Altro che depressione...

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Riccardo Nocentini

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Dec 14, 2007, 3:10:23 PM12/14/07
to Alessandra Galli, Alessandro Bencini, Alessandro Borgia, Alessandro Zivelonghi, Alessandro Zivelonghi, Alessandro Zivelonghi, Andrea Gargareschi, Andrea Moroni, Andrea Pizzimenti, Andrea Pizzimenti, Andrea Rampini, Andrea Siecola, Andriana Gaspar, Angela La Rocca, Angi, Anita Costantini, Annelise Guido, Barbara, Benedetto Garfagnoli, Brenna, Carmela Piraino, Chiara Alzati, Chiara Grifoni, Ciocy, Claudia Bischeri, Claudia Bischeri, Claudia Coppola, Claudia Gonnelli, Claudio TUMI, Cristina Rettori, danilo...@libero.it, Davide Trabucchi, Demis Binarelli, Diana Capuzzo, Doriana De Carlo, doro...@justice.com, Edoardo Alessi, Elena Nocentini, Enri Dalipi, Eugenio Ricca, Fabrice (Fabson), Fabrizio Capitani, Fernando De Santis, Filippo Forzini, Foderaro Giovanni Paolo, Francesca Alemanno, Francesca Caon, Francesca Casagrande, Francesca Fiorillo, Francesca Neri, Francesca Neri, Francesco Lapini, Francesco Nannoni, Gabriele Caiani, Gabriele Melani, Gaetano Spitaleri, Gaetano Spitaleri, Genti, Giacomo Bastiani, Giancarlo Anaclerio, Gianluca Bartolommei, Giovanna Bianchi, Giovanna Bianchi, Giovanni Gambacciani, Giovanni Gambacciani, Giovanni Paolo Foderaro, Giovanni Piani, Giulia Rotesi, Giulia Rotesi, Iacopo Giovannetti, Iacopo Giovannetti, Katia Cosmo, Lapo Mecacci, Letizia, Lorenzo Bazzanti, Lorenzo Bazzanti Vestri, Luciana Tinacci, Luciana Tinacci, Mamma, Marco Di Giacomo, Marco Forgione, Marco Montis, Marco Romoli, Marco Sertoli, Marjolein Matteij, Marta StuSta, Mauricio Gutierez, Mauricio Gutiérrez López, Maurizio Romoli, Mauro Recchia, Melania, Michele Mugnai, Nicola Cigolotti, Nicola Pilan, Nicola Pilan, Pierfrancesco Miniati, Pierfrancesco Miniati, Piero Agostinetti, Piroska, Renzo Soldani, Rita Arra, Rossella De Vito, Sala Daniela, Saralisa Murroni, Sergio Buffoni, Silvano Gnesin, Silvano Sassolini, Silvia Redditi, Simone TUMI, Stefano Nepi, Stella Mugnaini, Valerio Bianchi, Valerio TUMI, Vanni, Vanni, Victor Camilo Duque Crociani, Victor Camilo Duque Crociani, Vittorio Nocentini, tecno...@googlegroups.com
Questo articolo era ieri sulla prima pagina del New York Times. Non mi sembra che ci sia altro da aggiungere:
 
 
p.s.:Per quelli che non sanno l´inglese, mi dispiace, ma é l´ora di rimboccarsi le maniche e impararlo!

--
Riccardo Nocentini
0039 340 3922845
0049 176 65353692
riccardo....@gmail.com

Alex Ziller

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Dec 15, 2007, 6:33:17 AM12/15/07
to TecnoPolis - www.tecnopolis.eu
grazie Riccardo per questo post con il quale colgo l´occasione per
dare il via a un dibattito che mi sta particolarmente a cuore . Invito
tutti, italiani in Italia e all´estero a parteciparvi, serenamente e
civilmente ma soprattutto onestamente e senza permalosismi
nazionalistici ed emotivitá varie..

la domanda é molto semplice:

ITALIA, PAESE IN DECLINO ?

