20:11 sab11gen2014 (vedi signature)
e per terra un po' di scatole, non vuote ma piene di qualcosa,
poichᅵ i piedi di lei poggiano con le punte sulle scatole
(usenet newsgroup : se vedi incompleto questo messaggio,
cerca altrove in rete o usa un newsreader)
Controllo i vari newsgroup sul newsreader e passo a
dare un'occhiata anche a questo qua praticamente morto.
Dopo tanto tempo, ho deciso di scrivere qualcosa, poco ma qualcosa.
Perchᅵ se no, altrove, mi riservano la solita gara di silenzio o di
cinismo, perchᅵ non solo non vogliono parlare di queste cose, ma
sembra proprio che ci sia pure qualcosaltro dietro, vai a sapere.
Le questioni di sesso servono ad alimentare un mercato e arricchire
un po' dimafia e "stipendiare" i loro picciotti, ma guai a parlarne.
Cioᅵ: di un libro, o di un film, o di una musica, o canzone... fiori,
piante, animali domestici... negozi, acquisti... famiglia o lavoro...
e tante altre cose... ne parlano... e si scambiano sensazioni e
suggestioni, e dicono aaaaaahhh, cos'ho provato qui e cos'ho
provato lᅵ... e tu cosa ne pensi, e qui e lᅵ... e cinguettano
tra loro come ebeti parlando delle loro cosine e vagheggiando.
Poi, di punto in bianco arriva il sesso. Con un tonfo sordo,
come un piombo nel fango. E comincia lo strazio. Odio e cinismo
e tutto quanto di avverso sia possibile. Delicatezza, sensibilitᅵ,
fantasia, non esistono. Non si cinguetta, ma si sibila e si ringhia
come demoni violati nel loro amato inferno. Spariscono i modi soavi
e i sorrisi dolci, e comincia l'indurimento e l'isteria, i toni finti
e carichi di odio e di fastidio. Le parole dure e spicce e pronte
all'uso, e ilcazzo, e lafiga, e sitromba... E il fare dissuasivo,
cose del tipo "bene! allora quando si comincia?", o del genere
"e devi aver fatto molta pratica da solo"... e altro ancora...
Il tutto per liquidare e archiviare alla svelta il brutto incomodo
e il suo relatore, e ritornare alle cose soavi dei mieicoglioni.
No, ma ci sono anche la disillusione, la delusione e la noia,
qui perᅵ devo essere piᅵ preciso e citarne una dall'archivio:
"[...]quando si fa sesso si vuole/deve lasciare tutto il resto fuori."
"Tanto non ce la fai, ci entra tutto lo stesso (non capire male)".
E quindi eccomi qua, presso il vostro asilo di fantasticanti della
mutua, voi che non sareste una filiale di quell'inferno. Facciamo finta.
Penso che anche a voi piacciano le vostre cose e non quelle di altri,
ma facciamo finta. Sᅵ, facciamo finta che questo newsgroup non sia
diventato deserto perchᅵ erano in pochi che se la suonavano e cantavano
incuranti degli altri... e alla fine hanno esaurito i finti argomenti.
(Sono simpatico.) Ora, io lo so, che vorreste la bravura e la
suggestione del solo-testo e niente immagini a corredo, ma...
dovrei scrivere tante righe soltanto per descrivere com'ᅵ
fatta lei, l'ambientazione, eccetera... e a quel punto, sai...
Un po' come dopo aver scritto questa premessa, mi son giᅵ
dimenticato cosa volevo scrivere e mi ᅵ passata la voglia.
Sᅵ, sᅵ, lo so... dovevo scrivere prima il testo-bozza della
parte principale, e invece la premessa soltanto alla fine...
Vediamo se mi ricordo qualcosa. Era... Dolcezza e intimitᅵ. E comfort.
E poi... trovare un giorno, un pomeriggio... O magari anche tutto un
fine settimana. Ma comunque un pomeriggio. L'idea del pomeriggio.
