un servizio pubblico che diventa un taglieggiamento

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tiziano cardosi

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Dec 22, 2025, 11:45:39 AM (11 days ago) 12/22/25
to no tav gruppo
Ecco cosa diventa un servizio pubblico quando entra nel cosiddetto
"mercato".
Articolo allegato
natale fs.png

Andrea Ziffer

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Dec 23, 2025, 4:32:04 PM (9 days ago) 12/23/25
to tiziano cardosi, no tav gruppo
Non sono d'accordo con il tono dell'articolo.
La capacità di trasporto della rete non può essere aumentata oltre un certo limite, quindi se la domanda eccede l'offerta in qualche modo qualcuno deve rimanere al palo.
La selezione in base al costo del biglietto può essere ingiusta, ma dobbiamo esaminare le alternative.
Click day? Tutti in ansia davanti allo schermo per sapere il proprio destino? Con buona pace di chi non è in grado di provarci?
Sorteggio? Dovrebbe essere creato un sottosistema che raccoglie tutte le prenotazioni e qualche settimana prima produce l'elenco dei fortunati.

Per mia esperienza personale posso dire che una volta ho viaggiato il 31/12 sera, treno vuoto e prezzo minimo.
Buon Natale a chi riesce a partire come desiderato, e sopratutto a chi decide di rimandare il viaggio a momenti migliori. 

Andrea Ziffer


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tiziano cardosi

unread,
Dec 23, 2025, 4:52:44 PM (9 days ago) 12/23/25
to Andrea Ziffer, no tav gruppo
A parte l'articolo quel che accade nei periodi di punta è lo stessa che ho conosciuto fin dagli anni '70, molta domanda, offerta insufficiente. La differenza con il servizio ferroviario dopo la privatizzazione è che il ricorso a treni supplementari è minimo, ma soprattutto si affida al costo del biglietto la selezione di chi può o non può partire, prima le tariffe erano pensate soprattutto a garantire mobilità con prezzi contenuti e chi prenotava prima aveva diritto ad un posto; adesso è il censo che decide. Il tema delle tariffe e delle offerte di viaggio in treno sarebbe da esaminare approfonditamente, le confesso che adesso mi pare che le FS siano più una società di costruzioni che non di trasporto.
Ricambio volentieri gli auguri, io che per fortuna non ho bisogno di spostarmi in questo periodo.
Tiziano Cardosi

p.s. ho lavorato nelle ferrovie nel periodo in cui il trasporto sulla lunga distanza era affidato alle "frecce del sud", non a quelle rosse, c'era un mondo di migranti che tentava di tornare a casa almeno per le feste, spesso era un grande caos con treni superaffollati, ma era un servizio pubblico a disposizione di tutti; allora chi poteva permettersi costi sostenuti usava l'aereo, oggi pare il contrario. Ci vorrebbe un bravo sociologo per decifrare il significato di questi mutamenti
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