Paolo Mariani
unread,Dec 26, 2017, 10:14:38 AM12/26/17Sign in to reply to author
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to tnt_piemonte
Non so se capiti anche a voi, ma con l’avanzare dell’età ho sempre meno voglia di leggere i manuali d’uso degli apparecchi che acquisto, le mail particolarmente lunghe, i post chilometrici, le recensioni fiume, specialmente quelle infarcite da varie amenità riguardanti il recensore e che nulla hanno a che vedere con l’apparecchio in prova.
Se è così anche per voi, allora vi dirò subito che la nuova creatura di Francesco e soci “suona” e suona veramente bene.
Quanto bene? Per quelle che sono le mie esperienze e frequentazioni odierne e passate, direi tanto quanto un buon integrato a stato solido di scuola nord europea. Avendoli in casa mi viene da citare per prima Primare, ma anche Electrocompaniet, Hegel.
Un suono rigoroso, senza particolari enfatizzazioni, dinamico e dettagliato, con una resa sulle voci veramente notevole. Un gran bel sentire insomma.
Per chi invece (a proprio rischio) gradisca leggere il resto della storia...
>verbose mode On
Per prima cosa va detto che differentemente dalla volta precedente come sorgente sto impiegando un Mac Pro con Audirvana mentre il convertitore è anch’esso una creatura dei nostri, basato su chip Wolfson 8742 e BUS Amanero 384.
Per quanto riguarda la parte informatica poco da riferire, come di norma per MacOs non occorre alcun driver e la periferica viene immediatamente riconosciuta. Anche Audirvana identifica correttamente il DAC in uso e consente di agganciare tutte le risoluzioni supportate a 16, 24 e 32 bit.
Per il collegamento tra computer e DAC ho utilizzato un cavo USB Wireworld Starlight 7 mentre per collegare il DAC all’integrato dei cavi bilanciati Audioquest Yukon.
I diffusori al solito, sono un paio di KEF LS50 cablati Monster.
Fra la presa di rete ed il convertitore è stato interposto il “condizionatore” fornitomi da Francesco.
La musica, tutta liquefatta, è stata riprodotta sia in formato nativo che con upsampling a 24/192 32/192.
Iniziamo con il dire che ero molto interessato a provare un amplificatore per cuffie di un certo pregio dato che non ne ho mai posseduto uno, ma l’interesse è aumentato esponenzialmente quando Francesco mi ha detto che la modularità alla base del progetto avrebbe consentito anche di implementare degli stadi di uscita in grado di pilotare diffusori ad elevata sensibilità.
Quale miglior occasione per chi come me sta pensando di acquistare un single ended di 300B per verificare quale suono possa uscire da diffusori per nulla efficienti come le LS50 qualora pilotati con pochi watt?
Come già scritto, le prove con integrati “leggerini” parlano chiaro, senza un buon manico, le inglesine semplicemente non suonano!
D’altro canto la necessità è quella di realizzare un secondo impianto per sonorizzare un ambiente di soli 20-25 metri quadrati, privilegiando la dolcezza di emissione e le voci se possibile senza penalizzare troppo impatto e dinamica, requisiti irrinunciabili anche per ascoltare il jazz più intimo e crepuscolare possiate immaginare.
Se i 6.5 watt dell’integrato in prova (ma possono anche raddoppiare inserendo un secondo modulo) riusciranno a sonorizzare in maniera sufficiente l’ambiente descritto avrò un indizio ulteriore circa la possibilità di pilotaggio di un SE di 300B che ne sviluppa 8.
Giusto per amor di cronaca, la voglia di provare il bestione era così tanta che non appena arrivato a casa gli ho collegato una vecchia Koss Pro4 AAA che non ha mai suonato così bene in tutta la sua vita (neppure breve dopotutto), ma non è di questo che intendo parlarvi in quanto non possiedo cuffie di riferimento e non sono un cultore dell’ascolto in cuffia, ma come direbbe l’amico Davide, tanto vi dovevo.
