@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@Il decalogo del buon comunicatore
Papa Francesco, Messaggio Giornata Comunicazioni Sociali 2016
1. Comunicare con tutti senza esclusione2. Creare ponti, favorire l'incontro3. Non spezzare mai la relazione e la comunicazione4. Attivare un nuovo modo di parlare e di dialogare5. Orientare le persone verso processi di riconciliazione6. Superare la logica che separa i peccatori dai giusti7. Per comunicare bisogna ascoltare8. Favorire le relazioni nelle reti sociali9. Costruire una vera cittadinanza anche in rete10. Generare una prossimità che si prende curaRiassunto a cura di Alessandro Gisotti, vicecaporedattore della Radio Vaticana,
delle indicazioni di Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2016.
da http://www.qumran2.net/ritagli/index.php?temi=comunicazione
La madre al figlio
Bene , figliolo, te lo dirò:
la vita per me non è stata una scala di cristallo.
Ci furono chiodi
e schegge
ed assi sconnesse,
e tratti senza tappeti sul pavimento
nudi.
Ma per tutto il tempo
seguitai a salire
e raggiunsi pianerottoli
e voltai angoli
e qualche volta camminai nel buio
dove non v’è spiraglio di luce.
Così, ragazzo, non tornare indietro.
Non fermarti sui gradini
perché trovi ardua l’ascesa.
Non cadere ora
perché io vado avanti, amore mio,
continuo a salire
e la vita, per me, non è stata una scala di cristallo.
Langston Hughes
Dagli scritti di Don Lorenzo Milani
Non vedremo sbocciare dei santi finché non ci saremo costruiti dei giovani che vibrino di dolore e di fede pensando all’ingiustizia sociale. […]
Con la parola alla gente non gli si fa nulla. Sul piano divino ci vuole la grazia e sul piano umano ci vuole l’esempio. Da Esperienze pastorali
Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia. […]
Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. É un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Da Lettera a una professoressa
Quando ci si affanna a cercare apposta l’occasione pur di infilare la fede nei discorsi, si mostra d’averne poca, di pensare che la fede sia qualcosa di artificiale aggiunto alla vita e non invece ‹modo› di vivere e di pensare. […]
Il disoccupato e l’operaio d’oggi dovranno uscire dal cinema con la certezza che Gesù è vissuto in un mondo triste come il loro che ha come loro sentito che l’ingiustizia sociale è una bestemmia, come loro ha lottato per un mondo migliore. […]
L’elemosina è orribile quando chi la fa crede d’essersi messo a posto davanti a Dio e agli uomini.
La politica è altrettanto orribile quando chi la fa crede d’essere dispensato dal sentir bruciare i bisogni immediati di quelli cui l’effetto della politica non è ancora arrivato: È evidente che oggi bisogna con una mano manovrare le leve profonde (politica, sindacato, scuola) e con l’altra le leve piccine ma immediate dell’elemosina. Da Lettere di don Lorenzo priore di Barbiana
Dagli scritti di Don Primo Mazzolari
«Un grave pericolo è la clericalizzazione del laicato cattolico, cioè la sostituzione della mentalità propria del sacerdote a quella del laico, creando un duplicato d’assai scarso rendimento. Non devesi confondere l’anima col metodo dell’apostolato. Il laico deve agire con la sua testa e con quel metodo che diventa fecondo perché legge e interpreta il bisogno religioso del proprio ambiente. Deformandolo, sia pure con l’intento di perfezionarlo, gli si toglie ogni efficacia là dove la chiesa gli affida la missione. Il pericolo non è immaginario» (P. Mazzolari, Lettera sulla parrocchia e La parrocchia, 60).
«Oh, se noi cristiani, in quest’ora grave, sentissimo il dovere di essere anche dei «cittadini e degli uomini», di vivere cioè sulla pubblica piazza, più che all’ombra delle sacrestie, di confonderci con la folla invece di fuggirla, di amarla invece di sconfessarla, di parlarle attraverso tutte le voci che essa intende e nel linguaggio che essa comprende, di contendere con ardente carità il posto a quelli che pretendono di condurla e la conducono male; se comprendessimo, in una parola, che il nostro dovere è quello di essere il «lievito della pasta», più che dei bei torniti panini, non importa se benedetti, ma coi quali non si può nutrire una moltitudine affamata!…» (P. Mazzolari, La più bella avventura.Sulla traccia del «prodigo», edizione critica a cura di M. Margotti, EDB, Bologna 20087, 292-293).
Amare i poveri
La nostra grande colpa come cristiani non è che dopo duemila anni ci siano ancora dei poveri, ma che sia umiliante e vergognoso fare il povero in terra cristiana, e che qualche forma della nostra carità ne abbia ribadito la vergogna. Metterli davanti, ai primi posti, una volta tanto: potrebbe anche essere una messa in scena.
