Caro Renzo,
a seguito del aver riportato a lettera aperta di Chess Projects su questo sito e delle segnalazioni ricevute della presenza di commenti inerenti alla stessa ed a altre due argomenti che coinvolgevano la nostra associazione ho scoperto l'esistenza di questo spazio e dunque da alcuni mesi ho cominciato a prendere visione di quanto scritto.
Non è mia intenzione fare polemica o almeno non troppa (perché sai dopo tanto silenzio qualche sassolino da togliere ce l'ho) ne riaprire argomenti ormai francamente superati e nemmeno rispondere a certi commenti sprezzanti postati da chi probabilmente presumeva di poterlo fare senza pagarne dazio vista l'assenza di una controparte che potesse leggere e replicare.
Preferisco invece fare chiarezza su alcuni aspetti e infine commentare alcune tue affermazioni, spero di riuscire a farlo in modo costruttivo perché questo sarebbe l'intento.
Partiamo da fatti e chiarimenti, il tutto provando a procedere in ordine cronologico:
1. Non sempre ho condiviso quanto il famigerato Ezio Montalbini ha espresso in termini di forma mentre molto spesso (che non vuol dire sempre ma appunto molto spesso...) ne ho condiviso i contenuti. In certe occasioni ho condiviso anche la visione su come dovrebbero essere le cose in altre no, o almeno in forma meno drastica di come da lui auspicato. Alla fine però stringi stringi le problematiche evidenziate da M. sono reali e avrebbero richiesto dialogo e confronto invece che il muro contro muro.
2. Concettualmente sono d'accordo che il settore arbitrale debba essere indipendente e sovrano, il problema è quando il settore arbitrale pretende di esserlo andando a varcare i confini della propria sola sfera ed entrando in altre sfere ovvero quella politica, competenza della FSI, o quella economica delle manifestazioni, competenza dell'organizzatore di turno degli eventi. Purtroppo questo è quello che la CAF dimissionaria ha fatto, a mio avviso in modo consapevole e voluto, negli ultimi 3 o 4 anni. I risultati si sono visti dunque seppur ovvio che questi signori abbiano convenienza a far risultare gli altri come i soli responsabili e prevaricatori, è altresì ovvio che loro sono i primi a doversi assumere le responsabilità dello stato attuale e della frattura che si è venuta a creare. Questo naturalmente non significa che siano i soli ma...chi semina vento, raccoglie tempesta. Il problema è quando il conto della tempesta lo debbono pagare tutti.
3. Non è affatto vero come più volte è stato tentato presentare (soprattutto a chi non sa e legge e ascolta una sola campana...) che improvvisamente la FSI abbia chiuso le porta in faccia al mondo arbitrale rifiutando ogni soluzione condivisa o dialogo. Quanto è avvenuto, ed io sono convinto che tu sia a conoscenza di fatti sufficienti per pensarla in modo similare, perché frutto sia di un processo progressivo di allontanamento fra vertici del settore arbitrale ed FSI durato anni, sia a causa rifiuto da parte del secondo di aprire un tavolo di discussione costruttivo con la stessa e con gli organizzatori. Certamente vi è chi insorgerà negando e dichiarando il contrario ma la realtà è che finche si era convinti di poter conservare il potere grazie alla passività della FSI e dei giocatori e alla divisione degli organizzatori ci si è ben guardati dall'aprire qualsiasi canale per un confronto costruttivo e si è proceduto sempre e comunque con il potere istituzionale della carica ricoperta. Le cose sono cambiate improvvisamente quando il consiglio federale ha fatto quello che evidentemente non ci si aspettava ovvero ha messo in dubbio l'intero impianto di regole costruito a sostegno di quella visione assolutistica.
Come non è vero che gli organizzatori, Montalbini incluso, improvvisamente abbiamo aperto guerre e faide per soli motivi personali. Se si è arrivati lì è per una serie di accadimenti e prese di posizione sviluppate su almeno 3 o 4 anni che li hanno portati a comprendere con quale visione miope e egocentrica avevano a che fare. Questo lo posso testimoniare in prima persona perché l'ho vissuto anche (vuol dire "non solo") con tutta quella serie di esperienze raccontate, infine, nella lettera aperta.
