Riabilitazione visiva: quali sono i requisiti per ottenerla e come si accede ai Centri

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Vincenzo del Piano

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Sep 7, 2023, 2:35:08 AM9/7/23
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n. 1890
Riabilitazione visiva: quali sono i requisiti per ottenerla
e come si accede ai Centri
Corriere della Sera del 06/09/2023

Si tratta di una prestazione prevista dal Servizio Sanitario Nazionale
rivolta a persone in precise condizioni di ipovisione. La
distribuzione dell'offerta è ancora disomogenea
Quando si ha una disabilità visiva non è vero che non c'è più niente
da fare. «La vista non si recupera ma si può imparare a utilizzare al
meglio le potenzialità visive rimaste attraverso un intervento di
riabilitazione, per avere la massima autonomia possibile» spiega
Filippo Amore, direttore del Polo nazionale di servizi e ricerca per
la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva degli
ipovedenti, con sede presso l'ospedale Gemelli di Roma e finanziato
dal ministero della Salute.Spesso, però, sottolinea l'esperto, «chi ne
avrebbe diritto arriva tardi al centro specializzato, o non vi accede
proprio, perché c'è scarsa conoscenza tra gli oculisti sul percorso
riabilitativo e sui benefici che procura».
I criteri per la prescrizione Il percorso riabilitativo di norma si
prescrive per coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 3/10.
«In realtà si potrebbe intraprendere già a partire da circa 5/10 per
ottenere più vantaggi» sottolinea Amore. L'ipovisione si definisce
grave a 1/10, moderata a 2/10 e lieve a 3/10. «Prima si interviene
sfruttando al massimo la funzione retinica rimasta e maggiori sono i
risultati» precisa l'oculista. In età evolutiva l'ipovisione comporta
«un ritardo dello sviluppo psicomotorio e problemi di apprendimento»
continua Amore, mentre in età adulta «perdita di autonomia, di lavoro
e di ruolo in famiglia con conseguenti ricadute psicologiche. Negli
anziani sale il rischio di cadute e lesioni».L'Istat stima che gli
italiani dai 15 anni in su con una limitazione grave alla vista siano
quasi un milione (di cui oltre il 70% over 65), quelli con una
limitazione moderata 8,6 milioni (di cui il 45% over 65).
I centri La sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la
prevenzione della cecità (Iapb Italia onlus), che ha fondato il polo
nazionale al Gemelli, ha censito circa 90 centri riabilitativi in
Italia. Ma, come è stato denunciato dal ministero della Salute
nell'ultima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione delle
politiche sulla prevenzione della cecità e riabilitazione visiva
(legge 284/97), la distribuzione dell'offerta di questi servizi è
ancora disomogenea. La disparità di accesso è evidente se la
Basilicata non ha nessun centro, la Sardegna solo uno e la Lombardia
ben 16.
I trattamentiL'equipe, formata da oculista, ortottista e psicologo,
dapprima si preoccupa di capire come vede il soggetto, cioè in che
modo usa il suo residuo visivo. «Si utilizza un test di sensibilità al
contrasto, di adattamento quando la luminosità cambia, di stabilità di
fissazione degli oggetti, di sensibilità cromatica e della retina, per
individuare l'area che meglio risponde allo stimolo luminoso e
riabilitarla» spiega Amore. Poi definisce un piano personalizzato per
addestrare al meglio la sua condizione visiva. «Nei casi più semplici
si interviene con un ausilio ottico, come lenti di ingrandimento o
prismatiche, videoingranditori portatili o da tavolo e software
assistivi per facilitare la fruizione del computer. Per scegliere
l'ausilio più idoneo servono 2-3 sedute di training in ambulatorio»
lo specialista. «Nei casi più compromessi, in cui si richiede di
potenziare la fissazione, in cui la sensibilità della retina è
particolarmente scarsa e l'acuità visiva, cioè l'abilità di definire
nitidamente l'immagine, è inferiore o uguale a un decimo, sono