Il New York Times non ha dubbi (vedi articolo segnalato da Riccardo) e
la vede molto male per il nostro paese.

CONDIVIDETE?

cosi come siamo un paese diviso su molte cose a partire dalla
politica, ci sono molte persnoe in Italia che la pensano molto
diversamente, a partire dal nostro Presidente della Repubblica, il
quale sostiene che la critica del NY Times sull´Italia sia "pura
Idiozia". CHi ha ragione?


Mi interessa in particolare l opinione´dei residenti in Italia anche
perché mi é capitato talvolta di recepire un atteggiamento di
insofferenza nei confronti di noi italiani residenti all´estero
etichettati da alcuni residenti in Italia come "traditori della
Patria" che hanno una bella faccia tosta a criticare l´Italia dall
´esterno..
Ecco io credo che questo sia un´atteggiamento molto sbagliato di
vedere le cose che spesso nasce da una situazione personale o locale o
temporanea fortunata rispetto all´andamento generale del Paese.
Noi italiani residenti all´estero siamo fondamentalmente persone che
hanno una lunga esperienza di vita in Italia e che poi hanno deciso di
andarsene. Il nostro punto di vista é quello di persone che possono
ora fare un confronto perche hanno visto con i propri occhi le
differenze tra l´Italia e gli altri Paesi. Se talvolta tale confronto
é amaro e ci porta a fare delle critiche lo si fa nell´interesse del
nostro Paese le cui sorti ci stanno molto piu a cuore di quanto si
possa pensare...

Risiedere all´estero ti fa anzi scoprire ancora di piu di essere
italiano perche ti confronti ogni giorno con culture diverse..e il
paradosso di noi italiani é che presi come individui non siamo secondi
a nessuno..

un saluto a tutti, ciao!


10, "Riccardo Nocentini" <riccardo.nocent...@gmail.com> wrote:
> Questo articolo era ieri sulla *prima pagina* del New York Times. Non mi
> sembra che ci sia altro da aggiungere:
>
> http://www.nytimes.com/2007/12/13/world/europe/13italy.html?_r=1&oref...
>
> p.s.:Per quelli che non sanno l´inglese, mi dispiace, ma é l´ora
> di rimboccarsi le maniche e impararlo!
>
> --
> Riccardo Nocentini
> 0039 340 3922845
> 0049 176 65353692
> riccardo.nocent...@gmail.com

Massimo Poggioli

unread,
Dec 15, 2007, 7:39:26 AM12/15/07
to tecno...@googlegroups.com
carissimi, buongiorno;
 
ringrazio per la segnalazione dell'articolo che, manco a dirlo, trovo molto interessante e veritiero;
 
quanto al dibattito aperto, colgo l'occasione per esternare ulteriormente quanto ho già avuto modo di discutere molte volte  con lei,  ziller....
 
sì, fratello guglielmo, imho l'italia non soltanto è un paese in declino, ma è addirittura destinata ad essere relegata al rango deii paesi del terzo mondo (in verità, per alcuno settori -ad esempio, per l'informazione e la politica intesa come concezione e visione della "cosa pubblica"- a mio parere lo è già..)

da italiano residente in italia, infine, concordo pienamente anche con la seconda parte del suo discorso; in particolare, considero gli italiani "emigrati" all'estero in paesi sicuramente più civili come persone che hanno avuto l'onestà intellettuale ed il coraggio di interpretare rettamente la realtà odierna; la loro scelta non deve quindi essere connotata come proditoria, ma come amaro e razionale  riconoscimento del fatto che nella nostra nazione spesso è difficile valorizzare profili culturali e professionali di medio/alto livello in termini adeguati....
 
 
un cordiale saluto a voi tutti
 
 
M.
 
