da
http://www.ecoblog.it/post/5977/crisi-dei-rifiuti-a-napoli-ecco-le-soluzioni-secondo-il-cnr/1
Mentre l’intero Governo Berlusconi è impegnato a Napoli, in una riunione a
Palazzo Reale, che porti ad iniziative per lo smaltimento dei rifiuti
nell’intera
Regione, da anni scienziati e ricercatori dei diversi istituti del CNR hanno
proposto, inascoltati, diverse soluzioni, scientificamente testate per
risolvere definitivamente il problema dei rifiuti e non solo in Campania. Le
proposte sono due: Thor e Plasma. Del “total house waste recycling” Ecoblog
ve ne aveva già parlato portandolo all’attenzione, appunto, come una delle
soluzioni sostenibili e non solo per la Campania. Thor nasce in casa CNR
presso l’Istituto Materiali Nanostrutturati (ISMN-CNR) a cura del primo
ricercatore Paolo Plescia.
Anche la tecnologia al plasma per lo smaltimento dei rifiuti nasce in casa
CNR presso l’ IFP (Istituto di fisica del plasma “Pietro Caldiroli” di
Milano) che ha presentato una serie di soluzioni proprio con il gas delle
stelle. Nell’intervista via mail, che grazie al Prof. Claudio Bertoli
direttore del DET (Dipartimento Energia e Trasporti) mi ha concesso l’ing.
Espedito Vassallo, si chiariscono sia l’uso del plasma come tecnologia
innovativa basata su alte temperature non prodotte da combustione ma da
archi elettrici, sia le modalità di smaltimento dei rifiuti.
D.: Che differenza c’è tra una “torcia al plasma” e un impianto al plasma
per lo smaltimento dei rifiuti?
R.: Il plasma è lo stato della materia in cui gli atomi si trovano
dissociati in ioni ed elettroni e viene definito come quarto stato della
materia, oltre a quello solido, liquido e gassoso. Un plasma è un gas
ionizzato composto da ioni, elettroni e particelle neutre. Ioni e neutri
sono considerati particelle pesanti e possono essere in uno stato eccitato a
causa dell’alta energia contenuta nel plasma. Particelle in stati eccitati
possono tornare allo loro stato fondamentale per mezzo di emissione
fotonica. Quest’ultimo processo è responsabile della luminosità del plasma.
In generale un plasma consiste di ioni, elettroni, neutri in stato
fondamentale, specie eccitate, e fotoni. I plasmi vengono caratterizzati in
termini di temperatura e densità elettronica. Esempi di
plasmi naturali sono i fulmini e l’aurora boreale. Questi due fenomeni di
plasma avvengono rispettivamente ad alta e bassa pressione. La pressione del
plasma influenza non solo la sua luminosità (bassa nei plasmi tenui) ma
caratterizza anche l’energia (temperatura) delle varie componenti del plasma
e il loro stato termodinamico.
Per il trattamento dei rifiuti vengono utilizzati i plasmi termici cioè
plasmi in condizione di equilibrio termodinamico locale con temperatura
elettronica di circa 1 eV (~ 11000 C°) e densità (elettronica) nel range
10^21-10^26 m^(-3). I plasmi termici possono essere generati mediante un
dispositivo chiamato Torcia al Plasma. Il plasma generato dalla torcia è una
sorgente termica ad
alta temperatura prodotta non da processi di combustione (in presenza di
ossigeno), ma da arco elettrico ad alta corrente generato in un gas a
pressione atmosferica.
D.:Il plasma può essere usato per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi o
anche per lo smaltimento di rifiuti normali?
R.:L’utilizzo della tecnologia del plasma per il trattamento dei rifiuti ha
rappresentato nella seconda metà degli anni ’90 una proposta innovativa per
lo smaltimento di rifiuti ed il recupero di energia.
Alcuni impianti, basati sulla tecnologia al plasma, sono oggi
commercialmente operativi; essi sono in grado di ricoprire tutte le
categorie di rifiuti tossici, ed in particolari condizioni (analisi potere
calorifico) anche i rifiuti solidi urbani.
La tecnologia al plasma per lo smaltimento dei rifiuti speciali, pericolosi
o non pericolosi è una soluzione innovativa che è stata scelta da diversi
paesi. Una valutazione separata deve essere fatta per i rifiuti solidi
urbani (RSU). Nel mondo esistono pochissimi impianti per il trattamento dei
rifiuti solidi urbani. I pochi esistenti (operativi) hanno capacità
inferiore alle 100000 t/anno.
La bassa capacità di trattamento dei rifiuti solidi urbani (<100000 t/anno)
non è un limite, infatti si possono realizzare più impianti di piccole
dimensione (da 50000 t/anno), ad esempio un impianto per ogni provincia. In
questo modo si minimizza l’impatto sociale sulle popolazioni.
Il nodo cruciale del trattamento al plasma dei rifiuti solidi urbani non è
la capacità ma il potere calorifico minimo del rifiuto. Un bilancio
energetico, oltre al bilancio di massa, dell’impianto al plasma è necessario
per valutare l’economicità del processo. Il potere calorifico dei rifiuti
solidi urbani è molto variabile (tra 1000 e 6000 kcal/kg), inoltre il numero
delle sezioni di pulizia (costi) del syngas prodotto dipendono dalla
merceologia del rifiuto.
