Forza Italia Programma

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Macedonio Heninger

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Aug 5, 2024, 3:39:16 AM8/5/24
to wardroventee
ForzaItalia stato un programma televisivo italiano andato in onda sulla syndication nazionale Odeon TV per tre edizioni, dal 1987 al 1990, inizialmente nella prima serata del venerd[1] e dopo qualche mese posticipato in seconda serata.[2] La prima puntata stata trasmessa venerd 11 settembre 1987, cinque giorni dopo l'esordio nell'etere dell'emittente.[3]

Il programma era condotto da Walter Zenga e Roberta Termali insieme a Fabio Fazio, affiancati da un'ancora esordiente Cristina Parodi, Maurizio Mosca e Cristina Goser.[1] La regia era affidata a Giancarlo Nicotra.[3]


La trasmissione, che poteva contare sulla conduzione di un calciatore in attivit (affiancato dalla moglie Roberta Termali,[4] Fabio Fazio e Cristina Parodi), trattava le principali tematiche sportive con un occhio di riguardo verso le giornate di Serie A di calcio che si sarebbero disputate poche ore dopo il programma, che inaugurava il weekend di Odeon TV essendo collocato nella prima serata del venerd. Grande spazio era riservato a inchieste giornalistiche e indagini Doxa incentrate su temi d'attualit.[3]


I temi trattati durante ciascuna puntata erano commentati da Maurizio Mosca, opinionista della trasmissione, che inaugur cos un fortunato periodo della sua carriera televisiva proseguito poi negli anni novanta sulle reti Fininvest. Inviato del programma era Tonino Carino.[1] All'interno del programma era presente il concorso "Il sogno degli italiani, vinci una Ferrari", attraverso il quale ogni settimana un telespettatore vinceva una Opel Corsa mentre, al termine dell'edizione, il pi fortunato aveva l'opportunit di vincere una Ferrari Testarossa.[1]


Il programma veniva registrato il gioved pomeriggio e, per esigenze di regia, in blocchi separati, senza continuit. Avveniva, infatti, che venisse girato prima il finale del programma, poi la parte centrale, e solo al termine della giornata di registrazione la sigla iniziale con la presentazione degli ospiti.


Successivamente, dopo il montaggio, venivano fatte pi copie della puntata per essere spedite a tutte le televisioni regionali aderenti al circuito Odeon tv e trasmesse in contemporanea su tutto il territorio nazionale il venerd in seconda serata.


La produzione era affidata alla societ Idea 82 Srl con sede a Milano in Viale Regina Giovanna 35, mentre le registrazioni del programma erano effettuate presso gli studi collocati al piano - 4 del C.T.C. di Milano, in Viale Legioni Romane 43 (le prime due edizioni allo studio B, di piccole dimensioni, mentre l'ultima nel grande Studio A).


La trasmissione nata in contemporanea con il circuito Odeon TV sul quale andava in onda, diventandone un programma simbolo delle prime stagioni, ottenendo un ottimo riscontro da parte della critica. In particolar modo, nell'estate 1989 si parl di una possibile migrazione della trasmissione su Italia 1, che compariva nei palinsesti pubblicitari della rete Fininvest.[7] La smentita arriv immediatamente da parte del direttore di rete di Odeon, Paolo Spadaccini, che decise di mantenere la trasmissione nei suoi palinsesti e rinnovare il contratto al produttore del programma Carlo Tumbarello (che aveva comunque preso degli accordi di massima con l'azienda di Cologno Monzese) per non perdere una trasmissione che garantiva una forte identit alla rete.[7] La diatriba sfoci in una battaglia legale tra Odeon TV e Fininvest.[8]


In quegli anni era infatti nota la rivalit tra la nascente Odeon TV e le reti Fininvest,[9] che contrastarono la realt esordiente con la syndication Italia 7, nell'orbita del "Biscione", entrando in concorrenza diretta.[10] Nell'agosto 1989, Italia 1 port comunque all'esordio una trasmissione d'intrattenimento legata al calcio intitolata Calciomania, nel cui cast figuravano due personaggi acquisiti dal programma di Tumbarello, ovvero Cristina Parodi e Maurizio Mosca.[1]


L'incoronazione di Antonio Tajani a segretario del partito oramai una certezza. Mancano ancora due giorni al congresso nazionale di Forza Italia, in programma il 23 e 24 febbraio al palazzo dei Congressi dell'Eur, ma l'operazione di rilancio del partito, iniziata da Roma, con l'obiettivo di rafforzare proprio la figura del ministro del governo Meloni alla guida degli azzurri si pu dire riuscita. I delegati romani sono 55, tra deputati, europarlamentari, consiglieri regionali, municipali romani e provenienti dai consigli comunali di provincia.


"Il congresso di Forza Italia dimostra che chi diceva dopo Berlusconi il diluvio si sbagliato - commenta presentando il grande evento - Berlusconi stato talmente abile da costruire il futuro". L'erede in pectore del Cavaliere non ha di fatto concorrenza, la sua l'unica candidatura, e la strada verso la nomina stata spianata nei mesi con la Citt eterna che ha fatto da trampolino di lancio. Nato e cresciuto a Roma, da mamma della provincia di Frosinone, da qui, dall'unico territorio dove pu realmente raccogliere voti, il gi segretario pro tempore ora in attesa di conferma ha lavorato per raccogliere il testimone senza ostacoli.


