l'articolo e' qui:
http://www.repubblica.it/online/esteri/madonna/madonna/madonna.html
Fu violentata da un soldato romano"
"Ecco la vera storia di Maria"
Documentario-choc della Bbc
Il cardinal Saraiva: scemenze della tivù britannica
di ORAZIO LA ROCCA e RICCARDO STAGLIANO'
ROMA - Maria, madre di Gesù e vergine allo stesso tempo. Il mistero
teologico forse più difficile da comprendere per le centinaia di milioni di
cristiani nel mondo è stato preso a picconate in prima serata da un
documentario in onda ieri sera sul canale inglese Bbc One. Niente pelle
chiara, occhi azzurri e capelli biondi, tuniche di seta: la Madonna sarebbe
stata piuttosto una ragazzina di pelle e chioma scura, malvestita e
analfabeta che avrebbe concepito Cristo molto presto, verso i 12-13 anni,
come frutto della violenza sessuale di un centurione romano o in altre
circostanze tutte molto terrene. L'idea tradizionale della "partenogenesi"
insomma, secondo il produttore della trasmissione "The Virgin Mary" Alan
Bookbinder, sarebbe tutto meno che scontata alla luce di uno scavo storico
aggiornato.
Le reazioni scandalizzate non hanno dovuto attendere la messa in onda del
programma per esplodere un po' dappertutto. Se in Inghilterra il vescovo di
Portsmouth Crispian Hollis ha parlato di congetture "volgari e offensive",
l'allarme causato da "revisionismi" del genere ha messo a rumore l'intera
comunità religiosa. E per il Vaticano il commento del prefetto della
congregazione delle cause dei santi, Martins Jose Saraiva, non potrebbe
essere più netto: "E' un servizio che non fa onore alla Bbc - ha detto il
prelato, raggiunto telefonicamente -. Sono scemenze, storie vecchie che ogni
tanto ritornano a galla e che non hanno mai trovato un supporto storico. E
quando si dà spazio a queste leggende si fa un torto alla verità. Come
cristiano, poi, sono semplicemente mortificato: non è bello lanciare queste
fandonie, tantopiù alla vigilia di Natale".
In verità, almeno in Gran Bretagna, il dogma delle verginità di Maria non
era così intoccabile. Stando al "Sunday Telegraph", che ieri ha pubblicato
un sondaggio tra 500 preti britannici, solo il 27 per cento degli
interpellati ci crede. E proprio sulla nascita di Gesù, Bbc offre tre
ipotesi alternative a quella virginale. La prima, che il programma stesso
ritiene improbabile, dice che Maria avrebbe potuto concepirlo con un amante
segreto. La seconda è appunto quella dello stupro di un soldato romano, ma
anche questa non è presentata come troppo probabile. Mentre la terza,
ritenuta più verosimile, è che fosse il figlio di Giuseppe, a cui Maria era
già promessa ma non ancora sposata.
Nei giorni scorsi, anticipando trasmissione e polemiche, il "Guardian" aveva
ospitato un lungo intervento di Helen Bond, docente di Nuovo Testamento
all'università di Edimburgo, che aveva ripercorso le tante teorie
minoritarie sulla figura storica di Maria: quella che la racconta
parrucchiera che ebbe una relazione con un milite romano di nome Panthe
risale addirittura al secondo secolo, mentre quella della violenza sessuale
si sarebbe affermata nel Medio evo. Come se non bastasse il documentario ha
messo in dubbio anche la nascita nella stalla di Betlemme e la presenza dei
Re Magi. E non si fatica a capire perché, a due giorni da Natale, le
reazioni siano state così veementi.
(23 dicembre 2002)
http://www.repubblica.it/online/esteri/madonna/madonna/madonna.html
Storia vecchia: i cattolici hanno usato diversi passi del Talmud per
screditare gli ebrei, accusarli di blasfemia e poterli perseguitare.
Quindi il problema non è scagliare un boomerang con perizia, il problema è
che il boomerang scagliato con perizia, ha la brutta abitudine di tornare
indietro e se non riesci ad afferrarlo al volo, rischi di spaccartici la
testa.
Saluti di ritorno.
--
Elfo.
"Vago attraverso i giorni come una puttana in un mondo senza marciapiedi"
E.M. Cioran
Non tanto schoc, giacche' nel Talmud palestinese, Shabbat 14/4 datato circa
al 1 sec dC, gia' era scritto l'Idillio di Pandera ( soldato Romano), con
Miriam ( madre del futuro nato per intervento del Pandera.....)
Saluti Porfirio
> Miriam ( madre del futuro nato per intervento del Pandera.....)
Pandera o pandora?
Secondo voi la somiglianza dei nomi è un caso o si vuole alludere alla
natura demoniaca di Cristo?
Il vaso di Pandora era quello che conteneva tutti i mali!
O si vuol dire che non tutti i mali vengono per nuocere?
Chissà!
Ciao.
Emilio
>Pandera o pandora?
>Secondo voi la somiglianza dei nomi č un caso o si vuole alludere alla
>natura demoniaca di Cristo?
No certo che non č un caso. Proprio come a te ti hanno chiamato Emilio per
alludere alla tua natura emiliana, ciņč demoniaca pompinara e culatellesca.
--
Nessuno rispetta tutte le norme
Nessuna norma viene sempre rispettata
Questo discorso non c'entra un bel niente. Di Pandora sei il primo a
parlarne, a meno che tu non abbia un qualche Talmud
inedito.................Nessuno vuole sottintendere , neppure io ma neppure
gli ebrei di allora che lo consideravano non certo un demonio, al quale non
credevano, bensi' un Messia fallito, Quel centurione si chiamava Pantera o
Pandera, e cio'in funzione dell'adattamento necessario che una lingua semita
fa di altre lingue di natura diversa, Nulla di scandaloso, quindi se in un
manoscritto noti una dentale pura e in un'altro trovi la stessa dentale
seguita magari da una He o Het, il che puo' generare riflessione, ma non
dubbi sul fatto che i due nomi siano la stessa persona.............
Saluti e cordialita' (almeno per Natale......)
Porfirio
> Chissà!
>
> Ciao.
> Emilio
>
>
Porfirio wrote:
> Claudio Pace <ccp...@libero.it> wrote in message
> 80Z19Z62Z33Y10...@usenet.libero.it...
> > Il 23 Dic 2002, 18:21, "Leonardo B." <ge...@preneste.it> ha scritto:
> > > Ieri in prima serata l'"altra verità" sulla Madonna "Fu violentata da un
> > > soldato romano"
> > > "Ecco la vera storia di Maria"
> > > Documentario-choc della Bbc
> > > Il cardinal Saraiva: scemenze della tivù britannica
> >
> > Scemenze che fanno audience e che da l'idea di quanto la TV britannica sia
> > culturalmente elevata. :-(
>
> No, Pace, il Talmud esiste nelle versioni Palestinese e
> Babilonese.............Il primo riporta quanto ha suscitato la tua
> indignazione, e sicuramente quella di tanti credenti, ma una cosa e' voler
> conoscere ( per poi selezionare), altra cosa e' negare o bollare come
> sciocchezze, o peggio da quanto ho capito, asserire come dici tu,
> "..................Il punto era il soldato violentatore, da dove cade fuori
> questa storia del soldato dal cielo dell'umana fantasia. "
> .........giudicarle frutto di fantasia.
> Il Talmud dice che ebbe rapporti dai quali nacque .""........Jeoshua ben
> Pandera "" .........e come saprai, supposto che Maria fosse vergine e non
> promessa, anche se violenza ci fu, il fatto non scandalizzava minimamente
> alcuno, in quanto secondo la Legge (Levitico, ), chi abusava di una vergine
> non promessa, poteva pagando una cifra di 50 sicli tenersela, e aggiungerla
> come moglie. Evidentemente il soldato romano pago' (forse) ma restitui' la
> figlia al padre, il che era secondo la Legge sua facolta'...........La
> violenza su una giovane fanciulla era permessa da Dio dietro "saldo della
> prestazione", al padre.............e' un po' duro, ma era
> cosi'...................
>
> Saluti , cordialita' , buon Natale et cetera................
>
> Porfirio
>
> >
> > Siamo agli stessi livelli culturali di saseanna ... ^___^
> >
> > Ciao
> > Claudio Pace.
> >
> >
> >
> > --------------------------------
> > Inviato via http://usenet.libero.it
Confermo la versione di Porfirio rispetto alle manipolazioni avvenute sulle
scritture.
Sono in grado di postare un documento che ne narra la evoluzione e per cui fu
ucciso l'autore che lo divilgò,
come si legge nella chiusura dell'allegato seguente:
(Nota Bene: è un documento con Imprimatur, per gli amanti del canone).
--
ALLEGATO:
--
Subject: "IL TALMUD SMASCHERATO"
Date: Mon, 07 Aug 2000 23:54:57 +0200
From: Stefano <al...@futura.it>
Organization: I.Net S.p.A.
Newsgroups: it.cultura.religioni
IL TALMUD SMASCHERATO
Gli insegnamenti segreti dei rabbini sui Cristiani
Di:
Rev. I.B. Pranaitis
Prete Cattolico; Maestro di Teologia e Professore di Lingua Ebraica
presso
l'Accademia Ecclesiastica Imperiale della Chiesa Cattolica Romana in
San
Pietroburgo Vecchio.
(Traduzione dal testo latino dell'autore)
****
San Pietroburgo
Ufficio stampa dell'Accademia Imperiale delle Scienze - 1892.
IMPRIMATUR
San Pietroburgo,
13 Aprile 1892
Kozlowsky
Arcivescovo Metropolita di Moghileff
L.S.
No.794
C. Propolanis, S.Th.C.
Segretario
Tutti i Diritti Riservati
Stampato presso l'Accademia Imperiale delle Scienze.
(Vas.Ostr.,9 Line, No.12)
****
Copyright 1964
Dr. Edward R. Fields
Birmingham, Alabama
****
Excellentissimo ac Reverendissimo
DOMINO DOMINO
FRANCISCO ALBINO
SYMON
EPISCOPO ZENOPOLITANO
SUFFRAGANEO ARCHIDIOECESEOS MOHILOVIENSIS
SUAE SANCTITATIS PRAELATO DOMESTIOCO
S. THOLOGIAE DOCTORI
Rectori Academiae Caesareae Romano-Catholicae Ecclesiasticae
Petropolitanae
ORDINUM EQUITI
PROFESSORI CLARISSIMO
MODERATORI SUO OPTIMO
Dicat Dedu Aeque
Auctor
__________________________________________________________
IMPRIMATUR
Petropoli, Die 13 Aprilis 1892 a.
Archiepiscopus Metropolita Mohiloviensis KOZLOWSKI.
L.S.
f.m. Secretarii in Spiritualibus
C. Propolanis S.Th.C.
Tous droits réservés.
No794
........?
DEDICA DELL'AUTORE
VOSTRA ECCELLENZA:
Per ricambiare in qualche modo la Vs. grandissima gentilezza verso di
me,
che ho potuto sperimentare così spesso e in tante maniere, mi sono
impegnato
a dedicarVi questo piccolo libro. E' di piccole dimensioni ma è stato
compilato con gran cura e fatica, e mi sostiene la speranza che Voi
non lo
sdegnerete; esso infatti è il primo frutto delle fatiche di uno che
Voi, una
volta, Vi siete così gentilmente compiaciuto di chiamare il primo
frutto
delle Vostre fatiche come Rettore di questa Accademia. Io prego perciò
Vostra Eccellenza di benedire questo lavoro che ho recentemente
portato a
termine, in maniera che possa adempiere lo scopo per cui è stato
scritto.
Benedite anche me affichè io possa presto compiere lavori più
importanti per
la gloria di Dio e per l'onore e per il progresso della nostra Alma
Mater,
su cui regnate da otto anni, e di cui siete il più grande ornamento.
Possano queste pagine rappresentare per Vostra Eccellenza la
dimostrazione
del mio perpetuo e sincero affetto e gratitudine.
Il devoto discepolo di Vostra Eccellenza,
IUSTINUS BONAVENTURA PRANAITIS
ANTIFONA
"Che si aprano le nostre scritture a tutti. Che tutti vedano come sia
il
nostro codice morale! Non dobbiamo aver paura di questa prova, infatti
abbiamo un cuore puro e uno spirito pulito. Che le nazioni esaminino
le
dimore dei figli di Israele, e che da loro stessi si convincano di
come
realmente siamo! Esse allora certamente esclameranno con Baalam,
quando
partì per maledire Israele: 'Come son belli i tuoi padiglioni o
Israele:
come son belle le tue tende!'
"Nel suo atteggiamento verso i non ebrei, la religione ebraica è la
più
tollerante di tutte le religioni del mondo... I precetti degli antichi
rabbini, sebbene ostili ai gentili, non possono in nessuna maniera
essere
applicati ai cristiani."
"Tutta una serie di opinioni può essere citata dagli scritti delle più
alte
autorità rabbiniche per dimostrare che questi maestri inculcavano nel
loro
popolo un grande amore e rispetto per i cristiani in maniera che essi
considerassero i cristiani, che credono nel vero Dio, come fratelli, e
pregassereo per loro."
"Noi dichiariamo che il Talmud non contiene niente di ostile contro i
cristiani."
PROLOGO
Molte persone interessate nella questione ebraica sono solite chiedere
se ci
sia o no qualcosa nel Talmud che non sia bello e sublime e
completamente
estraneo a qualsiasi espressione che possa sembrare odio verso i
cristiani.
La confusione di opinioni a questo riguardo è talmente grande che, a
sentire
coloro che trattano l'argomento con tanta apparente saggezza, si
penserebbe
che stessero parlando di una razza antica e lontana dai nostri tempi,
e non
del popolo di Israele che vive in mezzo a noi secondo un codice morale
immutabile che continua anche oggi a regolare la loro vita religiosa e
sociale.
Stando così le cose, ho intrapreso il compito di dimostrare ciò che
veramente insegna il Talmud a proposito dei cristiani, per potere in
tal
modo soddisfare i desideri di coloro che vogliono conoscere questa
dottrina
da fonti originali.
A questo scopo, ho tradotto i più noti libri talmudici che fanno
riferimento
ai cristiani e ho disposto queste fonti in ordine tale da dare una
chiara
idea dell'immagine del cristiano che il Talmud presenta agli ebrei.
Al fine di non essere accusato di avere usato un testo alterato del
Talmud o
di non averlo interpretato correttamente, come in genere accade a
coloro che
hanno tentato di rivelare gli insegnamenti giudaici segreti, ho
disposto il
testo ebraico a fianco di quello latino.
Ho diviso il testo in due sezioni: la prima tratta degli insegnamenti
del
Talmud sui cristiani, la seconda, delle regole che gli ebrei hanno
l'obbligo
di seguire quando vivono fra i cristiani.
Faccio precedere queste due parti da una breve capitolo di discussione
sul
Talmud stesso.
IL TALMUD
IL TALMUD deriva il suo nome dalla parola LAMUD - insegnato, e
significa
L'Insegnamento. Per metonimia, si vuol significare il libro che
contiene
l'Insegnamento, il quale insegnamento si chiama Talmud, cioè il libro
dottrinale che da solo espone e spiega completamente tutta la
conoscenza e
l'insegnamento del popolo ebreo.
Per quanto riguarda l'origine del Talmud, i rabbini ritengono che il
suo
primo autore sia Mosè. Essi sostengono che, oltre alla legge scritta -
trasmessa da Dio a Mosè sul Monte Sinai sulle tavole di sasso e
denominata
Torah Scheibiktab - Mosè abbia anche ricevuto la sua interpretazione,
o
legge orale, chiamata Torah Shebeal Peh. Secondo loro, questo è il
motivo
per cui Mosè rimase per tanto tempo sul monte. Infatti, essi
sostengono, un
giorno solo sarebbe stato sufficiente per ricevere da Dio la legge
scritta.
Si dice che Mosè abbia trasmesso questa legge orale a Giosuè; Giosuè a
sua
volta ai settanta Anziani; questi Anziani ai Profeti, e i Profeti alla
Grande Sinagoga. Si sostiene che essa fu più tardi trasmessa a certi
rabbini, uno dopo l'altro, finchè non divenne impossibile ritenerla
oralmente.
Qualunque cosa possa dirsi sulla storia dei rabbini, è cosa
sufficientemente
nota fra noi che, prima della nascita di Cristo, in Palestina
esistevano
scuole nelle quali si insegnavano i sacri testi. Per poterli
ricordare, i
commentari dei Dottori della legge venivano scritti su carte ed
elenchi che,
riuniti insieme, formarono gli inizi del Talmud giudaico.
Nel secondo secolo dopo Cristo, il rabbino Jehuda - che, a causa della
sua
santità di vita, era chiamato Il Santo e Il Principe - si rese conto
che la
cultura degli ebrei andava scemando, che la loro legge orale si stava
perdendo, e che il popolo ebreo si stava disperdendo, e fu il primo a
prendere in considerazione i possibili modi di ridar vita e preservare
la
legge orale. Egli raccolse tutti gli elenchi e le carte (che la
contenevano)
ricavandone un libro che fu chiamato Sepher Mischnaioth, oppure
Mischnah -
un Deuterosis o legge secondaria. Lo divise in sei parti, ciascuna
delle
quali venne divisa in molti capitoli che vedremo più avanti.
La Mischnah è il fondamento e la parte principale di tutto il Talmud.
Questo
libro fu accettato da tutti gli ebrei e fu riconosciuto come codice
autentico della loro legge. Veniva spiegato nelle loro Accademie di
Babilonia - a Sura, Pumbaditha e Nehardea - e nelle loro Accademie di
Palestina - a Tiberiade, Iamnia e Lydda.
Con l'andar del tempo le interpretazioni aumentarono e le dispute e le
decisioni dei dottori della legge riguardanti la Mischnah furono
scritte. e
questi scritti costituirono un'altra parte del Talmud chiamata
Gemarah.
Nel Talmud queste due parti sono disposte in maniera tale per cui la
Mischnah serve per prima come una specie di testo della legge e la
Gemarah
serve poi da analisi delle varie opinioni per giungere alle decisioni
definitive.
Non tutti i precetti della Mischnah, comunque, venivano discussi nelle
scuole ebree. Non si commentavano quelli che non potevano essere
applicati a
causa della distruzione del Tempio, e quelli che potevano essere
osservati
solo nella Terra Santa. La loro spiegazione veniva rimandata alla
venuta di
Elia e del Messia. Per questo motivo, nel Gemarah, alcune parti del
Mischnah
mancano.
Per quanto riguarda l'interpretazione della Mischnah del rabbino
Jehuda,
ciascuna delle scuole di Palestina e di Bab ilonia seguì il suo metodo
particolare, e in questo modo si venne a creare una duplice Gemarah -
la
versione di Gerusalemme e quella di Babilonia. L'autore della versione
di
Gerusalemme fu il rabbino Jochanan, che fu capo della sinagoga di
Gerusalemme per ottant'anni. Nell'anno 230 A.D., egli portò a termine
trentanove capitoli di commenari sulla Mischnah.
La Gemarah babilonese, comunque, non fu compilata da una sola persona
e
nemmeno in una volta sola. Il rabbino Aschi la cominciò nel 327 A.D. e
vi
lavorò per sessant'anni. Continuò il rabbino Maremar nell'anno 427
A.D., e
l'opera fu portata a termine dal rabbino Abina nell'anno 500 A.D.
circa. La
Gemarah babilonese è composta da trentacinque capitoli di
interpretazioni.
Questa duplice Gemarah, assieme con la Mischnah, dà vita ad un duplice
Talmud: la versione di Gerusalemme che a causa della sua brevità e
difficoltà di comprensione non è molto usata; e la versione babilonese
che è
sempre stata tenuta in altissima considerazione dagli ebrei di tutti i
tempi.
La Gemarah è seguita da aggiunte chiamate Tosephoth. Fu così che il
rabbino
Chaia inizialmente chiamò le sue opinioni sulla Mischnaioth. Egli e il
rabbino Uschaia furono i primi a spiegare questo libro pubblicamente
nelle
scuole. I commentari sulla furono redatti dai dottori fuori
dell'ambito
delle scuole, erano chiamati Baraietoth, o opinioni estranee.
A questi Commentari si aggiunsero poi altre decisioni chiamate Piske
Tosephoth, brevi tesi e semplici principi.
Per quasi cinquecento anni dopo il completamento del Talmud
babilonese, lo
studio della letteratura fu gravemente ostacolato, in parte a causa di
calamità pubbliche e in parte a causa di dissensi fra gli studiosi. Ma
nell'undicesimo secolo, altri scrissero ulteriori aggiunte al Talmud.
Fra
queste, le principali sono quelle del Tosephoth del rabbino Ascher.
Oltre a queste, comparvero il Perusch del rabbino Moische ben Maimon,
per
brevità chiamato Rambam dagli ebrei, dai cristiani Maimonide, e dal
rabbino
Schelomo, Iarchi o Raschi.
Così che la Mischnah, la Gemarah, il Tosephoth, le note marginali di
rabbino
Ascher, il Piske Tosephoth e il Perusch Hamischnaioth di Maimonide,
tutti
insieme, costituiscono un ampio lavoro chiamato Il Talmud.
******
Le principali parti del Talmud, che abbiamo menzionato sopra, sono
sei:
I. ZERAIM: riguardante i semi. Tratta di semi, frutti, erbe, alberi;
dell'uso pubblico e domestico di questi frutti, di semi diversi, ecc.
II. MOED: riguardante le feste. Tratta del tempo in cui il sabato e
altre
feste devono avere inizio, fine ed essere celebrate.
III. NASCHIM: riguardante le donne. Tratta del matrimono e del ripudio
delle
mogli, dei doveri, dei rapporti, delle malattie, ecc.
IV. NEZIKIN: riguardante i danni. Tratta dei danni sofferti da uomini
ed
animali, delle penalità e dei risarcimenti.
V. KODASCHIM: riguardo la santità. Tratta dei sacrifici e di vari riti
sacri.
VI. TOHOROTH: riguardante le purificazioni. tratta della
contaminazione e
della purificazione delle stoviglie, biancheria e altre cose.
Ciascuna di queste sei parti, che gli ebrei chiamano Schishah Sedarim
- sei
ordini o ordinanze - è divisa in libri o fascicoli, chiamati
Massiktoth, e i
libri in capitoli, o Perakim.