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Matteo Lai

unread,
Dec 15, 2007, 8:16:13 AM12/15/07
to tecno...@googlegroups.com
Ciao a tutti,
concordo pienamente con MP, la cosa ancora più grave è che pur essendoci
ancora molte possibilità per invertire la tendenza, la nostra classe
dirigente ogni giorno fa qualcosa di nuovo per affossare ulteriormente
il paese...mi sto soforzando di pensare ad un settore o ad un qualcosa
che in Italia non sia peggio che nel resto
d'Europa...mmmm...mmm...mmm...ecco! Noi abbiamo il grana ed il
prosciutto crudo, tiè!


Massimo Poggioli ha scritto:


> carissimi, buongiorno;
>
> ringrazio per la segnalazione dell'articolo che, manco a dirlo, trovo
> molto interessante e veritiero;
>
> quanto al dibattito aperto, colgo l'occasione per esternare
> ulteriormente quanto ho già avuto modo di discutere molte volte con
> lei, ziller....
>
> sì, fratello guglielmo, imho l'italia non soltanto è un paese in
> declino, ma è addirittura destinata ad essere relegata al rango deii
> paesi del terzo mondo (in verità, per alcuno settori -ad esempio, per
> l'informazione e la politica intesa come concezione e visione della
> "cosa pubblica"- a mio parere lo è già..)
>
> da italiano residente in italia, infine, concordo pienamente anche con
> la seconda parte del suo discorso; in particolare, considero gli
> italiani "emigrati" all'estero in paesi sicuramente più civili come
> persone che hanno avuto l'onestà intellettuale ed il coraggio di
> interpretare rettamente la realtà odierna; la loro scelta non deve
> quindi essere connotata come proditoria, ma come amaro e razionale
> riconoscimento del fatto che nella nostra nazione spesso è difficile
> valorizzare profili culturali e professionali di medio/alto livello in
> termini adeguati....
>
>
> un cordiale saluto a voi tutti
>
>
> M.
>

> On 12/15/07, *Alex Ziller* <zasacon...@gmail.com

> <mailto:riccardo.nocent...@gmail.com>> wrote:
> > Questo articolo era ieri sulla *prima pagina* del New York
> Times. Non mi
> > sembra che ci sia altro da aggiungere:
> >
> >
> http://www.nytimes.com/2007/12/13/world/europe/13italy.html?_r=1&oref.
> <http://www.nytimes.com/2007/12/13/world/europe/13italy.html?_r=1&oref.>..
> >
> > p.s.:Per quelli che non sanno l´inglese, mi dispiace, ma é l´ora
> > di rimboccarsi le maniche e impararlo!
> >
> > --
> > Riccardo Nocentini
> > 0039 340 3922845
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> > riccardo.nocent...@gmail.com <mailto:riccardo.nocent...@gmail.com>


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Massimo Lai

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Dec 17, 2007, 9:14:24 AM12/17/07
to tecno...@googlegroups.com
Riposto nel giusto contesto, come dall'Abate richiesto (allitterando
per soprammercato).
================================================

