frittata e studia di più.

A quali "alleati" parlò Franz Stangl? A quali "alleati" parlarono gli
imputati del processo di Auschwitz? La contestazione dell'accusa fatta da
Goering (la posizione di Streicher - in realtà - è leggermente diversa)
dimostra proprio ciò che tu vuoi negare, e cioè che ogni imputato a
Norimberga poté prendere la posizione che meglio gli aggradava. Non solo:
sappiamo pure che nemmeno tutti gli imputati furono condannati, il che
dimostra pure che fu un vero e proprio *giudizio* e non un' *ordalia* come
tutti i neonazisti e molti negazionisti (Mattogno, per esempio, s'interessa
ben poco della questione) affermano.

> L'ottanta per cento dei morti è tanto.Ma non era diversa la percentuale
> rispetto ai lager degli altri paesi.

Citare fonti e situazioni, please.

> >Stangl (comandante a Treblinka), venne arrestato in Brasile nel 1967,
> >estradato in Germania e condannato da una corte tedesca all'ergastolo.
Morì
> >in prigione nel 1971. Per cui "gli alleati" qua c'entrano come il cavolo
a
> >merenda.
>
> con calma ,in un altro thread penseremo anche a lui.

Ma dimmi un po' te. Non hai trovato materiale a sufficienza da
copiare/incollare? Proprioproprioproprio non sai nulla su Stangl da dirmi
così, su e via... ?

Studia!!!

Saluti.
Gigi

PS Veniamo ora alla parte "ideologica".

> Io parlo dell'ideologia razzista del "popolo eletto".Che
> per mezzo della Bibbia divenne patrimonio ideologico degli europei.
> Chi ebrei ricevettero lo stesso trattamento da loro magnificato contro
> Madianiti e Filistei.Con la differenza che gli ebrei sopravvissero
> egregiamente.

Mamma mia, che cosa mi tocca leggere!!!

Iniziamo da una cosa facile.

La bibbia "divenuta patrimonio ideologico degli europei" da quanti libri è
costituita? Do you know Gesù Cristo? Sai dirmi se tale "Gesù Cristo" - forse
da te conosciuto, almeno per sentito dire - è patrimonio comune dell'
"ideologia biblica europea" e dell' "ideologia biblica ebraica"?

Poi passeremo alle cose più complesse...


artamano

unread,
May 18, 2002, 4:34:10 PM5/18/02
to

Luigi Vianelli ha scritto nel messaggio ...

>Qui non stiamo discutendo di questo. Stiamo discutendo sul fatto che se tu


>stesso leggi nel "Mein Kampf" l'annunzio dello sterminio degli
handicappati,
>*devi* per forza di cose leggervi l'annunzio dello sterminio degli ebrei.


sei tu che hai gravi problemi di comprensione .Ovvio del resto in chi crede
alle favole macabre della propaganda di guerra alleata. Cio'che conta è che
l'eutanasia degli handicappati c'è stata mentre l'olocausto ebraico no.
Prima di fare l'esegesi dei testi occorre vedere se un fatto si è verificato
o no.
Tu forse leggi negli scritti l'annuncio dello sterminio ,altri solo quello
dell'espulsione,ma comunque I FATTI dimostrano che la politica
nazionalsocialista era tesa all'espulsione degli ebrei e che la deportazione
,attuata in condizioni dure,non ha rappresentato una politica di sterminio
totale . Infatti ben seicentomila furono gli ebrei sopravvisuti ai lager e
le cifre della popolazione mondiale di essi dimostrano stabilità tra prima e
dopo la guerra.


>La motivazione di tale assunto è semplice: il linguaggio riferito agli
>handicappati è addirittura "più leggero" - in quanto a brutalità delle
>espressioni - rispetto a quello utilizzato per gli ebrei.
>E' una semplice questione di *logica*, caro Artamano.
>Per cui delle due l'una: o tu sei costretto a dire che nel "Mein Kampf" non
>c'è l'annuncio di nessuno sterminio, o c'è l'annuncio anche dello sterminio
>degli ebrei.


mai effettuato del resto.


>Tagliamo la testa al toro e andiamo alle fonti.
>
>Sai dirmi se esistono tuttora le Gaskammer nei centri dell' "Aktion T4"?
>
>Mi sai dire i nomi di alcuni di coloro i quali furono coinvolti in queste
>operazioni?
>Infine, mi sai dire che cosa dissero questi signori, una volta che furono
>interrogati sull' "Aktion T4" (attenzione: come sicuramente saprai parecchi
>di questi signori non sono stati mai condannati, per cui le loro
>testimonianze sono spesso all'interno di interviste giornalistiche, non in
>carte processuali)?


credo che tu continua ad arrampicarti sugli specchi. La tua tesi è che
siccome cè stato ed è stato attuato il piano di eutanasia sui minorati
allora deve per forza esserci stato anche l'olocausto. Cioè secondo te chi
mette in dubbio la tesi olocaustica la deve negare in tutto perchè
certamente è un nazista se no deve accettare il mito in blocco.
Il ondo è più variegato di quello che pensi .Ci sono molti,e io tra
questi,che senza essere nazisti non credono allo sterminio ebraico perchè
non è avvenuto.
Senza negare che tra i deportati le vittime siano in percentuale alta.
Io non sono al corrente dei particolari del piano T4 perchè semplicemente
non ho letto tra i revisonisti più seri,Mattogno in testa,tesi che lo
contraddicessero.
E mi fido di loro perchè so che non avrebbero mai intenzione di mentire per
favorire la politica dei vincitori.
La tua isteria non mi tocca. Non cado nella trappola concettuale in cui tu
vorresti credere di avermi messo.Nella tua mente bacata il revisionista è
quello che nega tutto e che fa giochi di parole per giustificare le
proprie idee.
La verità è un'altra. L'esegesi dei testi non può nascondere il
fatto,evidenziato a chiare lettere,che l'olocausto non c'è stato e che gli
ebrei sono rimasti lo stesso numero.


