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Virginie Fayad

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Jun 12, 2024, 5:44:11 AM6/12/24
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Lo stesso ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, dichiarer il 28 giugno: La definizione di porto sicuro viene dalle convenzioni internazionali, queste condizioni per la Libia non ci sono. Non siamo noi a dirlo. So che da questo nascono varie precisazioni di carattere mediatico su convergenze di posizioni o meno, ma un dato di fatto del diritto internazionale.

Intanto, dalla Sea Watch 3 comunicano che, dopo tre giorni in mare senza aver ricevuto l'indicazione di un luogo sicuro, stato annunciato loro dal Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Roma un controllo medico dei naufraghi sulla nave. Al termine della visita, dieci persone vengono fatte sbarcare per ragioni mediche (sempre per urgenze mediche nei giorni successivi verranno fatte sbarcare sull'isola una persona il 22 giugno e altre due nella notte tra il 24 e il 25 giugno). Tra i naufraghi che restano sulla nave, anche tre minori non accompagnati.

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Il giorno prima della decisione della Corte, la comandante della nave, Carola Rackete, in un'intervista rilasciata a Repubblica, aveva dichiarato di star aspettando cosa avrebbe stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo, ma che poi non avrebbe avuto altra scelta che far sbarcare i naufraghi a Lampedusa per portarli in salvo: So cosa rischio. (...) Io sono responsabile delle 42 persone che ho recuperato in mare e che non ce la fanno pi. Quanti altri soprusi devono sopportare? La loro vita viene prima di qualsiasi gioco politico o incriminazione. Non bisognava arrivare a questo punto.

Dopo 14 giorni in mare, il 26 giugno, cos, l'ONG comunica di aver preso le decisione di entrare nelle acque territoriali italiane "non per provocazione ma per necessit", nonostante il divieto imposto dal governo Lega-M5s. Una volta arrivata a circa 3 miglia dalla costa di Lampedusa, la Sea Watch 3 viene affiancata da una motovedetta della guardia costiera. La comandante Rackete dichiara in un video che le autorit italiane sono salite sull'imbarcazione, controllando documenti e passaporti in attesa di istruzioni ulteriori da parte dei loro superiori: Spero vivamente che possano presto far scendere dalla nave le persone soccorse. Intanto Salvini definisce l'azione della ONG "una provocazione" e "un atto ostile", chiama in causa l'Olanda, avverte che i migranti "non sbarcheranno", di voler schierare "la forza pubblica" e invoca il sequestro della nave e l'arresto della comandante e dell'equipaggio.

Da parte invece del Commissario ai diritti umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatovic, arriva la richiesta di "dare il permesso alla Sea Watch di far sbarcare le persone senza conseguenze per il capitano, l'equipaggio e l'armatore". Mijatovic assicura inoltre che continuer a "sollecitare gli altri Stati a prendersi la loro parte di responsabilit" nelle operazioni di ricerca e salvataggio e nell'accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo. Il commissario ricorda poi che "assistere le persone in pericolo in mezzo al mare e farle sbarcare rapidamente in un posto sicuro un diritto umano e un obbligo umanitario e non pu divenire un ostaggio di considerazioni politiche". Il Commissario europeo per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, dichiara che si sta lavorando per ricollocare in alcuni Stati membri, che si sono resi disponibili, i naufraghi sulla nave ma avverte che questa soluzione " possibile solo una volta sbarcati. Per questo spero che l'Italia, in questo caso, contribuisca a una veloce soluzione per quanti sono a bordo".

Il giorno dopo, la Sea Watch 3 si avvicina ulteriormente al porto di Lampedusa, a una distanza di circa 500 metri da terra. Accanto per restano una motovedetta della Guardia di finanza e una della Guardia costiera. Arriva poi una prima risposta dei Paesi Bassi in cui si dichiara di comprendere le preoccupazioni per le azioni della nave, ma che loro non sono obbligati a prendere i naufraghi. La comandante Rackete, parlando con i giornalisti a bordo, dice che le autorit ci hanno promesso una soluzione rapida e avverte che la situazione a bordo peggiorata, abbiamo gente che ha detto che si vuole buttare a mare, dobbiamo entrare in porto per prevenire i problemi. Intanto, una delegazione di parlamentari (Partito democratico, +Europa, Sinistra Italiana) sale a bordo della Sea Watch 3.

Riccardo Magi, deputato di +Europa, dichiara che i parlamentari non scenderanno fino a quando non sar trovata una soluzione. Il ministro dell'Interno, ospite di "Diritto e Rovescio" su Rete 4, ribatte per che, al contrario di quanto richiesto dalla Commissione europea per trovare una soluzione condivisa tra diversi Stati, l'autorizzazione dello sbarco su suolo italiano legato a determinate condizioni:

Sempre il 28 giugno, viene pubblicata la notizia che la comandante Rackete indagata dalla Procura di Agrigento per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e violazione dell'articolo 1099 del Codice della navigazione contestato al comandante che non obbedisca all'ordine di una nave da guerra nazionale per essere entrata nelle acque territoriali dell'Italia nonostante l'ordine di fermarsi da parte delle autorit. Dalla procura, scrivono i media, sottolineano che si tratta di un atto dovuto dopo l'informativa della Guardia di Finanza trasmessa agli uffici giudiziari di Agrigento.

