Film Antonia Tra Amore E Potere Streaming

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Delmiro Fain

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Aug 18, 2024, 9:53:30 PM8/18/24
to tranvivedta

Anche nel 2024, come l'anno scorso, raccogliamo in un unico articolo le migliori serie tv in uscita su Prime Video nel corso dell'anno. Un aiuto per chi non ha tempo da perdere e non vuole rischiare di guardare qualcosa di tremendo, ma anche un promemoria per chi vuole avere la certezza di non perdersi il meglio delle serie in uscita nel 2024 sulla piattaforma streaming di Amazon.

Film antonia tra amore e potere streaming


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Nell'elenco, in costante aggiornamento, ci sono serie tv italiane e straniere di ogni genere, dal comico al drammatico: scorrete la lista, date uno sguardo alle recensioni e agli altri articoli dedicati alle serie e scegliete quella pi adatta a voi. Quando l'avrete finita tornate qui e controllate se c' qualcosa di nuovo... e cos via fino a dicembre.

La storia di Antonia, interpretata da Chiara Martegiani, quella di una giovane donna che il giorno del suo 34esimo compleanno scopre di avere l'endometriosi: ed ecco che tornano i conti di tante cose del passato, da sistemare anche nel presente tra lavoro, famiglia e amore.

Tratta dall'omonimo romanzo (primo di una trilogia) di Juan Gmez-Jurado, Regina Rossa un poliziesco che ha come protagonisti la pi classica delle strane coppie: Jon un poliziotto basco dai modi bruschi e il cuore d'oro, Antonia semplicemente la persona pi intelligente del mondo. Al servizio di una misteriosa agenzia europea dovranno scoprire chi e perch sta rapendo i rampolli dell'alta societ spagnola.

Per decidere il decimo concorrente di LOL 4 nasce questo talent show in cui Katia Follesa, Angelo Pintus ed Elio - con la conduzione del Mago Forest - devono giudicare aspiranti professionisti della risata. Scoprendo, bisogna dirlo, pi di un talento di cui sentiremo parlare nei prossimi anni.

Secondo capitolo di questa strana storia d'amore, divertente e romantica, tra un uomo e una... licantropa. Mary andata a vivere con Gary ed Emma, e per di pi incinta. S, ma nascer un bambino normale o un bimbo-lupo? Ecco la maggiore preoccupazione (ma non l'unica) nella gravidanza di Mary.

Adattamento italiano di un format australiano, la No Activity nostrana vede in azione tre coppie: quella dei criminali che aspettano l'arrivo di un importante carico al porto, quella dei poliziotti che devono coglierli in flagrante e quella delle due colleghe alla centrale operativa. Grazie a loro, e agli altri personaggi, le risate sono assicurate.

Remake del celebre film con Angelina Jolie e Brad Pitt, ma in pratica solo nel titolo. Fin dall'inizio, infatti, la situazione molto diversa: in questa serie di Donald Glover, i protagonisti sono un uomo e una donna che vengono assoldati da una misteriosa agenzia segreta per lavorare in coppia, fingendosi sposati. Cercando di portare a termine tutte le missioni affidate loro dal "signor Ciao Ciao".

Tratta dal romanzo del 2016 The Expatriates di Janice Y. K. Lee, questa miniserie parla di tre donne che si trovano a vivere da espatriate a Hong Kong - Margaret (Nicole Kidman), Hilary (Sarayu Blue) e Mercy (Ji-young Yoo) - e i cui destini si incrociano tragicamente. Per non fare spoiler, diciamo che si tratta di una serie tv assolutamente sconsigliata a chi patisce le storie drammatiche con protagonisti bambini.

In principio fu Romanzo Criminale - La Serie. Poi Stefano Sollima, che prima di adattare per il piccolo schermo il libro di Giancarlo De Cataldo si era avvicinato al poliziesco televisivo con La squadra e Crimini, rivers in Gomorra un'idea di crime inedita per il nostro Paese e per il resto del mondo, in cui la malavita intrecciava le sue storie con ragazzi giovanissimi, appena adolescenti. La paranza dei bambini, di Claudio Giovannesi, ma anche, per certi versi, La terra dell'abbastanza dei fratelli D'Innocenzo, sono solo alcuni esempi che seguono il solco di un vero e proprio genere, giocando attraverso piccole o grandi variazioni di forma e contenuto.
Francesco Lettieri, all'esordio cinematografico dopo tanti videoclip tra cui quelli per il rapper napoletano Liberato, sembra percorrere la stessa via. I rapporti di forza e di gerarchia tra la vecchia guardia di una tifoseria ultras e le giovani leve che fanno di tutto per dimostrare il loro valore assomigliano infatti alle dinamiche di appartenenza e di rivalit tra clan nemici.
Il risultato un'opera prima coerente ma tutto sommato convenzionale in cui alle buone intenzioni del soggetto non corrisponde uno sviluppo particolarmente ispirato e originale.

Il gruppo ultras al completo, tra cori, bandiere e fumogeni, al cospetto di un Apache che si sposa, dopo che la macchina da presa ha seguito l'arrivo in moto davanti alla chiesa del protagonista, un (ex?) leader che tutti accolgono con grande rispetto, davvero un grande inizio. Anche perch, col senno di poi, quel presentarsi in ritardo, come tutte le migliori sequenze d'apertura che contengono in nuce il senso del film, rivela molto di pi di ci che potrebbe sembrare. Gli Apache, nome di fantasia, sono una frangia della curva del Napoli in cui gli "anziani" sono tutti diffidati dall'accedere agli stadi. A malincuore, dunque, divisi tra le necessit del tifo e il rischio di veder usurpato il loro storico potere, sono costretti a fare largo alla nuova generazione, un gruppo di ragazzi appassionati e agguerriti.