>Tu hai scritto che "Ausrottung" non significa sterminio. Hai scritto che la
>parola *giusta* per definire lo sterminio è "Vernichtung". Ora è fin troppo
>semplice trovare la parola "Vernichtung" utilizzata dai capi nazisti e
>riferita agli ebrei. Tu allora che fai? Dici che quando Hitler utilizza la
>parola "Vernichtung" non sta delineando un piano.


se il piano ci fosse stato allora ne troveremmo traccia in tutto l'apparato
amministrativo nazista. Sia nell'ordine di sterminio che negli apparati atti
a organizzarlo.
Eppure manca tutto ciò. Il dottor Kubovy, del Centro di documentazione di
Tel Aviv, ammise nel 1960: "Non esiste alcun documento firmato da Hitler,
Himmler o Heydrich che parli di sterminare gli ebrei [...]. La parola
"sterminio" non appare nella lettera di Göring a Heydrich concernente la
soluzione finale della questione ebraica".Infine il più recente portavoce
degli storici ortodossi, antirevisionisti, il farmacista Jean-Claude
Pressac, conferma questa nuova versione dell'ortodossia. Egli scrive a
pagina 35 del suo libro Les crématoires d'Auschwitz. La machinerie du
meurtre de masse, Parigi, CNRS, 1993:
"Il 20 dicembre si tenne a Berlino la conferenza di Wannsee: se un'azione
per ricacciare indietro gli ebrei verso Est fu certo prevista, con
l'evocazione di una eliminazione "naturale" attraverso il lavoro, nessuno
parlò allora di liquidazione industriale. Nei giorni e nelle settimane che
seguirono, la Bauleitung di Auschwitz non ricevette né un richiamo, né un
telegramma né una lettera che reclamassero lo studio di una istallazione
adatta a questo scopo".
E anche nella sua Chronologie récapitulative egli, alla data del 20 gennaio
1942, indica: "Conferenza di Wannsee sull'evacuazione e la cacciata degli
ebrei verso l'Est" (p. 114). Lo "sterminio" è stato revisionato: si tratta
di "cacciata".
Possibile che a questi sterminazionisti convinti sia sfuggita
l'interpretazione di cui tu appari convinto ?


>E allora mi tocca ripeterti (come ad un settenne...) che *non di questo* si
>stava discutendo, bensì delle parole che venivano utilizzate dai caporioni
>nazi nei confronti degli ebrei.
>Ora: sei disposto a riconoscere che Hitler ed altri hanno usato associato
>agli ebrei *proprio* i termini che in tedesco significano *sterminio*, così
>come tu stesso hai detto?


No ,per la semplice motivazione che lo sterminio non ci fu.Se fosse stato
pianificato avremmo avuto la sua realizzazione ,per lo meno nei riguardi
degli ebrei caduti in mani tedesche.


>La risposta te la faccio dare prima da Himmler: "Questa è una pagina della
>nostra storia che non è stata scritta, né sarà mai scritta"; e poi da
>Eichmann: "Nel corso della conferenza di Wannsee si parlò tranquillamente
di
>uccisioni, di stragi e di morti. Ma mi fu ordinato di non inserire queste
>espressioni nel verbale."


Eichmann mentiva per salvare la pelle.Sapeva benissimo che la sola linea di
difesa possibile per uno come lui era di appellarsi al dovere
dell'obbedienza scaricando le responsabilità su altri. Come le streghe nel
medioevo.Che non negavano il diavolo ma semplicemente di esserci state
amiche.


>Irving dice che la parola "Ausrottung" (usata da Himmler) significa anche
>"sterminio", ma solo dal dopoguerra in poi. Siccome però in una vecchia
>edizione di "Hitler's War" aveva scritto il contrario (non bisogna
>dimenticarsi che Irving all'inizio non fu negazionista, semplicemente
>affermava che Hitler non sapeva nulla dello sterminio), durante il processo
>che egli intentò contro la Lipstadt dovette effettuare questo strano
>contorcimento verbale, smentendo il David Irving di qualche anno prima e
>smentendo pure i linguisti tedeschi.


Può significare sterminio ma anche sradicamento,come del resto tu stesso hai
citato.
E che l'interpretazione di sradicamento sia quella giusta lo dimostra il
fatto che l'olocausto non ci fu.


>Ho già scritto e lo ripeto. Nel dopoguerra *tutti i presenti al discorso di
>Posen* interrogati o intervistati sul punto dichiararono che in quel
>discorso Himmler parlò dello sterminio degli ebrei.
>Sul fatto che manchi un ordine scritto di Hitler, rivolgo a te la domanda:
>esiste un suo ordine scritto sull'evacuazione degli ebrei?
>Mancando quest'ultimo, vuoi forse dire che gli ebrei non vennero nemmeno
>deportati?


la deportazione fu discussa a Wannsee e fu realmente attuata come dimostrano
i calendari dei treni che sono giunti ad Auschwitz.
L'olocausto no.Come dimostra il numero degli ebrei nel dopoguerra e
l'assenza di strumenti di sterminio atti allo scopo.

>I negazionisti non negano che le camere a gas assassine potessero
>funzionare. Negano che all'epoca ci furono le camere a gas assassine. Oltre
>a ciò, il vero nome non è "Rudolph" ma "Rudolf", e la sua "perizia" non è
di
>tipo ingegneristico (come sembri ipotizzare, parlando di "impossibilità a
>funzionare"), ma chimico. Lui sostanzialmente s'interessa ai residui dei
>gas, più che altro.


chiamalo poco.


>Sulla sua perizia e su quella del falso ingegnere Fred Leuchter, poi, ci
>sono da fare quattro risate!! Lasciamo comunque l'argomento ad un altro
>thread, vuoi?


il rapporto Leuchter è già superato.Ha avuto il merito di cominciare
l'analisi sullo strumento del preteso sterminio.Ma il documento principale è
il rapporto Rudolf.


>1. Abbiamo i discorsi di tutti i grandi caporioni nazisti che parlarono di
>"Ausrottung" o "Vernichtung" o "Ausschaltung" riferito agli ebrei.
>2. Abbiamo la conferenza di Wannsee nella quale si pianificò.
>3. Abbiamo i piani di costruzione di tutti i lager.
>4. Abbiamo i piani organizzativi degli spostamenti dei treni.
>5. Abbiamo gli ordini scritti di deportazione.
>6. Abbiamo nome e cognome dei deportati.
>7. *NON* abbiamo più quei deportati.
>Fra il punto 5. e il punto 7. :


Ti sbagli .Abbiamo di sicuro i verbali della conferenza in cui si pianificò
la deportazione ma nessuna prova relativa ad una pianificazione di uno
sterminio che non venne attuato. E tu non hai affatto la prova che i
deportati di cui sostieni di avere nome e cognome siano morti. Tra i
sopravvissuti ebrei ai lager,e ti ricordo che sono ben seicentomila,molti
migrarono in Israele e in USA.
E tra quelli migrati in USA e Canada molti cambiarono il nome tedesco in
anglosassone.


>a. Abbiamo le evidenze fotografiche dell'epoca dei corpi bruciati nelle
>fosse comuni ad Auschwitz.
>b. Abbiamo le confessioni di tutti i comandanti dei Vernichtungslager
>sull'uso delle Gaskammer.
>c. Abbiamo le testimonianze degli uomini che operavano nel "Sonderkommando"
>(sia successive alla guerra, sia contemporanee ai fatti).
>d. Abbiamo le camere a gas ancora "in situ" (sia pure non dappertutto:
p.es.
>a Treblinka i tedeschi hanno spianato a zero il campo).
>e. Abbiamo le perizie ingegneristico/chimiche sulle Gaskammer, effettuate
>negli anni '40 del secolo scorso e - successivamente al can can inscenato
>dal negazionista pseudo/ingegnere Fred Leuchter - quarant'anni dopo.


E sono perizie negative sulle camere a gas.Le quali,dato il volume ,non
avrebbero potuto,anche se messe in funzione con i gravi deficit tecnici
,eliminare i milioni di persone di cui si parla.
Le camere a gas ancora in situ sono la migliore arma dei revisionisti.

