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unread,Sep 27, 2008, 10:13:38 PM9/27/08Sign in to reply to author
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to Tavole Smeraldine Thoth l'Atlantideo
Le Tavole di Smeraldo di Thoth, l’Atlantideo
Le Tavole di Smeraldo
di
Thoth l’Atlantideo
Traduzione inglese ed Interpretazione delle Tavole di
Maurice Doreal
Traduzione italiana, a cura di
Elio Lupo
Una traduzione letterale con interpretazione di uno dei più antichi e
segreti fra i grandi lavori dell’antica saggezza.
Indice delle Tavole
PREFAZIONE alle “Le Tavole di Smeraldo di Thoth l’Atlantideo” di Elio
Lupo…………………………………………………………………………………………………2 PREFAZIONE all’originale de
“Le Tavole di Smeraldo di Thoth l’Atlantideo” di
Doreal………………………………………………………………………………3 INTRODUZIONE all’interpretazione
de “Le Tavole di Smeraldo” di
Doreal……………………………………………………………………………………………………………..5 TAVOLA I: la Storia
di Thoth
l’Atlantideo………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..
6
Interpretazione di
Doreal…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….
9
TAVOLA II: le Sale di
Amenti…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………...
12
Interpretazione di
Doreal…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
15
TAVOLA III: la Chiave della
Saggezza……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………...
18
Interpretazione di
Doreal…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
20
TAVOLA IV: la Nascita dello
Spazio…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………...
23
Interpretazione di
Doreal…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
25
TAVOLA V: l’Abitante di
Unal…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
27
Interpretazione di
Doreal…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
29
TAVOLA VI: la Chiave della
Magia……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..
32
Interpretazione di Doreal…………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………….….………...………………………….34
TAVOLA VII: i Sette Signori……………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………………………………………….……………….……………………36
Interpretazione di Doreal……….……………………………………………………………………………….………….
……………..……………………………………………………………………….…………………….38
TAVOLA VIII: la Chiave dei
Misteri……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………...
……………………………41
Interpretazione di Doreal……….………………………………………………………………………………..
………………………..………………………………………………………………………………..…………….43
TAVOLA IX: la Chiave della Libertà dello Spazio………………………….
……………………………………………………………………………………………………………….
…………………......................45
Interpretazione di Doreal……….………………………………………………………………………………………………………….
…………………………………………………….……….……..…………………….….47
TAVOLA X: la Chiave del Tempo…………………………………………………………………………………………………….
………………………………………………………………………………………………………….….49
Interpretazione di Doreal……….……………………………………………………………………………………………….
……………………………………………………………..………………..…………………….….51
TAVOLA XI: la Chiave al Sopra ed al Sotto…………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………..………………………………….….53
Interpretazione di Doreal……….………………………………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………..……..…………………….….55
TAVOLA XII: la Legge di Causa ed Effetto e la Chiave della
Profezia………………………………………………………………………………..………………………………….……...57
Interpretazione di Doreal……….………………………………………………………………………………………….
………………………………………………………………………………..…..………………….…….59
TAVOLA XIII: le Chiavi della Vita e della
Morte……………………………………………………………………………………………………………………………………..
………………………………………61
Interpretazione di Doreal…………………………………………………………………………………………………………….
………………………………………………………….…..…………...……………………….63
TAVOLA XIV supplementare: divenendo Tre Volte
Grande……………………………………………………………………………………………………………..……………….……………….….64
TAVOLA XV supplementare: il Segreto dei
Segreti……………………………………………………………………….………………………………………………………………………………………….
…….68
PREFAZIONE
di Elio Lupo
a “Le Tavole di Smeraldo” di Thoth l’Atlantideo
Nel 1930 furono pubblicate in forma ciclostilata queste “Tavole di
Smeraldo”, tradotte dal misterioso Dr. Maurice Doreal. Oggi sono parte
integrante dei corsi del “Fiore della Vita”.
Nessuno ha mai visto l’antico manoscritto originale, né tanto meno le
Tavole, ed è altrettanto ignota la vera identità dell’autore.
L’unica prova storica riguarda la “Tavola di Smeraldo” di Ermete
Trismegisto, della quale riportiamo una delle traduzioni più diffuse:
I. Egli è vero senza menzogna, certo e verissimo.
II. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è
come ciò che è in basso, per fare i miracoli della Cosa Unica.
III. E poiché tutte le cose sono e provengono da Una, per la
mediazione di Una, così tutte le cose sono nate da questa Cosa Unica
mediante adattamento.
IV. Il Sole è il padre, la Luna è la madre, il Vento l’ha portata nel
suo grembo, la Terra è la sua nutrice.
V. Il Padre di tutto, il Fine del mondo è qui; La Sua forza è intera
se essa è convertita nella Terra.
VI. Tu separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dal grosso, dolcemente
e con grande industria.
VII. Egli sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e
riceve la forza dalle cose superiori ed inferiori.
VIII. Tu avrai con questo mezzo tutta la gloria del mondo e per mezzo
di ciò l’oscurità fuggirà da te.
IX. C’è la Forza più forte di tutte le forze, perché vincerà tutte le
cose sottili e penetrerà tutte le cose solide.
X. È così che tutto il mondo è stato creato.
XI. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui
metodo è qui.
XII. È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le
tre parti della filosofia del mondo.
XIII. È completo ciò che ho detto del lavoro del Sole.
Forse le “Tavole di Smeraldo” di Doreal sono materiale “canalizzato” o
forse no, ma ciò che più conta è che quanto scritto corrisponda sia ad
alcune tradizioni esoteriche antiche diffuse in questi ultimi anni,
che a pubblicazioni molto recenti riguardanti alcuni aspetti
inquietanti contenuti in quest’opera.
Nelle “Tavole di Smeraldo” di Doreal sono descritte sofisticate
tecniche di meditazione. Queste tecniche presuppongono la capacità da
parte del lettore di poter accedere a stati di consapevolezza non
ordinari e di essere poi in grado di gestire il grande potenziale
liberato.
Il nostro scopo è quello di analizzare le tecniche descritte,
conducendo il lettore verso la conoscenza del mondo sciamanico della
tradizione tolteca diffusa da Carlos Castaneda nelle sue opere, e
collegandole sia a quest’ultima che ad altre tradizioni orientali che
hanno iniziato a divulgare parte del proprio contenuto esoterico.
La nostra ricerca ha anche quest’obiettivo: studiare teoricamente e
praticamente gli elementi provenienti da varie culture costituenti i
“punti di interferenza” delle diverse “scuole di pensiero”, come li
avrebbe chiamati il fisico Werner Heisenberg.
Ci poniamo nei confronti di queste tradizioni in maniera critica
costruttiva: non accettando dogmaticamente nulla, ma confrontando
informazioni e tecniche che, dopo essere state “provate” sul campo,
sono incorporate al nostro bagaglio.
Pertanto abbiamo colto l’opportunità che il lavoro del Dr. Doreal ci
ha offerto, aggiungendo un’esplicazione alle tecniche contenute nelle
sue Tavole.
Elio Lupo
PREFAZIONE
di Doreal
all’originale de “Le Tavole di Smeraldo” di Thoth l’Atlantideo
La storia delle tavole tradotte nelle pagine seguenti è singolare ed
oltre le teorie degli scienziati moderni. La loro antichità è
sorprendente, datata circa a 36.000 anni a.C.
Lo scrittore è Thoth, un Sacerdote Re Atlantideo, che fondò una
colonia nell’antico Egitto dopo l’inabissamento della sua madre
patria. Egli fu il fondatore della Grande Piramide di Giza,
erroneamente attribuita a Cheope. Vi incorporò la sua conoscenza
dell’antica saggezza e sicuramente anche arcaiche testimonianze e
metodologie dell’antica Atlantide.
Per circa 16.000 anni governò l’antica stirpe egiziana,
approssimativamente dal 50.000 a.C. al 36.000 a.C.
A quel tempo l’antica stirpe barbara, fra i quali egli ed i suoi
seguaci si erano inseriti, fu portata ad un alto grado di civiltà.
Thoth era un immortale, in altre parole aveva vinto la morte, morendo
soltanto quando voleva ed anche allora non in maniera ordinaria.
La sua grande saggezza lo rese governatore di varie colonie
atlantidee, incluse quelle del Sud e del Centro America.
Quando arrivò per lui il momento di lasciare l’Egitto, edificò la
Grande Piramide sopra l’entrata delle Grandi Sale di Amenti, vi
collocò le sue testimonianze, e nominò custodi dei suoi segreti i più
eminenti tra la sua gente. Più tardi i discendenti di questi custodi
divennero sacerdoti della piramide, mentre Thoth fu divinizzato “Dio
di Saggezza”, ed “il Testimone”, da coloro che vissero nell’epoca
oscura che seguì il suo trapasso. Nella leggenda, le Sale di Amenti
divennero l’oltretomba, le Sale degli Dei, dove l’anima si
trasferisce, dopo la morte, per il giudizio.
Nelle epoche successive, lo spirito di Thoth si incarnò nei corpi di
altri uomini, come descritto nelle Tavole. In questo modo ritornò tre
volte, l’ultima volta come Hermes, “il tre volte nato”. In
quest’ultima incarnazione lasciò gli scritti noti agli occultisti
moderni come le Tavole di Smeraldo, un’antologia, più tarda e meno
remota, di antichi misteri.
Le Tavole tradotte in questo testo sono dieci e furono lasciate nella
Grande Piramide in custodia ai sacerdoti della Piramide. Le prime
dieci Tavole sono divise per comodità in tredici parti. Le altre due
Tavole, le ultime, sono così importanti e lungimiranti nel loro
significato che al momento è stato proibito rivelarne il contenuto al
mondo intero1. Tuttavia, in quelle qui contenute, vi sono segreti che
proveranno al vero studioso il loro inestimabile valore. È necessario
leggerle non una volta, ma centinaia di volte, perché solo così può
esserne compreso il vero significato contenuto. Una lettura casuale
fornirà ispirazioni affascinanti, ma uno studio più attento aprirà
varchi di saggezza al ricercatore.
Adesso un accenno di come questi potenti segreti furono rivelati
all’uomo moderno dopo essere stati nascosti per così lungo tempo.
Circa 1300 anni prima di Cristo, l’Egitto, l’antico Khem, era in
rivolta, e molte delegazioni di sacerdoti furono mandate in altre
parti del mondo. Fra questi alcuni Sacerdoti della Piramide portarono
con sé le Tavole di Smeraldo come talismano per esercitare la loro
autorità su sacerdoti meno evoluti, discendenti da razze di altre
colonie atlantidee. Le Tavole furono concepite come leggenda per
conferire autorità al detentore da parte di Thoth.
Il particolare gruppo di sacerdoti possessori delle Tavole emigrò in
Sud America dove trovò una stirpe fiorente, i Maya, che ricordava
molto dell’antica saggezza. I sacerdoti s’insediarono e rimasero con
loro. Nel decimo secolo, i Maya si stabilirono completamente nello
Yucatan, e le Tavole furono riposte sotto l’altare di uno dei più
grandi templi del Dio del Sole. Dopo la conquista dei Maya da parte
degli Spagnoli, le città furono abbandonate ed i tesori dei templi
dimenticati.
Va detto che la Grande Piramide d’Egitto è stata, ed è ancora, un
Tempio d’iniziazione ai misteri. In questa furono iniziati Gesù,
Salomone, Apollonio ed altri.
L’autore, [Maurice Doreal N.d.T.] (legato alla “Grande Loggia Bianca”
operante anche con il Sacerdozio della Piramide), fu istruito a
recuperare e restituire alla Grande Piramide le antiche Tavole. Eseguì
il suo compito in seguito a vari avvenimenti non descritti qui. Prima
di restituirle, gli fu dato il permesso di tradurle e di tenere una
copia della saggezza incisa sulle Tavole. Questo avvenne nel 1925, e
soltanto recentemente è stato consentito di pubblicarne una parte. Ci
si aspetta che in molti le screditino. Ciononostante il vero studioso
saprà leggere tra le righe e conseguirà la saggezza. Se in voi c’è
Luce, la Luce che è incisa in queste Tavole vi risponderà.
Riguardo alla loro forma fisica si tratta di dodici Tavole di smeraldo
verde, composte di una sostanza creata per trasformazione alchemica.
Sono indistruttibili, resistenti a tutti gli elementi e sostanze. In
effetti, la loro struttura atomica e molecolare è fissa, non è mai
mutata, perciò eludono la Legge materiale della ionizzazione. Sulle
Tavole sono incisi i caratteri nell’antico linguaggio Atlantideo: sono
caratteri che rispondono alle onde sintonizzate del pensiero,
liberando la vibrazione mentale collegata alla mente del lettore. Le
Tavole sono tenute insieme da strisce di amalgama colorata d’oro
fissate ad una bacchetta dello stesso materiale. La saggezza ivi
contenuta è il fondamento di antichi misteri. Per chi le leggerà con
occhi e mente aperti la saggezza aumenterà di cento volte.
Leggetele. Credeteci o no, ma leggetele. La vibrazione che vi si trova
risveglierà una risposta nel vostro animo.
In Armonia Cosmica,
Doreal
Suprema Voce di Fratellanza
INTRODUZIONE
di Doreal
all’originale de “Un’Interpretazione alle Tavole di Smeraldo”
Nelle pagine seguenti, rivelerò alcuni misteri che, finora, sono stati
trattati riguardosamente solo da me e da altri insegnanti e studiosi
della verità.
Le ricerche umane per comprendere le leggi che regolano la vita sono
state senza fine, eppure la verità è sempre esistita, di là del velo
che protegge gli alti piani della visione materiale dell’uomo, pronta
ad essere assimilata da coloro che, nella propria ricerca, ampliano la
loro ottica rivolgendosi all’interno di sé, e non all’esterno.
Nel silenzio dei sensi materiali esiste la chiave per svelare la
saggezza. Chi parla non sa; chi sa non parla. La conoscenza più grande
è inesprimibile, perché esiste come essenza in piani che trascendono
le parole od i simboli.
Tutti i simboli non sono altro che chiavi di porte che conducono alla
verità, e molte volte la porta non si apre perché la chiave sembra
troppo grande, e le cose che sono al di là restano invisibili. Se
riusciremo a capire che le chiavi, tutti i simboli materiali, sono
manifestazioni, e quindi estensioni di una grande Legge e verità,
cominceremo a sviluppare l’ottica che ci permetterà di penetrare di là
del velo.
Tutte le cose in tutti gli universi si muovono secondo una Legge, e la
Legge che regola il movimento dei pianeti non è più invariabile della
Legge che regola le espressioni materiali dell’uomo.
Una delle maggiori Leggi Cosmiche è quella che predispone la
composizione dell’uomo come essere materiale. La grande meta delle
scuole misteriche di tutte le epoche è stata di rivelare le opere
della Legge che correlano l’uomo materiale e l’uomo spirituale.
L’anello di collegamento tra l’uomo materiale e l’uomo spirituale è
l’uomo intellettuale, proprio perché la mente partecipa sia alle
qualità materiali che a quelle spirituali. L’aspirante alla conoscenza
superiore deve sviluppare il lato intellettuale della sua natura, e
così potenziare la sua volontà, per essere in grado di concentrare
tutti i poteri del suo essere sopra e dentro il piano che desidera.
La grande ricerca di Luce, vita ed amore, esiste solo sul piano
materiale. Portata all’estremo, la sua meta finale è l’unione totale
con la coscienza universale. Il principio nel materiale è il primo
passo; poi segue la meta superiore della realizzazione spirituale.
Nelle pagine seguenti darò un’interpretazione delle Tavole di Smeraldo
e dei loro significati segreti, nascosti ed esoterici. Celati nelle
parole di Thoth ci sono molte informazioni che non traspaiono
esternamente. La Luce di conoscenza prodotta dalle Tavole amplierà
molti nuovi spazi al pensiero. “Leggete e sarete saggi”, ma ciò
avverrà soltanto se la Luce della vostra coscienza risveglierà la
comprensione profonda che è la qualità intrinseca dell’anima.
Nella triplice Luce
Doreal
TAVOLA I
La Storia di Thoth l’Atlantideo
Io, Thoth l’Atlantideo, maestro di misteri, custode di testimonianze,
potente re, mago, vivente da generazione in generazione, essendo sul
punto di passare alle Sale di Amenti, metto per iscritto, per
insegnare a coloro che verranno dopo, queste testimonianze della
potente saggezza della Gloriosa Atlantide.
Nella grande città di Keor, sull’isola di Undal, in un tempo molto
lontano, iniziai questa incarnazione.
I potenti di Atlantide non vivevano e morivano come i piccoli uomini
dell’epoca attuale, ma piuttosto, da epoca in epoca, rinnovavano la
loro vita nelle Sale di Amenti, dove il fiume della vita scorre
eternamente rinnovato.
Cento volte dieci ho attraversato la via oscura che porta alla Luce,
ed ogni volta che sono asceso dalla tenebra alla Luce si sono
rinnovati la mia forza ed il mio potere.
Ora discendo per un periodo. Gli uomini di Khem non mi vedranno più.
Ma in un tempo futuro risorgerò ancora, forte e potente, esigendo un
resoconto da chi ho lasciato dietro.
State dunque attenti, oh uomini di Khem, se avrete tradito il mio
insegnamento con la falsità, vi farò cadere dal vostro alto stato
nella tenebra delle caverne da dove veniste.
Non rivelate i miei segreti agli uomini del Nord od agli uomini del
Sud per timore che la mia maledizione ricada su di voi.
Ricordate e fate attenzione alle mie parole, perché certamente
ritornerò e vi chiederò quello che custodite.
Sì, perfino di là dal tempo e di là dalla morte ritornerò,
ricompensando o punendo, perché contraccambierò la vostra fedeltà.
Grande fu il mio popolo nei tempi antichi, grande di là
dall’immaginazione del piccolo popolo che adesso mi circonda; esso
conosceva la saggezza dell’antico, cercava lontano nel cuore
dell’infinita conoscenza che apparteneva alla gioventù della Terra.
Eravamo saggi grazie alla saggezza dei Figli della Luce che dimoravano
fra noi.
Eravamo forti grazie al potere estratto dal Fuoco Eterno.
E di tutti questi, il più grande tra i figli degli uomini era mio
padre, Thotme, custode del Grande Tempio, tramite fra i Figli della
Luce che dimoravano nel Tempio e la stirpe degli uomini che abitavano
le dieci isole.
Portavoce, dopo i Tre, dell’Abitante di Unal, parlante ai Re con voce
che doveva essere ubbidita.
Crebbi là, da bambino alla maturità, essendo iniziato da mio padre
agli antichi misteri, fino al tempo in cui crebbe il fuoco della
saggezza, che più tardi esplose in una fiamma distruttiva.
Non desideravo che il conseguimento della saggezza.
Un gran giorno l’Abitante del Tempio diede il comando che fossi
portato da lui.
Erano pochi i figli degli uomini che avevano posato lo sguardo su quel
potente volto e vivevano, perché i Figli della Luce non sono come i
figli degli uomini, quando non sono incarnati in un corpo fisico.
Ero stato scelto tra i figli degli uomini, per essere educato
dall’Abitante affinché i suoi propositi potessero essere realizzati,
propositi ancora non partoriti dal grembo del tempo.
Per lunghe ere dimorai nel Tempio, acquisendo sempre più saggezza,
finché anch’io mi avvicinai alla Luce diffusa dal Grande Fuoco.
L’Abitante m’insegnò il percorso per Amenti, la terra dove il Grande
Re era seduto sul suo trono di potere.
M’inchinai con profonda deferenza davanti ai Signori della Vita ed ai
Signori della Morte, ricevendo in dono la Chiave della Vita.
Ero libero nelle Sale di Amenti, non legato dalla morte al cerchio
della vita.
Viaggiai lontano verso le stelle, finché spazio e tempo divennero
insignificanti.
Poi avendo bevuto profondamente dalla coppa della saggezza, guardai
nei cuori degli uomini, vi trovai i misteri più grandi e fui felice.
Perché soltanto nella Ricerca della Verità la mia Anima poteva essere
placata e la sua fiamma essere spenta.
Vissi attraverso i secoli, vedendo gli altri intorno sorseggiare dalla
coppa della morte, e ritornare nuovamente alla Luce della Vita.
Gradualmente attraverso i Regni di Atlantide passarono onde di
coscienza che erano state uno con me, soltanto per essere sostituite
dalla progenie di una stella inferiore.
In obbedienza alla Legge, la parola del Maestro crebbe nel fiore.
I pensieri degli Atlantidei si rivolgevano in profondità verso le
tenebre, finché alla fine l’Abitante con la sua collera si erse dal
suo Agwanti, pronunziando il Verbo, chiamando il potere.
Nelle profondità della Terra, i Figli di Amenti udirono, e diressero
la mutazione del Fiore di Fuoco che brucia eternamente, cambiandolo e
mutandolo, usando il Logos, finché il Grande Fuoco mutò la sua
direzione.
Sul mondo poi irruppero le grandi acque, allagando e sommergendo,
cambiando l’equilibrio della Terra finché fu lasciato in piedi
soltanto il Tempio di Luce sulla grande montagna di Undal, ancora alta
sull’acqua; c’era chi viveva ancora, in salvo dal flusso delle onde.
Poi il Maestro mi chiamò, dicendo:
“Raduna il mio popolo. Con le arti che hai appreso portalo lontano
attraverso le acque, finché raggiungerai la terra dei barbari pelosi,
che dimorano nelle caverne del deserto. Là esegui il piano che
conosci”.
Dunque radunai il mio popolo e salii sulla grande nave del Maestro.
Salpammo al mattino. Sotto di noi si trovava il Tempio nel buio.
Improvvisamente sopra di questo si sollevarono le acque. Così il
Grande Tempio fu sparito dalla Terra, fino al tempo stabilito.
Velocemente fuggimmo verso il sole del mattino, finché sotto di noi ci
fu la terra dei figli di Khem.
Costoro, furiosi, vennero con bastoni e lance alzate per l’ira,
cercando di uccidere e distruggere i Figli di Atlantide.
Allora alzai il mio bastone e produssi un raggio di vibrazione,
colpendoli solamente nelle loro orme, come una frana di pietre della
montagna.
Poi parlai loro con parole benevole e pacifiche, raccontando della
potenza di Atlantide, dicendo che eravamo i figli del Sole ed i suoi
messaggeri.
Li intimorii usando la magica scienza, finché si prostrarono ai miei
piedi, poi li liberai.
Dimorammo a lungo nella terra di Khem, per tanto, tanto tempo.
Obbedendo ai comandi del Maestro, che dormiente vive eternamente,
trasferii i Figli di Atlantide, li mandai in molte direzioni, affinché
dal grembo del tempo la saggezza potesse nuovamente risvegliarsi nei
suoi figli.
Dimorai per lungo tempo nella terra di Khem, facendo grandi opere con
la mia saggezza.
Crebbero alla Luce della conoscenza i figli di Khem, bagnati dalla
pioggia della mia saggezza.
Aprii poi il sentiero per Amenti così da poter conservare i miei
poteri, vivendo di epoca in epoca come un Sole di Atlantide,
mantenendo la saggezza, preservando le testimonianze.
Divennero grandi i figli di Khem, conquistando i popoli intorno a
loro, evolvendosi lentamente in consapevolezza dell’Anima.
Adesso mi allontano per un periodo da loro, vado verso le oscure Sale
di Amenti in profondità nelle Sale della Terra, davanti ai Signori del
Potere, ancora una volta di fronte all’Abitante.
Costruii una porta sopra l’entrata, un cancello conducente giù ad
Amenti.
Pochi avrebbero avuto il coraggio di osarlo, pochi passano il portale
dell’oscura Amenti. Edificai sopra il Passaggio una Grande Piramide,
usando il potere che superava la forza della Terra. Molto giù in
profondità collocai una stanza, o sala, colma di energia; da questa
scavai un passaggio circolare che quasi raggiunse il grande vertice.
Là sull’apice, posi un cristallo che, mandando un raggio nello “Spazio-
Tempo”, attirò la forza al di fuori dell’etere, concentrandola sul
cancello di Amenti.
Costruii altre sale e le lasciai apparentemente vuote, eppure in esse
ci sono le chiavi per Amenti.
Chi coraggiosamente vorrà tentare i regni delle tenebre, deve
purificarsi digiunando a lungo. Giaccia nel sarcofago di pietra nella
mia stanza. Poi gli rivelerò i grandi misteri. Poco dopo s’inoltrerà
dove io, Thoth, Signore di Saggezza, lo incontrerò, nell’oscurità
della Terra, tenendolo sempre con me e dimorando con lui.
Costruii la Grande Piramide, disegnata sopra la piramide di forza
terrestre, ardente eternamente così che possa durare attraverso i
secoli. In questa accumulai la mia conoscenza della “Magica Scienza”
così che possa ritrovarla qui quando di nuovo tornerò da Amenti. Sì,
mentre dormo nelle Sale di Amenti, la mia Anima errante libera si
incarnerà, abitando tra gli uomini in questa od in un’altra forma.
Io sono l’Emissario sulla Terra dell’Abitante, adempiente i suoi
comandi al fine che l’uomo possa elevarsi. Ora ritorno alle Sale di
Amenti, lasciando dietro di me un po’ della mia saggezza.
Preservate e mantenete il comando dell’Abitante: alzate gli occhi
sempre verso la Luce.
Certamente nel tempo, diverrete uno con il Maestro, certamente per
diritto diverrete uno con il Maestro, certamente per diritto diverrete
uno con il Tutto.
Ora, parto da voi. Conoscete i miei comandamenti, osservateli e
siateli, ed io sarò con voi, aiutandovi e guidandovi verso la Luce.
Ora davanti a me si apre il portale.
Io vado giù nell’oscurità della notte.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola I
Il passaggio di Thoth verso le Sale di Amenti non era il cambiamento
che chiamiamo morte. Semplicemente metteva il suo corpo fisico sotto
il raggio di forza, più tardi riferito come il freddo Fiore della
Vita, dove sarebbe stato preservato in eterno. Non sarebbe più tornato
come Thoth. Mentre il suo corpo rimaneva in animazione sospesa, la sua
coscienza tornava in molti corpi e viveva molte vite.
Keor era la città del Clero di Atlantide. Ad Undal, l’isola proprio
opposta ad Unal, vi erano due città, o piuttosto due parti di una
grande città che si estendeva su tutta l’isola. L’isola era
completamente circondata da mura a terrazze e divisa nel mezzo da un
alto muro.
Keor era di fronte ad Unal ed era sede del clero, mentre l’altra parte
dell’isola era nota come Chien ed era sede di classi scientifiche e
filosofiche. Nessuno era ammesso nell’isola se non era fornito di un
lasciapassare firmato dai capi del gruppo.
I potenti citati erano gli adepti di Atlantide ed erano tredici di
numero. Thotme, Padre di Thoth, era capo o governatore dei tredici.
Praticavano la dottrina che poi sarebbe diventata la Grande Loggia
Bianca. Conoscevano la via alle Sale di Amenti, dove per un periodo
rimanevano sotto il Fiore della Vita al fine di ringiovanire il
proprio corpo.
Lo stesso Thoth era disceso ad Amenti un centinaio di volte per
rinnovare il suo corpo. E, poiché gli era necessario discendere una
volta ogni cinquanta anni, Thoth aveva approssimativamente circa
50.000 anni all’epoca di questo scritto. Aveva 20.000 anni all’epoca
dello sprofondamento di Atlantide, per cui la stesura delle tavole
dovrebbe essere avvenuta circa 20.000 anni fa.
Thoth pose il suo corpo originale sotto il Fiore della Vita, per
poterlo nuovamente riutilizzare a suo piacimento, e nascendo in altri
corpi vi trasferì la sua coscienza. Afferma che certamente risorgerà
ancora in un corpo in un’epoca ancora da venire. Nelle Tavole il
periodo citato è indicato successivo a quando gli invasori dallo
spazio esterno attaccheranno la Terra. Lasciò il segreto delle
Piramidi e la grande nave da guerra sotto la Sfinge.
Gli uomini di Khem, od Egitto, erano stati lasciati come custodi,
hanno eseguito fedelmente l’ordine e ne tutelano ancora i segreti.
L’Arcana Saggezza che aveva insegnato ha consentito di tutelare i
segreti dalla gente che è venuta in seguito.
La gente di Thoth non era l’intera collettività Atlantidea, ma il
gruppo che viveva ad Undal, e che radunava la classe scientifica,
filosofica e sacerdotale. Avevano imparato a cercare la conoscenza
alla fonte, dalle Testimonianze Akashiche.
