Se li alimenti, sai quanti volt puoi avere sul secondario.
L'avvolgimento con più spire e il filo più sottile, è il primario

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OMG...
Ma hai intenzione di realizzare il circuito indicato nel link?
Guarda che è molto pericoloso. E dir molto, è dir poco.
Se proprio decidi di realizzarlo: attenzione e buon senso.
Alimentalo solo con batterie
e assolutamente non con alimentatori.
Peraltro lo schema è piuttosto balzano ed alcune scelte progettuali sono piuttosto azzardate.
On Thursday, January 1, 2015 8:08:11 PM UTC+1, bandalarga wrote:OMG...
Ma hai intenzione di realizzare il circuito indicato nel link?
Non lo so. Potrebbe essere che mi limito a qualche prova sulle singole parti per verificarne il funzionamento.
Guarda che è molto pericoloso. E dir molto, è dir poco.
Lavorando con una tensione di circa 300 V, lo sapevo fin dal principio.
Per questo sto cercando di avere ben chiara prima la teoria e come funziona.
Se proprio decidi di realizzarlo: attenzione e buon senso.
Questo sempre.
Alimentalo solo con batterie
Ok
e assolutamente non con alimentatori.
Posso chiedere il motivo? Per via del fatto che dopo poche cariche la batteria si esaurisce, quindi nel caso qualcosa vada male l'apparecchio funziona comunque per poco tempo?
Peraltro lo schema è piuttosto balzano ed alcune scelte progettuali sono piuttosto azzardate.
Possiamo vedere assieme cosa non ti torna? Vedi mai che ci sia qualcosa da imparare anche per gli altri del gruppo.
Mi pare abbastanza lineare a parte:
- perché ha fatto lampeggiare i led con un oscillatore fatto con due transistor invece che usare un altro chip ne555; sarebbe stato molto più pratico;
- io avrei condizionato la chiusura del relè al fatto che l'interruttore di carica sia staccato, in modo che neanche per errore si possa premere il pulsante di scarica mentre è attivo il circuito di carica;
- parla del pericolo di incollaggio dei contatti del relè, penso che per quello non ci sia soluzione, se non usare contattori o i relè al mercurio di Franco :-);
- al posto della resistenza normale da 10 ohm, avrei usato una di quelle da qualche watt che ho recuperato da vecchie schede;
- il discorso della protezione del transistor di cui scrivevo sopra.
Ad esempio (ma non solo) usa un pulsante (e non un interruttore) per alimentare il circuito.
Gli schemi che avevo visto o realizzato io tanti anni fa, usavano SCR (che probabilmente sono più economici e più robusti).
Forse ance una R di pochi ohm, in serie, in uscita, non sarebbe una brutta idea.
- al posto della resistenza normale da 10 ohm, avrei usato una di quelle da qualche watt che ho recuperato da vecchie schede;
Se intendi quella che deve fare da innesco, direi di no. Dovendo fare il botto (o comunque una scintilla) è proprio opportuno sia un elemento "debole".
- il discorso della protezione del transistor di cui scrivevo sopra.Ci va.
Inoltre, se intendi usare un trasformatore con potenza superiore a quella indicata in schema (1,5VA), sarebbe buona idea quella di scegliere un transistor con corrente di collettore massima superiore. Probabilmente il fatto che il circuito sia alimentato a batteria, ha fatto sì che il 337 si sia salvato.
Un'altra cosa che non mi piace è l'aver collegato a massa uno dei poli dell'uscita (per permettere la misura della Vout).
In conclusione, sono molte le considerazioni da fare e dipendono anche dai propositi con cui l'autore ha realizzato il circuito:
"basta che funzioni 1 volta l'anno (ovviamente il 31/12)",
Samuele, ma, una volta che hai ottenuto l'innesco, cosa vuoi far esplodere ?Quello è il detonatore ... ma l'esplosivo ..... dove lo trovi :-)
On Saturday, January 3, 2015 8:08:27 AM UTC+1, Franco Prosdocimo wrote:Samuele, ma, una volta che hai ottenuto l'innesco, cosa vuoi far esplodere ?Quello è il detonatore ... ma l'esplosivo ..... dove lo trovi :-)
Il mio obiettivo era capire come generare alta tensione. Poi sul che farci... ci devo pensare.