*****
I. ZERAIM. Contiene undici libri o Masechtoth.
1. BERAKHOTH -Benedizioni e preghiere. Tratta delle regole liturgiche.
2. PEAH - Angolo di un campo. Tratta degli angoli del campo e della
spigolatura... le olive e l'uva da lasciare ai poveri.
3. DEMAI - Cose dubbie. Se si debbano o no pagare le decime su tali
cose.
4. KILAIM - Miscele. Tratta delle varie miscele di semi.
5. SCHEBIITH - il Settimo. Tratta dell'anno sabbatico.
6. TERUMOTH - Offerte e Oblazioni. Le offerte "Heave" per i preti.
7. MAASEROTH - le Decime, da versare ai Leviti
8. MAASER SCHENI - la Seconda Decima
9. CHALLAH - la Pasta, la parte di essa da darsi ai Preti.
10.ORLAH - L'Incirconciso. Tratta dei frutti di un albero durante i
sui
primi tre anni di vita.
11.BIKKURIM - I Primi Frutti da portare al Tempio.
II. MOED. Contiene dodici Libri o Masechtoth.
1. SCHABBATH - Il sabato. tratta dei tipi di lavoro proibiti in questo
giorno.
2. ERUBHIN - Combinazioni. Contiene i precetti sul cibo per il sabato,
ecc.
3. PESACHIM - Pasqua. Tratta delle leggi relative alla Festa della
Pasqua
ebraica e dell'agnello pasquale.
4. SCHEKALIM - Siclo. Tratta delle dimensioni e peso del siclo.
5. IOMA - il Giorno della Riconciliazione. Tratta delle prescrizioni
per
quel giorno.
6. SUKKAH - il Tabernacolo. Tratta delle leggi riguardanti la festa
dei
Tabernacoli.
7. BETSAH - l'Uovo del Giorno di Festa. Tratta del tipo di lavoro
proibito e
permesso nei giorni di festa.
8. ROSCH HASCHANAH - Anno Nuovo. Tratta della Festa dell'Anno Nuovo.
9. TAANITH - Digiuni. Tratta dei digiuni pubblici.
10.MEGILLAH - il Rotolo. Tratta della lettura del Libro di Ester.
Contiene
la descrizione della Festa di Purim.
11.MOED KATON - Festa Minore. Tratta delle leggi relative ai giorni
che
dividono il primo dall'ultimo giorno di Pesach e Succoth.
12.CHAGIGAH - Paragone dei riti delle tre feste di Pesach, Sukkoth e
dei
Tabernacoli.
III. NASCHIM. Contiene sette Libri o Masechtoth.
1. JEBBAMOTH - Cognate. Tratta del matrimonio del Levirato.
2. KETHUBOTH - Contratti di Matrimonio. Tratta della dote e degli
accordi
matrimoniali.
3. KIDDUSCHIN - Fidanzamenti.
4. GITTIN - libretto sui Divorzi.
5. NEDARIM - Voti. Tratta dei voti e del loro annullamento.
6. NAZIR - il Nazireo. Tratta delle leggi riguardanti i Nazirei e
coloro che
si separano dal mondo e si consacrano a Dio.
7. SOTAH - la Donna sospettata di adulterio.
IV. NEZIKIN. Contiene dieci Libri o Masechtoth.
1. BABA KAMA - Prima porta. Tratta dei Danni e Torti e del loro
risarcimento.
2. BABA METSIA - Porta di mezzo. Tratta delle leggi riguardanti gli
oggetti
trovati, concernenti la fiducia, riguardanti l'acquisto e la vendita,
il
prestito, il noleggio e l'affitto.
3. BABA BATHRA - L'Ultima porta. Tratta delle leggi riguardanti la
proprietà
immobiliare e il commercio, per lo più sulle basi della legge
tradizionale.
Concerne anche la successione ereditaria.
4. SANHEDRIN - Tribunali. Tratta dei tribunali e dei loro atti, e
della pena
per i delitti capitali.
5. MAKKOTH - Frustate. Le 40 frustate (meno una) inflitte ai
criminali.
6. SCHEBUOTH - Giuramenti. Tratta dei diversi tipi di giuramento.
7. EDAIOTH - Testimonianze. Contiene una serie di leggi tradizionali e
decisioni raccolte dalle testimonianze di distinti maestri.
8. HORAIOTH - Decisioni. Tratta delle sentenze dei giudici e delle
pene dei
trasgressori.
9. ABHODAH ZARAH - Idolatria.
10.ABHOTH - Padri. Tratta delle leggi dei padri. Si chiama anche PIRKE
ABHOTH.
V. KODASCHIM. Contiene undici Libri o Masechtoth.
1. ZEBBACHIM - Sacrifici. Tratta dei sacrifici di animali e delle
modalità
di offrirli.
2. CHULIN - Cose Profane. Tratta della maniera tradizionale di
uccidere gli
animali per usi comuni.
3. MENACHOTH - Offerte di carne. Tratta delle offerte di carne e
bevande.
4. BEKHOROTH - il Primogenito. Tratta delle leggi riguardanti i
primogeniti
di uomini ed animali.
5. ERAKHIN - Valutazioni. Tratta del modo nel quale le persone
consacrate al
Signore con un voto vengono legalmente valutate per il loro riscatto.
6. TEMURAH - Scambio. Tratta delle leggi riguardanti lo scambio di
cose
consacrate.
7. MEILAH - Violazione, Sacrilegio. Tratta dei peccati riguardanti la
violazione o la profanzione di cose sacre.
8. KERITHUTH - Scomunica. Tratta dei peccati soggeti alla pena di
scomunica,
e della loro espiazione per mezzo di sacrifici.
9. TAMID - Il Sacrificio Giornaliero. Descrive le funzioni del Tempio
per le
offerte giornaliere del mattino e della sera.
10.MIDDOTH - Misure. Descrive le misure e la descrizione (sic) del
Tempio.
11.KINNIM - I Nidi degli Uccelli. Tratta dei sacrifici di volatili,
delle
offerte dei poveri, ecc.
VI. THOHOROTH. Contiene dodici Libri o Masechtoth.
1. KELIM - Stoviglie. Tratta delle condizioni nelle quali gli utensili
domestici, gli indumenti, ecc. ricevono la purificazione rituale.
2. OHOLOTH - Tende. Tratta delle tende e delle case, e della loro
contaminazione e purificazione.
3. NEGAIM - Malattie epidemiche. Tratta delle leggi relative alla
Lebbra.
4. PARAH - la Giovenca. Tratta delle leggi concernenti la giovenca
rossa e
dell'uso delle sue ceneri per la purificazione di quanto è
contaminato.
5. TOHOROTH - Purificazioni. Tratta dei gradi minori di contaminazione
che
durano solo fino al tramonto.
6. MIKVAHTH - Pozzi. Tratta delle condizioni nelle quali i pozzi e i
serbatoi possono essere usati per le purificazioni rituali.
7. NIDDAH - Mestruazioni. Tratta della contaminazione giuridica
derivante da
certe condizioni delle donne.
8. MAKSCHIRIN - Preparazioni. Tratta dei liquidi che preparano e
dispongono
i semi e i frutti a ricevere la contaminazione rituale.
9. ZABHIM - Riguardante la polluzione notturna e della gonorrea.
Tratta
della contaminazione derivante da tali secrezioni.
10.TEBHUL IOM - Lavaggi giornalieri.
11.IADIM - Mani. Tratta della contaminazione rituale delle mani
secondo la
legge tradizionale, e della loro purificazione.
12.OKETSIN - Piccioli della Frutta. Tratta dei piccioli e dei gusci
della
frutta in quanto portatori di contaminazione rituale.
Il Talmud completo si compone di 63 libri divisi in 524 capitoli.
Oltre a questi ci sono altri quattro brevi fascicoli che non sono
stati
inclusi nel Talmud regolare. Essi sono stati aggiunti da scrittori ed
autori
successivi.
Questi quattro fascicoli sono:
MASSEKHETH SOPHERIM - il Trattatello degli Scribi. Tratta del modo di
scrivere i libri della legge. Contiene 21 capitoli.
EBHEL RABBETI - Un grosso trattato sul Lutto. Contiene 14 capitoli.
KALLAH - la Sposa. Sull'acquisizione della sposa, sui suoi ornamenti e
altre
cose che la riguardano. Ha un solo capitolo.
MASSEKHETH DEREKH ERETS - la Condotta di Vita. Diviso in RABBAH -
parti
principali, e ZUTA - parti secondarie. Contiene 16 capitoli. Alla fine
è
aggiunto un capitolo speciale - PEREK SCHALOM - sulla Pace.
*****
Essendo il Talmud un lavoro tanto disordinato e voluminoso, si
presentò la
necessità di un compendio che ne facilitasse lo studio. A questo
scopo, nel
1032, il rabbino Isaac ben Jacob Alphassi pubblicò un Talmud
Abbreviato, che
egli chiamò Halakhoth - Costituzioni. Tutte le discussioni protratte
vi
furono omesse e invece quelle parti che concernevano le cose pratiche
della
vita vi furono conservate. Dato però che questo lavoro non aveva un
ordine,
non fu considerato di gran valore.
Il primo a produrre un lavoro ben ordinato sulla Legge Ebraica fu
Maimonide,
chiamato l'"Aquila della Sinagoga." Nel 1180, egli produsse il suo
celebre
Mischnah Torah - Ripetizione della Legge, chamato anche Iad Chazakah -
la
Mano Forte. Esso contiene quattro parti o volumi e 14 libri che
comprendono
tutto il Talmud. In questo lavoro, Maimonide incluse anche molte
discussioni
filosofiche e tentò di stabilire molte leggi sue proprie. A causa di
questo
fatto, egli fu scomunicato dalla sua gente e condannato a morte. Fuggì
in
Egitto dove morì nel 1205.
Nonostante ciò, il valore del suo lavoro crebbe col tempo, e per un
certo
periodo, una versione espurgata fu tenuta in altissima considerazione
dagli
ebrei. Un difetto di questo lavoro è che continene molte leggi che
hanno
perso qualsiasi valore dopo la distruzione del Tempio.
Nel 1340, in stretto accordo con le idee dei rabbini, Jacob ben Ascher
pubblicò un'edizione del lavoro di Maimonide, espurgata da tutte le
sue
innovazioni filosofiche e delle vecchie, inutili leggi. Essa fu
chiamata
Arbaa Turim - I Quattro Ordini, che sono:
I. ORACH CHAIIM: I semi della Vita, e tratta della vita quotidiana in
casa e
alla Sinagoga.
II. IORE DEA: che impartisce insegnamenti sui cibi, le purificazioni
ed
altre leggi religiose.
III. CHOSCHEN HAMMISCHPAT - giudizi privati sulle leggi civili e
penali.
IV. EBHEN HAEZER: La Roccia dell'Aiuto, che tratta delle leggi del
matrimonio.
Dato che Alphasi, Maimonide e Jacob ben Ascher non concordavano su
molti
punti - il che fece sorgere diverse interpretazioni della stessa legge
-
c'era un grande bisogno di un libro che contenesse brevi e concise
soluzioni
alle controversie e che potesse rappresentare per il popolo ebreo un
libro
di legge degno di questo nome.
Joseph Karo, un rabbino di Palestina (nato nel 1488 e morto nel 1577),
soddisfò tale necessità con il suo celebre commentario all'Arbaa
Turim, che
egli chiamò Schulchan Arukh - la Tavola Preparata. Dato che, comunque,
le
useanze degli ebrei orientali differivano molto da quelle degli ebrei
occidentali, anche lo Schulchan Arukh, di Joseph Karo non fu
sufficiente per
tutti gli ebrei che si trovavano nelle diverse parti del mondo. Fu per
questo motivo che il rabbino Mosche Isserles scrisse un commentario
sullo
Schulchan Arukh, intitolato Darkhe Mosche, La Via di Mosè, che
ricevette la
stessa accoglienza in Occidente che aveva avuto il lavoro di Joseph
Karo in
Oriente.
Al momento, lo Schulchan Arukh è considerato il Codice Legale
obbligatorio
degli ebrei, ed essi ne fanno principale uso nei loro studi. Molti
conmmentari sono stati scritti su ciascuna parte di questo libro.
Un importante punto da notare è che questo lavoro è sempre stato
considerato
santo dagli ebrei. Essi l'hanno sempre considerato, e ancora lo
considerano,
più importante delle Sacre Scritture. Il Talmud stesso dimostra
chiaramente
questo fatto:
Nel trattatello Babha Metsia, fol 33a, leggiamo:
"Coloro che si dedicano alla lettura della Bibbia esercitano una certa
virtù, ma non moltissima; coloro che studiano la Mischnah esercitano
una
virtù per cui riceveranno un premio; coloro, comunque, che si
impegnano
nello studio dalla Gemarah esercitano la più alta virtù."
Similmente, nel trattatello Sopherim XV,7, fol.13b:
"La Sacra Scrittura è come l'acqua, la Mischnah il vino, e la Gemarah
vino
aromatico."
La seguente è un'opinione nota e se ne trovano alte lodi negli scritti
dei
rabbini:
"Figlio mio, ascolta le parole degli scribi piuttosto che le parole
della
legge."
Il motivo di ciò si trova nel trattatello Sanhedrin X,3, f.88b:
"Colui che trasgredisce le parole degli scribi pecca più gravemente
che chi
trasgredisce le parole della legge."
Anche in presenza di divergenze di opinioni fra la Legge e i dottori,
entrambi devono essere presi come parole del Dio Signore.
Nel trattatello Erubhin f.13b, dove si riferisce di una divergenza di
opinioni fra le due scuole di Hillel e Schamai, si concude che:
"Le parole di entrambi sono parole del Dio vivente."
Nel libro Mizbeach, cap. V, troviamo la seguente opinione:
"Non c'è niente che sia superiore al Santo Talmud."
I sostenitori contemporanei del Talmud ne parlano quasi nella stessa
maniera.
Ciò che i cristiani pensavano del Talmud è ampiamente dimostrato dai
molti
editti e decreti emessi a questo proposito, con i quali i supremi
governanti
della Chiesa e dello Stato lo hanno proscritto molte volte e hanno
condannato alle fiamme questo sacro Codice Legale Secondario degli
ebrei.
Nel 553, l'Imperatore Giustiniano proibì la diffusione dei libri del
Talmud
su tutto il territorio dell'Impero Romano. Nel XIII secolo "i Papi
Gregorio
IX e Innocente IV condannarono i libri del Talmud in quanto contenenti
ogni
tipo di abiezioni e bestemmie contro la verità cristiana, e ordinarono
che
fossero bruciati perchè diffondevano molte orribili eresie."
Più tardi, essi furono condannati da molti altri Pontefici Romani -
Giulio
III, Paolo IV, Pio IV, Pio V, Gregorio XIII, Clemente VIII, Alessandro
VII,
Benedetto XIV e altri che pubblicarono nuove edizioni dell'Indice dei
Libri
Proibiti secondo gli ordini dei Padri del Concilio di Trento, e anche
nei
nostri stessi giorni.
((Per quanto riguarda l'atteggiamento della Chiesa Cattolica verso gli
ebrei, si veda l'Appendice alla fine di questo libro: "Come i Papi
Hanno
Trattato gli Ebrei."))
All'inizio del XVI secolo, quando la pace della Chiesa era disturbata
da
nuove religioni, gli ebrei cominciarono a distribuire il Talmud
apertamente,
assistiti dall'arte della stampa allora appena inventata. La prima
edizione
stampata di tutto il Talmud, contenente tutte le sue bestemmie contro
la
religione cristiana, fu pubblicata a Venezia nell'anno 1520. E quasi
tutti i
libri ebrei pubblicati in quel secolo che era loro favorevole sono
completi
e genuini.
Verso la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII, quando molti uomini
famosi
si impegnarono in un diligente studio del Talmud, gli ebrei, temendo
per se
stessi, cominciarono ad omettere parti del Talmud che erano
apertamente
ostili ai cristiani. Fu in tal modo che il Talmud pubblicato a Basilea
nel
1578 fu mutilato in molti punti.
Ad un sinodo in Polonia, nell'anno 1631, i rabbini della Germania ed
altri
paesi dichiararono che non si doveva stampare niente che potesse
infastidire
i cristiani e causare la persecuzione di Israele. Per questo motivo,
nei
libri ebraici pubblicati dal secolo seguente in poi, ci sono indizi di
molte
cose mancanti cui i rabbini suppliscono con spiegazioni ritenute a
memoria,
in quanto essi possiedono i libri integrali che i cristiani vedono
raramente.
Comunque, i libri ebraici furono pubblicati più tardi con pochissime
mutilazioni in Olanda - dove gli ebrei espulsi dalla Spagna venivano
cordialmente ricevuti. Il Talmud pubblicato in questo paese nel
1644-1648 è
quasi uguale all'edizione veneziana.
L'ultimo strattagemma inventato per ingannare i censori è stato di
inserire
la parola haiah (era) nel testo genuino, come per indicare che la
questione
di cui si tratta si riferisce ad un tempo passato. Ma così facendo
essi
"puliscono solo l'esterno della tazza". Infatti, in molti punti
lasciano
trapelare ciò che intendono, per es. con le parole gam attah, "perfino
ora,"
vale a dire "questa legge deve essere obbedita"; e aphilu bazzeman
hazzeh,
"fino ad oggi," vale a dire "questa legge è ancora valida," e simili.
*****
Dobbiamo aggiungere alcune considerazioni sull'altro notissimo libro
degli
ebrei, che si chiama ZOHAR.
Secondo alcuni rabbini, Mosè, dopo essere stato istruito
sull'interpretazione della legge sul Monte Sinai, non trasmise
quest'informazione a Giosuè nè questi agli anziani, ma ad Aronne,
Aronne ad
Eleazzaro, e così via fino a che l'insegnamento orale non fu messo in
forma
di libro con il nome di ZOHAR, dal nome ZEHAR, che significa emanare
splendore. Esso è infatti un'illustrazione dei libri di Mosè, un
commentario
del Pentateuco.
Si dice che l'autore sia stato R. Schimeon ben Jochai, un discepolo di
R.
Akibha che, cinquant'anni dopo la distruzione del Tempio, morì da
martire
nell'anno 120 A.D. circa nella guerra che Adriano condusse contro gli
ebrei.
Dato che, comunque, in questo libro appaiono nomi di uomini vissuti
diversi
secoli dopo l'anno indicato, e dato che nè Rambam (R. Mosche ben
Nachman, nè
R. Ascher, che morì nell'anno 1248 A.D. circa, ne hanno fatto
menzione, è
più probabile che siano più vicini alla verità coloro che dicono che
il
libro di Zohar vide la luce per la prima volta intorno al XIII secolo.
Ciò è
considerato probabile specialmetne a causa del fatto che circa in
questo
periodo fu prodotto un libro simile per stile e argomento al modo di
scrivere caldeo.
Si compone di tre volumi formato in ottavo grande.
*****
Ci sono molti altri lavori pubblicati da maestri ebrei, che vengono
usati
nello studio della legge giudaica, e che sono tenuti in alta
considerazione
dato che spiegano molti passaggi oscuri del Talmud. In questo libro ne
sono
citati alcuni, e precisamente i seguenti:
BIAR - Dicharazione, delucidazione, Commentario su un altro
Commentario.
Queste dichiarazioni differiscono fra di loro.
HALAKHOTH - di solito scritto HILKHOTH - Decisioni o Dissertazioni.
Libri
separati delle Sacre Scritture e del Talmud di diversi rabbini:
Maimonide,
Beshai, Edels, Mosè di Kotzen, Kimchi e altri. Nella maggior parte dei
casi,
danno delle citazioni di Maimonide dallo HILKHOTH AKUM. Queste
contengono
dissertazioni sulle stelle e pianeti e sulle condizioni delle nazioni.
Ce
n'è un altro - HILKHOTH MAAKHALOTH ASAVOROTH - dissertazioni sugli
alimenti
proibiti.
IUCHASIN o SEPHER IUCHASIN - dissertazioni sulla discendenza. Tratta
della
storia sacra e giudaica dall'inizio del mondo fino al 1500. Fu
stampato a
Cracovia nel 1580.
JALKUT - una raccolta di commenti tratti da vari libri antichi. Si
suppone
abbia un significato non letterale ma allegorico. Autore: il rabbino
Shimeon
di Francoforte.
KED HAKKEMACH - Barile di farina. Contiene un elenco alfabetico dei
luoghi
delle comunità teologiche. Autore: il rabbino Bechai di Lublino.
MAGEN ABRAHAM - Scudo di Abramo. Autore: Perizola.
MIZBEACH HAZZAHABH - l'Altare d'Oro. Libro cabalistico. Autore: R.
Schelomon
ben Rabbi Mordechai. Stampato a Basilea nel 1602.
MACHZOR - un Ciclo. Libro di Preghiere usato nelle feste grandi.
MENORATH HAMMAOR - Candela di luce. Libro talmudico. Contiene
l'Aggadoth e
il Medraschim, cioè, i commentari storici e allegorici su tutto il
Talmud.
Autore: rabbino Isaac Abhuhabh. Stampato nel 1544.
MAIENE HAIESCHUAH - Fontane del Salvatore. Uno squisito commentario su
Daniele del rabbino Isaac Abarbanel. Vi si trovano numerose dispute
contro i
cristiani. Stampato nel 1551.
MIKRA GEDOLAH - la Grande Convocazione. Una bibbia ebraica con note di
R.
Salomon Iarchi e R. Ezra.
MASCHMIA IESCHUAH - Il Predicatore della Salvezza. Spiegazioni su
tutti i
Profeti. Riguarda la redenzione futura. Autore: R. Abarbanel.
NIZZACHON - Vittoria. Attacchi contro i crisitani e i quattro Vangeli.
Autore: rabbino Lipman. Stampato nel 1559.
SEPHER IKKARIM - Libro sui fondamentali o articoli di fede. Contiene
un
durissimo attacco contro la fede cristiana.
EN ISRAEL - L'Occhio d'Israele. Un libro celebre. Ha una seconda parte
-
BETH JAKOBH - la Casa di Giacobbe. Contiene dei deliziosi racconti
talmudici. Stampato a Venezia nel 1547.