I Figli della Luce erano venuti tra loro da molto tempo ed avevano
insegnato la saggezza che consentiva di andare avanti: il potere del
fuoco eterno della Coscienza Universale.
Thotme, padre di Thoth, era un alto sacerdote di Undal, portavoce dei
Figli della Luce e dell’Abitante ad Undal, per i re ed per la gente
delle isole.
Thoth fu istruito sui misteri che si trovavano negli archivi segreti
del Tempio. Nel passato si era evoluto ad un grado tale da imparare
prontamente le verità che gli erano state insegnate. Il desiderio
della conoscenza suprema, gli portò forze talmente profonde da
metterlo su un piano di vibrazione così elevato da fare divenire
l’Abitante conscio della sua esistenza.
L’Abitante non aveva aspetto o sembianze umane, ma un corpo simile a
quello utilizzato dalla Coscienza durante la parte iniziale del primo
ciclo, ovvero il corpo globulare.
La Luce e la forza emessa da tale corpo erano così grandi per il
livello medio dell’uomo, che soltanto una coscienza ad alto livello di
vibrazione avrebbe potuto sostenerle rimanendo ancora materiale.
L’Abitante vide che Thoth era pronto a ricevere la Scintilla di Luce
emessa dalla fiamma. L’intensificazione della fiamma portò a Thoth una
vita più vigorosa di quella degli uomini comuni. Poiché cresceva nella
conoscenza, gli fu mostrato il percorso alle Sale di Amenti dove è
concentrata la forza del Fiore della Vita su questo pianeta.
Di fronte ai Signori della Vita e della Morte, ricevette le chiavi
della vita e della morte, con il potere di prenderle o lasciarle a
piacimento.
Ottenuto il potere sulla vita e sulla morte, Thoth fu preparato a
lasciare il suo corpo, ed a sua volontà viaggiare nelle vaste
estensioni di questo spazio-tempo.
Gustata la saggezza del cosmo, scoprì che era basata sul cuore e sulla
mente degli uomini. In ciò trovò i misteri più grandi, perché è
attraverso l’uomo che il cosmo si estende in un ambito inesplorato.
Thoth era nato circa 20.000 anni prima dell’inabissamento di
Atlantide. Ma poiché aveva accettato un compito particolare, non è
trapassato come altri che hanno raggiunto la Prima Illuminazione.
Coloro che erano stati con lui, in gioventù, passarono su Venere per
essere sostituiti da un’onda di consapevolezza proveniente da Marte.
La successiva onda di coscienza fu tale che non fu possibile affidar
loro la scienza e la saggezza dei primi Atlantidei, perché ne
avrebbero abusato. L’Abitante pronunziò il Verbo del Potere che fu
udito dai Signori dei Cicli dimoranti ad Amenti, i quali, udendolo,
cambiarono l’equilibrio della Terra in nuovi canali, causando così
l’inabissamento di Atlantide, e trascinando via anche la scienza e la
conoscenza che il popolo possedeva. Questa conoscenza, anche se
trascurabile in paragone a quella che possedevano i Figli della Luce,
era troppo grande per restare nelle mani dei primitivi. Il Fiore della
Vita non si trova nel Fiore del Fuoco della Vita ma nella piramide del
freddo fuoco che è l’equilibrio della Terra.
Il Tempio di Luce non era il Tempio di Unal, ma il Tempio esteriore
del clero di Undal. Il Tempio di Unal non era mai riferito come
Tempio, ma come la porta od il luogo dell’Abitante. Sapendo di cosa
era composto, non si riteneva possibile la sua distruzione e, quindi,
non era considerato nell’inabissamento. Solo pochi degli uomini saggi
di Undal vennero risparmiati quando il resto della terra s’inabissò.
La terra dei villosi barbari è la terra ora conosciuta come Egitto.
Khem fu il primo centro di cultura fondato dagli Atlantidei. Da là,
furono inviati portavoce in altre tribù barbare in varie parti della
superficie terrestre. Fu questo il piano indicato, usare Khem come
sede centrale della cultura per una nuova stirpe.
La nave del Maestro era un’astronave in grado di viaggiare tra i
pianeti, ed era armata con armi che potevano distruggere tutti gli
esseri viventi della Terra, se usate a piena potenza. Nell’atmosfera
era guidata da motori atomici, ma fuori dello strato pesante, poteva
muoversi con il pensiero, non solo tra i pianeti, ma in qualsiasi
spazio la mente del pilota potesse visualizzare. La sua struttura era
tale che la sua sostanza alzava od abbassava la propria vibrazione in
sintonia con la volontà del pilota.
Quando Thoth lasciò l’isola di Unal (anche se non lo cita, Unal era
già affondata), anche il grande Tempio o luogo dell’Abitante si
inabissò, ma non fu distrutto.
I barbari, appena incontrarono Thoth ed i suoi seguaci, gli
Atlantidei, tentarono di ucciderli, ma furono immobilizzati da un
raggio paralizzante del bastone di Thoth o pertica del potere. Questa
pertica era in grado di trasmettere o proiettare centinaia di diverse
manifestazioni di forza, emanate dal potere del possessore.
Il potere soprannaturale manifestato da Thoth causò la sottomissione
dei barbari. E la sua dichiarazione di essere un Figlio del Sole fu la
base dell’adorazione del sole tra le razze antiche. Thoth,
naturalmente, si riferiva al Sole Spirituale. Ci vollero molti anni
per fondare la nuova dimora dei Figli del Sole. Quando fu completata,
furono mandati delegati ad altre razze per educarle e guidarle.
Trascorse del tempo, e Thoth ritenne necessario aprire un passaggio
per Amenti per poter rinnovare il suo corpo che, anche se ancora
potente, dopo centinaia d’anni cominciava ad indebolirsi. Era
necessario, perché il suo compito non si era ancora concluso.
Dopo un lungo periodo i barbari di Khem svilupparono la coscienza,
finché furono in grado di proseguire senza l’aiuto di Thoth. Thoth
pianificò di tornare alle Sale di Amenti e di porre il suo corpo sotto
il Fiore della Vita, mentre la sua coscienza sarebbe andata altrove.
L’entrata di Amenti si trova sotto la Grande Piramide di Cheope (o
Khufu), che fu costruita cambiando la struttura atomica della pietra
affinché questa diventi molto leggera e si ritrasformi quando viene
collocata. Sotto la Piramide si trova una stanza di energia (forza),
collegata all’apice della Piramide da un canale o pozzo. Nella parte
superiore del canale c’è una lente o cristallo, che emette raggi
guidati dalla stanza di energia. Questi raggi sono rivolti verso lo
spazio tempo e, curvando, aprono un sentiero dimensionale sotto la
Piramide verso le Sale di Amenti che, in movimento simultaneo e
spaziale con la Terra, esistono nel proprio spazio.
Le stanze segrete sono quelle di cui si parla nel libro della Grande
Piramide. Il sarcofago è collegato con il canale centrale. Quando ci
si distende dentro per un particolare periodo di tempo, il corpo è
trasportato giù nel canale, al centro della stanza d’energia. Questa
conoscenza fu preservata negli anni seguenti, ma degradata a rito
d’iniziazione. Era prima necessario spalmare il corpo con un dato
unguento affinché l’occupante fosse trasportato, ma questa conoscenza
non fu conservata dagli egiziani che vennero dopo.
La Grande Piramide è indistruttibile. Se le sue parti più nascoste
saranno rovinate, verranno liberate le forze dei Guardiani, che
distruggeranno qualsiasi persona o cosa verrà loro in ostacolo.
Thoth in seguito si è incarnato come Hermes ed in altri Grandi
Maestri, ma non sempre sulla Terra.
Thoth afferma che, a suo tempo, altri saranno in grado di camminare
sullo stesso sentiero.
TAVOLA II
Le Sale di Amenti
Profonde nel cuore della Terra ci sono le Sale di Amenti, lontane
sotto le isole della sommersa Atlantide, le Sale della Morte e le Sale
del Vivente, bagnate dal fuoco dell’infinito TUTTO.
Lontano, in un’epoca remota, persa nello spazio tempo, i Figli della
Luce guardavano giù verso il mondo. Vedevano i figli degli uomini
ridotti in schiavitù, confinati dalla forza che proveniva dall’aldilà.
Sapevano che solo con la libertà dalla schiavitù, l’uomo poteva
elevarsi dalla Terra al Sole.
Loro discesero giù e crearono i propri corpi, assumendo le sembianze
degli uomini come proprie. I Maestri di ogni cosa, dopo la propria
creazione dissero:
“Noi siamo coloro che furono creati dalla polvere spaziale, facendo
parte della vita dell’infinito TUTTO; viventi nel mondo come figli
degli uomini, simili eppure dissimili dai figli degli uomini”.
Poi per loro dimora, lontano sotto la crosta terrestre, con il loro
potere aprirono grandi spazi, spazi lontani dai figli degli uomini. Si
circondarono di forze e di potere, protetti da ogni cosa dalle Sale
dei Morti.
Poi, da un lato all’altro, posero altri spazi, e li riempirono con
Vita e Luce dall’alto. Quindi costruirono le Sale di Amenti, che
potevano abitare eternamente vivendo della vita fino alla fine
dell’eternità.
Trentadue erano là, i Figli della Luce che era venuta tra gli uomini,
cercando di liberare dalla schiavitù della tenebra quelli che erano
vincolati dalla forza dall’aldilà.
Profondo nelle Sale della Vita crebbe un fiore, ardente, espandente,
allontanante la notte.
Fu posto al centro un raggio di grande potenza, arrecando Vita,
arrecando Luce, colmando di potere chi gli si avvicinava.
Gli posero intorno trentadue troni, i posti per ognuno dei Figli della
Luce, disposti così affinché fossero inondati dalla radianza, colmati
con la Vita della Luce Eterna.
Là, ripetutamente, posero i loro primi corpi creati, così da poter
essere colmati con lo Spirito della Vita. Cento anni ogni mille la
Luce che dava la Vita doveva ardere davanti ai loro corpi. Animandoli,
risvegliando lo Spirito della Luce.
Là nel cerchio, epoca dopo epoca, risiedono i Grandi Maestri, vivendo
una vita sconosciuta agli uomini.
Là, tra le Sale della Vita giacciono dormienti; la loro Anima fluisce
libera attraverso i corpi degli uomini. Ripetutamente, mentre i loro
corpi giacciono dormienti, s’incarnano nei corpi degli uomini,
insegnando e conducendo in avanti ed in alto, fuori dell’oscurità,
verso la Luce.
Là, nella Sala della Vita colmata dalla loro saggezza, non conosciuti
dalle razze umane, viventi per sempre sotto il freddo fuoco della
vita, sono seduti i Figli della Luce.
Ci sono tempi in cui si risvegliano, vengono dalle profondità per
essere luci tra gli uomini, esseri infiniti tra i finiti.
Chi con profitto è uscito dall’oscurità, e si è elevato dalla notte
alla Luce, è reso libero dalle Sale di Amenti, libero dal Fiore della
Luce e della Vita. Poi guidato, con saggezza e conoscenza, passa da
uomo a Maestro di Vita. Là può dimorare come uno dei Maestri, libero
dai vincoli dell’oscurità della notte.
Seduti all’interno del fiore di radianza sono posti i Sette Signori
dello Spazio-Tempo sopra di noi, aiutando e guidando con infinita
Saggezza il cammino attraverso il tempo dei figli degli uomini.
Potenti ed unici, loro, velati con i loro poteri, silenti,
onniscienti, portatori della Forza della Vita, diversi eppure uno con
i figli dell’uomo. Sì, diversi, eppure uno con i Figli della Luce.
Custodi ed osservatori della forza della schiavitù nell’uomo, pronti a
liberarlo quando la Luce è stata raggiunta.
Primo e più potente, siede la Velata Presenza, Signore dei Signori,
l’infinito Nove, su tutti gli altri di ogni Ciclo Cosmico, valutando
ed osservando il progresso degli uomini.
Sotto di LUI, sono i Signori dei Cicli: Tre, Quattro, Cinque e Sei,
Sette, Otto, ognuno con la sua missione, ognuno con il proprio potere,
guidando, dirigendo il destino dell’uomo. Loro siedono là, forti e
potenti, liberi da tutto il tempo e lo spazio. Non sono di questo
mondo, eppure simili ad esso, loro, Fratelli Maggiori dei figli degli
uomini, giudicando e pesando, con la loro saggezza, osservando il
progresso di Luce fra gli uomini.
Fui condotto dall’Abitante là davanti a loro. Lo vidi fondersi con Uno
dall’alto. Poi da Egli venne fuori una voce dicendo:
“Tu sei grande, Thoth, tra i figli degli uomini, d’ora innanzi libero
dalle Sale di Amenti, Maestro di Vita tra i figli degli uomini. Non
proverai la Morte se non la desidererai, ti disseterai della Vita sino
alla fine dell’Eternità. D’ora innanzi la Vita è per sempre tua come
vuoi. D’ora innanzi la Morte sarà in mano tua quando la chiamerai.
Abita qui o parti quando lo desideri, libero è Amenti al Sole
dell’uomo. Vivi la Vita in qualsiasi forma lo desideri, Figlio della
Luce cresciuto tra gli uomini. Scegli tu il tuo compito, perché tutte
le anime devono lavorare, mai essere libere dal cammino della Luce.
Hai compiuto un passo in avanti nel lungo cammino. Adesso la montagna
di Luce è infinita. Ogni passo che fai innalza la montagna; tutto il
tuo progresso innalza la meta. Avvicinati sempre all’infinita
Saggezza, non allontanarti mai dalla meta. Ora sei libero dalle Sale
di Amenti per camminare mano nella mano con i Signori del mondo, con
un unico intento, operando insieme, apportatori di Luce ai figli degli
uomini”.
Poi dal suo trono venne uno dei Maestri, mi prese la mano e mi
condusse avanti, attraverso tutte le Sale della profonda terra
nascosta. Mi condusse tra le Sale di Amenti, mostrandomi i misteri che
sono sconosciuti all’uomo. Attraverso l’oscuro passaggio verso il
basso mi condusse alla Sala dove sedeva l’oscura Morte. Vasta come lo
Spazio era la Sala davanti a me, oscurata dalle tenebre eppure piena
di Luce.
Innanzi a me comparve un grande trono buio, e nascosto in esso sedeva
una figura oscura. Più buia dell’oscurità sedeva la grande figura,
scura con un’oscurità non appartenente alla notte. Di fronte a lei
indugiò poi il Maestro, proferendo il Verbo che conduceva alla Vita,
dicendo:
“Oh Maestro dell’Oscurità, guida della via dalla Vita alla Vita,
davanti a te ho portato un Sole del mattino.
Non toccarlo mai con il potere della notte.
Non richiamare mai la sua fiamma all’oscurità della notte.
Conoscilo e guardalo, uno dei nostri fratelli, elevato dalla tenebra
alla Luce.
Libera la sua fiamma dalla schiavitù. Rendi libera la fiamma
dall’oscurità della notte”.
Si alzò allora la mano della figura, d’innanzi crebbe una fiamma che
salì chiara e brillante.
Si ritirò rapidamente la cortina dell’oscurità, svelando la Sala
dall’oscurità della notte.
Poi altre ne crebbero nel grande spazio, davanti a me, fiamma dopo
fiamma, dal velo della notte. Innumerevoli milioni ne apparvero,
alcune fiammeggianti come fiori di fuoco. Altre diffondevano una
pallida radianza, ardenti ma deboli al di fuori della notte. Altre
erano là che svanivano rapidamente. Altre crescevano da una piccola
scintilla di Luce. Ognuna era circondata dal suo debole velo di
tenebra, eppure fiammeggiante di una Luce che mai potrebbe
estinguersi. Venendo ed andando come lucciole in primavera, riempivano
lo spazio con la Luce e con la Vita.
Poi una voce parlò, potente e solenne, dicendo:
“Queste sono luci che sono anime tra gli uomini, crescendo e
scomparendo, esistendo per sempre, eppure cambiando vita, attraverso
la morte nella vita. Quando sono sbocciati in fiore, e raggiunto lo
zenit di crescita nella loro vita, io rapidamente mando il mio velo di
oscurità, avvolgendole nel sudario e cambiandole in nuove forme di
vita. Costantemente ascendenti attraverso le ere, crescono,
ampliandosi in una fiamma ancora più grande, illuminando l’oscurità
con ancora maggiore potere, estinguendosi eppure non spegnendosi dal
velo della notte. Così cresce l’anima dell’uomo sempre in ascesa,
estinguendosi eppure non spegnendosi nell’oscurità della notte. Io,
Morte, vengo, eppure non rimango, perché esiste la vita eterna nel
Tutto; solo un ostacolo, io, nel cammino, pronta ad essere conquistata
dalla Luce infinita. Risvegliati, oh fiamma che bruci sempre
interiormente, impara, oh fiamma e vinci il velo della notte”.
Allora in mezzo le fiamme nell’oscurità ne crebbe una che illuminò la
notte, fiammeggiando, espandendosi, sempre più luminosa, finché alla
fine non ci fu altro che Luce.
Allora la mia guida parlò, la voce del Maestro:
“Guarda la tua stessa anima come cresce nella Luce, ora libera per
sempre dal Signore della notte”.
Mi condusse attraverso molti grandi spazi colmi di misteri dei Figli
della Luce; misteri che l’uomo non potrà conoscere mai finché non sarà
un Sole della Luce.
Egli mi riportò indietro alla Luce della Sala della Luce. Allora
m’inginocchiai davanti ai Grandi Maestri, Signori di TUTTO dai cicli
di sopra.
Egli parlò con parole di grande potenza dicendo:
“Tu sei stato reso libero dalle Sale di Amenti. Scegli il tuo compito
tra i figli degli uomini”.
Allora io parlai:
“Oh grande Maestro, lasciami essere un maestro di uomini, portandoli
avanti ed in alto finché anche loro diverranno luci tra gli uomini:
liberi dal velo della notte che li circonda, fiammeggianti di Luce che
splenderà tra gli uomini”.
Poi la voce mi parlò:
“Va’, sia come vuoi. Così è decretato. Tu sei maestro del tuo destino,
libero di prendere o di lasciare a volontà. Prendi il potere. Prendi
la saggezza. Brilla come una Luce tra i figli degli uomini”.
Allora l’Abitante mi condusse in alto. Dimorai ancora tra i figli
degli uomini, insegnando e rivelando un po’ della mia saggezza; Sole
della Luce, un fuoco tra gli uomini.
Ora nuovamente ripercorrerò il sentiero discendente, cercando la Luce
nell’oscurità della notte. Tieni e conserva, preserva la mia
testimonianza, sarà una guida ai figli degli uomini.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola II
Le Sale di Amenti sono spazi peculiari nascosti della Terra, perché
non si trovano in questa ottava di vibrazione materiale, ma in una
piega dello spazio situata a parte rispetto a tutti gli altri. Hanno
un collegamento diretto con le polarità positiva e negativa di
Yarkima. La loro posizione approssimativa in rapporto alla Terra è
sotto Atlantide ma per entrare si deve uscire dalla piega dello
spazio.
Vi sono diversi posti dove lo si può effettuare: le Sorgenti Sulfuree
in Oklahoma; il Monte Shasta in California; Mictolan in Sud America;
Shamballa in Tibet; la Grande Piramide in Egitto; la Foresta Nera in
Germania; Benares in India; i Monti Atlas nell’Africa del nord ovest.
La lontana epoca remota è il primo ciclo, fissato nel passato spazio-
tempo, ed è quel particolare periodo che seguì al negativo che discese
sull’uomo, rendendolo schiavo del piano materiale.
I Maestri di quel periodo, o Figli della Luce, crearono i loro corpi
dalla materia primaria e la integrarono con la vita. Anche se
esteriormente questi corpi erano simili all’uomo, la struttura interna
era diversa, avevano gli organi dei sensi fruibili solo da una unità
doppia di consapevolezza, maschile e femminile.
Non erano vincolati ad incompletezza o confusione come l’uomo, ed
erano quindi liberi di compiere cose che il resto dell’umanità non era
in grado di fare. Mentre il corpo fisico di Thoth doveva rinnovarsi
ogni cinquanta anni, il loro corpo originale richiedeva un
rinnovamento solo una volta ogni cento anni.
Fu nel primo ciclo che furono costruite le Sale di Amenti dai Figli
della Luce che discesero in questo pianeta. Con le forze che
controllavano, alterarono lo spazio e costruirono Amenti e la
confinarono nella Terra. Le Sale dimensionali intorno, la proteggevano
dall’ingresso di chiunque non fosse dotato di una coscienza elevata.
Il grande spazio era suddiviso in altri spazi più piccoli dove erano
fatte convergere concentrazioni di forza dirette da Yarkima.
Sulla Terra c’erano trentadue Figli della Luce, incaricati delle
vicende terrestri.
Nelle Sale fu posto un punto di concentrazione di Forza Vitale o
Spirito. In esso si riversa quella Forza Vitale che fornisce la vita
stessa al pianeta. Quando la materia sulla Terra si disintegra, lo
spirito liberato è attirato al Fiore della Vita in Amenti per essere
riutilizzato. Agisce per la Terra nello stesso modo in cui il plesso
solare agisce per il corpo umano.
I troni dei Figli della Luce erano così disposti per trovarsi nel
pieno flusso dello spirito, che provvedeva ai loro corpi non appena
erano lasciati. Quindi un corpo posto sotto del Fiore della Vita non
traeva la vita direttamente dalla fonte, ma ne era intriso dalla sua
radianza. L’equilibrio era mantenuto perfetto mentre la coscienza era
lontana, anche per secoli. La forza della vita è così forte che la
riserva accumulata nel corpo posto sotto il Fiore della Vita per cento
anni, era tanto appagata che sarebbe durata per mille anni senza
necessità di rinnovo. Quindi con dieci anni ogni cento avrebbero
potuto mantenere il corpo giovane ed energico.
In molti casi lasciavano il loro corpo per lunghi periodi di tempo, ed
i Figli della Luce entravano nei corpi degli uomini dalla nascita.
Occasionalmente si presentavano con i loro corpi originali, anche se
non di frequente.
Quando qualcuno raggiunge la Terza Illuminazione, è reso libero da
Amenti e può, se lo desidera, porre il proprio corpo sotto il Fuoco
della Vita e rinnovarlo di epoca in epoca.
I Sette Signori sono emanazioni dirette delle estensioni dalla
coscienza del sette cosmico. Operano indipendenti, eppure in armonia
con questa coscienza. Controllano alcune forze dall’aldilà, come il
disordine negativo ed hanno emanazioni su tutti i pianeti abitati del
cosmo. Altre funzioni dei Signori sono il controllo dello spazio-
tempo, la separazione dei Quattro Tempi ed il contenimento di un
attacco di disordine della limitazione negativa sulle fiamme di
coscienza che l’hanno generata. È loro il potere che conduce la forza
vita al suo punto di unione nel Fiore della Vita ed ivi lo trattiene.
Il Signore dei Signori è l’emanazione del Nono Ciclo Cosmico e detiene
il suo titolo perché è il più evoluto e la più lontana estensione di
questo I.Yoδ. È il potere che controlla il negativo in tutti i cicli
cosmici. Sotto di Lui, ma uguali nel proposito e nel controllo dei
loro specifici poteri, si trovano i Signori di altri sei cicli sopra
di noi. Anche se non appartengono a questa consapevolezza cosmica, le
sono uniti per tutte le epoche formate dallo stesso materiale di base,
e sono nati dalla stessa fonte, lo I.Yoδ, la fonte primaria della
creazione.
Thoth fu condotto davanti ai Signori da Horlet, l’Abitante di Unal, e
là ammirò l’Abitante fondersi con uno dei Signori: in altre parole,
entrarono così in armonia che divennero uno. Da lui giunse una voce. I
Signori, non avendo forma e vibrazione umana, non potevano comunicare
con parole. Il loro potere fu ridimensionato così che Thoth poteva
sentire. In seguito fu capace di alzare la propria vibrazione così da
sentire la silente voce dei Signori. Al momento non poteva
verificarsi, perché doveva ancora superare determinate prove.
A Thoth fu data la libertà da Amenti e la chiave con la quale, a
volontà, poteva aprire quello spazio, ed avendo accesso al Fiore della
Vita moriva quando voleva. Thoth imparò le leggi della creazione in
modo da potere assumere qualsiasi forma o corpo desiderasse. Secondo
la Legge avrebbe dovuto scegliere il particolare incarico che avrebbe
eseguito, poiché il raggiungimento dell’illuminazione reca maggiore
opportunità e potere per operare. L’elevatezza che Thoth aveva
raggiunto, era soltanto una collina delle alte montagne di Luce
trascendentale verso cui tutte le coscienze cosmiche stavano operando.
Quando Thoth raggiungeva una meta, poteva proseguire con chi stava
cercando una meta superiore. Fu uno dei 32 Figli della Luce, e non uno
dei Signori, che condusse Thoth nel suo primo giro nelle Sale di
Amenti, il luogo dove regnava l’antitesi della vita (che è morte).
Questa forza, essendo qualcosa di simile a quella che si chiama vita,
si trova nel luogo della vita. Potrebbe sembrare paradossale definire
la morte come simile alla vita, ma se consideriamo che è con l’azione
della morte al negativo che la vita si libera, potremmo ravvisarne la
sua affinità.
Il Signore della Morte non è uno dei Signori dei cicli superiori, ma
appartiene a questo ciclo cosmico. Ha l’incarico di agire con la forza
della morte sul negativo che circonda ogni scintilla di coscienza.
Quell’oscurità, che è la perdita di coscienza o morte, è chiamata
notte, perché in essa la coscienza perde la memoria di quello che è
stata. Si chiede al Signore della Morte di non toccare Thoth con la
perdita di coscienza, e di vederlo e riconoscerlo come un Sole della
Luce, da non trattenere o toccare con la morte. La mano del Signore
della Morte è alzata, sprigionando la fiamma, simbolo della Luce
dissimulata dall’oscurità della morte. La Luce esilia l’oscurità.
A Thoth si rivelano innumerevoli milioni di fiamme, ognuna un’anima
che si manifesta in questo piano. La luminosità od oscurità della
fiamma rivela il grado di disordine negativo a cui è legata. Il
Signore della Morte rivela a Thoth i misteri della vita e della morte,
spiegando come l’anima s’incarna in un corpo fisico, raggiunge lo
zenit della sua crescita e poi passa attraverso il cambiamento della
morte per poi progredire con maggiore Luce. La morte giunge, ma solo
temporaneamente. La vita stessa è immortale, esistendo dall’inizio
alla fine. Infine, sempre, Vita e Luce devono vincere morte ed
oscurità. La Morte desidera che la Luce ne annulli il potere, perché
anche la Morte proviene dalla Luce. A Thoth è mostrato come la sua
stessa anima avanza dall’oscurità e fiammeggia in piena Luce. La Guida
poi conduce Thoth in altri grandi spazi in Amenti, mostrandogli
ovunque i misteri rivelati solo agli adepti. Tra altri, gli sono
indicati spazi più interni della quarta dimensione. Thoth fu poi
condotto di nuovo davanti ai Signori, e da coloro che gli avevano
parlato prima gli fu ordinato di scegliere il suo incarico. Thoth,
spontaneamente, scelse di diventare un insegnante per condurre le
anime dall’oscurità alla Luce. Fu approvato nella sua scelta dai
Signori e gli fu ordinato di proseguire ad operare per come aveva
scelto.
Thoth fu condotto sulla Terra, per attuare la scelta fatta. Egli
termina con l’affermazione di stare per andare ancora ad Amenti,
lasciando l’uomo per un periodo.
TAVOLA III
La Chiave della Saggezza
Io, Thoth l’Atlantideo, dono la mia saggezza, la mia conoscenza ed il
mio potere. Liberamente li dono ai figli degli uomini. Li dono
affinché loro possano avere la saggezza per illuminare il mondo dal
velo della notte. Saggezza è potere e potere è saggezza, l’uno con
l’altro, perfezionando il tutto.
Non essere orgoglioso, oh uomo, per questa saggezza. Discuti con
l’ignorante come con il sapiente. Se qualcuno viene da te pieno di
conoscenza, ascoltalo e fai attenzione, perché la saggezza è tutto.
Non tacere quando il male è nominato, affinché la Verità, come la Luce
del Sole, splenda su tutto.
