Custer, nel frattempo, divise ancora una volta il suo comando in un'ala sinistra e un'ala destra, però questa volta continuò a seguire il crinale a nordest del villaggio, cercando un posto per scendere, attraversare il fiume e attaccare il villaggio dal lato Nord. Quando finalmente vide il villaggio da vicino, si rese conto che aveva bisogno sia di più uomini che di più munizioni. Mandò il trombettiere John Martin (Giovanni Martini) a cercare Benteen e ordinargli di raggiungerlo e portare i muli con le munizioni e le provviste. Poiché Martin -che era di origini italiane e si trovava in America soltanto da 2 anni- non parlava ancora bene l'inglese, il tenente Cooke, aiutante di Custer gli diede precisi ordini scritti che furono esibiti nell'inchiesta successiva alla battaglia. A questo punto Custer era ancora all'offensiva, non era in contatto con gli Indiani e non si trovava in pericolo.
Benteen si avviò verso Custer, come ordinato, accelerando dal passo al trotto. Benteen fu fortemente criticato dai sostenitori di Custer per non essersi affrettato di più, però lui non ritenne che Custer fosse in pericolo. All'inchiesta che segui la battaglia testimoniò: "Le mie impressioni dal Trombettiere Martin erano che gli indiani erano in fuga" ("My impressions from Trumpeter Martin were that the Indians were skedaddling")[7]. Per di più l'ordine di Custer era anche di portare le munizioni, cosa problematica perché la carovana di muli che le portava era ancora più indietro e marciava ancora più lentamente. Inoltre i pacchi sui muli cominciavano ad allentarsi e cadere.
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