SCHAARE ORAH - le Porte di Luce. Un celeberrimo libro cabalistico.
Autore:
Ben Joseph Gekatilia.
SCHEPHAA TAL - Abbondanza di Rugiada. Libro cabalistico. Una chiave
per il
libro di Zohar ed altri libri del genere. Autore: rabbino Schephtel
Horwitz
di Praga.
TOLDOTH IESCHU - le Generazioni di Gesù. Un opuscolo pieno di
bestemmie e
maledizioni. Contiene la storia di Cristo. Pieno di espressioni false
e
tendenziose.
Per la stesura del presente libretto, ho usato le seguenti fonti:
Il TALMUD. Edizione di Amsterdam, 1644-48, in 14 volumi.
SCHULCHAN ARUKH, del rabbino Joseph Karo. Edizione di Venezia, 1594.
Senza
note.
IORE DEA. Diverse citazioni. Edizione di Cracovia.
ZOHAR. Edizione di Amsterdam, 1805. 3 volumi.
MIKRA GEDOLAH. Edizione di Amsterdam, 1792, 12 volumi, edizione di
Basilea,
1620, 2 volumi, edizione di Venezia.
HILKHOTH AKUM di R. Maimonide, edizione di Vossius, 1675.
Come lavori ausiliari ho usato:
JOANNES BUXDORFIUS. a. Lexicon Chaldaicum, Talmudicum et Rabbinicum,
Basilea
1640. b. De Abreviaturis Hebraicis; Operis Talmudis Recensio;
Bibliotheca
Rabbinica, Basilea 1712. c. Synagoga Judaica, Basilea, 1712.
GEORGII ELIEZ. EDZARDI. Tractatus talmudici "AVODA SARA." Amburgo,
1705.
JACOBI ECKER: "Der Judenspiegel im Lichte der Wahrheit," (Lo Specchio
Giudaico alla Luce della Verità). Paderborn, 1884.
AUGUST ROHLING: Die Polemik und das Manschenopfer des Rabbinismus. (Le
Polemiche e il Sacrificio Umano del Rabbinismo). Paderborn, 1883.
*****
Ho usato solamente lavori che gli stessi ebrei tengono in altissima
considerazione e ai quali essi fanno riferimento nelle loro dispute
con i
cristiani citando imparzialmente le opinioni di questi eruditi uomini.
La
loro grande diligenza nel citare dai testi di libri che ho potuto
esaminare,
è stata per me una prova che io ho usato la stessa diligenza perfino
citando
da fonti meno note alle quali essi possono accedere con molta più
facilità.
PARTE I
L'INSEGNAMENTO DEL TALMUD SUI CRISTIANI
Vedremo in primo luogo ciò che il Talmud insegna
su Gesù Cristo, il fondatore del Cristianesimo;
e in secondo luogo, sui suoi seguaci, i Cristiani.
CAPITOLO I.
GESU' CRISTO NEL TALMUD
Molti passi dei libri talmudici trattano della nascita, vita e morte
di Gesù
Cristo e dei suoi insegnamenti. Non sempre Gesù viene nominato con il
suo
nome, ma in diversi modi come "Quell'Uomo," "Una Certa Persona," "Il
Figlio
del Carpentiere," "Colui che Fu Appeso", ecc.
Articolo I. - SUI NOMI DI GESU' CRISTO
1. Il vero nome di Gesù Cristo in ebraico è Jeschua Hanotsri - Gesù il
Nazzareno. Viene chiamato Nostri dalla città di Nazareth nella quale
egli
crebbe. Così, nel Talmud, anche i cristiani Articolo I. - sono
chiamati
Nostrim- Nazzareni.
Siccome la parola Jeschua significa "Salvatore," il nome Gesù si trova
raramente nei libri ebraici. E' quasi sempre abbreviato in Jeschu, che
viene
maliziosamente inteso come composto delle iniziali delle tre parole
Immach
SCHemo Vezikro - "Possano il suo nome e la sua memoria essere
cancellati."
2. Nel Talmud, Cristo viene chiamato Otho Isch- "Quell'Uomo," cioè
colui che
tutti conoscono. Nel Trattatello Abhodah Zarah, 6a. leggiamo:
"Viene chiamato cristiano colui che segue i falsi insegnamenti di
quell'uomo, che aveva loro insegnato a celebrare la festa il primo
giorno
del Sabato, cioè, di rendere il culto a Dio il primo giorno dopo il
Sabato."
3) Altrove, egli viene semplicemente chiamato Peloni - "Una Certa
Persona."
Nel Chagigah. 4b, leggiamo:
"Maria .... la madre di una certa persone, di cui si parla nello
Schabbath
..." (104b).
Che questa Maria non sia altro che la madre di Gesù, vedremo più
avanti.
4. Per spregio, Gesù viene anche chiamato Naggar bar naggar - 'il
falegname
figlio di un falegname'; e anche Ben charsch etaim - 'il figlio di uno
che
lavora il legno.'
5. Viene anche chiamato Talui - 'quello che fu appeso.' Il rabbino
Samuel,
il figlio di Meir, nell' Hilch. Akum di Maimonide, si riferisce al
fatto che
era proibito partecipare alle feste cristiane di Natale e Pasqua
perchè
celebrate a causa di colui che fu appeso. E anche il rabbino Aben
Ezra, in
un commentario sul Genes. (XXVII, 39) lo chiama Talui la cui immagine
l'imperatore Costantino aveva riprodotto sul suo stendardo. "...nei
giorni
di Costantino, che operò un cambiamento nella religione e mise la
figura di
colui che fu appeso sul suo stendardo."
Articolo II. - LA VITA DI CRISTO
IL TALMUD insegna che Gesù Cristo era illegittimo e che fu concepito
durante
il periodo mesturale; che aveva l'anima di Esaù; che era un pazzo, uno
stregone, un seduttore; che egli fu crocefisso, sepolto all'inferno e
innalzato come un idolo dai suoi seguaci.
1. ILLEGITTIMO E CONCEPITO DURANTE IL PERIODO MESTRUALE
Quanto segue viene narrato nel Trattatello Kallah, 1b (18b):
"Una volta, quando gli Anziani erano seduti alla Porta, passarono due
giovani, uno dei quali aveva il capo coperto mentre l'altro l'aveva
scoperto. Il rabbino Eliezer disse che quello con il capo scoperto era
illegittimo, un mamzer. Il rabbino Jehoschua disse che era stato
concepito
durante il periodo mestruale, ben niddah. Il rabbino Akibah, comunque,
disse
che che era entrambe le cose. A questo punto gli altri chiesero al
rabbino
Akibah perchè egli osasse contraddire i suoi colleghi. Egli rispose
che
poteva fornire le prove di ciò che affermava. Perciò, egli andò dalla
madre
del ragazzo che vide seduta al mercato a vendere verdure e le disse:
'Figlia
mia, se risponderai sinceramente a quello che sto per chiederti, ti
prometto
che sarai salva nella vita che verrà' Essa gli chiese di giurare di
mantenere la promessa, e il rabbino Akibah glielo giurò - ma solo con
le sue
labbra, perchè nel suo cuore egli invalidò il suo giuramento. Poi
disse:
'Dimmi, che razza di figlio è questo tuo ragazzo?' Al che essa
rispose: 'Il
giorno che mi sposai avevo le mestruazioni, e a causa di ciò, mio
marito mi
lasciò. Ma uno spirito malvagio venne e giacque con me e da quel
rapporto mi
nacque questo figlio.' Fu così dimostrato che questo ragazzo non solo
era
illegittimo ma anche concepito dalla madre durante il periodo
mestruale. E
quando coloro che avevano posto la domanda ebbero sentito,
dichiararono:
'Davvero grande è stato il rabbino Akibah quando ha corretto i suoi
Anziani'! Ed essi esclamarono: 'Benedetto il Signore Dio di Israele
che ha
rivelato il suo segreto al rabbino Akibah figlio di Giuseppe'"!
Che per gli ebrei questa storia si riferisca a Gesù e a sua madre,
Maria, è
chiaramente dimostrato dal loro libro Toldath Jeschu -'Le Generazioni
di
Gesù' - dove quasi le stesse parole vengono usate per narrare la
nascita del
nostro Salvatore.
Un'altra storia del genere è narrata in Sanhedrin, 67a:
"Di tutti coloro che sono colpevoli di morte secondo la Legge, egli
solo
viene preso con uno strattagemma. In che modo? Accendono una candela
in una
stanza interna e mettono dei testimoni in una stanza accanto da dove,
senza
essere visti, possono vederlo e udirlo. Poi quello che egli aveva
cercato di
sedurre gli dice 'Per favore, ripeti qui privatamente quello che mi
hai
detto prima.' Se il seduttore ripete quello che aveva detto, l'altro
gli
chiede 'Ma come possiamo lasciare il nostro Dio che è nei cieli e
servire
degli idoli?' Se il seduttore si pente, allora tutto è a posto. Ma se
egli
dice 'E' nostro dovere e diritto di farlo,' allora i testimoni che
l'hanno
sentito dalla stanza accanto lo portano davanti al giudice e lo
uccidono con
la lapidazione. Questo è ciò che fecero al figlio di Stada a Lud, ed
essi lo
appesero alla viglia della pasqua. Perchè questo figlio di Stada era
il
figlio di Pandira. Infatti il rabbino Chasda ci dice che Pandira era
il
marito di Stada, sua madre, ed egli visse durante la vita di Paphus,
il
figlio di Jehuda. Ma sua madre era stada, Maria di Magdala (una
parrucchiera
per signore) che, come dice il Pumbadita, aveva lasciato il marito."
Il significato di ciò è che questa Maria era chiamata Stada, cioè
prostituta, perchè, secondo l'insegnamento del Pumbadita, avava
lasciato il
marito e commesso adulterio. Questo appare anche nel Talmud di
Gerusalemme e
in Maimonide.
Che qui si intenda Maria, la madre di Gesù, si può verificare nel
trattatello Chagigah, 4b:
"Quando il rabbino Bibhai fu visitato dall'Angelo della Morte (il
demonio),
quest'ultimo disse al suo assistente: 'Vai e portami Maria la
parrucchiera'
(cioè, uccidila). Egli andò e portò Maria, la parrucchiera per bambini
- al
posto dell'altra Maria."
Una nota a margine spiega questo passo come segue:
"Questa storia di Maria, parrucchiera per signore, si riferisce al
periodo
del Secondo Tempio. Essa era la madre di Peloni, 'quell'uomo,' come
viene
chiamato nel trattatello Schabbath," (fol.104b).
Ne llo Schabbath, il passo indicato dice:
"Il rabbino Eliezer disse agli Anziani: 'Non è vero che il figlio di
Stada
esercitava la magia egizia incidendosela nella carne?' Essi risposero:
"Era
un pazzo, e noi non prestiamo attenzione a quello che fanno i pazzi.
Il
figlio di Stada, il figlio di Pandira, ecc.'" come sopra nel
Sanhendrin,
67a.
Il libro Beth Jacobh, fol 127, così spiega la magia del figlio di
Stada:
"I Magi, prima di lasciare l'Egitto, prestarono particolare attenzione
a che
la loro magia non fosse messa per iscritto per evitare che altri la
imparassero. Ma egli haveva escogitato un nuovo modo di scriverla
nella
pelle, o di fare dei tagli nella pelle inserendovela. Quando le ferite
si
rimarginavano, non era possibile vederne il significato."
Buxtorf dice:
"Non ci possono essere molti dubbi su chi fosse tale Ben Stada, o chi
gli
ebrei intendevano che fosse. Sebbene i rabbini, nelle loro aggiunte al
Talmud, cerchino di nascondere la loro malizia e dicano che non è Gesù
Cristo, il loro inganno è chiaramente evidente, e molte cose
dimostrano che
essi scrissero e intesero tutte queste cose su di lui. In primo luogo,
lo
chiamano anche il figlio di Pandira. Gesù il Nazzareno è in tal modo
chiamato in altri passi del Talmud dove si fa espressa menzione di
Gesù il
figlio di Pandira. Anche San Giovanni Damasceno, nella sua Genealogia
di
Cristo, fa cenno di Panthera e del Figlio di Panthera.
"In secondo luogo, si dice che questa Stada sia Maria, e questa Maria
la
madre di Peloni 'quella tale persona' per cui si intende indubbiamente
Gesù.
In tal modo infatti erano usi celare il suo nome perchè avevano paura
di
pronunciarlo. Se avessimo copie dei manoscritti originali, questi lo
potrebbero certamente dimostrare. E anche questo era il nome della
madre di
Gesù il Nazareno.
"In terzo luogo, egli è chiamato il Seduttore del Popolo. I Vangeli
testimoniano il fatto che Gesù fosse così chiamato dagli ebrei, e i
loro
scritti sono tuttora prova che ancora lo chiamano con questo nome.
In quarto luogo, egli è chiamato 'quello che fu appeso,' che si
riferisce
chiaramente alla crocefissione di Cristo, specialmente dato che viene
aggiunto un riferimento al tempo 'alla vigilia della pasqua (ebraica)
che
coincide con il giorno della crocefissione di Gesù. Nel Sanhedrin
(43a) si
trova quanto segue:
'Alla vigilia della pasqua (ebraica) appesero Gesù'
"In quinto luogo, riguardo a quanto dice il Talmud di Gerusalemme sui
due
discepoli degli anziani che furono inviati come testimponi per
spiarlo, e
che furono poi chiamati a testimoniare contro di lui: Ciò si riferisce
ai
due 'falsi testimoni' di cui l'Evangelista Matteo e Luca parlano.
"In sesto luogo, a proposito di quello che dicono sul figlio di Stada,
cioè
che esercitava le arti magiche egizie incidendosele nella pelle: la
stessa
accusa è fatta contro Cristo nell'ostile libro Toldoth Jeschu.
"Infine, il periodo storico corrisponde. Infatti si dice che questo
figlio
di Stada viveva nei giorni di Paphus, il figlio di Jehuda, che era
contemporaneo del rabbino Akibah. Akibah, comunque, visse al tempo
dell'Ascensione di Cristo, e per qualche tempo in seguito. Si dice che
anche
Maria sia vissuta nel periodo del Secondo Tempio. Tutto ciò dimostra
chiaramente che essi segretamente e in modo blasfemo, con
l'indicazione di
figlio di Stada, intendevano Gesù Cristo, il figlio di Maria.
"Altre circostanze possono sembrare contradditorie a questo proposito.
Ma
ciò non è una novità per le scritture ebraiche e viene fatto di
proposito in
maniera che i cristiani non possano facilmente individuare l'inganno."
2. Inoltre, "Nei libri segreti, che non si lasciano facilmente cadere
nelle
mani dei cristiani, essi dicono che in Cristo entrò l'anima di Esau, e
che
egli fu perciò perverso e che fu Esaù stesso."
3. Da alcuni viene chiamato PAZZO e FOLLE.
Nello Schabbath, 104b:
"Essi, (gli anziani) dissero a lui (Eliezer). 'Era un folle, e nessuno
presta attenzione ai folli.'"
4. STREGONE E MAGO
Nell'infame libro Toldoth Jeschu, si bestemmia contro il nostro
Salvatore
come segue:
"E Gesù disse: Non è vero che Isaia e Davide, miei antenati,
profetarono su
di me? Il Signore mi ha detto, tu sei mi o figlio, oggi ti ho
concepito,
ecc. In maniera simile, in un altro punto: Il Signore ha detto al mio
Signore, siedi alla mia destra. Ora io ascendo al Padre mio che è in
cielo e
siederò alla sua destra, come potrete vedere con i vostri occhi. Ma
tu,
Giuda, non arriverai mai a quell'altezza. Allora Gesù pronunciò l'alto
nome
di Dio (IHVH) e continuò a farlo fino a che venne un vento che lo
portò in
alto fra la terra e il cielo. Anche Giuda pronunciò il nome di Dio e
in
simil modo fu preso dal vento. In questa maniera entrambi fluttuarono
nell'aria fra lo stupore degli astanti. Poi Giuda, pronunciando di
nuovo il
Nome Divino, prese Gesù e lo spinse in basso verso la terra. Ma Gesù
cercò
di fare lo stesso a Giuda e così lottarono l'uno contro l'altro. E
quando
Giuda vide che non poteva averla vinta sulle arti di Gesù, gli urinò
addosso, ed entrambi, divenuti immondi caddero a terra; e nemmeno
poterono
di nuovo usare il nome Divino fino a che non si furono lavati."
Non so se coloro che credono a tali diaboliche bugie meritino più odio
o
pietà.
In un altro punto dello stesso libro si dice che nella casa del
Santuario
c'era una pietra che il Patriarca Giacobbe unse con olio. Su questa
pietra
erano incise le lettere tetragrammatiche del Nome (IHVH), e se alcuno
avesse
potuto impararle avrebbe potuto distruggere il mondo. Essi perciò
decretarono che nessuno avrebbe dovuto impararle, e misero due cani su
due
colonne di ferro di fronte al Santuario in maniera che, se alcuno
avesse
imparato quelle lettere, i cani avrebbero abbaiato mentre usciva e
gliele
avrebbero fatto dimenticare per la paura. Si racconta poi: "Gesù venne
ed
entrò, imaparò le lettere e le scrisse sulla pergamena. Poi fece un
taglio
nella carne della coscia e ve le inserì, e dopo aver pronunciato il
nome, la
ferita si rimarginò."
5. IDOLATRO
Nel trattatello Sanhedrin (103a) le parole del Salmo XCI, 10: 'Nessun
flagello verrà mai vicino alla tua casa,' sono spiegate come segue:
"Che tu non possa mai avere un figlio o un discepolo che sali il suo
cibo
tanto da distruggersi il gusto in pubblico, come Gesù il Nazzareno."
Salare troppo il proprio cibo, o distruggere il proprio gusto, viene
detto
proverbialmente di chi corrompe la sua moralità o si disonora, o che
cade in
eresia ed idolatria e le predica apertamente ad altri.
6. SEDUTTORE
Nello stesso libro Sanhedrin (107b) si legge:
"Mar disse: Gesù sedusse, corruppe e distrusse Israele."
7. CROCEFISSO
Infine, per punizione dei suoi crimini ed della sua empietà, egli
soffrì una
morte ignominiosa appeso ad una croce alla vigilia della pasqua
(ebraica)
(come abbiamo già visto).
8. SEPPELLITO ALL'INFERNO
Il libro Zohar, III, (282), dice che Gesù morì come un animale e fu
seppellito in quel "mucchio di immondizie ... dove gettano le carcasse
dei
cani e degli asini, e dove i figli di Esaù (i cristiani) e di Ismaele
(i
turchi). inclusi Gesù e Maometto, non-circoncisi e immondi come
carcasse di
cani, sono seppelliti."
9. DOPO LA MORTE, ADORATO COME UN DIO DAI SUOI SEGUACI.
George El. Edzard, Nel suo libro Avoda Sara, cita le seguenti parole
del
commentatore dello Hilkoth Akum (V,3) di Maimonide:
"In molti passi del Talmud si fa menzione di Gesù Nazzareno e dei suoi
discepoli, e del fatto che i Gentili credono che non ci sia altro dio
fuori
di lui. Nel libro Chizzuk Emunah, parte I, cap. 36, leggiamo: 'I
Cristiani
ne fanno una questione (Zachary XII, 10) e dicono: Ecco come il
Profeta ha
testimoniato che nei tempi futuri gli ebrei avrebbero pianto e mandato
lamenti per aver crocefisso ed ucciso il Messia che era stato loro
inviato;
e per dimostrare che egli intendeva Gesù il Nazzareno, che possedeva
sia la
natura divina che quella umana, essi citano le parole: E guardarono
colui
che avevano trafitto e piansero su di lui come una madre sul suo
primogenito.'"
Nel suo libro Hilkoth Melakhim (IX,4), Maimonide tenta di dimostrare
quanto
i cristiani sbaglino nell'adorare Gesù:
"Se tutte le cose che egli fece fossero prosperate, se avesse
ricostruito il
Santuario al suo posto, e se avesse raccolto insieme le tribù disperse
di
Israele, allora egli sarebbe certamente il Messia.... Ma se non l'ha
ancora
fatto e se fu ucciso, allora è chiaro che non era il Messia che la
Legge ci
dice di attendere. Egli era simile a tutti i buoni ed onesti
legislatori
della Casa di Davide che morirono, e che il Santo e Benedetto Signore
innalzò per nessun altro motivo che di dimostrare a molti, come è
detto (in
Dan. XI,35): Ed alcuni di coloro che capiscono cadranno, per provare a
purgarli e renderli bianchi, fino alla fine dei tempi, perchè il tempo
prestabilito non è ancora. Daniele profetò anche su Gesù il Nazzareno
che
credeva fosse il Cristo, e che fu messo a morte per giudizio del
Senato:
(Dan. V.14): .... e i ladri del tuo popolo si innalzeranno per
stabilire la
visione; ma essi non riusciranno. Potrebbe essere più chiaro? Infatti
tutti
i Profeti hanno detto che Cristo avrebbe liberato Israele, gli avrebbe
procurato la salvezza, avrebbe riunito i suoi popoli dispersi e
confermato
la loro legge. Ma egli fu la causa della distruzione di Israele e fece
disperdere ed umiliare coloro che restarono, così che la Legge venne
cambiata e la maggior parte del mondo fu sedotta ed adorò un altro
dio.
Veramente nessuno può capire i disegni del creatore, e nemmeno egli
opera
come noi operiamo. Infatti tutto quello che è stato costruito da Gesù
il
Nazzareno e dai Turchi venuti dopo di lui, tende solo a preparare la
strada
per la venuta di Cristo il Re, e a preparare tutto il mondo per il
servizio
del Signore, come è detto: Allora Io darò una bocca pulita a tutte le
genti
che tutti possano chiamare il nome del Signore, ed inchinarsi in
unisono
davanti a lui. In che maniera si sta compiendo ciò? Tutto il mondo è
già
pieno delle lodi di Cristo, della Legge e dei Comandamenti, e le sue
lodi si
sono sparse fino a terre lontane e a genti con il cuore e corpo non
circoncisi. Queste discutono fra di loro la Legge che fu distrutta -
alcuni
dicono che i comandamenti erano veri una volta, ma che sono cessati di
esistere; altri che a proposito c'è un gran mistero, che il Messia-Re
è
venuto e che la loro dottrina l'ha rivelato. Ma quando il Cristo verrà
veramente e avrà succeso, e sarà elevato ed esaltato, allora tutto
cambierà
e queste cose saranno dimostrate false e vane."