Chi calpesta la Legge sarà punito, perché solo attraverso la Legge si
ottiene la libertà degli uomini.
Non causare paura, perché la paura è una schiavitù, una catena che
lega all’uomo l’oscurità.
Segui il tuo cuore durante la tua vita. Fai più di quanto ti è
comandato.
Quando hai raggiunto la ricchezza ascolta il tuo cuore, perché questa
è inutile se il cuore è stanco. Non diminuire il tempo per seguirlo.
Ciò è aborrito dall’anima.
Coloro che sono guidati non si smarriranno, ma coloro che si sono
persi non potranno trovare un percorso corretto.
Se vai tra gli uomini, fai in modo che per te l’Amore sia l’inizio ed
il fine del cuore.
Se qualcuno viene da te per un consiglio, lascialo parlare
liberamente, affinché lui possa fare la cosa per la quale è venuto da
te. Se esita ad aprirti il suo cuore è perché tu, il giudice, hai
sbagliato.
Non ripetere parole stravaganti e non ascoltarle, perché sono
l’espressione di chi non è equilibrato. Non ripeterle, così che chi ti
si trova davanti possa conoscere la saggezza.
Il Silenzio è di grande utilità. Un’abbondanza di parole non giova a
nulla.
Non esaltare il tuo cuore sopra dei figli degli uomini, per timore che
sia portato più in basso della polvere.
Se sei grande tra gli uomini, sii onorato per conoscenza e gentilezza.
Se cerchi di conoscere la natura di un amico, non chiedere la sua
compagnia, ma trascorri un periodo da solo con lui. Discuti saggiando
il suo cuore per mezzo delle sue parole e del suo contegno.
Ciò che va nella dispensa deve essere utile, e le tue cose devono
essere condivise con un amico.
La conoscenza è considerata dallo sciocco come ignoranza, e le cose
proficue sono per lui dolorose. Egli vive nella morte. É là il suo
alimento.
L’uomo saggio lascia che il suo cuore trabocchi ma tiene silente la
bocca.
Oh uomini, ascoltate la voce della saggezza, ascoltate la voce della
Luce. Ci sono misteri nel Cosmo che svelati colmano il mondo con la
loro Luce. Lasciate che chi vuole essere libero dalla schiavitù
dell’oscurità separi dapprima il materiale dall’immateriale, il fuoco
dalla terra; perché sappiate che come la terra discende alla terra,
così il fuoco ascende al fuoco e diventa uno con il fuoco.
Chi riconosce il fuoco che è in sé ascenderà al fuoco eterno e
dimorerà in esso eternamente.
Il Fuoco, il fuoco interiore, è la più potente di tutte le forze,
perché supera tutte le cose e penetra in tutte le cose della Terra.
L’uomo sostenta sé stesso solo con quello che persiste. Così la Terra
deve resistere all’uomo affinché possa esistere.
Non tutti gli occhi vedono con la stessa visuale, perché per uno
l’oggetto appare in una forma e colore e ad un differente occhio in
un’altra. Così anche il fuoco infinito, cambiando di colore in colore,
non è mai lo stesso di giorno in giorno.
Quindi parlo io, Thoth, della mia saggezza, perché l’uomo è un fuoco
che brucia luminoso attraverso la notte: mai si estingue nel velo
dell’oscurità, mai si estingue nel velo della notte.
Ho scrutato con la mia saggezza nel cuore degli uomini e non li ho
trovati liberi dalla schiavitù della lotta. Libera dalle fatiche il
loro fuoco, oh fratello mio! Per paura questo si consuma nell’ombra
della notte.
Ascolta, oh uomo, e senti questa saggezza: dove cessano nome e forma?
Solo nella coscienza, invisibile, brilla un’infinita forza di
radianza. Le forme che crei con la luminosità della tua visione sono
veramente gli effetti che seguono la tua causa.
L’uomo è una stella legata ad un corpo ed alla fine si libera,
attraverso la sua fatica. Solo con lo sforzo e lavorando duramente al
tuo estremo la stella dentro di te sboccerà a nuova vita. Per chi
conosce il principio di tutte le cose, la sua stella è libera dai
regni della notte.
Ricorda, oh uomo, tutto ciò che esiste è solo un’altra forma di quello
che non esiste. Ogni cosa che è stata prima sta procedendo ancora in
un altro essere e tu stesso non sei un’eccezione.
Osserva la Legge, perché tutto è Legge. Non cercare quello che la
Legge non è, perché esiste solo nell’illusione dei sensi.
La Saggezza va da tutti i suoi figli perfino se loro si muovono già
verso la saggezza.
In tutte le epoche, la Luce è stata nascosta.
Svegliati, oh uomo, e sii saggio.
Profondamente ho viaggiato nei misteri della vita, cercando ed
esaminando ciò che è nascosto.
Ascolta, oh uomo, e sii saggio.
In profondità sotto la crosta della Terra, nelle Sale di Amenti, i
misteri che ho visto sono celati agli uomini.
Spesso ho viaggiato attraverso il profondo passaggio nascosto,
guardando la Luce che è Vita fra gli uomini. Là, sotto il Fiore della
Vita sempre vivente, ho cercato nei cuori e nei segreti degli uomini.
Ho scoperto che l’uomo sta crescendo ma vive nell’oscurità, la Luce
del grande fuoco è nascosta nell’intimo.
Davanti ai Signori della nascosta Amenti ho imparato la saggezza che
rivelo agli uomini. Loro sono i Maestri della grande Saggezza Segreta,
portata dal futuro dell’infinita fine.
Sono sette, i Signori di Amenti, supremi ai Figli del Mattino, Soli
dei Cicli, Maestri di Saggezza. Non sono fatti come i figli degli
uomini.
Tre, Quattro, Cinque e Sei, Sette, Otto, Nove sono i titoli dei
Maestri degli uomini.
Lontano dal futuro, senza forma eppure formati, sono venuti come
insegnanti per i figli degli uomini. Vivono per sempre, tuttavia non
del vivente, non legati alla vita ed in ogni caso liberi dalla morte.
Governeranno per sempre con infinita saggezza, legati, e tuttavia non
legati, alle oscure Sale della Morte. Hanno la vita in sé, tuttavia
vita che non è vita. I Signori del Tutto sono liberi da ogni cosa.
Da loro derivano i Logos, i loro strumenti del potere su tutto. Grande
è il loro sostegno, eppure nascosto nelle piccolezze, formati da una
forma, conosciuti eppure sconosciuti.
Il Tre ha la chiave di tutta la magia nascosta, ed è il creatore delle
Sale dei Morti. Emana il potere, velandolo con l’oscurità, e lega le
anime dei figli dell’uomo; dirige l’oscurità, incatenando la forza
dell’anima: è amministratore del negativo dei figli degli uomini.
Il Quattro è chi libera il potere. Signore di Vita per i figli degli
uomini. Il suo corpo è Luce, la fiamma è il suo sostegno, liberatore
di anime per i figli degli uomini.
Il Cinque è il maestro, il Signore di tutta la magia - Chiave del
Verbo che risuona tra gli uomini.
Il Sei è il Signore della Luce, il sentiero nascosto, cammino delle
anime per i figli degli uomini.
Il Sette è il Signore dell’immensità, maestro dello Spazio e chiave
dei Tempi.
L’Otto è chi ordina il progresso: pesa e bilancia il viaggio degli
uomini.
Il Nove è il padre. Ampio è il suo sostegno. Forma e cambia
dall’esterno il senza forma.
Meditate sui simboli che vi do. Sono Chiavi, sebbene nascoste agli
uomini.
Tendi sempre verso l’alto, oh anima del mattino. Volgi i tuoi pensieri
in alto, verso la Luce e la Vita. Trova nelle chiavi dei numeri che ti
ho dato, la Luce sul sentiero della vita verso la vita.
Cerca la saggezza. Volgi i pensieri al tuo intimo. Non chiudere la tua
mente al Fiore della Luce.
Poni nel tuo corpo un’immagine forma-pensiero. Pensa ai numeri che ti
guidano alla Vita.
Limpido è il percorso per chi ha la saggezza. Apri la porta al Regno
della Luce.
Riversa davanti a te la fiamma, come un Sole del mattino. Chiudi fuori
l’oscurità e vivi nel giorno.
Oh uomo, ritienili come parte del tuo essere, i Sette che sono ma non
sono come sembrano. Apriti, oh uomo! Ho manifestato la mia saggezza.
Segui il cammino nel modo che ho presentato.
Maestri di Saggezza, Soli del Mattino, Luce e Vita per i figli degli
uomini.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola III
La Chiave della Saggezza, contiene alcuni dei precetti dati da Thoth
ai barbari, ai Figli di Khem, che fu affidata loro affinché non
andassero perdute le Chiavi della Luce.
La saggezza ed il potere camminano affiancate. Entrambi necessari,
l’una senza l’altro è inutile ed illusoria, perché il potere non si
crea senza la saggezza, e la saggezza non si ottiene solo con il
potenziamento e l’uso del potere.
La persona orgogliosa non è saggia ma sciocca, perché l’orgoglio fa sì
che si rifiuti l’insegnamento, poiché porta a misurare ogni cosa con
il proprio livello e grado.
Il silenzio è d’oro. Parlare del male gli incanala la forza creativa e
gli dà vita e realtà.
Tentare di ribellarsi alla Legge produce la Sua punizione, perché non
c’è nulla senza Legge. E chi tenta di operare contro la Legge le si
scontra.
La paura non deve entrarci dentro, né dobbiamo creare la paura in
altri, perché è una schiavitù. Se nel nostro cuore abbiamo amabilità,
allora chi ama l’armonia è attratto da noi. Se questo non avviene,
allora l’altro è governato dal disordine. Cerchiamo di seguire solo
gli ordini del maestro che è in noi. Non tentate di fare di più
obiettivamente. La ricchezza è il mezzo per un fine, non il fine.
Quando i bisogni materiali sono soddisfatti, la mente (il cuore degli
antichi) deve rivolgersi verso regni superiori.
Quando si è sul percorso è necessario avere una guida. Altrimenti, ci
si smarrisce tentando di trovare la via più facile.
L’amore è l’inizio e la fine del cammino, perché l’unione è riposta
nell’amore: questo raccomandò Thoth ai popoli, trasmettendo gli
insegnamenti di fratellanza ed unione.
La persona preoccupata che chiede un consiglio trova conforto
esprimendosi. Se esita, è perché chi lo ascolta ha qualche difetto ed
è scostante.
Quest’affermazione ha un gran valore. Il discorso stravagante dimostra
sempre una mancanza d’equilibrio, ed è dannoso sia parlare in tale
modo che ascoltare, perché molte persone possono facilmente
sbilanciarsi. L’unica meta è la perfezione. Non dovete essere
soddisfatti di qualsiasi cosa sia meno. È solo la mancanza di
conoscenza che impedisce di penetrare il velo dietro il quale si cela
la saggezza.
Il silenzio è la gran chiave per l’evoluzione. Mantieni il potere in
te stesso in silenzio. Non magnificarti, perché potenzialmente gli
altri hanno il tuo stesso potere. La vera grandezza non richiede auto
apprezzamento. Lascia gli altri riconoscere la tua grandezza dalla tua
disponibilità verso i compagni.
Ogni persona trova il riflesso della sua natura in chi ha di fronte.
Quindi non ascoltare ciò che qualcuno dice su altri, ma esaminando la
sua mente e la sua attitudine verso un altro compagno puoi trovarne la
sua vera natura.
Se la possiedi, non negare la conoscenza a chi ne ha bisogno e chiede
con ardore. Sono amici tutti quelli che seguono lo stesso cammino. Non
permettere che le parole di uno sciocco ignorante ti tocchino, solo
gli ignoranti sono toccati dagli ignoranti. Le vibrazioni della mente
di una persona sono percettibili. Le parole non sono necessarie.
Thoth dà un insegnamento per chi è pronto, con le chiavi ed i simboli.
La parte immateriale della natura umana, l’anima, deve essere separata
dalla natura materiale, la carne, prima di portarsi nella Luce del
Sole Cosmico.
L’anima è il fuoco, mentre la carne è simile alla terra: entrambi
tornano alla propria fonte. Il fuoco interiore penetra tutti i piani
in cui si manifesta il Grande Fuoco, incluso il piano materiale. La
terra, essendo densa, sostenta in grado ridotto anche il fuoco
dell’anima. Inoltre l’anima essendo infinita, potrebbe cambiare la
terra da finita in infinita. È l’evoluzione della coscienza che
permette all’occhio di vedere colore e Luce. Il fuoco infinito,
sviluppandosi e cambiando eternamente, fa evolvere anche le
percezioni.
L’uomo è un fuoco che si trasforma, non è mai lo stesso. Progredisce
sempre, di giorno in giorno, finché si eleva sopra l’oscurità, che non
cambia pur essendo ancora oscurità. Tuttavia, l’oscurità si combinerà
tanto con il fuoco da cessare di essere.
Lotta, odio e paura sono il risultato dell’oscurità. La libertà
dall’oscurità li elimina. Il nome e la forma, diversamente dal
distacco personale, cessano di esistere nella piena Luce della
coscienza risvegliata.
L’uomo apprende solo con fatica ed esperienza, perché queste sono le
cause purificanti che eliminano le scorie dell’oscurità dall’anima.
La materialità non è altro che una forma inconscia di manifestazione
della coscienza. Quindi in ultima analisi, materialità ed
immaterialità sono uno. Niente che è materiale è fisso, si muove
costantemente verso il cambiamento. Questo è il percorso dalla
creazione in poi. L’uomo unisce la coscienza a questa Legge di natura.
La Legge, in ultima analisi, è tutto ciò che esiste. Tutto il resto è
fantasia ed illusione che si formano nelle menti di chi non ha
conoscenza.
La saggezza si ottiene solo cercando. Dovete fare il primo passo e poi
andare avanti migliorando.
Le Sale della Morte, sotto le Sale del Fiore della Vita, racchiudono
il riflesso delle anime degli uomini. Fu là che Thoth riuscì a leggere
la storia del progresso dell’uomo dall’oscurità alla Luce. Un
paradosso simile è contenuto nelle parole “portato dal futuro
dell’infinita fine”. La Fiaccola Latrice dell’Insostenibile Luminosità
è l’inizio e la fine di tutte le cose. Perché come originano le cose
da questa, alla fine devono ritornarci, completando così il cerchio.
Nella Fiaccola Latrice è concepito il compimento. Quindi il piano è
conosciuto all’emanazione diretta, i Signori. I Sette sono
l’appellativo dei Signori dei Cicli di là da noi, ciascuno definito
dal numero del suo Ciclo, in rapporto allo I.Yoδ.
Provenienti dai cicli di là da questo, sono parte dell’essenza
assoluta di ognuna di queste coscienze cosmiche. Non sono legati né
alla vita né alla morte perché la loro attività è controllata
direttamente da Yarkima. Quindi la loro vita non è vita di emanazioni
da un ciclo cosmico, dato che non dipendono dallo spirito per la
propria manifestazione.
Il Logos, termine indicativo o ragione, è un’emanazione dei Signori di
ogni ciclo (ricordate sempre che c’è un Signore di questo ciclo anche
se non incluso nei Sette) perché, letteralmente, è un’emanazione della
nostra ragione dallo I.Yoδ. Come questo proviene da Yarkima, così loro
sono la cellula centrale da cui fluisce.
Sono grandi nel sostegno perché si estendono in tutti gli spazi
cosmici, eppure sono piccoli perché concentrati nella forma. Il Tre,
il Signore del ciclo proprio di là da noi, è il custode di quelle cose
che toccano direttamente l’umanità. È il responsabile dell’accesso del
negativo, ed è attraverso il suo potere che i riflessi delle anime
degli uomini furono focalizzate nelle Sale dei Morti.
Il flusso e la direzione di quella forza che conosciamo come forza
della vita è controllata dal Signore del Quattro. Alcune delle forze
maggiori, come la morte, sono attratte dal Quattro, un ciclo dove
cessa di esistere la vita, per come noi la conosciamo. Ogni Signore ha
la sua funzione, offrendo l’accesso nello spazio cosmico ai poteri che
hanno sviluppato con il loro stesso progresso attraverso lo spazio.
Questo discende e si trasmette con i Signori, ognuno che dà quello che
ha a quelli al di sotto. Il Cinque è il guardiano del Verbo, aprendo
l’ultima porta quando l’uomo è pronto. Il Sei, il Sette e l’Otto hanno
in carico alcune delle strutture fisse essenziali del tempo futuro,
mentre il Nove ha in carico il disordine che successivamente diventa
Ordine. In un certo senso sono gli assistenti della Coscienza Cosmica,
che eseguono gli aspetti necessari allo sviluppo della coscienza che
questa Coscienza Cosmica non è così capace di usare.
In questi numeri si trova anche la chiave del Verbo anche se non può
essere svelata: la sua acquisizione è veramente il raggiungimento di
Vita e di Luce.
TAVOLA IV
La Nascita della Spazio
Ascolta, oh uomo, la voce della saggezza, ascolta la voce di Thoth
l’Atlantideo. Liberamente ti dono la mia saggezza raccolta dal tempo e
dallo spazio di questo ciclo; maestro di misteri, Sole del mattino,
vivente per sempre, un Figlio della Luce splendente di luminosità,
stella del mattino, Thoth educatore degli uomini, e di Tutto.
Tanto tempo fa, nella mia infanzia, mi trovavo sotto le stelle in
Atlantide, ormai da tempo sepolta, sognando i misteri al di sopra
degli uomini. Poi nel mio cuore crebbe un gran desiderio di conseguire
il cammino che portava alle stelle.
Anno dopo anno cercai la saggezza, cercando nuova conoscenza, seguendo
la via, finché alla fine la mia Anima, in grande travaglio, ruppe le
sue catene e balzò via.
Ero libero dalla schiavitù degli uomini della Terra. Libero dal mio
corpo, mi proiettai nella notte.
Per me fu aperto lo spazio stellare. Fui libero dalla schiavitù della
notte. Al limite dello spazio cercai la saggezza, molto di là dalla
conoscenza dell’uomo finito.
Lontano nello spazio, la mia Anima viaggiò liberamente nell’infinito
cerchio di Luce. Strani, ben oltre la conoscenza, erano alcuni
pianeti, grandi e giganteschi, al di là dei sogni degli uomini.
Eppure trovai la Legge in tutta la sua bellezza, operante attraverso e
fra loro come qui tra gli uomini. La mia anima si proiettò attraverso
l’infinita bellezza, e con i miei pensieri volai lontano attraverso lo
spazio.
Mi riposai su un pianeta di grande bellezza. Melodie armoniose erano
diffuse nell’aria. Là c’erano forme, che si muovevano in Ordine. Erano
grandi e maestose come stelle nella notte: ascendenti in armonia, in
ordinato equilibrio, simboli del Cosmico, secondo la Legge.
Nel mio viaggio visitai molte stelle, molte razze di uomini nei loro
mondi; alcuni che raggiungevano l’alto come stelle del mattino, altri
che cadevano in basso nell’oscurità della notte.
Tutti loro si affannavano verso l’alto, raggiungendo le altezze e
scandagliando le profondità, a volte muovendosi nei reami di
luminosità, viventi nell’oscurità, per raggiungere la Luce.
Sappi, oh uomo, che la Luce è il tuo retaggio. Sappi che l’oscurità è
solo un velo. Sigillato nel tuo cuore c’è lo splendore eterno in
attesa del momento di conquistare la libertà, che aspetta di rimuovere
il velo della notte.
Ho trovato chi ha conquistato l’etere. Erano liberi dallo spazio,
eppure erano ancora uomini. Usando la forza che è il fondamento di
TUTTE le cose, lontano nello spazio, hanno costruito un pianeta,
attirato dalla forza che fluisce dal TUTTO; condensando, fondendo
l’etere in forme che crescevano come volevano loro. Superando in
scienza tutte le razze, potenti in saggezza, figli delle stelle.
Mi fermai molto tempo, per studiare la loro saggezza. Li vidi creare
fuori dall’etere città enormi di rosa ed oro. Composto dall’elemento
originario, base di tutta la materia, l’etere si proiettava lontano.
Poi lontano hanno conquistato l’etere, liberandosi dalla schiavitù
della fatica; formavano nella loro mente solo una figura e prontamente
la creavano, si sviluppava.
Poi avanti la mia anima accelerò attraverso il Cosmo, osservando
sempre cose nuove e vecchie; imparando che l’uomo è veramente nato
nello spazio, un Sole del Sole, un figlio delle stelle.
Sappi, oh uomo, qualsiasi corpo tu abiti, certamente è uno con le
stelle. I vostri corpi non sono altro che pianeti ruotanti intorno ai
loro soli centrali. Quando hai raggiunto la Luce di tutta la saggezza,
sarai libero di splendere nell’etere, uno dei Soli che illuminano
l’oscurità esterna, un essere nato nello spazio e cresciuto nella
Luce. Proprio come le stelle con il tempo perdono la loro brillantezza
irradiando la Luce ad una fonte più grande, così, oh uomo, la tua
anima passa oltre, lasciandosi dietro l’oscurità della notte.
Sei formato dall’etere primario, colmato dalla luminosità che fluisce
dalla Sorgente, legato all’etere fuso intorno, eppure sempre ardente
finché alla fine sarai libero. Libera la tua fiamma dall’oscurità,
vola dalla notte e sarai libero.
Ho viaggiato attraverso lo spazio-tempo, sapendo che la mia anima alla
fine sarebbe stata libera ed avrei potuto perseguire la saggezza.
Finché, alla fine, passai su di un piano nascosto alla conoscenza e
non conosciuto alla saggezza, estensione di là da tutto quello che
conoscevamo. Ora, oh uomo, quando seppi questo, felicemente la mia
anima crebbe, perché ormai ero libero.
Ascolta, tu nato nello spazio, ascolta la mia saggezza: non sai che
anche tu puoi essere libero.
Ascolta ancora, oh uomo, la mia saggezza, perché ascoltandomi puoi
vivere ed essere libero.
Tu terrestre non appartieni alla Terra, ma sei figlio dell’Infinita
Luce Cosmica.
Non sai, oh uomo, del tuo retaggio? Non sai che sei veramente Luce?
Sole del Grande Sole, quando raggiungi la saggezza diventi veramente
consapevole della tua comunione con la Luce.
Ora ti do la conoscenza, la possibilità di procedere nel cammino che
ho percorso, mostrandoti veramente come con il mio sforzo, ho
camminato sulla via che porta alle stelle.
Ascolta, oh uomo, e sappi della tua schiavitù, sappi di come liberarti
dalle fatiche. Devi levarti sopra delle tenebre, ed essere uno con la
Luce ed uno con le stelle. Segui sempre il cammino della saggezza.
Solo così potrai elevarti dal basso. Il destino conduce avanti ogni
uomo, nelle Curve dell’Infinito TUTTO.
Sappi, uomo, che tutto lo spazio è ordinato. Solo con l’Ordine tu
sarai Uno con il TUTTO.
Ordine ed equilibrio sono la Legge del Cosmo. Seguili e sarai Uno con
il TUTTO.
Chi segue il cammino della saggezza deve essere aperto al Fiore della
Vita, espandendo la sua coscienza oltre l’oscurità, per fluire
attraverso il tempo e lo spazio nel TUTTO.
Resta profondamente in silenzio e devi prima attendere finché, infine,
sarai libero dal desiderio, libero dalla voglia di parlare. Sia
conquistata dal silenzio la schiavitù delle parole. Astieniti
dall’alimento, finché avrai conquistato il desiderio del cibo, che è
la schiavitù dell’anima.
Poi giaci nell’oscurità, chiudendo gli occhi ai raggi della Luce.
Concentra la tua forza vitale nel luogo della coscienza, muovendola
libera dai vincoli della notte. Poni nella tua mente l’immagine che
desideri.
Visualizza il luogo che desideri vedere.
Vibra avanti ed indietro con il tuo potere.
Slega la tua anima dalla sua notte. Ardentemente devi liberarla con
tutto il tuo potere, finché alla fine la tua anima sarà libera.
Molto lontano, oltre le parole, si trova la fiamma del Cosmo, sospesa
in piani sconosciuti all’uomo; potente ed equilibrata, muovendosi
nell’Ordine, musica di armonie, lontana di là dall’uomo. La fiamma del
principio dell’Eternità del TUTTO parla con la musica, canta con i
colori.
Tu sei scintilla della fiamma, oh figlio mio, ardente con il colore e
vivente con la musica. Ascolta la voce e sarai libero.
La coscienza libera si fonde con il Cosmo, Uno con l’Ordine e Legge
del TUTTO. Non sapevi uomo che fuori dell’oscurità la Luce ardeva,
simbolo del TUTTO.
Fai questa preghiera per ottenere la saggezza. Prega per l’avvento
della Luce al TUTTO.
“Oh potente Spirito della Luce che splendi nel Cosmo, attira la mia
fiamma più vicina alla tua armonia. Eleva il mio fuoco fuori
dell’oscurità, magnete di fuoco che è Uno con il TUTTO. Eleva la mia
anima, oh tu grande e potente. Figlio della Luce, non allontanarti.
Fai in modo che io abbia il potere di sciogliermi nella tua fornace:
Uno con tutte le cose e tutte le cose in Uno, fuoco dello sforzo della
vita ed Uno con la Mente”.
Quando libererai la tua anima dalla sua schiavitù, sappi che per te
l’oscurità finirà.
Per sempre potrai cercare la saggezza nello spazio, non più legato
alla catena forgiata nella carne.
Ti muoverai in alto ed in basso nell’alba come un libero bagliore, oh
Anima, verso i reami della Luce.
Muoviti nell’Ordine, muoviti nell’Armonia, liberamente ti muoverai con
i Figli della Luce.
Cerca e conosci la mia Chiave della Saggezza. Così, oh uomo, sarai
certamente libero.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola IV
Thoth, in questa tavola, ricorda alcune sue esperienze nella ricerca
della saggezza. Dà anche una precisa dimostrazione della sua maestria.
La liberazione della sua anima dalle catene fu la prima proiezione
della sua coscienza. Dopo aver sviluppato questo potere, Thoth fu in
grado di esplorare i misteri dello spazio e del tempo. Esplorò altri
pianeti ed alla fine raggiunse il ciclo interno della Luce, la prima
dimensione.
Il pianeta di gran bellezza era uno dei sette pianeti che circondano
la coscienza cosmica nella prima dimensione. Le forme che si muovevano
in ordine erano i corpi globulari degli illuminati. Thoth andò in
tutti i sistemi solari e vide i diversi gradi di evoluzione raggiunti
nei pianeti più vicini e più lontani ai propri Soli. Gli uomini
definiscono quelle forme di vita come attivate dalla coscienza
conscia, anche se raramente la loro forma è quella umana. I
conquistatori dell’etere erano gli abitanti di Antares, la stessa
stirpe che venne sulla Terra in epoche passate. Avevano compreso il
segreto del viaggio interplanetario secoli fa, perché erano i più
illuminati del loro sistema solare. Materia e forma erano di loro
dominio. E dalla Madre Universale, erano capaci di creare ogni cosa
desiderassero.
Thoth imparò che l’uomo è universale, esistendo in ogni parte dello
spazio ed essendo parte integrante della coscienza cosmica. La forma
dell’uomo, per quanto riguardava la sua materialità, era una con la
materia di base delle stelle. Come i pianeti ruotano intorno al loro
sole, così il corpo materiale dell’uomo ruota intorno al suo sole
centrale, l’anima. Quando qualcuno libera la sua coscienza
dall’oscurità del disordine, diventa uno di quei maestri che operano
sul negativo dall’esterno. Il corpo dell’uomo è formato dalla sostanza
originale, la polvere cosmica, che è anche l’etere in cui i pianeti
fluttuano. Risolvere i misteri dello spazio spiega le cause delle
molte manifestazioni della Legge che, altrimenti, non potrebbe essere
capita. Thoth sapeva che avrebbe potuto esplorare senza fine la gemma
della verità, finché poi sarebbe passato al ciclo cosmico successivo.
Dopo, attraverso l’eternità, avrebbe potuto perseguire la conoscenza.
L’uomo in realtà non appartiene alla Terra né è realmente materiale
ma, in ultima analisi, è lo stesso fuoco divino. Thoth dà la chiave
alla libertà della coscienza dal materiale, e questa libertà apre il
cammino ad altri mondi e piani. Una volta ottenuta, l’uomo non è più
legato, ma libero. Solo attraverso la conoscenza si consegue la
capacità di liberarsi dal corpo terreno e diventare uno con la Luce.
