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la natura del direttore d'orchestra (sulla direzione in genere)

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via sarpi

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Dec 22, 2014, 7:02:40 PM12/22/14
to
gli scampoli di conversazione con/su Luz/Logi/Antidirettore/Abbado
mi hanno spinto a rileggere alcuni pezzetti del lebrecht.

Non che cerchi risposte definitive, ma vorrei sentire la vostra.

1- la direzione d'orchestra, l'attività del direttore, la sua figura, il suo ruolo: vi è qualcosa di "non spiegabile" e riconducibile al carisma della persona? gli aneddoti su chi faceva suonare meglio un'orchestra semplicemente entrando nella sala, sono -appunto- aneddoti, o contengono un fondo di verità?

2- la comunicatività di un direttore, la capacità di ottenere ciò che vuole dagli orchestrali: è solo tecnica, capacità didattico/espressiva, duro lavoro durante le prove? o c'è dell'altro di non misurabile? i direttori dal gesto poco chiaro ("attacca quando la mano è all'altezza del terzo bottone del panciotto") e dalle poche parole, come ottengono i bei risultati?

3- direttori che non spiegano molto ma in grado di far sentire gli orchestrali a loro agio: i risultati positivi che ottengono sono dovuti al fatto che gli orchestrali si esprimono più liberamente e quindi danno il meglio? se fosse così allora, dov'è l'idea del direttore? Abbado forse più di altri rientra in questa casistica (Giulini anche?). Ho letto da qualche parte che gli orchestrali non ricevevano tante istruzioni, nessun dettaglio acribico o spiegazione molto precisa. E per questo si sentivano liberi e potevano esprimersi.

4- maestro concertatore vs direttore d'orchestra: anche qui diversi aneddoti di chi sale sul podio senza aver mai visto prima l'orchestra o averci mai fatto una sessione di prove (causa magari sostituzione improvvisa) per ottenere risultati splendidi. E' merito del carisma di cui sopra? della capacità comunicativa del gesto? il concertatore gli fa solo leggere la parte per sgrossare la tecnica?

5- tecnica direttoriale, questa sconosciuta. Cosa si intende per direttore di buona tecnica? che batte bene il tempo? che ha un gesto molto funzionale? e quindi la matitina di Gergiev dal polso frenetico? le sopracciglia di Bernstein ("come avete fatto a sapere di dover entrare se non mi sono mosso?"). E un direttore "Virtuoso" invece (aggettivo che ho sempre sentito riferito a Maazel)?

grazie e buon natale

Luca Logi

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Dec 23, 2014, 1:32:01 AM12/23/14
to
via sarpi <viasarp...@gmail.com> wrote:

> gli scampoli di conversazione con/su Luz/Logi/Antidirettore/Abbado
> mi hanno spinto a rileggere alcuni pezzetti del lebrecht.


1. certamente esiste il carisma del direttore d'orchestra. Ricordo due
casi eclatanti sentiti con le mie orecchie: entrano per le prime letture
rispettivamente Ozawa con la seconda di Mahler e Giulini con
l'incompiuta di Schubert, salutano brevemente l'orchestra ed iniziano a
dirigere. Ed escono maniere di suonare mai sentite in precedenza dalla
stessa orchestra. C'è da dire che i direttori di reale carisma saranno
forse il 20%, gli altri sono onesti professionisti, la cui presenza è
necessaria perché i complessi senza direttore perdono un mucchio di
tempo in prova senza risultati, ma tutto sommato sono intercambiabili
gli uni con gli altri.

2. eh, c'è dell'altro non misurabile. Gli orchestrali di Toscanini
avevano contratti che arrivavano fino a giugno, poi a settembre venivano
riassunti quelli che avevano ben fatto e gli altri sparivano. Gli
orchestrali della Philharmonia di Karajan erano assunti giorno per
giorno e chi sbagliava il giorno dopo non c'era più. Questo garantisce
una straordinaria concentrazione al di là della tecnica direttoriale.
Nelle nostre orchestre stabili non si può più fare, ma in quelle
giovanili si... per questo ho i miei dubbi su chi parla di amicizia e
comunione. Amicizia e comunione ma se fai qualcosa fuori posto alla
prossima stagione sparisci.