Mi pare che ci fosse un giorno dell’anno in cui gli stessi schiavi venivano serviti a tavola dai padroni. Ma il giorno appresso si era da capo. Gesù li mette davanti; ma c’è anche lui coi poveri, povero come tutti e dì più. Egli non è uno spettatore: fa il povero, è il Povero. E l’onore e la dignità gliel’ha confermata al povero in questa maniera: non genericamente, alla povertà, ma a ciascuno, poiché egli è in ciascuno che ha fame e sete, che è senza casa e senza vestito, malato e prigioniero… come in un ostensorio.
L’ostensorio viene portato dal sacerdote più in alto in gerarchia. Il povero che porta l’ostensorio di Cristo non è più l’ultimo, ma il primo; e allora lo si mette a tavola e si è felici di servirlo, perché da questo servizio dipende la nostra salvezza.
“Se ci vuol tanto bene, a noi poveri, perché non ci fa tutti ricchi?”.
Ricchi! E diciamo questa magica parola, come se dicessimo: felici!
Se la ricchezza fosse sinonimo di felicità, avremmo ragione di dire a Cristo: “Che ne facciamo di un onore e di una dignità che non rendono?”.
Ma non è così. E dell’illusione che ci manca, ci compensa col metterci al primo posto ovunque, in chiesa e in paradiso. E �perché non veniamo meno lungo la via”, dice agli altri, che si sono fatti padroni dei beni di tutti, che non li possono tenere o che li possono tenere solo al patto che siano di tutti e che li amministrino come fa la mamma, che prima serve i figliuoli e, se n’avanza, quel poco che sopravanza, se lo tiene. Il di più è per i figliuoli, lo dà ai figliuoli.
Non so se questo è il significato comune della parola del Signore: “Il di più datelo ai poveri”. So però che quando nel nostro cuore entra un grande amore, l’ultimo posto è il nostro, e la misura “non misurata, scossa, sovrabbondante” va a finire dove pure il nostro cuore riposa. Gesù, con noi poveri, ha fatto così: i santi hanno fatto così.
Chi ama Cristo nei poveri non conosce certe difficoltà esegetiche, che sono piuttosto del cuore che del linguaggio. Quando il cuore non vuole capire, allora ci si fa precedere dalla ragione, che assai di rado capisce le ragioni che solo il cuore può capire. “Il compagno cristo [1945], Edizioni Dehoniane, Bologna 1977”
Non c'è rondine
ma la primavera è piena.
Un merlo frescheggia
nell'orto e dai campi
le allodole
riempiono di canti
l'aria. Ascoltare
è come se pregassi.
Primo Mazzolari
Inoltro la liturgia della 12^domenica t.o. A curata da Paolo Farinella, prete ed i commenti al vangelo di Enzo Bianchi, Josè Maria Castillo, Gennaro Lamuro, Ernesto Balducci e - un commento al femminile – di Carla Sprinzeles. Buona settimana. fausto valensisi <faustov...@gmail.com>
Vi alleghiamo i commenti
di CETTINA MILITELLO e di Marinella PERRONI sul Vangelo del 25 giugno 2017 .
Inoltre vorremmo invitare tutti/e a visitare il blog delle donne delle comunità di base in Italia http://gruppidonne.cdbitalia.org/;
grazie, Anna del gruppo "Donne in ricerca" e Cdb Verona (annac...@libero.it)
Vi alleghiamo il commento al Vangelo dell'Associazione "IL FILO"di Napoli con Gennaro LAMURO
Vi invitiamo a visitate il sito della "Lettura Popolare della Bibbia in Itala" dove potete trovare molto materiale sui testi biblici provenienti anche dalle Comunità di base Brasiliane.
Sandro Gallazzi dal Brasile continua a regalarci emozionanti approfondimenti evangelici ..mentre ci prepariamo al 25° della LETTURA POPOLARE della BIBBIA in Italia dal 30/8 - al 3/9 a l CUM d dirhttps://www.youtube.com/watch?v=P5WNqx59QRg&t=50sUn saluto caro a tutte a atutti, SandroCredo che Pentecoste sia stata feconda di Spirito. Matteo ci aiuta a capire come vivere di e con lui.Carissime e carissimi, stavolta mando due video sul vangelo di Matteo. Abbiate pazienza.
https://www.youtube.com/watch?v=4lJWxqi_BIc
Visitate il Sito e la "Pagina Facebook" della LPB in Italia:
http://www.laparolanellavita.com/bibbia.html
https://www.facebook.com/groups/298698990237053/
Grazie dell'attenzione e arrivederci; Paolo, delle Comunità Crisitane di Base Italiane
( www.cdbitalia.it ; ogni settimana aggiornamenti da tutto il mondo )FeliceTENERO ( CUM ) commenta il Vangelo del 25 giugno 2017
http://www.fondazionecum.missioitalia.it/news.php?id=746#.WUwbAuvyjIU
Commento di Alessandro DEHO' sul vangelo lo trovi ogni sabato su
www.facebook.com/profile.php?id=100006664578370&fref=tsCommento di Paolo CURTAZ al Vangelo del 25 giugno 2017 "
https://youtu.be/vnak0h5Bj48 Il testo è disponibile anche nel sito web di "Ti racconto la Parola"
Felice Tenero commenta Mt 10,26-33 (Vangelo di domenica 25 giugno 2017).
