Avotra, il Salvato
Carissimi,
buona festa della manifestazione di Gesù Cristo a tutti gli uomini e del vostro Battesimo.
Vi invio alcune foto della S. Messa in carcere il giorno di Natale e Capodanno con la partecipazione della nostra condivisione al pranzo, carne e riso per tutti, stuoie, vestiario, pentolone, antiparassitari ecc. Giunga a tutti voi il loro ringraziamento: ero in carcere e siete venuti a visitarmi si esprimeva uno di loro, aggiungendo che l’unica loro speranza in quel luogo di sofferenza era Dio.
Due giorni fa, Avostra (che significa “il Salvato”) bimbo di 4 anni figlio di uno dei nostri operai mi ha detto che aveva nostalgia della mamma che è partita per la città, Ihosy, dove è in attesa del secondogenito e del papà che è anche lui in città ammalato. Gli ho chiesto se era capace di rimanere seduto bene in moto, infatti per arrivare a Ihosy ci sono 20 km. di strada di cui 10 su sentieri accidentati. Mi ha subito risposto di si, siamo partiti e gli ho detto di aggrapparsi bene al mio pancione. Lungo la strada si mette a piovere: io avevo il casco ma lui da dietro mi sussurra che la pioggia gli flagella il volto e gli rispondo di mettere la testa sotto la mia camicia. Arrivati in città mi chiede di comprargli un pezzo di pane e continua dicendomi che lunedì vuol ritornare con me in moto al villaggio perché inizia la scuola.
Grazie a Dio, la pioggia tanto desiderata è caduta in abbondanza in quest’ultima settimana e si lavora alacremente nei campi, per seminare, piantare, irrigare le risaie ecc.
Buonissima giornata a tutti, ora parto per i campi e che Dio vi benedica con affetto
Giangi