Negli anni successivi ha aperto una scuola di tiro nella sua città natale, continuando a competere a livello nazionale ed internazionale. Dal 2011 è allenatore della squadra nazionale juniores di pistola. Ai Giochi della XXXI Olimpiade del 2016 ha commentato per Rai Sport le gare di tiro a segno.
Assunta Patané, una giovane siciliana segretamente innamorata del compaesano Vincenzo Macaluso, viene sequestrata e condotta in una masseria, dove i due consumano una notte d'amore. La mattina dopo l'uomo fugge a Londra onde evitare il matrimonio riparatore. Caduta in disgrazia, la ragazza è costretta a cercarlo per ripagare l'onta. Giunta nel Regno Unito, Vincenzo, appreso del suo arrivo, fugge puntulmente dalla donna intenzionata ad assassinarlo. La ragazza oltre a pedinarlo, trova vari lavori per mantenersi.
Si trova nel reparto di rianimazione la donna di 35 anni ferita all'addome da più colpi di pistola sparati dal compagno. All'ospedale di Legnano è arrivata in codice rosso e subito è stata sottoposta a un'operazione chirurgica durata ore. La prognosi resta riservata: purtroppo è ancora presto per capire se la donna è fuori pericolo.
La 35enne, di origini sudamericane, si trovava nella sua casa in via dell'Acquedotto a San Giorgio su Legnano, nel Milanese, quando con il compagno è scoppiata una violenta lite finita tragedia. L'uomo, un 42enne, ha impugnato la pistola del cognato, che è una guarda giurata, e ha sparato diversi colpi. Il cognato e la moglie, nonché la sorella della 35enne, vivono insieme alla coppia ma nel primo pomeriggio di oggi lunedì 13 novembre non erano in casa. Il compagno al culmine della lite ha iniziato a sparare colpendo la donna all'addome: questa per sfuggire alla sua violenza si è calata dal balcone. A prenderla al volo è stato il vicino di casa del piano di sotto, il 38enne Antonio Franzè.
Si chiama Maura Cavallero, ha 58 anni ed è una imprenditrice che risiede con il compagno a Sestri Levante (Genova), la donna ferita in Corsica da colpi di arma da fuoco mentre si trovava dentro al suo camper. L'ipotesi di reato sulla quale la procura di Bastia ha aperto un'inchiesta è tentato omicidio. La coppia, che era alla fine di una vacanza di 4 giorni nei pressi di Corte, nell'Alta Corsica, aveva deciso di sostare per la notte in un parcheggio in una strada, non in un camping organizzato.
Un proiettile ha colpito la donna all'addome, mentre il compagno, è rimasto illeso. La donna è stata trasportata in un primo momento al vicino ospedale di Corte. Lì, i medici hanno constatato la gravità delle ferite e hanno deciso di trasferirla in elicottero nell'ospedale più grande e attrezzato della zona, quello di Bastia, dove è stata sottoposta immediatamente ad un lungo intervento chirurgico. L'operazione
Assume i contorni della tragedia, quello che in un primo momento era sembrato un giallo, ovvero l'uccisione di Rkia H., la donna di 32 anni di origine marocchina, che abitava in un casolare ad Ariano Polesine, nella campagna in provincia di Rovigo. A ucciderla, per un incidente drammatico, sarebbe stato uno dei suoi figli, il più piccolo di appena otto anni, maneggiando la pistola del padrone di casa, per gioco. Dall'arma è invece partito un colpo che ha raggiunto fatalmente la madre alla testa.
La Procuratrice della repubblica di Rovigo, Manuela Fasolato, aprì un fascicolo d'indagine contro ignoti per omicidio, poiché dal primo esame medico-legale e da una Tac era emerso sul capo della vittima un foro, compatibile con una ferita da arma da fuoco. Ieri l'autopsia disposta dalla pm Fasolato ha confermato che a uccidere Rkia era stata una pallottola, conficcatasi nel cranio della donna: il foro d'ingresso nella tempia sinistra, ha evidenziato l'esame, era riconducibile a un proiettile calibro 22. Un colpo, era stato appurato, non sparato da distanza ravvicinata.
Nel frattempo, i carabinieri del Nucleo investigativo avevano sentito il marito, che però in quel momento si trovava altrove per lavoro. La sua versione era stata però quella di una caduta accidentale in casa, con la donna che avrebbe colpito uno spigolo di un mobile in cucina, riportando la frattura del cranio. Per ricostruire quello che appariva un giallo era stato sentito anche il padrone di casa, che vive al piano superiore dell'appartamento della famiglia e che era corso in aiuto alle grida dei piccoli: la sua versione è stata più o meno la stessa del marito della vittima. I militari hanno però sequestrato all'anziano quattro fucili da caccia, che lui custodiva in un capanno adiacente al casolare. L'uomo possedeva però anche una pistola che mancava all'appello. Una circostanza sulla quale l'anziano non ha saputo dare spiegazioni convincenti, e che ha portato alla svolta nelle indagini, tra la tarda serata di ieri e stamani.