>Quindi le disposizioni ci sono, e il loro contenuto è stato pienamente
>confermato dalle confessioni e dalle interviste di coloro che le
eseguirono.


Solo se si citano quelle favorevoli alla tua fonte.Che folore possono avere
le confessioni contraddette da perizie tecniche contrarie ?


>Eccellente!! Iniziamo con l'Italia. I dati forniti dalla Picciotto Fargion
>per te vanno bene? Vogliamo commentarli assieme? Dopo di che passeremo
>all'analisi di un altro paese facile facile (es. la Danimarca), poi ad un
>altro, poi ad un altro, e poi tireremo insieme le somme. Sei pronto a fare
>assieme a me questo compitino? (NB - Ci avevo provato un'altra volta a
farti
>iniziare questo discorso, ma tu sei svicolato rapidamente. Vediamo se
questa
>volta iniziamo a fare sul serio).


Fallo tu. Sei tu che credi all'olocausto. Fai uno studio paese per paese e
tira le somme tenendo conto però anche dell'emigrazione ebraica in USA
,America del sud,e Israele.
Se ce la fai la tesi dell'olocausto è confermata.Il punto è proprio
qui:nella demografia.


>Riconosci che esistono le foto dei corbi mentre bruciano nelle fosse comuni
>ad Auschwitz o no? Dopo parleremo delle ricognizioni aeree.


può essere.Nei lager molti morivano sia di stenti che di malattia.Ma tu sai
che il mito olocaustico parla di macchina dello sterminio e di strage
deliberata e pianificata.


artamano

unread,
May 18, 2002, 4:34:11 PM5/18/02
to

>Come no. Iscritto al WWF vero ?


proprio cosě.

>Sapevano che c'erano i campi, quindi sapevano cosa c'era e cosa accadeva.
Se
>fosse andato come dice Lei, avrebbero detto, che non c'erano le camere a
>gas, invece dissero che non sapevani nulla di nulla. Tranne Speer .


e come facevano a saper qualcosadi cui non sapeva niente nessuno ?

>Erano sufficienti per sterminare milioni di persone. Se non avevano le
>camere a gas, perche' compravano quella roba ?


erano prodotti antiparassitari.

>Erano tutti uguali questi locali, non trova ?


e tutti inadatti allo scopo dello sterminio di massa.


sergio

unread,
May 18, 2002, 7:22:17 PM5/18/02
to

artamano wrote:

>>Come no. Iscritto al WWF vero ?
>>
>
>
> proprio cosě.


certo ma in qualita' di uno degli ultimi esemplari di verme-topo di
fogna , una specie da conservare prossimamente dentro un barattolo di
spirito .

Luigi Vianelli

unread,
May 19, 2002, 7:19:12 AM5/19/02
to
"artamano"

Vediamo che cosa c'è di nuovo...

> >Qui non stiamo discutendo di questo. Stiamo discutendo sul fatto che se
tu
> >stesso leggi nel "Mein Kampf" l'annunzio dello sterminio degli
> handicappati,
> >*devi* per forza di cose leggervi l'annunzio dello sterminio degli ebrei.
>
>
> sei tu che hai gravi problemi di comprensione .Ovvio del resto in chi
crede
> alle favole macabre della propaganda di guerra alleata. Cio'che conta è
che
> l'eutanasia degli handicappati c'è stata mentre l'olocausto ebraico no.
> Prima di fare l'esegesi dei testi occorre vedere se un fatto si è
verificato
> o no.

Ma allora è vero che devo farti anche il disegnino!!!

Ripeti con me:

1. Hitler scrive tante brutte parole sugli handicappati
2. Hitler scrive tante brutte parole sugli ebrei (mooolto più brutte).

Ci sei fino a qui?

Ora il passaggio successivo:

3. Artamano (sì, sei proprio tu!!) dice che le brutte parole sugli
handicappati annunziano tante brutte azioni

Ed ora attento che arriaviamo al punto difficiledifficiledifficile:

4. Io dico che anche le brutte parole sugli ebrei annunziano tante brutte
azioni

Vogliamo per una volta fare finta di essere nel 1930, ed assieme leggiamo il
"Mein Kampf"?

Disegnino: un paesaggio di montagna con tante nuvole. Tu - da bravo
bambino - dici: "Logica dice che fra poco piove"

Altro disegnino: un paesaggio di collina con molte più nuvole. Tu - sempre
da bravo bambino - che cosa dici adesso?

*Altra cosa* sarà quella di andare a vedere se dopo effettivamente è
piovuto.

Caro Artamano, devo spedirti i disegni in allegato al tuo e-mail o bastano
queste parole facilifacilifacili?

[PS - Ma tu in analisi logica che cosa prendevi a scuola?]

Aspetta aspetta aspetta, ché adesso leggo la tua frasetta seguente:

> Tu forse leggi negli scritti l'annuncio dello sterminio ,altri solo quello
> dell'espulsione,ma comunque I FATTI dimostrano che la politica
> nazionalsocialista era tesa all'espulsione degli ebrei e che la
deportazione
> ,attuata in condizioni dure,non ha rappresentato una politica di sterminio
> totale .

Bene!!

Compito per casa: scrivere tre volte di seguito come si dice in tedesco
"evacuazione" e come si dice invece "distruzione", "eliminazione",
"sterminio". [NB - In bella copia!!]


> Infatti ben seicentomila furono gli ebrei sopravvisuti ai lager e
> le cifre della popolazione mondiale di essi dimostrano stabilità tra prima
e
> dopo la guerra.

Eccezionale!!

Secondo compito per casa: scrivere - con parole tue - qual è la differenza
fra "censimento" e "proiezione statistica". Questa è dif-fi-ci-le. Ce la fai
per sabato prossimo?


> >Tagliamo la testa al toro e andiamo alle fonti.
> >
> >Sai dirmi se esistono tuttora le Gaskammer nei centri dell' "Aktion T4"?
> >
> >Mi sai dire i nomi di alcuni di coloro i quali furono coinvolti in queste
> >operazioni?
> >Infine, mi sai dire che cosa dissero questi signori, una volta che furono
> >interrogati sull' "Aktion T4" (attenzione: come sicuramente saprai
parecchi
> >di questi signori non sono stati mai condannati, per cui le loro
> >testimonianze sono spesso all'interno di interviste giornalistiche, non
in
> >carte processuali)?
>
>
> credo che tu continua ad arrampicarti sugli specchi. La tua tesi è che
> siccome cè stato ed è stato attuato il piano di eutanasia sui minorati
> allora deve per forza esserci stato anche l'olocausto.

Forse non ci siamo spiegati bene. Gli argomenti sono due: da una parte
l'Aktion T4, dall'altra la Shoah. Tu sai che sono due cose distinte, sì?

E allora - dall'alto della tua scienza - non avrai problemi a rispondere
alle mie domande.