Cari confratelli,
vorrei esordire dicendo che i commenti di un politico sono per definizione da ignorarsi, qualora lo scopo sia la ricerca del vero.
L'estero non e' il bengodi (compresa la sciagurata inghilterra, mi lascia sempre perplesso il pensiero che questa manica di barbari senza savoir-vivre abbia avuto per secoli il piu' vasto impero del pianeta) ma la differenza cruciale e' la presenza di mentalita' progettuale, di accettazione della sfida e di movimento per adattarsi al mondo che cambia. L'Italia sta solo erigendo una risibile fortificazione al suo piccolo mondo antico, in realta' murandosi viva da sola, nella convinzione che domani puo' solo andar peggio di oggi.
Il problema non e' il fotogramma presente, ancora materialmente (quasi) accettabile da un punto di vista di beni e servizi, ma tutto il film che ha da venire.
Di fronte alla sconfortante sensazione di immmobilita' non e' catastrofismo gratuito affermare che non si vede alcuno sforzo CONCRETO e TANGIBILE
 per rimediare al ritardo che abbiamo gia' accumulato.
E soprattutto, non vi sono le condizioni perche' cio' possa avvenire in tempi brevi, visto che il sistema e' strozzato da una rete di piccoli interessi corporativi tesa a difendere strenuamente i piccoli cortili e i piccoli privilegi (esempio recente, la rivolta dei tassisti di fronte a un decreto di liberalizzazione che probabilmente nei paesi civili non avrebbe nemmeno bisogno di essere messo per iscritto).
In nome di detti interessi ogni tentativo di mutare lo stato delle cose viene cassato, perche' lede i privilegi di qualcuno.
In sostanza, non credo che nessun politico possa cambiare qualcosa senza "strappi", e senza commettere (politicamente) hara-kiri, e visto lo spessore umano ed ideologico nonche' la disinteressata integrita' dei nostri grandi timonieri... non ho bisogno di aggiungere altro.
Citando dal Satyricon (quello vero), "Se fai bene il calcolo, il naufragio e' ovunque".
Ovviamente sarei ben felice di sbagliarmi, e se qualcuno trova falle nel ragionemento, e' pregato di segnalarle.

Massimo





Matteo Lai <matt...@email.it> ha scritto:
> > wrote:
> > Questo articolo era ieri sulla *prima pagina* del New York
> Times. Non mi
> > sembra che ci sia altro da aggiungere:
> >
> >
> http://www.nytimes.com/2007/12/13/world/europe/13italy.html?_r=1&oref.
> ..
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> > p.s.:Per quelli che non sanno l´inglese, mi dispiace, ma é l´ora
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Calogero & Huygens Co.

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Dec 17, 2007, 5:18:20 PM12/17/07
to tecno...@googlegroups.com
Quale italiano che se n'è rimasto in patria per ragioni che non sto qui a elencare dichiaro convintamente: mi sono rotto le palle!
Si può sapere perchè devo sorbirmi il New York Times, gli italiani all'estero, i politici nostrani (persino loro...), gli indici di borsa e  Padoa Schioppa dire che siamo allo sfascio, ci manca coraggio, siamo presuntuosi, sfaticati, disonesti mammoni ecc. ecc. io che le tasse le pago tutte, che devo tenermi due lavori precari per arrivare a pagarmi le spese, che parto alle 8 e torno alle 20.30 passando 10 ore a lavoro e 2,5 ore nel traffico (sono 34km tra andata e ritorno, fatevi il conto della media oraria), che uso i sabati e le domeniche per lavorare e a volte pure la notte, che dopo tutto questo sono vessato dal principale e trattato come un pupazzo da chi mi paga una miseria, e ciliegina sulla torta, mi dice pure che non so scrivere in italiano e poi lui non sa usare nemmeno la posta elettronica!!!!!!
I problemi sono reali non eterei e diffusi. Volete un esempio? Per esercitare come ingegnere devo essere iscritto a un albo, sapete quanti albi ci sono?  1 per provincia quando ne basterebbe 1 nazionale. Sapete cosa fanno? Una beneamata mazza perchè l'unica cosa che dovrebbero fare, cioè difenderti come categoria e lavoratore, è un privilegio per i professionisti ricchi che pesano nei loro consigli e che guarda caso sfruttano noi praticanti. Tuttavia se io non pago la tangente annuale di iscrizione tanti saluti alla mia professione. Vorrei l'abolizione dell'albo, che ce l'abbiamo solo qui, però ciò non avviene. Che faccio? Metto una bomba alla sede dell'ordine?
Sono stanco, la società italiana è diventata un lager dove una larga maggioranza, sofferente di un malessere senza speranza di fine, deve pure sopportare i rimproveri per cose che non fa o non controlla. Mentre quelli che ci sguazzano in questo sistema si corbellano di queste elucubrazioni. Sono quelle cose che ti spronano a sperare nel futuro...
Ho deciso di non trovare lavoro con un raccomandazione nè di cercare il primo lavoro a tempo indeterminato che mi capitava. Ho deciso di fare un lavoro che mi piacesse perchè sono convinto che la soddisfazione viene prima del denaro e della sistemazione. Perchè un lavoro che piace mi viene bene, e se lo faccio bene è meglio per tutti non solo per me. Risultato? Sono più indigente di prima, e per giunta sfottuto! Proprio gli italiani fuori casa che hanno subito sulla loro pelle i problemi e le critiche della partenza dovrebbro capire chi annaspa qui.
Basta con i soliti discorsi sui massimi sistemi! Chi scaglia la pietra dia prova di problem solving o stia zitto, perche ve lo dico chiaro e tondo: tutte le cose che diciamo sono risapute in Italia da anni, io stesso son avanti un pezzo rispetto al New York Times. Questo non significa che mi piaccia subire. Se conoscete una persona malata terminale gli dite ogni volta che è incurabile e senza speranza? E' d'obbligo un rispettoso silenzio, soprattutto se non si hanno soluzioni "calate dall'alto". In questo forum non si danno risposte, non si fa neppure analisi, questo è snobbistico disquisire sui banali evidenze, che è una pezzo del problema italiano: mettersi in cattedra, sentenziare e infine dire amen.
 

