È bene, prima di tutto, specificare la differenza tra grafologia e grafoanalisi, perché la somiglianza tra i due nomi potrebbe indurre ad una confusione interpretativa. Si tratta, invece, di due discipline diverse.
La grafologia studia le caratteristiche idiografiche dell’uomo, grazie alla comparazione di più scritti originali i quali sono consegnati al grafologo che li sottoporrà a un lungo studio, attraverso il quale verranno messe in correlazione le varie caratteristiche grafiche con i diversi comportamenti, basandosi sull’impostazione data dalla scuola morettina.
La grafoanalisi parte, o meglio si origina, dalla grafologia ma si distanzia grazie ad una vera e propria impostazione di tipo psicoanalitico di base. In questa specifica disciplina si analizza la scrittura in modo molto approfondito interpretandola come una proiezione delle manifestazioni emotive più intrinseche. Ecco il motivo per cui si ha una potenziale applicazione sia a livello psicologico sia a livello pedagogico, della medesima.
Il Grafoanalista per affrontare una corretta interpretazione grafoanalitica parte dai concetti classici della psicoanalisi: il conscio, il subconscio e l’inconscio, supportati dall’apparato psichico freudiano (Io, Super Io, e Es). A essi sono ovviamente collegati i vari meccanismi di difesa, per mezzo dei quali il conflitto tra Es e Super Io, si attenua attraverso: rimozione, regressione, isolamento, compensazione nell’attivismo, sublimazione e reattività.
Tutti questi meccanismi sono ben visibili in ciò che si scrive, grazie a piccoli e grandi segni che la mano, quando scrive, lascia sul foglio.
Il Grafoanalista aiuta la persona e migliorare parte del suo carattere e nel caso, ad esempio, dei disegni infantili, può evidenziare eventuali problematiche, disagi, ostacoli che nel vissuto del bambino possono creare problematiche.
Esaminare la scrittura, o un disegno implica molto tempo, pazienza, conoscenze, professionalità e non può essere fatto velocemente. La diagnosi si basa sullo studio della scrittura originale e non fotocopiato e implica misurazioni precise, capacità di osservazioni, applicazione metodologica.
Attraverso un’osservazione e uno studio grafoanalitico si considerano la pressione scrittoria, l’intensità, il calibro, l’inclinazione, tutti i più piccoli segni grafici, gli allunghi superiori e inferiori, la spigolosità o rotondità delle lettere tracciate sul foglio, gli spazi lasciati nelle diverse parti del foglio, insomma nulla è lasciato al caso o tralasciato, anche le più piccole tracce, segni hanno un loro significato, il quale va sempre inserito nel contesto di un’analisi globale.
Perché è interessante la grafoanalisi?
Perché tutti sono interessati a conoscersi meglio e a conoscere meglio le persone vicine, sia quelle più intime (i familiari), sia gli amici, i conoscenti e - perché no - anche i colleghi. L’applicazione della grafoanalisi è molto estesa, da quella prettamente personale volta al miglioramento del sé, a quella di coppia, utile per risolvere o prevenire eventuali dinamiche che potrebbero portare a incomprensioni, diatribe, ecc. In ambito lavorativo trova un’applicazione nel settore della selezione del personale, poiché permette di valutare pregi e difetti, propensioni a lavorare in gruppo, capacità di raggiungere un obiettivo, resistenza allo stress, determinazione, qualità tipiche di leader, resistenza ecc. Un’altra applicazione della grafoanalisi è di valutare in ambito prettamente pedagogico lo stato emotivo e gli eventuali problemi o disagi di un bambino.
Un bambino che disegna calcando decisamente in modo forte sul foglio, dimostra di avere una buona energia vitale, ma se arriva a bucare il foglio, ciò è un eccesso sintomatico di qualcosa che va analizzato in correlazione con altri caratteri grafici, come ad esempio la scelta dei colori.
In generale, la pressione è una dei primi segni grafici che si va a osservare poiché indicativa della salute fisica e mentale, dell’energia del soggetto, del suo modo di reagire alla vita e alle sorprese che questa gli propone nel quotidiano.
Un altro esempio: un bambino che disegna spesso robot, al di là dell’essere magari influenzato da un particolare cartone animato che vuole “copiare”, come va interpretato? Indicativamente si tratterà di un bambino con un buon senso pratico, solido e operoso, ma al tempo stesso potrebbe nascondere sotto la “metallicità” una sorta di distacco dal mondo dei grandi, con manifestazioni a volte troppo reattive che nascondono un bisogno di equilibrio e di maggiore affetto.
L'unione di più discipline (Counselor-Grafoanalista; Psicologo-Grafoanalista; Kinesiologo-Grafoanalista; Operatore Olistico-Grafoanalista; Avvocato-Grafoanalista; Medico-grafoanalista; ecc.) permette un'analisi più approfondita delle problematiche del cliente/paziente.
FORMAZIONE
In allegato la brochure.
Cell. 3939239548