3. Ci sono direttori che incasellano esattamente ogni intervento e lo
vogliono suonato come dicono loro, e direttori che lasciano liberi di
suonare le prime parti - questo discorso ovviamente vale solo per le
prime parti, perché i violini devono comunque suonare tutti insieme.
Ambedue i sistemi hanno i loro pregi ed i loro difetti, ed in definitiva
dipendono anche dal valore dello strumentista, e di come lo strumentista
sia stato scelto. Nelle orchestre, per dire, che attingono
principalmente alle scuole locali e dove tutti sono gli allievi dei
predecessori, si possono lasciare libere le prime parti di suonare come
credono, perché tanto il risultato sarà sempre dentro un determinato
stile ed un determinato standard. Sul caso specifico di Abbado, ho letto
anche che molti strumentisti dei Berliner si sarebbero aspettati da lui
più dettagli nelle spiegazioni e quella che da qualcuno veniva percepita
come libertà, altri la percepivano come direzione generica e non
dettagliata.

4. Io ho una teoria, che le orchestre il repertorio lo imparano solo
suonandolo, e che una settimana di esecuzioni di una sinfonia vale
infinite prove della medesima sinfonia. Certo, le letture sono
necessarie per inquadrare le centinaia di problemi che ognuno può avere,
ma l'eccellenza artistica si raggiunge solo con le ripetute esecuzioni
dello stesso pezzo. A questo punto sul podio può salire chi vuole ed il
risultato sarà comunque positivo.

5. Un direttore di buona tecnica ha un gesto chiaro e non equivoco, che
ti comunica le sue intenzioni soprattutto nei momenti dove più facile
sarebbe perdersi - cambi di movimento, snodi essenziali della forma,
punti ritmicamente difficili, rubato di un solista. Una buona orchestra
con un sufficiente numero di prove suona bene anche con un direttore
poco chiaro, ed infinite carriere si sono fatte di direttori poco chiari
che in prova facevano ripetere gli stessi passaggi fino alla noia
("Bravi, bravi. Da capo".) Del resto se osservate una orchestra dal
vivo, magari con un direttore di secondo rango, vedrete come di nascosto
la spalla e le prime parti danno dei piccoli attacchi ai colleghi oppure
chiudono le note per sopperire a quello che non arriva dal podio. - Così
come ricordo di aver suonato io stesso passaggi ritmicamente complessi
semplicemente ignorando quello che veniva sbacchettato e andando insieme
con gli altri. Se avessi alzato gli occhi mi sarei perso.

--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
http://archivarius2.blogspot.it/
http://archivarius2.wordpress.com
http://www.angelfire.com/ar/archivarius

lz

unread,
Dec 23, 2014, 8:18:23 AM12/23/14
to
Il giorno martedì 23 dicembre 2014 01:02:40 UTC+1, via sarpi ha scritto:
> gli scampoli di conversazione con/su Luz/Logi/Antidirettore/Abbado
> mi hanno spinto a rileggere alcuni pezzetti del lebrecht.
>
> Non che cerchi risposte definitive, ma vorrei sentire la vostra.


Rammento solo le posizioni di partenza già buttate qui:
https://groups.google.com/d/topic/it.arti.musica.classica/9oaryucIWCU/discussion

LZ dice che Abbado ha dissolto il mito del direttore d'orchestra ponendosi in maniera anti-autoritaria.

LL dice che Abbado era autoritario.

VS insiste con Muti vs Abbado e Abbado vs Muti.



Che dire, mi viene in mente Yoda:
Grande Guerriero? Aahhh!!! Lui cerca grande guerriero, eh? Sgrunt! Guerra, guerra mai fatto grande nessuno. Plonk!

rossigi...@gmail.com

unread,
Dec 23, 2014, 3:54:06 PM12/23/14
to
Il giorno martedì 23 dicembre 2014 01:02:40 UTC+1, via sarpi ha scritto:
>
>
> 1- la direzione d'orchestra, l'attività del direttore, la sua figura, il >suo ruolo: vi è qualcosa di "non spiegabile" e riconducibile al carisma >della persona?
>
>

Luca è stato molto preciso e ha chiarito diversi punti interessanti. Ovviamente questo è un discorso non facile da esaurire qui su Usenet.

Però Luca ha trascurato troppo il discorso sull'interpretazione della composizione.

Prendiamo Pollini per esempio. Pollini quando suona Chopin o altri, fa molto di più di un qualsiasi direttore di orchestra perché interpreta. E quando interpreta non si pone come medium tra lo spartito e lo strumentista. Si pone invece come medium tra spartito e strumento musicale.

