Il 07/06/2013 12:59, cometa_luminosa ha scritto:
> On Jun 7, 12:34 am, "Tommaso Russo, Trieste" <
tru...@tin.it> wrote:
>
>> *Cominciamo* col riempire d'acqua un tubo *praticamente indeformabile* e
>> tapparlo alle estremita' con tappi anch'essi indeformabili; e
>> immergiamolo in un termostato a, diciamo, -3,16 C (o 270 K). Durante il
>> raffreddamento, parte dell'acqua inizia a gelare, la pressione aumenta e
>> *contrasta* la formazione di ulteriore ghiaccio; lo stato dell'acqua
>> segue la curva di coesistenza delle fasi liquida e solida,
>
> Per quale motivo? L'acqua non si trova in equilibrio con il ghiaccio,
> durante quel processo.
E' proprio quello che deve succedere.
Quando immergi il tubo, diciamo a 1�C, nel termostato, l'acqua comincia
a raffreddarsi lentamente e in modo non uniforme: ogni volumetto d'acqua
seguira' l'isobara a 1 bar con un suo proprio stato istantaneo.
Pensa a una "collanina" di stati istantanei che si spostano dal punto
(1�C, 1 bar) verso sinistra, con velocita' diverse: piu' rapidamente
quelli a contatto con il tubo, piu' lentamente quelli centrali.
Quando un volumetto supera la curva di coesistenza non succede niente,
perche' l'acqua tollera un po' di sovraraffreddamento, mo dopo che si e'
inoltrato per un po' nella regione Ih, ghiaccia. Ma cosi' facendo
aumenta il suo volume del 20% circa, e, data l'ipotesi di
indeformabilita' del contenitore e la scarsa comprimibilita' dell'acqua,
la pressione aumenta di parecchio (e aumenta "contemporaneamente" in
*tutta* la massa d'acqua). Tutta la collanina viene ad essere spostata
verso l'alto, su un'isobara a pressione superiore: gli stati dei
volumetti che si trovavano ancora nella regione "liquido" si allontanano
dalla curva di coesistenza, quelli che l'avevano appena oltrepassata ma
i cui volumetti non erano ancora ghiacciati le si avvicinano -
prolungando lo stato di metastabilita' - o anche la rioltrepassano
tornando nella regione "liquido". Il procedimento riprende, e alla fine,
raggiunto l'equilibrio anche termico a -3,16�C, tutti gli stati si
trovano sullo stesso punto, a 270 K e 150 bar. Solo che alcuni di loro
"provenivano" dalla regione "ghiaccio Ih", e sono ghiacciati; altri
dalla regione "liquido", e sono liquidi.
In che rapporto? Data l'ipotesi di incomprimibilita' del contenitore,
l'aumento di volume dei volumetti ghiacciati deve essere compensato
dalla diminuzione in volume dell'acqua compressa a 150 bar. E' la
pressione in fondo a un oceano profondo 1500 m. Dato che il modulo di
compressibilita' dell'acqua e' di circa 5*10^-10 Pa^-1, il suo volume e'
diminuito dello 0,7%, che deve corrispondere ad un aumento del 20% del
volume dell'acqua ghiacciata. Piu' o meno, il ghiaccio e' il 3,5% del
totale.
Se il contenitore puo' deformarsi elasticamente, ovviamente l'equilibrio
viene raggiunto a pressione inferiore, magari vicina a quella
atmosferica, e in tal caso tutta l'acqua gela, come nelle bottiglie di
plastica messe nel freezer. Il calcolo l'ho iniziato, e' un po'
bibbioso. L'esempio che hai dato tu, di tubo con pareti molto spesse che
si *comprimono*, e' interessante ma presuppone che lo stesso cilindro
d'acciaio sia rinchiuso in un contenitore indeformabile: altrimenti le
pareti anche si dilatano, elasticamente, per la tensione indotta dalla
pressione interna. Che puo' raggiungere il limite di snervamento e poi
di rottura.