La sentenza di Melfi: è la democrazia, Marchionne.
Dunque il modello Fiat ha qualche problema in Italia – lo conferma la sentenza che ha reintegrato in fabbrica i tre operai di Melfi ingiustamente licenziati. Non ha problemi con la Fiom, come credono molti. Ha problemi con la Costituzione italiana. Con la democrazia, il senso dei diritti, la libertà dei cittadini. Ciò che fa di un uomo e una donna che lavorano qualcuno che appartiene alla comunità, non un ingranaggio ben oliato della megamacchina in corsa sui mercati. Perché – inconcepibile per Marchionne e C. - operaie e operai non smettono di essere cittadini per il fatto di entrare in una fabbrica. Non diventano il gregge muto, gli automi dei Tempi moderni di Chaplin. Non più. Non sono più servi.
Si rassegnino anche i canadesi alla Marchionne.
Non si possono ricattare fino al punto da cancellare identità e rispetto di sé. Quel rispetto non è qualcosa di individuale o privato: è la radice della democrazia, che se no si riduce a delega ai potenti di turno, in fabbrica o fuori - le differenze fra i luoghi, nell'immaginario totalitario della Fiat, tendendo a scomparire del tutto. È il fondamento della polis quella dignità personale. Ed è la libertà di tutti noi che è in gioco quando i diritti del lavoro sono considerati un lusso d'altri tempi, qualcosa che non ci si può permettere nell'epoca della crisi e della globalizzazione, quando il potere autoritario della fabbrica vorrebbe invadere tutto lo spazio sociale per ridurlo a ridurlo a terrreno incolto devastabile a piacere.
Si rassegni la Fiat. Non può riscrivere la Costituzione in nome della voce del padrone. Non può decidere sulle nostre vite come se non esistessero che i suoi calcoli di mercato (peraltro sbagliati, come si vede bene in Europa).
E non è questione solo di Costituzione e magistratura.
Il 9 marzo sarà in piazza un sacco di gente che non si può comprare né comandare come fosse l'esercito ordinato dei propri dipendenti. È l'altra Italia, che si è già ritrovata nelle strade accanto al lavoro e alla Fiom.
Sono persone libere e solidali, che chiedono cambiamento e pretendono democrazia, quella vera
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