Aniello Arena, bravissimo tanto quanto in Reality di Matteo Garrone, un capo ultras cinquantenne intenzionato a ridimensionare il tifo, un po' per l'et, un po' per l'incontro con una donna, Antonia Truppo, anch'essa attrice di razza vincitrice di due David di Donatello (Lo chiamavano Geeg Robot di Gabriele Mainetti e Indivisibili). Ha inoltre un rapporto speciale, una sorta di padre putativo, col figlio adolescente di una vecchia fiamma, affascinato dagli Apache, di cui fa parte.
Oltre alla prima sequenza, non mancano altri ottimi spunti, come la scena in cui Sandro (Arena) racconta un aneddoto al giovane Angelo mentre srotolano insieme un lungo striscione tra le rovine di una chiesa. La fede, la nostalgia, il tramonto di una stagione gloriosa, tutto ancora in poche immagini emblematiche.

Ci che manca a Ultras la capacit di dire qualcosa di nuovo sia sul tifo violento che sulle dinamiche di affiliazione raccontate da Gomorra e dai suoi epigoni. Lettieri utilizza il tema delle curve pericolose per raccontare (anche) una classica storia crime crepuscolare, quella in cui l'antieroe si allontana dalla propria violenta professione a causa degli anni che passano, della scoperta dell'amore o di entrambe le cose. Il regista bravo a seguire la lezione del noir americano, che in questi casi porta la vicenda alla fatidica "ultima missione", mossa dalle intenzioni pi nobili, prima di cambiare vita e godersi la tranquillit e gli affetti del pensionamento.
Tuttavia, se da una parte il passaggio dal corto/videoclip al lungometraggio avviene nel rispetto dei canoni cinematografici, dall'altra sembra soffrire l'onore e l'onere di sfruttare appieno un attore come Arena. Considerando gli ottimi lavori non solo per Liberato, che firma le musiche, ma anche per Motta, Calcutta e molti altri della nuova scena musicale italiana, forse Lettieri sarebbe stato pi a suo agio con una storia ambientata tra soli ragazzi e adolescenti.

In effetti, i passaggi generazionali che lasciano la messa in scena libera di soffermarsi su Angelo, la sua cerchia di amici e gli ultras di poco pi grandi, sono quelli pi riusciti e capaci di raccontare efficacemente un mondo gi narrato ma ancora da esplorare.
Ne risulta un film solido, che indovina degli ottimi momenti di regia ma che poteva spingersi oltre, laddove il rapporto tra il sud e i suoi giovani figli dimenticati, come giustamente suggerisce la scritta (Tutta colpa della disoccupazione) che sfregia le mura della questura, pu ancora suggerire felici e inedite intuizioni.

Il mondo violento di un certo tifo organizzato, le sue contrapposizioni interne, i dogmi, i piccoli tradimenti: una famiglia allargata in cui il calcio religione e pretesto per sfogare le proprie frustrazioni.

L'esordio nel lungometraggio di Francesco Lettieri, regista di video musicali per Calcutta, Nada, The Giornalisti e Liberato (quest'ultimo autore delle musiche originali del film) si avvale di ottimi interpreti e appare strutturalmente solido, seppur derivativo rispetto a titoli gi di spicco in quello che diventato un vero e proprio genere: "La paranza dei bambini", "Reality" e "Dogman", (tutti con Aniello Arena, l'attore qui protagonista), ma anche "La terra dell'abbastanza" e "Gomorra".

Lo stile registico, infatti, riprende in parte quello di Garrone e di Sollima cos come le facce, i luoghi, l'uso del dialetto dei loro film.
E' significativo che in "Ultras" non ci sia quasi traccia del gioco del calcio. Se ne discute a malapena sfidandosi a carte in un bar, ma non ci sono nomi di giocatori, disquisizioni su partite, solo la voglia di fare banda e andare allo scontro. Perch quel che conta per questi individui ai margini, in trasferta o in casa, essere parte di un gruppo che dia un senso alla propria esistenza. I figuri pi anziani, con i loro tatuaggi da ergastolani e le magliette inneggianti "onoriamo i diffidati", detengono il potere di poter infliggere regole spesso esose ai pi giovani, piccola manovalanza criminale nei cui sogni c' di poter fare fuori regione quel che fanno nello stadio cittadino, ossia indossare passamontagna e lanciare bombe carta.

Gli attriti interni alla tifoseria nascono su divergenze spicciole, come quella di uno striscione realizzato prima di chiedere il parere dei fondatori, ma tutti sembrano impegnarsi nell'osservare rituali con atteggiamento fideistico. Quella degli ultras una religione per certi versi tribale, pur nascendo in seno ad una metropoli, e c' del romanticismo malinconico nell'asservimento totale alla maglia che fa loro sacrificare qualsiasi altro amore nascente. Nessuna relazione pu oscurare minimamente quella con un simbolo per il quale si arriva a urlarsi in faccia alla distanza di un bacio tra colleghi di cori.

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