"Non abbiate paura…di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima" (v.28).
Sono molte le paure che schiacciano lo spirito e l'anima delle persone. La paura produce molti danni. Dove cresce la paura, si perde di vista Dio e si soffoca la bontà che c'è nel cuore delle persone. La vita si spegne e la gioia scompare. La comunità dei seguaci di Gesù deve essere, prima di tutto, un luogo dove le persone si liberano dalle loro paure e imparano a vivere confidando nel Signore. Una comunità ove si possa respirare una pace contagiosa e vivere una relazione amichevole che renda possibile ascoltare la voce del Maestro: "Non abbiate paura!"...
" Non è più tempo di paure. Ciò che rovina la chiesa, non sono i persecutori, ma i ghetti, i muri di separazione e le torri di difesa. Ciò che è stato confidato agli apostoli non deve restare gelosamente custodito in circoli chiusi, ma deve essere proclamato apertamente con i fatti prima ancora che con le parole. Per le comunità cristiane la vergogna non è l'insuccesso o la persecuzione, ma la fuga dinanzi al rischio del Vangelo." ...
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@"Versicoli quasi ecologici" dalla raccolta "Res Amissa" uscita postuma nel 1991Non uccidete il mare,la libellula, il vento.Non soffocate il lamento(il canto!) del lamantino.Il galagone, il pino:anche di questo è fattol’uomo.
E chi per profitto vilefulmina un pesce, un fiume,non fatelo cavalieredel lavoro.
L’amore finisce dove finisce l’erbae l’acqua muore.
Dovesparendo la forestae l’aria verde, chi restasospira nel sempre più vastopaese guasto:
Comepotrebbe tornare a essere bella,scomparso l’uomo, la terra»Giorgio Caproni
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23-25 giugno con la
Lettura Popolare della Bibbia
a Verona
Tre giorni di approfondimento biblico con i
GRUPPI VERONESI DI LETTURA
POPOLARE DELLA BIBBIA
" il sogno di Gesù e ..."
cammini, fatiche e limiti
delle primecomunità cristiane
Gli incontri si terranno presso i locali parrocchiali di
Santa Maria in Stelle (Vr),
il VENERDI', il SABATO e la DOMENICA,
dal 23 al 25 giugno 2017.
Orario degli incontri:
dalle 09.15 alle 12.30 il mattino,
dalle 15.00 alle 18.30 il pomeriggio.
Contributo richiesto per l'organizzazione: 5 euro per giorno.
Per le iscrizioni (gradite perchè ci consentono di organizzarci meglio)
e per ulteriori informazioni:
Elena 045 557102, Fausto 045 8920381
Silvana 045 976507, Daniele 3388467147
www.facebook.com/groups/298698990237053/ www.laparolanellavita.com
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venerdì 23 giugno 2017 e sabato 24 giugno 2017, Villa Buri di Verona
“FENOMENI MIGRATORI TRAFFICO DI ESSERI UMANI E NUOVE FORME DI SCHIAVITÚ
LO STATO DELL’ARTE E LE PROSPETTIVE FUTURE”.
Avvocato di Strada, sede di Verona, La invita a partecipare agli incontri che si terranno presso Villa Buri di Verona, nelle giornate di venerdì 23 giugno 2017 e sabato 24 giugno 2017, inerenti i “FENOMENI MIGRATORI TRAFFICO DI ESSERI UMANI E NUOVE FORME DI SCHIAVITÚ LO STATO DELL’ARTE E LE PROSPETTIVE FUTURE”.
In allegato, per comodità, Le trasmettiamo l'invito e la locandina dell'evento.
La preghiamo, qualora fosse interessato, di dare cortese conferma della partecipazione, sia per quanto concerne l’iscrizione alle sessioni del convegno del 23 e 24 giugno, sia per quanto riguarda l’aperitivo-cena e a seguire i due concerti di autofinanziamento che si terranno venerdì sera 23 giugno, al seguente indirizzo email: iscrizioneconvegnoads201...@gmail.com .
Sperando di ritrovarci in quest'occasione, La ringraziamo e Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Barbara Bonafini
Avvocato di strada Verona
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@Sabato 24 ore 20.45 a Sezano (Vr)
Incontro con l'Autore
Conversazione con Armando Lanza autore del libro
“Le scarpe dimenticate. Acqua santa e Brigate rosse.