> Cioè secondo te chi
> mette in dubbio la tesi olocaustica la deve negare in tutto perchè
> certamente è un nazista se no deve accettare il mito in blocco.
> Il ondo è più variegato di quello che pensi .Ci sono molti,e io tra
> questi,che senza essere nazisti non credono allo sterminio ebraico perchè
> non è avvenuto.

Se per questo, ci sono molti che non credono nemmeno che l'uomo è andato
sulla luna. Ti assicuro che anche fra questi, molti non sono nazisti.

> Senza negare che tra i deportati le vittime siano in percentuale alta.

Davvero? Alta quanto? Esplicitare con numero il più possibile preciso,
please...

[NB - Niente pappardelle, per favore. Un semplice numero...]

> Io non sono al corrente dei particolari del piano T4 perchè semplicemente
> non ho letto tra i revisonisti più seri,Mattogno in testa,tesi che lo
> contraddicessero.

Noooo!!! Non sei al corrente perché non ne parlano i negazionisti?!?

Ma è bellissimo tutto ciò.

Adesso però devo raccontarti un paio di cose, altrimenti resti indietro.

Kennedy (non il padre ambasciatore e filotedesco, il figlio) è stato eletto
presidente USA ed è stato ucciso a Dallas nel 1963
C'è un Papa polacco dal 1978 (Karol Wojtyla)
L'Italia ha vinto i mondiali nel 1982
E' caduto il muro di Berlino nel 1989
Il presidente del consiglio italiano attuale si chiama Silvio Berlusconi

Sai, anche di tutte queste cose i negazionisti non ne parlano, e così spero
di essermi reso utile nei tuoi confronti. Comunque sia, chiedi pure. Noi
amici del NG siamo qui per aiutarti. Al limite, potrei scrivere a Carlo
Mattogno di darti una mano nel recuperare un po' anche sulle altre
materie...

> La tua isteria non mi tocca. Non cado nella trappola concettuale in cui tu
> vorresti credere di avermi messo.Nella tua mente bacata il revisionista è
> quello che nega tutto e che fa giochi di parole per giustificare le
> proprie idee.

Ci sono un paio di libri che ne parlano. Ma devo dire che basta leggere un
po' i tuoi post per farsene un'idea. Oltre a ciò, ti assicuro che non ho
intenzione di creare "trappole concettuali". Semplicemente, a casa mia uno
più uno fa due e due più due fanno quattro. Alla tua latitudine invece come
vanno queste cose?

> >Tu hai scritto che "Ausrottung" non significa sterminio. Hai scritto che
la
> >parola *giusta* per definire lo sterminio è "Vernichtung". Ora è fin
troppo
> >semplice trovare la parola "Vernichtung" utilizzata dai capi nazisti e
> >riferita agli ebrei. Tu allora che fai? Dici che quando Hitler utilizza
la
> >parola "Vernichtung" non sta delineando un piano.
>
>
> se il piano ci fosse stato allora ne troveremmo traccia in tutto
l'apparato
> amministrativo nazista. Sia nell'ordine di sterminio che negli apparati
atti
> a organizzarlo.

Ahhi, ahi, ahi... qui sento puzza di frittata girata.

Hai fatto il compitino su "evacuazione" e "sterminio" di cui sopra? Per ora
stiamo semplicemente discutendo amabilmente sulle paroline, caro Artamano.

E allora, una volta che hai fatto il compitino di cui sopra ed hai trovato
la parola (o le parole) che in tedesco significano "sterminio", riesci anche
a dirmi che questa parola (o queste parole) non è mai stata utilizzata con
riferimento agli ebrei?

Non vuoi fare il compitino?

Artamano, e chi glielo va a dire ai tuoi amichetti che ti rifiuti di andare
oltre le aste? Guarda che anche lo zio Adolfo uno straccio di diplloma
inferiore è riuscito a portarlo a casa!! [NB - Certo, se leggiamo la
supplica inviata agli uffici austroungarici per giustificare la sua non
risposta alla chiamata alle armi, dobbiamo concludere che aveva qualche
difficoltà a compitare le parole in tedesco fluente, comunque dopo lui si è
emendato, lui...]

> Eppure manca tutto ciò. Il dottor Kubovy, del Centro di documentazione di

> Tel Aviv, ammise nel 1960[cut]

Infine il più recente portavoce
> degli storici ortodossi, antirevisionisti, il farmacista Jean-Claude

> Pressac, conferma questa nuova versione[cut]

Tu veramente vuoi dirmi che Kubovy e Pressac non credono che ci fu una
pianificazione dello sterminio?

Ma tu hai mai letto un libro di Pressac?


> >E allora mi tocca ripeterti (come ad un settenne...) che *non di questo*
si
> >stava discutendo, bensì delle parole che venivano utilizzate dai
caporioni
> >nazi nei confronti degli ebrei.
> >Ora: sei disposto a riconoscere che Hitler ed altri hanno usato associato
> >agli ebrei *proprio* i termini che in tedesco significano *sterminio*,
così
> >come tu stesso hai detto?
>
> No ,per la semplice motivazione che lo sterminio non ci fu.Se fosse stato
> pianificato avremmo avuto la sua realizzazione ,per lo meno nei riguardi
> degli ebrei caduti in mani tedesche.

Disegnino: un bicchiere d'acqua.

Altro disegnino: il mare.

Sei disposto a riconoscere che i tedeschi usano la parola "acqua" (Wasser)
spesso in connessione con la parola "mare" (Meer)?

Tornando a noi, sei disposto a riconoscere che i capi nazisti usano la
parola "sterminio" (quella che a te piace di più, sceglila a tuo piacere) in
connesisone con la parola "giudeo" (Jude)?

> >La risposta te la faccio dare prima da Himmler: "Questa è una pagina
della
> >nostra storia che non è stata scritta, né sarà mai scritta"; e poi da
> >Eichmann: "Nel corso della conferenza di Wannsee si parlò tranquillamente
> di
> >uccisioni, di stragi e di morti. Ma mi fu ordinato di non inserire queste
> >espressioni nel verbale."
>
>
> Eichmann mentiva per salvare la pelle.Sapeva benissimo che la sola linea
di
> difesa possibile per uno come lui era di appellarsi al dovere
> dell'obbedienza scaricando le responsabilità su altri.

Hai esemplificato molto chiaramente uno dei due assunti tipici dei
negazionisti. Li riassumo.

1. Quando i nazisti parlano di "sterminio" riferito agli ebrei nel corso
degli anni di guerra, parlano in senso figurato
2. Quando i nazisti parlano di "sterminio" riferito agli ebrei nel
dopoguerra mentono (anche se parlano da soli o se le loro parole sono
registrate di soppiatto o anche se parlano durante delle semplici
interviste, senza il timore presente o futuro di beccarsi una condanna)

Questi due "dogmi" sono in realtà ancora poco conosciuti da Artamano: mai un
negazionista che si rispetti avrebbe ammesso che c'è una parola in tedesco
che significa "sterminio". Mai un negazionista che si rispetti avrebbe
parlato tranquillamente dell'Aktion T4.