Riccardo Nocentini

unread,
Dec 18, 2007, 8:17:59 AM12/18/07
to tecno...@googlegroups.com
Salve,
 
oggi e` la giornata internazionale dell`emigrante e dato che sono a Monaco di Baviera da piu` di due anni, mi sento chiamato in causa :) e vorrei poter dire la mia sull`argomento.
 
Premetto, con tutto il rispetto, che la manica di barbari senza savoir-vivre ha inventato qualcosa come la rivoluzione industriale. Noi ce ne siamo accorti con almeno un secolo di ritardo. E poi loro hanno i Beatles, i Pink Floyd, i Genesis, e qui mi fermo :)
 
La domanda che lubranamente mi sorge spontanea e`: cosa e` importante per noi italiani? Il savoir-vivre o l`essere una civilta` socialmente e tecnologicamente avanzata? Le borse di Prada o le industrie high-tech? La mozzarella di bufala o le universita` di prim`ordine? Si tratta di decidere cosa vogliamo essere come Italiani. Se si punta tutto sul "made in Italy" come qualcuno propone, la scelta e` bell`e fatta.
Io sono giovane e preferisco lavorare su qualcosa che sia all`avanguardia e proiettato sul futuro. Quando saro` pensionato andro` a farmi un bicchierino di Brunello in Chianti e mi godro` il panorama. Ma questo non mi entusiasma ora.
 
L`ultima mail di Huygens (che ho letto stamani appena alzato) mi ha colpito forte. Soprattutto la mancanza di speranza che emana. Devo ammettere che se fossi rimasto in italia probabilmente vedrei le cose come lui. Io ho fatto una scelta diversa che, sommando tutto, non e` necessariamente migliore della sua, cioe` me ne sono andato all`estero per fare il lavoro dei miei sogni, lasciando amici, famiglia, luoghi natii (e dialetto toscano, sigh...) a mille chilometri di distanza. Si tratta di fare un bilancio. Io non mi pento della scelta fatta. E non per questo odio il mio Belpaese, anzi, mi manca e apprezzo ancora di piu` i suoi aspetti positivi. Ma viaggiare all`estero (e non solo in Versilia) apre gli occhi e ci si rende conto che un altro mondo esiste non lontano dai nostri confini.
 
