ed
unread,Nov 28, 2008, 9:56:16 AM11/28/08Sign in to reply to author
Sign in to forward
You do not have permission to delete messages in this group
Either email addresses are anonymous for this group or you need the view member email addresses permission to view the original message
to The Web Park Speaker's Corner di Simonelli Editore
Che siamo entrati in una lunga crisi economica ormai lo dovrebbero
sapere anche le pietre.
Quindi, quando siamo in crisi, nella nostra grande Italia quali sono
i consumi che vengono immediatamente ridotti?
Quelli voluttuari, naturalmente.
Qual è il consumo che in Italia viene considerato il più voluttuario
di tutti?
Ma il libro, naturalmente.
E se parli con qualcuno nell'ambiente dell'editoria dei libri è in
queste settimane tutto un piagnisteo.
Crisi nelle vendite, crescita delle rese, prospettive che più fosche
non si può, possibilità di chiusura di tante micro-imprese...
Francamente, però, tutto il male non viene per nuocere.
Parlando soltanto di editoria dei libri questa crisi globale potrà
avere anche conseguenze traumatizzanti ma perlomeno porterà
inevitabilmente al pettine nodi che credo a questo punto siano senza
più alcuna soluzione.
Il mondo dei piccolissimi e piccoli editori di libri è
inesorabilmente affetto da una malattia che diventa terminale a meno
che non si cominci a ragionare con grande lucidità, con la capacità di
uscire dagli stereotipi guardando la realtà con una visione che non
sia così miope da immaginare il ritorno ad un mondo editoriale che è
ormai globalmente superato, che abbia l'apertura mentale di riuscire a
coniugare il vecchio con il nuovo, che non si arrocchi nella
conservazione di quanto è già in decomposizione ma abbia
l'intelligenza di riuscire ad andare avanti, a guardare avanti.
Chi tra i colleghi pensa che fare l'editore oggi consista
semplicemente nell'immaginare un buon contenuto, nell'editarlo ed
impaginarlo, nello stamparlo, nel distribuirlo nelle librerie ed
attendere che qualcuno lo acquisti non sa di essere un morto vivente.
Non sa che la sua casa editrice è già dentro la tomba.
No, cari colleghi, le cose vanno, stanno andando e andranno sempre
più molto diversamente.
A meno che non si sia detentori di una particolare nicchia di
mercato, con un sufficiente zoccolo duro di fedelissimi clienti e
quindi con una "aspettativa di vita" di ancora qualche anno, essere
editori da oggi e nel futuro è e sarà molto diverso da quello che
comunemente in tanti credono.
Primo.
Piccolo e piccolissimo, nell'editoria dei libri, non solo non è
bello ma è già un lasciapassare verso il completo fallimento.
Naturalmente se si vuole fare l'Editore vero.
Se la vocazione è invece quella di essere un Artigiano Editore, un
Editore Ambulante, senza alcuna distribuzione dei propri volumi nelle
librerie, che trascorre tutto l'anno dietro una bancarella
saltimbeccando da un mercato, pardon, da una Fiera o Fieretta
all'altra della Penisola, continui pure lungo la sua strada di
sopravvivenza.
Continuino pure anche, finché troveranno autori imbecilli che
crederanno alle loro favole, quei Falsi Editori oppure quei "furbetti"
dell'editoria che stampano libri a pagamento. Volumi che non vedrà mai
nessun altro se non chi li ha scritti e pagati. E continuino anche
quegli altri Falsi Editori che producono libri finanziati da Comuni,
Province, Regioni.
Io sto parlando di Veri Editori non di tutte queste sottospecie
dell'editoria libraria.
Ed un Editore oggi NON PUO' ESSERE PICCOLO O ADDIRITTURA
PICCOLISSIMO.
Ergo, se si è piccoli e piccolissimi, per continuare a fare il
proprio mestiere con la legittima prospettiva di crescere, è un
imperativo aggregarsi o fondersi con altri editori in mondo da creare
di fatto realtà editoriali con risorse umane ed economiche sufficienti
per muoversi professionalmente su un mercato sempre più globale.
Secondo.
Fare l'Editore di libri oggi vuol dire molto di più di quanto in
tanti che vi operano credono.
Provo uno sconfortante senso di smarrimento quando mi ritrovo
davanti colleghi editori di venti, trenta, quaranta anni che magari
passano molto tempo online fra facebook, myspace, blog e chat di varia
umanità, insomma che usano abbondantemente il Web e poi non riescono
affatto a stabilire quel link che oggi sarebbe quanto mai
indispensabile fra il mondo reale dell'editoria libraria tradizionale
e la realtà online.
Nel resto del mondo, a partire dal Giappone, passando per gli Usa e
poi in Gran Bretagna, Francia, Germania, Olanda c'è un grande fermento
intorno al cosiddetto libro elettronico, all'eBook, mentre in Italia
tutto questo viene considerato qualcosa di lunare.
Ed anche quando lo si prende in considerazione o si viene bloccati
da quei falsi discorsi indotti interessatamente anni addietro da
grossi produttori di software come la Microsoft (che hanno fatto una
sorta di lavaggio del cervello degli ingenui nel nome del DRM, della
Protezione dei Diritti) o si considera il tutto come qualcosa molto di
là da venire e, così facendo, si rimane sempre più intrappolati nel
tradizionale gioco della distribuzione nelle librerie, del venduto e
del reso.