> la deportazione fu discussa a Wannsee e fu realmente attuata come
dimostrano
> i calendari dei treni che sono giunti ad Auschwitz.

Ripeto la domanda (e quattro!!). Esiste un ordine scritto per la
deportazione da parte di Hitler?


> >I negazionisti non negano che le camere a gas assassine potessero
> >funzionare. Negano che all'epoca ci furono le camere a gas assassine.
Oltre
> >a ciò, il vero nome non è "Rudolph" ma "Rudolf", e la sua "perizia" non è
> di
> >tipo ingegneristico (come sembri ipotizzare, parlando di "impossibilità a
> >funzionare"), ma chimico. Lui sostanzialmente s'interessa ai residui dei
> >gas, più che altro.
>
>
> chiamalo poco.

Non ho usato la parola "poco" rispetto a Rudolf.

Se però qualcuno dovesse chiedermi: "Ma Artamano quanto conosce dei testi
dei negazionisti?" non avrei dubbio nel rispondere: "Poco". Così come
risponderei con la stessa parola se mi chiedessero che cosa sa dell'intera
questione.

Sapete perché?

Artamano - si è capito dai precedenti post - non conosce Franz Stangl
(comandante a Treblinka), né d'altro canto conosce Kurt Gerstein (lo
confonde con uno dei comandanti dei Vernichtungslager, cosa che questo
ufficiale delle SS non fu mai).

Oltre a ciò, lo avevo provocato con un'altra serie di nomi:

>>Mi sorge un dubbio: sto parlando con uno che non conosce adeguatamente la
>>materia? Adesso ti dico un paio di nomi, vediamo se sai chi sono: Richard
>>Korherr ti dice niente? E Franz Suchomel? E Richard Thomalla? E Manfred
>>Koehler?

Ma lui ha tagliato tutto quanto. Troppo difficili per lui, evidentemente.

Richard Korherr fu lo "statistico" preferito da Himmler. I suoi dati sono
documenti di primaria importanza per la storia della Shoah.

Richard Thomalla - in qualità di capomastro - fu uno degli ideatori dei
campi dell'Aktion Reinhard

Franz Suchomel fu Unterscharfuehrer delle SS a Treblinka. Sopravvissuto alla
guerra, le sue testimonianze sono assai importanti per ricostruire la storia
di quel campo ( vedi p.es.
http://holocaust-info.dk/treblinka/franz_suchomel.htm )

Ma il più bello di tutti è Manfred Koehler. Questo qui è in realtà... un
negazionista!!! Autore, per esempio, di un pesantissimo articolo dal titolo
"Der Wert von Aussagen und Geständnissen zum Holocaust" .

Quindi Artamano non conosce nemmeno gli amichetti della sua parrocchia.

Ragazzo mio, sbaglio o no quando dico che devi applicarti di più?

Studia!!!

Andiamo avanti...


> >Sulla sua perizia e su quella del falso ingegnere Fred Leuchter, poi, ci
> >sono da fare quattro risate!! Lasciamo comunque l'argomento ad un altro
> >thread, vuoi?
>
>
> il rapporto Leuchter è già superato.Ha avuto il merito di cominciare
> l'analisi sullo strumento del preteso sterminio.Ma il documento principale
è
> il rapporto Rudolf.

Il rapporto Leuchter è stato un colossale bidone, per rifarsi del quale -
talmente è stato preso per i fondelli tale rapporto e il suo autore - i
negazionisti si sono dovuti inventare un altro bidone.

Ma se c'è stato un pregio in tutto ciò, è stato quello di aver fatto rifare
una perizia chimica sulle Gaskammer di Auschwitz, che confermò in tutto e
per tutto tutte le risultanze e le testimonianze già note sulla Shoah. Tale
perizia chimica - come dicevo - non era la prima: già un'altra era stata
fatta negli anni '40 per il primo processo su Auschwitz.

Comunque sia, tale perizia è qui leggibile:

http://www.nizkor.org/ftp.cgi/orgs/polish/institute-for-forensic-research/po
st-leuchter.report

Ed eccone l'abstract:

ABSTRACT: In a widespread campaign to deny the existence of
extermination camps with gas chambers the "revisionsits"
have recently started using the results of the examiantions
of fragments of ruins of former crematoria. These results
(Leuchter, Rudolf) allegedly prove that the materials under
examination had not been in contact with cyanide, unlike the
wall fragments of delousing buildings in which the
revisionists discovered considerable amount of cyanide
compounds. Systematic research, involving most sensitive
analytical methods, undertaken by the Institute confirmed
the presence of cyanide compounds in all kinds of gas
chamber ruins, even in the basement of Block 11 in
Auschwitz, where first, experimental gassing of victims by
means of Zyklon B had been carried out. The analysis of
control samples, taken from other places (especially from
living quarters) yielded unequivocally negative results. For
the sake of interpretation several laboratory experiments
have been carried out.

E con ciò viene a sgonfiarsi anche la megapanzana negazionista per la quale
non esistono perizie o studi tecnici.

[NB - Nota per Artamano: parli l'inglese meglio del tedesco? Hai bisogno di
qualche aiuto nella traduzione?]

> Solo se si citano quelle favorevoli alla tua fonte.Che folore possono
avere
> le confessioni contraddette da perizie tecniche contrarie ?

Citami pure una confessione o un'intervista di uno degli addetti alle
Gaskammer (delle SS o del Sonderkommando) che nega l'esistenza delle
Gaskammer. Vediamo un po' che cosa mi tiri fuori.

Ed ora veniamo alle dimostrazioni statistiche sulle persone eliminate nei
Lager. Così ho "sfidato" Artamano:

> >Eccellente!! Iniziamo con l'Italia. I dati forniti dalla Picciotto
Fargion
> >per te vanno bene? Vogliamo commentarli assieme? Dopo di che passeremo
> >all'analisi di un altro paese facile facile (es. la Danimarca), poi ad un
> >altro, poi ad un altro, e poi tireremo insieme le somme. Sei pronto a
fare
> >assieme a me questo compitino? (NB - Ci avevo provato un'altra volta a
> farti
> >iniziare questo discorso, ma tu sei svicolato rapidamente. Vediamo se
> questa
> >volta iniziamo a fare sul serio).

Ed ecco la sconfortante risposta:

> Fallo tu. Sei tu che credi all'olocausto.

Nooo!!! Per l'ennesima volta il nostro
Artamano-amico-della-natura-e-del-Blut-und-Boden gira i tacchi e se ne va.

I casi sono due: o non sa proprio nulla di ciò che parliamo, oppure sa e
quindi gli conviene tacere.

Vogliamo iniziarlo assieme questo studio statistico / demografico oppure te
la fili come sempre??

Vuoi iniziare commentando i dati della Picciotto Fargion?