Come lo spazio è predisposto a seguire la Legge, così anche l’uomo
deve generare ordine per elevarsi dal suo stesso essere. Quando
l’ordine e l’armonia di tutte le parti del suo essere sono perfetti,
allora non è più legato al piano della materia. E progredendo
attraverso la sua armonia con la Legge, può ascendere al piano
cosmico.
Per liberare la coscienza dal corpo, la cosa migliore da fare è
espandere il plesso solare, (il Fiore della Vita del corpo), e far
fluire la forza vitale affinché il corpo si rivitalizzi preparando la
coscienza ad andarsene, altrimenti questa ultima sarà riluttante a
lasciarlo.
Poi seguirà l’isolamento dalle impressioni sensorie esterne che
dovranno essere precluse in modo rapido.
Dopo che si raggiungerà il silenzio indotto dalla volontà, si dovrà
concentrare la coscienza sulla pineale, e si dovrà creare l’immagine
pensata o lo scenario del luogo dove si ha intenzione di andare.
Allora con un intenso sforzo di volontà diretto verso le giuste curve
sarete liberi dal corpo.
La coscienza cosmica, letteralmente parlando, si trova nella prima
dimensione o piano. E le sue armonie ed ordini sono tali che l’uomo,
mentre è ancora fisico, non può concepirne il perfetto movimento.
L’anima dell’uomo è un fuoco divino, una fiamma proiettata dal grande
fuoco seppure ancora uno con esso. L’uomo è la Luce nell’oscurità,
eppure separato nel potere e nell’ordine.
La vera preghiera è un ordine, ed è dedicata a stabilire un’armonia o
connessione tra l’anima o coscienza e la Coscienza Cosmica.
Quando l’uomo ha completamente liberato la sua anima dal legame della
materia, non è più soggetto al disordine od alla negatività, e può
cercare la saggezza alla sua fonte.
TAVOLA V
L’Abitante di Unal
Spesso sogno la perduta Atlantide, persa nei secoli che sono passati
nella notte. Epoche dopo epoche è esistita in bellezza, splendente
nell’oscurità della notte.
Grande nel potere, dominando il nato in Terra, Signore della Terra nei
giorni di Atlantide, Re delle nazioni, Maestro di saggezza, Luce in
Suntal, Custode della Via, dimorò nel suo Tempio il Maestro di Unal,
Luce della Terra nei giorni di Atlantide.
Maestro, Lui, era di un ciclo di là da noi, vivente in un corpo come
uno tra gli uomini. Non era come nato in terra, Egli di là da noi,
Sole di un ciclo, progredito più degli uomini.
Sappi, oh uomo, che Horlet il Maestro, non fu mai un figlio degli
uomini.
Lontano nel passato, quando Atlantide al principio crebbe in potenza,
apparve un essere con la Chiave della Saggezza, indicando la Via della
Luce a tutto.
Indicò a tutti gli uomini il cammino per la realizzazione, la Via
della Luce che fluisce fra gli uomini. Dominava l’oscurità, guida
dell’Anima umana in alto, verso le altezze che erano Uno con la Luce.
Egli divise i Regni in parti. Erano dieci, governati dai figli degli
uomini. Su un altro, costruì un Tempio, non edificato dai figli degli
uomini.
Fuori dall’Etere Egli chiamò la sua sostanza, plasmata e formata dal
potere di Ytolan nelle forme che costruì con la Sua mente. Per miglia
su miglia coprì l’isola. Spazio su spazio crebbe nella sua grandezza.
Nera, eppure non nera ma scura come lo spazio-tempo, e profonda nel
suo cuore era l’Essenza della Luce.
Rapidamente crebbe il Tempio nell’essere, plasmato e forgiato dal
Verbo dell’Abitante, richiamato dal senza forma in una forma.
Egli costruì poi nel Tempio grandi stanze, e le riempì con forme
richiamate dall’Etere, le colmò con la saggezza rievocata dalla Sua
mente.
Egli era senza forma all’interno del Suo Tempio, eppure si era formato
ad immagine degli uomini. Dimorava tra loro, eppure non era simile ma
era singolare e molto diverso dai figli degli uomini.
Egli scelse poi tra la gente, i Tre che divennero la sua porta
d’accesso. Egli scelse i Tre dai più sommi affinché divenissero i suoi
legami con Atlantide. Loro divennero messaggeri, latori del suo
consiglio per i Re dei figli degli uomini.
Egli condusse altri e gli insegnò la saggezza; insegnanti, loro, dei
figli degli uomini. Li stabilì sull’isola di Undal per farne
insegnanti di Luce agli uomini.
Ognuno di quelli che furono scelti così, doveva essere istruito per
quindici anni. Soltanto così avrebbe capito di essere Luce per i figli
degli uomini.
Così là fu edificato il Tempio, una dimora per il Maestro dell’uomo.
Io, Thoth, ho sempre cercato la saggezza, cercando nell’oscurità e
nella Luce. A lungo nella mia gioventù ho percorso il sentiero,
cercando sempre di apprendere nuova conoscenza. Finché dopo molte
fatiche, uno dei Tre mi portò la Luce. Mi portò i comandi
dell’Abitante attirandomi dall’oscurità alla Luce. Mi condusse davanti
all’Abitante, in profondità nel Tempio davanti al grande Fuoco.
Là sul grande trono, osservai l’Abitante, vestito di Luce ed ardente
di fuoco. Mi inginocchiai davanti a quella grande saggezza, sentendo
le onde della Luce scorrermi attraverso. Udii poi la voce
dell’Abitante:
“Oh oscurità, vieni alla Luce. A lungo hai cercato il cammino della
Luce. Ogni anima che sulla Terra scioglie le sue catene, presto sarà
resa libera dalla schiavitù della notte. Dall’oscurità ti sei levato e
ti sei avvicinato di più alla Luce della tua meta. Qui dimorerai come
uno dei miei figli, custode di testimonianze raccolte con la saggezza,
strumento della Luce dall’aldilà. Sei pronto per fare ciò che è
necessario, protettore di saggezza attraverso le ere dell’oscurità che
presto verranno sui figli degli uomini. Vivi qui ed assapora tutta la
saggezza. I segreti ed i misteri ti saranno svelati”.
Poi risposi, al Maestro dei Cicli, dicendo:
“Oh Luce che discendi agli uomini, dammi la tua saggezza, che io possa
essere un insegnante degli uomini. Dammi la tua Luce affinché io possa
essere libero”.
Mi parlò ancora, il Maestro:
“Era dopo era dovrai vivere attraverso la tua saggezza. Sì, quando su
Atlantide si rovesceranno le onde dell’oceano, conserverai la Luce,
anche se nascosta nell’oscurità, pronta a manifestarsi quando tu la
invocherai. Ora và, ed impara la grande saggezza. Cresci attraverso la
Luce dell’Infinito TUTTO”.
Poi a lungo dimorai nel Tempio dell’Abitante finché alla fine fui Uno
con la Luce.
Seguii poi il percorso verso i piani stellari e continuai il cammino
verso la Luce. Profondo nel cuore della Terra seguii il sentiero,
imparai i segreti, sotto come sopra; imparai il sentiero alle Sale di
Amenti; apprendendo la Legge che equilibra il mondo. Nelle camere
nascoste della Terra penetrai con la mia saggezza, profonde attraverso
la crosta della Terra, nel percorso nascosto per ere ai figli degli
uomini. Svelatomi davanti, acquisii più saggezza finché raggiunsi una
nuova conoscenza: capii che ogni cosa è parte del TUTTO, grande ed
ancora più grande di tutto ciò che conosciamo. Cercai il cuore
dell’Infinito attraverso le ere. In profondità e sempre più
profondamente, scoprii più misteri.
Ora, quando guardo indietro attraverso le ere, so che la saggezza è
senza vincoli, cresce sempre più grande attraverso le ere, Uno con
l’Infinito più grande del tutto.
C’era la Luce nell’antica Atlantide. Sì, ma anche l’oscurità era
nascosta nel Tutto. Così qualcuno che tra gli uomini si era elevato ai
vertici cadde dalla Luce nell’oscurità.
Loro diventarono orgogliosi per la propria conoscenza, orgogliosi del
loro posto tra gli uomini. Scavarono in profondità nel proibito ed
aprirono la porta che conduceva in basso.
Cercarono di acquisire sempre più conoscenza ma cercando di portarla
in alto dal basso.
Chi scende in basso deve avere equilibrio, altrimenti è vincolato
dalla mancanza della nostra Luce. Aprirono poi, con la loro
conoscenza, i percorsi proibiti all’uomo.
Nel Suo Tempio, vedendo tutto, l’Abitante stava nel Suo Agwanti,
mentre la Sua Anima vagava libera per Atlantide. Egli vide gli
Atlantidei, con la loro magia, aprire la porta che avrebbe portato
alla Terra una grande sventura. Quindi, velocemente, la Sua Anima
ritornò di nuovo nel corpo. Si levò dal Suo Agwanti. Chiamò i Tre
potenti messaggeri. Diede i comandi che sconvolsero il mondo.
Rapidamente l’Abitante discese in profondità sotto la crosta della
Terra alle Sale di Amenti. Quindi richiese che i Sette Signori
impugnassero i poteri: cambiò l’equilibrio della Terra. Ed Atlantide
s’inabissò sotto le onde oscure.
Fu distrutta l’apertura che era stata aperta; fu distrutta la porta
che portava in basso.
Tutte le isole furono distrutte tranne Unal, e parte dell’isola dei
figli dell’Abitante. Egli li preservò perché fossero insegnanti, Luci
sul cammino di quelli che sarebbero venuti dopo, Luci per i più
piccoli figli degli uomini.
Poi Egli chiamò me, Thoth, davanti a sé, e mi diede gli ordini per
tutto quello che dovevo fare, dicendo:
“Prendi, oh Thoth, tutta la tua saggezza. Raccogli tutte le tue
testimonianze. Prendi tutta la tua magia. Vai avanti come insegnante
degli uomini. Vai avanti preservando le testimonianze affinché nel
tempo la Luce cresca tra gli uomini. Sarai Luce attraverso i secoli,
nascosto seppure rintracciabile dagli uomini illuminati. Su tutta la
Terra, NOI ti diamo il potere e la libertà a tua volta di darlo o
toglierlo. Raduna ora i figli di Atlantide. Prendili e fuggi verso il
popolo delle caverne di roccia. Vola verso la terra dei figli di
Khem”.
Allora radunai i figli di Atlantide. Nella nave spaziale portai tutte
le mie testimonianze e quelle di Atlantide inabissata. Raccolsi tutti
i miei poteri, molti congegni della potente magia.
Poi ci sollevammo in alto sulle ali dell’alba.
Alti ci sollevammo sul Tempio, lasciandoci dietro i Tre e l’Abitante,
in profondità nelle Sale sotto il Tempio.
Giù sotto le onde s’inabissò il grande Tempio, chiudendo il sentiero
verso i Signori dei Cicli.
Eppure per sempre, a chi ha la conoscenza, sarà aperto il percorso ad
Amenti.
Veloci fuggimmo sulle ali del mattino verso la terra dei figli di
Khem. Là con il mio potere, li conquistai e li dominai. Innalzai alla
Luce i figli di Khem.
In profondità sotto le rocce occultai la mia nave spaziale, aspettando
il tempo in cui l’uomo sarebbe stato libero. Sopra la nave spaziale,
eressi un emblema con la forma di un leone seppure simile all’uomo.
Là, sotto la figura, riposa la mia nave spaziale, che sarà portata
fuori quando si presenterà la necessità.
Sappi, oh uomo, che nel lontano futuro gli invasori verranno fuori del
profondo. Allora dovrai svegliarti, tu che possiedi la saggezza.
Dovrai fare avanzare la mia nave e conquisterai con facilità.
In profondità sotto la figura giace il mio segreto. Cerca e trova
nella Piramide che ho edificato.
Ognuna dell’altra è la Pietra chiave; ognuna l’entrata che conduce
alla Vita. Segui la Chiave che ho lasciato dietro di me. Cerca, e la
porta alla Vita sarà tua. Cerca nella mia Piramide, in profondità nel
passaggio che termina con un muro. Usa la Chiave dei Sette, ed a te
sarà aperto il passaggio verso il basso.
Adesso ti ho dato la mia saggezza. Ora ti ho indicato la mia via.
Segui il percorso. Chiarisci i miei segreti. Ti ho indicato la via.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola V
Questa tavola è forse la più mistica, perché contiene anche
informazioni finora nascoste all’uomo. Thoth contempla le glorie di
Atlantide al suo apice, paragonandola al mondo che aveva intorno a
quel tempo.
L’Abitante di Unal, il Maestro Horlet, era il governatore di tutta la
Terra (con il potere cosmico che possedeva), anche se non interveniva
nel governo delle nazioni a meno che non fosse necessario.
Horlet non era del tutto di questo ciclo, ma era un’estensione di uno
dei Signori dei Cicli, manifestatosi in Terra per compiere certe
funzioni necessarie: aiutare a stabilire la conoscenza e l’armonia tra
gli uomini. Costituì i regni di Atlantide, dividendoli tra le razze e
ponendo i più evoluti come reggenti del resto degli uomini.
Quando costruì il Tempio di Unal modellò l’etere o sostanza primaria
per disporla a sua volontà, usando il potere di Ytolan per tenerla in
forma. Il Tempio, quadrato, era di tre miglia di lato e di un miglio
di altezza. In realtà non si trovava nello spazio tridimensionale, ma
nella nona dimensione e quindi nell’oscurità. Nessun’arma dalla terza
dimensione poteva danneggiarlo o perfino toccarlo, perché qualsiasi
cosa lanciatavi contro si sarebbe persa nelle curve della nona
dimensione. Aveva nel suo cuore l’essenza della Luce, perché là si
trovava la porta d’accesso ad Amenti, dove il Fiore della Vita arde
eternamente.
L’Abitante usò il Verbo per modellare la forma del Tempio. Il Verbo
poi espresso come Ytolan. Nel Tempio l’Abitante creò potenti macchine
di vario genere, formandole dalla materia prima ed attivandole a sua
volontà. Realizzate così avrebbero funzionato per sempre, perché la
volontà che forniva loro la potenza motrice è una cosa eterna.
Nel Tempio l’Abitante normalmente non si manifestava: in altre parole
il corpo fisico che occupava di volta in volta rimaneva all’interno
del Tempio mentre la sua coscienza era altrove.
Furono scelti Tre fra gli uomini più evoluti per essere messaggeri
dell’Abitante. Egli li istruì accuratamente sul proprio compito, e
tramite loro ne scelse altri che sistemò ad Undal, di fronte Unal,
affinché fossero educatori e sacerdoti, scienziati e filosofi di
Atlantide.
Thoth ebbe il suo primo contatto con l’Abitante tramite uno di questi
messaggeri. Fu condotto al suo cospetto nel Tempio del grande fuoco.
Questo fuoco non era il Fuoco della Vita, ma la radiazione causata dal
raccordo dello spazio del Tempio con quello di Amenti.
Thoth fu condotto davanti all’Abitante che, seduto sul trono,
rifletteva la Luce dalla porta d’accesso. A Thoth apparve
letteralmente rivestito di fuoco. Egli lo informò che era stato scelto
per essere il custode delle testimonianze, poiché l’Abitante poteva
vedere nel futuro dell’uomo e sapeva che i cambiamenti di coscienza
avrebbero portato un’onda di bassa evoluzione per la Terra. Sapeva
anche che sarebbero avvenute distruzioni di zone della superficie
terrestre. Così si dovevano prendere provvedimenti in modo che nulla
andasse perduto. Thoth aveva avuto questo privilegio per proprio
merito.
Il riferimento all’Abitante come Maestro dei Cicli è un riferimento ai
cicli terra, non ai cicli cosmici. Era il custode del progresso
dell’uomo da un ciclo terra all’altro. Thoth chiese di avere la
saggezza per poter offrire la propria conoscenza all’uomo.
A Thoth fu data la vita eterna affinché avesse potuto portare a
compimento il suo proposito. Rimase nel Tempio finché ebbe ricevuto la
completa illuminazione. A Thoth fu data la conoscenza per penetrare i
segreti di spazio tempo e materia, e con queste rivelazioni ebbe
accesso a segreti sempre più grandi.
Negli ultimi giorni di Atlantide, la grande onda di coscienza che
aveva arricchito i corpi degli uomini della Terra era passata a
Venere, e la coscienza che si riversò sui corpi delle masse proveniva
da Marte: questa era più materialistica della precedente.
Guardare nell’oscurità, invece che nella Luce, causò l’apertura di Yog-
Sog-Thoth, la porta del ciclo inferiore. Un po’ della coscienza
dell’onda precedente fu attratta dal potere materiale e penetrò nel
piano: forse fu questa la parte della loro natura che li ha trattenuti
dal progredire con i loro compagni.
Chi apre la porta al ciclo inferiore, deve essere un maestro,
altrimenti il suo potere non può essere così equilibrato da sostenere
chi va dal basso in alto.
Mentre gli uomini attuavano questo, l’Abitante era lontano dal suo
corpo ed era proiettato nel luogo dove ciò stava accadendo.
Quando l’Abitante vide quello che accadeva, tornò nel suo corpo,
chiamò i messaggeri e li mandò ad Atlantide, portandone alcuni ad
Undal. L’Abitante poi discese ad Amenti per forzare l’apertura delle
stanze nel canale attraverso il quale passa l’equilibrio della Terra.
Quando attraversò la piramide di forza, vi attirò sopra il potere dei
Sette e cambiò l’equilibrio della Terra da un canale all’altro,
chiudendo il precedente.
Il risultante inabissamento di Atlantide distrusse l’apertura,
eliminando le macchine che alteravano lo spazio avviate dagli
Atlantidei.
Thoth fu chiamato dall’Abitante che gli ordinò di procedere nelle
terre rimaste in superficie, radunando gli uomini di Undal e
raccogliendo le testimonianze dell’antica saggezza. Fu nominato
educatore e divulgatore di Luce.
Thoth raccolse le testimonianze, gli strumenti scientifici e le
macchine, e con i saggi di Atlantide entrò in una nave spaziale e volò
a Khem.
La potenza del motore della nave spaziale era data dall’energia
estratta dal sole ed accumulata. L’elettricità è una forma di
quell’energia derivata dalle emanazioni della piramide di forza.
Quando la nave spaziale partì, l’Abitante sigillò il Tempio e lo
inabissò con Undal sotto le onde. Poi Egli ed i Tre andarono altrove.
Thoth arrivò in Egitto e conquistò i barbari. Quindi nascose la nave
spaziale ed altri dispositivi da guerra sotto una grande roccia, che
fu poi scolpita come la Sfinge: quando arriverà il momento in cui gli
invasori attaccheranno la Terra dallo spazio, queste macchine saranno
portate in superficie per respingerli.
Thoth dà una chiave per aprire il passaggio nascosto dalla Piramide
alla Sfinge. La stessa chiave aprirà la porta della stanza che apre la
via ad Amenti.
TAVOLA VI
La Chiave della Magia
Ascolta, oh uomo, la saggezza della magia.
Ascolta la conoscenza dei poteri dimenticati.
Tanto, tanto tempo fa, nei giorni del primo uomo, cominciò la guerra
tra l’oscurità e la Luce. Gli uomini, allora come adesso, erano pieni
di oscurità e di Luce; e mentre in qualcuno l’oscurità aveva il
predominio, in altri la Luce riempiva l’anima.
Sì, annosa è questa guerra, l’eterna lotta tra l’oscurità e la Luce.
Ardentemente è combattuta nei secoli, usando strani poteri nascosti
nell’uomo.
In un luogo gli adepti sono stati colmati con la malvagità, lottando
sempre contro la Luce; ma altrove ce ne sono altri che, pieni di
splendore, hanno sempre sottomesso l’oscurità della notte.
In qualsiasi luogo possiate essere, in tutte le epoche ed i piani,
certamente conoscerete la battaglia con la notte.
Tanti secoli fa i Soli del Mattino, discendendo, trovarono il mondo
colmo con la notte. Là, in quel tempo passato, cominciò la battaglia,
l’annosa lotta tra l’oscurità e la Luce.
Molti, in quei tempi, erano così pieni d’oscurità che solo fievolmente
ardeva la Luce dalla notte.
Alcuni di loro erano maestri delle tenebre, e cercavano di coprire
tutto con la loro oscurità: tentavano di attirare gli altri nella loro
notte.
Intrepidamente gli si opponevano i maestri della luminosità:
intensamente combattevano l’oscurità della notte.
I maestri delle tenebre cercavano sempre di serrare i ceppi, le catene
che legavano l’uomo all’oscurità della notte. Usavano sempre la magia
nera, portata all’uomo dal potere dell’oscurità; la magia che
avvolgeva l’anima dell’uomo con l’oscurità.
Uniti insieme in un ordine, i Fratelli dell’Oscurità attraversarono le
epoche, rivali dei figli degli uomini. Camminarono sempre segreti e
nascosti, trovati ma celati per i figli degli uomini. Da sempre
camminarono e lavorarono nell’oscurità, nascosti alla Luce dalle
tenebre della notte.
Silenziosamente, segretamente, usarono il loro potere, rendendo
schiavi e legando le anime degli uomini.
Non visti vennero e non visti andarono. L’uomo, nella sua ignoranza,
chiamò Loro dal basso.
Oscura è la via che percorrono i Fratelli Neri, oscura di un’Oscurità
non della notte. Viaggiando sulla Terra, loro penetrano attraverso i
sogni dell’uomo. Hanno ottenuto il potere dall’Oscurità che li
circonda, chiamando altri Abitanti da fuori del loro piano, in vie che
sono oscure ed invisibili dall’uomo. I Fratelli Neri entrano nella
mente dell’uomo. Attorno ad essa tessono il velo della loro notte. È
là che, durante la sua vita, l’anima dimora in schiavitù. Legata dalla
catene del velo della notte. Sono potenti nella conoscenza proibita,
proibita perché è uno con la notte.
Ascolta, oh uomo, e segui il mio avvertimento: sii libero dalla
schiavitù della notte. Non arrendere la tua anima ai Fratelli
dell’Oscurità. Tieni sempre lo sguardo rivolto alla Luce. Non sai, oh
uomo, che la tua tristezza proviene solo dal velo della notte?
Sì, oh uomo, presta attenzione al mio avvertimento: concentrati sempre
verso l’alto, volgi la tua anima verso la Luce.
I Fratelli dell’Oscurità scelgono per fratelli coloro che hanno
percorso il cammino della Luce. Perché sanno bene che chi ha viaggiato
lontano verso il Sole nel suo percorso di Luce, ha un grande, ed
ancora più grande potere di avvolgere con l’Oscurità i Figli della
Luce.
Ascolta, oh uomo, chi viene da te. Ma pesa sulla bilancia se le sue
parole sono di Luce, perché molti camminano nella Luminosità Oscura e
non sono Figli della Luce.
È facile seguire il loro cammino, facile seguire il percorso che
fanno. Ma sì, oh uomo, ascolta il mio avvertimento: la Luce giunge
solo a chi si impegna. Duro è il percorso che conduce alla Saggezza,
duro è il cammino che conduce alla Luce. Troverai molte pietre sul tuo
cammino: molte le montagne che scalerai verso la Luce. Eppure sappi,
oh uomo, chi vincerà sarà libero nel percorso di Luce. Non seguire mai
i Fratelli Neri. Sii sempre un Figlio della Luce. Perché sappi, oh
uomo, alla fine la Luce deve vincere, ed oscurità e notte saranno
bandite.
Ascolta, oh uomo, e presta attenzione a questa saggezza: proprio come
l’Oscurità, così è la Luce.
Quando l’Oscurità sarà scacciata, e tutti i veli saranno rimossi, là
arderà dall’Oscurità la Luce.
Proprio come tra gli uomini esistono i Fratelli Neri, così esistono i
Fratelli della Luce. Sono antagonisti dei Fratelli dell’Oscurità e
cercano di liberare gli uomini dalla notte. Hanno poteri, grandi e
potenti.
Conoscendo la Legge, i Fratelli della Luce obbediscono. Operano sempre
in armonia ed ordine, liberando l’animo dell’uomo dalla schiavitù
della notte. Segreti e nascosti, camminano anche loro. Non sono
conosciuti dai figli degli uomini. Eppure sappi che camminano sempre
con te, indicando la Via ai figli degli uomini. Loro hanno sempre
combattuto i Fratelli Neri, conquistando e vincendo senza fine. La
Luce alla fine deve essere maestra, allontanando l’oscurità della
notte.
Sì, uomo, sii consapevole di questa conoscenza: accanto a te camminano
i Figli della Luce. Maestri loro del potere del Sole, eppure sempre
non visti, custodi degli uomini.
Aperto a tutti è il loro percorso, aperto a chi camminerà nella Luce.
Liberi sono Loro dalla Scura Amenti, liberi dalle Sale dove la Vita
regna suprema. Loro sono i Soli ed i Signori del Mattino, Figli della
Luce splendenti tra gli uomini.
Loro sono come l’uomo, eppure dissimili. Non furono mai divisi in
passato. Sono stati Uno nell’Unione eterna, dall’inizio alla fine di
tutto lo spazio, sin dal principio del tempo. Si sono elevati
nell’Unione con l’Uno Tutto, su dal primo spazio, formato e non
formato. Hanno dato all’uomo i segreti che li difenderanno e li
proteggeranno da tutto il male.
Chi percorrerà il cammino di maestro, dapprima dovrà essere libero
dalla schiavitù della notte. Deve vincere il senza forma ed il
confuso; deve vincere il fantasma della paura. Con la conoscenza deve
trarre giovamento da tutti i segreti, e percorrere il sentiero che
passa attraverso l’Oscurità, tenendo sempre davanti a sé la Luce della
sua meta. Incontrerà grandi ostacoli nel percorso, ma insisterà verso
la Luce del Sole.
Ascolta, oh uomo, il Sole è il simbolo della Luce che splende alla
fine della tua strada.
Ora ti do i segreti: come avvicinare il potere oscuro ed incontrare e
vincere la paura della notte. Solo conoscendoli puoi vincere; solo
conoscendoli puoi avere la Luce.
Ora ti do la conoscenza, nota ai Maestri, la conoscenza che vince
tutte le paure oscure.
Usa questo, la saggezza che ti do. Maestro tu sarai dei Fratelli della
Notte.
Quando in te capita un sentimento, che ti attira più vicino alla porta
oscura, esamina il tuo cuore e scopri se il sentimento che hai
proviene dall’interno. Se scopri l’Oscurità nei tuoi pensieri,
bandiscili dalla tua mente. Manda nel tuo corpo un’onda di vibrazione,
la prima irregolare e la seconda regolare, ripetendolo volta dopo
volta finché sarai libero. Inizia con l’Onda di Forza nel Centro del
tuo Cervello. Dirigila in onde dalla testa ai piedi.
Ma se trovi che il tuo cuore non è oscurato, sii certo che una forza
esterna è diretta a te. Solo con la conoscenza puoi vincerla. Solo con
la saggezza puoi sperare di essere libero. La conoscenza conduce alla
saggezza e la saggezza conduce al potere.
Raggiungila, ed avrai il potere su tutto.
Cerca prima un luogo legato all’Oscurità. Poni un cerchio intorno a
te. Stai in piedi in mezzo al cerchio. Adopera questa formula e sarai
libero. Alza le tue mani nello spazio oscuro davanti a te. Chiudi gli
occhi e ritirati nella Luce. Chiama lo Spirito della Luce dallo Spazio
Tempo, usando queste parole e sarai libero:
“Riempi il mio corpo, oh Spirito della Luce, colma il mio corpo con lo
Spirito della Luce. Vieni dal Fiore che risplende nell’Oscurità. Vieni
dalle Sale dove governano i Sette Signori. Li chiamo per nome, io, i
Sette: Tre, Quattro, Cinque e Sei, Sette, Otto, Nove. Li chiamo con i
loro nomi per aiutarmi, liberarmi e salvarmi dall’Oscurità della
notte: Untanas, Quertas, Chietal, e Goyana, Huertal, Semveta, Ardal.
Con i loro nomi li imploro, liberatemi dall’Oscurità e colmatemi di
Luce”.
Sappi, oh uomo, che quando avrai fatto questo, sarai libero dalle
catene che ti legano, eliminando la schiavitù dei Fratelli della
Notte. Non vedi che i nomi hanno il potere di liberare con la
vibrazione le catene che ti legano? Usali quando avrai bisogno di
liberare tuo fratello così che anche lui possa uscire dalla notte.