Il percorso di una vita”
Presentazione Avv. Guariente Guarienti
Conosco da trentacinque anni Armando Lanza. Nel gennaio 1982, quando venne arrestato per aver partecipato al sequestro del generale americano James Lee Dozier, mi nominò difensore di fiducia. Fin da allora ebbi l’impressione di trovarmi davanti ad una persona generosa, un idealista, impegnato a cambiare il mondo, a lottare contro le diseguaglianze e le ingiustizie. Fu una scelta profondamente sbagliata ma totalmente estranea a interessi personali e vissuta nell’ottica di un ideale. Non ho mai cambiato opinione. La storia sincera, appassionata e appassionante della vita di Armando, che questo libro racconta, conferma pienamente il mio primo convincimento. L’idea iniziale di una risposta alle domande della figlia decenne che voleva conoscere il passato del padre si allarga poco per volta. Armando si convince che quanto sta scrivendo può diventare “uno strumento di riflessione utile per chiunque, soprattutto per i giovani che come (sua) figlia, si preparano ad affrontare un futuro incerto e avaro di prospettive”. Guariente Guarienti
L’autore dialogherà con l’avvocato Guariente Guarienti
Intermezzi musicali di Joseph Buysse
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@SABATO 24 GIUGNO 2017 alle ore 21.00
presso la CASA DELLA PACE FILIPPO DE GIORLAMO
in via Enna 12 Verona (Bgo. Nuovo), alla serata teatrale:
"SE VUOI COSTRUIRE UNA NAVE INSEGNA LA NOSTALGIA DEL MARE APERTO"
con Massimo Totola e Sbibu, sul tema del carcere e dei diritti. (Vedi volantino allegato).
Vi aspettiamo numerosi !!!
DIRITTI PER LE NOSTRE STRADE E ASSOCIAZIONE PER LA PACE TRA I POPOLI
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Napoli 7-11 luglio con la
Lettura Popolare della Bibbia
Casa dei Vicenziani: in centro storico e b§b
(camera singola - doppia)
"Il cammino della chiesa nei primi secoli":
Una lettura della riforma della chiesa oggi
(Facilitano: Soave Buscemi e e Felice Tenero)
Per info e iscrizioni: felice...@gmail.com - 342 0560109 . Costo totale del corso 250 euro.
(vedi in ALLEGATO LPB ESTATE )
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@23 -29 luglio Formazione Ecumenica SAE“E’ parso bene allo Spirito Santo e noi" (At 15,28).
Riforma, profezia tradizione nelle Chiese 54ª Sessione di formazione ecumenica SAE
SANTA MARIA DEGLI ANGELI (ASSISI) 23-29 LUGLIO 2017
Dal 23 al 29 luglio si svolgerà alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli (Assisi) la 54ª Sessione di formazione ecumenica del Segretariato Attività Ecumeniche (SAE), associazione interconfessionale di laici a partire dal dialogo ebraico-cristiano.
I lavori, sul tema “E’ parso bene allo Spirito Santo e noi” (At 15,28). Riforma, profezia tradizione nelle Chiese”, riprendono e articolano in modo nuovo il trinomio esaminato nel 2016. In primo piano, in questo anno di celebrazioni dell’ “evento Lutero”, è l’elemento della Riforma, riferito non solo come momento storico che ha originato nuove denominazioni cristiane, ma più in generale come esigenza di rinnovamento in ogni chiesa che si riferisce al messaggio di Gesù di Nazareth.
A caratterizzare la sessione è la sinergia tra contenuti e forme che costituiscono parte integrante di quella che si offre come un’esperienza ecumenica integrale. Conferenze, tavole rotonde, ma anche gruppi di studio che articolano ed approfondiscono il tema generale, laboratori di narrazione e di cinema, meditazioni bibliche mattutine e liturgie confessionali ed ecumeniche serali, canto, momenti conviviali che relazionano persone di diverse confessioni dal sud al nord dell’Italia.
Al centro di ogni momento c’è il valore della relazione, anima della realtà trinitaria, dinamica che pervade l’intera realtà umana. L’incontro tra persone che provengono da diverse aree della penisola è arricchito e potenziato dalla presenza di relatori, relatrici e partecipanti appartenenti a diverse confessioni e denominazioni cristiane, alla religione ebraica e islamica, docenti universitari e ricercatori. Nelle plenarie interverranno, tra le voci evangeliche, Eric Noffke, Paolo Ricca, Luca Maria Negro, Davide Romano; tra quelle cattoliche Lisa Cremaschi, Francesca Cocchini, Severino Dianich, Carlo Molari, Simone Morandini, Giovanni Cereti, Gianfranco Bottoni, Andrea Grillo; tra le voci ortodosse Traian Valdman e Dionisios Papavasileiou.
Come ogni anno non mancherà la presenza ebraica, interverranno infatti la storica Anna Foa, il saggista Bruno Segre, la rabbina Barbara Aiello, né quella islamica attraverso l’intervento di Nibras Breigheche. Coordineranno i gruppi di studio, tra gli altri, Brunetto Salvarani, Placido Sgroi, Anna Maffei, Ermanno Genre.