Tornando all’ascolto tramite diffusori le sorprese non son state poche e tutte positive.
Ultimamente sto ascoltando molto sia la Civello che la Casula, della prima ho molto anche in liquida.
Proprio con la Civello ho iniziato la prova e fin da subito è apparso chiaro che il nostro era un apparecchio di classe.
Voce vellutata, piatti cristallini, contrabbasso presente e gradevole. Buono il palcoscenico e l’ambienza. Volume al massimo per una pressione sonora di circa 75dB di picco ad 1 m.
Il primo impatto è stato assolutamente positivo.
Come di consueto sono poi passato alla Gambarini, un pò di Baker, di Evans, Coltrane e Rollins.
Ottime sensazioni, mi sarei solo aspettato qualcosa di piú in termini di profondità e di pathos. Suonava bene questo era fuori discussione anche meglio del The Rock: più raffinato, più dettagliato ma anche meno coinvolgente.
Poi quasi per caso ho cliccato su di un sampler della B&W (Very Audiophile New Recordings Vol. 1) ed è stato come indossare un paio di occhiali appena puliti.
Il brano Mr Bones penso sia molto vicino al mio nirvana audiofilo: voce avanzata monitor like, chitarre dietro, dettaglio e sfumature ai massimi livelli.
Ma anche pressione sonora, presenza e vigore. Wow!
A seguire la Ruggiero in Registrazioni Moderne, fantastica; la Norby con Suppertime, un riverbero e una restituzione dell’ambienza eccellente.
E poi Daft Punk, l’ultimo in DSD. Ottima la resa anche con l’elettronica, anche se qui un paio di scatti in più non avrebbero guastato!
Changes di Bowie, Amy Winehouse, Live at Yoshi di Dee Dee suona bene tutto, anche se pare che a differenza del mio impianto principale il DAC o tutto l’insieme soffra maggiormente le incisioni più commerciali, quelle da loud war per intenderci, con le quali viene perso il controllo delle basse frequenze che tendono a diventare confuse e un poco lunghe.
Il meglio, che bella scoperta direte voi, lo si ottiene con le incisioni migliori e dopo un congruo riscaldamento, non di pochi minuti ma di un oretta o giù di lì. Dopo pare di ascoltare un altro apparecchio, non tanto nella cifra qualitativa, che è evidente sin da subito ma per quanto concerne la capacità di pilotaggio che aumenta in maniera sorprendente.
La cosa si renderà particolarmente evidente se ascolterete per intero un CD e ad un certo punto un traccia suonerà molto più forte delle precedenti.
Volendo tirare le fila di queste prime sessioni di ascolto e volendo sintetizzare il tutto in una sola frase, direi che si tratta di un amplificazione valvolare di concezione moderna.
Non aspettatevi un suono nutelloso, privo di asperità e dai bassi lunghi e rotondi, perché la Magoni alla terza traccia consecutiva vi romperà i ... timpani anche qui!
La Gambarini avrà nelle sibilanti che la contraddistinguono la frizzantezza che gli alti devono avere e la notevole estensione della Farrell e della Casula verrà restituita per intero.
Dove però le voci femminili sono più suadenti e sensuali, il carattere valvolare di questo integrato si manifesterà regalandovi quel qualcosa in più che è difficile da spiegare a parole ma che è capace di emozionare anche ascoltando brani sentiti e risentiti, quel misto di raffinatezza, corpo, naturalezza di emissione che rendono l’ascolto coinvolgente e credibile.
Nei prossimi giorni terminerò il tube rolling e proverò a sostituire il DAC. Per chi fosse interessato e per i sopravvissuti a questa prima puntata, l’appuntamento è a fra qualche giorno.
Buone Feste a tutti.
P.S.
Un grazie a Francesco per la ghiotta occasione concessami.