10. IDOLO
Nel Trattatello Abhodah Zarah, (21a Toseph) leggiamo:
"E' importante indagare sul motivo per cui gli uomini oggi vendono e
affittano le loro case ai gentili. Alcuni dicono che ciò è legale
perchè è
detto nel Tosephta: Nessuno affitterà la sua casa ad un gentile nè qui
(nella terra d'Israele) nè in altro luogo perchè si sa che egli vi
introdurrà un idolo. E' comunque permesso affittare loro stalle,
fienili e
alloggi, anche se si sa che vi introdurranno degli idoli. Il motivo è
che si
può fare una distinzione fra un posto nel quale verrà portato un idolo
per
lasciarvelo in maniera permanene ed un posto dove non sarà lasciato
permanentemente. In quest'ultimo caso, è permesso. E, dato che i
gentili fra
cui noi ora viviamo non portano il loro idolo nelle loro case per
lasciarvelo permanentemente, ma solo provvisoriamente - quando
qualcuno è
morto in casa o quando qualcuno sta morendo, e non vi celebrano nessun
rito
religioso - è permesso di vendere e affittare loro case."
Il Rabbino Ascher, nel suo Commentario sull' Abhodah Zarah (83d) si
esprime
non meno chiaramente su questo argomento:
"Oggi è permesso affittare case ai gentili perchè essi vi introducono
il
loro idolo solo temporaneamente, quando qualcuno è ammalato." E nello
stesso
punto, egli dice 'Oggi essi seguono la pratica di incensare il loro
idolo.'"
Tutto ciò e molto più dimostra aldilà di ogni dubbio che, quando i
rabbini
parlavano degli idoli dei gentili fra cui essi vivevano in quel tempo
quando
non venivano adorati gli idoli, essi chiaramente intendevano l'"idolo"
cristiano, cioè l'immagine di Cristo sul crocefisso e la Santa
Comunione.
NOTA SULLA CROCE
Nelle scritture ebraiche, non c'è una parola esattamente
corrispondente alla
croce cristiana. La croce T sulla quale i condannnati a morte venivano
crocefissi, veniva chiamata Tau dai Fenici e dagli ebrei, e questo
nome e
segno furono poi introdotti nell'alfabeto ebraico, greco e romano. La
croce
venerata dai cristiani, comunque, viene chiamata con i seguenti nomi:
1. Tsurath Haattalui -l'immagine di colui che fu appeso.
2. Elil - vanità, idolo.
3. Tselem - immagine. Da qui i crociati nei libri ebraici sono
chiamati
Tsalmerim (ein Tselmer)
4. Scheti Veerebh - trama e ordito; preso dall'arte tessile.
5. Kokhabh - stella; a causa dei quattro raggi che ne emanano.
6. Pesila - scultura, idolo scolpito.
Ma dovunque sia menzionata è sempre con il senso di un idolo o
qualcosa di
spregevole, come appare dalle seguenti citazioni:
Nell'Orach Chaiim, 113,8:
"Se un ebreo dovesse, quando prega, incontrare un cristiano (Akum) che
porta
una stella (un crocefisso) in mano, anche se fosse arrivato ad un
punto
della preghiera in cui è necessario inchinarsi per adorare dio nel suo
cuore, egli non dovrà farlo, affinchè non si debba pensare che egli si
inchina di frone ad un'immagine."
Nello Iore Dea, 150,2:
"Anche se un ebreo dovesse infilarsi una scheggia nel piede davanti ad
un
idolo, o se gli dovesse cadere del denaro davanti ad esso, egli non
dovrà
abbassarsi per togliersi la scheggia o raccogliere il denaro affinchè
non
sembri che egli adori l'idolo. Ma egli dovrà o sedersi o voltare la
schiena
o il fianco all'idolo e poi togliersi la scheggia."
Ma quando non è possibile ad un ebreo girarsi in questa maniera, egli
è
tenuto ad osservare la seguente regola (in Iore Dea,3, Hagah):
Non è permesso inchinarsi o togliersi il cappello davanti a principi o
preti
che portano un croce sul loro abito come sogliono fare. Si dovrà fare
attenzione, comunque, a non essere notati. Per esempio, è permesso
gettare
delle monete per terra e chinarsi per prenderle prima che essi
passino. In
questa maniera è permesso inchinarsi o togliersi il cappello di fronte
ad
essi."
Si fa anche distinzione fra una croce che è venerata ed una croce che
è
portata attorno al collo come ricordo o come ornamento. La prima deve
essere
considerata un idolo, ma non necessariamente la seconda. Nello Iore
dea, 1,
Hagah, si legge:
"L'immagine di una croce, davanti alla quale si inchinano, deve essere
considerata un idolo, e non deve essere usata fino a che non sia
distrutta.
Comunque, una "trama e ordito", se portato intorno al collo come
ricordo,
non deve essere considerato un idolo e può essere usato."
Il segno della croce fatto con la mano, con il quale i cristiani usano
benedirsi, si chiama in ebraico "muovere le dita qui e qui" (hinc et
hinc).
Articolo III - Gli Insegnamenti di Cristo
Il Seduttore e un Idolatra non possono insegnare altro che falsità ed
eresie
il che era irrazionale e impossibile da osservare.
1. FALSITA'
Si dice nell'Abhodah Zarah (6a):
"Un nazzareno è quella persona che segue i falsi insegnamenti di
quell'uomo
che insegnò loro a rendere culto nel primo giorno del sabato."
2. ERESIA
Nello stesso libro, Abhodah Zarah (Cap. I, 17a Toseph) si fa menzione
dell'eresia di Giacomo. Un po' più avanti (27b) si apprende che questo
Giacomo non era altro che il discepolo di Gesù:
"...Giacomo Sekhanites, uno dei discepoli di Gesù, di cui abbiamo
parlato
nel capitolo 1."
Ma Giacomo non ha insegnato la sua dottrina, ma quella di Gesù.
3. IMPOSSIBILE DA OSSERVARE
Su questo punto, l'autore di Nizzachon si esprime come segue:
"Una legge scritta dei cristiani è: Se un ebreo ti colpisce ad una
guancia,
offrigli anche l'altra e non restituire in nessun modo il colpo. E il
cap.
VI, v. 27 dice: Amate i vostri nemici; fate del bene a coloro che vi
odiano.
Benedite coloro che vi maledicono e pregate per i vostri calunniatori.
Se
uno ti percuote su una guancia, e tu porgigli anche l'altra; e se uno
ti
toglie il mantello, e tu non impedirgli di prenterti anche la tunica,
ecc.
Lo stesso si trova in Matteo cap.V. v.39. Ma io non ho mai visto
nessun
cristiano obbedire a questa legge, e nemmeno Gesù stesso si è mai
comportato
come ha insegnato agli altri. In Giovanni cap. XVIII, v. 22, troviamo
che
quando qualcuno lo percosse su una guancia, egli non offrì anhce
l'altra
guancia, ma si arrabbiò a causa di questa percossa e chiese: "Perchè
mi
percuoti?" Similmente, negli Atti degli Apostoli, cap XXIII, v.3,
leggiamo:
che quando il Sommo Sacerdote ordinò a coloro che gli stavano intorno
di
percuoterlo sulla bocca, Paolo non offrì l'altra guancia; egli lo
maledisse
dicendo 'Iddio percoterà te, muraglia imbiancata! ecc.' Ciò è
contrario al
loro credo e distrugge il fondamento su cui poggia la loro religione,
perchè
essi sostengono che la legge di Gesù è facile da osservare. Se Paolo
stesso,
che può essere chiamato il Dispensiere di Gesù, poteva non osservare
il
precetto di Gesù, chi fra gli altri che credono in lui può dimostrarmi
di
poterlo fare?"
L'autore, che aveva il Vangelo e gli Atti degli Apostoli sotto mano
non
poteva comunque non aver capito in che modo Cristo avesse comandato ai
suoi
seguaci di offrire l'altra guancia a coloro che li avrebbero percossi,
dato
che, in un altro punto, egli comanda ai suoi seguaci di tagliarsi una
mano o
un braccio, e di strapparsi un occhio se queste parti del corpo
avessero
dato scandalo. Nessuno che abbia la minima conoscenza delle Sacre
Scritture,
ha mai pensato che questi comandi debbano essere presi alla lettera.
Solo la
profonda maliza ed ignoranza dei tempi in cui viveva Gesù può spiegare
perchè gli ebrei, ancora oggi, usano questi passi per svilire gli
insegnamenti di Gesù Cristo.
CAPITOLO II
I CRISTIANI
Tre cose doranno essere esaminate in questo capitolo:
1. I nomi che il Talmud usa per i cristiani.
2. In che maniera il Talmud dipinge i cristiani
3. Che cosa dice il Talmud del culto religioso dei cristiani.
Articolo I. - I Nomi dati ai Cristiani nel Talmud
Come nelle nostre lingue i cristiani derivano il loro nome da Cristo,
così
nella lingua del Talmud i cristiani sono chiamati Nostrim, da Gesù
Nazzareno. Ma i cristiani sono anche chiamati con i nomi usati nel
Talmud
per indicare tutti i non ebrei: Abhodah Zarah, Adum, Obhde Elilim,
Minim,
Nokhrim, Edom, Amme Haarets, Goim, Apikorosim, Kuthrim.
1. Abhodah Zarah - Culto strano, idolatria. Il Trattatello talmudico
sull'idolatria è intitolato come segue: Obhde Abhodah Zarah -
Adoratori di
idoli. Che Abhodah Zarah veramente significhi culto degli idoli appare
chiaro dal Talmud stesso: 'Venga Nimrod a testimoniare che Abramo non
era un
servo di Abhidah Zarah.' Ma nei giorni di Abramo non esisteva nessun
culto
strano, nè dei turchi nè dei nazzareni, ma solo il culto del vero Dio
e
l'idolatria. Nello Schabbath (ibid. 82a), si legge:
"Il rabbino Akibah dice: Come sappiamo che Abhodah Zarah, come una
donna
immonda, contamina coloro che l'accettano? Perchè Isaia dice: Tu
dovrai
eliminarli come un panno da mestruazioni; e dirai ad esso, Vattene
via,"
Nella prima parte di questo versetto si fa menzione degli idoli d'oro
e
d'argento.
Anche il dotto Maimonide dimostra chiaramente che gli ebrei
considerano i
cristiani Abhodah Zarah. Nel Perusch (78c) si legge:
"E si sappia che i cristiani che seguono Gesù, sebbene i loro
insegnamenti
siano diversi, sono tutti adoratori di idoli (Abhodah Zarah)."
2. Akhum - Questa parola è costituita dalle lettere iniziali delle
parole
Obhde Kokhabkim U Mazzaloth - adoratori di stelle e pianeti. Fu così
che gli
ebrei da principio descrissero i gentili che erano privi della
conoscenza
del vero Dio. Ora, comunque, la parola Akum nei libri degli ebrei,
specialmente nello Schulkhan Arukh, si applica ai cristiani. Ciò è
evidente
in numerosi passi:
Nell'Orach Chaiim (113,8) coloro che usano una croce sono chiamati
Akum.
Nello Iore Dea (148,5,12) coloro che celebrano le feste di Natale e
del
Nuovo Anno, otto giorni dopo, sono chiamati adoratori delle stelle e
dei
pianeti:
"Così che se, anche in questi tempi, un regalo è inviato all'Akum
l'ottavo
giorno dopo Natale, che essi chiamano il Nuovo Anno," ecc.
3. Obhde Elilim - Servi di idoli. Questo nome ha lo stesso significato
di
Akum. I non ebrei vengono spesso indicati con questo nome. Nell'Orach
Chaiim, per esempio (212,,5), si legge:
"Non si dovrà pronunciare benedizione su incenso che appartenga ai
servi di
idoli."
Ma in quel tempo, quando lo Schulkhan Arukh fu scritto, non c'erano
'servi
di idoli' fra coloro che vivevano con gli ebrei. Così per esempio,
l'autore
del Commentario sullo Schulkhan Arukh (intitolato Magen Abraham), il
rabbino
Calissensis, che morì in Polonia nel 1775, dice alla nota 8, sul No.
244
dell'Orach Chaiim (dove si permette di finire un lavoro di sabato con
l'aiuto di un Akum): "Qui nella nostra città sorge la questione sul
prezzo
da pagarsi a coloro che adorano le stelle e i pianeti per spazzare la
pubblica via quando lavorano di sabato."
4. Minim - Eretici. Nel Talmud, coloro che possiedono libri chiamati
Vangeli
sono eretici. Così in Schabbath(116a) si legge:
"Il rabbino Meir chiama i libri dei Minim Aven Gilaion (volumi iniqui)
perchè li chiamano Vangeli."
5. Edom - Edomiti. Il rabbino Aben Ezra, quando parla dell'Imperatore
Costantino che cambiò religione e mise sul suo stendardo l'immagine di
colui
che fu appeso, aggiunge:
"Roma perciò si chiama il Regno degli Edomiti."
E il rabbino Bechai, nel suo Kad Hakkemach (fol. 20a, su Isaiah, cap.
LXVI,17) scrive:
"Sono chiamati Edomiti coloro che muovono le loro dita 'qui e qui'"
(coloro
che fanno il segno della croce).
Nello stesso modo il rabbino Bechai, commentando le parole di Isaia
(loc.
cit.), "coloro che mangiano la carne di maiale" aggiunge: "Questi sono
gli
edomiti." Il rabbino Kimchi, comunque, li chiama "cristiani." E il
rabbino
Abarbinel, nel suo lavoro Maschima Ieschua (36d) dice: "I nazzareni
sono
romani, i figli di Edom."
6. Goi - Razza o popolo. Per indicare un uomo, gli ebrei dicono anche
Goi -
un gentile; per indicare una donna gentile, Goiah. A volte, ma molto
raramente, gli israeliti vengono chiamati con questo nome. Per lo più,
esso
è applicato ai non ebrei, o idolatri. Nei libri ebraichi che trattano
dell'idolatria, gli adoratori degli idoli sono spesso chiamati con
questo
solo nome Goi. Per questo motivo, in edizioni più recenti del Talmud,
l'uso
della parola Goi viene evitato di propostio e altre parole vengono
usate al
suo posto per i non ebrei.
E' un fatto noto che nella lingua ebraica, gli ebrei chiamano i
cristiani
fra cui abitano, Goim. E gli ebrei stessi non lo nevano. A volte,
nelle loro
riviste popolati, essi dicono che questa parola non significa niente
di male
o di nocivo. Ma il contrario può essere verificato nei loro libri
scritti in
ebraico. Per esempio, nel Choshen Hammischpat (34,22), il nome Goi si
usa in
senso diffamatorio:
"I traditori gli epicurei e gli apostati sono peggiori dei Goim."
7. Nokhrim - Stranieri, forestieri. Questo nome viene usato per tutti
coloro
che non sono ebrei, e perciò anche per i cristiani.
8. Amme Haarets - Gente della terra, idioti. Alcuni dicono che, con
questo
nome, non si indicano persone di altre razze, ma solo persone incolte
e
rozze. Esistono comunque dei passi che non lasciano nessun dubbio
sulla
questione. Nella Sacra Scrittura, Libro di Esra, cap. X, 2, si legge:
Noi
abbimo peccato contro il nostro Dio, ed abbiamo preso mogli straniere
(nokhrioth) del popolo della terra. Che le parole popolo della terra
denotino gli idolatri risulta chiaro in Zohar,I,25a: "Il popolo della
terra - Obhde Abhodah Zarah, idolatri."
9. Basar Vedam - Carne e sangue; uomini carnali destinati alla
perdizione e
che non possono entrare in comunione con Dio. Che i cristiani siano
carne e
sangue, lo dimostra il libro di preghiere:
"Chiunque incontri un saggio e colto cristiano può dire: Sia tu
benedetto o
Signore, Re dell'Universo, che hai dispensato un po' della tua
saggezza alla
Carne e Sangue," ecc.
Nello stesso modo, in un'altra preghiera, nella quale gli ebrei
chiedono a
Dio di ripristinare il regno di Davide e di inviare Elia e il Messia,
ecc.,
essi gli chiedono di togliere da loro la povertà in maniera di non
aver
bisogno di accettare dei regali dalla "carne e sangue," nè di
commerciare
con loro, e nemmeno di cercare di ottenere uno stipendio da loro.
10. Apikorosim - Epicuirei. Sono chiamati con questo nome tutti coloro
che
non osservano i precetti di Dio, come pure tutti coloro che, anche se
ebrei,
esprimono giudizi privati in materia di fede. Quanto più tratterano in
questa maniera un cristiano!
11. Kuthim - Samaritani. Ma dato che non ci sono più dei samaritani, e
dato
che, nei libri ebraici recenti, si parla molto spesso di samaritani,
può
esserci alcun dubbio sul fatto che con questa parola si intendano i
cristiani?
Inoltre, in questa faccenda di attribuire un nome a coloro che non
sono
ebrei, si deve notare in particolare che negli scritti ebraici questi
nomi
vengono usati indiscriminatamente e indifferentemente con lo stesso
significato. Per esempio, nel trattatello Abhodah Zarah (25b) viene
usata la
parola Goi, ma nello Schulchan Arukh (Iore Dea 153,2) viene usato il
termine
Akum. Kerithuth (6b) usa Goim; Jebhammoth (61a) usa Akum, Abhodah
Zarah (2a)
usa Obhde Elilim: Toseph usa Goim e Obhde Ab, Choshen Hammischpat
(edizione
veneziana) usa Kuthi; (Slav, ed.) Akum. E si potrebbero citare molti
altri
esempi.
Nel suo libro sull'Idolatria, Maimonide chiama indiscriminatamente
idolatri
tutti costoro: i Goim, gli Akum, gli Obhde Kokhabhim, gli Obhde
Elilim, ecc.
Articolo II - Ciò che il Talmud Insegna Sui Cristiani
Nel capitolo precedente abbiamo visto che cosa gli ebrei pensino del
Fondatore della religione cristiana, e quanto essi abborriscano il suo
nome.
Stando così le cose, non ci si può aspettare che possano nutrire
un'opinione
migliore su coloro che seguono Gesù Nazzareno. Infatti, non si può
immaginare nulla di più abominevole di ciò che hanno da dire sui
cristiani.
Dicono che sono idolatri, il peggior tipo di persone, molto peggiori
dei
turchi, assassini, fornicatori, animali impuri, simili a immondizia,
indegni
di essere chiamati uomini, bestie in forma umana, degni del nome di
bestie,
mucche, asini, maiali, cani, peggio dei cani; che si propagano nella
maniera
delle bestie, che sono di origine diabolica, che le lor anime vengono
dal
diavolo e che dopo la morte ritornano al diavolo nell'inferno; e che
perfino
il corpo di un cristiano morto non è meglio di quello di un animale.
1. IDOLATRI
Dato che i cristiani seguono gli insegnamenti di quell'uomo, che gli
ebrei
considerano Seduttore e Idolatra, e dato che essi lo adorano come Dio,
ne
consegue chiaramente che essi meritano il nome di idolatri, non
diversamente
di coloro fra i quali gli ebrei erano vissuti prima della nascita di
Cristo,
e che, secondo il loro insegnamento, dovevano essere sterminati in
tutte le
maniere possibili.
Ciò è meglio dimostrato dai nomi usati per i cristiani e dalle
inequivocabili parole di Maimonide che dimostrano che tutti coloro che
portano il nome di cristiani sono idolatri. E chiunque esamini i libri
ebraici che trattano degli "Adoratori delle Stelle e dei Pianeti"
degli
"Epicurei," dei "Samaritani," ecc., non può che concludere che questi
idolatri altro non sono che i cristiani. I turchi sono sempre chiamati
"Ismaeliti," mai idolatri.
2. I CRISTIANI SONO PEGGIO DEI TURCHI
Maimonide nel suo Hilkhoth Maakhaloth (cap. IX) dice:
"Non è permesso bere il vino di uno straniero che si converte, cioè di
una
persona che accetti i sette precetti di Noè, ma è permesso trarne
qualche
beneficio. E' permesso lasciarlo solo con del vino, ma non
metterglielo di
fronte. Lo stesso è permesso nel caso di tutti i gentili che non sono
idolatri, come i turchi ((Ismaeliti)). All'ebreo, comunque, non è
permesso
bere il loro vino (((degli idolatri - ndt))), anche se ciò può essere
usato
a suo vantaggio. Tutti i rabbini più conosciuti sono d'accordo su
questo
punto. Ma dato che i cristiani sono idolatri, non è permesso nemmeno
usare
il loro vino a proprio vantaggio."
3. ASSASSINI
Nell' Abhodah Zarah (22a) si dice:
L'ebreo non deve associarsi con i gentili in quanto questi indulgono
nello
spargimento di sangue."
In modo simile, nello Iore Dea:
"L'Israelita non si deve associate con gli Akum ((cristiani)) perchè
indulgono nello spargimento di sangue."
Nell' Abhodah Zarah (25b) si dice:
"I rabbini hanno insegnato: Se un Goi si affianca ad un israelita
lungo la
strada, egli ((l'ebreo)) deve camminare alla sua destra. Il rabbino
Ismaele,
il figlio del rabbino Jochanan, il nipote di Beruka, dice: Se il Goi
porta
una spada, l'ebreo deve camminare alla sua destra. Se il Goi porta un
bastone, l'ebreo dovrà camminare alla sua sinistra. (((la traduzione è
letterale, ma si può avere un significato logico solo se al posto
delle
parole 'alla sua destra' e 'alla sua sinistra' si usano
rispettivamente
'alla sua sinistra' e 'alla sua destra' - ndt))) Se sta salendo un
pendio o
scendendo in ripida discesa, l'ebreo non deve camminare davanti con il
Goi
dietro, ma l'ebreo deve camminare dietro e il Goi davanti, nè si deve
abbassare di fronte a lui per tema che il Goi gli possa spaccare il
cranio.
E se il gentile dovesse chiedere all'ebreo fino a dove deve andare,
egli
dovrà far finta di andare molto lontano, come disse Giacobbe, nostro
padre,
all'empio Esaù: Fino a che non arrivo dal mio Signore a Seir (Gen.