In un terreno a poca distanza dal casolare i militari ieri sera hanno trovato la pistola dell'uomo e poche ore dopo è giunta la ricostruzione ormai certa. A uccidere Rkia è stato il figlio più piccolo, che assieme al fratellino aveva sottratto la pistola dal capanno e l'aveva portata in casa per giocare. Un colpo è partito inavvertitamente e ha colpito la mamma, che è crollata a terra ed è morta all'ospedale.
Da capire il ruolo del vicino di casa, che ha raccontato ai cronisti di essere entrato nell'abitazione, di aver visto Rkia a terra e di aver chiamato i soccorsi, ma di non aver visto l'arma: Forse una bugia pietosa per tutelare i bambini, forse un disperato tentativo di coprire la tragica fatalità che lo avrebbe spinto anche a nascondere la pistola sotto terra.
Una donna, Pierpaola Romano, è stata uccisa a colpi di pistola nella zona di Torraccia, alla periferia nord est di Roma. Siamo in via Rosario Nicolò, al civico 44. Da qui, poco dopo le 11.20, sono partite numerose chiamate con richiesta di soccorso da parte dei residenti, per alcuni colpi di pistola esplosi e sentiti distintamente in tutto il palazzo.
Giunti sul posto gli agenti del commissariato San Basilio hanno ritrovato priva di vita, nell'androne dello stabile, la poliziotta di 58 anni. Lavorava alla Camera dei Deputati dove garantiva la sicurezza. A ucciderla, secondo quanto si apprende, tre colpi di pistola esplosi da Massimiliano Carpineti che l'hanno raggiunta, forse mentre tentava una disperata fuga. I due erano colleghi.
Testimoni avrebbero riferito alle forze dell'ordine di un uomo fuggito via a bordo di un'utilitaria, una Chevrolet bianca. Un'ora dopo, in via Nino Tamassia - a 300 metri di distanza dal luogo dell'omicidio -, nell'auto nel frattempo ricercata è stato ritrovato privo di vita il corpo di un poliziotto. Si tratterebbe, secondo quanto si apprende, dell'aggressore che ha sparato e ucciso la poliziotta in via Rosario Nicolò: si sarebbe tolto la vita con un colpo di pistola, arma di servizio, alla tempia. Al momento l'ipotesi sarebbe quella di un omicidio suicidio. L'aggressore, poi suicida, sarebbe un collega di Pierpaola Romano.
La testimone ha poi raccontato di aver visto lo sportello di una auto bianca chiudersi per sfrecciare a tutta velocità: "Ho visto lo sportello chiudersi ma non ho visto altro, neanche le scarpe della persona che era salita in macchina. Non ero scesa in strada, ero sul mio balcone". Quello che ha visto chiudersi era "lo sportello del passeggero. Se ho mai sentito liti? No, anche perché abito a circa tre portoni dalla casa della donna". Qui le altre voci del quartiere.
La salma è in attesa dell'autorizzazione alla rimozione da parte del magistrato di turno, anche dopo le attività del medico legale. Il Sis dei carabinieri nella strada dell'omicidio ha ritrovato due bossoli sul terreno esplosi da una pistola. L'arma invece non è stata trovata: è stata portata via dall'assassino, fuggito a bordo di un'auto.
SAVONA - Tragedia nella notte a Savona, in piazza delle Nazioni, a pochi passi dalla stazione ferroviaria: Daniela Neza, una ragazza di 29 anni di nazionalità albanese, è stata uccisa da un colpo di arma da fuoco alla testa sparato da un uomo di 27 anni, Sefayou Sow, originario della Guinea. I due avevano avuto una relazione che si era interrotta da poco tempo ma alla base dello scontro pare sia stata un'offesa della donna nei confronti dell'uomo.
L'omicidio è avvenuto intorno alle 2 di notte. I due si incontrano e discutono animatamente. Lei lo offende e lui corre in auto, prende la pistola - una calibro 22 - e spara diversi colpi. Uno, alla testa, sarà quello fatale alla donna. L'arma sarà poi ritrovata poco lontana, con la matricola abrasa. Sul posto è subito accorso il 118 con l'automedica, ma per la ragazza non c'era più nulla da fare.
Secondo i primi accertamenti, tra l'uomo e la vittima non ci sarebbero stati in passato episodi di violenza. La donna, originaria dell'Albania, era conosciuta per reati contro il patrimonio e spaccio, avendo ricevuto un ammonimento da parte del Questore per atteggiamenti aggressivi verso un'altra persona. La scorsa notte, a seguito di un litigio, l'uomo avrebbe perso la testa e dopo aver preso la pistola dal bagagliaio della sua auto avrebbe sparato ripetutamente all'ex compagna.
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