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Ciao Thomas,
attualmente in Italia è diventata una consuetudine l'uso della parola caregiver; infatti "assistente" richiama figure dell'ambito professionale che non hanno niente a che vedere con la definizione di caregiver, perciò caregiver è la traduzione corretta.
Caregiver è colui che si prende cura della persona con disabilità o gravemente malata, generalmente un parente: genitori, figli, fratelli/sorelle.
Esistono già leggi italiane con quella dicitura, es.: legge regionale 2/2014 «Norme per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare» dell'Emilia-Romagna.
Un abbraccio e buona Pasquetta!
Stella
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Grazie Stella per il tuo chiarimento. Non ero a conoscenza del neologismo anglosassone “caregiver”. Ho cambiato nell’articolo la parola da assistente a caregiver, come hai richiesto tu, giacché te ne intendi.
Sono assolutamente d’accordo che in una lingua viva bisogna ogni tanto creare nuove parole, appunto i neologismi. Tuttavia, non credo sia né necessario né utile ricorrere all’introduzione di parole inglesi per fare questo. La lingua italiana è sufficientemente ricca per trovare un’espressione precisa e adatta per il concetto di caregiver: accuditore, curante, assistente volontario, assistente familiare, volontario di cura. Ma non stupisce che in un Paese come l’Italia, che accetta la massiccia presenza di basi militari statunitensi e appoggia ciecamente il governo Trump, i legislatori siano disposti a scegliere una parola inglese per esprimere l’idea di caregiver. Tra l’altro questa parola, definita “terrificante” sul sito della Treccani, non è pronunciabile correttamente in italiano senza ricorrere alla fonetica inglese.
Un caro saluto
Thomas
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