> >Riconosci che esistono le foto dei corbi mentre bruciano nelle fosse
comuni
> >ad Auschwitz o no? Dopo parleremo delle ricognizioni aeree.
>
>
> può essere.Nei lager molti morivano sia di stenti che di malattia.Ma tu
sai
> che il mito olocaustico parla di macchina dello sterminio e di strage
> deliberata e pianificata.

Può essere?!? Vuoi dire che non sai se esistono, oppure che sai che esistono
ma stenti a riconoscerlo?

Anche qui però hai imparato male la lezioncina dei tuoi maestri: mai nessun
negazionista avrebbe ammesso questo, sia pure a livello di pura ipotesi.

Studia!!!

Saluti.
Gigi

PS Perché hai tagliato la parte finale (quella ideologica)? Era
divertentissima!!

La riporto nuovamente. Chissà che tu non ti decide di rispondere, una buona
volta.

sergio

unread,
May 19, 2002, 8:25:45 AM5/19/02
to
Ogni volta che leggo i post di Luigi Vianelli (i tuoi scusami ma li
salto, tanto li rileggo all'interno della risposta di Luigi che non te
ne fa passare una delle tue fesserie) non posso fare altro che
immaginare quanto diventi rosso di vergogna per la figura da cialtrone
che hai fatto, quanto il tuo fegato si ingrossa per essere stato
sbugiardato per l'ennesima volta sulle tue mega-panzane neonaziste.

Qualcuno dovrebbe prendere tutti i post di Luigi e pubblicarli a mo' di
FAQ sulle cazzate negazioniste su un sito, in quanto in questi post
Luigi demolisce (sempre) una ad una tutte le panzane artamaniche che da
anni il verme-topo artamano ci rovescia nel ng.

Dato che io i post di Luigi me li salvo sempre su hard disk, se qualcuno
e' interessato a fare questo sito non ha che da chiedere e gli mandero'
zippati i post :)

ciao
Sergio

artamano

unread,
May 19, 2002, 5:44:39 PM5/19/02
to

>3. Artamano (sě, sei proprio tu!!) dice che le brutte parole sugli


>handicappati annunziano tante brutte azioni
>
>Ed ora attento che arriaviamo al punto difficiledifficiledifficile:
>
>4. Io dico che anche le brutte parole sugli ebrei annunziano tante brutte
>azioni


sei sempre piů agitato vero ?
Proprio non riesci a capire che il fatto che nel Mein Kampf vi siano stati
frasi ostili contro handicappati ed ebrei non significa che lo sterminio si
sia realizzato.
Nel caso degli handicappati il programma di eutanasia fu realizzato mentre
per gli ebrei si concretizzo' la deportazione nei lager il Polonia. A cui
non segui' alcuno sterminio.
Prova a dimostrare che ci siano stati i famosi sei milioni di morti o che le
camere a gas assassine siano esistite.


Luigi Vianelli

unread,
May 19, 2002, 6:33:05 PM5/19/02
to
"artamano"

Cari amici del NG, a dire la verità io mi aspettavo qualche Kb di roba in
arrivo dal nostro superesperto
Artamano-amico-della-natura-e-del-Blut-und-Boden.

E invece mi vedo tradito dal NPE (Nostro Piccolo Eroe), che - per questa
volta - si astiene.

Ecco infatti tutto quello che ha partorito questa sera:

Queste sono frasi mie (tratte da un mio post di più di trecento righe):

> >3. Artamano (sì, sei proprio tu!!) dice che le brutte parole sugli


> >handicappati annunziano tante brutte azioni
> >
> >Ed ora attento che arriaviamo al punto difficiledifficiledifficile:
> >
> >4. Io dico che anche le brutte parole sugli ebrei annunziano tante brutte
> >azioni
>

...e questa è la sua rispostina (invero assai stitica):

> sei sempre più agitato vero ?


> Proprio non riesci a capire che il fatto che nel Mein Kampf vi siano stati
> frasi ostili contro handicappati ed ebrei non significa che lo sterminio
si
> sia realizzato.
> Nel caso degli handicappati il programma di eutanasia fu realizzato mentre
> per gli ebrei si concretizzo' la deportazione nei lager il Polonia. A cui
> non segui' alcuno sterminio.
> Prova a dimostrare che ci siano stati i famosi sei milioni di morti o che
le
> camere a gas assassine siano esistite.

Ora io mi domando e dico: e tutto il resto? Tutta quella bella discussione
alla quale io mi ero ormai affezionato? Tutte quelle belle domandine? Tutti
quei bei compitini per casa? Tutti quei bei nomi da studiare assieme?

Dov'è finito il mio amichetto di NG? Dov'è quel pimpante ometto tutto frasi
e sicurezza? Dov'è l'incontinente verbale, il maestro del
copia/incolla-e-poi-non-so-più-che dire, il faro del negazionismo a
pappagallo?

Mi lasci così, solo soletto in questa notte ormai piena di certezze? Dove
andremo a finire se poi non ci sei tu, con i tuoi dubbi urlati a pieni
polmoni e tastiera a manetta?

E poi mi lasci così, con questo brutto non-intervento che sa troppo da
"Allora-non-gioco-più-porto-via-la-palla-e-mi-chiudo-in-cameretta-mia..." ?

O forse vuoi dirmi che mi tradisci con gli altri??

Cos'è questo tuo interesse per "Bisanzio e le crociate"? Vuoi cambiare
compagno di giochi? Mi lasci qui tutto solo?

Cos'è questo tuo aprire altri pallosissimi thread chilometrici tutti
copia/incolla, proprio sugli argomenti che stiamo trattando così beatamente?
Vuoi forse evitare di parlarne con me, l'unico che in questi anni ti è stato
fedele sempresempresempre?

Cos'è, vuoi forse dirmi che è tutto finito fra noi due?

O forse temevi che la nostra canzone preferita - ovviamente "Fotoromanza" di
Gianna Nannini, col suo refrain a te notissimo "Quest'amooore è una camera a
gaaas..." -, venisse "negazionata" anch'essa dai tuoi maestrini (che ne so,
una cosa tipo: "Quest'amooore è un'ambiente ricostruito dai sovietici nel
dopo gueeeerra...")???

Torna, ti prego...

Gigi


PS - Anche qui poi - in così poche righe - compi un errorino da matita rossa
(questa volta hai sfuggito il blu...), che i tuoi maestrini negazionisti
avrebbero sicuramente evidenziato, e che io - da buon amico - non posso
mancare di rilevare. Infatti, un negazionista che si rispetti non dice che
nel "Mein Kampf" ci sono frasi ostili nei confronti degli ebrei: si astiene
dall'argomento. Oltre a ciò, un negazionista che si rispetti non dice che il
programma di eutanasia fu realizzato. Di quella bruttabruttabrutta cosa là
non si deve nemmeno parlare.

Non hai ancora imparato bene la lezioncina.

Studia!!


Luigi Miragliuolo

unread,
May 20, 2002, 7:55:57 AM5/20/02
to

"artamano" <arta...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:7VyF8.69214$zW3.1...@news1.tin.it...