Poichè le reazioni che avvengono nel reattore al plasma sono molto
complesse, al fine di avere un processo chimico/termodinamico ripetibile e
controllabile, ed ottenere un recupero energetico, è fondamentale avere un
rifiuto con un potere calorifico almeno di 3000-3500 kcal/kg con umidità
intorno al 10-15% ed una composizione merceologica definita. Per ottenere
queste condizioni sarà necessario pretrattare il rifiuto solido urbano tal
quale.
La miscela di rifiuti solidi urbani e rifiuti (con potere calorifico
elevato) derivanti dalla raccolta differenziata potrebbe essere una proposta
corretta per smaltire rifiuti solidi urbani che hanno subito solo una
diminuzione dell’umidità. Un esempio potrebbe essere l’impianto sviluppato
in Giappone da Hitachi Metals, che tratta miscele di rifiuti solidi urbani e
residui da rottamazione autoveicoli.
D.:Che tipo di residui lascia un’ impianto al plasma dopo aver effettuato lo
smaltimento di rifiuti? E’ cancerogeno? Inquinante?
R.:In generale il reattore al Plasma è molto simile ad un altoforno usato
nell’industria siderurgica sul quale vengono installate una o più torce al
plasma. La torcia al plasma converte l’energia elettrica in energia termica
del gas portando la temperatura nella zona di trattamento fino a 4000-5000
°C. Le torce al plasma generano il calore necessario all’equilibrio del
bilancio termico complessivo e al mantenimento della temperatura ai valori
necessari alla fusione e/o evaporazione della parte inorganica dei materiali
in ingresso ed alla decomposizione delle molecole organiche più complesse.
Dal reattore al plasma escono due prodotti con valore commerciale:
a) grazie all’elevata temperatura del plasma, sul fondo del reattore si
genera una scoria fusa nella quale vengono inertizzati i metalli pesanti e
tutti i contaminanti provenienti dalle sezioni di abbattimento del syngas.
La scoria fusa viene estratta e raffreddata solidificando in un materiale
con bassissima lisciviabilità che può essere destinato ad impieghi utili
senza rischi ambientali (massicciate di strade e/o ferrovie).
b) Oltre all’effetto di distruzione del rifiuto, il processo al plasma può
permettere un recupero di energia. Nel reattore al plasma si realizza
ossidazione parziale della parte organica del rifiuto mediante immissione
controllata di acqua, in modo tale che dalla sua scissione in ossigeno ed
idrogeno si possa ottenere un syngas composto prevalentemente da CO, H2 ed
idrocarburi semplici. Il syngas prodotto nel reattore al plasma viene
sottoposto a diverse sezioni di abbattimento di particolato solido, di gas
acidi, di microinquinanti e di metalli pesanti. Ovviamente le sezioni di
abbattimento dipendono dalla tipologia del rifiuto. Infine il syngas, pulito
e raffreddato, può essere compresso ed inviato ad una turbina a gas, dove
dalla sua completa combustione, si può generare energia elettrica della
quale una quota parte è utilizzata per il funzionamento dell’impianto
stesso. Ovviamente tutte le emissioni devono rientrare nei limiti di legge
come un qualsiasi inceneritore. Le sezioni di abbattimento fumi sono quelle
convenzionali usate nei termovalorizzatori.
D.: Quanto potrebbe costare la tecnologia al plasma per lo smaltimento di
rifiuti?
R.: Dalle risposte alle domande precedenti è chiaro che la tecnologia al
plasma per lo smaltimento di rifiuti è piuttosto complessa. Il costo di
impianto dipende principalmente dal tipo di rifiuto, dal pre-trattamento del
rifiuto e dal numero di sezioni di abbattimento post reattore.
Come riferimento di costi le posso citare l’impianto di proprietà EUROPLASMA
situato a Morceux (vicino Bordeaux). L’impianto è utilizzato per lo
smaltimento di amianto nelle varie forme (eternit, porte tagliafuoco, fibre
ec.). Per un impianto in grado di trattare 1 ton/h è necessaria una spesa
totale di circa € 10.000.000,00.
D.: Perchè secondo Lei non si costruiscono impianti al Plasma in Italia ma
ci si ostina sui “vecchi”termovalorizzatori?
R.: Senza entrare nella politica, che non è il mio settore, per quanto
riguarda la parte scientifica Le ricordo che nel 1997 presso l’Istituto di
Fisica del Plasma del CNR di Milano, nell’ambito del progetto strategico del
CNR denominato “Applicazioni Industriali del Plasma” era stato progettato e
sviluppato un impianto al plasma, in scala di laboratorio, per la
distruzione di rifiuti tossici liquidi e gassosi contenenti sostanze
alogene. L’impianto usava una torcia al plasma commerciale ad arco non
trasferito con una potenza nominale di 80 kVA. Questo impianto è stato usato
per test tecnici pagati dall’industria e per studi scientifici e tesi
universitarie. Purtroppo come spesso accade in Italia diverse ricerche,
anche con buone prospettive, non suscitano interesse e quindi un adeguato
impegno di risorse umane e finanziarie. Nel resto del mondo le ricerche sono
proseguite con lo sviluppo di decine di impianti, che dimostrano anche una
valida redditività economica ed il rispetto dei criteri di conservazione
dell’ambiente. Per quanto riguarda i termovalorizzatori è chiaro che la
bassa capacità di trattamento dei reattori al plasma (<100000 t/anno) non
permette la competizione tra termovalorizzatore e plasma. Il plasma può
essere complementare al termovalorizzatore per lo smaltimento di rifiuti
speciali, pericolosi o non pericolosi. Ad esempio il trattamento delle
ceneri che è un grosso problema ambientale ed economico può essere risolto
con la vetrificazione in plasma.