Quando invece a dover suonare è una grande orchestra, ecco che si ha bisogno di un tizio che abbia in mente COME interpretare una composizione.
Ed è qui che c'è quell'elemento di inspiegabilità del direttore d'orchestra. Qui entra in gioco il gusto personale, così come per il pianista o il violinista. Ognuno interpreta a modo suo, come meglio sente.
Qui il direttore è prima di tutto un interprete della composizione, una composizione che "vive" dapprima nella sua mente e poi si cerca di materializzare insieme all'orchestra.
Il direttore, a mio parere, più che bravo a dirigere deve essere bravo a interpretare. Cioè deve essere un artista, uno che ha le idee molto chiare su una precisa composizione.

Se poi il direttore fa fatica a comunicare, a dirigere, è altro discorso, spesso tecnico. Ma quello che non è tecnico è il gusto del direttore. Il direttore (come il solista) deve dare una interpretazione di una data composizione.
Questo è il dato fondamentale.
La composizione scritta, ha una esistenza molto particolare. Esiste sulla carta, è muta. Per trasferire quella composizione sugli strumenti ci vuole una interpretazione. E' impossibile avere due interpretazioni uguali. Magari molto simili, ma non uguali. Cambia sempre qualcosa, una sfumatura.
Qual è l'interpretazione giusta?

Qui il direttore diventa spesso un ricercatore, uno storico della musica. Quindi studia i carteggi del compositore, i suoi scritti, la biografia ecc. In questo modo il direttore cerca di avvicinarsi al compositore e mentre lo fa cerca di farsi ispirare da questi. Quasi a voler chiedere aiuto, indicazioni ulteriori che sullo spartito non compaiono.
Ma lo spartito per sua natura è limitato. Un pianista (un qualsiasi solista) sa bene in che senso lo spartito è limitato. Ed è il limite dello spartito che fa entrare in campo l'interpretazione.

Parliamo di interpretazione perché quella è una delle possibili e non l'unica possibile. Ad essere unica è la composizione ma questa per essere udibile deve essere interpretata.

Tempo fa mi lamentai del fatto che troppi direttori d'orchestra dei nostri giorni si limitano alla musica del lontano passato trascurando quella contemporanea.
Chi oggi si limita al solito Mozart o Beethoven, non fa altro,spesso, che copiare altri. Ormai c'è una tradizione, una usanza, e si suona un po' tutti allo stesso modo Mozart e Beethoven.
Qui il direttore ha poco da dire, diventa un tecnico, uno capace di tenere insieme l'orchestra. Insomma viene meno l'interprete perché ormai si va a far suonare per la millesima volta quel brano.

Diverso invece quel direttore che per la PRIMA volta legge uno spartito, MAI SUONATO. Qui il direttore si mette allo stesso livello del compositore perché è il primo a dover eseguire quel brano.

Chi oggi per es. bravo direttore, capace, vuole dirigere la quinta di Beethoven,ecco, più che con la composizione si deve misurare con la tradizione, con le esecuzioni gia esistenti, cioè registrate.
E costui ci darà la sua versione (interpretazione) di qualcosa che è stato gia centinaia di volte interpretato.

Chi oggi si misura con una nuova composizione fa una lavoro diverso, un lavoro che io apprezzo molto di più. Questo perché si misura con la musica di oggi e cerca di interpretarla nell'oggi.

Muti, Abbado, e tantissimi altri, fanno musica filologica in pratica. Solo che non si dice, non si usano strumenti d'epoca, ma in realtà riportano in vita il lontano passato.

A mio parere invece abbiamo molto più bisogno della musica dell'oggi, cioè di musica del nostro tempo.
Mozart componeva musica per il suo tempo, e chi lo ascoltava era immerso in quel tempo. Noi oggi invece ascoltando Mozart ci immergiamo in un tempo lontano e non nel nostro.
E così capita per ogni compositore del passato.

Invece abbiamo bisogno soprattutto di ascoltare il nostro tempo, il nostro presente e per fare questo bisogna suonare la musica composta di recente.

Faccio un esempio:

All'epoca di Mozart, era più interessante quest'ultimo oppure Monteverdi?
All'epoca di Beethoven, era più interessante ascoltare quest'ultimo o Bach?
Premesso che la musica del passato sia nota, ecco che è quella del presente a dover essere eseguita e interpretata maggiormente.
Di quinte di Beethoven ne abbiamo registrate una infinità, mentre della terza di Jesus Rueada, abbiamo appena una incisione. E stesso discorso per tantissimi altri brani dei nostri giorni.

A volte il direttore d'orchestra più che un artista mi appare un uomo dello star system, un uomo di spettacolo. La differenza tra artista e uomo di spettacolo sta nel fatto che il primo fa arte che può essere anche fine a se stessa, il secondo intrattiene a pagamento, cioè fa spettacolo.

