Defiance - I Giorni Del Coraggio

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Sibyl Piccuillo

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Jul 9, 2024, 8:55:28 AM7/9/24
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Tre fratelli ebrei scappano dalla Polonia occupata dai nazisti attraverso la foresta bielorussa per unirsi alla resistenza locale contro i tedeschi. Decidono quindi di costruire un villaggio per proteggere s stessi e gli altri dal pericolo.

I Fratelli Bielski erano quattro fratelli ebrei di origine polacca: Tuvia, Asael, Zus e Aron Bielski. Durante la Seconda Guerra Mondiale, hanno formato un gruppo di partigiani e hanno guidato una resistenza armata contro i nazisti nella regione di Naliboki, in Bielorussia occupata.

Defiance - I giorni del coraggio


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Dopo l'invasione della Polonia nel 1939, la famiglia Bielski fugg nelle foreste e si un ad altri rifugiati ebrei. I quattro fratelli assunsero un ruolo di guida e si adoperarono per proteggere e fornire rifugio a ebrei perseguitati, salvando oltre 1.200 persone. Il gruppo operava da un insediamento segreto nella foresta e sfruttava la conoscenza della zona e le loro abilit di sopravvivenza per sfuggire alla cattura da parte dei nazisti.

I Bielski organizzarono anche operazioni di sabotaggio contro l'esercito tedesco e collaborarono con altri gruppi di partigiani nella zona. Grazie alla loro leadership e determinazione, riuscirono a mantenere l'insediamento nascosto e a proteggere molte vite durante i difficili anni dell'occupazione nazista.

Defiance - I giorni del coraggio stato accolto dalla critica nel seguente modo: sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes il film ha ottenuto un punteggio medio del 59% sul 100%, su Metacritic ha invece ottenuto un voto di 58 su 100 mentre su Imdb il pubblico lo ha votato con 7.1 su 10

19/01/2009 - E' gi la terza volta che Daniel Craig presenta a Roma un suo film. Di sicuro deve ringraziare James Bond per averlo consacrato best star in Inghilterra e nel resto del mondo. Eppure con Defiance - I giorni del coraggio, l'attore, secondo la sua testimonianza data durante la conferenza stampa, sembra aver scelto pi col cuore che non pensando al compenso. In sala anche il regista, Edward Zwick, sempre disponibile a chiarire il suo punto di vista.
Tratto da una storia vera, descritta da Nechama Tec nel suo romanzo "Defiance - Gli ebrei che sfidarono Hitler", il film ripercorre la storia dei fratelli Bielski, ebrei che trovarono rifugio in un bosco dell'entroterra polacco per sfuggire al massacro nazista durante la seconda guerra mondiale.

Il film mostra la cultura delle armi, rilasciando l'immagine dell'ebreo guerriero...
EZ: La storia degli ebrei e la loro cultura di guerrieri ha fondamenti nella Bibbia. Leggendo il libro di Giosu o i primi libri del vecchio testamento ci si rende conto di quanto gli ebrei fossero dei combattenti. Con Defiance ho voluto mettere in risalto questo aspetto, per mostrare la loro determinazione e forza contro coloro i quali volevano privarli della loro cultura e identit. Oltretutto importante fare una precisazione: lo spirito che animava queste persone era lo stesso degli altri 6 milioni di ebrei che sono morti sotto il fuoco nemico.

Secondo lei enfatizzare ci che accadde ieri significa minimizzare gli avvenimenti di oggi?
EZ: No, perch un film non puo' permettersi di parlare attentamente delle complessit moderne. Il cinema a volte ha bisogno di una certa distanza, per sua natura riduzionista ed oggi la situazione talmente complessa che esige un'analisi molto sofisticata. Di questo se ne dovrebbero occupare i giornalisti, la stampa, i saggisti... Defiance un film che guarda indietro alla diaspora raccontata nella Bibbia, ma anche avanti, ricordando le sofferenze dei profughi di oggi. In un momento in cui i giovani leggono molto poco, una responsabilit per il cinema rappresentare gli eventi storici prima che se ne perdano le tracce.

Filo conduttore, oltre al coraggio, sembra essere l'amore...
EZ: Giusto. Penso che il matrimonio, la famiglia, l'amore, la fratellanza siano temi ai quali i perseguitati si siano aggrappati per sopravvivere, rimanendo poi insieme ai loro cari per altri 60 anni.
DC: Il rapporto tra i fratelli Bielski estremamente fisico, emozionale. Amore, aggressione, passione sono sentimenti che li hanno spinti, durante il loro pellegrinaggio nella foresta, a sopravvivere.

Defiance non ha avuto grossi sostegni economico, e in effetti non si puo' certo dire sia un film Hollywoodiano...
EZ: Da un punto di vista storico, il film pi europeo che americano, nel senso che coinvolgeva maggiormente il pubblico europeo dato il periodo storico trattato. Effettivamente abbiamo avuto delle difficolt a trovare un produttore disposto a sviluppare il progetto. Sono andato in Francia, Italia, Germania e in molti altri paesi; poi alla fine ho trovato l'appoggio in America.

Prima di accettare il ruolo conosceva la storia? Si documentato?
DC: Non avevo idea della storia. Ero naturalmente a conoscenza di altri movimenti della resistenza e sapevo della Rivolta di Varsavia del 1943. Ho fatto delle ricerche prima di girare; ho letto molti libri, in particolare "Defiance - Gli ebrei che sfidarono Hitler" di Nechama Tec dal quale stato tratto il film. Poi tante e lunghe conversazioni col regista e con gli attori. Del personaggio mi piaciuto il suo carattere: Tuvia Bielski non un eroe, un uomo che cerca di salvare se stesso e i suoi fratelli e finisce per aiutare molti altri ebrei. Si trova per caso a diventare il leader del gruppo, ma spinto all'azione dal desiderio di sopravvivenza, nonch motivato da una forte vendetta.

