TFS statali, il pagamento potrebbe diventare immediato. La sentenza

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Mar 6, 2026, 6:13:14 AM (7 days ago) Mar 6
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a cura di Patrizia Del Pidio

 

La Corte Costituzionale dà un ultimatum istituzionale: un anno di tempo per eliminare gradualmente i ritardi e le dilazioni nei pagamenti del TFS per i dipendenti statali.

 

TFS statali, il pagamento potrebbe diventare immediato. La sentenza

 

Potrebbe arrivare la svolta per il TFS dei dipendenti pubblici: il pagamento potrebbe essere liquidato in tempi brevi e in un’unica soluzione. Attualmente i dipendenti pubblici aspettano per il pagamento della prima tranche del trattamento di fine servizio o del trattamento di fine rapporto da un minimo di 12 mesi a un massimo di 7 anni (è il caso di chi è andato in pensione con Quota 100, ad esempio).

 

Con la sentenza n. 25, depositata il 5 marzo 2026, la Corte Costituzionale dà al Parlamento un anno di tempo per avviare le modifiche necessarie a eliminare i pagamenti differiti in così lunghi periodi e rateizzati del TFS/TFR dei dipendenti pubblici.

 

La rateizzazione del TFS degli Statali

Va ricordato che iIl meccanismo di rateizzazione del TFS è stato profondamente modificato dal Decreto Salva Italia del 2011, che ha introdotto ritardi significativi e ha cambiato il sistema di calcolo. Prima della modifica il Tfs veniva erogato poco dopo la cessazione dal servizio. Il governo Monti ha introdotto modifiche che hanno legato la liquidazione del trattamento al raggiungimento dell’età pensionabile e successivamente introducendo la rateizzazione che porta l’ultima rata a essere pagata dopo 24 mesi dalla prima per i Tfs con importi sopra i 100.000 euro.

 

La riforma introdotta dal governo Monti, pur essendo necessaria per contenere i costi da sostenere, ha introdotto una disparità di trattamento poiché nel settore privato il TFR è corrisposto in modo quasi immediato dopo la cessazione del servizio mentre i dipendenti pubblici sono costretti ad attese pluriennali e pagamenti rateizzati.

 

Le misure previste dal Decreto Salva Italia, che dovevano essere in via temporanea, si sono cristallizzate in una regola che continua a discriminare i dipendenti pubblici.

 

Le richieste della Consulta

Già in passato la Corte Costituzionale si era espressa sul Tfs dei dipendenti pubblici chiedendo di allineare i tempi di pagamento della liquidazione dei dipendenti pubblici con quelli dei dipendenti privati con le sentenze n. 159 del 2019 e n. 130 del 2023.

 

Non è ancora stato avviato un processo sostanziale per eliminare i termini di dilazione e di rateizzazione delle spettanze dei dipendenti pubblici e con la sentenza n. 25 del 2026 la Consulta ha richiamato il legislatore per invitarlo a intervenire.

 

Già un primo, piccolo passo avanti si era avuto con la Legge di Bilancio 2026 che prevede una riduzione di 3 mesi per la corresponsione della prima rata del Tfs: l’attesa passa da 12 a 9 mesi a partire dal 1° gennaio 2027, ma per la Consulta questo è solo un «palliativo» che non risolve il cuore del problema. Il Parlamento ha tempo fino al 14 gennaio 2027 per individuare una soluzione al problema per cancellare gradualmente il meccanismo instaurato nel 2011.

 

Il meccanismo va cancellato gradualmente

Cancellare immediatamente il differimento dei pagamenti e la loro dilazione comporterebbe un impatto per le casse pubbliche significativo, per questo motivo la Corte Costituzionale ha rimandato la decisione al 14 gennaio 2027, quando è stata fissata una nuova udienza per verificare se il Parlamento nel frattempo ha adottato un piano capace di eliminare il meccanismo.

 

La scelta processuale della Corte Costituzionale rappresenta una sorta di ultimatum istituzionale dando al legislatore un tempo limitato per intervenire conciliando due esigenze: da una parte tutelare il diritto dei lavoratori di ricevere in tempi brevi la retribuzione maturata, dall’altra mantenere la sostenibilità della finanza pubblica.

 

fonte: https://www.money.it/tfs-statali-il-pagamento-potrebbe-diventare-immediato-la-sentenza?utm_campaign=Lavoro&utm_medium=email&utm_source=MagNews&utm_content=Lavoro+e+diritti+%282026-03-06%29

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