Sai quei pomeriggi che c'ᅵ nuvolo, grigi e silenziosi,
malinconici, di quelli che non succede mai niente. Ecco...
Una cosa importante, anche se grigio: non deve fare freddo.
In mezzo alla stanza, e dietro la finestra con la sua luce grigia,
qualche tenue sagoma colorata... il verde degli alberi? Va bene...
Niente alluminio anodizzato, vecchia finestra... vernice e stucco...
vecchia casa... Una ringhiera decorativa... E questa grande stanza vuota.
E per terra un po' di scatole, non vuote ma piene di qualcosa,
poichᅵ i piedi di lei poggiano con le punte sulle scatole, e...
Ecco, guardate le immagini. Vedete, no... (E' una sequenza, con
qualche divagazione, e con la scena utile completa verso la fine:
800x4096, scorri verticalmente l'immagine come una pagina)
=> pagina con pubblicitᅵ per adulti (e finestrella mobile dispettosa)
(l'immagine potrebbe impiegare un po' a caricarsi)
http://postimg.org/image/ncxg0sl3z/
=> link diretto all'immagine
http://s27.postimg.org/r9arws63l/sa11gen2014ngaaitsessoracconti.png
(se l'immagine non si vede su explorer, usare firefox o altro browser)
Lei ᅵ tutta nuda e legata in alto a braccia in su, e i piedi
poggiano con le punte sulle scatole. Quindi ᅵ appesa, ma per
l'appunto in punta i piedi sulle scatole. Non deve scendere dalle
scatole, se scivola giᅵ dai bordi rimane appesa via penzolante,
e oscilla e si rigira a mezz'aria, e non lo puᅵ fare a lungo.
Ah: e che nessuno dica, che l'idea di costringerla in punta di
piedi sugli scatoloni per non finire penzolante, ᅵ diabolica
oltre che scomoda, alla faccia del comfort che dicevo. E niente
pignolerie a chiedermi come si fa a raggiungerla, lᅵ in alto. Voi
fidatevi che funziona, e che ᅵ tutto facile e ben predisposto.
Appesa per i polsi con cinghie larghe e morbide, tipo pelle morbida
o altro, coi bordi arrotondati, che non faccia male ai polsi.
E c'ᅵ anche una specie di imbragatura-impugnatura per le mani,
cioᅵ praticamente l'appesa, invece di stare soltanto appesa,
infila le mani in queste piccole imbracature, un po' tipo sandali
per le mani, e afferra, impugna, stringe, qualcosa all'interno.
Questo ᅵ molto d'aiuto, sia per contribuire attivamente al sostegno
del corpo (che comunque ᅵ pure sostenuto dalle punte dei piedi
sugli scatoloni), sia per l'effetto psicologico dell'afferrare e
stringere qualcosa, unito a quello dell'imbracatura a stretto
contatto con le mani, e per il fatto di poter mettere in leva
su questo punto di sforzo gli altri muscoli e tendini del corpo,
insomma l'appesa puᅵ tendere il corpo facendo leva su quel punto.
Ah, variante eventuale dell'imbragatura: che invece di limitarsi
alle mani si allunga sulle braccia, tipo sandali alla schiava.
Sviluppa un diverso tipo di sensibilitᅵ sul corpo, in certi casi
puᅵ essere utile e in altri no (un po' come il discorso dei piedi:
nudi, come in questo caso, sviluppano un certo tipo di sensibilitᅵ;
coi sandali, un'altra; coi sandali alla schiava, un'altra ancora;
i sandali infradito ne sviluppano una diversa rispetto agli altri,
poi quelli con la zeppa piuttosto che col tacco sottile, eccetera).
E poi uno sblocco di emergenza, che lei si possa liberare da sola
se succede qualcosa. Questa si chiama sicurezza, e chi ci pensa? Io.
(Precisazione: non cade giᅵ di colpo, viene calata dolcemente.)
