Lotta estrema (Best of the Best 3: No Turning Back) è un film del 1995 diretto ed interpretato da Phillip Rhee. Il film è il terzo capitolo della saga iniziata con I migliori nel 1989 e proseguita con Kickboxing mortale del 1993, a sua volta sarà seguito da Legge marziale del 1998.
Non ci sono cinture da vincere in questa disciplina, in palio c'è il prestigio e la possibilità di essere selezionati nel circuito Bellator (che annovera tra le proprie file i migliori lottatori del mondo, ndr), con l'opportunità di far diventare la Mma un vero e proprio lavoro, dice Papa. Che il 2 aprile salirà su un altro palcoscenico così scintillante, questa volta a Lugano.
Per affrontare un incontro lungo 3 riprese da 5 interminabili minuti l'una, il fighter di casa nostra si allena tutti i giorni non meno di quattro ore nella sua palestra a Pieve, aperta oltre 5 anni fa: Il 60 per cento dell'energia fisica se lo porta via la tensione e l'adrenalina prima del match, per questo io devo essere preparato almeno per disputare una quindicina di riprese consecutive. La disciplina prevede il contatto pieno, ad eccezione di genitali, gola, occhi e nuca, con soltanto i paradenti e i guantini come protezione. Servono quindi testa, posizione, tecnica, fiato e agilità per superare l'avversario, soprattutto se di 30 chili più pesante. E devi anche un po' conoscere chi vai a sfidare: ci sono per esempio lottatori che subiscono maggiormente in striker, cioè negli scambi in piedi, oppure nella lotta a terra. Per vincere devi insistere sui punti deboli di chi hai di fronte.
È un armadio che delle arti marziali conosce ogni dettaglio. Non sarei arrivato a Londra senza i consigli e l'assistenza di mio padre Gerardo, del mio allenatore Pietro Falco e il lavoro della mia fisioterapista personale, Eleonora Capuano, aggiunge il boxeur-lottatore.
Coloro che vivono in estrema povertà sono spesso socialmente esclusi ed emarginati dal potere politico e dai processi decisionali. Il loro diritto di partecipare effettivamente alla vita pubblica è spesso ignorato. L'eliminazione della povertà estrema non è una questione di carità, ma un pressante problema di diritti umani. Gli stati sono giuridicamente obbligati a realizzare i diritti umani per tutti, dando la priorità ai più vulnerabili che comprendono coloro che vivono in estrema povertà.
Nel settembre 2012, il Consiglio dei diritti umani ha adottato nel corso della 21 sessione "i principi guida sui diritti umani e la povertà estrema"
Basato sulle norme e gli standard internazionali dei diritti umani, questi Principi Guida prevedono per la prima volta orientamenti di politica globale concentrandosi in particolare sui diritti umani delle persone che vivono in povertà. Essi sono da intendersi come uno strumento pratico per i politici al fine di garantire che le politiche pubbliche (compresi gli sforzi di sradicamento della povertà) raggiungano i membri più poveri della società, rispettando e sostenendo i loro diritti, e tengano conto dei notevoli ostacoli sociali, culturali, economici e strutturali per il godimento dei diritti umani che incontrano le persone che vivono in povertà.
APG23, in rete con altre ONG, ha partecipato al processo di elaborazione dei principi guida e si impegna a rimuovere le cause profonde di estrema povertà in tutto il mondo.
La campagna principale dell'organizzazione per il 2017 è, infatti, legata al diritto all'istruzione per le bambine nei paesi più poveri al mondo, che ONE ritiene essere cruciale per eliminare il divario di genere e per sollevare intere comunità dalla povertà estrema. Wilko Mattia Artale e gli altri Giovani Ambasciatori si sono messi subito all'opera portando la campagna nei palazzi istituzionali e incontrando deputati e senatori di vari schieramenti politiciai quali hanno chiesto di apporre la propria firma in supporto alla causa. Tra gli altri, hanno incontrato la Vice Presidente della Camera Marina Sereni che ha accolto l'intero gruppo in Parlamento.