Ma questo ora sarebbe un altro discorso, cioè un discorso di estetica (filosofia dell'arte) ben più difficile di quello che riguarda gli interpreti. Magari possiamo parlarne in un altro thread.

marinmarais

unread,
Dec 24, 2014, 5:38:20 AM12/24/14
to
rossigiovanni ha scritto

<Ormai c'è una tradizione, una usanza, e si suona un po' tutti allo stesso
modo Mozart e Beethoven.

Mengelberg, Toscanini, Walter, Klemperer, Karajan, Hogwood, Norrington: non
ce n'è uno che si assomigli, neanche da lontano.

< Noi oggi invece ascoltando Mozart ci immergiamo in un tempo lontano e non
nel nostro.

Non ti chiedi perchè al 99% degli ascoltatori Mozart risulti più accettabile
dei contemporanei?

<All'epoca di Mozart, era più interessante quest'ultimo oppure Monteverdi?
<All'epoca di Beethoven, era più interessante ascoltare quest'ultimo o Bach?

E infatti oggi si ascolta Tiziano Ferro e Giorgia e non Gino Latilla e
Carla Boni.

<Di quinte di Beethoven ne abbiamo registrate una infinità, mentre della
terza di Jesus Rueada, abbiamo appena una incisione. E stesso discorso per
tantissimi altri brani dei nostri giorni.

Intanto scrivi giusto "RUEDA". Se dopo 200 anni si ascolta ancora la Quinta,
un motivo ci sarà. Di Rueda sto ascoltando il Quartetto III "Islas" . Il
pizzicato a 5' non è lontano da quello dei quartetti di Debussy e Ravel.
Per il resto, e questo vale sia per Rueda che per molti autori
contemporanei, che dicono di nuovo rispetto a quello già detto da classici
del '900 tipo Bartok, Messiaen, Varése, Ives, Britten, Berio, Nono, Maderna,
Stockausen, Ligeti ?
Dei viventi mi sembrano originali Boulez, Rhim e Pärt.

MM

lz

unread,
Dec 24, 2014, 7:27:32 AM12/24/14
to
Il giorno mercoledì 24 dicembre 2014 11:38:20 UTC+1, marinmarais ha scritto:

> del '900 tipo Bartok, Messiaen, Varése, Ives, Britten, Berio, Nono, Maderna,
> Stockausen, Ligeti ?
> Dei viventi mi sembrano originali Boulez, Rhim e Pärt.
>


A Celibidache questa musica non piaceva, anzi la criticava aspramente ritenendola fenomenologicamente anti-musicale. Ricordate quando il Ranapo qui faceva da portavoce di Celi?

Ho visto ieri il video della tv svizzera (anni settanta) dove Celibidacula fa il paragone tra le colonne sonore del cinema horror e la musica del suo tempo. Lol! Un grand'uomo anche quando diceva stronzate. Anche in questo è stato superiore ad Abbado.

marinmarais

unread,
Dec 24, 2014, 10:54:49 AM12/24/14
to
"lz" ha scritto nel messaggio
news:d215e6c7-61bd-4802...@googlegroups.com...

Il giorno mercoledì 24 dicembre 2014 11:38:20 UTC+1, marinmarais ha scritto:

>> del '900 tipo Bartok, Messiaen, Varése, Ives, Britten, Berio, Nono,
>> Maderna,
> >Stockausen, Ligeti ?
> >Dei viventi mi sembrano originali Boulez, Rhim e Pärt.
>

< A Celibidache questa musica non piaceva,

Anche a me - a parte Bartok e Britten - non piace un gran che, ma riconosco
l'originalità di questi musicisti.

< Ricordate quando il Ranapo qui faceva da portavoce di Celi?

Come no...

< Ho visto ieri il video della tv svizzera

non mi hai più detto se hai il video delle prove del Requiem di Fauré.

MM

rossigi...@gmail.com

unread,
Dec 25, 2014, 7:47:32 AM12/25/14
to
Il giorno mercoledì 24 dicembre 2014 11:38:20 UTC+1, marinmarais ha scritto:
>
> Per il resto, e questo vale sia per Rueda che per molti autori
> contemporanei, che dicono di nuovo rispetto a quello già detto da >classici
> del '900 tipo Bartok, Messiaen, Varése, Ives, Britten, Berio, Nono, >Maderna,
> Stockausen, Ligeti ?
>
>
>

Per capire con precisione cosa dicono di nuovo bisognerebbe leggere un libro di storia della musica recente, come quello di Taruskin per esempio.