Ah: non provate a fissare il gancio al soffitto se non siete sicuri
che tenga e non si stacchi un pezzo di muro. Nel dubbio usate invece
una giraffa, o una sbarra o travetto orizzontale con fissaggi/appoggi
laterali. Ricordatevi che lei ᅵ a una certa altezza da terra e ha
su il cappuccio di deprivazione sensoriale, quindi pensateci prima.
La pallina di gomma che tappa la bocca ᅵ solo un esempio spiccio...
e ci va invece qualcosa di piᅵ adatto e completo, uno speciale
cappuccio imbottito che vien chiamato "di deprivazione sensoriale",
ma che deve anche avere il filtro per l'aria, altrimenti se lei
aspira qualcosa quando ansima bisogna fermare e smontare tutto.
E magari proprio in un momento topico e rovina tutto.
Ah, un cappuccio carino, mica certe cose che si vedono in
giro... e i prezzi che hanno, poi. Insomma hanno dei prezzi.
Nel cappuccio, qualcosa stringe morbidamente sulla linea della bocca,
degli occhi e delle orecchie, questo serve a creare la sensazione
di bolla sospesa e di dolcezza, e la pressione sulle labbra
serve a ricordare il nutrimento, o il bacio. E si cinge sul collo,
non ᅵ un cappuccio molle e aperto sotto. E' ben aderente su tutta
la testa fino al collo. Volendo si puᅵ anche riempire la bocca
con qualcosa da mordere, ma va fatto con attenzione poichᅵ crea
problemi di deglutizione e ricambio di saliva, e inoltre se non ha un
condotto d'aria impedisce la respirazione attraverso la bocca (obbliga
a respirare attraverso il naso, cosa in alcuni casi non possibile).
Quindi, riassunto dell'idea: a chi piace, a chi non piace...
Passare tutto il pomeriggio malinconico, o tutta la giornata, o
tutto il fine settimana, con molta calma. Prendersi tutto il tempo
che serve. Il grigio, la penombra, il silenzio. Una quiete che
nemmeno una chiesa. O un cimitero, che pure ha uccellini nel cielo o
fra gli alberi e lucertole fra i cespugli, e chissᅵ che altro ancora.
E invece in questa stanza nella penombra, arriva solo, a ondate pigre
e assonnate, il debole brusᅵo di sottofondo del traffico veicolare
e degli umani che fanno le loro cose, da qualche parte lᅵ fuori.
Nonostante non ci siano i doppi vetri alle finestre o altre diavolerie.
E' proprio una vecchia casa messa cosᅵ, provvidenzialmente incuneata
in un punto buono del silenzio cittadino. Un silenzio interrotto
solamente dai lontani mugulii, lamenti e gridolini attutiti di lei, e
dai rumori che fa nell'agitarsi, torcendo le cinghie e il gancio, e
premendo o zampettando con le punte dei piedi sugli scatoloni. Passare
ore, giorni, a solleticarla dolcemente dappertutto, e comunque farle
un po' di cose, toccarla in vari modi, leccarla, morderla dolcemente...
Anche frustarla un po', senza ferire, e altro ancora, un po' di
questo e un po' di quello. Momenti d'ispirazione, sull'onda dei suoi
sussulti, cercando d'indovinare la dritta che la fa impazzire di piᅵ.
Aaahh, io non dico, che il previo colloquio chiarificante sia inutile.
Ma credo appaia evidente anche a voi, che non si puᅵ programmare tutto.
E poi penetrarla e farla venire, quando proprio serve, o anche fare
pause (gabinetto, cucina o altro), e poi ricominciare, per tenerla
in tono senza sfinirla (o bisogna terminare alla bell'e meglio e
rimandare il bello a un altro giorno) o causarle dolore e malessere.