Contribuiranno allo svolgimento del programma membri delle comunità operanti nel territorio: i monaci di Bose, operanti a San Masseo, la Pro Civitate Christiana di Assisi che ospiterà il Culto di Santa Cena, presieduto dal pastore Antonio Squitieri, le suore dell’Atonement di Assisi. La preghiera ortodossa presieduta dall’arciprete ortodosso romeno George Vasilescu sarà ospitata nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Alla Domus Pacis si terranno le celebrazioni ecumeniche di apertura e di chiusura della sessione che ospiterà anche l’Eucaristia cattolica, presieduta da don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale ecumenismo e dialogo della CEI, e l’accoglienza dello Shabbat a cura dello psichiatra ebreo Sandro Ventura.
Secondo una bella consuetudine delle sessioni SAE saranno attivate attività specifiche per i bambini e i ragazzi.
Per informazioni e iscrizioni:
tel. 373.5100524 (ore 12-14; 19-21)
S.A.E.–P.zza S. Eufemia, 2 – 20122 Milano
per info saenaz...@gmail.com - www.saenotizie.it
@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ESTATE 2017 a Sezanomartedì 1 – venerdì 4 agostoIl canto delle lacrime
con Maciej Bielawski
Penthos, compunzione, dono delle lacrime, pianto, compassione sono parole associate a esperienze profonde comuni a tutti, ma di difficile comprensione e di cui alcuni sono riusciti a parlare. Li ascolteremo, chiedendoci chi siamo e qual è il ruolo dell’affettività nel cammino spirituale.Giovanni Climaco: “Le lacrime sono veramente un dono del Signore. Poiché non è possibile dolcezza spirituale senza amarezza, quando Dio nel segreto consola i contriti di cuore”.Gesù di Nazareth: “Beati coloro che piangono, perché saranno consolati”.
Programma delle giornate
ore 09.15 - 09.45 Meditazione guidata da Maciej Bielawski
ore 10.00 - 12.30 Incontro con Maciej Bielawski (pausa intermedia)
ore 13.00 pranzo
ore 16.00 – 18.00 momenti di fraternità... preghiera...
ore 19.30 cenaContributo economico
Quanto verrà chiesto al momento dell'iscrizione che sarà il 1 agosto mattina è indicativo. Una parte servirà per sostenere le spese del corso (relatore e materiale vario); l'altra per il vitto e l'alloggio. In sostanza si propone un'offerta libera in base alle proprie possibilità.Per chi lo desidera è possibile la residenzialità scrivendo a nicolett...@gmail.com
Ogni settimana a Sezano :
Domenica ore 9.15 – 10.45 Pratica di meditazione “la Via del silenzio”
e lettura condivisa del testo di Corrado Pensa e Neva Papachristou “Dare il cuore a ciò che conta”
Venerdì ore 18.30 – 19.30 Lectio divina sul Vangelo della domenica successivahttp://monasterodelbenecomune.blogspot.it/| monasterodelbenecomune@gmail.com
http://stimmatinisezano.blogspot.it/ | per accoglienza scrivere a: nicolett...@gmail.co
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30 agosto - 3 settembre 2017 25° LPB: " Nuove pratiche e nuovi Linguaggi"
25°anniversario
Lettura Popolare della Bibbia in Italia
- 1993 - 2017 -
Celebrando i nostri cammini…
Verona al CUM: 30 agosto - 3 settembre 2017
Tema:
"Venti nuovi per nuovi cammini"
ALLA RICERCA DI NUOVE PRATICHE
E NUOVI LINGUAGGI CHE APRANO AL RESPIRO DELLA VITA
(donne, impoveriti, terra).
Programma:
30 agosto: h 17,00 arrivi e sistemazione
31 agosto: in ascolto delle donne (Soave e Elaine)
01 settembre: in ascolto della terra e degli impoveriti
(Tea e Sebastiao Armando)
02 sett.: in cammino come Popolo (Sandro e Annamaria) 03 sett: Celebrazione e festa conclusiva (termina con il pranzo)
cegliete oggi chi volete servire (Gs 24,15)
(VEDI DETTAGLI IN ALLEGATO)
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Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo - Bozzolo (Cremona)- Martedì, 20 giugno 2017Cari fratelli e sorelle, buongiorno!Mi hanno consigliato di accorciare un po’ questo discorso, perché è un po’ lunghetto. Ho cercato di farlo, ma non ci sono riuscito. Tante cose venivano, di qua e di qua e di qua… Ma voi avete pazienza! Perché non vorrei tralasciare di dire tutto quello che vorrei dire, su don Primo Mazzolari.Sono pellegrino qui a Bozzolo e poi a Barbiana, sulle orme di due parroci che hanno lasciato una traccia luminosa, per quanto “scomoda”, nel loro servizio al Signore e al popolo di Dio. Ho detto più volte che i parroci sono la forza della Chiesa in Italia, e lo ripeto. Quando sono i volti di un clero non clericale, come era quest’uomo, essi danno vita ad un vero e proprio “magistero dei parroci”, che fa tanto bene a tutti. Don Primo Mazzolari è stato definito “il parroco d’Italia”; e San Giovanni XXIII lo ha salutato come «la tromba dello Spirito Santo nella Bassa padana». Credo che la personalità sacerdotale di don Primo sia non una singolare eccezione, ma uno splendido frutto delle vostre comunità, sebbene non sia stato sempre compreso e apprezzato. Come disse il Beato Paolo VI: «Camminava avanti con un passo troppo lungo e spesso noi non gli si poteva tener dietro! E così ha sofferto lui e abbiamo sofferto anche noi. E’ il destino dei profeti» (Saluto a pellegrini di Bozzolo e Cicognara, 1 maggio 1970). La sua formazione è figlia della ricca tradizione cristiana di questa terra padana, lombarda, cremonese. Negli anni della giovinezza fu colpito dalla figura del grande vescovo Geremia Bonomelli, protagonista del cattolicesimo sociale, pioniere della pastorale degli emigranti.