Una preparazione iniziata nella Capitale e dintorni con una campagna acquisti che nei mesi ha portato a strappare a M5s e Lega diversi volti del panorama politico del centrodestra, dalla Regione ai municipi romani. Alla Pisana agli eletti Fabio Capolei, Cosmo Mitano e Giorgio Simeoni si sono aggiunti i due pentastellati Roberta Della Casa e Marco Colarossi, oltre all'ex capogruppo leghista Angelo Tripodi. Un nuovo equilibrio in maggioranza che ha spinto pi volte i forzisti a chiedere al presidente Francesco Rocca un rimpasto di giunta con un nuovo assessore in quota azzurra.


La pesca ha poi interessato anche i municipi romani. Qui ben tre consiglieri sono approdati tra i berlusconiani. Dal municipio VIII la consigliera ex calendiana Caterina Benetti, Matteo Bruno, ex M5s, sempre dall'area di Garbatella e San Paolo, e ancora dalle file degli ormai ex fedeli di Beppe Grillo anche Alessandro Galletti, eletto in municipio XII. E c' chi pronto a scommettere che i cambi di casacca proseguiranno anche nei prossimi mesi.


D'altronde l'obiettivo pi volte dichiarato proprio quello di raggiungere il 10% alle elezioni europee di giugno, superando la Lega di Matteo Salvini. E non solo a livello nazionale. Intervistato da RomaToday il senatore Maurizio Gasparri ha gi dato nei mesi scorsi l'obiettivo numerico per la Capitale: "Avvicinarci il pi possibile al 10%, diciamo nella forbice tra il 5 e l'8". Certamente superare il risultato delle scorse europee. Nel 2019, quelle che videro l'exploit romano di Matteo Salvini, il partito port a casa il 5.6% dei voti sul territorio comunale. Insomma, la partita europee sar anche un tentativo di ristrutturarsi e ritrovare linfa a livello cittadino.


Tornando alle nomine dei nuovi vertici, oltre al segretario, ci sono in ballo quattro posti per i vicesegretari che verranno eletti tra venerd e sabato. Qui la partita meno certa anche se i nomi dei candidati gi ci sono. Tra i favoriti Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, ha gi detto di aver raccolto le firme tra i delegati per la sua candidatura: "Voglio dare una mano ad Antonio Tajani alla guida del partito" ha detto. Anche perch "non c' alcuna possibilit che io mi candidi alle elezioni europee". Pu contare sull'appoggio dell'europarlamentare Fulvio Martusciello, e sarebbe il nome su cui convergerebbe lo stesso Tajani che lo vorrebbe come suo diretto numero due.


Qui la lotta interna per con il 36enne Stefano Benigni, uomo di Marta Fascina, vedova di Berlusconi, gi coordinatore nazionale dei giovani azzurri e tesoriere del partito. La partita si gioca al sud, dove Forza Italia ha ancora il suo bacino pi consistente di voti, a caccia di delegati che sostengano il voto. E se Occhiuto ha i suoi sostenitori in Calabria, per Benigni si cerca nella vicina regione Sicilia.


Altri due nomi in corsa per gli altri due posti da vice sono quelli di Deborah Bergamini, forzista di lungo corso, quattro volte parlamentare e a lungo portavoce dei vertici del partito, e Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte.


En este contexto, este artculo estudia la extrema derecha italiana desde el fin de la Guerra Fra (1991) hasta la actualidad, centrndose especialmente en la ltima dcada. En primer lugar, se muestra cmo la presencia de opciones polticas ultraderechistas viene de lejos: un momento que marc un cambio se produjo a inicios de los aos noventa del siglo pasado, con el fin de la llamada Primera Repblica (1948-1994) y el advenimiento del primer Gobierno presidido por Silvio Berlusconi. Tambin se destacan las causas del ms reciente crecimiento electoral de las formaciones polticas lideradas por Salvini y Meloni; al respecto, si bien no se puede subestimar el impacto de la crisis de 2008-2010, cabe subrayar la importancia de la transformacin del sistema poltico transalpino, con la crisis de la llamada Segunda Repblica basada en un bipolarismo imperfecto y el sesmo vivido en el espacio del centroderecha, con la implosin del proyecto del Popolo della Libert (PdL) y el declive del berlusconismo.


Las investigaciones judiciales conocidas con el nombre de Mani Pulite (Manos Limpias) fueron clave para la estrategia de apertura a un electorado catlico y moderado que el joven secretario del MSI, Gianfranco Fini, haba delineado en el lustro anterior; un Fini quien, adems, pudo contar con el apoyo del empresario milans Silvio Berlusconi cuando se present a las elecciones municipales como candidato a la Alcalda de Roma en el otoo de 1993, en las que consigui un espectacular 46,9% de los votos en la segunda vuelta (Ungari, 2021: 229-235). De esta forma, Berlusconi, que pocos meses ms tarde entrara en poltica fundando Forza Italia, fue clave para la definitiva legitimacin de los neofascistas que, entendiendo las posibilidades que se abran, lanzaron el proyecto de un nuevo rassemblement, esto es, la Alleanza Nazionale (AN) que deba permitirles ir ms all de las angostas fronteras electorales del MSI. La victoria en las elecciones legislativas de abril de 1994 de la alianza espuria formada por Forza Italia y la LN (Botti, 2016: 19), en las regiones septentrionales, y por el partido berlusconiano y el MSI, en el sur, abrieron por primera vez las puertas del Gobierno a la fuerza liderada por Umberto Bossi y a los neofascistas (ibdem: 18-22; Diamanti, 1996).

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