>
.
> Se
> >fosse andato come dice Lei, avrebbero detto, che non c'erano le camere a
> >gas, invece dissero che non sapevani nulla di nulla. Tranne Speer .
>
>
> e come facevano a saper qualcosadi cui non sapeva niente nessuno ?

Non sapevano nulla dei campi e ci sono le foto che ritraggono ad esempio
KaltenBrunner che fa visita ad uno di questi ? Non sapevano nulla e c'e' il
documento su cui nasce questo thread in cui sapevano perfino gli italiani ?
Ma siamo seri.


> >Erano sufficienti per sterminare milioni di persone. Se non avevano le
> >camere a gas, perche' compravano quella roba ?
>
>
> erano prodotti antiparassitari.

Le SS erano addette all'agricoltura e alla lotta antiparassitaria ?

> >Erano tutti uguali questi locali, non trova ?

> e tutti inadatti allo scopo dello sterminio di massa.

E a cosa servivano ?


sergio

unread,
May 20, 2002, 10:07:26 AM5/20/02
to
Il 19 Mag 2002, 23:44, "artamano" <arta...@tin.it> ha scritto:

>sei
sempre più agitato vero ?

chi tu?
Ma se ormai avrai la faccia che
cambia di colore tra il verde e il paonazzo !

Attenzione sig. utenti
automobilisti : se lo vedete in giro camminare non e' un nuovo tipo di
semaforo ma e' artamano!

S.


P.s.: e il collo rosso per la lunga
serie di schiaffi che ti stanno dando i due Luigi come sta? :)

artamano

unread,
May 20, 2002, 6:18:02 PM5/20/02
to

Luigi Miragliuolo ha scritto nel messaggio ...

>Non sapevano nulla dei campi e ci sono le foto che ritraggono ad esempio


>KaltenBrunner che fa visita ad uno di questi ? Non sapevano nulla e c'e' il
>documento su cui nasce questo thread in cui sapevano perfino gli italiani ?
>Ma siamo seri.


e cerchiamo allora di essere logici.
Ho detto che non sapevano nulla delle camere a gas .
Che è cosa diversa dal dire che non c'erano i lager.
Fin qui ci arriviamo ?

>Le SS erano addette all'agricoltura e alla lotta antiparassitaria ?


antiparrasitari contro i pidocchi dei vestiti e per la sterilizzazione degli
ambienti.
E sono prodotti usati ancora oggi.

>E a cosa servivano ?


vedi sopra.


artamano

unread,
May 20, 2002, 6:18:02 PM5/20/02
to

>Mi lasci cosě, solo soletto in questa notte ormai piena di certezze? Dove


>andremo a finire se poi non ci sei tu, con i tuoi dubbi urlati a pieni
>polmoni e tastiera a manetta?


tranquillo ci sono sempre.
Sei tu che eludi le discussioni sul numero degli ebrei morti e sulle camere
a gas che non potevano funzionare.
Ma ci troveremo sempre non ti crucciare.


Luigi Miragliuolo

unread,
May 21, 2002, 8:31:16 AM5/21/02
to

"artamano" <arta...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:uCeG8.74004$zW3.1...@news1.tin.it...

>
> e cerchiamo allora di essere logici.

appunto.

> Ho detto che non sapevano nulla delle camere a gas .
> Che è cosa diversa dal dire che non c'erano i lager.
> Fin qui ci arriviamo ?

Non e' vero che non lo sapevano, il punto e' tutto li. Loro negarono il
saperecampi, non le camere a gas. Ora se stesse lontanamente in piedi quello
che Voi affermate, avrebbero dovuto dimostrare o almeno tentare di farlo,
che non esistevano le camere a gas. Pero' non fecero nulla di tutto questo.
nessuno sapeva nulla, nessuna aveva visto visto nulla.


>
> >Le SS erano addette all'agricoltura e alla lotta antiparassitaria ?
>
>
> antiparrasitari contro i pidocchi dei vestiti e per la sterilizzazione
degli
> ambienti.
> E sono prodotti usati ancora oggi.
>

E ne comprarono quantitativi tali da sterminare molti milioni di persone. Si
trattava di persone, non di pidocchi, persone.


artamano

unread,
May 21, 2002, 6:14:28 PM5/21/02
to

Luigi Miragliuolo ha scritto nel messaggio ...

>Non e' vero che non lo sapevano, il punto e' tutto li. Loro negarono il


>saperecampi, non le camere a gas. Ora se stesse lontanamente in piedi
quello
>che Voi affermate, avrebbero dovuto dimostrare o almeno tentare di farlo,
>che non esistevano le camere a gas. Pero' non fecero nulla di tutto questo.
>nessuno sapeva nulla, nessuna aveva visto visto nulla.


come potevano vedere quello che non esisteva ?
La loro reazione era piů che normale in chi si trova a essere accusato di un
delitto che prima non sapeva neanche essere avvenuto. E non dimentichi il
contesto in cui avvenivano i processi. I vincitori cioč giudicavano i vinti.
La magistratura non era affatto imparziale.

>E ne comprarono quantitativi tali da sterminare molti milioni di persone.
Si
>trattava di persone, non di pidocchi, persone.


Quantitativi da sterminare milioni di persone ?
E quali sarebbero stati questi quantitativi ?


Luigi Miragliuolo

unread,
May 22, 2002, 2:46:31 PM5/22/02
to

"artamano" <arta...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:8FzG8.69809$CN3.2...@news2.tin.it...
>

>
> come potevano vedere quello che non esisteva ?
> La loro reazione era piů che normale in chi si trova a essere accusato di
un
> delitto che prima non sapeva neanche essere avvenuto. E non dimentichi il
> contesto in cui avvenivano i processi. I vincitori cioč giudicavano i
vinti.

Negarono perfino la conoscienza dell'esistenza dei campi. Negarono perfino
l'evidenza. Se fosse andata come sostenete Voi, ossia la costruzione di
camere a gas che non funzionavano, (non si capisce perche' costruirle
ovunque pero'), qualcuno avrebbe tentato di confutarne l'esistenza e invece
no. Come mai ?

> >E ne comprarono quantitativi tali da sterminare molti milioni di persone.
> Si
> >trattava di persone, non di pidocchi, persone.
>
>
> Quantitativi da sterminare milioni di persone ?
> E quali sarebbero stati questi quantitativi ?