XXXIII,
14-17), ma (((qui ci sarebbe da precisare il soggetto del verbo che
segue e
che dovrebbe essere la sacra scrittura - ndt))) aggiunge: Giacobbe è
partito
(meglio, andò) per Sukoth."
Nell' Orach Chaiim (20,2) si dice:
"Non vendere il tuo soprabito (Talith) con le frange ad un Akum,
affinchè
egli non si unisca ad un ebreo per la via e lo uccida. E' anche
proibito
fare a cambio del soprabito con un gentile, o venderglielo, eccetto
che per
breve tempo quando non ci sia niente da temere da lui."
4. FORNICATORI
Nell' Abhodah Zarah (15b) si dice:
"Gli animali di sesso maschile non dovranno essere lasciati nelle
stalle dei
gentili con i loro uomini, nè gli animali di sesso femminile con le
loro
donne; tanto meno dovranno gli animali di sesso femminile essere
lasciati
con i loro uomini, e di sesso maschile con le loro donne. Nemmeno le
pecore
dovranno essere lasciate in custodia ai loro pastori; nè si dovrà
avere con
loro (((con i gentili - ndt))) alcun rapporto sessuale; nè i bambini
dovranno essere loro affidati per imparare un mestiere o a leggere."
Un po' più avanti, nello stesso trattatello (22a), si spiega il motivo
per
cui gli animali non devono essere lasciati nelle stalle dei gentili, e
perchè agli ebrei non è permesso di avere rapporti sessuali con loro
(((i
gentili - ndt))):
"Non si deve permettere che gli animali si avvicinino ai Goim, perchè
si
sospetta che (((questi ultimi - ndt))) abbiano rapporti sessuali con
loro.
Nè le donne dovranno coabitare con i Goim in quanto sono
esageratamente
sessuali."
A pag. 22b dello stesso libro si spiega il motivo per cui gli animali,
specialmetne se di sesso femminile, devono essere tenuti lontani dalle
loro
donne (((dalle donne ebraiche - ndt))).
"...perchè quando gli uomini gentili vengono alle case dei loro vicini
per
commettere adulterio con le loro mogli e non le trovano a casa, essi
fornicano con le pecore nelle stalle. E a volte, anche quando le mogli
dei
loro vicini sono a casa, essi preferiscono fornicare con gli animali;
essi
infatti amano le pecore degli israeleiti più delle loro proprie
donne."
E' per lo stesso motivo che non si devono affidare degli animali alle
cure
dei pastori dei Goim, nè i bambini ai loro maestri.
5. IMMONDI
Il Talmud fornisce due motivi per cui i Goim sono immondi: perchè essi
mangiano cose immonde, e perchè non sono stati purificati (dal peccato
originale) sul Monte Sinai. Nello Schabbath (145b), si dice:
"Perchè i Goim sono immondi? Perchè essi mangiano cose abominevoli e
animali
che strisciano sul ventre."
In maniera simile, in Abhodah Zarah 22b:
"Perchè sono immondi i Goim? Perchè essi non erano presenti sul monte
Sinai.
Infatti, quando il serpente entrò in Eva, egli le infuse l'immondizia.
Ma
gli ebrei furono purificati da ciò sul Monte Sinai; i Goim, comunque,
che
non erano sul Monte Sinai, non furono purificati."
6. PARAGONATI AD ESCREMENTI
"Quando dieci persone pregano insieme in un posto e dicono Kaddisch,
oppure
Kedoschah, tuutti, anche se non sono del luogo, possono rispondere
Amen. Ci
sono alcuni, comunque, che dicono che non deve essere presente nessun
escremento o Akum."
Nello Iore Dea, (198 48) Hagah, si dice:
Quando le donne ebree escono dal bagno, devono cercare di incontrare
un
amico per primo, e non una persona immonda o un cristiano. Se per caso
lo
incontrano, infatti, se vogliono mantenersi pulite, dovranno tornare a
fare
il bagno."
Vale la pena di notare che il seguente elenco di cose immonde viene
presentato nel Biur Hetib, un commentario sullo Schulchan Arukh:
"Le donne dovranno lavarsi di nuovo se vedono unca cosa immonda, come
un
cane, un asino, o Gente della Terra; un cristiano (Akum) un cammello,
un
maiale, un cavallo ed un lebbroso."
7. NON SIMILI AGLI UOMINI, MA ALLE BESTIE
Nel Kerithuth (6b p. 78) si dice:
"L'insegnamento dei rabbini è il seguente: Colui che versa olio su di
un
Goi, e su corpi morti viene liberato dalla punizione. Questo è vero
per un
animale perchè non è un uomo. Ma come si può dire che versando olio su
di un
Goi si sia liberati dalla punizione, dato che un Goi è anche un uomo?
Ma
questo non è vero: sta infatti scritto: Tu sei il mio gregge, il
gregge del
mio pascolo sono gli uomini (Ezechiele, XXXIV, 31). Voi perciò siete
chiamati uomini. ma i Goim non sono chiamati uomini."
Nel trattatello Makkoth (7b) si dice che una persona sia colpevole di
assassinio "eccetto quando, intendendo uccidere un animale, egli
uccide per
sbaglio un uomo, o, intendendo uccidere un Goi, egli uccide un
israelita."
Nell' Orach Chaiim (225,10) si dice:
"Colui che vede delle belle creature, anche se si tratta di un Akum o
di un
animale, egli dovrà dire 'Benedetto sia tu Signore Nostro Dio, Re
dell'Universo, che han messo tali cose sulla terra!'"
8. SONO DIVERSI DAGLI ANIMALI SOLO PER LA FORMA
Nel Midrasch Talpioth (fol. 225d) si dice:
"Dio li creò in forma d'uomini per la gloria di Israele. Ma gli Akum
furono
creati per il solo scopo di servirli ((gli ebrei)) giorno e notte. Nè
essi
potranno mai essere sollevati da tale servizio. E' conveniente che il
figlio
di un re ((un israelita)) sia servito da animali nella loro forma
naturale e
da animali sotto forma di esseri umani."
Possiamo citare a questo punto anche quanto è detto nell' Orach
Chaiim,
57,6a:
"Se si deve avere compassione dei maiali quando soffrono a causa di
una
malattia, in quanto i loro intestini sono simili ai nostri, quanto più
si
dovrà avere compassione per gli Akum afflitti nello stesso modo."
9. ANIMALI
Nello Zohar, II, (64b) si dice:
"... la gente che adora gli idoli e che viene chiamata mucca e asino,
dato
che sta scritto: Io ho una mucca e un asino...."
Il rabbino Bechai, nel suo libro Kad Hakkemach, cap. I, che inizia con
la
parola Geulah - redenzione - riferendosi al Salmo 80, v. 13: Il
cinghiale
che si trova fuori dal bosco, lo sciupa davvero, dice:
"La lettera ain cade ((è sospesa/appesa)) nello stesso modo in cui
questi
adoratori sono seguaci di colui che fu appeso/sospeso." (((a proposito
della
lettera ain, vedere più avanti, al punto 12 - ndt)))
Buxtorf Lex.) dice:
"Per maiale selvatico l'autore intende qui i cristiani che mangiano
maiale e
che, come i maiali, hanno distrutto la vigna d'Israele, la Città di
Gerusalemme, e che credono nel Cristo 'appeso'. La lettera ain viene
fatta
cadere in questa parola perchè anche essi, come adoratori di Cristo
che fu
appeso, vengono fatti cadere."
Il rabbino Edels, commentando il Kethuboth (110b) dice:
"Il salmista paragona gli Akum alle bestie immonde dei boschi."
10. PEGGIO DEGLI ANIMALI
Il rabbino Schelomo Iarchi (Raschi), famoso commentatore giudeo,
spiegando
la legge di Mosè (Deuter. XIV, 21) che proibisce di mangiar la carne
di
animali feriti, che deve invece essere data agli 'stranieri entro le
tue
porte,' o che, secondo Exodus (XXII,30), deve essere gettata ai cani,
ha
quanto segue da dire:
"... infatti egli è simile a un cane. Dobbiamo prendere la parola
'cane' che
appare qui letteralmente? Certamente no. Infatti il testo, parlando di
corpi
morti, dice, 'Oppure tu potrai venderlo ad uno straniero. A maggior
ragione,
ciò si applica alla carne di animali feriti, per cui è permesso
accettare il
pagamento. Perchè allora la Scrittura dice che può essere gettata ai
'cani'?
Per insegnare che il cane deve essere rispettato più del Nokri."
11. SI PROPAGANO COME BESTIE
Nel Sanhedrin (74b) Tosephoth, si dice:
"Il rapporto sessuale di un Goi è come quello di una bestia."
E nel Kethuboth (3b) si dice:
"Il seme di un Goi vale quanto quello di una bestia."
Da cui si deve desumere che il matrimonio cristiano non è un vero
matrimonio.
Nel Kidduschim (68a), si dice:
"...Come lo sappiamo? Il rabbino Huna dice: "Si può leggere: Rimani
qui con
l'asino, cioè con gente simile all'asino. Da cui si vede che essi sono
incapaci di contrarre matrimonio."
Ed in Eben Haezer (44,8):
"Se un ebreo/a contrae matrimonio con un Akum (un cristiano/a), o con
il suo
servo/a, il matrimonio è nullo. Infatti essi sono incapaci di
contrarre
matrimonio. Similmente, se un Akum od un servo/a contrae matrimonio
con un
ebreo/a, il matrimonio è nullo."
Nello Zohar (II,64b) si dice:
"Il rabbino Abba dice: Se avessero rapporti sessuali solo gli
idolatri, il
mondo non continuerebbe ad esistere. Perciò ci si insegna che un ebreo
non
deve cedere a quegli infami ladri. Infatti, se si propagassero in
numero
maggiore, sarebbe impossibile per noi continuare ad esistere a causa
loro.
Infatti essi danno vita a cuccioli nello stesso modo dei cani."
12. FIGLI DEL DIAVOLO
Nello Zohar (I,28b) leggiamo:
"Ora il serpente era più astuto di qualsiasi bestia del campo, ecc.
(Genes.
III,1) 'Più astuto' cioè per quanto riguarda il male; 'che tutte le
bestie'
cioè gli idolatri della terra. Infatti essi sono figli dell'antico
serpente
che sedusse Eva."
Il migliore argomento usato dagli ebrei per dimostrare che i cristiani
appartengono alla razza del diavolo è il fatto che non sono
circoncisi. Il
prepuzio dei non ebrei impedisce loro di essere chiamati figli
dell'Altissimo Iddio. Infatti con la circoncisione, il nome di Dio -
Schaddai - si completa nella carne dell'ebreo circonciso. La forma
della
lettera Isch è nelle sue narici, la lettera Dalethnel suo braccio
(flesso),
e ain appare nell'organo sessuale attraverso la circoncisione. Nei
gentili
non circoncisi, e perciò nei cristiani, ci sono solo le due lettere,
Isch e
Daleth, che formano la parola Sched che significa diavolo. Essi perciò
sono
figli dello Sched, che significa diavolo.
13. L'ANIMA DEI CRISTIANI E' MALIGNA E IMMONDA
L'insegnamento degli ebrei è che Dio ha creato due nature, una buona e
l'altra malvagia, oppure una natura con due lati, uno puro e uno
immondo. Si
dice che l'anima dei cristiani sia venuta dal lato immondo, chiamato
Keliphah - scorza o crosta rognosa.
In Zohar (I, 131a) si dice:
"Gli idolatri, comunque, insozzano il mondo da quando esistono in
quanto la
loro anima è uscita dal lato immondo."
Ed in Emek Hammelech(23d) si dice:
"L'anima degl empi viene da Keliphah, che è morte e ombra di morte."
Zohar (I,46b,47a) procede a dimostrare che questo lato immondo è il
lato
sinistro, da cui è venuta l'anima dei cristiani:
"Ed egli creò tutte le cose viventi cioè gli israeliti, in quanto sono
figli
dell'Altissimo, e la loro anima viene da Lui. Ma da dove viene l'anima
dei
gentili idolatri? Il rabbino Eliezer dice: dal lato sinistro, che
rende le
loro anime immonde. Essi sono perciò immondi e contaminano tutti
coloro che
entrano in contatto con loro."
14. DOPO LA MORTE VANNO ALL'INFERNO
Gli anziani insegnano che Abramo siede all'ingresso della Gehenna e
impedisce a tutte le persone non circoncise di entrarvi; ma che tutti
gli
incirconcisi vanno all'inferno.
Nel Rosch Haschanach (17a) si dice:
"Gli eretici e gli Epicurei e i Traditori vanno all'inferno."
15. IL DESTINO DEI CRISTIANI MORTI
Dopo la morte, i corpi dei cristiani vengono chiamati con l'odioso
nome di
Pegarim, che è la parola usata nella Sacra Scrittura per i corpi morti
dei
dannati e degli animali, ma mai per il corpo degli uomini pii che
viene
chiamato Metim. Perciò, lo Schulchan Arukh ordina di parlare dei
cristiani
morti nella stessa maniera degli animali morti.
Nello Iore Dea (377,1) si dice:
"Non si devono fare le condoglianze a nessuno a causa della morte dei
suoi
servi o serve. Tutto quello che si può dire è 'Possa Dio ridarti
quello che
hai perso, come si dice a qualcuno che ha perso una mucca o un asino."
Nè serve evitare i cristiani per sette giorni dopo che hanno
sotterrato
qualcuno, come stabilisce la legge di Mosè, dato che essi non sono
uomini;
infatti, il sotterrare gli animali non è causa di contaminazione.
Nello Iebhammoth (61a) si dice:
"I Nokrin non si contaminano con i funerali. Infatti sta scritto: Voi
siete
le mie pecore, le pecore del mio pascolo; voi siete uomini. Voi siete
perciò
chiamati uomini, non i Nokrim."
Articolo III - Sul Culto e i Riti Cristiani
Dato che i cristiani sono considerati idolatri dagli ebrei, tutte le
loro
forme di culto appartengano all'idolatria. I preti sono chiamati preti
di
Baal; i loro templi sono chiamati chiese di falsità e idolatria, e
tutto ciò
che contengono, come i calici, le statue e i libri, sono considerati
oggetti
fabbricati per il culto degli idoli; le loro preghiere, sia pubbliche
che
private, sono paccaminose e recano offesa a Dio; e le loro feste sono
chiamate giorni della perversità.
1. PRETI
Il Talmud parla dei preti, i ministri del culto cristiano, come di
idolatri
appartenenti al dio Baal. Essi sono anche chiamati Komarim - indovini;
e
anche Galachim, i rasati, in quanto si rasano il capo, particolarmente
i
monaci.
Nell' Abhodah Zarah (14b) Toseph, si dice:
"E' proibito vendere i libri dei profeti agli indovini, dato che essi
possono usarli per il loro culto del male nei loro templi dove si
pratica
l'idolatria. Coloro che lo fanno peccano contro la legge che ci
proibisce di
porre un ostacolo sul percorso di un cieco. E' anche proibito venderli
ai
cristiani che non sono rasati, in quanto essi sicuramente lo daranno o
venderanno a uno di coloro che sono rasati."
2. LE CHIESE CRISTIANE
Un luogo di culto cristiano è detto (1) Beth Tiflah, casa di vanità e
stoltezza, al posto di Beth Tefilah, casa di preghiera; (2) Beth
Abhodah
Zarah, Casa dell'Idolatria; (3) Beth Hatturaph Schel Letsim, Casa del
Ridere
Maligno.
Nell' Abhodah Zarah, (78), il Perusch di Maimonide, si legge:
"Si sappia che è cosa indubbiamente proibita dalla legge attraversare
una
città cristiana in cui ci sia una casa di vanità, cioè una casa
dell'idolatria; a maggior ragione abitarci. Ma noi oggi, come
punizione per
i nostri peccati, siamo soggetti a loro, e siamo costretti ad abitare
nei
loro paesi, come predetto dal Deuteronomio (IV, 28): E là voi
servirete gli
dei, lavoro delle mani dell'uomo, di legno e pietra.... Così, se è
permesso
come predetto di passare attorno ad una città cristiana, a maggior
ragione
si dovrà passare attorno ad un tempio dove si pratica l'idolatria; nè
ci è
permesso guardar dentro e specialmente entrarvi."
All'ebreo è proibito non solo entrare in una chiesa cristiana, ma
perfino
avvicinarsi ad essa, eccetto in particolari circostanze.
Nello Iore Dea, (142,10) si dice:
E' proibito sostare all'ombra di una casa dell'idolatria, sia
all'interno
che all'esterno, per una distanza di quattro cubiti dalla porta
principale.
Non è proibito, comunque, sostare sotto l'ombra del retro di una
chiesa. Nè
l'ombra ci è proibita se la chiesa sorge in un luogo dove prima c'era
una
strada pubblica, presa alla comunità, dove poi è stata costruita la
casa
dell'idolatria. Infatti la strada è sempre lì. Ma se la casa
dell'idolatria
esisteva prima della strada, non è permesso passare di lì in nessun
caso."
Nè un giudeo può ascoltare o ammirare la bella musica delle chiese.
Nello
Iore Dea (142,15) si dice:
"E' proibito ascoltare la musica del culto degli idolatri, ed
esaminare le
statue dei loro idoli; infatti, anche solo guardandoli, si può
rimanere
influenzati dal male dell'idolatria. Ma si può guardare se si intende
di non
restarne influenzati."
Nello stesso modo i giudei non possono avere la casa vicino ad una
chiesa: e
nemmeno è loro permesso ricostruire una casa che è stata distrutta in
tale
luogo. Nello Iore Dea (143,1) si dice:
"Se cade una casa vicino ad un tempio dell'idolatria appartenente agli
Akum,
non deve essere ricostruita. L'ebreo deve spostarla ad una certa
distanza se
desidera ricostruirla. Ma dovrà riempire di cespugli e immondizie lo
spazio
rimasto vuoto fra la sua casa e la chiesa in maniera che non possa
essere
usato per allargare il tempio dell'idolatria."
A questo punto possiamo aggiungere ciò che un certo rabbino Kelomimis
disse
circa una chiesa cristiana (nel libro Nizzachon) all'imperatore Enrico
III,
che gli diede il permesso di dire la sua opinione liberamente sulla
Basilica
che aveva recentemente costruito a Spires:
"Dopo che l'Imperatore Enrico III, un uomo molto malvagio, ebbe finito
la
costruzione di quell'"Abisso," egli mandò a chiamare il rabbino
Kelominus e
gli disse: 'Voglio chiederti come ti sembra questa Basilica che ho
costruito
a paragone del Tempio di Salomone sul quale sono stati scritti tanti
volumi.' Egli rispose: 'Mio Signore, se mi permettete di parlare
liberamente, e se mi giurate di lasciarmi andare illeso, vi dirò la
verità.'
L'imperatore rispose: 'Hai la mia parola di amante della verità e di
imperatore che non ti sarà fatto alcun male.' Allora l'ebreo disse:
'Se voi
raccoglieste tutto quello che avete speso fino ad ora e lo aggiungeste
a
tutto l'oro e l'argento del vostro tesoro, tutuo ciò non sarebbe
sufficiente
nemmeno a pagare gli operai e gli artigiani che impiegò Salomone;
infatti
sta scritto (Cron. II. Ch. 2): E Salomone ordinò che uscissero tre
dozzine e
diecimila uomini per portare i pesi, e quattro dozzine mille per
tagliare
nelle montagne, e tre mila e seicento per sorvergliarli. Otto anni
furono
impiegati per la costruzione del Tempio, molti di più di quelli che
sono
serviti a voi per la costruzione di questo Tehom (abisso). E quando
Salomone
ebbe finito il suo tempio, vedete quello che la Scrittura dice a
proposito
di esso: I preti non potevano rimanere eretti per rendere servizio a
causa
della nube; infatti la gloria di Dio aveva riempito la Casa del
Signore
(Chron. II, Cap. 5,14). Ma se qualcuno caricasse un asino di putrida
immondizia e lo conducesse all'interno di questo vostro abisso,
nessuno si
accorgerebbe della differenza!' L'imperatore Enrico allora rispose:
'Se non
ti avessi giurato di lasciarti andare illeso, darei ordine che ti
fosse
tagliata la testa.'"
3. CALICI
I calici usati per il Sacrificio della messa vengono chiamati con il
nome
del vasellame che si usa per offrire sporcizia agli idoli. Mosè
Kozzensis,
nello Hilkoth Abhodah Zarah (10b) dice:
"L'ebreo che acquista dei calici del Goi, che siano stati rotti e
gettati
via, non può rivenderli a loro, perchè il prete di Baal li userebbe
per il
culto dell'idolo."
4. LIBRI
Il Talmud chiama i libri dei cristiani Minim - libri eretici - Siphre
Debeth
Abidan - Libri della Casa di Perdizione. Il Talmud in particolare
parla dei
libri dei Vangeli. Così in Schabbath (116a) Toseph:
"Il rabbino Meir chiama i libri eretici Aaven Gilaion (volumi di
iniquità)
perchè essi li chiamano Vangeli."
E il rabbino Jochanan chiama questi libri Aavon Gilaion, libri del
male. Lo
Schulchan Arukh, edizione di Cracovia, rende questo nome come Aven
Niktabh
al Haggilaion - iniquità scritta in un libro.
Buxtorf dice: "Nell' Arukh c'è una nota Scheker Niktabh al Gilaion,
che
significa, menzogna scritta in un libro."
Tutti gli studiosi del Talmud sono d'accordo sul fatto che i libri dei
cristiani dovrebbero essere distrutti. Essi non sono d'accordo
solamente per
quanto riguarda ciò che si dovrebbe fare del nome di Dio che appare in
essi.
Nello Schabbath (116a) si dice:
"I glossari dei nostri stessi libri e i libri degli eretici non
dovranno
essere salvati dalle fiamme se dovessero prendere fuoco in giorno di
sabato.
Il rabbino Jose, comunque, dice: 'Nei giorni di festa i nomi della
divinità
dovranno essere strappati dai libri dei cristiani e nascosti; ciò che
rimane
dovrà essere dato alle fiamme.' Ma il rabbino Tarphon dice: 'Per
potere
ricordato dai miei figli, se quei libri dovessero mai cadere nelle mie
mani,
io li brucerei assieme con i nomi della divinità che contengono.