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Scegliete oggi chi volete servire (Gs 24,15)
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Notizie da
Chiesa di tutti Chiesa dei poveri
Newsletter n° 23 del 21 giugno 2017
Cari amici,martedì 20 giugno è stato un giorno di festa per il viaggio del papa a Bozzolo e a Barbiana, alla scoperta del prete italiano, celebrato come amico dei poveri e del Vangelo e non come “funzionario del sacro”; tali furono don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, proposto quest’ultimo come modello per parroci e preti e per il papa stesso.
Prima che egli andasse alla tomba di don Milani per farsi perdonare, la Civiltà Cattolica, che a suo tempo fu interprete della Chiesa che condannava il maestro di Barbiana non avendone riconosciuto la “profezia”, ha pubblicato un caloroso articolo del suo vicedirettore, Giancarlo Pani, per attestare il cambiamento dei tempi e celebrare, come dice il titolo dell’articolo, un “prete cristiano”. Per gentile concessione della rivista ne pubblichiamo un estratto, rinviando per il testo integrale a un apposito link.
È stata intanto data notizia che in Vaticano un apposito gruppo di lavoro sta elaborando “a livello internazionale e di dottrina giuridica della Chiesa la questione relativa alla scomunica per corruzione e associazione mafiosa”. La novità ha avuto una grande risonanza in Italia dove alto è il livello di corruzione e dove i mafiosi ostentano devozione alla Chiesa e veri o presunti favori ecclesiastici; la notizia, come ha riferito la newsletter dell’Instituto Humanitas Unisinos, ha avuto però anche un forte impatto in America Latina dove talvolta “religiosità popolare e crimine organizzato si incrociano tessendo un perverso sincretismo”, e dove i rei di narcotraffico si raccomandano a ‘Nossa Senhora’ e ai santi.
La lotta alla corruzione è uno degli indicatori di questo pontificato. Sempre Francesco la denuncia come una gravissima piaga sia in ambito ecclesiale che civile, e a questa denuncia non fa ostacolo l’illimitata apertura alla misericordia che è propria del suo ministero papale; una volta disse nell’omelia a Santa Marta ( il 16 marzo 2017) che, al contrario di quanto accade per gli altri peccati, la corruzione è una strada da cui non si può tornare indietro, ”perché abitualmente, il peccatore se si pente torna indietro; il corrotto difficilmente, perché è chiuso in se stesso”
Secondo Alberto Melloni, che lo ha scritto su Repubblica del 18 giugno, la svolta di papa Francesco è rilevantissima per tre motivi: “perché ricorre alla norma, perché condanna categorie che vede essere parte della Chiesa e per lo strumento della scomunica che adotta, con implicazioni universali e nazionali”.
Anzitutto, la norma. “Francesco ha una predilezione tenace, talvolta ostinata, per le riforme a norme invariate. Ha trasformato il sinodo dei vescovi in un quasi-concilio, senza una legge; ha impiantato un organo di collegialità effettiva, atteso da mezzo secolo, con un chirografo di tre righe; ha rimesso al suo posto una paginetta del catechismo sulla omosessualità con una domanda retorica fatta ad alta quota; ha risolto decenni di dispute sulla ammissione dei divorziati risposati alla eucarestia con una nota di esortazione apostolica e una espressione (‘in certi casi’) che ricorre centinaia di volte nel catechismo e nel codice di diritto canonico. Che si faccia una legge non vuol dire che si sia arreso a forme non sue: ma il contrario. Ha cioè individuato in questo tema una questione che ha a che fare non con la ‘morale sociale’, ma con la dignità dei poveri, che delle mafie e delle corruzioni sono le vittime e con quella teologia della liberazione dalla mafia senza la quale la Chiesa rischia di predicare a vuoto.