Per questo non credo che sia utile rinchiudersi e dire "ma quanto siamo in declino" senza un analisi dello stato delle cose e senza volonta` di cambiare. Io rispetto le esperienze come quella di Huygens. Sappiamo tutti che l`articolo del NYT non dice niente di nuovo, ma e` la prima volta che un giornale autorevole ci sbatte in faccia la realta` senza cadere troppo in luoghi comuni. E non si puo` nemmeno dire che sia suscitato da invidie. L`analisi e` molto lucida. Il problema italiano e` che anche se tutti sanno quali sono i problemi, ben pochi (io, al contrario di Huygens, credo che siano pochi) sono abbastanza incazzati da essere pronti a protestare o scendere in piazza. Se poi quei pochi si rinchiudono in se stessi, e` la fine.
Io credo che quella minoranza debba prendersi carico di favorire il dibattito, cercare di diffondere informazione reale e far crescere la massa di gente pronta ad un cambiamento. L`italia non e` un malato terminale. Il declino, se c`e`, e` molto lento. Per ora il nostro paese ha soltanto un influenza. Se vogliamo che non degeneri in una polmonite e poi magari in un carcinoma, dobbiamo agire.
 
Quali soluzioni adottare? Come si cambia la mentalita` di un popolo? di sicuro non col silenzio. Parlare di questi temi, scendere in piazza, organizzarsi in gruppi, rompere la scatole ai politici, sono tutte cose fattibili. Poi per cambiare veramente ci vuole tempo e costanza. Ma non si puo` aspettare che l`acqua arrivi alla gola o che qualcosa ci cada dal cielo.
 
Belle parole, direte, ma io sono convinto che gli Italiani non hanno niente da invidiare ai tedeschi, inglesi o francesi (o spagnoli!!) in termini di intelligenza e di risorse umane e ve lo dice uno che non si sente un "cervello" in fuga, ma uno nella media. Quello che serve e` un`obiettivo e uno spirito comune che in altri paesi e` ben piu` forte che da noi. Forse manca anche una guida forte. Ma io credo che le guide siano il prodotto di un popolo.
 
Io per i prossimi tre anni non potro` essere sul campo a combattere, ma quello che succede nel mio paese mi interessa enormemente, non solo per le tante persone care che ci vivono, ma anche perche` non so se in futuro restero` in Germania o tornero` in Italia. Sinceramente sarei ben contento di tornare. Magari quando avro` accumulato un po di esperienza potro` anche essere piu` utile. Ma mi piacerebbe vedere la volonta` di cambiare anche da parte di chi e` rimasto, altrimenti non ci sto a fare il lupo solitario.
 
Mi fermo qua perche` ho gia scritto troppo. Le soluzioni facili non esistono con problemi di questo genere, ma fare come gli struzzi vuol dire cominciare a scavarsi la fossa da soli. Per questo appoggio senza riserve Alessandro e tutti quelli che hanno voglia di parlare di questi temi.
 
Saluti,
 
Riccardo
 
 


 
Il 17/12/07, Calogero & Huygens Co. < calogero.a...@gmail.com> ha scritto:

--
Riccardo Nocentini
0039 340 3922845
0049 176 65353692
riccardo....@gmail.com

Massimo Lai

unread,
Dec 18, 2007, 8:23:33 AM12/18/07
to tecno...@googlegroups.com
Caro Huygens,
capisco perfettamente il tuo punto di vista, forse non sono stato chiaro ma non mettermi(ci) in bocca parole che non abbiamo detto.
Il sunto del discorso mio e dello Ziller, nessuno dei due troppo originale nella diagnosi, e' sostanzialmente identico al tuo. Le critiche non erano rivolte ai piani bassi della societa', ma alle mille piccole mafiette che rendono l'Italia un campo minato per qualunque attivita'..

Massimo.



"Calogero & Huygens Co." <calogero.a...@gmail.com> ha scritto:
Quale italiano che se n'è rimasto in patria per ragioni che non sto qui a elencare dichiaro convintamente: mi sono rotto le palle!