Tuttavia, brevemente, posso dirti che la musica dagli anni Novanta ad oggi è completamente cambiata. I compositori più bravi hanno usato tutto il materiale precedente (frutto dei tanti esperimenti) per creare una nuova sintesi.

Questa nuova sintesi va oltre il minimalismo e il serialismo. Kyle Gann (storico e compositore americano) parla di totalismo. Ma a mio parere la questione è molto più semplice, addirittura banale.
Ogni bravo compositore degli ultimi venti o trenta anni prende tutto il materiale e lo usa a modo suo.
La tendenza generale è quella descrittiva. Ovvero la musica come strumento per descrivere la realtà umana.
Questo uso è remoto come sappiamo e con Wagner raggiunse una sorta di culmine.

Va anche detto che il cinema ha contribuito molto in questo senso con le colonne sonore. Ma per ogni singolo compositore si tratta di usare i suoni, la composizione per creare nuovi mondi, nuove sensazioni, nuove esperienze sensoriali.

L'inversione di tendenza rispetto al minimalismo e al serialismo è molto netta. Nel caso del minimalismo (americano) si è parlato di neoromanticismo (vedi John Adams per es.).

Rueda con le sue sinfonie si inserisce in questo filone: basta leggere i titoli dei diversi movimenti della terza per esempio.

Quindi fine della sperimentazione, della musica matematica (serialismo integrale) e inizio di una nuova era. Un'era (quella degli ultimi decenni) dove si usa il materiale sperimentato da altri, come Varese piuttosto che Ligeti per esempio.

Quindi è vero che in queste composizioni recenti si possono ascoltare echi provenienti da questi grandi sperimentatori, ma il compositore non fa altro che usare questo materiale per una sua creazione.

Il fine della creazione musicale non è quello di sperimentare ma quello di creare mondi, ambienti, stati d'animo. Cioè la composizione come capace di narrare una storia (fantastica magari) o di suscitare stati d'animo mai esplorati.
E' questo ultimo l'aspetto più innovativo. Non si tratta quindi di accompagnare con la musica delle immagini o una storia già scritta. La musica crea la storia stessa, crea gli stati d'animo stesso.
Non abbiamo qui un copione, un canovaccio sul quale il compositore improvvisa. Il compositore avverte la sua ispirazione e inizia a comporre, sapendo di COMUNICARE.
E comunica emozioni, racconti, storie.
Ma è la tessitura sonora a riuscire nell'impresa.
IN certo senso la composizione trascende le intenzioni del compositore stesso.
Ognuno che ascolta potrà interpretare quel brano come meglio crede, viverlo a modo suo.
La composizione diventa biunivoca, una corrispondenza che di volta in volta si crea con colui che ascolta. Un gioco di interpretazione da parte di chi ascolta che trascende sia il compositore che l'ascoltatore.

Come si nota, alla base c'è una filosofia della musica (estetica) ben più complessa, la quale permette questa visione.
Nel serialismo e minimalismo invece c'era la composizione che viveva sulla carta, come le formule matematiche. La composizione oggettiva dimentica dell'ascoltatore.

Ora però non è che il compositore si curi più di tanto dell'ascoltatore. Ma è egli stesso compositore ad essere ascoltatore.
Un Boulez per es. era poco interessato ad ascoltare, quanto molto più a comporre, come un insieme di formule.
Un Rueda per es. è molto più interessato all'ascolto della sua stessa musica e quindi quest'ultimo si mette in contatto con i suoni che egli stesso ha prodotto.
In questo modo il compositore dei nostri giorni (Rueda per es.) svolge un lavoro sia come ascoltatore che come compositore. Rueda a differenza di un Boulez non sale in cattedra e non mette la sua musica in ambito oggettivo, come si fa con la matematica.

E' per questo motivo che la composizione dei nostri giorni riesce a creare stati d'animo inesplorati, perché è il compositore stesso che li cerca andando ad usare il tanto materiale già esistente.

Per dirla ancora più terra terra, il compositore dei nostri giorni si inventa la musica che vorrebbe ascoltare e però non trova da nessuna parte. La vorrebbe ascoltare per provare nuove emozioni, sensazioni.

Invece Boulez componeva per creare nuovi parametri oggettivi, matematici, relazioni tra note, ritmo ecc.

Inoltre, il centro geografico negli ultimi decenni sembra essersi spostato tra la California e il Giappone. Però con internet tutto è cambiato rapidamento e il centro geografico prossimo lo troviamo on line. Il centro geografico può diventare un sito di un grande compositore per esempio. Oppure un blog di un musicologo.