“La condanna, poi. Francesco sa bene che il vissuto religioso è profondamente intrecciato ai fenomeni mafiosi: sa che i boss si mostrano pii e sa che lo fanno perché hanno avuto spazio per farlo”. Questa forma di autoassoluzione, continua Melloni, va tagliata “con la nettezza con cui Francesco, visitando tre anni fa esatti la diocesi di monsignor Galantino, scandì: ‘I mafiosi sono scomunicati’.
“Infine lo strumento della scomunica. Che colpisce l’immaginario secolarizzato come pena capitale, ma che in realtà nell’ordinamento canonico è pena medicinale, che vuole aprire una via di conversione. La Chiesa non può considerare eguali i portatori di connivenze o affari e la manovalanza di delinquenti e assassini che hanno facce segnate da sfruttamenti non meno tragici di quelli che colpiscono le loro vittime. La scomunica ha quindi senso se è la prima riga di una teologia della liberazione dalla corruzione mafiosa che insegni alla Chiesa e allo Stato che il moralismo, la retorica e l’antipolitica non solo non bastano, ma che senza un orizzonte di redenzione (quello che nel linguaggio politico si chiama giustizia) possono diventare lubrificante del male.
“Se il Papa insegna che il povero e il popolo non sono spettatori di una partita ad armi impari fra legalità e illegalità ma vittime, sveglia le sue comunità; ma forse sveglia anche una società troppo desiderosa e interessata ad assuefarsi a mali battibili”
Così Alberto Melloni. Si può aggiungere come un pontificato interamente proiettato sulla misericordia sia anche capace di severità. Questo vuol dire che se papa Francesco non reagisce con severità alla guerra che gli viene fatta anche da ambienti interni alla struttura ecclesiastica (è di questi giorni una seconda lettera di accusa dei quattro cardinali che gli avevano espresso i loro “dubia” sulla “Amoris laetitia” e la comunione ai divorziati risposati) non lo fa perché gliene mancherebbe l’energia, ma perché gli sovrabbonda la carità.Con i più cordiali saluti
www.chiesadituttichiesadeipoveri.it
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Libro BRUNO BORGHI. Il prete operaio amico di don Lorenzo Milani
Bruno Borghi è stato non solo uno degli amici più stretti di
Lorenzo Milani e il primo prete operaio italiano ma anche uno
dei protagonisti delle vicende ecclesiali, sociali e politiche della
realtà fiorentina, a partire dagli anni ’50 e ’60 del ‘900
fino agli inizi del nuovo secolo.
Invio in allegato comunicato relativo all’uscita del libro
Bruno Borghi. Il prete operaio,
Centro di Documentazione Pistoia Editrice , giugno 2017.
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IL PERCHÉ’ DELLA VIOLENZA NELL'ESSERE UMANO E NELLA SOCIETÀ
Leonardo Boff*
Stiamo vivendo, a livello nazionale e mondiale, situazioni di violenza che sfidano la nostra capacità di comprensione. Non solo di esseri umani contro altri esseri umani, specialmente nel nord Africa, in Sudan, in Medio oriente e tra noi, ma anche contro la natura e la Madre Terra. Il Papa Francesco nella sua enciclica ecologica sulla cura della Casa Comune ha scritto e colpito nel segno: ”Mai abbiamo maltrattato e ferito la nostra Casa Comune, come negli ultimi due secoli” (n.53). Non senza ragione si sta imponendo l’idea che stiamo inaugurando una nuova era geologica, l’Antropocene secondo il quale la grande meteora che sfiora minaccioso la vita sul pianeta è proprio l’essere umano. Lui è diventato il Satana della Terra mentre era stato scelto come angelo buono e responsabile del giardino piantato in Eden.
L’esistenza della violenza, non raramente con spaventose forme di crudeltà, rappresenta una sfida alla nostra capacità di capire. Teologi, filosofi, scienziati e saggi non hanno trovato fino ad oggi una risposta convincente.
Vorrei presentarvi, in modo sommario, la proposta di un noto pensatore francese, vissuto molti anni negli USA e morto nel 2015: René Girard (1923-2015). Apprezzava i miei scritti e la teologia della Liberazione in genere, fino al punto di aver organizzato a Piracicaba-SP, un incontro (29/06/1990) con vari teologi e teologhe, perché vedeva in questo tipo di teologia la possibilità del superamento della logica della violenza.
Della sua vasta opera metto in risalto soprattutto le due principali: Il sacro e la violenza (Rio 1990) e Cose nascoste fin dagli inizi del mondo (Rio 2005). Qual è la singolarità di Girard? Lui parte dalla tradizione filosofico-psicanalitica, che sostiene essere il desiderio una delle forze strutturanti dell’essere umano. Siamo esseri-desiderio. Questo non conosce limiti e desidera la totalità degli oggetti. Essendo il desiderio indeterminato, l’essere umano non sa come desiderare. Impara a desiderare imitando il desiderio degli altri (“desiderio mimetico, nel linguaggio di Girard).