Tu, oh uomo, sei l’aiutante di tuo fratello.
Non lasciarlo rimanere nella schiavitù della notte.
Ora a te do la mia magia.
Prendila e dimora sul sentiero di Luce.
Luce in te, Vita in te, Sole possa tu essere nel ciclo successivo.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola VI
In questa tavola Thoth parla della magia, adottando il termine che
denota l’uso di potere sviluppato nella lotta tra le forze dell’Ordine
e del disordine. Questa lotta è seguita alla caduta dell’uomo nel
primo ciclo, e continuerà finché la Coscienza Cosmica sarà pronta a
passare attraverso Suntal.
Ci sono adepti che usano i grandi poteri del cosmo per distruggere
invece che per promuovere, perché la Legge opera sia per il bene che
per il male, positivo o negativo. Questi adepti che usarono la forza
cosmica per distruggere, erano i Fratelli Oscuri, maghi neri che
lottarono contro i Figli della Luce. Tentarono di tenere e respingere
quelli che i Figli della Luce tentavano di portare verso la Luce.
La Fratellanza Nera è l’antitesi della Fratellanza Bianca: una
distrugge, l’altra costruisce. La Fratellanza Nera adesso ha
un’organizzazione nota come Dugpas Nera, perché gli adepti hanno i
“chelas” come gli Adepti Bianchi. La loro organizzazione è impostata
come quella della Loggia Bianca e spesso ingannano gli uomini
facendogli credere di essere della Loggia Bianca. Aiutano le persone
ad ottenere certe cose e poteri finché le hanno prese in trappola, poi
quando non c’è via di scampo, le imprigionano. Per ottenere i loro
scopi hanno specifici poteri potenziati, come aprire la settima
dimensione e chiamare gli elementali. Hanno il potere di controllare
la mente attraverso il trasferimento del pensiero e l’ipnosi. Così ne
ottengono il controllo e la inducono al disordine. Se qualcuno si
arrende alla Fratellanza Nera e firma con il suo nome nel loro libro,
è vincolato a loro per tutta la durata dell’incarnazione.
L’anima dell’uomo non deve essere legata se desidera progredire nella
Luce. Arrendersi alle forze nere implica la sospensione della Luce.
L’uomo è ostacolato soltanto dalle catene dell’oscurità e del
disordine. Quindi deve diventare Luce ed ordine.
La Fratellanza Nera tenta sempre di demolire la persona che ha
raggiunto uno sviluppo durante il cammino di Luce, perché ha già
consolidato i poteri. È per questa ragione che una persona molto
evoluta deve resistere più di una persona poco o per niente evoluta.
Più si impara sulla Luce, paradossalmente, e si sa delle manipolazioni
del disordine e più si è stimati dalla Fratellanza Nera. È necessario
migliorare ragione ed equilibrio affinché possiamo distinguere
l’Oscurità dalla Luce, l’Ordine dal disordine, nelle parole di chi
viene da noi. Solo superando gli ostacoli e con continui sforzi si
raggiungerà l’obiettivo.
In opposizione alla Fratellanza Nera c’è la Loggia Bianca, che si
sforza continuamente di liberare gli uomini dal disordine e di
respingere i poteri della Fratellanza Nera. Se il ricercatore ha
veramente desiderio di Luce e non di potere, la Loggia Bianca si porrà
tra lui e la Fratellanza Nera, perché ha molto più potere di questa
ultima. Eppure ai Neri è concesso esistere, perché fanno parte
dell’Oscurità che l’uomo deve superare. La lotta tra le forze della
Fratellanza Nera e la Loggia Bianca è iniziata al principio di tutto.
I Maestri ed i Grandi Adepti della Loggia Bianca usano il potere del
Sole risvegliato nell’uomo per sostenere e proteggere. I Figli della
Luce – quelli che non hanno mai perso la loro unione originale – sono
anche custodi dell’uomo, il loro fratello. Sono custodi dei segreti
che allontanano l’Oscurità e che sono concessi a chi percorre la via
alla maestria.
Chi desidera essere un maestro, deve imparare la maestria delle Leggi
che regolano la manifestazione. Deve conquistare la paura e camminare
impavido nel sentiero della Luce.
Thoth mette a disposizione i segreti concernenti l’opera della Legge
di protezione. Solo conoscendo, potete acquisire.
Dovete usare la conoscenza data, altrimenti tutto è inutile. Molte
delle vibrazioni che sembrano negative, in realtà, appartengono al
vostro stesso sé, e non sono causa di condizioni esterne. La mancanza
di equilibrio mentale spesso dipende dal sorgere di tali pensieri
negativi, che percepiamo come se veramente operassero su noi entità o
forze esterne.
Applica la Luce della ragione all’inquietudine, cercando di capire se
è interiore o no. Se è interiore avvia una vibrazione dalla pineale e
dirigila ad onde irregolari in tutto corpo. Cioè, manda la prima onda,
conta uno, mandane un’altra, conta tre, un’altra onda, poi due e così
via.
Dopo averlo fatto per un po’, avviala con onde regolari in questo
modo: manda l’onda, conta uno, un’altra onda, due e così via.
Se analizzando, capisci che si tratta di una forza esterna, devi
andare in una stanza buia e fare un cerchio intorno a te, non
chiudendo il cerchio finché non ne sei all’interno, e segui la formula
data da Thoth.
La formula è valida per te stesso come per altri.
Il potere dato può essere usato.
TAVOLA VII
I Sette Signori
Ascolta, oh uomo, e comprendi la mia Voce.
Apri lo spazio-mente e bevi dalla mia saggezza.
Oscuro è il cammino della Vita che percorri. Sono molte le trappole
che si trovano sulla tua strada. Cerca di conquistare sempre maggiore
saggezza. Raggiungila e ci sarà sempre Luce sul tuo cammino.
Apri la tua Anima al Cosmo, oh uomo, e lasciali fluire insieme.
La Luce è eterna e l’Oscurità è momentanea.
Cerca sempre, oh uomo, la Luce.
Sappi sempre che appena la Luce colmerà il tuo essere, presto per te
l’Oscurità scomparirà.
Apri la tua anima ai Fratelli della Luminosità. Lasciali entrare e
colmati di Luce. Alza i tuoi occhi alla Luce del Cosmo. Rivolgi sempre
lo sguardo verso la meta. Soltanto conseguendo la Luce di tutta la
saggezza, sarai uno con la meta infinita. Cerca sempre l’Unità eterna.
Cerca sempre la Luce della meta.
La Luce è infinita e la Luce è finita, separata nell’uomo solo
dall’Oscurità. Cerca sempre di sollevare il Velo dell’Oscurità.
Conduciti insieme alla Luce nell’Uno.
Ascolta, oh uomo, senti la mia Voce che canta la canzone della Luce e
della Vita. In tutto lo spazio, prevale la Luce, circondando Tutto con
gli emblemi della fiamma. Cerca sempre nel Velo dell’Oscurità ed in
qualche luogo sicuramente troverai la Luce. Nascosto e sepolto,
perduto dalla conoscenza dell’uomo, profondo nel finito, esiste
l’Infinito. Perduta ma esistente, fluente in tutte le cose, vivente in
Tutto è la Mente Infinita.
In tutto lo spazio, c’è solo Una saggezza.
Anche se apparentemente diviso, c’è l’Uno nell’Uno. Tutto ciò che
esiste deriva dalla Luce, e la Luce deriva dal TUTTO.
Ogni cosa creata si basa sull’Ordine: la Legge governa lo spazio dove
dimora l’Infinito. Dall’equilibrio derivano i grandi cicli, muovendosi
in armonia verso la fine dell’Infinito.
Sappi, oh uomo, che lontano nello spazio tempo, lo stesso Infinito
dovrà passare il cambiamento. Odi ed ascolta la Voce della Saggezza:
sappi che tutto è TUTTO per sempre. Sappi che con il tempo puoi
perseguire la saggezza e trovare sempre più Luce sul tuo cammino. Sì,
scoprirai sempre che allontanandoti la tua meta ti eluderà di giorno
in giorno.
Tanto tempo fa, nelle Sale di Amenti, io, Thoth, mi trovavo davanti ai
Signori dei Cicli. Potenti, Loro, nei loro aspetti di potere. Potenti,
Loro, nella saggezza svelata.
Dapprima guidato dall’Abitante, li vidi. Ma in seguito fui libero di
trovarmi alla loro presenza, libero di entrare nel loro conclave a
volontà.
Spesso ho percorso l’oscuro cammino alla Sala dove risplende la Luce.
Imparai dai Maestri dei Cicli la saggezza portata dai cicli superiori
e la conoscenza portata dall’Infinito Tutto. Molte domande ho posto ai
Signori dei Cicli. Grande fu la saggezza che mi diedero. Ora io do a
te questa saggezza, proveniente dalla fiamma del Fuoco Infinito.
Nelle profondità delle Sale Oscure si trovano le Sette unità di
coscienza dai cicli superiori.
Loro si manifestano in questo ciclo come guide dell’uomo alla
conoscenza del Tutto.
Sono Sette, grandi nel potere, proferenti queste parole agli uomini
tramite me. Volta dopo di volta stavo davanti a loro, ascoltando le
parole che giungevano senza suono.
Una volta Loro mi dissero:
“Oh uomo, vuoi acquisire la saggezza? Cercala nel cuore della fiamma.
Vuoi acquisire la conoscenza del potere? Cercala nel cuore della
fiamma. Vuoi essere uno con il cuore della fiamma? Allora cerca in te
la tua fiamma nascosta”.
Molte volte Loro mi parlarono, insegnandomi la saggezza estranea al
mondo, indicandomi sempre nuove vie di luminosità, insegnandomi la
saggezza portata dall’alto. Mi diedero la conoscenza dell’effetto,
insegnandomi la Legge, l’ordine di Tutto.
Mi parlarono ancora i Sette, dicendo:
“Da lontano oltre il tempo Noi siamo venuti, oh uomo. Abbiamo
viaggiato da oltre lo Spazio-Tempo, sì, dal luogo della fine
dell’Infinito. Quando tu e tutti i tuoi fratelli eravate senza forma,
Noi fummo formati dall’ordine di TUTTO. Non siamo fatti come l’uomo
Noi, anche se una volta lo eravamo. Fuori dal Grande Vuoto Noi fummo
formati in ordine e per la Legge. Perché tu sai che quello che è
formato veramente è senza forma, avendo forma solo ai tuoi occhi”.
Ed i Sette mi parlarono ancora, dicendo:
“Figlio della Luce, oh Thoth, tu sei libero di attraversare il
percorso luminoso ascendente dove alla fine Tutti diventano Uno.
Noi fummo formati dopo il nostro ordine: Tre, Quattro, Cinque e Sei,
Sette, Otto, Nove. Sappi che questi sono i numeri dei cicli che Noi
discendiamo all’uomo. Ognuno ha qui un dovere da adempiere; ognuno ha
qui una forza da controllare. Eppure siamo Uno con l’Anima del nostro
ciclo. Eppure anche Noi stiamo cercando una meta. Molto lontano dal
pensiero dell’uomo, l’infinito si estende in un Uno più grande del
Tutto. Là, in un tempo che è anche un non tempo, dobbiamo Tutti
diventare UNO in un Uno più grande del Tutto. Tempo e spazio si stanno
muovendo in cerchi. Impara la loro Legge ed anche tu sarai libero.
Sì, dovrai essere libero per muoverti attraverso i cicli, superare i
guardiani che dimorano sulla porta”.
Poi mi parlò Egli del Nove dicendo:
“Epoche dopo epoche sono esistito, non conoscendo la Vita, e non
gustando la Morte. Perché sappi, oh uomo, lontano nel futuro, vita e
morte saranno uno con il Tutto. Ognuna così perfetta equilibrando
l’altra, che nessuna delle due esisterà nell’Unità del Tutto.
Negli uomini di questo ciclo la forza è emergente, ma la vita nella
sua crescita diventa uno con il Tutto.
Qui mi manifesto in questo vostro ciclo, eppure sono là, nel vostro
futuro del tempo.
Eppure per me il tempo non esiste, perché nel mio mondo il tempo non
esiste, perché Noi siamo senza forma.
Noi non abbiamo la vita eppure abbiamo l’esistenza, più piena e più
grande e più libera di te.
L’uomo è una fiamma legata ad una montagna, ma Noi nel nostro ciclo
saremo sempre liberi. Sappi, oh uomo, che quando progredirai nei cicli
che si prolungano sopra, la vita stessa passerà all’Oscurità e rimarrà
soltanto l’essenza dell’Anima”.
Poi mi parlò il Signore dell’Otto dicendo:
“Tutto quello che sai è solo una minima parte. Non hai ancora toccato
il Grande. Lontano dallo spazio dove la Luce regna suprema, io venni
alla Luce. Fui formato, ma non come sei formato tu.
Corpo di Luce era la mia forma senza forma. Non conoscevo la Vita e
non conoscevo la Morte, eppure sono maestro di tutto quello che
esiste. Cerca di trovare il sentiero attraverso le barriere. Viaggia
sulla via che conduce alla Luce”.
Ancora mi parlò il Nove dicendo:
“Cerca di trovare il sentiero all’aldilà. Non è impossibile giungere
ad una coscienza superiore. Perché quando Due sono diventati Uno ed
Uno è diventato il Tutto, sappi che la barriera si è sollevata, e sei
reso libero dalla strada.
Cresci dalla forma al senza forma. Potrai essere libero dalla strada”.
Quindi attraverso le ere ascoltai, imparando la via al Tutto. Ora io
innalzo il mio pensiero al Tutto. Ascolta ed odi quando chiama.
“Oh Luce, tutto pervadente, Uno con Tutto e Tutto con Uno, fluisci in
me attraverso il canale. Entra così che io possa essere libero.
Rendimi Uno con l’Anima Unitaria, splendendo nell’Oscurità della
notte. Rendimi libero dallo spazio tempo, libero dal Velo della notte.
Io, un Figlio della Luce, comando: sia Libero dall’Oscurità”.
Sono senza forma per l’Anima Luce, senza forma eppure splendente di
Luce. So che i legami dell’Oscurità devono essere infranti e cadere
davanti alla Luce.
Ora offro questa saggezza. Potresti essere libero, oh uomo, vivendo
nella Luce e nella luminosità. Non distogliere il tuo sguardo dalla
Luce. La tua anima dimora nei reami della luminosità. Sei un Figlio
della Luce.
Volgi i tuoi pensieri interiormente, non all’esterno. Cerca la tua
Anima di Luce all’interno. Sappi che tu sei il Maestro. Qualsiasi cosa
proviene dall’intimo. Accresci i regni della luminosità. Volgi sempre
il tuo pensiero alla Luce.
Sappi essere uno con il Cosmo, una fiamma ed un Figlio della Luce.
Ora ti do un avvertimento: non lasciare che il tuo pensiero ti
distolga. Sappi che la luminosità fluisce nel tuo corpo eternamente.
Non volgerti verso la Luminosità Oscura, proveniente dai Fratelli del
Nero. Tieni sempre lo sguardo rivolto in alto e la tua anima in
sintonia con la Luce.
Ricevi questa saggezza e seguila.
Ascolta la mia Voce ed obbedisci.
Segui il percorso verso la luminosità, e sarai Uno con il cammino.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola VII
Questa tavola inizia con l’ordine di aprire la mente alla saggezza di
Thoth. Egli dice che la vita è piena di ostacoli che devono essere
superati. Si deve permettere alla Luce del Cosmo di fluire e
manifestarsi. La meta di tutta la ricerca deve essere l’unione con la
Coscienza Cosmica, altrimenti c’è limitazione.
La Luce è sia finita che infinita, perché Dio, la Coscienza Cosmica, è
Luce e tutte le cose manifeste e nascoste sono una parte di Dio.
Quindi, non può esserci separazione. Perfino sotto la coltre
dell’Oscurità, che noi chiamiamo negativo, è nascosta l’essenza della
Luce pronta a scaturire quando si solleva il velo.
Il Cervello Infinito è perduto alla comprensione degli uomini, poiché
non si rendono conto che ogni cosa non è altro che una manifestazione
separata dell’unico Cervello Cosmico.
Tutte le caratteristiche della saggezza, sia in Dio che nell’uomo,
sono parti di un’unica saggezza che si manifesta in canali diversi.
La Legge e l’Ordine sono le regole fondamentali di tutta la creazione,
sia in Dio che nell’uomo. Perché solo nell’Ordine si trova equilibrio.
Thoth parla ancora del nostro lontano passato, prima che Atlantide
s’inabissasse. Il suo inizio fu tramite l’Abitante, poi conobbe la
chiave e fu in grado di entrare da solo. Che differenza dai
ricercatori odierni che avuta la chiave la utilizzano.
I Signori dei Cicli parlarono a Thoth dei cicli futuri, in modo che
avesse la loro conoscenza anche se non sarebbe potuto penetrare
tramite Suntal nei cicli più alti.
Thoth promise di offrire la saggezza acquisita.
Ci dice che i Signori sono Guide per l’uomo – e lo sono – perché
insegnano quelle cose che sono di là dalla capacità di questa
Coscienza Cosmica, e dunque egli acquisì la conoscenza dell’estensione
dello I.Yoδ.
Secondo l’antico simbolismo, la saggezza si trovava nella fiamma.
Il fuoco, derivante dal non manifesto, esiste per un periodo nel
manifesto e poi ritorna nel non manifesto. Così diventa il simbolo
della coscienza che proviene dal non manifesto, esiste per un periodo
nel corpo fisico per poi ritornare nuovamente nel non manifesto. In
sostanza si dice all’uomo di cercare la saggezza nella sua coscienza.
I Sette erano venuti da oltre il ciclo tempo limitato, dipendendo
dalla radiazione dell’atomo originale infinito. I Sette erano parte
della Coscienza Cosmica prima di noi che derivò dallo I.Yoδ, e furono
formati mentre noi facevamo ancora parte del disordine.
Si svilupparono prima dell’epoca dell’uomo, anche se quando occuparono
questo ciclo cosmico apparivano come uomini. La Coscienza alla fine è
informe e flessibile, e può assumere la forma di qualsiasi concetto
concepito.
Si dice a Thoth di essere libero di percorrere il cammino finché si
sarà completato il ciclo finale nel quale quello che un tempo era
nell’Uno ritornerà ancora nell’Uno.
Le Coscienze Cosmiche, che occupano i cicli cosmici superiori, furono
formate in sequenze ordinate, non tutte in una volta. Ce ne sono Sette
oltre a noi, in altre parole più lontano nello spazio dallo I.Yoδ.
Questi Signori, anche se si manifestano qui, sono ancora collegati con
la propria Coscienza Cosmica.
L’infinito è quello spazio più grande, da noi chiamato trascendentale.
Quando gli I.Yoδ hanno completato la loro estensione nello spazio
infinito, si uniranno al Latore della Fiaccola nello spazio
trascendentale.
Si devono conoscere le spirali di Spazio-Tempo prima di potervi
entrare. Si sviluppa il potere di muoversi attraverso spazio e tempo
solo dopo averli conosciuti. Vita e Morte esistono solo come termini
comparativi. Ogni cosa ha il suo opposto: togliete un polo e l’altro
cessa di esistere. Nel piano della coscienza nel quale si manifesta la
più alta Coscienza Cosmica del Nove, la morte non è conosciuta: quindi
la vita non è conosciuta. C’è solo esistenza, immortale ed eterna,
senza variazione del punto focale di manifestazione o perdita di
coscienza conscia. Quando l’uomo vince la morte, ha anche dominato la
vita e per lui cessano entrambe di esistere. Il Signore del Nove è
senza tempo nel proprio piano, perché il tempo è il risultato
dell’esistenza della materialità, e la nona Coscienza Cosmica non
manifesta una materialità.
L’animo dell’uomo è una fiamma che è legata ad una montagna, la carne.
Quando diventiamo Uno con lo I.Yoδ nel completamento finale del
cerchio infinito, materialità e vita, che sono uno con la morte,
cesseranno di esistere.
Anche nell’ottavo ciclo, la vita e la morte sono uno e vi si manifesta
solo l’esistenza eterna. L’ottavo ciclo cosmico è il ciclo della Luce,
perché qui la Luce infinita si concentra sul disordine mandato dal
nono ciclo, rompendolo in parti che sono trasmesse ai cicli cosmici
inferiori. Il disordine che cambia in ordine è la base di ogni cosa.
La Luce è maestra di tutto quello che esiste.
È possibile procedere nel ciclo cosmico superiore quando le due parti
di un’unità di coscienza diventano uno e tutte le altre parti sono
diventate uno con l’Uno diventando Tutto.
Thoth afferma chiaramente che tutte le parti della sua unità sono uno,
quando dice che la sua meta è il Tutto. Thoth utilizza una preghiera
alla Luce, che, come sempre, termina con un comando.
Alla Luce quello che noi definiamo forma è senza forma, perché solo
nella Luce esiste la vera realtà. Thoth offre liberamente la sua
saggezza affinché anche altri possano percorrere lo stesso cammino.
Ordina ai suoi seguaci di rivolgere lo sguardo sempre verso la Luce,
dirigendo i propri pensieri verso il maestro interiore. Si devono
dunque evitare le brillanti promesse del potere materiale dei Fratelli
Neri.
TAVOLA VIII
La Chiave dei Misteri
A te, oh uomo, ho dato la mia conoscenza. A te ho dato la Luce. Ora
ascolta e ricevi la mia saggezza portata dai piani dello spazio
superiore ed ancora oltre.
Non sono come l’uomo perché mi sono reso libero da dimensioni e piani.
In ciascun piano assumo un corpo nuovo. In ciascun piano cambio la mia
forma. Adesso so che il senza forma è tutto quanto è la forma.
Grande è la saggezza dei Sette. Potenti sono Loro dall’aldilà. Loro si
manifestano attraverso il proprio potere, riversato dalla forza
dall’aldilà.
Ascolta queste parole di saggezza. Ascolta e falle tue. Trovale nel
senza forma. Trova la chiave all’aldilà. É mistero la conoscenza
nascosta. Conosci e svelerai. Trova la saggezza profondamente nascosta
e sii maestro di Oscurità e di Luce.
Profondi sono i misteri intorno a te, nascosti i segreti dei tempi
antichi. Cerca con le Chiavi della mia Saggezza. Certamente troverai
la via. L’accesso al potere è segreto, ma chi lo raggiunge lo
riceverà. Guarda la Luce, oh fratello mio! Apri e riceverai. Inoltrati
nella valle dell’Oscurità. Vinci l’Abitante della notte. Tieni sempre
lo sguardo verso il Piano-Luce, e sarai Uno con la Luce.
L’uomo si trova nel processo di cambiare in forme che non appartengono
a questo mondo. Cresce nel tempo verso il senza forma, un piano del
ciclo superiore. Sappi che dovrai diventare senza forma prima di poter
essere uno con la Luce.
Ascolta, oh uomo, la mia voce che ti parla dei percorsi verso la Luce,
indicandoti la via alla realizzazione, quando sarai Uno con la Luce.
Cerca i misteri del cuore della Terra. Impara la Legge che esiste
mantenendo le stelle nel loro equilibrio con la forza del vapore
primordiale. Cerca la fiamma della Vita della Terra. Riempiti con lo
splendore della sua fiamma. Segui il percorso triangolato finché anche
tu sarai una fiamma.
Parla con parole senza voce a chi abita al di sotto. Entra nel Tempio
Blu ed immergiti nel fuoco di tutta la vita.
Sappi, oh uomo, che sei complesso, un essere di terra e di fuoco.
Lascia che la tua fiamma splenda fulgidamente, che tu sia solo fuoco.
La saggezza è nascosta nell’Oscurità.
Quando sarai illuminato dalla fiamma dell’Anima, troverai la saggezza
e sarai un Nato-Luce, un Sole della Luce senza forma. Cerca sempre più
saggezza. Trovala nel cuore della fiamma. Sappi che solo lottando la
Luce può riversarsi nella tua mente. Ora ho parlato con saggezza.
Ascolta la mia Voce ed obbedisci. Strappa i Veli dell’Oscurità.
Splendi, Luce, sulla Via.
Parlo dell’Antica Atlantide, parlo dei giorni del Regno delle Ombre,
parlo dell’avvento dei figli delle ombre. Furono chiamati fuori delle
profondità dalla saggezza degli uomini della Terra allo scopo di
conquistare grande potere.
In un lontano passato, prima dell’esistenza di Atlantide, là c’erano
uomini che ricercavano nell’Oscurità, usando la magia nera ed evocando
esseri dalle profondità sotto di noi. Così essi entrarono in questo
ciclo. Erano, senza forma, appartenenti ad un’altra vibrazione,
vivendo non visti dai figli degli uomini della Terra. Solo attraverso
il sangue sarebbero potuti essere formati. Solo tramite l’uomo
avrebbero potuto vivere nel mondo.
Nelle epoche passate furono vinti dai Maestri, ricacciati giù nel
luogo da dove provenivano. Ma ce ne furono alcuni che rimasero,
nascosti in luoghi e livelli sconosciuti all’uomo. Vivevano ad
Atlantide come ombre, ma a volte comparivano tra gli uomini.
Sì, quando si offriva il sangue, venivano per dimorare tra gli uomini.
Sotto sembianze umane si diffusero tra noi, ma solo a prima vista
erano come gli uomini. Avevano la testa di serpente, se si eliminava
l’incantesimo, ma erano visibili all’uomo in sembianze umane.
S’insinuavano nelle Assemblee, assumendo forme simili all’uomo,
trucidando con le loro arti i capi dei regni, assumendone le sembianze
e regnando sugli uomini. Potevano essere scoperti solamente per mezzo
della magia. Solo per mezzo del suono i loro volti potevano essere
visti. Dal regno delle tenebre cercavano di distruggere l’uomo e
governare al suo posto.
Ma, sappiate, i Maestri erano potenti in magie, capaci di sollevare il
Velo dal volto del serpente, capaci di ricacciarlo da dove era venuto.
Vennero all’uomo e gli insegnarono il segreto, il Verbo che solo un
uomo poteva pronunciare. Rapidi allora sollevarono il Velo dal
serpente e lo cacciarono dalla terra degli uomini.
Eppure, attenzione, il serpente vive ancora in un posto che a volte è
accessibile al mondo. Non visti camminano tra voi in luoghi dove si
compiono i riti. Di nuovo, in futuro riprenderanno sembianze umane.
Possono essere chiamati dal Maestro che conosce il bianco od il nero,
ma solo il Maestro bianco riesce a controllarli e li può legare mentre
sono incarnati.
Non cercare il regno delle ombre perché certamente il male apparirà.
Solo il Maestro di luminosità conquisterà l’ombra della paura.
Sappi, oh fratello mio, che la paura è un ostacolo enorme. Sii maestro
di tutto ciò che è Luce, e l’ombra sparirà presto. Ascolta e segui la
mia saggezza, la voce della Luce è chiara. Non cercare la valle
dell’ombra e solo la Luce apparirà.
Ascolta, oh uomo, la mia profonda saggezza. Parlo della conoscenza
nascosta all’uomo. Sono stato lontano nel mio viaggio attraverso lo
Spazio-Tempo, sino alla fine dello spazio di questo ciclo. Lì ho
trovato la Grande Barriera, resistente all’uomo che tenta di uscire da
questo ciclo. Sempre attenti i Bracchi della Barriera, sono in attesa
di chi tenterà di passare. In quello spazio dove il tempo non esiste,
vagamente sentii i guardiani dei cicli. Si muovono solo attraverso gli
angoli. Non sono liberi di muoversi nelle dimensioni curve.
Strani e terribili sono i Bracchi della Barriera. Inseguono la
coscienza sino ai limiti dello spazio. Non pensare di fuggire
rientrando nel tuo corpo, perché loro veloci inseguono l’Anima
attraverso gli angoli. Solo il cerchio può darti protezione e salvarti
dagli artigli dell’Abitante degli Angoli.
Una volta, in un tempo passato, mi sono avvicinato alla grande
Barriera, ed ho visto ai confini dove il tempo non esiste le figure
senza forma dei Bracchi della Barriera.
Sì, li ho trovati nascosti nella foschia oltre il tempo; e loro,
fiutandomi in lontananza, si sono drizzati ed hanno ululato il segnale
d’allarme che si può sentire di ciclo in ciclo e si sono mossi
attraverso lo spazio, verso la mia Anima.