Va quindi rivista anche la nozione di centro geografico. I compositori possono incontrarsi on line e a poco vale se si vive a New York o a Berlino perché la contaminazione avviene su diversi fronti.

Purtroppo, e concludo, noi tutti ragioniamo ancora con categorie pre-internet, come se fossimo nel 1995 e non VENTI anni dopo!

A noi tutti è richiesto lo sforzo di capire le novità, la rivoluzione in atto e cambiare le categorie, perché se così non facciamo ecco che non capiamo il mondo attuale.
Va bene quindi leggere i libri di storia, capire il passato, ma bisogna fare uno sforzo ben maggiore per capire il presente, dove il presente non è altro che un passato più recente!


rossigi...@gmail.com

unread,
Dec 25, 2014, 8:01:32 AM12/25/14
to
Il giorno mercoledì 24 dicembre 2014 13:27:32 UTC+1, lz ha scritto:
>
>
> Ho visto ieri il video della tv svizzera (anni settanta) dove >Celibidacula fa il paragone tra le colonne sonore del cinema horror e la >musica del suo tempo. Lol! Un grand'uomo anche quando diceva stronzate.
>
>

Tieni presente che stiamo parlando di esecutori. Che sia un Pollini o un Abbado o altri, cambia poco. Il discorso profondo sulla musica lo possono fare solo i musicologi e i compositori.

Non è che siccome uno riesce a suonare benissimo il violino ecco che diventa automaticamente musicologo. Vedi Uto Ughi per esempio:))

lz

unread,
Dec 25, 2014, 10:41:33 AM12/25/14
to
Il giorno giovedì 25 dicembre 2014 14:01:32 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:
>
> Tieni presente che stiamo parlando di esecutori. Che sia un Pollini o un Abbado o altri, cambia poco. Il discorso profondo sulla musica lo possono fare solo i musicologi e i compositori.


E quello sulla fica, il cazzo e il culo solo le pornostar (femmine).


Teomondo

unread,
Dec 25, 2014, 11:10:16 AM12/25/14
to
beh, non solo, ma più dei segaioli :-D

apropò, mi hanno detto che la tipa che flashava il Daniel
era una fan di Langue Langue , ha detto che a lui anzi piace

--
Teomondo Scrofalo

Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti.

rossigi...@gmail.com

unread,
Dec 26, 2014, 3:59:00 PM12/26/14
to
Il giorno giovedì 25 dicembre 2014 16:41:33 UTC+1, lz ha scritto:
Un discorso sulla musica lo può fare chiunque, lo puoi fare perfino tu.
Ma io parlo di discorso "profondo", cioè una analisi ampia e approfondita che porta a scrivere uno o più libri sull'argomento.



lz

unread,
Dec 26, 2014, 6:06:46 PM12/26/14
to
Il giorno venerdì 26 dicembre 2014 21:59:00 UTC+1, rossigi...@gmail.com ha scritto:

> Ma io parlo di discorso "profondo"


27cm

Celibidacula

unread,
Dec 26, 2014, 6:50:26 PM12/26/14
to

Il 24/12/2014 13:27, lz ha scritto:
> Ho visto ieri il video della tv svizzera (anni
> settanta) dove Celibidacula fa il paragone tra le
> colonne sonore del cinema horror e la musica del suo
> tempo. Lol! Un grand'uomo anche quando diceva
> stronzate. Anche in questo è stato superiore ad
> Abbado.

Chi mi ha evocato?

turdusmerula

unread,
Dec 27, 2014, 5:42:25 AM12/27/14
to
Celibidacula ha scritto:

|
| Chi mi ha evocato?
 
Il ritorno ci fa ringiovanire assai.
E certo non peggiora il linguaggio.
--
__________
turdusmerula

lz

unread,
Dec 27, 2014, 6:43:22 AM12/27/14
to
Il giorno sabato 27 dicembre 2014 11:42:25 UTC+1, turdusmerula ha scritto:
>
> E certo non peggiora il
> linguaggio.


STRONZATE, STRONZATE... - anche i grandi personaggi della storia della musica fanno la cacca: mozartianamente, se vuoi, ma la fanno, e talvolta la usano come condimento del loro pensiero intellettuale. Eppoi, qui dalle mie parti è conservata una delle scatolette del Manzoni... Non posso fare a meno di pensarci ogni volta che leggo, vedo, sento qualcosa di STUPIDO.

lz

unread,
Dec 27, 2014, 7:00:03 AM12/27/14
to
Il giorno sabato 27 dicembre 2014 00:50:26 UTC+1, Celibidacula ha scritto:
>
> Chi mi ha evocato?