Tutto ciò appare chiaro nei bambini. Anche se possiede molti giocattoli, un bambino desidera soprattutto quelli di un altro bambino. E lì nasce la rivalità tra i due. Uno vuole il giocattolo tutto per sé, escludendo l’altro. Se altri bambini entrano nel gioco del mimetismo, nasce un conflitto di tutti contro tutti.
Questo meccanismo, afferma Girard, è paradigmatico per l’intera società. La situazione di rivalità-esclusione si supera soltanto quando tutti si uniscono contro uno, facendone il capro espiatorio. Lui è reso colpevole di volere solo per sé l’oggetto. Nell’atto di unirsi contro di lui, dimenticano la violenza tra di loro e convivono con un minimo di pace.
In effetti le società vivono creando capri espiatori. I colpevoli sono sempre gli altri: lo Stato, il PT, i politici, la polizia, i corrotti, i poveri e via dicendo. Importante non dimenticare che il capro espiatorio nasconde, e basta, la violenza sociale, visto che tutti continuano a gareggiare tra di loro. Perciò la società gode di un equilibrio fragile. Di tanto in tanto, con o senza capro espiatorio esplicito, la violenza si manifesta soprattutto in coloro che si sentono danneggiati e cercano una rivalsa. Bene si esprime Rubem Fonseca nel suo libro O cobrador. Un giovane di classe media impoverita, per varie circostanze commette atti illeciti. Si sente defraudato dalla società dominante e confessa: “sono miei debitori degli anni di collegio… di un tramezzino alla mortadella dal fornaio, un gelato, un pallone da calcio, una ragazza di vent’anni, piena di denti e profumo, Da sempre io ho avuto una missione e non lo sapevo. Ora lo so… So che se tutti i falliti come me, facessero come me, il mondo sarebbe migliore e più giusto”.
Qui stiamo ricercando una soluzione individuale per un problema sociale. Nella misura in cui rimane un problema individuale non causa problemi rilevanti. Al contrario i responsabili principali di violenza strutturale sono le classi dominanti che accumulano per sé a costo dell’impoverimento degli altri. Quanto più duramente si applicano le leggi contro gl’impoveriti tanto più sicuri si sentono i veri causatori dell’impoverimento.
Chiaramente riescono a occultare il fatto che sono loro le principali cause i di una situazione permanente di violenza che l’impoverimento implica.
Più ancora, viviamo in un tipo di società il cui asse portante è la glorificazione del consumo individualistico. La pubblicità enfatizza che qualcuno proprio qualcuno-super quando consuma un prodotto esclusivo che gli altri non hanno. Si suscita il desiderio mimetico di impadronirsi dei beni dell’altro. Questa logica perpetua la violenza.
Ma il desiderio non è solo concorrenziale, dice Girard. Questo può essere cooperativo. Tutti si uniscono per condividere lo stesso oggetto. Erano concorrenti, ora sono alleati. Tale proposito genera una società più cooperativa che competitiva e una democrazia partecipativa. Qui Girard vedeva l’oppressore, ma diventa libero e insegna a non creare capri espiatori, ma ad assumere il compito di costruire una società più egualitaria e inclusiva. Così dunque avremo più pace che violenza.
*Leonardo Boff è teologo, filosofo, articolista del JB on line.
Traduzione di Romano Baraglia e Lidia Arato.
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IL POTERE DEL POPULISMO
Sull'ultimo numero di ROCCA (il numero 12 del 15 Giugno) Stefano Cazzato scrive un bellissimo e interessantissimo, nonché attualissimo, articolo su Water Lippmann e sulla sua riflessione sul "potere della masse" e, quindi, sul POPULISMO!
Normalmente non uso superlativi, non mi piacciono, ma in questo caso i tre superlativi li trovo necessari!
Di Lippmann si ricorda (oltre a uno dei primi studi documentati sui pregiudizi e gli stereotipi, che egli definisce deformazioni semplificate e generalizzate della realtà) l’importante lavoro sul potere delle masse.
Vi si legge:
«...Il nuovo soggetto collettivo (il potere delle masse ndr.) che dagli inizi del XX secolo comincia, nel bene e nel male, a condizionare le decisioni dei governi e le politiche degli Stati. Le masse operano una rivoluzione oscura e, che si facciano sentire in modo rumoroso o silenzioso, prendono il posto delle élite e delle classi dirigenti, le quali, invece di sviluppare una vera leadership e di assumersi la responsabilità di scelte giuste ma impopolari, cominciano a sviluppare il discorso demagogico come strumento di persuasione e di governo. Una sciagura, che avrà conseguenze pesantissime sul senso e sulle procedure delle democrazie
occidentali, secondo Lippmann».
Vi consiglio di continuare a leggere l'allegato.
Un caro saluto a tutte e tutti.
Aldo
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