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unread,May 13, 2026, 3:48:42 AM (10 days ago) May 13Sign in to reply to author
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Il dolore e la via d'uscita
di Thich Nhat Hanh
Da bambini, Siddhartha e Gesù si resero entrambi conto che la vita è piena di sofferenza. In giovane
età il Buddha raggiunse la consapevolezza della pervasività della sofferenza. Gesù dovette avere lo
stesso genere di intuizione, perché entrambi compirono ogni sforzo per offrire una via d'uscita.
Anche noi dobbiamo apprendere a vivere in modi che limitino la sofferenza universale. La sofferenza
è sempre presente, intorno a noi e dentro di noi, e dobbiamo trovare le vie che la allevino e la
trasformino in benessere e pace.
Monaci e monache, in entrambe le tradizioni religiose, si avvalgono delle medesime pratiche: la
preghiera, la meditazione, la deambulazione consapevole, i pasti in silenzio e molti altri metodi
per cercare di superare la sofferenza. È una sorta di lusso essere monaco o monaca, riuscire a
sedere tranquillamente e avere una visione profonda della natura del dolore e della via d'uscita.
Sedere e avere una visione profonda del corpo, della coscienza e degli stati mentali è come essere
una chioccia che cova le sua uova. Un giorno l'intuizione nascerà come un pulcino. Se monaci e
monache non hanno gran cura del tempo che dedicano alla pratica, non avranno nulla da offrire al
mondo.
Quando si fece monaco, il Buddha aveva ventinove anni, e dunque era alquanto giovane, e all'età di
trentacinque anni raggiunse l'illuminazione. Anche Gesù trascorse un certo periodo di tempo da solo
sulla montagna e nel deserto. Tutti noi abbiamo bisogno di riflettere e di ristorarci.
Per coloro che non sono monaci, né monache, può essere difficile trovare il tempo per meditare o
pregare, ma è importante farlo. Durante un ritiro, apprendiamo come tenere in serbo la
consapevolezza di ogni cosa che facciamo, e allora possiamo continuare la pratica nella nostra vita
quotidiana. Se agiremo così, avremo una visione profonda della natura del nostro dolore e troveremo
una via d'uscita. È quanto il Buddha disse nel suo primo sermone al Parco del Cervo a Sarnath:
"Penetra la natura del dolore per cogliere le cause della sofferenza e la via d'uscita". Tutti
possono attuare questa pratica, monaci e laici.