Infatti, se
uno è inseguito da un assassino o da un serpente, è meglio rifugiarsi
in un
tempio pagano che in uno dei loro; infatti i cristiani resistono
scientemente alla verità, mentre i pagani lo fanno
inconsapevolmente.'"
5. PREGHIERE
Le prechiere dei cristiani sono chiamate, non Tefillah, ma Tiflah. Lo
spostamento del punto e l'inserimento di Iod, cambia il significato
della
parola che diventa peccato, stoltezza e trasgressione.
6. FESTE CRISTIANE
Le feste cristiane, specialmente la domenica, sono chiamateIom ED -
giorno
di distruzione, perdizione, sfortuna o calamità. Sono anche
semplicemente
chiamate Iom Notsri, giorni cristiani. La parola Ed, interpretata
correttamente, significa sfortuna o calamità, come appare dalla
Gemarah e
dai glossari di Maimonide nell' Abhodah Zarah (2a):
"La parola Edehem significa le feste dei cristiani, dato che sta
scritto (in
Deuter.XXXII,35): i giorni della loro calamità."
Anche Maimonide, nell' Abhodah Zarah, dice:
"La parola Edehem sta a significare la stoltezza delle loro feste. E'
il
nome delle loro feste. E' il nome dei loro spregevoli giorni di festa
che
non meritano il nome di Moedim, in qanto sono veramente vani e
perversi."
Anche Bartenora scrive:
"La parola Edehem è il nome delle loro ingnominevoli feste e
solennità."
Anche le note a margine del Tosephoth danno questo nome alle feste
cristiane. Così nell' Abhodah Zarah (6a):
"Il Giorno del Male, cioè il Giorno Cristiano, ci è proibito così come
tutti
i loro altri giorni di festa."
Alcune feste cristiane sono indicate per nome, come la festa di Natale
e
Pasqua. Mosè Mikkozzi, facendo riferiemnto al testo summenzionato
dell'
Abhodah Zarah, dice:
"Il rabbino Sammuel dichiara, nel nome di Salomone Iarchi, che
particolarmente le feste di Natale e Pasqua, che sono i loro più
importanti
giorni del male e il fondamento della loro religione, ci sono
proibite."
Maimonide, nello Hilkhoth Akum (cap.IX) dice la stessa cosa:
"Sammuel ripete le parole del rabbino Sal. Iarchi che ci proibiscono
in
particolare di celebrare le feste di Natale e Pasqua, che sono
celebrate a
causa di colui che fu appeso."
Inoltre, indicazioni dell'empietà degli ebrei si trovano nei nomi che
essi
danno a queste feste cristiane. Infatti, in luogo di usare Tav per la
parola
Nithal, essi spesso scrivono Tet e lo chiamano Nital al posto della
parola
latina Natalis, la festa della Natività. Essi fanno in modo che sembri
che
questa parola derivi dalla radice Natal che denota sterminio o
distruzione.
Similmente essi si rifiutano di usare la parola Paschal (Pesach) per
la
festa cristiana di Pasqua. Essi sostituiscono Koph a Phe e inseriscono
la
lettera iod e la chiamano Ketsach o Kesach. Entrambe le pronunce hanno
un
significato perverso. Ketsach viene dalla radice Katsah, che significa
amputare o tagliar via, e Kesach viene dalla radice Jesa, che
significa
legno o forca. Fanno questo perchè la festa di Pasqua è celebrata dai
cristiani in memoria di Cristo - colui che fu appeso - che fu messo a
morte
e risorse dai morti.
PARTE II
I PRECETTI DEL TALMUD
CHE RIGUARDANO I CRISTIANI
Da quanto è stato dimostrato fin'ora, appare chiaro che, secondo
l'insegmanento del Talmud, i cristiani sono idolatri e tenuti in odio
agli
ebrei. Di conseguenza, ogni ebreo che deisera piacere a Dio ha il
dovere di
osservare i precetti che furono trasmessi ai Padri della loro razza
quando
vivevano in Terra Santa e che riguardano i gentili idolatri, sia
quelli che
abitavano fra di loro che quelli che abitavano in paesi vicini.
L'ebreo perciò deve (1) Evitare i cristiani; (2) Fare tutto ciò che
può per
sterminarli.
CAPITOLO I
I CRISTIANI DEVONO ESSERE EVITATI
Gli ebrei devono evitare tutti i contatti con i cristiani per quattro
motivi: (1) Perchè non sono degni di partecipare alla vita ebraica;
(2)
Perchè sono immondi; (3) Perchè sono idolatri; (4) Perchè sono
assassini.
Articolo I. - I Cristiani Devono Essere Evitati -
Perchè Sono Indegni di Partecipare
ai Costumi Ebraici
L'ebreo, per il fatto di appartenere alla razza eletta e di essere
circonciso, possiede una tale dignità che nessuno, nemmeno un angelo,
può
essergli uguale. Infatti, egli viene considerato quasi uguale a Dio.
"Colui
che colpisce un israelita" dice il rabbino Chanina "agisce come se
schaffeggiasse la faccia della Divina Maestà di Dio."
L'ebreo è sempre considerato buono, nonostante certi peccati che possa
commettere; nè possono i suoi peccati contaminarlo, più di quanto la
sporcizia possa contaminare il gheriglio della noce, ma sporca solo il
suo
guscio. Solo l'ebreo è considerato un uomo; l'intero mondo gli
appartiene e
tutte le cose lo devono servire, specialmente "gli animali che hanno
forma
di uomini."
E' perciò chiaro che essi considerano contaminanti tutti i contatti
con i
cristiani, in quanto detraggono dalla loro dignità. Perciò essi devono
secondo la loro legge tenersi il più lontano possibile da tutti coloro
che
vivono e agiscono come fanno i cristiani.
1. L'EBREO NON DEVE SALUTARE IL CRISTIANO
Nel Gittin, (62a), si dice:
"L'ebreo non deve mai entrare nella casa di un Nokhri di giorno di
festa per
salutarlo. Comunque, se lo incontra per la strada, potrà salutarlo, ma
brevemente e a testa china."
2. L'EBREO NON DEVE RICAMBIARE IL SALUTO DEL CRISTIANO
Nello Iore Dea (148,10) si dice:
"L'ebreo non deve ricambiare il saluto del cristiano inchinandosi
davanti a
lui. E' bene perciò salutarlo per primo evitando così di risponderein
caso
che l'Akum lo saluti per primo."
Il rabbino Kohana dice che quando un ebreo saluta un cristiano egli
deve
prima dire ""Pace al mio Signore," intendendo con ciò il suo rabbino.
Infatti il Tosephoth dice: "Perchè il suo cuore si rivolgeva al suo
rabbino."
3. L'EBREO NON DEVE PRESENTARSI DAVANTI AD UN GIUDICE
CRISTIANO
Nel Choshen Hammischpat (26,1) si dice:
All'ebreo non è permesso portare il suo caso davanti ai giudici Akum,
anche
se la questione venisse giudicata secondo le decisioni della legge
ebraica,
e anche se entrambe le parti fossero d'accordo di attenersi a tali
decisioni. Colui che lo fa è empio e simile ad uno che calunnia e
bestemmia
e che alza la mano contro la Legge trasmessa a noi da Mosè, il nostro
grande
legislatore. La Hagah dice "Il Bethin ha il potere di scomunicare
questa
persona fino a che egli non liberi il suo fratello ebreo dalle mani
dei
gentili.'"
4. NON E' PERMESSO USARE I CRISTIANI COME TESTIMONI
Nel Choshen Hammischpat (26.1) si dice:
"Il Goi o il suo servo è incapace ad agire come testimone."
5. ALL'EBREO NON E' PERMESSO DI CIBARSI DI CIBO CRISTIANO
Nello Iore Dea (112,1) si dice:
"Gli anziani proibirono di mangiare il cibo degli Akum, per non
sembrare di
essere in rapporti di amicizia con loro."
E nell' Abhodah Zarah (35b) si dice:
"Le cose seguenti che appartengono ai Goim sono proibite: Latte che un
Goi
prende da una mucca, se non è presente un ebreo; anche il loro pane,
ecc."
6. L'EBREO NON DEVE MAI AGIRE NEL MODO DEI CRISTIANI
Nello Iore Dea (178,1) si dice:
"Non è permesso imitare le usanze degli Akum e agire come loro. Non è
permesso indossare abiti come gli Akum, e nemmeno pettinarsi come
fanno loro
.... nè devono gli ebrei costruire case che assomiglino ai templi
degli
Akum."
Comunque, dato che non è possible osservare tutte queste regole in
tutti i
luoghi, la Hagah dice che, fino ad un certo punto, si possono fare
eccezioni
come nel caso in cui ciò tornasse a vantaggio di un ebreo - se, per
esempio,
un ebreo potesse trarre profitto da un commercio che richiede un certo
tipo
di abbigliamento.
*****
Articolo II - I Cristiani Devono Essere Evitati -
Perchè Sono Immondi
Non si sa quanto spesso l'ebreo debba lavarsi e purificarsi, e nemmeno
quanto debba studiare per evitare tutto ciò che può contaminarlo. Il
Talmud
insegna, comunque, che i cristiani sono persone il cui semplice
contatto
tattile rende le cose immonde. Nell' Abhodah Zarah (72b) si legge:
"Un certo uomo stava versando del vino da un contenitore ad un altro
per
mezzo di un tubo, quando un Goi venne e toccò il tubo con la mano. Il
risultato fu che tutto il vino (di entrambi i contenitori) dovette
essere
gettato via."
Tutti i recipienti, perciò, devono essere lavati se l'ebreo l'ha
acquisito
da un cristiano, anche se non è mai stato usato. Nello Iore Dea
(120,1) si
dice:
"Se un ebreo compra da un Akum un recipiente per usarlo a tavola, sia
che
sia fatto di metallo, di vetro o di piombo, anche se è nuovo, lo dovrà
lavare in un Mikvah (grande catino), o in una cisterna che tenga
quaranta
quarti d'acqua."
*****
Articolo III. I Cristiani Devono Essere Evitati -
Perche' Sono Idolatri
1. AFFINCHE' l'ebreo non diventi occasione di peccato per il cristiano
idolatro, secondo il precetto di Levit. XIX,14: Non porre una pietra
d'inciampo davanti al cieco- egli dovrà evitare tutti i contatti con
essi
nei loro giorni di culto ai loro dei. Nell' Abhodah Zarah (2a) si
dice:
"Non è permesso comperare o vendere loro alcunchè nei tre giorni che
precedono le loro feste idolatriche. E' anche proibito concedere o
accettare
aiuto da loro, scambiare denaro con loro, rimborsare loro un prestito
o
permettere loro di rimborsare i loro prestiti."
Nell' Abhodah Zarah, 78c (il Perusch di Maimonide, fol.8), si dice:
"Tutte le feste dei seguaci di Gesù sono proibite, e noi dobbiamo
comportarci nei loro confronti come faremmo con gli idolatri. Il primo
giorno della settimana è la loro festa principale, ed è perciò
proibito
intrattenere, nel loro giorno di sabato, qualsiasi contatto d'affari
con
coloro che credono in Gesù. Riguardo il loro sabato, noi dobbiamo
osservare
le stesse regole che osserviamo per le festività degli idolatri, come
insegna il Talmud."
2. L'EBREO NON DEVE USARE ALCUNA COSA CHE RIGUARDI IL
CULTO DEI CRISTIANI.
Nello Iore Dea (139,1) si dice:
"E' proibito avere a che fare con gli idoli e con qualsiasi cosa venga
usata
per il loro tipo di culto, sia che sia fatta dagli Akum o dagli
ebrei."
3. E' PROIBITO VENDERE AI CRISTIANI QUALSIASI COSA CHE
SERVA PER IL LORO CULTO IDOLATRICO.
Nell' Abhodah Zarah (14b, Toseph) si dice:
"E' sempre proibito vendere incenso ad un prete idolatra, infatti è
evidente
che quando egli lo chiede, lo vuole per il solo scopo di offrirlo al
suo
idolo. Perciò, chiunque glielo venda, pecca contro il precetto che ci
proibishe di porre una pietra d'inciampo davanti al cieco. E' anche
proibito
vendere candele ai gentili per la loro Festa delle Candele. Le candele
comunque possono essere loro vendute negli altri giorni. Nè è permesso
vendere un calice ad un gentile che l'ebreo abbia comprato dopo che è
stato
rotto e gettato via da un Goi. E' permesso rivenderlo ad un gentile
dopo che
sia stato completamente rifatto. Infatti, dopo che è stato rotto una
sola
volta, esso può essere ancora usato per contenere il vino che offrono
in
onore del loro idolo." Segue poi la proibizione circa la vendita di
libri ai
preti cristiani, come abbiamo visto sopra. Anche il lavoro di rilegare
tali
libri è proibito per gli ebrei. Nello Iore Dea (139,15) si dice:
"E' proibito rilegare i libri degli Akum, con l'eccezione dei libri di
legge. E' permesso, comunque, se il rifiuto do farlo dovesse causare
ostilità, ma solo dopo che ogni sforzo sia stato fatto per rifiutare
tale
lavoro."
Similmente, nello Iore Dea (151,1, Hagah):
"Non è permesso vendere acqua ad un Akum se si sa che verrà usata come
acqua
battesimale."
Si fa menzione anche di molte altre cose che è proibito vendere ai
cristiani, come: stoffa che possa essere usata per confezionare
vestimenti
sacerdotali e bandiere; carta e inchiostro che possa essere usata per
scrivere libri riguardanti il loro culto. E' proibito vendere, o anche
dare
in affitto, ai cristiani case che verranno usate come luoghi di culto.
Oggigiorno, comunque, gli ebrei commerciano con i cristiani
specialmente nei
giorni delle feste cristiane e vendono loro delle case ben sapendo che
certi
sacramenti verranno amministrati in esse, come il Battesimo, la Santa
Comunione e l'Estrema Unzione. Il Talmud non può dare nessuna
spiegazione di
ciò, e nell'Abhodah Zarah (2a, Toseph) si dice:
"E' difficile dire con quale diritto gli ebrei oggigiorno commercino
con i
Goim nei loro giorni (malvagi) di festa. Infatti, sebbene molti di
essi
commettano tutti i tipi di perversione e atti licenziosi nei loro
giorni di
festa in onore di santi che non considerano dei, eppure ogni settimana
essi
celebrano il Giorno del Nazzareno ((Domenica)) che ci è sempre stato
proibito."
Bartenora, comunque, nel suo commentario sull' Abhodah Zarah
(I,2,fol.7b)
dice:
"Dato che, mentre siamo in cattività, non possiamo vivere senza
commerciare
con loro e dipendiamo da loro per il nostro nutrimento, e dobbiamo
temerli,
è proibito commerciare con loro solo nei loro giorni di festa.
Inoltre, è
ora permesso commerciare ocn loro anche nei giorni stessi delle loro
feste,
perchè i rabbini sono convinti che non pratichino il culto dei loro
idoli
solo perchè commerciano con noi. E ciò che è proibito in questo libro
deve
essere considerato come riferentesi direttamente all'idolatria."
Il rabbino Tam comunque, sostiene che la Mischnah proibisce solamente
di
vendere agli idolatri cose che essi useranno per il culto degli idoli,
dato
che essi si rallegrano e adorano i loro idoli in quanto ottengono le
cose
necessarie per tale culto. Egli lo spiega così (nell'Abhodah Zarah,
2a,
Toseph):
"Nessuno dovrebbe meravigliarsi di questa nostra usanza. Infatti,
sebbene
noi li consideramo idolatri, essi possono solo offrire quello che
comperano
con il denaro. Per cui, il nostro guadagno e la loro gioia non è il
motivo
di questa proibizione, in quanto essi avrebbero abbastanza denaro per
queste
cose, anche se noi non commerciassimo con loro."
4. QUESTA PROIBIZIONE NON SI APPLICA NEL CASO DEGLI ATEI
Nello Iore Dea (148,5) si dice:
"E' permesso inviare un regalo ad un Akum in uno dei loro giorni di
festa se
si sa che egli non crede negli idoli e che non rende loro nessun
culto."
Maimonide dice la stessa cosa nello Hilkhoth Akum (IX,2):
"E' sbagliato anche inviare un regalo ad un Goi nei loro giorni di
festa a
meno che non si sia certi che egli non crede nel culto degli idoli
cristiani, e non li serva."
*****
Articolo IV - I Cristiani Devono Essere evitati -
Perchè Sono Perversi
NON C'E' nulla di cui gli ebrei siano più convinti del male che i
cristiani
possano fare ai figli di Israele. A causa di ciò, i capi del popolo
eletto
hanno sempre insegnato agli ebrei di non accettare aiuto dai cristiani
in
quanto essi faranno sempre ricorso all'omicidio e ad altri crimini
tutte le
volte che non riusciranno a conseguire i loro scopi perversi. Così,
l'ebreo
non deve assumere dei cristiani per prestare opera di balia o
insegnante dei
suoi bambini, o di barbiere, medico od ostetrico.
1. NON COME BALIA
Nello Iore Dea (81,7, Hagah) si dice:
"Se è possibile assumere un israelita, non bisogna assumere un Nokhri
come
balia per i bambini; infatti, il latte di una Nokhrith indurisce il
cuore
del bambino e gli infonde una natura perversa."
2. NON COME INSEGNANTE
Nello Iore Dea (155,1, Hagah) si dice:
"Il bambino non deve essere affidato agli Akum per imparare
l'educazione, la
letteratura e le arti, infatti essi lo condurranno all'eresia."
3. NON COME MEDICO
Nello Iore Dea (155,1) si dice:
"Quando un ebreo è in qualche modo ferito, anche così gravemente da
dovere
infrangere il sabato facendo chiamare un medico, egli non deve
affidarsi ad
un medico cristiano (Akum ) che non sia conosciuto a tutti nel
vicinato;
infatti, noi dobbiamo premunirci contro il versamento di sangue. Anche
se
non si sa se il paziente vivrà o morrà, non si dovrà permettere a tale
medico di curarlo. Se, comunque, si è sicuri che morrà, allora tale
medico
può curarlo, dato che un'ora di meno da vivere non è una gran perdita.
Se l'
Akum insiste che una certa medicina è buona, è permesso credergli, ma
non
acquistatela da lui. Alcuni dicono che ciò si applica solo quando
l'Akum
offre i suoi servizi gratuitamente e che si può accettare ogni volta
che
viene pagato. Ma si può essere sicuri che essi non farebbero del male
ad un
ebreo solo per amor di denaro."
Nel Pesachim (25a) si dice:
"Il rabbino Jochanan dice: l'assistenza medica di chiunque può essere
accettata eccetto quella degli idolatri, dai fornicatori, e dagli
assassini.
4. NON COME BARBIERE
Nello Iore Dea (156,1) si dice:
Non è lecito farsi radere da un Akum a meno che non si sia
accompagnati da
amici ebrei. Alcuni dicono che non è permesso farsi radere da un Akum
anche
se altri sono presenti, a meno che non ci si possa vedere in uno
specchio."
5. NON COME OSTETRICA
Nell' Abhodah Zarah (26a) si dice:
"I nostri rabbini ci hanno trasmesso l'insegnamento che non si può
permettere alla donna straniera di agire da ostetrica alla nascita di
un
figlio di Israele, perchè gli stranieri indulgono nello spargimento di
sangue. Gli anziani, comunque, dicono che una donna straniera può
prestare
questo tipo di assistenza purchè siano presenti altre donne ebree e
non sia
mai lasciata sola. Il rabbino Meir, comunque, dice che ciò non è
permesso
nemmeno quando altre donne sono presenti. Infatti, spesso avviene che
schiaccino con la mano la morbida testa del bambino e lo uccidano; e
questo
può essere fatto senza che nessuno delle presenti lo noti.
CAPITOLO II
I CRISTIANI DEVONO ESSERE STERMINATI
I seguaci di "quell'uomo," il cui nome per gli ebrei significa
"Possano il
suo nome e la sua memoria essere cancellati," non devono essere
considerati
diversi da gente di cui è bene liberarsi. Coloro che tengono i figli
di
Israele in cattività sono chiamati romani e tiranni, e con la loro
distruzione gli ebrei saranno stati liberati da questa quarta
cattività.
Ogni ebreo è perciò tenuto a fare tutto quello che può per distruggere
l'empio regno degli edomiti (Roma) che governa il mondo intero.
Siccome,
però, non è sempre e dovunque possibile effettuare questo sterminio di
cristiani, il Talmud ordina che essi siano attaccati almeno
indirettamente,
e cioè: di causare loro del male in tutti i modi possibili, e di
ridurre con
questo mezzo il loro potere al fine di aiutare la loro distruzione
finale.
Quando possibile, l'ebreo deve uccidere i cristiani, e farlo senza
pietà.
Articolo I. - SI DEVE FARE DEL MALE AI CRISTIANI
L'ebreo ha l'obbligo di fare del male ai cristiani per quanto egli
possa,
sia indirettamente - non aiutandolo in nessuna maniera - che
direttamente -
distruggendo i loro piani e progetti; nè deve salvare il cristiano in
pericolo di morte.
I. NON SI DEVE FARE DEL BENE AI CRISTIANI
Nello Zohar (1,25b) si legge:
"Coloro che fanno del bene all'Akum ... non sorgeranno dai morti."
A volte è permesso fare del bene ai cristiani, ma solo per aiutare
Israele,
cioè, per amore di pace e per nascondere l'odio nutrito verso di essi.
Maimonide nello Hilkhoth Akum (X,6) dice:
"E' permesso aiutare i gentili bisognosi così come gli ebrei
bisognosi, per
amore di pace..."
Nello Iore Dea (148,12 Hagah) si legge:
"Perciò, se tu entrerai in una città e troverai che vi si celebra una
festa,
tu potrai fingere di rallegrartene assieme a loro per nascondere il
tuo
odio. Coloro che tengono alla salvezza della loro anima, comunque,
dovranno
tenersi lontani da tali celebrazioni. Si dovrebbe far sapere che è
cosa
odiosa rallegrarsi con loro, se ciò può essere fatto senza incorrere
nella
loro inimicizia."
