Cari partecipanti a Tre mesi con il corpo,
in extremis, rispetto alla scadenza della
sesta settimana del percorso, vorrei condividere con voi un aspetto che per me, negli ultimi anni ha assunto sempre maggiore importanza: quello del consumo consapevole.
Nei
materiali disponibili si parla, tra le altre cose, e a più riprese, del consumo consapevole del cibo, al quale lo stesso maestro Thich Nhat Hanh attribuisce una particolare importanza, mettendolo anche in relazione con l'apocalisse climatica che gli scienziati ci prospettano con sempre maggiore convinzione.
La pratica mi ha portato a consumare sempre meno carne, finché, a seguito della lettura di un
libro che mi era stato regalato, ho preso consapevolezza della realtà della produzione industriale di carne e sono diventato completamente vegetariano. Evito di consumare qualsiasi animale, anche se di allevamento biologico.
(seppure non seguo una dieta vegana come fanno a Plum Village)
Questo "trattato di pace" tra me e gli animali mi riempie di felicità, mi fa sentire meno in conflitto col mondo, anche coi miei simili che hanno fatto scelte opposte alla mia.
E il bello della nostra pratica è anche questo: non mi fa sentire dalla parte della ragione. Penso anzi che la scelta di mangiare carne sia ampiamente motivata e comunque legittima. Né credo sia possibile chiamarsi fuori, come individui, dalle responsabilità collettive che abbiamo come sangha, come nazione, come umanità intera.