San Gennaro, il tesoro mai visto: 15mila gemme svelate dal caveau segreto, Napoli, dall'8 aprile 2011

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Gino Di Ruberto [GMAIL]

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10 feb 2011, 01:52:3110/02/11
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San Gennaro, il tesoro mai visto: 15mila gemme svelate dal caveau segreto
Pubblicato il 9 febbraio 2011 da infosannio


NAPOLI – Una tradizione popolare vuole che San Gennaro non si sia mai
sottratto ogni qualvolta i napoletani lo hanno invocato. Dalle terribili
epidemie e terremoti del XVI secolo (nel 1527 tra guerre, eruzioni del
Vesuvio e la peste si toccò quota 250 mila vittime) il Santo patrono
partenopeo non ha mai negato un suo «intervento». Oggi, al tempo dell’emergenza
rifiuti, per onorare al meglio il vescovo di Benevento decollato alla
Solfatara nel 313 d. C., si prepara una mostra senza precedenti a Napoli che
coinvolgerà ben sette poli museali.

PRESENTAZIONE AL SENATO – Per la prima volta nella storia, dal prossimo 8
aprile, saranno esposte 15mila gemme preziose, studiate per tre anni dai
maggiori esperti italiani nei caveau del Banco di Napoli, insieme con alcuni
«pezzi» mai esposti, come i messali in argento dei sette altari della
cappella del patrono e i busti dei 54 santi gregari appartenenti al vecchio
tesoro. L’esposizione è stata presentata oggi in Senato dal direttore del
museo del tesoro di San Gennaro Paolo Jorio, dall’assessore regionale
Caterina Miraglia e dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, con interventi del
presidente del Senato Renato Schifani, che ha patrocinato l’evento, del
professor Gian Louis Godart, consigliere per la conservazione del patrimonio
artistico del presidente della Repubblica (che ha conferito l’Alto
Patronato), dell’architetto Roberto Cecchi, segretario generale del
ministero dei Beni culturali, della professoressa Lorenza Mochi Onori,
sovrintendente del Polo museale napoletano.

«PIETRE DELLA DEVOZIONE» DONATE DAI RE – Il titolo della mostra, realizzata
in collaborazione con la Soprintendenza del polo museale di Napoli, sarà
«Meraviglie del tesoro di San Gennaro, le pietre delle devozione». Dieci
sono i gioielli «imperdibili», ancor più perché donati, nei secoli, dai re
di Napoli: una collana in oro, argento e pietre preziose di Michele Dato,
realizzata nel 1679; una croce in argento e coralli del 1707, dono della
famiglia Spera; mitra in oro rubini, smeraldi e brillanti realizzata dall’orafo
Matteo Treglia nel 1713; un calice in oro, rubini, smeraldi e brillanti dell’orafo
di corte Michele Lofrano (1761) commissionato da Ferdinando di Borbone;
ostensorio in argento e rubini (1808) dono di Gioacchino Murat; una pisside
gemmata in oro, rubini, zaffiri, smeraldi e brillanti (1831) donata da Re
Ferdinando II; un ostensorio in oro, pietre preziose, perline, smalti (1837)
donato da Maria Teresa d’Austria; un calice in oro zecchino donato da Papa
Pio IX nel 1849; una croce episcopale in oro, smeraldi e brillanti donata da
Re Umberto I e Margherita di Savoia il 23 novembre 1878; una pisside in oro
corallo e malachite realizzata dalla famosa famiglia Ascione di Torre del
Greco e donata da Umberto di Savoia il 5 novembre 1931, quando si trasferì
con la moglie Maria José a Napoli. Tutti i capolavori esposti saranno
accompagnati dai documenti originali dell’Archivio storico della cappella di
San Gennaro. Rare pergamene che testimoniano non solo i contratti e le
commissioni con i relativi pagamenti, ma anche i rari bozzetti delle opere
realizzati dagli artisti con i materiali utilizzati e le antiche bolle
pontificie con il diritto di fondazione attribuito alla Deputazione della
cappella di San Gennaro.

DAL MUSEO AL «PIO MONTE» – L’esposizione non riguarderà solo la sede del
Museo del tesoro di San Gennaro, ma si snoderà dal vicino complesso dei
Girolamini fino al Pio Monte della Misericordia (nella sagrestia della
chiesa dov’è esposto il quadro «Le sette opere di misericordia» del
Caravaggio) passando per il museo diocesano, l’archivio storico del Banco di
Napoli e la navata destra del Duomo, con la riapertura della sua porta d’ingresso
da piazza Sisto Riario Sforza, dove campeggia la guaglia secentesca di San
Gennaro. Per l’evento, che sarà il «piatto forte» del «Maggio dei monumenti»
partenopeo e che durerà fino al 12 giugno, saranno anche previste
processioni speciali all’interno dei musei ospitanti. L’intento del museo
del tesoro di San Gennaro è riscattare l’immagine di Napoli dalla crisi
profonda in cui è caduta grazie alle sue radici, promuovendo e valorizzando
uno dei più importanti patrimoni artistici e culturali del mondo e allo
stesso tempo «facendo sistema» sul territorio.

UN TESORO INESTIMABILE – Il tesoro di San Gennaro vanta nel suo complesso
21.610 capolavori e non appartiene alla Curia ma alla città, secondo un atto
notarile firmato nell’annus horribilis 1527. Di origini nobili e di valore
inestimabile i preziosi conservati fin dal 1305, quando re Carlo d’Angiò
donò il primo busto d’argento e gemme. Un tesoro il cui valore supera di
gran lunga quello di re e regine di tutto il mondo e che da sempre la
camorra non osa toccare, eccezion fatta per «’O re di Poggioreale», boss del
1947 che si fece restituire il tesoro dal Vaticano (dove era stato portato a
causa dei bombardamenti del secondo conflitto mondiale) per riportarlo in
piazza a Napoli. Una storia che ispirò la pellicola di Dino Risi «Operazione
San Gennaro» datata 1966 con Nino Manfredi. (di Marco Perillo –
corrieredelmezzogiorno.corriere.it)


Gino Di Ruberto [GMAIL]

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22 apr 2011, 10:32:0922/04/11
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> [.....]

In occasione di questa mostra, il Museo del Tesoro di San Gennaro sarà
aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18, anche se nei giorni di Pasqua e
Pasquetta seguirà gli orari indicati al punto O del messaggio
http://groups.google.com/group/infonapoli-newsletter/msg/b254ae66b84b1a40?hl=it

L'ingresso al Museo del Tesoro di San Gennaro è di € 10 a persona.

Gino Di Ruberto [GMAIL]

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22 apr 2011, 10:39:0722/04/11
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Gino Di Ruberto [GMAIL]

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6 ago 2011, 04:21:4406/08/11
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La mostra è stata prorogata fino al 5 agosto, fonte:
http://www.incampania.com/eventi.cfm?s=3&Info_ID=8306&Date=40756

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