Prontamente sono fuggito davanti a loro, tornando dall’inconcepibile
limite del tempo.
Ma dopo mi inseguirono sempre, muovendosi in strani angoli non
conosciuti all’uomo. Sì, al grigio confine del limite dello Spazio-
Tempo, ho trovato i Bracchi della Barriera, infuriati per l’Anima che
tenta l’aldilà.
Fuggii attraverso i cerchi tornando nel mio corpo. Fuggii, e veloci
m’inseguirono.
Sì, i predatori mi inseguirono, cercando attraverso gli angoli di
divorare la mia Anima.
Sì, sappi oh uomo, che l’Anima che tenta di passare la Barriera può
cadere in schiavitù dei Bracchi dal di là del tempo, trattenuta finché
questo ciclo sarà tutto completato e rilasciata solo quando la
Coscienza se ne va.
Sono rientrato nel mio corpo. Ho creato i cerchi che non contengono
angoli, ho creato la forma che ebbe origine dalla mia forma. Ho posto
il mio corpo in un cerchio perdendo gli inseguitori nei cerchi del
tempo. Ma, anche allora, quando sono libero dal mio corpo, devo sempre
essere cauto a non muovermi attraverso angoli, altrimenti la mia anima
non potrebbe mai essere libera.
Sappi che i Bracchi della Barriera si muovono sempre per angoli e mai
nelle curve dello spazio. Solo muovendoti per curve puoi sfuggire
loro, perché negli angoli t’inseguiranno.
Oh uomo ascolta il mio avvertimento: non cercare d’infrangere
l’accesso all’aldilà.
Sono pochi quelli che riescono ad oltrepassare la Barriera verso la
grande Luce che splende al di là, perché sappi che sempre i Guardiani
cercano simili Anime da trattenere in loro schiavitù.
Ascolta, oh uomo, e presta attenzione al mio avvertimento; cerca di
non spostarti mai in angoli ma solo in curve. Se quando sei libero dal
tuo corpo senti chiaramente un suono simile ad un latrato chiaro e
sonoro di un Bracco ed un richiamo dal tuo corpo, torna verso di esso
in cerchi, non penetrare prima la foschia. Quando sei entrato nel
corpo in cui dimori, usa la croce ed il cerchio uniti.
Apri la bocca ed usa la tua Voce. Pronuncia il Verbo e sarai libero.
Solo chi ha il massimo della Luce può sperare di oltrepassare i
Guardiani della via. E poi deve spostarsi attraverso strane curve ed
angoli formati in direzioni sconosciute all’uomo.
Ascolta, oh uomo, e stai attento al mio avvertimento: nel percorso non
tentare di oltrepassare i Guardiani della via. Piuttosto dovresti
cercare di ottenere la tua Luce e prepararti a superare il passaggio
sulla via.
La Luce è il tuo fine ultimo, oh fratello mio. Cerca e trova sempre la
Luce nel tuo cammino.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola VIII
Thoth ha raggiunto il potere della maestria, e quindi la capacità di
penetrare in ogni mondo interdipendente e là assumere una forma, ed
anche la facoltà di entrare negli spazi interni della quarta
dimensione.
Le chiavi di saggezza si trovano nei simboli. Solo chi cerca i
significati nascosti trova la via. Nell’uomo c’è costante mutamento ed
evoluzione, sia materiale che spirituale. Nello stesso modo si evolve
la coscienza che in definitiva è senza forma. Alla fine raggiunge quel
ciclo cosmico in cui nessuna materia si manifesta nella forma.
Thoth dice di studiare i misteri interni della Terra ed impararne
l’equilibrio.
La piramide di forza è composta dall’essenza di quella forza, che fa
sì che gli atomi respingano le particelle di sé stessi. L’uomo deve
trovare la piramide e rimanere sia nel corpo che in proiezione davanti
ad essa, per ricevere la sua forza universale.
Ci dice anche di entrare nel Tempio illuminato di blu che è la grande
Sala di Amenti, dove sono i Sette. L’uomo è sia corpo che coscienza,
ma la coscienza, la fiamma, deve assorbire il corpo, la terra. Solo
attraverso l’impegno si può trovare la saggezza, nascosta
nell’Oscurità. Eppure, in quella saggezza, l’essenza della fiamma
esiste ed in questa si trova la vera saggezza.
Il Regno delle Ombre era quello dell’ottava di vibrazione in cui si
trovavano le entità portate dal ciclo cosmico inferiore quando l’uomo
aveva aperto l’accesso. Questo accadeva nel Terzo ciclo, o Polare, ed
i ricercatori nell’Oscurità erano uomini che amavano i poteri
materiali piuttosto che destinare la loro vita alle cose spirituali.
Questi esseri evocati erano senza forma, giacché era stata destata
solo la coscienza, dato che i corpi si sarebbero dovuti formare qui.
Loro, come gli elementali, erano esseri separati dalla propria
coscienza cosmica e dalla sua forma creativa, ma non erano in grado di
unirsi a questo ciclo, perché non avevano sviluppato le sue curve
primarie. Solo con la volontà dell’uomo e la separazione dello spirito
dal sangue avrebbero potuto prendere forma. I maestri avevano
ricondotto molti di loro attraverso l’entrata inferiore, ma ce ne
furono alcuni che erano rimasti nel luogo costruito per loro, venendo
solo al richiamo del loro nome e con sacrifici di sangue. Presero
sembianze umane, ma il loro vero aspetto era il corpo di uomo o donna
con la testa di serpente.
Erano in grado di proiettare un incantesimo ipnotico intorno a loro ed
apparire assumendo sembianze umane. È questo il fondamento della
credenza dei poteri ipnotici del serpente. Assunsero le
caratteristiche dei leader che segretamente avevano ucciso. E
gradatamente, loro e gli uomini che li avevano richiamati, presero il
controllo delle nazioni. Avevano sembianze umane, ma c’era una parola
che non sapevano pronunciare e che veniva insegnata ai maestri degli
uomini. E divenne Legge che ogni uomo che avesse incarichi doveva
pronunciare questa parola davanti al popolo ogni mese lunare. Se
sbagliava, era ucciso. Questo li rimosse dalla posizione che avevano
tra gli uomini, e così gradatamente furono dimenticati, ma alcuni sono
rimasti ai propri posti, incapaci di entrare perché l’uomo dimenticò i
riti per convocarli. La parola che non potevano pronunciare era
Kininigen.
Sia il Maestro della magia bianca che della nera li può convocare, ma
solo un Maestro bianco ha il potere di controllarli. Governano con la
paura. Vincete la paura, ed avrete raggiunto la Luce.
Thoth afferma che è stato a Suntal ed ha perfino visto la sesta
dimensione. Dice che vi sono Guardiani capaci di muoversi tramite
angoli e mai in curve. La coscienza proiettata che tenta di penetrare
la sesta dimensione sarà infallibilmente attaccata dai Bracchi della
Barriera. Solo muovendosi nello spazio tramite cerchi si può sfuggire
ai Bracchi. C’è protezione solo nel cerchio. Ritornare nel corpo non
aiuta. Tuttavia, non ci si può avvicinare a loro per caso.
Thoth aveva avuto quest’esperienza nel passato ed aveva imparato ad
essere cauto. Tentò di passare l’accesso, Suntal, ed i guardiani
andarono da lui. Conosceva la Legge dei cerchi ed angoli e tramite ciò
li eluse, tornando nel suo corpo e completando la protezione. I
Bracchi della Barriera non divorano o distruggono l’anima
letteralmente, ma le impediscono altre manifestazioni finché questo
ciclo cosmico è terminato, poi potrà unirsi alla coscienza cosmica
successiva. Perfino dopo aver compiuto la sua protezione, stava
attento a non avvicinarsi alla sesta dimensione con movimenti
angolari.
Thoth ripete ancora il suo avvertimento sul movimento tramite le
curve. Dice anche di non tentare di passare Suntal prima del tempo,
perché solo pochi hanno avuto successo. Dice anche come riconoscere i
Guardiani.
TAVOLA IX
La Chiave della Libertà dello Spazio
Ascolta, oh uomo, senti la mia voce che ti insegna la Saggezza e la
Luce in questo ciclo, t’insegna come allontanare l’Oscurità, t’insegna
come portare la Luce nella tua vita.
Cerca, oh uomo, di trovare il grande percorso che conduce alla Vita
eterna come un Sole.
Allontanati dal velo dell’Oscurità. Cerca di diventare una Luce nel
mondo. Fai di te stesso un recipiente di Luce, un focus per il Sole di
questo spazio.
Alza gli occhi al Cosmo. Alza gli occhi alla Luce. Parla con le parole
dell’Abitante, con il canto che richiama la Luce. Canta la canzone
della libertà. Canta la canzone dell’Anima. Crea l’alta vibrazione che
ti renderà Uno con il Tutto. Fondi tutto te stesso con il Cosmo.
Cresci nell’Uno con la Luce. Sii un canale dell’ordine, un percorso
della Legge al mondo.
La tua Luce, oh uomo, è la grande Luce, risplendente attraverso
l’ombra della carne. Devi rialzarti libero dall’Oscurità, prima che tu
sia Uno con la Luce.
Ombre d’Oscurità ti circondano. La Vita ti colma con il suo flusso. Ma
sappi, oh uomo, devi sollevarti, ed andare lontano dal tuo corpo verso
i piani che ti circondano, eppure sono Uno con te.
Guarda intorno a te, oh uomo. Guarda la tua Luce riflessa. Sì, la tua
Luce si diffonde anche attraverso il velo dell’Oscurità intorno a te.
Cerca sempre la saggezza. Non lasciare che il tuo corpo ti tradisca.
Serbalo sul sentiero dell’onda di Luce. Illumina la via oscurata.
Sappi che la saggezza è durevole, esistente da prima che iniziasse il
Tutto-Anima, creatore dell’armonia dal Caos per la Legge che esiste
sulla Via.
Ascolta, oh uomo, la lezione della saggezza. Ascolta la voce che parla
del passato. Sì, ti parlo della conoscenza dimenticata, ti parlo della
saggezza nascosta nel passato, persa nella foschia dell’oscurità
attorno a me.
Sappi, oh uomo, che tu sei l’estremo di tutte le cose. La conoscenza
di questo è dimenticata, persa quando l’uomo fu messo in schiavitù,
schiavo ed incatenato con le catene dell’Oscurità.
Tanto, tanto tempo fa, mi spogliai del corpo. Vagai libero nella
vastità dell’etere, girai intorno agli angoli che tengono in schiavitù
l’uomo. Sappi, oh uomo, che sei solo uno spirito. Il corpo non è
nulla. L’Anima è Tutto. Non lasciare che il tuo corpo sia una catena.
Liberati dall’Oscurità e viaggia nella Luce. Liberati del corpo, oh
uomo, e sarai libero. Sei realmente una Luce che è Uno con la Luce.
Quando sarai libero dalle catene dell’Oscurità e viaggerai nello
spazio come un Sole della Luce, saprai che lo spazio non è sconfinato,
ma veramente vincolato da angoli e curve. Sappi, oh uomo, che tutto
ciò che esiste è solo un aspetto delle più grandi cose ancora a
venire. L’argomento è fluido e si sparge come una corrente,
costantemente da una cosa ad un’altra.
Attraverso le ere è esistita la conoscenza; non è mai cambiata, anche
se nascosta nell’Oscurità; non si è mai perduta, anche se dimenticata
dall’uomo.
Sappi che da un capo all’altro dello spazio che abiti, ce ne sono
altri così grandi come il tuo, interconnessi tramite il cuore della
tua materia, eppure separati nel loro proprio spazio.
Una volta, in un tempo a lungo dimenticato, io, Thoth, aprii l’accesso
e penetrai in altri spazi imparando i segreti nascosti.
Profondi nell’essenza della materia ci sono molti segreti nascosti.
Nove sono le dimensioni interconnesse, e Nove sono i cicli dello
spazio. Nove sono le espansioni della coscienza, e Nove sono i mondi
dentro i mondi. Sì, Nove sono i Signori ed i Cicli che provengono da
sopra e da sotto.
Lo spazio è pieno di quelli nascosti, perché lo spazio è diviso dal
tempo. Cerca la chiave allo Spazio-Tempo, ed aprirai l’accesso. Sappi
che da un capo all’altro dello Spazio-Tempo la coscienza esiste
veramente. Sebbene sia nascosta alla nostra conoscenza, eppure esiste
per sempre.
La chiave ai mondi dentro di te si trova solo nell’intimo, perché
l’uomo è la porta del mistero e la chiave è l’Uno nell’Uno.
Cerca all’interno del cerchio. Usa il Verbo che ti darò. Apri la porta
dentro di te, e certamente anche tu vivrai. Uomo, tu pensi di vivere,
ma sappi che la vita è dentro la morte, perché sicuramente finché sei
legato al tuo corpo, per te la vita non esiste.
Soltanto l’Anima è libera dallo spazio, ha vita che è realmente vita.
Tutto il resto è solo una schiavitù, una catena da cui liberarsi.
Non pensare che l’uomo sia nato dalla Terra, anche se può essere
venuto dalla Terra. L’uomo è uno spirito nato dalla Luce.
Ma, senza il sapere, egli non potrà mai essere libero.
L’Oscurità circonda il Nato-Luce, l’Oscurità incatena l’Anima. Solo
chi sta cercando può sperare di essere libero.
Stanno cadendo le ombre intorno a te. L’Oscurità riempie tutto lo
spazio. Splendi, oh Luce dell’anima umana. Riempi l’Oscurità dello
spazio.
Sei il Sole della Grande Luce.
Ricorda e sarai libero. Non rimanere nelle ombre. Sorgi dall’Oscurità
della notte. Lascia che la tua Anima sia Luce, oh Nato dal Sole,
colmata con la gloria della Luce, liberata dalle catene dell’Oscurità,
Anima che è Uno con la Luce.
Sei la chiave a tutta la saggezza. Dentro di te c’è tutto il tempo e
lo spazio. Non vivere schiavo dell’Oscurità. Libera la tua forma Luce
dalla notte.
“Grande Luce che riempi tutto il Cosmo, fluisci pienamente all’uomo.
Fai del tuo corpo una fiaccola di Luce che, fra gli uomini, non si
estingua mai”.
A lungo, nel passato, ho cercato la saggezza, la conoscenza ignota
all’uomo. Lontano, nel passato, ho viaggiato nello spazio dove è
iniziato il tempo. Ho cercato sempre nuova conoscenza da aggiungere
alla saggezza che già avevo. Eppure ho scoperto che solo il futuro
possedeva la chiave alla saggezza che cercavo.
Ho viaggiato giù verso le Sale di Amenti, per cercare la conoscenza
superiore. Ho chiesto ai Signori dei Cicli la via alla saggezza che
cercavo.
Ho posto ai Signori questa domanda:
“Dov’è la fonte di TUTTO?”
Ha risposto, in toni che erano forti, la voce del Signore del Nove:
“Libera la tua Anima dal corpo ed avanza con me nella Luce”.
Andai oltre il mio corpo, una fiamma splendente nella notte. Rimasi
davanti ai Signori, bagnato dal fuoco della Vita. Fui preso poi da una
forza, grande di là dalla conoscenza dell’uomo. Fui portato
nell’Abisso attraverso gli spazi sconosciuti all’uomo.
Vidi plasmare l’Ordine dal Caos e gli angoli della notte. Vidi la Luce
sorgere dall’Ordine e ne sentii la voce. Vidi la fiamma dell’Abisso,
plasmare l’Ordine e la Luce. Vidi l’Ordine sorgere dal Caos. Vidi la
Luce dare la Vita.
Poi sentii una voce:
“Ascolta e comprendi. La Fiamma è la Sorgente di tutte le cose,
contenente in potenza tutte le cose. L’Ordine che crea la Luce è il
Verbo e dal Verbo viene la Vita e l’esistenza di tutto”.
Ancora parlò la voce dicendo:
“La Vita in te è Verbo. Scopri la Vita in te ed avrai i poteri per
usare il Verbo”.
Guardai a lungo la fiamma di Luce, che si riversava dall’Essenza del
Fuoco, comprendendo che la Vita non è che Ordine e che l’uomo è uno
con il fuoco.
Ritornai al mio corpo. Rimasi ancora con il Nove, ascoltai la voce dei
Cicli, che vibranti di potere parlarono:
“Sappi, oh Thoth, che la Vita non è che il Verbo del Fuoco. La forza
della Vita che stai cercando è il Verbo, come un fuoco nel Mondo.
Cerca la via del Verbo ed i poteri saranno certamente tuoi”.
Allora chiesi al Nove:
“Oh Signore, indicami la via. Dammi la via alla saggezza. Indicami la
via al Verbo”.
Allora mi rispose il Signore del Nove:
“Con l’Ordine troverai la via. Non vedi che il Verbo venne dal Caos?
Non vedi che la Luce venne dal Fuoco? Cerca il disordine nella tua
vita. Equilibra ed ordina la tua vita. Reprimi tutto il Caos delle
emozioni e nella Vita avrai l’ordine. L’Ordine attratto dal Caos ti
porterà al Verbo della Sorgente, ti darà il potere dei Cicli, e creerà
nella tua Anima una forza che liberamente si estenderà attraverso le
ere, un Sole perfetto dalla Sorgente”.
Ascoltai la voce e le parole discesero profondamente nel mio cuore,
perché avevo sempre cercato l’ordine che avrei estratto dal Verbo.
Sappi che chi lo raggiunge deve sempre essere in Ordine, perché l’uso
del Verbo nel disordine non è mai stato né mai potrà essere.
Accetta queste parole, oh uomo.
Lasciale far parte della tua vita. Cerca di sconfiggere il disordine,
e sarai Uno con il Verbo.
Sforzati di ottenere la Luce nel cammino della Vita. Cerca di essere
Uno con lo Stato del Sole. Cerca di essere unicamente la Luce. Volgi
il tuo pensiero all’Unione della Luce con il corpo dell’uomo. Sappi
che tutto è Ordine proveniente dal Caos nato nella Luce.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola IX
La prima parte della tavola consiste di ordini affinché sia perseguita
la Luce piuttosto che l’Oscurità, in modo che si possa realizzare
l’Unione di tutte le cose.
Il comando dice di cercare la saggezza e di non permettere che la
materia ci trattenga, perché solo la saggezza crea armonia.
Perfino al tempo in cui scrive Thoth, la saggezza delle antiche
generazioni era stata dimenticata dai popoli che discendevano delle
tribù barbare che Egli incontrò dopo avere lasciato Atlantide.
L’uomo fa parte dell’essenza della coscienza, ma questa conoscenza è
stata dimenticata dall’umanità.
Thoth, con la proiezione della coscienza, si rese conto che proprio la
coscienza è la realtà ultima e che il corpo è la catena che lega
l’uomo al mondo fisico. Con l’esperienza raggiunta nella proiezione,
comprese le curve e gli angoli dello spazio.
Thoth comincia a mostrare alcune Leggi che erano tenute segrete alla
gente del suo tempo, così come lo sono adesso.
Quella che appare essere la totalità di tutte le cose è solo una
sfaccettatura, un aspetto del gioiello che è la verità.
La materia è tanto fluida da disintegrarsi costantemente per
ricomporsi in nuove combinazioni. Gli altri spazi citati sono mondi
interdipendenti, gli spazi interni della quarta e di altre dimensioni.
La frequenza del numero Nove è definita includente i Nove Signori dei
Cicli, anche se ci parla solo dei Sette. I Nove includono i Signori di
questo ciclo cosmico e di quello inferiore.
Lo Spazio-Tempo è definito completo di quelli nascosti: l’occultamento
è dietro le curve dello spazio spirale. Dato che in qualche aspetto di
ogni cosa è presente la coscienza, ne consegue che deve trovarsi anche
nelle estensioni di passato-materia-tempo.
Il percorso ad altri piani può essere aperto solo attraverso l’uomo.
Il cerchio rappresenta il compimento dell’apertura del canale di forza
che passa attraverso i centri del corpo. Il Verbo è la vibrazione che
libera il potere. Soltanto così si può realizzare veramente la vita.
L’uomo non è materia, anche se sembra esserlo. É Luce, che scaturisce
dalla Sorgente eterna e che appare solo come essere materiale. Perfino
la materialità è solo apparente, perché alla fine la materia diventa
Luce.
Thoth cerca costantemente maggiore saggezza da aggiungere a quella che
già ha.
Thoth và alle Sale di Amenti e pone ai Signori la domanda: “Dov’è la
fonte?”
Il Signore del Nove gli comanda di liberare sé stesso dal corpo,
perché avrebbe potuto veramente rispondere alla domanda solo con lo
spirito. Thoth esce dal corpo ed è proiettato nell’abisso,
letteralmente nella gran profondità, e là vede manifesta la
realizzazione dell’Ordine dal disordine. Il Signore del Nove lo ha
temporaneamente armonizzato con tutto il flusso di Yarkima, e può
vedere nello I.Yoδ in Arech e contemplare la creazione e la
configurazione di una Coscienza Cosmica.
Ci dice che il vero Verbo è Ordine, che muta tutto il disordine a
propria somiglianza. La Vita nell’uomo è una manifestazione di Ordine
e quindi una chiave al Verbo. Se potete rendervi conto del pieno
significato del passaggio, avete la chiave al Mondo Perduto.
La Vita è un’espressione dell’Ordine che procede dal fuoco universale
del Latore della Fiaccola. Poi ci indica che il Verbo è Ordine ed
Armonia. Il cammino al Verbo si trova ordinando la propria vita così
da eliminarne il Caos. L’uomo ha perso il Verbo perché ha permesso che
disordine e Caos governassero la sua vita. Ogni sforzo, ogni vittoria
sul disordine, vi porta più vicini al Verbo.
TAVOLA X
La Chiave del Tempo
Ascolta, oh uomo. Ascolta la mia saggezza. Impara i profondi nascosti
misteri dello spazio. Impara il Pensiero che crebbe nell’abisso,
portando Ordine ed Armonia nello spazio.
Sappi, oh uomo, che tutto quello che esiste è solo a causa della
Legge. Conosci la Legge e sarai libero, mai più legato dalle catene
della notte.
Lontano, attraverso insoliti spazi, ho viaggiato nel profondo
dell’abisso del tempo, imparando strani ed ancora più strani misteri,
finché alla fine tutto mi fu rivelato.
Sappi che il mistero è tale perché è conoscenza ignorata all’uomo.
Quando avrai approfondito il cuore di tutti i misteri, conoscenza e
saggezza certamente saranno tue.
Cerca, ed impara che il Tempo è il segreto attraverso il quale puoi
essere libero da questo spazio.
A lungo io, Thoth, ho cercato la saggezza; sì, e la cercherò fino alla
fine dell’eternità perché so che davanti a me si muove sfuggente la
meta che cerco di raggiungere. Anche i Signori dei Cicli con tutta la
loro saggezza sanno che non hanno ancora raggiunto la meta, perché la
Verità aumenta sempre.
Una volta, nel passato, ho parlato all’Abitante. Chiesi del mistero
del tempo e dello spazio.
Gli posi la domanda che mi si presentava sempre, dicendo:
“Oh Maestro, cos’è il tempo?”
Allora Egli mi parlò, il Maestro:
“Sappi, oh Thoth, al principio c’era il Vuoto ed il Nulla: un senza
tempo, senza spazio, nulla. E dentro il nulla venne un pensiero,
deciso, tutto pervadente, che riempì il Vuoto. Là non esisteva
materia, solo forza, un movimento, un vortice o vibrazione del deciso
pensiero che riempì il Vuoto”.
Interrogai il Maestro, dicendo:
“Questo pensiero era eterno?”
E l’Abitante mi rispose:
“Al principio ci fu pensiero eterno, e perché il pensiero fosse
eterno, doveva esistere il tempo. Così nel pensiero tutto pervadente
crebbe la Legge del Tempo. Sì, il tempo che esiste in tutto lo spazio
propagandosi con un armonioso ritmico movimento, è eternamente in uno
stato di solidificazione. Il tempo non cambia, ma tutte le cose
cambiano nel tempo. Perché il tempo è la forza che tiene separati gli
eventi, ognuno al proprio posto.
Il tempo non è in movimento, eppure ti muovi attraverso il tempo come
la tua coscienza si muove da un evento all’altro. Sì, da quando
esisti, tutto nel tutto, sei Una esistenza eterna. Sappi che anche se
nel tempo sarai separato, resterai sempre Uno esistente per sempre”.
Si fermò la voce dell’Abitante, e me ne andai a meditare sul tempo,
perché sapevo che in quelle parole c’era la saggezza e la via per
esplorare i misteri del tempo.
Spesso ho ponderato le parole dell’Abitante. Poi ho cercato di
risolvere il mistero del tempo. Ho scoperto che il tempo si muove
attraverso strani angoli. Eppure solo tramite le curve potevo sperare
di ottenere la chiave che mi avrebbe dato l’accesso allo Spazio-Tempo.
Scoprii che soltanto muovendomi verso l’alto ed ancora muovendomi a
destra avrei potuto essere libero dal tempo con il movimento.
Avanzai fuori del corpo, seguendo i movimenti che mi cambiavano nel
tempo. Insolite furono le visioni che vidi nei miei viaggi, molti i
misteri che mi si schiudevano alla vista.
Sì, vidi il principio dell’uomo, imparai dal passato che niente è
nuovo.
Cerca, oh uomo, d’imparare il percorso che conduce attraverso gli
spazi che si sono formati avanti nel tempo.
Non dimenticare, oh uomo, in tutta la tua ricerca, che la Luce è la
meta che devi perseguire. Cerca sempre la Luce sul tuo cammino e
sempre per te la meta esisterà.
Non lasciare mai che il tuo cuore si rivolga all’Oscurità. Lascia che
la tua Anima sia Luce, un Sole sul cammino. Sappi che nella luminosità
eterna devi sempre trovare la tua Anima nascosta nella Luce, mai
incatenata dalla schiavitù dell’Oscurità, splendente sempre come un
Sole della Luce.
Sì, sappi che anche se nascosta nell’Oscurità, la tua Anima, una
scintilla della vera fiamma, esiste. Sii Uno con la più grande delle
Luci. Trova alla Sorgente il compimento della tua meta.
La Luce è vita, perché senza la grande Luce niente può mai esistere.
Sappi che in tutta la materia formata esiste sempre il cuore della
Luce. Sì, benché vincolata nell’Oscurità, nella materia la Luce esiste
sempre.
Una volta rimasi nelle Sale di Amenti ed ascoltai la voce dei Signori
di Amenti, che parlavano in toni che risuonavano nel silenzio, parole
di comando, forti e potenti.
Cantavano la melodia dei cicli, le parole che aprivano la via
all’aldilà. Sì, ho visto la grande, ampia via, ed ho guardato per un
istante nell’aldilà. Ho visto i movimenti dei cicli, ampi tanto quanto
il pensiero della Sorgente può trasmettere.
Poi seppi che anche l’Infinito si muove verso qualche impensabile
meta. Vidi che il Cosmo è Ordine e parte di un moto che si estende in
tutto lo spazio, una parte di un Ordine di Ordini, costantemente
muoventi in un’armonia di spazio. Vidi girare i cicli simili a grandi
cerchi attraverso il cielo. Seppi allora, che tutto quello che è stato
sta crescendo per incontrare ancora un altro essere, in un lontano
raggruppamento di spazio e di tempo.
Seppi poi che nelle Parole c’è il potere per aprire i piani nascosti
all’uomo. Sì, seppi che anche nelle parole false è nascosta la chiave
che aprirà l’alto ed il basso.
Adesso ascolta, uomo, ti lascio questa parola. Usala e troverai il
potere nel suo suono. Pronuncia la parola: “Zin-Uru” e troverai il
potere.
Devi anche capire che l’uomo è Luce e la Luce è dell’uomo.
Ascolta, oh uomo, ed apprendi il mistero più strano di quanto è falso
sotto il Sole.
Sappi, oh uomo, che tutto lo spazio è pieno di mondi nei mondi; sì,
uno nell’altro eppure separati dalla Legge.
Una volta nella mia ricerca della profonda saggezza nascosta, aprii la
porta che escludeva Loro all’uomo. Chiamai, da altri piani
dell’esistenza, colei che era stata la più luminosa delle figlie degli
uomini. Sì, l’ho chiamata da fuori lo spazio a risplendere come una
Luce nel mondo degli uomini.