1. NON E' PERMESSO LODARE UN CRISTIANO
Nell'Abhodah Zarah (20,a, Toseph) si legge:
"Non dite niente a loro lode, affinchè non si dica:
Com'è buono quel goi."
In questa maniera, essi spiegano le parole del Deuteronomio (VII,2)
... e tu
non mostrerai loro (goim) nessuna misericordia, come citato nella
Gemarah.
Il rabbino S. Iarchi spiega questo passo della Bibbia come segue:
"Non fate loro nessun complimento; è infatti proibito dire: com'è
buono quel
goi!"
Nello Iore Dea (151,14) si legge:
"A nessuno è permesso lodarli o dire quanto sia buono un Akum. Tanto
meno
lodare quello che fanno o raccontare di loro cose che tornino a loro
gloria.
Se, comunque, lodandoli si intende rendere gloria a Dio, e cioè, in
quanto
egli ha creato delle belle creature, allora è permesso farlo."
2. ALL'EBREO NON E' PERMESSO MENZIONARE LE COSE CHE I
CRISTIANI USANO PER IL LORO CULTO IDOLATRICO.
Nello Hilkhoth Akum (V,12) si legge:
"E' inoltre proibito menzionare l'Akum; è infatti scritto (Exodus
XXIII,13):
... non menzionare gli altri dei."
3. SI DEVE PARLARE DEI LORO IDOLI CON SPREGIO
Nello Iore dea (146,15) si legge:
"I loro idoli devono essere distrutti, o chiamati con nomi
spregevoli."
Ibidem, (147,5):
"E' permesso deridere gli idoli, ed è proibito dire ad un goi: Dio ti
aiuti,
oppure ti auguro di riuscire."
Il rabbino Bechai, spiegando il testo del Deuteronomio sull'odio verso
l'idolatria, dice:
"Le Scritture insegnano di odiare gli idoli e di chiamarli con nomi
ignominiosi. Perciò, se il nome di una chiesa è Bethgalia--"casa di
magnificenza," essa dovrebbe essere chiamata Bethkaria - casa
insignificante, porcile, latrina. Questa parola karia infatti, denota
un
luogo basso, un tugurio."
In diversi punti gli ebrei danno nomi ignominiosi alle cose cristiane.
Non è
fuori luogo elencarne qui di seguito alcuni che essi danno a cose e
persone
considerate care e sante dai cristiani:
GESU' viene ignominiosamene chiamato Jeschu- che significa Possano il
suo
nome e la sua memeoria essere cancellati. In ebraico, il suo vero nome
è
Jeschua che significa Redenzione (Salvamento).
MARIA LA MADRE DI GESU', viene chiamata Charia - sterco, escrementi
(tedesco
Dreck). In ebraico il suo vero nome è Miriam.
I SANTI CRISTIANI, per cui la parola in ebraico è Kedoshim, sono
chiamati
Kededchim, (cinaedos)- uomini effemminati (Fate). Le sante sono
chiamate
Kedeschoth, Puttane.
LA DOMENICA viene chiamata il giorno della calamità.
LA FESTA DI NATALE viene chiamata Nital, che indica sterminio.
PASQUA non viene chiamata con il suo nome corretto Pesach (Pasqua
ebraica),
ma Ketsach, che significa abbattere; oppure Kesach, impiccagione.
UNA CHIESA CRISTIANA non viene chiamata Beth Hattefillah, Casa di
Preghiera,
ma Beth Hattiflah, Casa di Vanità, Casa del Male.
I LIBRI DEL VANGELO sono chiamati Aavon Gilaion, Libri di Iniquità.
I SACRIFICI CRISTINAI sono chiamati Offerte di Sterco. Nel Talmud di
Jerusalemme (fol.13b) si trova quanto segue:
"Colui che li vede mezabbelim (defecare - offrire il sacrificio) di
fronte
al loro idolo, deve dire (Esodo XXII, 20): Colui che sacrifica ad un
idolo,
sia completamente distrutto."
Il rabbino Iarchi (riferendosi a Num. XXV,3), insegna che i gentili
onorano
il loro Dio defecando davanti a lui.
UNA RAGAZZA CRISTIANA che lavora per gli ebrei nel loro giorno di
Sabato
viene chiamata Schaw-wesschicksel, Immondizia del Sabato.
4. GLI EBREI NON POSSONO FARE REGALI AI CRISTIANI
Nello Hilkhoth Akum (X5) si legge:
"E' proibito fare regali ai goim. Ma è permesso farli ad un convertito
che
vive fra gli ebrei; è detto, infatti: 'Datelo da mangiare al
viaggiatore che
si ferma nelle vostre città, oppure vendetelo ad un gentile, cioè,
vendetelo, non datelo'."
Nello Iore Dea (151,11) si legge:
"E' proibito fare dei regali all'Akum con il quale l'ebreo non deve
intrattenersi amichevolmente."
Il Talmud, comunque, permette agli ebrei di fare doni a gentili che
egli
conosce e dai quali egli spera di avere qualcosa in cambio.
5. E' PROIBITO ALL' EBREO VENDERE LA PROPRIA FATTORIA AD
UN CRISTIANO
Nello Iore Dea (334,43) si legge:
"L'ebreo dovrà essere ripudiato in 24 casi, cioè... 8° caso: Chiunque
venda
la sua fattoria agli Akum deve essere mandato in esilio - a meno che
egli
non si impegni a risarcire tutto il danno causato agli ebrei che
devono
subire un Akum come vicino."
6. E' PROIBITO INSEGNARE UN'ATTIVITA' COMMERCIALE AI
CRISTIANI
Nello Iore Dea (154,2) si legge:
"Non è permesso insegnare alcuna attività commerciale agli Akum"
II. SI DEVE DANNEGGIARE IL LAVORO DEI CRISTIANI
Dato che i goim servono gli ebrei come bestie da soma, essi
appartengono
agli ebrei con tutte le loro facoltà e la loro vita:
"La vita di un goi e tutte le sue capacità fisiche appartengono
all'ebreo."
(A. Rohl. Die Polem. p.20)
E' un assioma dei rabbini che l'ebreo possa prendere qualsiasi cosa
appartenga ai cristiani per qualsiasi motivo, anche con la frode; e
ciò non
può essere definito rubare dato che è semplicemente prendere ciò che
gli
appartiene.
Nel Babha Bathra (54b) si legge:
"Tutte le cose che appartengono ai goim sono come un deserto; il primo
che
passa e le prende può rivendicarne la proprietà."
1. NON SI DEVE FAR SAPERE AI CRISTIANI SE PAGANO UN PREZZO
TROPPO ALTO AD UN EBREO
Nel Choshen Hammischpat (183,7) si legge:
"Se mandi un messaggero a ritirare del denaro da un Akum e l' Akum
paga più
di quanto deve, il messaggero può tenersi la differenza. Ma se il
messaggero
non lo sa, la puoi tenere tu stesso."
2. GLI OGGETTI SMARRITI DEI CRISTIANI NON DEVONO MAI
ESSERE LORO RESTITUITI
Nel Choshen Hammischpat (226,1) si legge:
"L'ebreo potrà tenere tutte le cose che trova, se sono di proprietà di
un
Akum, in quanto sta scritto: Restituisci a tuo fratello ciò che è
stato
perduto (Deuter. XXII,3). Infatti, colui che restituisce (ai
cristiani) un
oggetto smarrito pecca contro la Legge in quanto aumenta il potere dei
trasgressori della Legge. E' lodevole, comunque, restituire gli
oggetti
smarriti, se ciò viene fatto in onore del nome di Dio, cioè, se a
causa di
ciò gli ebrei saranno lodati e considerate dai cristiani persone
d'onore."
3. E' PERMESSO FRODARE I CRISTIANI
Nel Babha Kama (113b) si legge:
"E' permesso ingannare un goy."
E nel Choshen Hammischpat (156,5. Hagah) si legge:
"Se un ebreo fa buoni affari con un Akum, in certi posti non è
permesso agli
altri ebrei di venire e fare affari con lo stesso Akum. In altri
luoghi,
comunque, è diverso ed è permesso a un altro ebreo di andare dallo
stesso
Akum, circuirlo, fare affari con lui e prendere il suo denaro. Infatti
la
ricchezza dell' Akum deve essere considerata proprietà comune e
appartiene
al primo che può appropriarsene. C'è, comunque, chi dice che ciò non
va
fatto."
Nel Choshen Hammischpat (183,7 Hagah) si legge:
"Se un ebreo fa affari con un Akum e un fratello israelita sopravviene
e
froda l' Akum per mezzo di falsi pesi o misure o numeri, egli deve
dividere
il suo profitto con il suo fratello israelita, dato che entrambi hanno
partecipato all'affare, e anche per aiutarlo."
4. UN EBREO PU0' FINGERE DI ESSER UN CRISTIANO PER
INGANNARE I CRISTIANI
Nello Iore Dea (157,2. Hagah) si legge:
"Se un ebreo può ingannarli (gli idolatri) fingendo di essere un
adoratore
di stelle, gli è permesso farlo."
5. AGLI EBREI E' PERMESSO ESERCITARE L'USURA NEI
CONFRONTI DEI CRISTIANI
Nell'Abhodah Zarah (54a) si legge:
"E' permesso esercitare l'usura nei confronti degli apostati caduti in
idolatria."
E nello Iore Dea (159,1) si legge:
"E' permesso, secondo la Torah, prestare denaro ad usura ad un Akum.
Alcuni
anziani comunque negano ciò eccetto nel caso di vita o di morte. Al
giorno
d'oggi è permesso per qualsiasi motivo."
*****
III. I CRISTIANI DEVONO ESSERE DANNEGGIATI NELLE QUESTIONI
LEGALI
1. ALL'EBREO E' PERMESSO MENTIRE E GIURARE IL FALSO PER
FAR CONDANNARE UN CRISTIANO
Nel Babha Kama (113a) si legge:
"Il nostro insegnamento è il seguente: Quando un ebreo e un goi
appaiono in
tribunale, assolvi l'ebreo, se puoi, secondo le leggi d'Israele. Se il
goi
vince, digli che ciò è quanto la nostra legge richiede. Se, comunque,
l'ebreo può essere assolto secondo la legge dei gentili, assolvilo e
digli
che ciò è fatto secondo le nostre leggi. Se ciò non può essere fatto,
procedi con durezza contro il goi, come consiglia il rabbino Ischmael.
Il
rabbino Akibha, comunque, sostiene che non si può agire con frode per
non
profanare il Nome di Dio, e per non avere un ebreo rinviato a giudizio
per
spergiuro."
Una nota a margine, comunque, spiega questa precisazione del rabbino
Akibha
come segue:
"Il nome di Dio non viene profanato se il goi non sa che l'ebreo ha
mentito."
E più avanti, il Babha Kama (113b) dice:
"Il nome di Dio non è profanato quando, per esempio, un ebreo mente ad
un
goi dicendo: 'Io ho dato qualcosa a tuo padre, ma egli è morto; tu me
lo
devi restituire,' purchè il goi non sappia che tu stai mentendo."
2. E' PERMESSO AD UN EBREO GIURARE IL FALSO CON COSCIENZA
PULITA
Nel Kallah (1b, p.18) si legge:
"Essa (la madre del mazmer) gli disse, 'Giura davanti a me.' E il
rabbino
Akibha giurò con le labbra, ma nel suo cuore invalidò il giuramento.'
Un concetto simile si trova nello Schabbuoth Hagahoth del rabbino
Ascher
(6d):
"Se il magistrato di una città costringe gli ebrei a giurare che non
fuggiranno da quella città e che non ne asporteranno cosa alcuna, essi
potranno giurare il falso dicendo a se stessi che non fuggiranno quel
giorno, e che non asporteranno cosa alcuna dalla città solo in quel
giorno."
*****
IV. I CRISTIANI DEVONO ESSERE DANNEGGIATI NELLE COSE
NECESSARIE ALLA SOPRAVVIVENZA
Gli ebrei non dovranno risparmiare nessun mezzo per combattere i
tiranni che
li tengono in questa Quarta Cattività al fine di liberarsene. Essi
devono
combattere i cristiani con l'astuzia e non fare nulla per evitare che
il
male li colga: i loro malati non devono essere curati, le donne
cristiane
non devono essere aiutate durante il parto, e i cristiani non devono
essere
salvati se in pericolo di morte.
1. UN EBREO DEVE SEMPRE CERCARE DI INGANNARE I CRISTIANI
Nello Zohar (I,160a) si legge:
"Il rabbino Jehuda gli ha detto (al rabbino Chezkia): 'E' degno di
lode
colui che è capace di liberarsi dai nemici di Israele, e sono molto
degni di
lode i giusti che si liberano da essi e li combattono.' Il rabbino
Chezkia
chiese, 'Come dobbiamo combatterli?' Il rabbino Jehuda disse, 'Con
saggi
consiglifarai guerra contro di loro. (Proverbi, cap.24,6). Con che
tipo di
guerra? Il tipo di guerra che ogni figlio d'uomo deve combattere
contro i
suoi nemici, e che Giacobbe usò contro Esaù - quando possibile, con
l'inganno e la frode. Essi devono essere combattuti senza posa, fino a
che
il giusto ordine non sia ristabilito. E' perciò con soddisfazione che
dico
che noi ci dobbiamo liberare da loro e regnare su di loro."
2. NON SI DEVE AIUTARE UN CRISTIANO AMMALATO
Nello Iore Dea (158,1) si legge:
"Gli Akum non devono essere curati, nemmeno per denaro, a meno che ciò
non
provochi la loro inimicizia."
3. NON SI DOVRA' AIUTARE LA DONNA CRISTIANA DURANTE IL
PARTO
Nell' Orach Chaiim (330,2) si legge:
"Nessun aiuto, benchè minimo, dovrà essere prestato ad una donna Akum
durante il parto in giorno di sabato, in quanto il sabato non deve
essere
violato."
4. NON SI DOVRA' AIUTARE UN CRISTIANO IN PERICOLO DI MORTE
Nel Choshen Hammischpat (425,5) si legge:
"Se vedete un eretico che non crede nalla Torah cadere in un pozzo con
una
scala, affrettatevi immediatamente e portatela via dicendogli 'Devo
andare a
prendere mio figlio giù da un tetto. Ti riporterò la scala
immediatamente' o
qualcosa del genere. I Kuthaei, comunque, che non sono nostri nemici e
che
si prendono cura delle pecore degli israeliti, non devono essere
uccisi
direttamente, ma non devono essere salvati dalla morte."
E nello Iore Dea (158,1) si legge:
"Gli Akum che non sono nostri nemici non devono essere uccisi
direttamente,
ciò non ostante essi non dovranno essere salvati dal pericolo di
morte. Per
esempio, se vedete uno di essi cadere in mare, non tiratelo su a meno
che
egli non vi prometta del denaro."
Maimonide nello Hilkhoth Akum X,1.
Non licet misereri eorum; quia dicitur: "Ne misereberis eorum"1).
Idcirco,
si quis viderit Adum pereuntem, vel aquis demersum, ne opem ferat. Si
eum
morti proximum viderit, ne eripiat morti. Attamen manu sua eum
perdere,
praecipitem in puteum dare, vel siquid huic simile, nefas est, quia
nobiscum
bellum non gerit.
Maimonide, nello Hilkhoth Akum (X,1) dice:
"Non abbiate pietà di loro: infatti, è detto (Deuter. VII,2): Non
mostrate
loro pietà. Perciò, se vedete un Akum in difficoltà o annegare, non
andate
in suo aiuto. E se egli fosse in pericolo di morte, non salvatelo. Ma
non è
giusto ucciderlo con la vostra mano spingendolo nel pozzo o in altro
modo,
dato che essi non sono in guerra contro di noi."
Articolo II - I CRISTIANI DEVONO ESSERE UCCISI
INFINE, il Talmud comanda che i cristiani siano uccisi senza pietà.
Nell'
Abhodah Zarah (26b) si legge:
"Eretici, traditori e apostati devono essere gettati in un pozzo e non
devono essere soccorsi."
E nel Choshen Hammischpat (388,10) si legge:
"Le spia dovrà essere uccisa, anche ai nostri giorni, dovunque si
trovi.
Essa può essere uccisa anche prima che confessi. E anche se ammette di
aver
voluto solo far del male a qualcuno, e se il male che voleva fare non
era
molto grande, è sufficiente per condannarla a morte. Essa comunque
deve
essere avvertita di non confessare in questa maniera. Ma se
impudentemente
essa dice "No, lo confesserò!" allora dovrà essere uccisa, il prima
possibile. Se non c'è tempo per avvertirla, non è necessario farlo.
Alcuni
dicono che un traditore deve essere messo a morte solo quando è
impossibile
liberarsene mutilandolo, cioè, tagliandogli la lingua o strappandogli
gli
occhi, ma se ciò è possibile non dovrà essere ucciso, dato che egli
non è
peggiore di altri che ci perseguitano."
E nello Choshen Hamm.di nuovo (388,15) si legge:
"Se si può dimostrare che qualcuno ha tradito Israele tre volte, o che
ha
dato il denaro di israeliti agli Akum, si dovrà trovare il modo, dopo
prudente considerazione, di eliminarlo dalla faccia della terra."
*****
Quinimo, ipsum studium Legis Iudaeorum mortis poenam meretur.
Sanhedrin 59 a:
R. Iochanan dicit: Goi scrutans legem, reus est mortis.
Il cristiano che viene scoperto a studiare la Legge d'Israele merita
la
morte. Nel Sanhedrin (59a) si legge:
"Il rabbino Jochanan dice: Un goi che ficca il naso nella Legge è
colpevole
di morte."
II. Occidendi sunt Baptisma suscipientes Iudaei.
Hilkhoth Akum X,2:
Haec dicta sunt 1) de idolatris. Sed Israelitarum illos, qui a
religione
desciverint, vel Epikurei evaserint, trucidare, atque ad inferos usque
persequi iubemur. Quippe affligunt Israelem, populumque a Deo
avertunt.
II. GLI EBREI BATTEZZATI DEVONO ESSERE MESSI A MORTE
Nello Hilkhoth Akum (X,2) si legge:
"Queste cose (supra) si intendono per gli idolatri. Ma anche gli
israeliti
che lasciano la loro religione e diventano epicurei devono essere
uccisi e
noi dobbiamo perseguitarli fino alla fine. Infatti essi affliggono
Israele e
distolgono il popolo da Dio."
*****
E nello Iore Dea (158,2 Hagah) si legge:
"I rinnegati che si rivolgono ai piaceri degli Akum, e che ne
rimangono
contaminati adorando le stelle e i pianeti come essi fanno, devono
essere
uccisi."
In modo simile, si dice nello Choshen Hammischpat (425,5):
"Gli ebrei che diventano epicurei, che si danno all'adorazione delle
stelle
e dei pianeti e peccano maliziosamente; anche coloro che mangiano la
carne
di animali feriti, o che vestono abiti vani, meritano il nome di
epicurei;
in simil modo, coloro che negano la Torah e i Profeti d'Israele - la
legge è
che tutti questi debbano essere uccisi; e coloro che hanno il potere
di vita
e di morte devono farli uccidere; e se ciò non potesse essere fatto,
essi
dovranno essere portati alla morte con l'inganno."
Qui sint isti abnegantes Legem, clare demonstrat R. Maimon in Hilkhoth
Teschubhah III, 2).
Tres sunt classes negantium Torah: 1. Qui dicunt non a Deo datam esse
Torah, aut (non a Deo) saltem unum eius versum, saltem verbum unum,
sed
(tenent) Moysen a seipso hoc dixisse, omnis (qui ita dicit) abnegat
Legem.
2. Qui abiiciunt eius explicationem, quae dicitur Torah oralis
(Mischnah),
neque agnoscunt eius doctores, quemadmodum (fecerunt) Tsadok 3) et
Baithos
4). 3. Qui di-
Il rabbino Maimonide, nello Hilkhoth Teschubhah (III,8), fornisce
l'elenco
di coloro che vengono considerati negatori della Legge:
"Ci sono tre categorie di persone che negano la Legge della Torah: 1)
Coloro
che dicono che la Torah non è stata data da Dio, almeno un verso o una
parola di essa (sic), e che dicono che è stato tutto lavoro di Mosè;
2)
Coloro che rifiutano la spiegazione della Torah, cioè, la Legge Orale
della
Mischnah, e coloro che non riconoscono l'autorità dei Dottori della
Legge,
come i seguaci di Tsadok (Sadducei) e di Baithos; 3) Coloro che dicono
che
Dio ha cambiato la Legge per un'altra Nuova Legge, e che la Torah non
ha più
nessun valore, anche se essi non negano che fu data da Dio come
credono i
cristiani e i turchi. Tutti costoro negano la Legge dalla Torah."
III. I CRISTIANI DEVONO ESSERE UCCISI PERCHE' SONO
TIRANNI
Nello Zohar (I,25a) si legge:
"I Popoli della Terra sono idolatri, e su di loro è stato scritto: Che
siano
spazzati via dalla faccia della terra: Distruggete la memoria degli
Amalechiti. Essi sono ancora con noi in questa Quarta Cattività, cioè,
i
Principi (di Roma) .... che, in realtà, sono amalechiti."
1. QUESTI PRINCIPI DEVONO ESSERE UCCISI PER PRIMI
Perchè se viene loro permesso di vivere, la speranza della liberazione
degli
ebrei è vana, e le loro preghiere di libe razione da questa Quarta
Cattività
saranno inefficaci. Nello Zohar (I,219b) si legge:
"E' certo che la nostra cattività durerà fino a quando i principi dei
gentili che adorano gli idoli non saranno distrutti."
E ancora nello Zohar (II,19a) si legge:
"Il rabbino Jehuda ha detto: Venite a vedere come stanno le cose; come
i
principi hanno assunto potere sopra Israele e gli israeliti non
protestano.
Ma, quando cade il principe, la loro contentezza si fa sentire. Sta
scritto
che: il Re degli Egiziani morì e subito i figli d'Israele furono
liberati
dalla cattività; essi lanciarono grida e la loro voce salì a Dio."
