Dal Madagascar

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Giovanni Colombi

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Apr 22, 2018, 1:03:19 PM4/22/18
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Una domenica che lascia un segno indelebile

Carissimi,

                              eccomi alla sera di questa domenica per farvi partecipi di alcuni eventi indimenticabili.

Sveglia come al solito alle ore 4,00 del mattino in Madagascar. Alla ore 6,00 arriva il trattore da Marofivango col suo carico di mais. C’è da preparare la manutenzione, cambio olio, ingrassaggio, lascio le consegne all’autista e al suo aiutante. Questa sera raggiungono di nuovo Marofivango col carico di letame dell’allevamento e continuare domani il lavoro per sradicale l’erba secca sulle strisce antifuoco del rimboschimento realizzato in questi ultimi 4 anni affinché non vadano in fumo i circa 500.000 alberi che sono stati piantati. Ci sono ancora almeno quattro settimane di lavoro.

Alle 7,00 si parte per la S. Messa con la moto a 25 km di distanza dove oggi c’è la benedizione e l’inaugurazione della nuova casa di un nostro operaio. Con i risparmi della sua famiglia e 4 anni del suo lavoro come responsabile a Ivandrika è riuscito a costruirsi la casa in mattoni crudi. E’ una grande festa e gioia per tutti. Dopo 4 anni i primi operai contadini che hanno iniziato a lavorare cominciano ad essere indipendenti e modello per altre famiglie. Benedizione da parte dei genitori dell’operaio venuti da Fianarantsoa e benedizione da Dio perché se il “Signore non costruisce la casa, invano lavorano i costruttori”.

Terminata l’Eucaristia ed il pranzo anticipato alle ore 10,30 si riparte in moto per riportare due signore, che hanno partecipato alla benedizione della nuova casa, all’incrocio di Sakalalina. Si viaggia in tre sulla moto, anzi in quattro, perché una giovane signora è all’ottavo mese in attesa del suo primo figlio. Per strada ci si ferma alla casa di René a Bemasoandro, dove una pecora ha partorito 4 agnellini due giorni fa: ho appena letto il vangelo di Gesù Buon pastore ed il collegamento è immediato. Arrivati all’incrocio di Sakalalina, ecco di nuovo tanto mais, trasportato dalla carretta trainata dai buoi. Tutti desiderano una foto per ringraziare del raccolto che ha donato Dio.

A mezzogiorno si arriva in carcere senza avvisare. Mi affaccio ad una specie di balcone del carcere e chiedo se sono pronti. Non c’è bisogno di tante campane, tutti si siedono per terra e si inizia la Messa con il primo dirompente canto della corale:” Svegliatevi dal sonno, Cristo è risorto e ci dona la sua pace”. Il chitarrino che usano è veramente consumato, come potete vedere da una foto. Qui in Madagascar le corali sono molto attive ed hanno una fantasia strepitosa e concreta. Il secondo canto prende lo spunto dalle vecchie macchine che per farle partire bisogna spingerle. Il canto dice: “Aiutaci Signore, perché anche se spingiamo la vecchia auto, il motorino d’avviamento non vuol partire e solo tu puoi darci l’energia giusta”. In poche parole non si sa se ridere o piangere: le situazioni da noi definite tragiche le sanno leggere alla luce della fede.

Si termina la Messa con la condivisione di cibo e sapone per non mandare in cella le persone solo con buone parole.

Eccovi alcune foto in attesa di rivedervi al mio rientro in Italia il prossimo 9 maggio.

Con affetto vi ricordo nella preghiera

Giangi

                                           Ihosy 22 maggio 2018


Benedizione della casa di Randriambelo.JPG
Domenica del Buon pastore.JPG
Mora mora vazaha.JPG
Corale delle donne.JPG
Messa in carcere.JPG
Dacci oggi il nostro riso quotidiano.JPG
Sapone per lavarsi.JPG
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