Credevo CELIBIDACULA fosse un intercalare cine-horror-direct ad opera dell'UCCELLO PREISTORICO che ogni tanto vola da queste parti. In particolare credevo fosse una specie di presa in giro al pontificare celibidachiano di Ranapo aka Raf Nap. Sarà stato un incubo porno-horror.

Cmq, se sei della famiglia, quando ho visto quel video non ci credevo: Celi che cade così rovinosamente nel tentativo di affossare la musica del suo tempo prendendo come elemento critico-fenomenologico colonne cine-horror da b-movie.

lz

unread,
Dec 27, 2014, 7:24:40 AM12/27/14
to
Il giorno mercoledì 24 dicembre 2014 16:54:49 UTC+1, marinmarais ha scritto:
> "lz" ha scritto nel messaggio
>
> < Ho visto ieri il video della tv svizzera
>
> non mi hai più detto se hai il video delle prove del Requiem di Fauré.
>


Il filmato della BBC con la LSO? YES. Volevi dirne qualcosa in particolare?

marinmarais

unread,
Dec 27, 2014, 10:35:08 AM12/27/14
to
"lz" ha scritto nel messaggio

<Il filmato della BBC con la LSO? YES. Volevi dirne qualcosa in particolare?

Niente di speciale. Solo che lě mi pare dia il meglio.

MM

Archaeopteryx

unread,
Dec 27, 2014, 2:19:20 PM12/27/14
to
> Credevo CELIBIDACULA fosse un intercalare
> cine-horror-direct ad opera dell'UCCELLO PREISTORICO
> che ogni tanto vola da queste parti. In particolare
> credevo fosse una specie di presa in giro al
> pontificare celibidachiano di Ranapo aka Raf Nap. Sarà
> stato un incubo porno-horror.


Bei tempi col Ranapone, vero? :)


--
There are three kinds of people in the world.
Those that can count, and those that can't.

turdusmerula

unread,
Dec 27, 2014, 6:14:47 PM12/27/14
to
lz ha scritto:

 
A parte la cacca in scatola e gli allocchi che l'hanno pagata come cimelio d'artista, ma qui saremmo OT e io di quell'arte ne so ancor meno che di musica, una voloce scorsa negli archivi usenet ha rivelato che ci fu un "Celibidacula" che scriveva qui di musica. Ma sono esperto ion ricerca e non ho la minima idea di chi fosse allora nè di chi oggi usi quel nik.
Ma non mi interessa.
A costo di annoiarti direi però ancora che di tutto si può parlare anche senza usare il linguaggio che a te pare scappi dalla tastiera spesso.
 
Ciao, e buon anno.
Che dalle tue parti dovrebbe essere anche più piacevole (climaticamente e paesaggisticamente) del nebbioso hinterland milanese.

--
__________
turdusmerula

rossigi...@gmail.com

unread,
Dec 28, 2014, 3:05:23 AM12/28/14
to
Il giorno domenica 28 dicembre 2014 00:14:47 UTC+1, turdusmerula ha scritto:
>
>
> A costo di annoiarti direi però ancora che di tutto si può
> parlare anche senza usare il linguaggio che a te pare scappi dalla tastiera
> spesso.
>
>  


Se hai la pazienza di seguire meglio quello che scrive, noti che il problema è di contenuti più che di stile o di forma.

E' probabile che certo linguaggio colorito serva proprio per nascondere la pochezza dei contenuti.
Il contenuto che lui propone a tutti noi è del tipo: mi piace, non mi piace.

Riferendosi ad ogni argomento, tema, frase, lui si limita a dire mi piace oppure non mi piace.
AL posto del "mi piace" sostituisce espressioni serene, al posto del "non mi piace" sostituisce un linguaggio colorito, cioè espressioni rabbiose.

Prova a leggere qualche suo post (prendine uno a caso) e sostituisci al posto delle espressioni rabbiose il non mi piace. Al posto delle espressioni serene, il mi piace.

In pratica lui non fa altro che dire a tutti noi quello che gli piace e quello che non gli piace. Non va oltre.
Se qualcuno lo spinge ad andare oltre, inizia ad aggredire verbalmente.