Quanto il DRM sia un falso problema è dimostrato da due fatti.
Il primo è che non esiste tecnologicamente alcuna possibilità di
impedire in alcun modo la duplicazione di un file.
Il secondo è che immaginare di proteggere un file legandolo
esclusivamente al computer in cui viene scaricato è una visione da
"preistoria" dei Pc. Una visione insostenibile, anzi insopportabile in
una realtà in cui chiunque sia tecnologicamente evoluto ha oggi almeno
un computer fisso ed uno portatile se non anche un apparecchio
dedicato alla lettura dei libri elettronici con schermi che adottano
la tecnologia e-Ink.
Non soltanto è inimmaginabile e controproducente che una stessa
persona che voglia uno stesso libro elettronico su tutti i suoi
apparecchi debba comprarne una copia per ciascuno. Ma c'è altro: gli
apparecchi dedicati alla lettura di eBook generalmente mal sopportano,
anzi rifiutano sistemi di protezione dei file.
Allora?
Allora in tutto il resto del mondo il discorso del DRM è stato
superato o con protezioni molto più light o addirittura senza alcuna
protezione giungendo alla conclusione che il file di un eBook corre
gli stessi rischi di riproducibilità di un libro che è in vendita in
libreria.
Sia l'uno che l'altro possono essere ugualmente duplicati da qualche
ladro.
Non tutti sono però ladri e poi per fare queste operazione ne deve
valere la pena. Se l'eBook costa poco sarà alla fine il suo basso
prezzo la sua migliore difesa.
Infine, se anche nell'ambito della musica, delle canzoni in vendita
online, si trovano soluzioni molto più light e alternative al DRM
perché gli eBook dovrebbero essere più "blindati" con sistemi che
fanno il disinteresse dei lettori ed esclusivamente l'interesse dei
produttori di questi software di cosiddetta protezione?
Ma poi, si sa, alla fine sono tutte scuse figlie della falsa
valutazione che il libro elettronico, l'eBook è una realtà ancora da
venire e che quindi bisogna concentrarsi per ora sulla produzione del
libro tradizionale.
Un gravissimo errore, una assurdità questa conclusione quando si
vede che diminuisce la vendita in libreria dei volumi delle piccole
case editrici, che aumentano le rese di libri rimasti invenduti e che,
qui mi capiscono bene gli editori, sono sempre più i libri accettati
in conto deposito anziché in conto assoluto.
Insomma, di fronte ad una realtà del genere, continuo a provare una
sensazione di grande smarrimento nei confronti di colleghi i quali
restano sordi alla possibilità di diversificare la produzione
accedendo anche al mercato del libro elettronico. E li invito
caldamente a ripensarci, nel loro interesse.
Questo mercato offre la possibilità di aprire un'altra linea di
fatturato: perché non accedervi?
Perché non accedervi specialmente quando vi sono offerte come quelle
di eBooksItalia che consentono di farlo senza alcun particolare
investimento?
Non dico di abbandonare la produzione di libri tradizionali, dico
soltanto di aggiungere alla produzione tradizionale anche quella in
formato eBook.
Ma dico anche che quando si accede a questo altro mercato bisogna
farlo con convinzione e determinazione, credendoci, non semplicemente
mettendoci tre o quattro titoli e basta, senza utilizzare le
opportunità di promozione person-to-person che offre il web.
Comportandosi così è come partecipare ad una gara con la volontà di
perderla. Gli eBook si vendono quando vi è una congrua ed articolata
offerta e quando appunto si utilizzano tutti gli strumenti che la
tecnologia mette a disposizione per promuovere i propri eBook.
La ricetta è per me procedere tenendo il piede in due staffe, in
quella del libro tradizionale ed in quella del libro elettronico. Così
facendo, quando, come credo, la domanda e la vendita del primo si
contrarrà sensibilmente mentre crescerà significativamente quella del
secondo sarà possibile gestire senza traumi il cambiamento.
Terzo.
In una situazione di mercato critica ed eccezionale come questa
ritengo che sarebbe un autentico suicidio ignorare qualsiasi
riflessione e continuare ad andare avanti secondo logiche che non
guardano oltre quella della cosiddetta editoria tradizionale.
Non voler rendersi conto che il mondo dei libri è al centro di una
trasformazione epocale e che non può trovare una strada solida per il
proprio futuro se non passa attraverso la cosiddetta editoria digitale
sarebbe un errore fatale per ogni piccolissimo e piccolo editore.
E' questa la strada attraverso cui passa il progetto di eBooksItalia
sull'editoria digitale e multimediale. Un progetto che, ripeto ancora
volta, da settimane, vuole portare l'eccellenza del Made in Italy
nell'ambito dei libri sul mercato globale.
Un progetto niente affatto virtuale ma molto reale che sto
sviluppando pian piano con le mie esili forze ma che potrebbe
velocemente realizzarsi se si verificasse l'incontro fra una realtà
finanziaria e la mia casa editrice.
E' nei momenti di crisi economica, quando si tirano le somme e si
cancellano tante realtà imprenditoriali inutili e "decotte", che
generalmente fioriscono nuovi, originali e solidi progetti.
Come quello di eBookItalia, appunto.
Quale realtà finanziaria italiana o internazionale lo vuole
conoscere nel dettaglio?