necessari esercizi di fotostimolazione, di coordinazione oculomotoria
e di fissazione, con sedute bisettimanali per cinque settimane».La
prima visita di controllo è prevista a 3 mesi di distanza, la seconda
a 6 mesi e poi 1 volta l'anno. «Proponiamo un questionario sulla
qualità di vita percepita all'ingresso, dopo un anno e dopo ogni
intervento migliorativo: oltre il 60% degli assistiti riferisce di
aver migliorato l'utilizzo della vista» conclude l'oculista.
I requisiti necessari per adulti e bambini La riabilitazione visiva è
destinata agli ipovedenti di qualsiasi età, a prescindere dalla causa.
«Devono aver già ricevuto una diagnosi di malattia oculare e aver
effettuato nei sei mesi precedenti una visita oftalmologica di
accertamento clinico - chiarisce Filippo Amore -. Tra le malattie più
frequenti che danneggiano la capacità visiva ci sono la maculopatia
senile, la retinopatia diabetica, il glaucoma e le malattie genetiche
retiniche. Nonostante le cure, più del 50% dei pazienti va incontro a
un progressivo decadimento della vista e ha bisogno di un intervento
riabilitativo». Nei bambini le cause principali di ipovisione sono:
«La retinopatia nei neonati pretermine, malformazioni oculari,
glaucoma congenito e cataratta congenita» dice Amore. La maggior parte
dei centri riabilitativi tratta tutte le fasce della popolazione,
altri sono dedicati solo agli adulti e altri ai bambini.
I sintomi Quali sono i sintomi indicativi di ipovisione da non
sottovalutare?«Difficoltà a leggere e scrivere nonostante la
correzione degli occhiali con lenti da presbiopia, difficoltà a
passare da un ambiente a un altro con luminosità diversa, campo visivo
ridotto, per cui si tende a muovere la testa per visualizzare
interamente ciò che si vuole guardare, disorientamento, non accorgersi
di ostacoli e scalini, cadute apparentemente inspiegabili, disagio
nell'attraversare la strada e nel guidare - risponde Amore -. Vi è,
inoltre, una percezione non corretta dei colori e dei contorni, una
difficoltà a riconoscere i volti e a compiere le normali attività
quotidiane». La sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la
prevenzione della cecità (Iapb Italia onlus) ha attivato il numero
verde 800068506 (dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13) per ricevere
una consultazione oculistica telefonica da parte di un medico, solo a
scopo informativo, che non può in alcun modo sostituire la visita
oftalmologica tradizionale.È possibile richiedere informazioni pure
scrivendo a in...@iapb.it. Come si fa ad accedere La riabilitazione
visiva è stata inserita nel 2017 nei Livelli essenziali di assistenza
che il Servizio sanitario nazionale si deve impegnare ad assicurare,
avendone riconosciuto l'efficacia.Per fissare la prima visita in
regime pubblico presso uno dei centri bisogna avere l'impegnativa del
medico di medicina generale o dello specialista. Sul sito web
polonazionaleipovisione.it è disponibile la lista dei centri distinti
per regione. Questo polo, presso il Policlinico Gemelli di Roma, è il
punto di riferimento in Italia per la ricerca e la sperimentazione di
nuovi modelli riabilitativi. Tra cui la teleriabilitazione a
domicilio.«Abbiamo creato un software di esercizi di difficoltà
progressiva da svolgere a casa davanti a un monitor 5 giorni la
settimana, da lunedì a venerdì, per un totale di 30 sedute - spiega il
direttore Filippo Amore -. L'esecuzione dell'esercizio viene
monitorata da un operatore in diretta o differita».
di Chiara Daina

Centri cura e riabilitazione visiva in Campania
BENEVENTO
CENTRO IPOVISIONE DELL’U.O.C. DI OCULISTICA DELL’A.O.
via dell’Angelo 1 – 82100 Benevento

Direttore: Dott. Ferrannini
Tel. 0824 57444-57442

NAPOLI
NUOVO POLICLINICO CENTRO PER LA PREVENZIONE E RIABILITAZIONE DELL’IPOVISIONE
Via Pansini,5 – 80131 Napoli

Direttore: Prof.ssa Francesca Simonelli
Tel. 081-5666766



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