Fai/Conftrasporto ha espresso, infatti, "compiacimento per la decisione del Governo che, su iniziativa del ministro Salvini, ha deciso di aprire una procedura attesa da tempo e da noi stessi richiesta ai governi precedenti (purtroppo senza che iniziative concrete, al di l di alcune lettere, venissero assunte)".
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Nella nota del presidente Paolo Ugg, si sottolinea che "Le limitazioni al Brennero che l'Austria giustifica con scelte di politica ambientale danneggiano l'intero sistema economico. L'importanza del valico confermata dalle entit del valore delle merci che lo attraversano: per l'Austria transitano circa 60 milioni di tonnellate di merci".
Anche Anita ha commentato parlando di "una presa di posizione storica, attuata grazie all'iniziativa e alla tenacia del Ministro Salvini":
"Questa iniziativa - ha dichiarato il presidente di Anita, Riccardo Morelli - pone finalmente con forza all'attenzione delle istituzioni europee la centralit del corridoio del Brennero per il nostro Paese e per l'intera Europa, in quanto l'Italia esporta oltre il 60% della propria produzione attraverso i valichi alpini".
Stessa soddisfazione giunta da CNA Fita.
"Nella nota spedita a Bruxelles l'Italia lamenta che l'Austria, con i divieti di circolazione introdotti, ostacola la libera circolazione delle merci tra gli Stati membri" si legge in un comunicato dell'associazione che sottolinea anche che "esistono quindi le premesse per un positivo riscontro della Corte di giustizia Ue che pu essere chiamata a intervenire quando viene ritenuto che uno Stato ha mancato a uno degli obblighi derivanti dai Trattati".
La lettera stata accolta come une "grande notizia" anche da Fiap. Il segretario generale Alessandro Peron evidenzia che si tratter di un confronto "tutt'altro che semplice e, per certi versi, aspro, nonostante il principio della libera circolazione delle merci, fondante l'Unione, sia dalla nostra parte". "L'auspicio - conclude - che si concretizzi a nostro favore lo sforzo profuso dalle istituzioni."
Caro Primo Ministro. Inizia cos la lettera strettamente riservata inviata dalla Bce al Governo italiano datata 5 agosto scorso e firmata dal presidente Jean Claude Trichet e dal futuro numero uno dell'Eurotower, Mario Draghi. Una missiva dettagliata pubblicata sul Corriere della Sera, in cui la banca centrale europea indica le misure antispeculazione da adottare con urgenza dall'Italia per rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilit del bilancio e alle riforme strutturali: dalle liberalizzazioni alla riforma del mercato del lavoro e delle pensioni alla pubblica amministrazione.
Caro Primo Ministro,
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un'azione pressante da parte delle autorit italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell'area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che tutti i Paesi dell'euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali. Il Consiglio direttivo ritiene che l'Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilit di bilancio e alle riforme strutturali.
Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.
Nell'attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure: 1.Vediamo l'esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di pi ed cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l'aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualit dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano pi adatti a sostenere la competitivit delle imprese e l'efficienza del mercato del lavoro.
a) E' necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.
b) C' anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi pi rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L'accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.
Centinaia di documentaristi hanno firmato una lettera per il ministro della Cultura per chiedere una redistribuzione dei fondi della cultura con una specifica sezione del ministero dedicata al documentario. Il settore a rischio
Siamo un gruppo significativo di documentaristi indipendenti italiani e lanciamo questo
appello pubblico in un periodo critico, aggravato dai recenti tagli finanziari annunciati dal
ministro Sangiuliano. Queste misure infatti hanno ulteriormente intensificato le
preoccupazioni riguardanti il futuro del nostro settore. Desideriamo evidenziare come, negli ultimi anni, il Ministero della Cultura abbia favorito in modo marcato il cinema di finzione, sia in termini di contributi selettivi, sia per quanto riguarda il Tax Credit, nel quale il documentario ha ottenuto soltanto il 6 per cento nel 2022.
Parallelamente, il nuovo Contratto di Servizio della Rai per il 2023-2028 non ha finora
definito un ruolo specifico e chiaro per il documentario, rischiando di escluderlo
completamente dalle future produzioni e diffusioni per i prossimi 5 anni.
Molti colleghi, dirigenti e responsabili politici al di fuori della comunit dei documentari non sono a conoscenza della crisi in corso. L'idea di un'et d'oro del documentario un mito alimentato dalle piattaforme streaming. Queste tendono a focalizzarsi per su temi
popolari come il crimine o le celebrit, spesso attraverso case di produzione con legami
stranieri che, importante notare, hanno ampio accesso ai finanziamenti pubblici.
L'essenza del documentario indipendente, che si concentra su temi sociali, culturali e
politici cruciali, rischia di essere soffocata. La situazione per i documentaristi indipendenti preoccupante: i fondi per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione sono praticamente inesistenti per il documentario, rendendo quasi impossibile sostenere una professione in questo campo.
Nonostante gli ostacoli, continuiamo ad alimentare la cultura e il dibattito sociale attraverso il nostro lavoro. I documentari indipendenti non solo sfidano i pregiudizi ma rappresentano un pilastro fondamentale per una democrazia sana, fornendo una prospettiva critica spesso assente nei media mainstream.
Il documentario italiano, un'eccellenza riconosciuta a livello mondiale, una presenza
costante e acclamata nei festival internazionali, conquistando ogni anno premi e
riconoscimenti di rilievo nel mondo dei festival del documentario e del cinema. Questo
dimostra l'importanza e la rilevanza del documentario italiano sul palcoscenico globale,
nonostante gli investimenti esigui rispetto ai film di finzione. inoltre un settore composto perlopi da piccole case di produzione che frequentano i mercati internazionali, spesso unica forma di finanziamento possibile.
Chiediamo una redistribuzione dei fondi della cultura con una specifica sezione del
ministero dedicata al documentario, che ha un processo creativo e produttivo molto
differente dal cinema di finzione. In aggiunta, sollecitiamo Rai e Rai Cinema a sviluppare un piano ben definito per il settore documentaristico, accompagnato da un budget annuale dedicato e da un processo trasparente per la selezione dei progetti.
Vi mai capitato di dover inviare una lettera con un certificato o altro tipo di documentazione in copia originale e non avere idea da dove iniziare? Ecco come spedire una lettera online in tre diverse modalit:
Grazie alle tecnologie moderne spedire documenti tramite il servizio di spedizione lettere oggi riesce ad essere pi pratico e funzionale rispetto al classico metodo tramite posta, grazie, soprattutto, alla rete e alla nascita degli spedizionieri online. Oggi vi spiegheremo quindi come inviare lettera sul web in modo veloce, sicuro, pratico e conveniente. Si esatto spedire buste online possibile.
Ma perch sprecare tempo e risorse alla ricerca del francobollo, della busta, della buca delle lettere e, diciamocelo, anche delle modalit con cui trascrivere correttamente i dati di spedizione su una lettera (chi se lo ricorda pi!?) quando si pu fare tutto in modo pi semplice, attraverso un touch sul display del proprio smartphone?
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