Quest'anno, un amico/conoscente aveva fatto il tesla coil:
https://www.facebook.com/video.php?v=10204853361680133
Purtroppo i video li hanno uploadati tutti su faccialibro e non ne trovo sul tubo.
Un'altra cosa interessante, sarebbero delle scariche tipo piezoeletriche, con la scintilla lunga, ma che non facciano danni se le si tocca (a parte il pizzicotto). Devo capire se anche queste sono fattibili.
Simpatici i video. In effetti, al Mata Mosquitos non avevo pensato... li trovi dai cinesi per 5€
Come vedi, Samuele, se ti interessa solo la "scossa", il controllo della tensione in uscita non serve.
Se invece punti sull'innesco, o vuoi sperimentare:
>Ma va a buttare una resistenza solo per fare una scintilla? Robe da matti.
Costano meno di 1 cent, e l'autore dice che la stessa resistenza può essere utilizzata più volte; non so come sia possibile, dato che pensavo esplodesse insieme all'innescato...
che il tipo, dopo l'esplosione, si metta a cercarle in mezzo alla rumenta ??? :D
>Come avresti fatto? I fotodiodi so che non sono precisi per misurazioni analogiche.
Non so cosa tu intenda con questa frase.
Comunque, così al volo:
Peraltro, dalla foto, sembra venga utilizzato un normale trasfo di rete, di quelli utilizzati negli alimentatori. Ma mi pare che il circuito lavori a freq superiori ai 50Hz. Chissà se è una
scelta voluta (o dovuta). Non dovremmo essere però molto distanti, come freq. Probabilmente il trasfo lavora ancora bene.
Ad ogni modo, penso non servano proprio 450V per far saltare una R da 10 ohm.
Ipotizzando una Vout di 300-320V, il controllo della Vout si potrebbe realizzare mettendo sull'uscita un fotoaccoppiatore in serie a 5 zener da 51V 1W ed una R di limitazione che faccia circolare max 10mA (R da 6K8 2 W). Forse è meglio una 10K (o più) 1W, altrimenti i condensatori si scaricano in fretta. In pratica il valore massimo che permetta comunque al fotoaccoppiatore di funzionare in maniera certa.
L'uscita del fotoaccoppiatore la potresti usare anche per pilotare, oltre ad un led, il piedino 4 dell'NE555 (mettendolo a massa). In questo modo, una volta raggiunta la tensione prevista, l'oscillatore si spegne (per poi riaccendersi quando la tensione scende).
In effetti un controllo su una tensione così elevata porta a dei problemi. In genere viene utilizzato un ulteriore secondario che fornisce una tensione proporzionale a quella del secondario principale, ma inferiore (quindi molto più gestibile).
Ma forse sto speculando... :D :D :D
Come puoi vedere anche dai video, ci sono diversi modi di realizzare un progetto. Dipende sostanzialmente dagli obiettivi che uno si propone.
>Se deciderò di farlo, sarà usato a settembre e non per innescare qualcosa, serve avere una tensione alta..., sul come usarla... abbiamo ancora 8 mesi davanti per pensarci.
Ehhh sì, speri di cavartela così??? Adesso il gruppo vuole sapere!!!
Scherzi a parte, buon lavoro e... ocio.
Cosidera che con una scarica, il petardo non esplode subito.
Prima si accende la polvere d'innesco e poi dopo qualche secondo esplode.
Io una volta per accenderli usavo la molla delle penne alimentandola con una certa tensione di alimentazione.... forse 12 V.
Diventava rossa e innescava il petardo :-)
Lanci un sasso che non ha mai fatto queste prove ... eh eh eh