Shindler's List viene considerato il film manifesto della seconda guerra mondiale. Ha mostrato il suo lavoro a Spielberg?
EZ: Schindler's List un film straordinario ma non un manifesto. E' la storia toccante di un cristiano che salva migliaia di ebrei, mentre in Defiance sono gli ebrei a salvare altri ebrei. Per quelli della mia generazioni, artisti che si occupano tra le altre cose di fare cinema storico, c' l'ansia e la voglia di raccontare quanto pi possibile un avvenimento a noi molto vicino. Oggi purtroppo sono poche le persone che hanno avuto esperienze dirette e che quindi possono darne testimonianza; probabilmente tra 6-7 anni non ne avremo pi. Questo in parte spiega il perch di questa tendenza che vede decine di storie ambientate durante il medesimo conflitto mondiale... E no, non ho ancora avuto modo di mostrare il film a Spielberg ma credo che rimedier presto.

Durante le riprese avete sofferto molto il freddo?
DC: E' stata una decisione chiave quella di utilizzare la luce naturale durante le riprese, e in accordo col direttore della fotografia, ci sembrata l'unica scelta possibile per mantenere quel realismo scenografico. Il che ha significato lavorare duro e costantemente, sia per noi attori che per la troupe, ogni singolo giorno, fino al tramonto. Questo modo di lavorare ha creato una bella atmosfera e da l sono nate diverse amicizie. Ovvio, non stato facile sopportare il freddo ma almeno noi, al contrario dei veri protagonisti della vicenda, a fine riprese avevamo un letto sul cui riposare.

E' vera la notizia secondo la quale ha dimezzato il suo compenso per partecipare al film?
DC: Alcuni addirittura dicono sia molto meno. (ride) Si, vero. Ho accettato di prendere parte a questo film perch un progetto del genere non si fa per soldi ma per amore. La storia della Seconda Guerra Mondiale di estrema attualit e, nondimeno, ancora oggi subiamo le conseguenze di quanto accaduto in quegli ganni. importante parlarne e continuare a farlo perch se il pubblico, uscendo dal cinema, si domander cosa avrebbe fatto in quella situazione avremo raggiunto il nostro obiettivo.

Defiance - I giorni del coraggio la pellicola tratta dal romanzo tratta dal romanzo Gli ebrei che sfidarono Hitler di Nechama Tec che va in onda questa sera alle 21.00 su Iris. Si tratta di un lungometraggio che, pur essendo stato romanzato, racconta la storia vera di alcuni fratelli ebrei e dei loro "alleati" che riuscirono a salvare centinaia di ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre vivevano nei boschi.

Tuvia (Daniel Craig), Zus (Liev Schreiber), Asael (Jamie Bell) e Aron (George McKay) sono quattro fratelli che hanno testimoniato coi loro occhi gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver assistito alla morte dei loro genitori durante l'occupazione nazista e il rastrellamento degli ebrei, i quattro sono riusciti a trovare riparo nella foresta di Naliboki. Ed proprio sotto la chioma degli alberi della foresta che i quattro fratelli daranno il via alla Resistenza che non solo permetter di fronteggiare la minaccia rappresentata dalle unit dell'Einsatzgruppen con scontri a fuoco, ma anche di salvare la vita a tantissimi ebrei che, come loro, sono in fuga dalle terribili leggi del Terzo Reich.

Pur prendendosi delle licenze artistiche e narrative, Defiance - I giorni del coraggio porta sullo schermo una storia vera, sebbene non tra le pi conosciute al grande pubblico. La storia dei fratelli Bielski, che vivevano in un villaggio dell'attuale Bielorussia, una storia di resistenza e di vendetta, una storia in cui pochi si sono opposti a molti, facendo la differenza per la vita di moltissimi ebrei che, altrimenti, sarebbero stati uccisi ancor prima di essere deportati ai vari campi di concentramento. Come si legge anche sul sito di Britannica, gli ebrei di quelle zone, pur sapendo che la vita nella foresta era pericolosa e pressoch letale, preferirono comunque universi ai fratelli Bielski piuttosto che rimanere nei ghetti, in attesa che il loro tragico destino si compiesse. Proprio perch la storia vera che alla base del film tanto delicata quanto brutale, il regista Edward Zwick cerc di trasmettere questo senso costante di minaccia, paura e violenza in un film dai toni freddi, che non cercasse facili consolazioni o non ricorresse ad altrettanto semplici ricatti emotivi. E proprio la decisione di realizzare Defiance - I giorni del coraggio sotto questa chiave cinematografica ha spinto il regista anche ad eliminare scene che non si sposavano con la resa generale. In particolare, come si legge sul sito dell'Internet Movie Data Base, il regista aveva previsto un prologo molto diverso da quello che il pubblico ha potuto vedere prima sul grande schermo e poi nei passaggi televisivi. In questo "prologo alternativo" si poteva vedere Daniel Craig truccato e vestito per apparire decisamente pi anziano. La scena, infatti, si svolgeva ai giorni nostri, nella citt di New York. Al suo fianco c'era il figlio, come pronto ad ascoltare le vicende vissute dal padre. La scena, di fatto, serviva a raccontare il futuro del personaggio di Tuvia, che in effetti emigr negli Stati Uniti dove cerc per tutta la vita di dimenticare gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, dopo aver diretto e ripreso la scena, Edward Zwick decise di eliminarla: il motivo che si nasconde dietro questa decisione il fatto che secondo il regista questo prologo era troppo rassicurante, troppo "gentile" e, quindi, troppo lontano da quella che sarebbe stata l'atmosfera del resto del film, dove sarebbe stata la brutalit a farla da padrone.

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