Salve a tutti,
intervengo come dirigente, naturalmente, sottolineando l'uso
leggermente "improprio" di questa mailing list a scopi sindacali.
E' evidente, tuttavia, che ogni strumento di comunicazione deve e
può essere utilizzato nei modi e per gli scopi legittimi che gli
utenti individuano.
Orbene sulla legittimità e la possibilità di continuare in questo
senso non vi è alcun dubbio: al limite modificheremo il titolo della
mailing list chiamandola solo <<Consorzio Sì>> e
facendone un mezzo di comunicazione più allargato tra le scuole del
consorzio (potrebbe essere un'ottima idea). Anzi, fatemi
sapere cosa ne pensate: lo farei al più presto, nel caso.
Mi rimane un leggero sapore amaro in bocca, tuttavia, constatando il
numero e la "combattiva" qualità dei messaggi dedicati al problema
delle 24ore, se lo confronto con il dibattito generato dalle
competenze, che mi è sembrato in questi mesi un tantino dirigista e
poco partecipato da parte dei veri soggetti interessati.
Ma si tratta, naturalmente, del punto di vista di un preside.
Mi auguro ancora che nella individuazione delle forme di lotta non
siano penalizzati i colleghi docenti che lavorano già ora
indefessamente per molto più di ventiquattro ore alla settimana, a
scapito di quei pochi che avrebbero tutto l'interesse a lottare con
i mancati emolumenti e il non riconosciuto lavoro degli altri.
Inoltre ritengo che forme di lotta che penalizzino l'offerta
formativa vadano a scapito degli alunni e degli interessi
complessivi della nostra società: esse del resto, come nel caso del
blocco delle attività pomeridiane tout court, compresi
consigli di classe, dipartimenti, ecc., mi sembrano contrarie alla
normativa, pertanto richiedono un surplus di responsabilità
maggiore da parte di coloro che decidono di attuarle.
Per quanto mi riguarda, io sono un sostenitore dello "vecchio"
sciopero. Ritengo che, anche forzando la mano alla normativa, tre
giorni di sciopero consecutivi dei lavoratori della scuola, se
effettuati in modo compatto, potrebbero essere un'arma fondamentale
nelle nostre mani.
Buona giornata e buona lotta.
Francesco Scaramuzzi