2. IL PRINCIPATO CHE HA PER CAPITALE ROMA E' QUELLO CHE
GLI EBREI DEVONO ODIARE PIU' DI TUTTI
Lo chiamano il Regno di Esaù e degli Edomiti, il Regno dell'Orgoglio,
il
Regno del Male, Empia Roma. L'impero Turco viene chiamato il Regno
degli
Ismaeliti, che essi non desiderano distruggere. Il Regno di Roma,
comunque,
deve essere sterminato, perchè quando la corrotta Roma sarà distrutta,
la
salvezza e la libertà verranno al Popolo Eletto di Dio."
R. David Kimchi scribit diserte in Obadiam29:
Quidquid dixerunt Prophetae de vastatione Edom in ultims diebus, id de
Roma
intellexerunt, ut explicavi in Iesaia in versu "Accedite gentes ad
audiendum"3). Etenim, quando vastabitur Roma, erit redemptio
Israelitarum.
Il rabbino David Kimchi scrive come segue nell'Obadiam:
"Ciò che i Profeti predissero sulla distruzione di Edom negli ultimi
giorni
lo riferivano a Roma, come spiega Isaia (ch.34,1): Avvicinatevi, o
nazioni,
ed ascoltate... Quando Roma sarà distrutta, Israele sarà redenta."
Anche il rabbino Abraham dice la stessa cosa nel suo libro Tseror
Hammor,
sezione Schoftim:
"Non appena Roma sarà stata distrutta, noi saremo redenti."
IV. INFINE, TUTTI I CRISTIANI, INCLUSI I MIGLIORI FRA DI
LORO, DEVONO ESSERE UCCISI.
-113-
Abhodah Zarah 26b. Tosephoth:
Optimus inter Goim occidi meretur.
Multoties haec phrasis repetita occurrit in diversis libris Iudaeorum,
licet
non iisdem verbis. V.g.: R. Sal. Iarch in Exodi cap.XIV, v. 7
editionis
Amstelodamiensis1) dicit:
Nell' Abhodah Zarah (26b, Tosephoth) si legge:
"Anche il migliore dei Goim dovrebbe essere ucciso"
Lo Shulchan Arukh, dopo le parole dello Iore Dea (158,1) che dicono
che
coloro fra gli Akum che non fanno del male agli ebrei non devono esser
uccisi, cioè coloro che non fanno guerra ad Israele, così spiega la
parola
Milchamah - guerra:
"Ma in tempo di guerra gli Akum devono essere uccisi in quanto sta
scritto:
'I buoni fra gli Akum meritano di essere uccisi, ecc."
*****
V. L'EBREO CHE UCCIDE UN CRISTIANO NON COMMETTE PECCATO,
MA OFFRE UN SACRIFICIO ACCETTO A DIO
V. Iudaeus occidens Christianum non peccat, sed offerre dicitur Deo
acceptabile sacrificium.
Sepher Or Israel 177b3):
Dele vitam Kiphoth et occide ea; gratus enim eris Divinae Maiestati
sicut
ille, qui offert oblatum incensi.
Nello Sepher Or Israel (177b) si legge:
"Togli la vita ai Kliphoth e uccidili, e piacerai a Dio come uno che
Gli
offre incenso."
E nello Ialkut Simoni (245c. n.772) si legge:
"Colui che sparge il sangue degli empi è tanto accetto a Dio quanto
colui
che offre un sacrificio a Dio."
VI. DOPO LA DISTRUZIONE DEL TEMPIO A GERUSALEMME, L'UNICO
SACRIFICIO NECESSARIO E' LO STERMINIO DEI CRISTIANI
Nello Zohar (III,227b) Il Buon Pastore dice:
"Il solo sacrificio necessario è che togliamo l'immondo di mezzo a
noi."
Lo Zohar (II,43a), spiegando il precetto di Mosè sulla redenzione del
primogenito di un asino che si ottiene con l'offerta di un agnello,
dice:
"L'asino sta per il non ebreo, che deve essere redento con l'offerta
di un
agnello, che è il gregge disperso di Israele. Ma se egli rifiuta di
essere
redento, allora gli si rompa il cranio... Essi dovrebbero essere
cancellati
dal libro dei viventi, in quanto su di loro è detto: Colui che pecca
contro
di me, io lo toglierò dal libro della vita."
VII. COLORO CHE UCCIDONO I CRISTIANI AVRANNO UN POSTO
ELEVATO IN CIELO
Nello Zohar (1,38b, e 39a) si legge:
"Nei palazzi del quarto cielo si trovano coloro che emisero lamenti su
Sion
e Gerusalemme, e tutti coloro che distrussero le nazioni idolatre... e
coloro che uccisero gente che adorava gli idoli sono vestiti con vesti
di
porpora in maniera che possano essere riconosciuti e onorati."
VIII. GLI EBREI NON DEVONO MAI CESSARE DI STERMINARE I
GOIM; NON DEVONO MAI LASCIARLI IN PACE E NON DEVONO
MAI SOTTOMETTERSI A LORO.
Nello Hilkhoth Akum (X,1) si legge:
"Non mangiate con gli idolatri, non permettete loro di adorare i loro
idoli;
è infatti scritto: Non stabilite contratti con loro, non mostrate loro
misericordia (Deuter. cap. 7, 2). O li distogliete dai loro idoli o li
uccidete."
Ibidem (X,7):
"Non si dovrà permettere a nessun idolatro di rimanere nei luoghi dove
gli
ebrei sono forti..."
IX. TUTTI GLI EBREI SONO OBBLIGATI AD UNIRSI INSIEME PER
DISTRUGGERE I TRADITORI CHE SONO IN MEZZO A LORO
Nel Choshen Hammischpat (338,16) si legge:
"Tutti gli abitanti della città sono obbligati a contribuire alla
spesa
dell'uccisione di un traditore, anche coloro che devono pagare altre
tasse."
X. NESSUNA FESTA, NON IMPORTA QUANTO SOLENNE, PUO'
IMPEDIRE LA DECAPITAZIONE DI UN CRISTIANO
Nel Pesachim (49b) si legge:
"Il rabbino Eliezer disse: E' permesso tagliare la testa di un
'idiota' (uno
degli abitanti della terra) nella festa della Riconciliazione quando
cade in
giorno di Sabato. I suoi discepoli gli dissero: rabbino, dovresti
piuttosto
dire sacrificare. Ma egli rispose: Niente affatto, è infatti
necessario
pregare mentre si sacrifica, e non c'è bisogno di pregare quando si
decapita
qualcuno."
XI. IL SOLO SCOPO DI TUTTE LE AZIONI E PREGHIERE DEGLI
EBREI DEVE ESSERE QUELLO DI DISTRUGGERE LA RELIGIONE
CRISTIANA
Gli ebrei dipingono il Messia e Liberatore che aspettano come un
persecutore
che infliggerà grandi calamità ai non giudei. Il Talmud elenca tre
grandi
mali che colpiranno il mondo quando il Messia verrà. Nello Schabbath
(118a)
si legge:
"Chiunque mangia tre pasti di Sabato sarà salvato dai tre mali: dalle
punizioni del Messia, dalle pene dell'inferno e dalla guerra di Magog;
infatti sta scritto: Ecco, Io vi manderò Elia il Profeta prima che
venga il
'Giorno' del Signore, ecc."
XII. NELLE LORO PREGHIERE GLI EBREI SOSPIRANO LA
VENUTA DEL MESSIA VENDICATORE, SPECIALMENTE NELLA
VIGILIA DELLA PASQUA (EBRAICA):
"Scarica la tua ira sulle nazioni che non ti conoscono, e sui regni
che non
invocano il tuo nome; Scarica la tua indignazione su di loro e che la
tua
ira di vendetta li prenda; Perseguitali e distruggili con ira da sotto
i
cieli del Signore."
Essi pregano anche come segue:
"Per quanto tempo rimarrà la tua forza prigioniera e per quanto tempo
giacerà la tua bellezza sotto la mano dell'oppressore? O Dio! Mostra
la tua
forza e il tuo zelo contro i nostri nemici; spezza la loro forza e
confondili..."
E ancora:
"Recidi la speranza dell'ingiusto; fa che tutti gli eretici periscano
immediatamente; sradica, spezza, e distruggi il Regno Orgoglioso;
affrettati
a rendere tutti i popoli soggetti nei nostri giorni."
*****
Esattamente allo stesso tempo, il Venerdì Santo, quel "Prinicipe
dell'Impero
Orgoglioso" di Roma, il Papa, prega e ordina a tutti in tutto il mondo
di
pregare per tutti gli "eretici" e coloro che sono "persi" come segue:
"Preghiamo per i perfidi giudei: che il Signore nostro Dio possa
togliere il
velo dai loro cuori, che possano riconoscere Gesù Cristo nostro
Signore.
"Dio Onnipotente ed Eterno, che non escludi nemmeno gli ebrei dalla
tua
misericordia: ascolta le nostre preghiere che offriamo per la cecità
di quel
popolo che, riconosciuta la luce della tua verità, che è Cristo, possa
uscire dalle sue tenebre, Per Gesù Cristo nostro Signore..."
COME SON BELLI I TUOI PADIGLIONI, O GIACOBBE,
E LE TUE TENDE, O ISRAELE!
(Num.24,5)
EPILOGO
Al gentile lettore:
In questo lavoro, ho citato passi di pochissimi fra i libri talmudici
che
fanno riferimento ai cristiani. Per amore di brevità e per risparmiare
il
cuore sensibile del lettore, ne ho omesso molti altri che avrebbero
potuto
essere inclusi. Questi testi che ho citato, comunque, dovrebbero
essere
sufficienti per dimostrare quanto false siano le affermazioni degli
ebrei
quando sostengono che non c'è niente nel Talmud che insegni l'odio e
l'inimicizia verso i cristiani.
Se lo studio delle orribili bestemie di questo libro dovesse risultare
rivoltante per il lettore, che egli non me ne voglia. Non ho detto,
all'inizio, che avrei narrato qualcosa di piacevole, ma solamento che
avrei
dimostrato ciò che veramente il Talmud insegna sui cristiani, e non
credo
che avrei potuto farlo in maniera più appropriata.
Mi rendo conto, comunque, che, dato che la verità non piace a tutti,
molti
mi diverranno nemici per aver in tal modo testimoniato la verità. Ciò
mi è
stato ricordato sia dalle leggi del Talmud stesso che minaccia di
morte i
"traditori", e ancor più, dagli avvertimenti di coloro che hanno avuto
esperienza delle azioni che gli ebrei intraprendono contro coloro che
rendono note cose a loro sfavorevoli. Hanno tutti predetto che perirò
per
mano degli ebrei. Cercando di dissuadermi dal continuare il mio
lavoro,
alcuni mi hanno pregato di ricordare la sorte del Professor Charini,
che fu
ucciso all'improvviso dopo aver incominciato a tradurre il Talmud in
lingua
vernacolare. Altri mi hanno ricordato la sorte del monaco Didacus di
Vilna,
un convertito dal giudaismo che fu crudelmente assassinato; altri mi
hanno
ricordato di coloro che erano stati perseguitati per aver rivelato
segreti
della religione ebraica. Altri ancora, mi hanno messo in guardia
contro i
pericoli in cui sarebbero incorsi i miei cari. "Wszak ciebie wydzi
zabij"*
mi si ripeteva centinaia di volte.
Il libro che tu ora tieni in mano è la miglior prova che non ho dato
retta
agli avvertimenti dei miei amici. Ho considerato indegno di me stesso
rimanere in silenzio solo per amore della mia sicurezza personale,
mentre il
conflitto imperversa fra i due campi dei "Semiti" e degli
"Antisemiti,"
entrambi dei quali sostengono di combattere per la verità, mentre io
so che
la verità completa non si trova in nessuno dei due campi.
Ma qualsiasi cosa mi succeda a causa di ciò che ho fatto, sarò lieto
di
sopportarla. Sono disposto a offrire la mia vita -
u
CHE IO POSSA TESTIMONIARE LA VERITA' (Gio. 18,37)
I.B. Pranaitis
*****
*"Ma gli ebrei ti uccideranno" - Traduzione polacca -
(Circa il contenuto dell'Epilogo, è tristemente significativo
ricordare che
Padre Pranaitis trovò in effetti la morte come previsto per mano dei
suoi
nemici durante la rivoluzione bolscevica - n.d.r.)
*****
Come pensiero a Maria, nella notte del suo parto di Cristo, vorrei dedicargli
alcuni pensieri:
--
1° pensiero:
--
Io sono Colei che sono ... nella Santissima Trinità
--
rif
--
Subject: Re: APPARIZIONI MARIANE - UNA TESTIMONIANZA PERSONALE
Date: Sat, 18 May 2002 21:16:17 GMT
From: ccp...@libero.it (Claudio Pace)
Organization: [Infostrada]
Newsgroups: it.cultura.religioni
Followup-To: it.cultura.religioni
Il 18 Mag 2002, 17:31, finn...@tiscali.it (gianluca marletta) ha scritto:
>Visto che si stava parlando di "fenomeni" mariani volevo >farvi partecipe
di una mia esperienza personale. Non sò se >avete mai sentito parlare delle
apparizioni mariane del >Santuario delle Tre Fontane, a Roma; bene, in quel
luogo io
>[...]
Ne ho sentito parlare eccome, sono devoto alla Madonna
delle tre Fontane dove imho la Madonna rivelandosi privatmente al
Cornacchiola si defini nel modo piu' bello che poteva definirsi:
"Io sono
colei che sono nella Santissima Trinita'". Una definizione che apre nuovi
spazi teologici nella comprensione della Madre di Dio. Ciao Claudio Pace e
grazie per la testimonianza.
--
2° pensiero
--
Poteva Dio non accennare a Lei nel Suo Nome?
: - )
... vediamo ... vediamo un po' ...
Allora in Ebraico troviamo scritto:
He-Waw-He-Yod
Gli Ebrei leggono da destra a sinistra ...
quindi YHWH
poteva non esserci la Trinità nel Nome di Dio?
Leggendo all'Occidentale (da sinistra a destra) He-Waw-He-Yod
He = Padre (La 5° lettera dell'alfabeto = la Luce, la Luce del Fiat Lux, in
inglese indica Persona)
Waw = & (In Ebraico usata per la congiunzione grammaticale)
He = Figlio (In Ebraico è associata, He, a Window, finestra, possibilità di
guardare (intuire) quindi il Padre dal Figlio)
Yod = Spirito ( La 10° lettera dell'alfabeto = la più piccola, la più
ineffabile,contiene -con il 10- sia il maschile che il femminile)
La lettera Waw richiederebbe però un ulteriore commento:
potrebbe essere a significare
-sia congiunzione grammaticale, di teoria, congiunzione quindi spirituale
-sia congiunzione carnale nel generare, per il lato umano, il Figlio dal Padre
-sia la "Figura" -grazie a Waw- di <Colei che è nella Trinità di He, He, Yod>
Benigni diceva: "... mi garba tanto ... che mo' mi fo' fare da Lei! ..."
Nell'icona del Nome di Dio, YHWH, tra il Padre e il Figlio c'è proprio Lei ...
Colei che può dire: "Io sono Colei che sono ... nella Santissima Trinità".
: - )
P.
[Talmud]
>Sono in grado di postare un documento che ne narra la evoluzione
Documento che fa il paio con i "Protocolli dei Savi di Sion", ad occhio e
croce. Stesso ambiente, stessa epoca, stesse finalità. La ciliegina sulla
torta. Il tuo fanatismo, la tua superstizione e la tua intolleranza ti
rendono parecchio pericoloso, tanto più che hai l'astuzia di nasconderle
dietro una fittizia maschera di amorevolezza e filosofia.
Fortunatamente la verità non è molteplice....
>Fortunatamente la verità non è molteplice....
Allora le vostre sono balle.
> Fortunatamente la verità non è molteplice....
infatti cose come il dualismo "onda-particella"
e altre corbellerie astrofisiche ;-)
sono tutte delle emerite cazzate
;-)
* § A I R S T O R M * §
"Leonardo B." <ge...@preneste.it> ha scritto nel messaggio
news:au7gk3$52ij9$1...@ID-99826.news.dfncis.de...
Mauro Arcisatese wrote:
Confondi oggetto e sua rappresentazione.
Io posso rappresentare una temperatura con termodinamica su base
statistica, o tramite il modello di tutte le posizioni e quantità di
modo delle molecole in modo deterministico.
La temperatura sarà circa la stessa, e a meno dell'errore di misura
introdotto dal modello prescelto (ed esistente _sempre_ a prescindere
dal modello prescelto).
Quindi la temperatura non esisterebbe perché noi non la sappiamo
misurare o rappresentare senza errore?
: - )
O esisterebbero più temperature perché esistono più modelli per
rappresentarla o misurarla?
: - )
No, la temperatura è UNA come la verità che è UNA, ma la quantità di
informazione a nostra disposizione non è infinita, da cui siamo a
esprimerci in modo relativo e a congetturare, grazie alla Logica, che
-pur tuttavia- la verità assoluta esiste fuori della nostra
descrivibilità, come del resto Dio.
P.
> Confondi oggetto e sua rappresentazione.
senti cocco bello
dopo la tua uscita sull'autismo
non ti ritengo un soggetto idoneo con cui conversare.
ciao,
Mauro di Arcisate
Mauro Arcisatese wrote:
Attualmente il termine autismo č utilizzato rispetto al riferimento medico con la
def:
"tendenza, specie nella schizofrenia, del pensiero o della percezione a essere regolati dai desideri o bisogni personali
piuttosto che dalla realtŕ oggettiva".
L'uso da me fatto nel contesto del discorso che riporto qui di seguito, era semantico:
def:
dal greco autňs, suffisso -ismo
"tendenza a chiudersi in se stessi".
I problemi del pensiero e della percezione, non vanno demonizzati.
Partono dalla constatazione che nessuno č -di suo- Dio, e dalla onestŕ di non vedere solo bianco e solo nero.
Quindi mentre magari in U.S.A. se uno non frequenta uno psicanalista č ritenuto una persona di classe non d'elite, in
Italia come si fa riferimento a modalitŕ di percezione e relazione che SEMPRE sono dinamiche e vanno in continuum
rielaborate, sondate, discusse -> sembra di fare un peccato di lesa maestŕ, o -ancor peggio- un oltraggio, solo per un
invito a non chidersi in sč stessi.
Comunque il frammento da te riportato era la risposta a ciň che io dicevo, senza il brano:
--
Cara Divě, ti vorrei dire la mia.
Pensare che il NG, come un qualunque dettaglio dell'universo a tua scelta, non
ci racconti attraverso il micro-cosmos -> il macro-cosmos, č ancora essere
lontani dalla sensibilitŕ che potrebbe parlarti di Dio.
Te lo dico, in amicizia, perché penso tu possa capire e non sentirti offesa.
La stessa pretesa, che il nostro cammino possa esser _nostro_ č un utopia, una
deriva che culmina, spero non per te e per nessun altro, con l'autismo.
--
L'attenzione per gli altri io la chiamo amore, non odio
: - )
Detto ciň, per quello che potrei saperne io, Divě sta meglio di me e di te ...
e il mio era solo un invito al dialogo.
P.
> Attualmente il termine autismo è utilizzato
> rispetto al riferimento medico con la
> def:
> "tendenza, specie nella schizofrenia, del pensiero
> o della percezione a essere regolati dai desideri o
> bisogni personali piuttosto che dalla realtà oggettiva".
no,
"autismo: termine coniato da E. Bleuler per descrivere individui
interiormente assorbiti dalle proprie esperienze interiori
con perdita di ogni interesse per la realta' esterna,
le cose e gli altri. Derivato dal greco autos che significa
se stesso, il termine autismo ha un impiego generico,
e uno specifico riferito ai baambini e distinto dalla
denominazione autismo infantile precoce (...)".
> L'uso da me fatto nel contesto del discorso
> che riporto qui di seguito, era semantico:
> def:
> dal greco autòs, suffisso -ismo
> "tendenza a chiudersi in se stessi".
nel caso dell'autismo infantile
avviene l'opposto, ossia e' il bambino
che non si "apre" al mondo esterno.
concludo rigettando la tua definizione
in particolare sul
"... piuttosto che dalla realta' oggettiva"
visto che con tale definizione un ipotetico
psichiatra ateo "integralista" potrebbe bollare
quale autistica ogni esperienza religiosa :-)
ciao,
Mauro di Arcisate
Mauro Arcisatese wrote:
Controlla lo Zingarelli decima edizione.
Vedrai che non era una "mia" definizione, ma la definizione ufficiale,
senza cambiare una virgola:
--
> "tendenza, specie nella schizofrenia, del pensiero
> o della percezione a essere regolati dai desideri o
> bisogni personali piuttosto che dalla realtà oggettiva".
--
Ed inoltre:
Le parole vanno o non vanno pesate nel contesto in cui sono proposte?
Quindi ti ringrazio dell'occasione di aver provato a chiarire cosa
intendevo.
P.
> Controlla lo Zingarelli decima edizione.
esimio psichiatra o psicologo 'sto Zingarelli.
> Quindi ti ringrazio dell'occasione di aver
> provato a chiarire cosa intendevo.
io ripeto cio' che ti avevo detto allora,
ossia di non offendere chi soffre di autismo
con le tue esternazioni pseudoreligiose.
ciao,
Mauro di Arcisate
Pranaitis non ha alcun credito come ebraista. Lo puoi scoprire qui:
- http://www.geocities.com/Athens/Cyprus/8815/pranaitis.html
Ed è stato confutato più volte, per esempio qui:
- http://www.geocities.com/Athens/Cyprus/8815/exp.html
Se volete leggere cosa c'è nel Talmud e come rispondono gli Ebrei alle
accuse di Pranaitis, potete farlo qui:
- http://www.angelfire.com/mt/talmud/
Se volete leggere un vero esperto russo del Talmud contemporaneo a
Pranaitis, e che alla fine della sua vita si convertì al
Cattolicesimo, dovete leggere Vladimir Sergeevic Solov'ev. Ne ho
parlato qui:
http://groups.google.com/groups?selm=aocgts%24lhd%241%40lacerta.tiscalinet.it
ed in altre occasioni.
Il fatto che il testo di Pranaitis abbia l'imprimatur vuol solo dire
che diceva quello che la gerarchia ecclesiastica dell'epoca voleva
sentirsi dire, non che dicesse la verità. Amicus Plato, sed magis
amica Veritas: è un principio che adotto anche in
news:it.cultura.ebraica .
Buon Anno.