Calogero & Huygens Co.

unread,
Dec 18, 2007, 9:19:40 AM12/18/07
to tecno...@googlegroups.com
Il tono della mia mail era contrariato e rabbioso. Faccio ammenda, non sono mesi facili gli ultimi.
Quello che volevo dire in termini più gentili rimane, cioè dobbiamo trovare un modo, un conportamento euristico, non solo criticare. Dite il vero quando osservate che gli italiani si pregiano di un glorioso passato senza costruirsi un paragonabile futuro, ma porsi in maniera dispreggiativa su questo atteggiamento è l'altra faccia della stessa medaglia. Gli esami dello stato di salute italiano ci sono tutti, abbastanza completi per dare una diagnosi, quella stessa che date voi: poco investimento sull'innovazione, poca forma mentis imprenditoriale, invecchiamento (non solo fisico) della nostra dirigenza ingessamento dello stato sociale. Ora ci vuole una terapia, perchè io, e non solo io, voglio e cerco di fare. E per rinfocolare una discussione che punta a fare più di accedemia dovevo produrre un contradditorio, perchè solo nel confronto-scontro si può trovare una soluzione che non sia un esercizio fine a se stesso.

 
Il 18/12/07, Massimo Lai <massim...@yahoo.it> ha scritto:



--
Andrea/Calo/Huygens

Alessandro Zivelonghi

unread,
Dec 18, 2007, 10:43:14 AM12/18/07
to tecno...@googlegroups.com
 il testo che segue deve considerarsi la risposta alla prima esternazione dell´amico Huyghens che saluto affettuosamente (credevo di averla giá spedita ma ho sbagliato il campo A: - peccato per la profezia finale..)

********************************************************************************************************************************
Caro Huyghens,

non so da dove iniziare, ma quando fai cosí mi fai un po´ incazzare.
Voglio comunque tenere fede alle mie premesse sul dibattito e non farmi trasportare dall´emotivitá, che é un errore che mi sembra tu abbia manifestamente commesso e che ha dato luogo a molte incomprensioni, a quanto pare.
Spero di trovare le  giuste parole per esprimere il mio disappunto e quasi totale disaccordo su quello che dici senza che tu ti offenda o ci rimanga male.
Aggiungo quindi anche un' altra premessa:  confido nella capacitá di tutti i membri di sapersi distanziare dalla virtualitá di questo carteggio che é dal pdv comunicativo necessariamente limitato (in particolare il modo é difficile interpretare lo stato d´animo di una persona) e che vorrebbe essere solo complementare al dibattito a quattrocchi che spero abbia luogo a capodanno e alle prossime GAT.

>E' d'obbligo un rispettoso silenzio, soprattutto se non si hanno soluzioni "calate dall'alto". In questo forum non si danno risposte, non si >a neppure analisi, questo è snobbistico disquisire sui banali evidenze, che è una pezzo del problema italiano:

dico ma stai scherzando?????????????????????

beh sappi una cosa, mio caro malato terminale, su questo googlegroup, finche saro io il moderatore, il "rispettoso silenzio" non lo avrai MAI. MAI!
 Su Tecnopolis si cerca di dibattare senza urlare, ma a questo punto meglio l´urlo assordante di un Grillo al silenzio della morte.

Adesso abbiamo scoperto che anche parlare dei mali del nostro Paese é diventato un tabu, cosiccome lo era giá parlare del nucleare.
E io sono contento invece che entrambi questi temi siano presenti qui, sul tavolo di Tecnopolis.
Ora ti puoi sedere al tavolo, ti puoi alzare, saltarci su, andartene se vuoi, puoi anche sputarci sopra (non é molto bello ma almeno é reversibile), ma quello che non puoi fare é prendere a mazzate il tavolo e distruggerlo.
Perché serve a tutti il tavolo, ha una funzione sociale,  nella buona e nella cattiva sorte. Questa che hai fatto é una critica distruttiva, totalitaria. Ora io la filtro e non ci do troppo peso perche sono sicuro che sia dettata da una reazione emotiva piú che razionale.
Ma non puoi distruggere il concetto alla base di questo gruppo di discussione, imbavagliando la gente che vuole parlare civilmente perche il tema e i modi  ti infastidiscono. NON ESISTE.