ONE è un'organizzazione sostenuta da oltre 7 milioni di membri che opera con campagne e attività di sensibilizzazione per combattere la povertà estrema e le malattie prevenibili, soprattutto in Africa. Apolitica, ONE mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e a lavorare di concerto con i leader politici per combattere l'AIDS e le malattie prevenibili, aumentare gli investimenti per l'agricoltura e l'alimentazione e chiedere ai governi maggiore trasparenza nei programmi di lotta alla povertà. Per saperne di più: ONE.org. Programma "Youth Ambassador" Gli ambasciatori ONE sono un gruppo di giovani volontari estremamente motivati, selezionati tramite bando pubblico, che conducono attività di sensibilizzazione in tutta Europa per porre fine alla povertà estrema. Sollecitano un impegno concreto dei responsabili politici, lavorano con i mezzi di comunicazione per aumentare la visibilità delle campagne ONE e incoraggiano il pubblico a sostenere le petizioni e le altre azioni ONE con attività online ed eventi locali. Nel 2017 40 giovani provenienti da tutta Italia sono stati scelti per partecipare al programma di durata annuale che li vedrà impegnati nell'organizzazione di eventi, la conduzione dicampagne di sensibilizzazione e azioni di lobby rivolte aipropri rappresentanti politici sui temi della cooperazione allo sviluppo. Si uniranno a una squadra di 300 giovani ambasciatori ONE provenienti da tutta Europa. Gli anni scorsi, i giovani ambasciatori italiani hanno si sono attivati per chiedere un aumento del contributo Italiano al Fondo Globale nella lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria, sono intervenuti con azioni di pressione in occasione del G7 di Monaco di Baviera del 2015, hanno partecipato all'Assemblea generale dell'ONU a New York e hanno fatto sentire la loro voce a sostegno dei nuovi Obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. La campagna La Povertà è Sessista Nel 2015ONE ha lanciato la campagna la Povertà è Sessista per portare l'attenzione su comedonne e bambine siano le principali vittime della povertà estrema in ogni aspetto della vita, ma anche la chiave per il cambiamento. Nel 2016 abbiamo usato il potere della campagna per spingere i leader ad aumentare i finanziamenti per il Fondo Globale per la lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria. Ben il 75% degli adolescenti che in Africa subsahariana contrae il virus HIV è una ragazza, ed i 13 miliardi di dollari raccolti per il prossimo triennio saranno fondamentali per la lotta contro questa ingiustizia, salvando 8 milioni di vite ed evitando 300 milioni di nuove infezioni. Nel 2017 abbiamo lanciato una campagna digitale ed una lettera aperta ai leader, firmata già da oltre 340.000 persone, per chiedere loro di investire nell'accesso all'istruzione delle bambine, uno dei migliori investimenti nella lotta contro la povertà estrema.
Come abbiamo già avuto modo di osservare, nella vicenda di Alfredo Cospito si intrecciano questioni diverse che vanno tenute distinte. Fra queste, quelle di carattere etico poste dalla scelta di intraprendere lo sciopero della fame, una forma di lotta estrema che non può non interrogarci, sono particolarmente gravi e complesse. La discussione è resa ancora più difficile dalla circostanza che a scegliere questa forma di lotta in questo caso è una persona che ha commesso gravi reati, per cui argomentare in un modo o in un altro diventa presto oggetto di strumentalizzazione, come sanno bene i parlamentari Pd attaccati da Donzelli. Ma provarci è doveroso.
Si parla di povertà estrema quando le popolazioni che vivono in questa condizione non hanno accesso alle risorse primarie necessarie per il sostentamento umano. In altre parole si parla di povertà estrema quando vengono a mancare acqua, cibo, casa, vestiti. Quando cioè manca davvero tutto.
La povertà estrema e la fame nel mondo si possono risolvere. Bisogna lavorare per fare in modo che anche a chi vive nei Paesi più poveri del mondo siano riconosciuti diritti fondamentali, quali casa, cibo e acqua potabile.
La Regione ha assegnato a una serie di Comuni e Unioni di Comuni, in qualità di capofila di progetto, 1.181.600 euro del Fondo nazionale per la povertà, da destinare a interventi e servizi in favore di persone in condizione di povertà estrema e senza dimora.
Il finanziamento riguarda tutti i 12 ambiti distrettuali da Piacenza a Rimini in cui sia presente un Comune con popolazione superiore ai 50.000 abitanti, secondo quanto previsto dal Piano regionale per la lotta alla povertà che tiene in considerazione il fatto che il fenomeno della povertà estrema tende a concentrarsi prevalentemente nelle aree urbane di maggiori dimensioni.
Anche quest'anno la modenese Rossella Sala, 25 anni, è stata selezionata per partecipare al prestigioso programma "Youth Ambassador" dell'organizzazione internazionale ONE. La quarta edizione dell'iniziativa, a cui Sala partecipa dal 2015, è stata inaugurata ieri a Roma. Non è un caso che il lancio del programma sia coinciso con la Giornata Internazionale della Donna. Per il 2017 infatti, l'organizzazione ha deciso di concentrare i propri sforzi su una campagna legata al diritto all'istruzione per le bambine nei paesi più poveri del mondo: un tema cruciale per eliminare il divario di genere e per sollevare intere comunità dalla povertà estrema. Sala e gli altri Giovani Ambasciatori si sono messi subito all'opera portando la campagna nei palazzi istituzionali e incontrando deputati e senatori di vari schieramenti politici ai quali hanno chiesto di apporre la propria firma in supporto alla causa.
Rossella ha dichiarato: "E' importante che ci mettiamo in gioco e chiediamo ai nostri leader di fare del loro meglio per lottare contro la povertà. Solo unendoci e facendo sentire la nostra voce riusciremo a costruire un futuro migliore per tutti. Sono molto orgogliosa di poter partecipare ancora una volta al programma Youth Ambassador, che mi ha permesso di impegnarmi per ottenere un cambiamento concreto per chi vive in condizioni di povertà estrema." Il 2017 offre momenti internazionali importanti per la lotta alla povertà estrema, incluso il prossimo vertice G7 che sarà ospitato dall'Italia a maggio. ONE punta a sfruttare l'azione degli Youth Ambassadors per assicurarsi che l'ambiziosa agenda italiana porti risultati per i più poveri al mondo e che il Primo Ministro Gentiloni mantenga le promesse del suo predecessore circa l'incremento, entro il prossimo vertice di maggio, degli aiuti pubblici allo sviluppo.
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