Dunque, dicevo... E' appesa via tutta nuda, completamente esposta e
indifesa, e ha anche le piante dei piedi sollevate per forza di cose,
per il discorso degli scatoloni che spiegavo prima. Ma alcuni hanno
la fissa... di evitare capezzoli vulva e vagina, "per portare la donna
all'esasperazione". Secondo questi espertoni, bisogna assolutamente
evitare quei punti erogeni, in modo da farli gonfiare e dolere dalla
voglia. Io no, io non sono di quella lega. L'appesa va toccata proprio
dappertutto, anche se per le ascelle secondo voi ci vuole la scala.
E non ᅵ facile. Deve infatti arrivare (la mia speranza, che spero
non venga delusa dal destino) un momento magico, nel quale, a
forza di dai, e dai, e dai... ma in un giusto sapiente equilibrio...
il respiro di lei diventa debole e regolare, il battito del suo cuore
aumenta ma anch'esso regolare... Tutto un po' come un mantice, per
quanto, direte voi, possa essere debole un mantice. Ma comunque regolare.
A ritmo regolare, o che comunque accompagna in maniera regolare
quel che le viene fatto. E la sua pelle diventa un po' come ruvida,
rappresa, e leggermente gonfia. Questa creatura adorabile prima si
agitava, e poi tutto ad un tratto, nel volgere di pochi secondi,
ᅵ successo qualcosa, le ᅵ entrato in circolo qualcosa che ha
cambiato tutto. Respira debole e regolare e rimane in silenzio,
e in seguito emetterᅵ solo, di tanto in tanto, un debole versetto
dalla vocina dolce, come di un gattino che sta dormendo e sogna.
Niente piᅵ mugulii e gridi attutiti, niente piᅵ movimenti bruschi,
come fosse molto tranquilla. E invece ᅵ tesa, molto molto tesa.
La pelle, la posizione fissa in un certo modo oppure ondeggiante
sull'onda dei tuoi passaggi, e altri dettagli, tutto dice che
questa donna ᅵ soggetta a una tensione che non aveva mai raggiunto.
Sta adesso in una dimensione tutta sua, fluttuante, allucinatoria, le
percezioni alterate e deformate. Vive una specie di orgasmo continuo,
in questo loop allucinogeno. Un bruciore e un sentore insolito, si
accompagna a una grande calma e tregua dei fattori di sforzo nocivi,
e anestesia di dolori e malesseri, e la attraversa integralmente,
come una corda vibrante che le attraversa l'anima in armonia con
tutto. Attribuisce forme e profonditᅵ impossibili alla pelle, alla
carne, al corpo, all'interno del corpo, alla mente, e all'ambiente.
Pensieri strani le si affacciano in testa, ciclici, ripetitivi,
privi di senso ma che sembrano proprio averne... tipo, non so...
presunte questioni di lavoro che son solo un pretesto per
continuare a cullarsi in quel dolcissimo tormento da premio. E' una
bolla sospesa che si autoalimenta, con un po' di cosmo e un po' di
carne schiava, amplificata e incredula, e un po' scandalizzata,
di essere diventata tanto schiava e torturata d'estasi.
Finito. Questo riassunto dell'idea, mi ᅵ venuto di una lunghezza
esagerata... Se poi mi verranno in mente le parole del mini-raccontino
erotico che ho dimenticato per scrivere la premessa, torno qua e lo
scrivo, altrimenti... faccio riempitivo e basta... per questo posto vuoto.
No, anche perchᅵ, se mi accontentassi del riassunto come se fosse il
raccontino, vorrei a tratti accartocciarlo e buttarlo via, tanto mi danno
fastidio certe espressioni sul banale andante riciclato di periferia.
Vi saluto, per adesso accontentatevi delle immagini a corredo
(per le quali ho comunque fatto un lavoro, sia ben chiaro)
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uniposta* /associator synaesthete/ email su: *yahoo-it *gmail-com
//> una delle mie immagini
http://postimage.org/image/dd75gbc4f/ //> le
mie facce (49anni/settembre2012)
http://postimage.org/image/cj98ac4yn/
(se l'immagine non si vede su explorer, usare firefox o altro browser)
da lun08apr2013, di regola potro' esserci martedi', giovedi' e sabato
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