La critica su atteggiamenti di intellettualismo (mettersi in cattedra e atteggiarsi talvolta) ci puo stare, ma quella dello snobbismo presuntuoso assolutamente NO e molto probabilmente é un altro tuo fraintendimento.

RIguardo la presunta mancanza di soluzioni ai problemi:
forse non ti é chiara la nozione di dibattito (in realtá sono sicuro che ti sia chiarissima e che tu abbia reagito emotivamente), che in se non ha a priori la soluzione a un problema posto (che é un atteggiamento alquanto presuntuoso, direi) ma é proprio l´operazione stessa di mettere il problema sul tavolo. E´ un inizio , un punto di partenza. Non esistono soluzioni dall´alto, ma semmai PROPOSTE che vengono DIBATTUTE civilmente. Ammazzare il dibattito nel suo nascere con argomentazione da "pensiero debole" é la peggiore delle soluzioni possibil, proprio perche non contiene nessuna soluzione.  Riguardo l´assenza di analisi sul forum posta in termini generalzzati, direi che anche qui hai cannato: su questo googlegroup sono presenti dei tentativi di analisi (l´ultima mia sul ritorno del nucleare in Italia ma forse ti sei giá dimenticato del tuo contributo sulla guerra aereochimica) , che certo non sono dei trattati o delle opere magnae ma dovrebbe essere apprezzati proprio perche sono contributi volontari e non  professionali, non siamo  la BBC, l´IEA o l´ISTAT o il COrriere.

Due parole ancora sul da te auspicato "rispettoso silenzio" .Oltre a essere ovviamente impossibile, anche la sola aspirazione al  "rispettoso silenzio" é, almeno per me, INQUIETANTE. 
E´ a sua volta un forma di totalitarismo al contrario che nasce dalla rassegnazione. Proprio per questo anzi sono convinto che otterrai qui su Tecnopolis l´effetto contrario e per questo ti ringrazio  di cuore del tuo contributo.

Ti aspetto a capodanno,
Alessandro

--
Ing. Alessandro Zivelonghi Ziller

http://www.tecnopolis.eu

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skype: alexzive

"Energy and persistence conquer all things."
Benjamin Franklin (1706 - 1790)

Massimo Lai

unread,
Dec 18, 2007, 11:05:53 AM12/18/07
to tecno...@googlegroups.com
Certo che come mandi a cagare affettuosamente tu, non manda nessuno!



Alessandro Zivelonghi <zasacon...@gmail.com> ha scritto:

Alessandro Zivelonghi

unread,
Dec 18, 2007, 11:13:52 AM12/18/07
to tecno...@googlegroups.com
anche il vostro gradiente di stile é incommensurabile, Ing. LAI..

dal latino forbito all´ ita-maccheronico in un millisecondo..

2007/12/18, Massimo Lai < massim...@yahoo.it>:

skype: alexzive

"Energy and persistence conquer all things."
Benjamin Franklin (1706 - 1790)


L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo! Mail

Massimo Lai

unread,
Dec 18, 2007, 12:27:36 PM12/18/07
to tecno...@googlegroups.com
pfffffff.... "gradiente di stile", ahaha!
So anche sputare, dovetti far pratica allo

Alessandro Zivelonghi

unread,
Dec 18, 2007, 4:37:12 PM12/18/07
to tecno...@googlegroups.com
confratelli carissimi..
faccio ammenda anch´io dei miei peccati giornalieri (che, come avete visto, non ho voluto nascondere..). Rileggendomi ho notato di essere caduto anch´io nella trappola della reazione emotiva quindi mi sono doppiamente contraddetto..

..mi sento dentro il teorema di Gödel..aiuto :-)













Il 18/12/07, Calogero & Huygens Co. < calogero.a...@gmail.com> ha scritto:
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