Perché tenere un segreto ci logora? La scienza spiega il "circolo vizioso" mentale
Non è il fatto di nascondere qualcosa a farci soffrire, ma il modo in cui la nostra mente ci torna
sopra. Ecco cosa accade al cervello quando custodiamo un segreto.
10 marzo 2026 - Chiara Guzzonato
Secondo quanto scoperto da uno studio pubblicato su PsyArXiv e non ancora sottoposto a revisione
paritaria da altri scienziati, i segreti potrebbero causare preoccupazioni e sentimenti negativi che
incidono profondamente sul nostro benessere mentale. Il problema, tuttavia, non sarebbe il segreto
in sé, quanto il fatto che la mente ci ritorni sopra spontaneamente, "ricordandoci" continuamente
che abbiamo qualcosa da nascondere.
Quanti segreti nascondiamo? La media sorprendente della ricerca
Lo studio ha coinvolto un totale di 240 volontari, reclutati sulla base di un unico requisito: avere
almeno un segreto. In media, è emerso che una persona ne custodisce nove, giudicati come
"moderatamente importanti".
Quali sono gli argomenti più comuni? Nell'ordine troviamo: bugie, insoddisfazione per il proprio
aspetto fisico, questioni finanziarie, desideri romantici e comportamenti sessuali. È importante
sottolineare che lo studio ha analizzato solo chi dichiarava di avere segreti; pertanto, non sarebbe
corretto affermare che "chiunque" ne abbia nove, escludendo chi (forse) non ne ha affatto.
Il paradosso del pensiero: meglio pensarci di proposito?
I partecipanti hanno compilato per due settimane un diario riportando la frequenza e la modalità dei
pensieri legati ai propri segreti. Incrociando questi dati con i rilevamenti in tempo reale durante
la giornata, i ricercatori hanno scoperto un dettaglio controintuitivo: le persone tendono a pensare
ai segreti più inconsciamente che di proposito.
Il dato interessante è che nei giorni in cui i volontari pensavano volontariamente ai propri
segreti, se ne preoccupavano meno, arrivando a volte a fantasticarci sopra con emozioni positive. Al
contrario, quando il pensiero si presentava in modo spontaneo e intrusivo, innescava un circolo
vizioso di ansia difficile da interrompere.
Quando il segreto diventa un pensiero ossessivo
Le conseguenze negative sul benessere emotivo, concludono i ricercatori, sarebbero quindi il
risultato di un loop innescato dal pensiero ossessivo del segreto, piuttosto che dallo sforzo attivo
di tenerlo nascosto agli altri. È la frequenza con cui il segreto "bussa" alla porta della nostra
consapevolezza a determinare quanto ci farà stare male.
https://osf.io/preprints/psyarxiv/7u2rm_v1
da
focus.it