4. I soggetti arbitrali presenti su questo sito appartenenti alla CAF hanno più sostenuto che tutto quanto hanno fatto e con particolare rilevanza in merito alle linee guida per le designazioni è stato fatto secondo le regole. Qualcuno dice il contrario ? Ma questo è sufficiente per valutare tali scelte come positive per il nostro movimento ? E chi le ha fatte queste regole ? Chi ha modificato la visione dell'interazione designatore/organizzatore in uso in precedenza ? Chi ha scelto che in caso di qualsiasi diversità di opinione il criterio principe fosse sempre e indiscutibilmente "la discrezionalità del designatore" ? Tutto questo sottolineando che tradotta questa significa in pratica fare quello che si vuole e per esempio decidere che l'arbitro per una manifestazione debba per forza essere quello perché lombardo e non quell'altro perché trentino o che un arbitro designato possa essere sostituito in una manifestazione, ma solo da un appartenente alla CAF. Alla prova dei fatti la *discrezionalità* è anche questo.
E chi pretende di essere investito di un tale potere decisionale non sarebbe opportuno che si presentasse al di fuori da ogni possibile conflitto o condizionamento e non arbitrando del tutto o lo facendolo solo in eventi regionali e dunque di minor rilevanza istituzionale ?
4. Ho letto svariati commenti in questo spazio relativi alla lettera aperta da noi pubblicata ma in conclusione NESSUNO che sia entrato in merito ai fatti per contestarli o per esprimere valutazioni sostanziali (non strumentali su aspetti marginali). Si è preferito invece, attaccarsi alla pagliuzza evitando così di doversi confrontare con il resto.
Il solo che ha provato ad entrare nel merito è stato l'arbitro Santandrea...(probabilmente perché gli fischiavano le orecchie) e per che cosa ? Per dire che in una certa fase (breve peraltro!) era in carica come segretario e non come designatore (come se tutto il narrato ruotasse intorno solo alla sua sola persona...) o per dire che secondo un certo arbitro X egli è in termini di valutazione assoluta un bravo e preparato arbitro (perché questo significano le frasi inglesi che ha riportato, non altro inerente alla conoscenza della lingua inglese )? Insomma tutte cose molto centrali al tema...
5. Nonostante le conclusioni strumentali riportate in questo spazio secondo cui Chess Projects avrebbe rinunciato ai CS 2014 per motivazioni legate a pressioni esterne e questioni legate al mondo arbitrale, le cose stanno ben diversamente; va ben chiarito che solo un pazzo potrebbe rinunciare ad una manifestazione che richiede 6 mesi di lavoro e ha quel prestigio, quei rischi e anche quei potenziali guadagni, se le cose vanno bene, o quelle perdite se le cose andassero male, per cosa ? Per motivazioni inerenti al mondo arbitrale. Ma per favore!
Permettimi di dire che questa è una cartina tornasole di menti annebbiate che avrebbero bisogno di riconsiderare la propria scala dei valori ma anche quelle che sono le priorità nel mondo degli scacchi...dove l'arbitro ed anche l'organizzatore, ed anche il dirigente arrivano dopo (ma dopo dopo dopo...!) i giocatori, soggetti imprescindibili senza i quali non vi è nulla da arbitrare, nulla da organizzare, nulla da dirigere.
Tornando dunque a noi se si è abbandonato è per due motivi molto gravi, il primo è di carattere personale ed inerente alla salute del nostro vicepresidente che proprio in quel periodo è stato vicino a lasciarci definitivamente, il secondo è stato per una questione finanziaria legata ad un soggetto locale coinvolto nell'operazione che ha a causa della propria condizione ha obbligato gli altri soggetti a rimettere in discussione l'intero impianto finanziario e fiscale della manifestazione.
In conclusione cosette da poco!
6. Nonostante il messaggio postato molto inopportunamente (visto il ruolo e la tempistica) dall'arbitro De Angelis e di alcune discutibili valutazioni in esso contenute, le finali regionali dei campionati studenteschi della Lombardia si sono svolte, si sono svolte a Milano con l'organizzazione di Chess Projects, si sono svolte con ottimo successo organizzativo e arbitrale, si sono svolte con il record italiano di partecipazione, ovvero circa 440 partecipanti.
Questo dovrebbe far riflettere molti su una cosa...mentre ci si litiga intanto il mondo va avanti e se non ci sarà a organizzare Tizio, ci sarà Caio, se non ci sarà arbitrare Lorenzo, ci sarà Adolivio. Tutti possono essere importanti ma nessuno è indispensabile!. Il tutto senza dimenticare che a i bambini, futuro del nostro movimento, delle nostre beghe interessa (per fortuna!) veramente nulla.
