Donatella, parole sacrosante!!
Richard, monaco buddhista, ci dice: "l'ego è come una campana, più è grande più risuona quando viene colpito".
Quindi non posso che sposare le tue profonde osservazioni.
Però mi concederai che se una pratica Interiore non da effetto sugli aspetti esteriori è di fatto inutile: resta filosofia.
Faccio un esempio:
1. se oggi mi insulti, mi arrabbio, e da domani non ti rivolgo più la parola, reagisco in modo "semi-automatico" come ho imparato a reagire in questa società. Cioè: Aggressione--> paura --> sofferenza --> reazione aggressiva --> ostilità.
2. se oggi mi insulti, io ti voglio bene, e domani ti voglio bene ancora. Cioè non reagisco automaticamente come fino ad oggi ho imparato a fare, ma annullando il mio Ego (appunto come dici tu), resto centrato nella compassione verso gli altri. Quindi: Aggressione --> faccio il vuoto --> resto centrato.
Quindi mi restano dubbi su quanto scrivi, che mi sembrano buoni spunti:
"...bisogna essere rispettosi nei confronti di quello che si pratica ma senza imposizioni, altrimenti la pratica diventa un
limite..." e "...legare qualsiasi pratica spirituale ad un'aspetto esteriore rappresenta un limite".
La pratica interiore ha effetti mirabolanti sugli aspetti esteriori. Ma è altresì vero che una pratica esteriore ha effetti mirabolanti sulla mente. Le due cose sono unite ed indivisibili, proprio come Yin-Yang opposti ma complementari. E' anche chiaro che Yin è limite per Yang e viceversa, ma così si arriva all'equilibrio che resta nel mezzo.
Non capisco come un' "imposizione" diventi un limite. L'imposizione da parte di altri, è più di un limite, è un abuso. Deprecabile. La propria auto-imposizione, invece, la voglio chiamare Disciplina, pratica fondamentale.
Io penso che un allievo segua un maestro, e non è il maestro ad obbligare un allievo (tranne nella scuola dell'obbligo ;-)). Quindi imposizioni non ce ne sono e non ce ne possono essere, come "nessuno impone all'assetato di bere l'acqua del fiume se non la sua sete" ...di sapere. Se scelgo di seguire un Maestro, ed il Maestro mi accetta come Discepolo, sono obbligato a seguire le indicazioni del Maestro.
Belle queste riflessioni che facciamo assieme. Sei ricca di spunti interessanti... grazie!