Usai il tamburo del Serpente. Indossai abiti di porpora e d’oro. Misi
sul capo la corona d’Argento. Feci intorno a me il cerchio di
splendente cinabro. Alzai le braccia e gridai l’invocazione che apre
il cammino ai piani al di là, gridai ai Signori dei Segni nelle loro
case:
“Signori dei due orizzonti, custodi delle triple porte, che state Uno
a destra ed Uno a sinistra quando la Stella assurge al trono e governa
sul suo segno. Sì, tu principe tenebroso di Arulu, apri le porte
dell’oscura, nascosta terra e libera colei che tieni imprigionata.
Ascoltate, ascoltate, ascoltate Signori tenebrosi e Splendenti, e con
i vostri nomi segreti, nomi che conosco e posso pronunciare, ascoltate
ed obbeditemi”.
Accesi poi con la fiamma, il mio cerchio e La chiamai dai piani
dimensionali di là.
“Figlia della Luce ritorna da Arulu. Sette volte e sette volte passai
attraverso il fuoco. Non ho mangiato cibo. Non ho bevuto acqua. Ti
chiamo da Arulu, dal regno di Ekershegal. Ti convoco Signora della
Luce”.
Allora davanti a me sorsero le tenebrose figure: sì, le figure dei
Signori di Arulu. Si separarono davanti a me e venne avanti la Signora
della Luce.
Era libera dai Signori della notte, libera di vivere nella Luce del
Sole della Terra, libera di vivere come una Figlia della Luce.
Ascoltate e comprendete, oh figli miei. La Magia è conoscenza ed è
solo Legge. Non siate impauriti del potere che è in voi, perché segue
la Legge come le stelle nel cielo.
Sappiate che, per chi è senza conoscenza, la saggezza è magia e non
Legge. Ma sappiate che sempre, con la conoscenza, potete arrivare più
vicini ad un luogo nel Sole.
Ascoltate, figli miei, e seguite il mio insegnamento. Siate sempre
ricercatori di Luce. Splendete nel mondo degli uomini intorno a voi,
come una Luce sul cammino che splenderà tra gli uomini.
Seguite ed imparate la mia magia. Sappiate che tutta la forza è
vostra, se volete. Non temete il cammino che vi conduce alla
conoscenza, piuttosto vi eviterà la via oscura.
La Luce è tua, oh uomo, affinché tu la prenda. Getta le catene e sarai
libero. Sappi che la tua Anima sta vivendo in schiavitù, incatenata
dalla paura che ti tiene in sudditanza.
Apri gli occhi e guarda la grande Luce del Sole. Non aver paura, tutto
è tuo. La paura proviene dal Signore della tenebrosa Arulu, per chi
non ha mai affrontato l’oscurità.
Sì, sappi che la paura è creata da chi n’è vincolato.
Slegate i vostri vincoli, oh figli, e camminate nella Luce del
glorioso giorno. Non volgete mai i vostri pensieri all’Oscurità e
sicuramente sarete Uno con la Luce.
L’uomo è solo quello che crede di essere, un fratello dell’Oscurità od
un Figlio della Luce. Venite alla Luce, figli miei. Camminate sulla
via che conduce verso il Sole.
Ora ascolta e segui la mia saggezza. Usa la parola che ti ho dato.
Usala e certamente troverai potere saggezza e Luce per camminare sulla
via. Cerca e trova la chiave che ti ho dato e sarai sempre un Figlio
della Luce.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola X
Il pensiero che si manifestò nell’abisso fu la prima espressione di
azione e movimento. Senza la Legge, che è Ordine, nulla sarebbe
esistito nella forma.
Il Tempo, il grande segreto, è la chiave alla libertà, perché quando
l’uomo vince il tempo ha anche vinto la morte.
L’infinito gioiello della verità non può mai essere interamente
spiegato, perché la verità presenta estensioni di sé stessa, e quando
se ne approfondisce una se ne presentano altre.
Thoth interroga l’Abitante sul tempo e sullo spazio, e questi gli
parla del principio di tutte le cose nel grande vuoto.
Gli dice del pensiero che sorge nell’essere e che risponde alla
domanda sull’eternità.
Thoth scopre che il tempo è angolare nel movimento, pur avendo pareti
curve. Per penetrare il tempo passato la coscienza deve muoversi in
curve partendo dalla pineale: si tratta dello stesso esercizio dato in
precedenza.
Thoth approfondì il tempo e fu capace di muoversi in avanti ed
all’indietro, visitando cose insolite e vedendo il principio
dell’uomo.
Thoth esorta nuovamente l’uomo a cercare la Luce, perché questo è
l’unico modo per conoscere la propria anima. Afferma anche che tutta
la materia è Luce o coscienza ed esiste anche se non si tratta sempre
di coscienza conscia.
Thoth racconta della sua straordinaria esperienza ad Amenti quando i
Signori gli aprirono la via ai loro cicli e permisero di vedere con i
propri occhi quello che esiste al di là. Da questo, Thoth capì che la
progressione e l’Ordine sono gli stessi in tutti i cicli cosmici e che
tutto procede in armonia verso la stessa meta.
Thoth fu in grado di capire il proposito del diffondersi nello spazio
dei cicli cosmici, e comprendendo, con il Signore del Nove, il disegno
completo delle estensioni dei differenti I.Yoδ. Imparò che le parole
erano esempi di vibrazione, contenenti la chiave per aprire gli spazi
e perfino i cicli.
Thoth ci dà una Parola di vibrazione che è la Chiave della Vita.
Parla di mondi interconnessi e di spazi separati da quello in cui
viviamo, ognuno pieno di manifestazioni di coscienza. Poi ci racconta
della straordinaria esperienza della liberazione di una consapevolezza
della sesta dimensione imprigionata dai Signori di Arulu.
Quando ci trovavamo nel ciclo precedente, lei aveva tentato di passare
in questo ciclo cosmico, ma aveva fallito ed era stata imprigionata
dai Signori di Arulu. Thoth, con la sua conoscenza, apre l’accesso e
richiama questa coscienza imprigionata.
Ordina ai Signori di liberarla e li obbliga usando i loro nomi
segreti. Lei diventa parte di questa coscienza, a cui già apparteneva.
Thoth afferma che la conoscenza è chiamata magia dall’ignorante, e ci
dice di non temere le varie manifestazioni della Legge. Tutti
potrebbero avere la forza se sapessero come usarla, ma pochi hanno la
conoscenza per trovarla.
Quelli che temono l’ignoto rendono questa paura una cosa vivente.
Tutte le paure dell’umanità si fondano sui Signori Oscuri. Conquista
la paura e sii libero. L’uomo si rende un essere di Luce od uno
dell’Oscurità, secondo il proprio pensiero.
TAVOLA XI
La Chiave al Sopra ed al Sotto
Ascoltate e comprendete, oh Figli di Khem, le parole che vi dico vi
condurranno alla Luce.
Sappiate, oh uomini, che conobbi i vostri padri, sì, i vostri padri di
tanto tempo fa.
Sono stato immortale nei secoli, vivendo tra voi da quando ebbe inizio
la conoscenza.
Mi sono sempre sforzato per portarvi in alto, verso la Luce della
Grande Anima, e condurvi fuori dall’Oscurità della notte.
Sappiate, oh popoli fra i quali ho camminato, che io, Thoth, ho tutta
la conoscenza e tutta la saggezza conosciuta dall’uomo sin dai giorni
antichi. Sono stato custode dei segreti della grande stirpe,
detentrice della chiave che conduce alla vita. Sono stato apportatore
per voi, oh figli miei, perfino dall’Oscurità dell’Antico dei Giorni.
Ora ascoltate le parole della mia saggezza. Udite ora il messaggio che
vi porto. Ascoltate ora le parole che vi do, e vi eleverete
dall’Oscurità alla Luce.
Lontano nel passato, quando la prima volta venni a voi, vi trovai
nelle caverne di roccia. Con il mio potere e la mia saggezza vi ho
elevato, finché non brillaste come uomini fra gli uomini. Sì, vi ho
trovato senza alcuna conoscenza. Di solo poco vi eravate resi diversi
dalle bestie. Sempre ho soffiato sulla scintilla della vostra
coscienza, finché alla fine vi infiammaste come uomini.
Ora vi parlerò della conoscenza antica che va oltre il pensiero della
vostra stirpe. Sappiate che noi della Grande Stirpe avevamo ed abbiamo
ancora una conoscenza maggiore di quella dell’uomo. Abbiamo raggiunto
la saggezza delle stirpi dei nati-stella, saggezza e conoscenza ben
oltre quelle umane. Giù da noi sono discesi maestri di saggezza tanto
lontani da noi quanto io lo sono da voi.
Ora ascoltate mentre vi do la mia saggezza. Usatela e sarete liberi.
Sappiate che nella piramide che ho costruito si trovano le Chiavi che
vi indicheranno la Via alla vita. Sì, ho tracciato una linea dalla
grande immagine che ho costruito all’apice della piramide, costruita
come un accesso. Tracciatene un’altra opposta con lo stesso angolo e
direzione. Scavate e troverete quello che vi ho nascosto. Là troverete
l’entrata sotterranea ai segreti nascosti prima che voi foste uomini.
Vi racconto ora i misteri dei cicli che si spostano con movimenti che
sono insoliti all’essere limitato, perché sono infiniti oltre la
conoscenza dell’uomo. Sappiate che ci sono nove cicli: sì, nove sopra
e quattordici sotto, che si muovono in armonia verso il luogo di
unione che esisterà nel futuro del tempo.
Sappiate che i Signori dei Cicli sono unità di coscienza mandate da
altri per unificare Questo con il Tutto. Loro sono i più alti di tutti
i Cicli, operando in armonia con la Legge. Loro sanno che nel tempo
tutto sarà perfetto, non essendoci nessun sopra e nessun sotto, ma
tutto Uno in un Infinito perfetto, un’armonia di tutto nell’Unione di
Tutto.
In profondità sotto la superficie della Terra, nelle Sale di Amenti,
sono seduti i Sette, i Signori dei Cicli, sì, ed un altro, il Signore
del Sotto. Eppure sappiate che nell’Infinito non esiste né sopra né
sotto. Ma sempre c’è e sempre ci sarà Unione di Tutto, quando il tutto
sarà completo. Spesso sono stato davanti ai Signori di Tutto. Spesso
ho bevuto alla fonte della loro saggezza e colmato sia il corpo che
l’Anima con la loro Luce.
Mi hanno parlato e detto dei cicli e della Legge che offre loro i
mezzi per esistere. Sì, mi ha parlato il Signore del Nove dicendo:
“Oh Thoth, sei grande tra i figli della Terra, ma esistono misteri che
tu ancora non conosci. Sai che sei venuto da uno Spazio-Tempo sotto di
questo e sai che viaggerai verso lo Spazio-Tempo al di là. Ma sai poco
dei misteri contenuti in questi, sai poco della saggezza al di là.
Sappi che, nell’insieme di questa coscienza, sei solo una cellula nel
processo di crescita.
La coscienza sotto di te si espande sempre in modi diversi da quelli a
te conosciuti. Sì, anche nello Spazio-Tempo sotto di te, la coscienza
è sempre crescente in modi che sono diversi da quelli che facevano
parte delle tue stesse vie. Perché sappi che cresce come risultato
della tua crescita, ma non nello stesso modo nel quale sei cresciuto
tu.
La crescita che hai avuto e che adesso possiedi, ha portato in essere
una causa ed un effetto. Nessuna coscienza segue il sentiero delle
precedenti, altrimenti tutto sarebbe una inutile ripetizione. Ogni
coscienza del ciclo esiste in seguito al suo percorso verso la meta
finale. Ognuna gioca il suo ruolo nel Piano dei Cosmi. Ognuna gioca il
suo ruolo nella fine ultima. Più lontano è il ciclo, maggiore la sua
conoscenza e capacità di armonizzare la Legge del tutto.
Sappi che, nei cicli sotto di noi, stanno operando i ruoli minori
della Legge, mentre noi del ciclo che si estende da qui all’Infinito
ci sforziamo di costruire la Legge più grande.
Ognuno ha un suo ruolo da giocare nei cicli. Ognuno ha il suo compito
da eseguire a modo suo. Il ciclo sotto di te non è inferiore, ma è
solo formato per una necessità che esiste, perché sappi che la fonte
della saggezza che emette i cicli è eternamente alla ricerca di nuovi
poteri da raggiungere. Sappi che la conoscenza si raggiunge solo con
la pratica, e la saggezza si crea solo con la conoscenza, ed in questo
modo i cicli sono creati dalla Legge. Sono strumenti per la conquista
della conoscenza, perché il Piano della Legge è la Fonte di Tutto. Il
ciclo sotto non è realmente in basso, ma è solo differente nello
spazio e nel tempo. La Coscienza là sta operando, e prova meno cose di
quelle che fai tu. E sappi che proprio come tu stai operando al
meglio, così sopra ci sono quelli che stanno operando come te con
altre Leggi. La differenza che esiste tra i cicli è solo nell’abilità
di operare con la Legge. Noi, che siamo stati nei cicli oltre a te,
siamo coloro che per primi avanzammo dalla Sorgente e, nel passaggio
attraverso lo Spazio-Tempo, abbiamo acquisito l’abilità di usare le
Leggi del Più Grande, che sono lontane dalla concezione dell’uomo. Là
non c’è niente che realmente è sotto di te, ma solo una diversa
attività della Legge.
Guarda sopra e guarda sotto, troverai lo stesso, perché tutto è parte
dell’Unione che si trova alla Sorgente della Legge. La coscienza
inferiore è una tua stessa parte, come lo siamo noi.
Tu da bambino non avevi la conoscenza che è venuta dopo, quando sei
diventato uomo. Paragona i cicli all’uomo nel suo viaggio dalla
nascita alla morte, e vedi nel ciclo inferiore il bambino con la
conoscenza che aveva; guarda te stesso come un bambino diventato più
grande che si arricchisce in conoscenza al passare del tempo. Guarda
Noi, il bambino cresciuto in maturità con la conoscenza e la saggezza
che aumenta con gli anni. Così, oh Thoth, sono i cicli di coscienza,
figli in diverse fasi di crescita, eppure provenienti tutti da
un’unica Fonte, la Saggezza, e tutti che torneranno nuovamente alla
Saggezza”.
Egli poi smise di parlare, e rimase in quel silenzio che venne ai
Signori. Poi mi parlò di nuovo, dicendo:
“Oh Thoth siamo rimasti a lungo ad Amenti, sorvegliando la fiamma
della vita nelle Sale. Sappi, siamo ancora parte dei nostri Cicli con
la nostra Visione che si estende fino ad essi ed oltre. Sì, sappiamo
che fra tutte le cose nulla importa, eccetto la crescita che possiamo
raggiungere per la nostra Anima. Sappiamo che la carne è temporanea.
Le cose che sono più importanti per gli uomini, per noi non sono
nulla. Le cose che cerchiamo non appartengono al corpo, ma sono solo
lo stato perfetto dell’Anima. Quando tu, come gli uomini, imparerai
che nulla oltre il progresso dell’Anima può contare alla fine, allora
sarai veramente libero da tutte le schiavitù, libero di operare
nell’armonia della Legge. Sappi, oh uomo, devi raggiungere la
perfezione, perché solo così puoi raggiungere la meta. Anche se saprai
che nulla è perfetto, deve essere la tua aspirazione e la tua meta”.
La voce del Nove nuovamente si fermò, e le parole discesero nella mia
coscienza. Adesso cerco sempre più saggezza per perfezionarmi nella
Legge con il Tutto.
Presto andrò giù alle Sale di Amenti a vivere sotto il freddo Fiore
della Vita. Voi, ai quali ho insegnato, non mi rivedrete mai più.
Eppure io vivrò per sempre nella saggezza che ho insegnato.
Tutto quello che l’uomo è, è per la sua saggezza. Tutto quello che
sarà, sarà il risultato del suo scopo.
Ascolta ora la mia voce e diventa più grande dell’uomo comune.
Alza gli occhi in alto, lascia che la Luce riempia il tuo essere, sii
sempre un Figlio della Luce. Solo con fatica potrai elevarti al piano
dove la Luce è il Tutto del Tutto. Sii un maestro di tutto quello che
ti circonda. Non essere mai sottomesso agli effetti della tua vita.
Crea dunque cause sempre più perfette e con il tempo sarai un Sole
della Luce.
Sia libera la tua Anima di elevarsi sempre in alto, sia libera dalla
schiavitù e dalle catene della notte. Alza i tuoi occhi al Sole nel
cielo. Per te lascia che sia il simbolo della vita. Sappi che sei la
Grande Luce, perfetto nella tua stessa sfera, quando sarai libero.
Non guardare mai l’Oscurità. Alza gli occhi allo spazio al di sopra.
Lascia che la tua Luce risplenda libera in alto e sarai un Figlio
della Luce.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola XI
Thoth descrive, agli uomini del suo tempo, le epoche di quando i loro
antenati lo conobbero, e solo questo dovrebbe essere sufficiente a far
capire loro il suo potere. Gli ricorda di essere stato il custode dei
misteri delle epoche passate e di averli guidati dallo stato selvaggio
alla Luce. Afferma che rivelerà alcuni dei misteri più antichi, che
gli furono rivelati, insieme ai suoi antenati, dai Figli della Luce e
dai Signori dei Cicli.
Thoth rivela come si può aprire una via alle Sale di Amenti.
Tracciando una linea ad angolo geometrico dalla Sfinge, si può trovare
la chiave per aprire la stanza sacra sotto la piramide.
I Cicli di cui parla Thoth sono i cicli cosmici dal lato positivo di
questo Arech al lato negativo, verso cui ci stiamo spostando. Il lato
negativo di questo ed il lato positivo dell’altro hanno ciascuno
quattordici cicli cosmici. I Signori dei Cicli appartengono al Tutto
centrale di ogni Coscienza Cosmica. Conoscono la perfezione finale di
tutto.
Per la prima volta Thoth accenna al Signore dal Basso, in altre parole
appartenente al ciclo cosmico inferiore. Ogni Coscienza Cosmica,
dunque, ha chi la rappresenta in tutti i cicli cosmici.
Il Signore del Nove dice a Thoth che è grande ed avanti in coscienza
cosmica, ma che ancora ci sono misteri di cui lui non è a conoscenza.
Thoth è sapiente, eppure nascoste in ogni Coscienza Cosmica ci sono
cose che non conoscerà pienamente finché ogni cosa diverrà Uno.
L’espansione d’ogni coscienza è diversa, perché ognuna sta adempiendo
ad una parte differente del piano infinito. Ognuna completa l’altra,
così che la crescita di una agisce sull’altra, reciprocamente. Ognuna
è necessaria quanto l’altra, anche se qualcuna adempie ad incarichi
più importanti.
In verità non c’è realmente sopra e sotto, perché questi sono termini
comparativi.
Le Coscienze Cosmiche sono gli strumenti con cui il Latore della
Fiaccola muta il disordine ed il Caos in Ordine ed in Legge. Ognuna
opera nel suo spazio compiendo le necessarie funzioni. Ed il ciclo
cosmico inferiore è importante sia per il piano più alto che per
l’altissimo. I cicli cosmici superiori sono soltanto di grande
abilità.
Tutte le Coscienze Cosmiche in ultima analisi sono Uno, proprio come
tutte le Anime sono uno nella Coscienza Cosmica.
La differenza di capacità delle Coscienze Cosmiche superiori ed
inferiori è paragonata al ragazzo ed all’uomo. A Thoth è presentato
l’esempio di un microcosmo ed un macrocosmo: come sopra così sotto.
I Signori, anche se manifestanti in Amenti, sono collegati e fanno
parte del loro stesso ciclo cosmico. Il loro manifestarsi nei cicli
cosmici serve allo scopo di aiutare la crescita dell’anima umana, e
trasmetterne i risultati alla loro stessa Coscienza Cosmica, così da
porre la base per la qualità del disordine permesso di fluire ad ogni
ciclo cosmico.
La meta sarà la perfezione, anche se noi dovremo renderci conto che la
valutazione della perfezione diminuisce in proporzione diretta alla
nostra stessa crescita. Quello che oggi sembra perfezione, domani sarà
imperfezione, perché sappiamo che la perfezione non sarà mai
realizzata neppure dal Latore della Fiaccola.
Thoth ripete che va ad Amenti, vivrà con Loro nella verità che ha
imparato, quasi la stessa cosa che ha detto Gesù. Thoth dà il comando
affinché si facciano tutti i tentativi possibili per rendersi uno con
la Luce.
Thoth termina la tavola con l’ordine di alzare gli occhi al Sole e
liberarsi dall’Oscurità.
TAVOLA XII
La Legge di Causa ed Effetto e La Chiave della Profezia
Ascolta oh uomo, le parole della mia saggezza, ascolta la voce di
Thoth, l’Atlantideo.
Ho conquistato la Legge dello Spazio-Tempo. Ho raggiunto la conoscenza
del futuro del tempo. So che l’uomo nel suo movimento attraverso lo
Spazio-Tempo sarà sempre Uno con il Tutto.
Sappi, oh uomo, che ogni cosa del futuro è un libro aperto che si può
leggere. Come ogni effetto farà progredire la sua causa, così tutti
gli effetti si origineranno dalla causa prima. Sappi che il futuro non
è fisso o stabile, ma varia così come varia la causa che produce un
effetto. Osserva nella causa che porterai ad effetto, e sicuramente ne
vedrai tutto il suo fine.
Nel gran principio crebbe la Causa Prima che mise in essere tutto ciò
che esiste. Tu, tu stesso, sei l’effetto della causalità ed a turno
sarai ancora la causa di altri effetti.
Così, oh uomo, sii certo che gli effetti che determini saranno sempre
cause di effetti sempre più perfetti. Sappi che il futuro non è mai
fisso, ma segue il libero arbitrio dell’uomo quando si muove
attraverso i movimenti dello Spazio-Tempo, verso la meta dove inizia
un nuovo tempo.
L’uomo può solo leggere il futuro per le cause che producono effetti.
Cerca dentro la causa e sicuramente troverai l’effetto.
Ascolta, oh uomo, mentre ti parlo del futuro, ti parlo dell’effetto
che segue la causa. Sappi che l’uomo nel suo viaggio a difesa della
Luce cerca sempre di sfuggire alla notte che lo circonda come le ombre
circondano le stelle nel cielo e, come le stelle nel cielo infinito,
anche lui brillerà attraverso le ombre della notte.
Il suo destino lo farà progredire sempre, finché sarà Uno con la Luce.
Sì, anche quando la sua via si troverà in mezzo alle ombre, sempre
davanti a sé arderà la Grande Luce. Per quanto sarà scura la via,
vincerà le ombre che gli scorrono attorno come la notte.
Lontano nel futuro, vedo l’uomo nato nella Luce, libero dall’Oscurità
che gli incatena l’Anima, vivente senza che i vincoli dell’Oscurità
coprano la Luce, che è Luce della sua Anima.
Sappi, oh uomo, che prima che tu la raggiunga, molte ombre oscure
cadranno sulla tua Luce, lottando per reprimere con le ombre della
tenebra la Luce dell’Anima che combatte per essere libera.
Grande è la lotta tra la Luce e l’Oscurità, antica e mai nuova.
Eppure, già conosciuta un tempo, lontano nel futuro, la Luce sarà
Tutto e l’Oscurità cadrà.
Ascolta, oh uomo, le mie parole di saggezza. Preparati e la tua Luce
non sarà legata. L’uomo si è alzato, e l’uomo è caduto come sempre,
onde di coscienza fluiscono dal grande abisso sotto di noi verso il
Sole della loro meta.
Voi, figli miei, vi siete elevati da uno stato che era appena più alto
delle bestie, finché siete divenuti superiori a tutti gli uomini.
Eppure prima c’erano altri più grandi. Ed ancora vi dico che prima di
voi altri sono caduti, e che verrà anche la vostra fine.
E sulla terra, dove ora dimori, i barbari dimoreranno, ed a turno vi
eleverete verso la Luce. L’antica saggezza sarà dimenticata, ma per
sempre vivrà nascosta agli uomini.
Sì, nella terra che chiami Khem, le razze si eleveranno e cadranno. Tu
sarai dimenticato dai figli degli uomini. Eppure ti sposterai in uno
spazio stellare oltre a questo, lasciandoti dietro questo posto dove
hai dimorato.
L’Anima dell’uomo progredisce sempre, non legata ad una stella
qualsiasi. Ma sempre si muove verso la grande meta avanti, dove si
dissolverà nella Luce del Tutto. Sappiate che dovrete sempre
progredire, mossi dalla Legge di causa ed effetto, finché alla fine
entrambe diverranno Uno.
Sì, uomo, dopo che te ne sarai andato, altri si sposteranno nel luogo
dove hai vissuto.
Conoscenza e saggezza saranno dimenticate, e sopravvivrà solo una
memoria degli Dei. Come, per la mia conoscenza, io sono un Dio per te,
così anche voi sarete Dei del futuro, per la vostra conoscenza molto
lontana dalla loro. Eppure sappiate che attraverso tutte le ere,
l’uomo potrà accedere alla Legge quando lo vorrà.
Le ere a venire vedranno la rinascita della saggezza per chi erediterà
il tuo posto su questa stella. Loro, a turno, arriveranno alla
saggezza ed impareranno a vincere l’Oscurità con la Luce. Eppure
grande sarà la loro lotta attraverso le ere, per ricondursi alla
libertà della Luce.
Molti, legati all’Oscurità, lotteranno per allontanare altri dalla
Luce.
Poi sull’uomo verrà la grande guerra che farà tremare la Terra e
sconvolgerà il suo corso.
Sì, i Fratelli Neri provocheranno la guerra tra la Luce e l’oscurità.
Quando l’uomo nuovamente conquisterà l’oceano e volerà in aria con ali
come un uccello, quando avrà imparato ad utilizzare il fulmine, allora
inizierà il tempo della guerra. Grande sarà la battaglia tra le forze,
grande la lotta tra l’Oscurità e la Luce.
Nazione si solleverà contro nazione usando le forze oscure per
distruggere la Terra. Armi di forza faranno piangere gli uomini della
Terra, finché metà dei popoli se ne andrà. Allora si faranno avanti i
Figli del Mattino e daranno il loro editto ai figli degli uomini,
dicendo:
“Oh uomini, smettete di lottare con i vostri fratelli. Solo così
tornerete alla Luce. Desisti con la tua miscredenza, oh fratello mio,
segui il cammino e sappi che sarete giusti”.
Allora gli uomini smetteranno di combattere, fratello contro fratello
e padre contro figlio. Poi l’antica casa del mio popolo si solleverà
dal suo posto sotto le onde del cupo oceano. Quindi si aprirà l’Era
della Luce, e tutti cercheranno la Luce della meta. I Fratelli della
Luce governeranno il popolo. L’Oscurità della notte sarà sconfitta.
Sì, i figli degli uomini progrediranno e si eleveranno verso la grande
meta. Diventeranno Figli della Luce. Le loro Anime saranno per sempre
fiamma della Fiamma. Ci saranno conoscenza e saggezza nella grande era
dell’uomo, perché si sarà avvicinato alla fiamma eterna, la Fonte di
tutta la saggezza, il luogo del principio, che è Uno con la fine di
tutte le cose. Sì, in un tempo ancora non nato, tutto sarà Uno, ed Uno
sarà Tutto. L’uomo, fiamma perfetta di questo Cosmo, s’inoltrerà verso
un luogo nelle stelle. Sì, si muoverà da fuori di questo Spazio-Tempo
in un altro, di là dalle stelle.
A lungo mi avete ascoltato, oh figli miei. A lungo avete ascoltato la
saggezza di Thoth. Adesso mi allontano da voi nell’Oscurità. Ora vado
nelle Sale di Amenti, per dimorare là nel futuro, quando la Luce
ritornerà all’uomo.
Eppure, sappiate, il mio Spirito sarà sempre con voi, guidando i
vostri passi nel cammino della Luce.
Custodite i segreti che vi lascio, e certamente il mio spirito vi
proteggerà durante la vita.
Tenete sempre i vostri occhi rivolti al cammino verso la saggezza.
Tenete sempre più la Luce come vostra meta.
Non incatenate la vostra Anima alla schiavitù dell’Oscurità;
lasciatela volare libera nel suo percorso verso le stelle.
Ora parto per dimorare ad Amenti. Siate i miei figli in questa vita e
nella prossima. Verrà il tempo quando anche voi sarete immortali,
vivendo da era in era come Luce tra gli uomini.