7. Che molta gente, presumibilmente arbitri, potrebbe essersi cancellata da qui non per paura di rappresaglia (come ha scritto qualcuno) ma perché stufa di assistere a polemiche senza fine, accuse, litgi, discussioni interminabili dove si preferisce molto spesso attaccare il marginale dribblando il sostanziale, sovente per non dover fare un semplice passo indietro.
8. Da parte mia e di Chess Projects ci sarà sempre una porta aperta a intavolare un tavolo di confronto con altri soggetti, a patto che questi insieme ad un minimo di autorevolezza abbiano l'intenzione di mettere in discussione criticamente il passato, analizzare serenamente il presente, porre le basi per costruire un futuro, questa volta non imposto ma condiviso.
Adesso alla luce di tutto questo posso rispondere alle tue osservazioni:
- No non siete stati rinchiusi nello sgabuzzino, c'è chi vi ci ha accompagnato nello sgabuzzino con le proprie scelte e la propria visione e voi l'avete lasciato fare e incompresibilmente vi siete indignati perché altri ne hanno messo in dubbio tale visione, presumendo che il farlo significasse sminuire il ruolo dell'arbitro e non contestare quella specifica visione perché deleteria per tutti.
Basta poco però per uscirne, basta chiedere il rispetto che il vostro settore è giusto esiga e l'indipendenza tecnica (finche si rimane all'interno del proprio ambito, diversamente richiede l'essere concertata) ma allo stesso tempo è necessario farlo ammettendo che non è attraverso la strada che si era intrapresa che lo si otterrà e soprattutto che potrà essere ottenuto solo dimostrando di saper svolgere il vostro ruolo in armonia con gli altri soggetti del movimento scacchistico italiano.
- Il commissario sta operando come ritiene più opportuno perché questo è parte peculiare della sua figura, d'altronde anche la CAF precedente operava come riteneva più opportuno, spesso all'interno di norme regolamentari che lei stessa aveva creato (le famose linee guida) e che non erano state consegnate da Mosè. Prima andava bene e adesso no ? Altra questione...il tempo. Basta leggere tempistiche e contenuti dei messaggi postati per verificare che si è sparato a zero in modo veramente strumentale su questo commissario, sin dal giorno dopo quello che era stato eletto. Nel farlo si è però dimenticato che prima di arrivare alla frattura creatasi fra gli organizzatori, la CAF dimissionaria e la FSI ERANO passati ANNI... Anni in cui gli organizzatori hanno dovuto assistere a decisioni che non condividevano, prese da altri in modalità assolutamente unilaterale. E sottolineo ANNI!
- Se il CF ha il potere di farlo, ci devi stare...come si pretendeva che gli altri facessero lo stesso con il vertice del settore arbitrale. Se non piace quello che intendono fare i modi sono due, o convincere il CF tramite il dialogo che non ha considerato certe cose e che dovrebbe operare diversamente oppure aspettare le elezioni e votare un diverso CF.
- Non è un po' presto per prendere due casi di designazioni del Commissario e trasformarli in una tendenza ? Comunque sappi che se mi mandasse un arbitro di Torino a Gallipoli come secondo arbitro mi lamenterei allo stesso modo che feci allora (finendo prima ignorato e poi segnalato al procuratore federale...il quale purtroppo per qualcuno dichiarò che in democrazia uno è libero di esprimere la propria opinione finche non offende gli altri).
- Conclusione se Montalbini è un minimo saggio prima di sparare addosso al nuovo Commissario, arrivato da due mesi, aspetterà di vedere come si comporta quest'ultimo su un periodo più lungo. Il tutto ricordando che il commissariamento l'ha scelto il settore arbitrale e che un commissariamento è una condizione di emergenza dunque richiede un po' più di pazienza e di attesa in più rispetto alla normale amministrazione.
- Non è tornato tranquillo per nulla ma almeno si è vista messa da parte una politica di prevaricazione di un settore sugli altri per un tentativo di riavvicinamento e pacificazione anche a costo di vivere sotto una monarchi, si spera illuminata, per un certo periodo.
- Sull'ultima affermazione non sono in grado di esprimermi, ribadisco solo che la scelta che dovete/dobbiamo fare è quella di decidere se uscirne provando a collaborare CON gli altri attraverso la condivisione e l'essere costruttivi o se rifugiarsi nel ritenersi perseguitati e dunque, giustamente, nel dover combattere per abbattere un soggetto che detiene il potere che non si ritieni meriti di essere tale. A volte in politica questo si chiama rivoluzione.
Saluti,
Matteo Zoldan
p.s. non solo organizzatore internazionale...ma anche arbitro regionale