E qui continua a dimostrare che vuole fare il revisionismo sui libri che non
ha letto. Controlli le testimonianze rese al processo di Norimberga.


artamano

unread,
May 22, 2002, 6:15:54 PM5/22/02
to

>Negarono perfino la conoscienza dell'esistenza dei campi. Negarono perfino
>l'evidenza. Se fosse andata come sostenete Voi, ossia la costruzione di
>camere a gas che non funzionavano, (non si capisce perche' costruirle
>ovunque pero'), qualcuno avrebbe tentato di confutarne l'esistenza e invece
>no. Come mai ?


ovunque ? Come mai allora oggi la versione ufficiale afferma che le camere a
gas non esistevano in Germania ma solo in Polonia ? Posso dirti ciò che si
concluse durante
un processo del 1947. Alois Hoellriegel, uno dei membri del personale del
campo di Mauthausen,fu costretto a confessare tramite dichiarazione giurata,
sulla cui base nel
1946 si condannò il generale SS Kaltenbrunner (si parlava di gassazioni
avvenute a Mauthausen con la supervisione di questo Kaltenbrunner).
Ma nel 1947 all'epoca dei processi sui campi di concentramento (processo
Pohl), divenne impossibile continuare a sostenere tale assurda
dichiarazione; la difesa dimostrò agevolmente non solo che la dichiarazione
era stata falsificata, ma anche e soprattutto che tutti i casi di morte a
Mauthausen (che fra l'altro era un lager destinato soprattutto a criminali
comuni), erano stati sistematicamente controllati dalla polizia locale e
riportati in un apposito registro, uno dei pochi che si riuscì a salvare
e che servì come prova alla difesa. Inoltre, numerosi ex internati di
Mauthausen testimoniarono che il trattamento era umano e conforme ai
regolamenti.
Non è un caso se dopo questi processi venne accertato ed accettato che le
camere a gas, che molti presunti "testimoni" avevano visto ovunque, NON
ESISTETTERO IN NESSUNO DEI CAMPI ESISTITI SUL TERRITORIO dell'Europa
occidentale, mentre si utilizzò la cortina di ferro dell'est quale velo
sulla possibilità di dimostrare altrettanto per quei campi. Anche il campo
di Dachau, ove si pretendeva di spacciare un piccolo forno crematorio
(gasofen) come camera a gas, ebbe numerosi solerti "testimoni"
che parlarono di gassazioni, ma è poi stato accertato che nulla di simile vi
accadde, così come nel 1961 è stato accertato che I FORNI CREMATORI IVI
PRESENTI ERANO STATI COSTRUITI A GUERRA FINITA DAI PRIGIONIERI TEDESCHI
DIETRO ORDINI DEGLI AMERICANI, I QUALI NELLA FRETTA DIMENTICARONO DI
REALIZZARE IL CAMINO (dichiarato dall'Istituto di storia contemporanea di
Monaco e dall'autorevole settimanale "Die Zeit"). Mediante calcoli fatti da
esperti, si è stabilito che l'unico forno crematorio presente a Dachau
avrebbe dovuto funzionare ININTERROTTAMENTE PER 326 ANNI, PRODUCENDO 530
TONNELLATE DI CENERE, PER CREMARE I 238.000 CADAVERI DEGLI EBREI CHE SI
PRETENDEVA FOSSERO STATI LI' UCCISI. Si è anche accertato che l'unica vera
barbarie di Dachau la commisero americani ed internati, poiché dopo la
"liberazione", la guarnigione tedesca (circa 300 uomini), venne allineata e
mitragliata alle gambe, dopo di che finita a colpi di badile e piccone dagli
ex internati (i quali, evidentemente, non erano così deboli e denutriti come
vorrebbero farci credere!). Naturalmente, nonostante l'accertamento della
verità, ancora oggi ingenui ed inconsapevoli visitatori possono ammirare i
forni crematori di Dachau! In ultimo, tornando a Norimberga, non è affatto
vero che i gerarchi nazisti non abbiano negato lo sterminio; Goring, ad
esempio, fu sempre
decisissimo nel respingere le accuse, bollandole come propaganda. In un
sussulto di
orgoglio, gridò alla corte che gli toccava di sentire simili cose per la
prima volta proprio lì a Norimberga. Il generale Fanslau, che aveva visitato
personalmente la maggior parte dei campi di concentramento, venne accusato
dagli alleati del presunto
sterminio e processato nel processo supplementare nr. 4 a Norimberga (maggio
1947); in difesa di Fanslau si levarono addirittura centinaia di ex
internati che
aveva visitato. La sua dichiarazione circa le accuse mossegli fu: "Non è
possibile, altrimenti io avrei pur dovuto sapere qualcosa!" Infine, parlando
ancora della "regolarità" del processo di Norimberga, basterà ricordare che
la corte decise di accettare qualsiasi dichiarazione pervenutagli in forma
scritta con in calce una firma, senza preoccuparsi né di accertare
l'autenticità della firma, nè tanto meno quella del
contenuto; a fronte di 240 testimoni sentiti, l'accusa dichiarò valide più
di 300.000
delle dichiarazioni di cui sopra. La difesa non ebbe mai modo di contro
interrogare gli accusatori, e molti dei capi di accusa vennero dichiarati
reato per la prima volta proprio a Norimberga, in spregio ad ogni più
elementare norma del diritto. In ultimo, fra i motivi per la totale mancanza
di validità di simile processo, giova ancora ricordare le conclusioni dei
già citati giudici Van Roden e Wenersturm, i quali accertarono che più
del 90% dei componenti il tribunale erano prevenuti contro gli imputati per
motivi razziali e politici (in altre parole, più del 90% dei giudicanti
erano ebrei).

>E qui continua a dimostrare che vuole fare il revisionismo sui libri che
non
>ha letto. Controlli le testimonianze rese al processo di Norimberga.


provi lei a fare qualche citazione se riesce.


Luigi Miragliuolo

unread,
May 23, 2002, 2:47:07 AM5/23/02
to

"artamano" <arta...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:uMUG8.74176$CN3.2...@news2.tin.it...

>
>
> >Negarono perfino la conoscienza dell'esistenza dei campi. Negarono
perfino
> >l'evidenza. Se fosse andata come sostenete Voi, ossia la costruzione di
> >camere a gas che non funzionavano, (non si capisce perche' costruirle
> >ovunque pero'), qualcuno avrebbe tentato di confutarne l'esistenza e
invece
> >no. Come mai ?
>
>
Alois Hoellriegel, uno dei membri del personale del
> campo di Mauthausen,fu costretto a confessare tramite dichiarazione
giurata,
> sulla cui base nel
> 1946 si condannň il generale SS Kaltenbrunner (si parlava di gassazioni

> avvenute a Mauthausen con la supervisione di questo Kaltenbrunner).

E' falso. kaltenbrunner fu processato al processo principale, fu impiccato
sulla scorta di documenti tedeschi e di testimonianze rese in aula. E'
l'ennesima balla.

! In ultimo, tornando a Norimberga, non č affatto


> vero che i gerarchi nazisti non abbiano negato lo sterminio; Goring, ad
> esempio, fu sempre
> decisissimo nel respingere le accuse, bollandole come propaganda. In un
> sussulto di

> orgoglio, gridň alla corte che gli toccava di sentire simili cose per la
> prima volta proprio lě a Norimberga.

Infatti, pero' devi citare come fu smontato da Jackson a da Sir Arthur
Shawcross. Cita tutto.

> >E qui continua a dimostrare che vuole fare il revisionismo sui libri che
> non
> >ha letto. Controlli le testimonianze rese al processo di Norimberga.
>
>
> provi lei a fare qualche citazione se riesce.

Io cito i libri, e' lei che non li ha letti.


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