Custodite l’entrata alle Sale di Amenti. Custodite i segreti che ho
nascosto in mezzo a voi. Non lasciate che la saggezza sia data ai
barbari. La dovete tenere da parte per darla a chi cerca la Luce.
Adesso me ne vado. Ricevete la mia benedizione. Prendete il mio
cammino e seguite la Luce.
Fondi la tua Anima con la Grande Essenza.
Lascia che la tua Coscienza sia Uno con la Grande Luce.
Chiamami quando hai bisogno di me.
Usa il mio nome tre volte in fila:
Chequetet Arelich Volmalites.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola XII
Thoth ha vinto il tempo e quindi ha la completa percezione della Legge
di causa ed effetto. È stato in grado di penetrare il passato e
l’effetto della causa e di sapere che niente succede per caso, e che
il futuro non è stabilito dal fato, ma raggiunto per la Legge di
effetto risultante dalle cause che compone. Dalla causa prima
all’estensione più lontana, tutte le cose devono muoversi secondo
questa Legge. Sapendolo, l’uomo deve stare attento alle cause che
compone.
Thoth comincia a parlare del futuro secondo le cause che dispone.
Il destino dell’uomo è la combinazione finale con la Luce, anche se si
muove nell’Oscurità durante le incarnazioni materiali. Quando parla
del futuro Nato Luce, sta parlando del settimo ciclo. E parla anche
del Caos che verrà prima, anche se alla fine la Luce vincerà la
tenebra.
In epoche passate l’uomo si era sviluppato ed era arrivato più vicino
allo stato Sole. Quello che è avvenuto prima accadrà ancora. Quelli di
cui Thoth ha parlato prevarranno e moriranno, il loro posto sarà preso
da un’altra onda di coscienza proveniente da un pianeta inferiore.
L’antica stirpe con il tempo sarebbe stata dimenticata, ed i
governanti sarebbero diventati Dei per chi sarebbe venuto dopo: così
fu per Osiride, Horus ed Iside.
L’anima dell’uomo rimane su questo pianeta finché riceve il primo
grado d’illuminazione, poi passa a Venere, quindi a Mercurio ed in
fine al Sole, dove diventerà uno con la Coscienza Cosmica.
Dopo che l’antica stirpe se ne andò, la conoscenza che avevano fu
dimenticata dall’uomo, eccetto che per chi ne era custode. L’antica
lotta continuerà: l’uomo combatte costantemente per riconquistare
quello che ha perduto. Ci sono alcuni, che si trovano in grande
disordine, che lotteranno per portare indietro gli altri, ma la Luce
dovrà conquistare la tenebra, l’Ordine vincere il disordine, anche se
la Terra tremerà per il combattimento.
Secondo la profezia, il tempo nel quale tutto questo dovrà avvenire è
quello attuale.
La profezia in questa pagina è così chiara da non avere bisogno di
commento, a parte che stiamo attualmente entrando nel periodo di cui
si parla.
Alla fine la Luce regnerà e l’uomo diventerà Uno con la Coscienza
tutto pervadente e passerà come Uno in un ciclo cosmico superiore.
Thoth si prepara a lasciare la Terra esterna e tornare ad Amenti,
mettendo il suo corpo sotto il Fiore della Vita, mentre la sua Anima
andrà altrove. Promette che ritornerà quando l’uomo si eleverà
nuovamente alla Luce,.
Li esorta a custodire i segreti che ha dato, e particolarmente
l’entrata alle Sale di Amenti. Come siano stati ben custoditi questi
segreti è dimostrato dal fatto che lo sono ancora oggi.
TAVOLA XIII
Le Chiavi della Vita e della Morte
Ascolta, oh uomo, ascolta la mia saggezza. Ascolta il Verbo che ti
colmerà di Vita. Ascolta il Verbo che vincerà la tenebra. Ascolta la
voce che sconfiggerà la notte.
Mistero e saggezza ho portato ai miei figli; conoscenza e potere
provenienti dai tempi antichi. Non sapete che sarà aperta ogni cosa
quando troverete l’unione di tutto?
Dovete essere Uno con i Maestri del Mistero, Conquistatori della Morte
e Maestri della Vita.
Sì, dovete conoscere il Fiore di Amenti, il Fiore della Vita che
risplende nelle Sale. Con lo Spirito dovete raggiungere le Sale di
Amenti e riportare la saggezza che vive nella Luce. Sappiate che
l’accesso al potere è segreto. Sappiate che l’accesso alla vita è
attraverso la morte. Sì, attraverso la morte, ma non come la
conoscete. Attraverso una morte che è vita, ed è fuoco ed è Luce.
Desideri conoscere il profondo, nascosto segreto? Guarda nel tuo cuore
dove è incatenata la conoscenza. Sappi che il segreto è nascosto in
te, Sorgente di tutta la vita e fonte di tutta la morte.
Ascolta, oh uomo, mentre ti svelo il segreto dei tempi antichi.
Profondo nel cuore della Terra si trova il Fiore, la fonte dello
Spirito che lega tutto nella sua forma. Perché sappi che la Terra sta
vivendo in un corpo, come tu sei vivo nel tuo.
Il Fiore della Vita corrisponde in te alla sede del tuo Spirito, e
scorre attraverso la Terra come tu fluisci attraverso la tua forma;
dando vita alla Terra ed ai suoi figli, rinnovando lo Spirito da forma
a forma. Questo è lo Spirito che forma il tuo corpo, modellandoti e
mescolandoti nella sua forma.
Sappi, oh uomo, che la tua forma è duplice, e mentre esiste è
equilibrata nelle polarità. Sappi che quando ti si avvicina
rapidamente la Morte, è solamente perché il tuo equilibrio è
distrutto. È solamente perché è stato perso un polo.
Sappi che quando il tuo corpo è in pieno equilibrio non potrà mai
essere sfiorato dalle dita della Morte.
Sì, perfino la sventura può toccarti solo quando non c’è equilibrio.
Quando sei in equilibrio bilanciato, vivrai nel tempo e non sarai
toccato dalla Morte.
Sappi che sei la perfezione equilibrata, ed esisti a causa
dell’equilibrio dei tuoi poli. Quando, in te, un polo si abbassa,
l’equilibrio della vita ti si allontana rapidamente, e dunque ti si
avvicina la fredda Morte, portandoti il cambiamento della vita
sbilanciata.
Sappi che il segreto della vita in Amenti è il segreto per reintegrare
l’equilibrio dei poli. Tutto quello che esiste ha forma ed è vivo
grazie allo Spirito della vita nei suoi poli.
Non vedi che nel cuore della Terra c’è l’equilibrio di tutte le cose
che esistono e sono state sulla sua superficie?
La sorgente del tuo spirito parte dal cuore della Terra, perché nella
tua forma tu sei uno con la Terra.
Quando hai imparato a tenere il tuo equilibrio, allora attirerai in
equilibrio la Terra. Esisterai finché la Terra esiste, cambiando nella
forma solo quando la Terra cambierà: non assaporando la morte, ma uno
con il pianeta, mantenendo la tua forma finché tutto sparirà.
Ascolta, oh uomo, voglio svelarti il segreto così che anche tu possa
assaporare di non cambiare. Un’ora ogni giorno devi stare con la tua
testa rivolta verso la direzione del polo positivo (nord). Un’ora ogni
giorno devi stare con la testa rivolta verso la direzione del polo
negativo (sud). Mentre la testa è rivolta verso nord, mantieni la tua
coscienza dal petto alla testa. E quando la testa è rivolta verso sud,
mantieni il tuo pensiero dal petto ai piedi. Tieniti in equilibrio una
volta ogni sette giorni, ed il tuo bilanciamento si conserverà al
completo del suo vigore. Sì, se sei vecchio, il tuo corpo si rinnoverà
e la tua forza diventerà come quella di un giovane. Questo è il
segreto noto ai Maestri, con il quale tenevano a distanza le dita
della Morte. Non trascurare di seguire il percorso che ti ho indicato,
perché quando vai verso i cento anni trascurarlo significherà l’arrivo
della Morte.
Ascolta le mie parole e segui il percorso. Tieniti in equilibrio e
continua a vivere la vita.
Ascolta, oh uomo, e segui la mia voce. Ascolta la saggezza che ti
parla della Morte.
Quando sei alla fine della tua opera, puoi desiderare di lasciare
questa vita e passare al piano dove vivono i Soli del Mattino, e sarai
come i Figli della Luce. Passa senza dolore e senza dispiacere al
piano dove c’è l’eterna Luce.
Prima distenditi in riposo con la testa ad est. Incrocia le mani sulla
Sorgente della tua vita (plesso solare). Poni la tua coscienza al
centro vitale. Ruotala e dividila a nord ed a sud.
Mandane una parte verso nord. Poi mandane l’altra verso sud. Rilassa
la presa al tuo essere. Davanti la loro forma volerà la tua scintilla
d’argento, in alto ed in avanti verso il Sole del mattino, ardente di
Luce, uno con la sua Sorgente. La fiamma arderà là, finché sarà creato
il desiderio. Poi ritornerà in un luogo ed in una forma. Sappiate, oh
uomini, che così passano le grandi Anime, passando a volontà da vita a
vita. Così sempre passa l’Avatar, decidendo la propria Morte, come la
propria Vita.
(La seguente è la chiave per mantenere la coscienza al momento della
morte, così che questa memoria sia portata da un’incarnazione
all’altra).
Ascolta, oh uomo, impregnati della mia saggezza. Impara il segreto che
è Maestro del Tempo. Impara come coloro che chiami Maestri sono capaci
di ricordare le vite del passato. Grande è il segreto eppure facile da
imparare, dandoti la maestria del tempo. Quando la morte rapida ti si
avvicina, non temere, ma sappi che sei Maestro della Morte. Rilassa il
tuo corpo, non resistere con tensioni. Poni nel tuo cuore la fiamma
della tua Anima. Poi rapidamente spostala al centro del triangolo.
Trattienila un momento. Poi muovila alla meta. Questa tua meta è il
punto tra le sopracciglia, il punto dove la memoria della vita deve
mantenere il dominio. Mantieni la fiamma qui, nel centro della mente,
finché le dita della Morte afferreranno la tua Anima. Poi passerai
attraverso lo stato di transizione, e sicuramente scorreranno anche le
memorie della vita. Allora il passato sarà uno con il presente e
dunque sarà conservata la memoria di tutto. Sarai libero da tutte le
regressioni. Le cose del passato vivranno nell’oggi.
Uomo, hai ascoltato la voce della mia saggezza. Seguila e vivrai come
me attraverso le ere.
Interpretazione di Doreal
alla Tavola XIII
Thoth ha promesso d’insegnare il segreto del Fiore della Vita. Quando
si raggiunge l’unione, si deve andare ad Amenti.
Il Fiore della Vita è il plesso solare della Terra. Da questo punto lo
Spirito fluisce, conservando la Terra in forma.
Così come nella Terra lo stesso Spirito è nell’uomo, solo diverso in
quantità.
L’uomo è duale in polarità: quando un polo si sbilancia, l’equilibrio
del corpo è compromesso e compaiono malattia e morte. Il perfetto
equilibrio delle polarità elimina malattia e morte.
Il Fiore della Vita esercita un effetto equilibrante sulle polarità
del corpo, mantenendole in equilibrio.
Il resto di questa tavola è così chiaro che non richiede
interpretazione, perché indica solo determinate formule.
TAVOLA XIV
Divenendo Tre Volte Grande
Supplementare
Ascolta, oh uomo, la profonda saggezza segreta, persa dal mondo sin
dal tempo degli Abitanti, perduta e dimenticata dagli uomini di questa
epoca.
Sappi che la Terra è un portale, custodito da poteri sconosciuti
all’uomo. Eppure i Signori Neri nascondono l’entrata che conduce alla
Terra nata in Cielo.
Sappi che la via alla sfera di Arulu è custodita da barriere aperte
solo all’uomo nato nella Luce.
Sulla Terra sono detentore delle chiavi delle porte del Sacro Suolo.
Ho ordinato con poteri oltre ai miei, di lasciare le chiavi al mondo
dell’uomo. Prima della mia dipartita, vi lascio i Segreti per
liberarvi dalla schiavitù dell’Oscurità e gettare le catene della
carne che vi hanno vincolato, e per elevarvi dalla tenebra alla Luce.
Sappiate che la vostra anima dovrà essere purificata dalla sua
oscurità, altrimenti non entrerete mai dai portali della Luce. Quindi
pongo i Misteri tra voi, così che i Segreti potranno sempre essere
ritrovati.
Sì, anche se l’uomo cade nella tenebra, sempre la Luce splenderà come
una guida. Nascosta nella tenebra, velata in simboli, sarà sempre
ritrovata la via al portale. L’uomo in futuro negherà i misteri, ma
sempre il ricercatore troverà la via.
Ora vi comando di mantenere i miei segreti, affidandoli solo a chi
avete esaminato, così che il puro non possa essere corrotto, così che
il potere della Verità possa prevalere.
Ascolta ora la rivelazione del Mistero. Ascolta i simboli del Mistero
che do. Fanne una religione, perché così la sua essenza rimarrà.
Ci sono due regioni tra questa vita ed il Grande Uno, percorse dalle
Anime che lasciano questa Terra: Duat, la casa del potere
dell’illusione, e Sekhet Hetspet, la Casa degli Dei.
Osiride è il simbolo del custode del portale, che respinge le anime
degli uomini indegni.
Al di là c’è la sfera dei poteri dei nati in cielo, Arulu, il luogo
dove sono passati i Grandi. Là, quando avrò portato a termine il mio
incarico tra gli uomini, mi unirò ai Grandi della mia antica casa.
Sette sono le mansioni della casa del Potente;
Tre sorveglia il portale di ogni casa dall’Oscurità;
Quindici sono le vie che conducono a Duat.
Dodici sono le case dei Signori dell’Illusione, di fronte a Quattro
Vie, ognuna diversa dall’altra.
Quarantadue sono i grandi poteri, giudicanti i Morti che cercano il
portale.
Quattro sono i Figli di Horus.
Due sono le Guardie dell’Est e dell’Ovest di Iside, la madre che
implora per i suoi figli, Regina della Luna, riflettente il Sole.
Ba è l’essenza, sempre vivente.
Ka è l’Ombra che l’uomo conosce come vita.
Ba non viene finché Ka è incarnato.
Questi sono i misteri da preservare attraverso le ere.
Sono le Chiavi di Vita e di Morte.
Ora ascolta il Mistero dei Misteri: impara del cerchio senza principio
e senza fine, la forma di Colui che è Uno e nel Tutto.
Ascolta e senti, vai avanti ed applicalo, perché così percorrerai la
mia via.
Mistero nel Mistero, eppure chiaro per il nato nella Luce, ora ti
rivelerò il Segreto di tutto.
Dichiarerò un segreto all’iniziato, ma fai che la porta sia ben chiusa
al profano.
Tre è il mistero, proveniente dal Grande Uno.
Ascolta, e la Luce scenderà su di te.
Ai primordi, dimoravano Tre Entità. Oltre queste, non poteva esistere
nessuno.
Queste sono l’equilibrio, la fonte della creazione: un Dio, una
Verità, un Punto di Libertà.
Tre provengono dal Tre dell’equilibrio: tutta la Vita, tutto il Bene,
tutto il Potere.
Tre sono le qualità di Dio nella sua dimora di Luce: infinito Potere,
infinita Saggezza, infinito Amore.
Tre sono i poteri dati ai Maestri: mutare il male, assistere il buono,
usare il discernimento.
Tre sono le cose inevitabili che Dio rappresenta: potere manifesto,
saggezza ed amore.
Tre sono i poteri che creano tutte le cose: il Divino Amore,
possedendo la conoscenza perfetta, la Divina Saggezza, conoscendo
tutti gli strumenti possibili, il Divino Potere, possedendo l’unione
della volontà del Divino Amore e della Divina Saggezza.
Tre sono i cerchi (stati) d’esistenza:
Il Cerchio di Luce dove dimora null’altro che Dio, e che solo Dio può
attraversare;
Il Cerchio del Caos dove tutte le cose per natura sorgono dalla Morte;
Il Cerchio della Consapevolezza dove tutte le cose scaturiscono dalla
Vita.
Tutte le cose animate appartengono ai Tre stati dell’esistenza: Caos o
morte, Libertà nell’umanità e Felicità in Cielo.
Tre necessità controllano tutte le cose: il principio nel Grande
Profondo, il cerchio del Caos, la pienezza in Cielo.
Tre sono i percorsi dell’Anima: Uomo, Libertà, Luce.
Tre sono gli ostacoli: mancanza d’impegno per ottenere la conoscenza,
non devozione a Dio, attaccamento al male.
Nell’uomo, i Tre sono manifesti.
Tre sono i Re del potere interiore.
Tre sono le stanze dei misteri, trovate ma non ancora trovate nel
corpo dell’uomo.
Senti ora di chi si è liberato, redento dalla schiavitù della vita
alla Luce. Con la conoscenza, la fonte di tutti i mondi si aprirà. Sì,
perfino le Porte di Arulu non saranno sbarrate.
Tuttavia attenzione, oh uomo, per chi tenterà di entrare in cielo. Se
non sei degno, meglio sarebbe cadere nel fuoco.
Sappi che i Celestiali passano attraverso la pura fiamma. Ad ogni
rivoluzione dei cieli, combattono nelle fontane della Luce.
Ascolta, oh uomo, questo mistero.
Tanto tempo fa, prima che tu fossi nato uomo, dimorai nell’antica
Atlantide. Là nel Tempio bevvi della Saggezza, versata come una
fontana di Luce dall’Abitante.
Ti do la chiave per ascendere alla Presenza della Luce nel Grande
mondo.
Mi trovai davanti al Sacro Uno seduto sul Trono nel Fiore di Fuoco.
Era velato dalla luminosità dell’Oscurità, tanto che la mia Anima fu
turbata dalla Gloria.
Davanti ai piedi del suo Trono come diamante, sgorgarono quattro fiumi
di fuoco dal suo poggiapiedi, e si riversarono attraverso i canali
delle nuvole al mondo dell’Uomo. La sala fu piena degli Spiriti del
Cielo. Meraviglia delle meraviglie era il Palazzo Stellato.
In alto nel cielo, come un arcobaleno di Fuoco e di Luce del Sole,
erano formati gli spiriti. Cantavano le glorie del Sacro Uno. Poi in
mezzo al Fuoco venne una voce:
“Guardate la Gloria della Causa Prima”.
Osservai che la Luce, alta sopra tutta l’Oscurità, si rifletteva nel
mio stesso essere.
Giunsi, come era, al Dio di tutti gli Dei, lo Spirito Sole, il Sovrano
delle Sfere Sole.
Ancora la Voce disse:
“C’è uno, persino il Primo, che non ha principio, non ha fine, che ha
fatto tutte le cose, che governa tutto, che è buono, che è giusto, che
illumina, che sostiene”.
Poi dal Trono sgorgò un grande fulgore, circondando e sollevando la
mia anima con la sua potenza. Rapidamente mi mossi attraverso gli
spazi del Cielo e mi fu indicato il mistero dei misteri, mi fu
mostrato il Segreto Cuore del Cosmo.
Fui condotto alla terra di Arulu, davanti ai Signori nelle loro Case.
Aprirono la Porta affinché potessi guardare il Caos primordiale.
La mia anima fu sconvolta alla vista dell’orrore ed indietreggiò da
quell’oceano d’Oscurità.
Dunque vidi la necessità delle barriere, vidi la necessità dei Signori
di Arulu. Solo loro, con il loro infinito equilibrio, potevano
rimanere sulla via del fluente Caos. Solo loro potevano custodire la
creazione di Dio.
Poi passai intorno al cerchio dell’Otto. Vidi tutte le anime che
avevano vinto la tenebra. Vidi lo splendore della Luce dove
dimoravano.
Desideravo prendere posto nel loro cerchio, ma desideravo anche la via
che avevo scelto, quando stavo nelle Sale di Amenti ed avevo deciso
l’incarico che avrei compiuto.
Passai dalle Sale di Arulu giù nello spazio della Terra dove giace il
mio corpo. Mi alzai dalla Terra dove riposavo. Fui davanti
all’Abitante. Feci la promessa di rinunciare al mio Grande Diritto
finché il mio lavoro sulla Terra sarebbe stato compiuto, finché l’Era
dell’Oscurità sarebbe passata.
Ascolta, oh uomo, le parole che ti dirò. In esse troverai l’Essenza
della Vita. Prima del mio ritorno nelle Sale di Amenti, devo
insegnarti i Segreti dei Segreti, in modo che anche tu possa elevarti
alla Luce. Preservali e custodiscili, nascondili in simboli, così che
il profano rida e rinunci.
In ogni paese, organizza i misteri. Al ricercatore rendi la via
difficile da percorrere.
Così il debole ed il titubante saranno respinti.
Così i segreti saranno nascosti e custoditi, preservati fino al
momento in cui sarà girata la ruota.
Nei secoli bui, aspettando ed osservando, il mio Spirito rimarrà nella
profonda terra nascosta.
Quando qualcuno ha superato tutte le prove fisiche, mi chiami con la
Chiave che conserva. Allora io, l’Iniziatore, risponderò, verrò dalle
Sale degli Dei in Amenti. Allora riceverò l’iniziato e gli darò le
parole del potere.
Ascolta, ricorda queste parole di avvertimento: non condurmi il
carente di saggezza, l’impuro di cuore od il debole nel suo proposito.
Altrimenti ti toglierò il potere di richiamarmi dal luogo del mio
sonno.
Vai avanti e vinci l’elemento della tenebra.
Esalta nella tua natura la tua essenza di Luce.
Ora procedi e chiama i tuoi fratelli così che io possa impartire loro
la mia saggezza, illuminando il loro cammino quando non ci sarà più la
mia presenza. Vieni nella stanza sotto il mio Tempio. Non mangiare
cibo finché tre giorni non siano passati. Là ti darò l’essenza della
saggezza così che con il potere potrai risplendere tra gli uomini.
Là ti darò i segreti così che anche tu potrai levarti ai Cieli. Tu sei
Uomo-Dio in Verità come in essenza.
Ora parti e lasciami, mentre chiamo quelli di cui sai ma che ancora
non conosci.
TAVOLA XV
Il Segreto dei Segreti
Supplementare
Ora vi riunisco, figli miei, che aspettate di ascoltare il Segreto dei
Segreti che vi darà il potere di svelare l’Uomo-Dio, e vi darà la via
alla vita Eterna.
Parlerò chiaramente di Misteri Svelati. Non vi farò discorsi oscuri.
Ascoltate adesso, figli miei. Ascoltate ed obbedite alle parole che
dirò.
Prima parlerò dei ceppi dell’oscurità che vi legano in catene alla
sfera della Terra.
Tenebra e Luce sono entrambi di una natura, diverse solo in apparenza,
perché ognuna sorge dalla fonte di Tutto.
La Tenebra è disordine.
La Luce è Ordine.
La Tenebra trasformata è Luce della Luce.
Questa, figli miei, è la vostra meta in essere: la trasformazione
della tenebra in Luce.
Ora ascoltate il mistero della natura, le relazioni della vita alla
Terra dove dimora.
Sappi che per natura sei triplice, fisico, astrale e mentale in uno.
Tre sono le qualità di ogni natura: nove in tutto, come sopra, così
sotto.
Nel fisico i canali sono questi, il Sangue che si muove in moto
vorticoso, reagendo sul cuore per continuare il suo battito, il
Magnetismo che si muove attraverso il percorso nervoso, portatore di
energie a tutte le cellule ed ai tessuti, l’Akasha che fluisce
attraverso i canali, sottile ma fisica, perfezionandoli.
Ognuno dei tre sintonizzato con gli altri, ognuno inerente alla vita
del corpo.
Formano l’intelaiatura scheletrica attraverso cui fluisce il sottile
etere. Il Segreto della Vita nel corpo si trova nella loro maestria.
Lasciati solo per volere dell’adepto, quando il suo proposito di
vivere è compiuto.
Tre sono le nature in Astrale, intermediario tra sopra e sotto: non
del Fisico, non dello Spirituale, ma in grado di muoversi tra sopra e
sotto.
Tre sono le nature della Mente, portatrice della Volontà del Grande
Uno. Arbitro di Causa ed Effetto nella tua vita.
Così è formato l’essere triplice, diretto da sopra per il potere del
Quattro.
Sopra e di là dalla triplice natura dell’uomo, c’è il regno del Sé
Spirituale.
Quattro è in qualità, splendente in ognuno dei piani d’esistenza, ma
Tredici in uno, il numero mistico.
Basati sulle qualità dell’uomo sono i Fratelli: ognuno deve dirigere
lo spiegarsi dell’essere, ognuno deve essere canale del Grande Uno.
Sulla Terra l’uomo si trova in schiavitù, legato dallo spazio e dal
tempo al piano della Terra.
Cingente ogni pianeta c’è un’onda di vibrazione, che lo vincola al suo
piano di evoluzione. Eppure nell’uomo c’è la Chiave per liberarsi,
nell’uomo si può trovare la libertà.
Quando avete liberato il sé dal corpo, vi alleggerirete dei legami
esterni al vostro piano-terra. Pronunziate la parola Dor-E-Lil-La. Poi
per un periodo la vostra Luce sarà sollevata, libera potrà
oltrepassare le barriere dello spazio. Per un tempo della metà del
sole (sei ore), potete passare liberi le barriere del piano-terra,
vedere e conoscere coloro che sono di là da voi. Sì, potrete passare
nei mondi più alti e vedere le vostre possibili altezze di compimento,
conoscere tutti gli avvenimenti terreni dell’Anima.
Sei legato al tuo corpo, ma con il potere puoi essere libero. Questo è
il Segreto per cui la schiavitù deve essere sostituita dalla libertà.
Lascia che la tua mente sia calma. Fai riposare il corpo: conscio solo
della libertà dalla carne.
Concentrati sulla meta del tuo desiderio. Pensa di continuo ad essere
libero. Pensa a questa parola: La-Um-I-L-Gan. Ripetutamente lasciala
risuonare nella tua mente.
Lasciati trasportare dal suono al luogo del tuo desiderio. Libero
dalla schiavitù della carne per tua volontà.
Ascolta mentre ti do il più grande dei segreti: come entrare nelle
Sale di Amenti, come entrare nel luogo degli immortali come feci io,
davanti ai Signori nei loro posti.
Mettiti supino con il corpo rilassato. Calma la tua mente in modo che
il pensiero non ti disturbi. Devi essere puro nella mente e nel
proposito, altrimenti arriverai solo al fallimento. Visualizza Amenti
come te l’ho descritta nelle mie Tavole. Desidera con tutto il cuore
di essere là. Con l’occhio della mente sii davanti ai Signori.
Pronuncia (mentalmente) le parole di potere che ti do:
Mekut-El-Shab-El
Hale-Sur-Ben-El-Zabrut
Zin-Efrim-Quar-El.
Rilassa la mente ed il corpo. Poi sii certo che sarai chiamato.
Ora ti do la Chiave per Shambala, il luogo dove i miei Fratelli vivono
nella tenebra: tenebra, ma colma di Luce del Sole.
Tenebra della Terra, ma Luce dello Spirito, guida per te quando il mio
giorno sarà finito.
Rilassa il tuo corpo come ti ho insegnato. Oltrepassa le barriere del
profondo, nascosto posto. Rimani davanti alle entrate ed ai loro
guardiani. Ordina loro di lasciarti entrare con queste parole:
“Io sono la Luce. In me non c’è Oscurità. Sono libero dalla schiavitù
della notte. Aprite la via dei Dodici e dell’Uno, così che io possa
passare nei regni della saggezza”.
Se rifiutano, come certamente faranno, ordina loro di aprire con
queste parole di potere:
“Io sono la Luce. Per me non esistono barriere.
Aprite, ve l’ordino, per il Segreto dei Segreti.
Edom-El-Ahim-Sabbert-Zur Adom”.
Quindi se le tue parole sono state la “Verità” più alta, per te sarà
aperto e le barriere cadranno.
Ora, vi lascio, figli miei.
Giù, eppure su, andrò alle Sale.
Conquistate la via che vi porta a me, figli miei.
Diventerete veramente i miei fratelli.
Così termino le mie scritture.
Lasciate che siano Chiavi per chi verrà dopo.
Ma solamente per chi cerca la mia saggezza, perché solo per questi
sono la Chiave e la Via.
1 Si riferisce alla sua pubblicazione. Le Tavole qui tradotte sono
dodici, conseguentemente la XIV e la XV non contengono
l’interpretazione di Doreal.