L'avvocato della ONG, Leonardo Marino, parla dell'esistenza di una "scriminante" perch per "stato di necessit" la sua assistita sarebbe stata costretta ad entrare nelle acque territoriali italiane. L'avvocato si riferisce all'articolo 54 del Codice penale italiano che stabilisce che "non punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessit di salvare s od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, n altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo". Sempre il 28 giugno la portavoce Linardi dichiara che la situazione a bordo continua a essere insostenibile: C' un via vai continuo di navi e ispezioni. Situazioni che creano scompiglio, aspettative. Una situazione difficile per l'equipaggio da tenere sotto controllo perch non sappiamo quando la situazione si risolver.

Ad accogliere la nave sulla terra ferma, diverse persone presenti applaudono l'arrivo, mentre altre riempiono di insulti l'equipaggio. L'ex senatrice della Lega, Angela Maraventano, urla: Non fate scendere nessuno perch questa sera ci scappa il morto e a chi le chiedeva se si trattava di una minaccia, Maraventano risponde annuendo: Una minaccia, qual il problema?. I 40 naufraghi presenti a bordo sbarcano poi all'alba dopo 17 giorni in mare.

Durante la manovra di avvicinamento al porto della Sea Watch 3, una motovedetta della Guardia di Finanza tenta di bloccare l'imbarcazione (del peso di 600 tonnellate) della ONG frapponendosi fra la Sea Watch e il molo. Quando i finanzieri vedono che l'operazione di blocco non stava riuscendo perch la Sea Watch non si stava fermando, spostano velocemente la propria imbarcazione.

Sulla manovra effettuata, la portavoce della Sea Watch, Linardi, dichiara che la comandante si scusata con la Guardia di Finanza per quell'incidente, ma spiega che Rackete ha dichiarato che non aveva altra scelta se non quella di entrare in porto: Ci detto, Carola ha effettuato le proprie manovre molto lentamente e in qualche modo anche un fatto che l'unit della Guardia di Finanza ha deciso di infilarsi nello spazio gi ridotto della nave e la banchina nel momento in cui la nave stava attraccando. Riccardo Magi (+Europa), presente sulla scena, dichiara di essere stato sorpreso dalla motovedetta dei finanzieri che a manovra iniziata si andata a infilare tra la nave dell'ONG e la banchina. Il politico afferma inoltre di essere pronto a testimoniare quanto ha visto in ogni sede.

Una volta terminata la manovra di attracco, Carola Rackete viene poi fermata in flagranza di reato "per resistenza o violenza contro una nave da guerra" (art. 1100 del Codice della navigazione) e per resistenza a pubblico ufficiale (era gi indagata a piede libero, come visto prima, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina), condotta agli arresti domiciliari e la nave sequestrata.

Intanto, il ministro dell'Interno esulta per la conclusione della vicenda, con l'arresto della comandante e il sequestro della Sea Watch 3 e annuncia che sarebbe gi pronto, in caso non fosse confermata la galera a Rackete, "un decreto di espulsione" per la Germania. Nel frattempo, diversi esponenti di paesi membri, tra cui il ministro degli esteri della Germania e del Lussemburgo chiedono che la comandante venga liberata. Vengono anche lanciate diverse raccolte di fondi (una anche in Germania) per sostenere l'ONG tedesca che superano in pochi giorni il milione di euro.

Nel pomeriggio del 1 luglio si svolge poi l'interrogatorio della comandante davanti al Gip (Giudice per le indagini preliminari). La procura di Agrigento chiede la convalida dell'arresto in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza dopo l'approdo forzato a Lampedusa ma, come misura cautelare, ritiene sia sufficiente il divieto di dimora rispetto agli arresti domiciliari. Lo stesso giorno, durante una conferenza stampa, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio parla di manovra azzardata da parte della comandante della Sea Watch: In particolare stato valutato negativamente come volontario la manovra effettuata con i motori laterali che ha prodotto lo schiacciamento della motovedetta verso la banchina. Inoltre, la procura non ritiene che c'era uno "stato di necessit" perch la Sea Watch aveva ricevuto nei giorni precedenti assistenza medica ed era in continuo contatto con le autorit marittime e militari per ogni tipo di assistenza. Nei prossimi giorni (il 9 luglio), Rackete dovr essere sentita dai magistrati del pool anti-immigrazione della Procura di Agrigento riguardo poi alla contestazione di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina nei suoi confronti.

Si apre inoltre un altro caso: inizia a circolare in Rete, rilanciata anche da diversi media come l'agenzia Adnkronos, una foto segnaletica della comandante. Un'immagine che per legge non potrebbe essere diffuso pubblicamente. Per questo la questura di Agrigento avvia un'indagine interna per capire chi ha diffuso per primo la foto.

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