In conclusione, quello che potrebbe infastidire non è la forma, il linguaggio colorito, ma l'incapacità ad andare oltre.




turdusmerula

unread,
Dec 28, 2014, 4:22:27 AM12/28/14
to
>
> Se hai la pazienza di seguire meglio quello che scrive, noti che il
> problema è di contenuti più che di stile o di forma.
>
> E' probabile che certo linguaggio colorito serva proprio per
> nascondere la pochezza dei contenuti.
> Il contenuto che lui propone a tutti noi è del tipo: mi piace, non mi
> piace.
>
 
Grazie per il tentativo di spiegazione, il quale pure andrebbe discusso ( ma non ne vedo qui il caso, nè avrei titolo per farlo)
Scontato che tutti abbiamo le nostre preferenze e che non sempre riusciamo o vogliamo motivare analiticamente.
Io in musica non vado molto più in la del mi piace, raramente uso il NON mi piace, spesso dico "mi interessa, anche se non conosco bene".
Con lz in particolare uso il Mi interessa, quando propone le sue preferenze per la musica post-romantica/moderna; grazie a lui ho "preso interesse" a campi musicali prima ignorati.
Credo che sia quasi un decennio che seguo quel che scrive sotto una serie di nick che via via ha modificato pur rendendosi sempre riconoscibile fin dal luogo dove abita.
Forse perchè ritengo che anche questo ng sia un luogo di dialogo, mi secca l'uso di terminologie da caserma che normalmente non si userebbe parlando di persona.
Tutto qui.
Buone feste a tutti......o forse mi ripeto?
--
__________
turdusmerula

rossigi...@gmail.com

unread,
Dec 28, 2014, 5:33:34 AM12/28/14
to
Il giorno domenica 28 dicembre 2014 10:22:27 UTC+1, turdusmerula ha scritto:
>
>
> Credo che sia quasi un decennio che seguo
> quel che scrive sotto una serie di nick che via via ha modificato pur rendendosi
> sempre riconoscibile fin dal luogo dove abita.
>
>

Io invece non l'ho mai seguito. E' lui che ha seguito me, leggendomi e intervenendo.
Ma non ne faccio un problema di forma ma di contenuti.

Seguo per es. questo blog per quanto riguarda la musica contemporanea: http://ettoregarzia.blogspot.it/

Ciao


turdusmerula

unread,
Dec 28, 2014, 8:03:10 AM12/28/14
to
> Ma non ne faccio un problema di forma ma di contenuti.
>
> Seguo per es. questo blog per quanto riguarda la musica
> contemporanea:  http://ettoregarzia.blogspot.it/
>
 
Ho dato una veloce scorsa al blog. Credo che superi le mie capacità.
Però mi segno il link, si sa mai....
Ciao.

--
__________
turdusmerula

lz

unread,
Dec 28, 2014, 6:56:43 PM12/28/14
to
Il giorno domenica 28 dicembre 2014 00:14:47 UTC+1, turdusmerula ha scritto:
 
>
> A parte la cacca in scatola


In sostanza, per noi, può voler dire che anche un Beethoven ha prodotto qualche "stronzata", firmata a suo nome e come tale diventata musica d'arte. Se non sbaglio Gould a suo tempo espresse un concetto simile.

> un "Celibidacula" che scriveva qui di musica.


Un fake creato dal Signor Steinway nel 2009 per sfottere Ranapo.

via sarpi

unread,
Jan 5, 2015, 2:44:53 AM1/5/15
to
On Tuesday, December 23, 2014 1:02:40 AM UTC+1, via sarpi wrote:

> chi faceva suonare meglio un'orchestra semplicemente entrando nella sala

ho letto questo aneddoto diverse volte, ma a chi si riferiva? Nikish? von Bulow? Mahler? altri?

via sarpi

unread,
Jan 7, 2015, 2:41:57 AM1/7/15
to
e daglie, IAMC, aiutami

lix

unread,
Feb 4, 2015, 12:05:24 PM2/4/15
to
via sarpi wrote:

> la comunicatività di un direttore, la capacità di ottenere ciò che vuole dagli orchestrali

https://www.youtube.com/watch?v=GMQRRFVwpZs

lix

unread,
Feb 4, 2015, 12:56:16 PM2/4/15
to
...immenso direttore d'orchestra...ma una cosa lo ha reso
un grande Musicista: amava i suoi contemporanei...Dallapiccola..
..Maderna..Nono..Stockhausen..Xenakis...l'esperienza di Darmstadt..la
musica elettronica..

...per dirla tutta: chi e' sordo alla grande Musica d'Arte del '900
(di cui sopra) imho non puo' proprio essere un musicista.
Senza eccezioni.





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