Libero, 14/05/2005
"Il Terzo Reich e la Gran Bretagna avevano gli stessi obiettivi: spartirsi
in modo concordato l’Europa e fermare la minaccia comunista attraverso la
distruzione dell’ Unione sovietica".
Che fa, professore, esagera?
"Macché. Le dirò di più. La storia imboccò un’altra strada solo perché
Adolf Hitler non si fidò fino in fondo di Neville Chamberlain (il Primo
Ministro britannico che firmò il Patto di Monaco nel 1938, ndr) e della
sua capacità di tenere a frano gli umori antinazisti dell’opinione
pubblica inglese. La politica britannica cambiò solo dopo la caduta della
Francia e l’arrivo a Downing street dei Winston Churchill. Prima di questi
due eventi fu filo-nazista".
a 60 anni dalla capitolazione nazifascista e a pochi giorni dalle accuse
lanciate da Bush contro gli accordi di Jalta, uno studioso canadese apre
nuovi scenari sul tragico destino dell’Europa Centrorientale, riportando
indietro di qualche anno l’orologio della storia e facendo salire sul
banco degli imputati l’establishment britannico degli anni ’30. Dice Alvin
Finkel: "La tesi di una Gran Bretagna che asseconda gli appetiti
territoriali di Hitler, pur di evitare una nuova carneficina nel Vecchio
Continente, è destituita di ogni fondamento. “L’appeasement” è un mito e
niente più".
Prego?
"Il patto di monaco fu un “falso storico”. Una narrazione inventata dagli
inglesi al solo scopo di placare un’opinione pubblica già molto scossa
dalla politica aggressiva dei nazionalsocialisti. Chamberlain non amava la
democrazia e mentì clamorosamente ai suoi stessi connazionali. Cercò di
accreditarsi come pacifista, ma usò il pacifismo per meglio collaborare
con i nazisti. Oggi sappiamo che Hitler, a Monaco, ottenne il disco verde
per i suoi progetti di espansione verso l’Europa Centrorientale, mentre la
Gran Bretagna, con l’acquiescenza della Francia, ebbe garanzie che non
sarebbe stato toccato il suo Impero e la parte occidentale dell’Europa".
Si tratta di una rilevante revisione storica. In che modo è giunto a
questi risultati?
"Ho lavorato, insieme a Clement Leibovitz, su molti documenti resi
disponibili da poco, sulle note stilate durante gli incontri
internazionali e sui numerosi appunti scritti dopo le riunioni di Governo.
Queste nuove acquisizioni hanno chiarito che l’obiettivo principale di
Chamberlain, ma anche dei suoi predecessori MacDonald e Baldwin, era
quello di scagliare il militarismo nazista contro l’URSS. Egli sperava che
l’espansione del Terzo Reich sfociasse nello scontro con Stalin e portasse
alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Chamberlain era convinto che il
Führer avrebbe risolto definitivamente ciò che chiamava un “problema
comune”, il comunismo".
Insomma, l’asse portante della politica estera britannica non era
l’antinazismo ma l’anticomunismo. E’ così?
"Sì. In tal senso, vanno letti sia l’accordo navale anglo-tedesco del 1935
che la decisione inglese, e successivamente francese, di non reagire alla
rimilitarizzazione tedesca della Renania avvenuta nel ’36 in aperta
violazione del trattato di Versailles il trattato di pace sottoscritto al
termine della prima guerra mondiale, ndr). Non si va molto lontano dal
vero se si dice che con la libertà d’azione concessa a Hitler, la Gran
Bretagna accetta anticipatamente l’occupazione dell’Austria e dei Sudeti".
Già all’inizio del 1939, però, i rapporti dell’intelligence britannica
riferiscono di piani preparati dai consiglieri di Hitler in cui si indica
la priorità di un’invasione dell’Europa occidentale, prima di lanciare un
attacco grande stile verso Est. Tutto mutò in pochi mesi. Che cosa accadde?
"I nodi vennero al pettine, quando Hitler dimostrò di avere più “fiducia”
nell’opinione pubblica inglese che nei suoi governanti. Il Führer
conosceva l’ostilità dell’opinione pubblica britannica e francese nei
confronti del nazionalsocialismo e temeva sia un ritorno del Fronte
popolare in Francia che un futuro governo inglese guidato da un convinto
antinazista come Churchill. La verità è che Hitler non si fidò di
Chamberlain e della sua capacità di fare rispettare i patti. Fu così che
buttò nel cestino i vecchi accordi".
Come reagì il leader britannico?
"Chamberlain seppe del cambiamento dei piani di Hitler alla fine del ’38,
ma non vi diede credito fino al marzo ’39. Quando si rese conto che la
situazione precipitava cercò di spingere Hitler a rivedere la sua
strategia, garantendo alla Polonia l’aiuto britannico in caso di attacco
tedesco. Questa mossa, però, convinse definitivamente il Führer che i
leader filo-nazisti di Gran Bretagna e Francia stessero perdendo terreno
nei loro rispettivi Paesi e che non ci si poteva più fidare".
Da questo momento in poi, si scivola velocemente verso la Seconda guerra
mondiale. Nel marzo 1939, Hitler s’impadronisce della Cecoslovacchia,
cinque mesi dopo, il 23 agosto, Germania e URSS firmano il patto di non
aggressione, mentre il 1° settembre le truppe tedesche attaccano la
polonia. Due giorni dopo, Gran Bretagna e Francia entrano in guerra. A
quel punto, la strategia del Primo Ministro inglese finisce in soffitta?
"Purtroppo, no. Chamberlain, nonostante la guerra fosse già scoppiata non
si rassegnò e continuò a inseguire, attraverso numerosi contatti con il
Terzo Reich, l’antico disegno. Il suo sogno era quello di costituire
un’alleanza tra gli Stati non comunisti allo scopo di combattere i
sovietici e tale rimase anche in mezzo alle deflagrazioni della guerra.
Solo dopo l’elezione di Winston Churchill a Primo Ministro, nella
primavera del 1940, la Gran Bretagna cambiò la sua politica estera,
liquidando definitivamente l’ignobile collusione con il nazismo"
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Alvin Finkel-Clement Leibovitz
Il nemico comune
La collusione antisovietica fra Gran Bretagna e Germania nazista
prefazione di Christopher Hitchens
traduzione di Silvio Calzavarini
collana le terre
pagine 304
ISBN 88-8112-610-9
data di uscita 22/04/2005
prezzo in libreria € 19,50
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http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Questo potrebbe anche esser vero ma č anche vero un altro fatto:che tanti
> soldati ed ufficiali tedeschi versarono il loro sangue a causa del nemico
> britannico.Questa notizia datela a quelli che persero i loro cari durante
il
> bombardamento di Dresda!! La logica dice che sarebbe dovuta andare cosě.Ma
> gli inglesi preferirono un'alleanza con gli ebrei ed i comunista,pare che
il
> conto torni!
Ma cosa fumi?
Dev'essere della roba meravigliosa.
Mi fai conoscere il tuo pusher?
vasquez