Quali sono i virus più pericolosi per l’uomo?
Difficile stabilire quale sia il virus più pericoloso: alcuni sono letali ma poco contagiosi, altri
si diffondono rapidamente, causando milioni di vittime.
2 febbraio 2026 - Roberto Mammì
La gravità dei virus più diffusi dipende da vari fattori: a partire da quanto facilmente si
diffondono, dalle condizioni igieniche e sanitarie locali, e anche dalla possibilità di accesso alle
cure. Vediamo quali sono gli agenti patogeni più temibili.
Rabbia
Si trasmette attraverso il morso o la saliva di animali infetti, soprattutto cani, volpi o
pipistrelli. Una volta entrato nell'organismo, il virus raggiunge il sistema nervoso centrale,
provocando infiammazione cerebrale, confusione, spasmi muscolari e paralisi progressiva. Nelle
persone non vaccinate, la malattia è quasi sempre fatale una volta comparsi i sintomi, con un tasso
di mortalità addirittura vicino al 100%.
Ebola
Fra le quattro specie di ebolavirus conosciute che possono causare patologie negli umani, è quello
con il più alto tasso di letalità: una media superiore all'80%, con picchi fino al 90%. Il contagio
avviene con il contatto diretto con sangue, fluidi corporei o tessuti di persone o animali infetti.
L'infezione provoca febbre, vomito, diarrea, sanguinamenti interni ed esterni e insufficienza
multiorgano.
Influenza aviaria (H5N1)
È causata da un virus influenzale di ceppo A (orthomyxovirus), che colpisce soprattutto alcune
specie di uccelli selvatici. Si trasmette attraverso il contatto diretto con volatili infetti o
superfici contaminate, raramente da persona a persona. Nel corpo umano provoca febbre alta, tosse,
difficoltà respiratorie e polmonite grave, spesso accompagnata da insufficienza multiorgano. Il
tasso di mortalità del ceppo H5N1 può raggiungere il 60% dei casi confermati.
Marburg
Trasportato da pipistrelli della frutta africani e trasmesso all'uomo tramite fluidi corporei o
superfici contaminate, il virus di Marburg provoca febbri emorragiche acute simili a quelle
dell'Ebola. I sintomi includono febbre alta, mal di testa, dolori muscolari, vomito e diarrea, che
possono evolvere in manifestazioni emorragiche e insufficienza multiorgano. Ha un tasso di mortalità
che può arrivare all'88%. Attualmente il trattamento è sintomatico e sono in fase di sperimentazione
vaccini efficaci.
Hantavirus
Si trasmette all'uomo attraverso il contatto con urine, feci o saliva di roditori infetti, oppure
respirando particelle contaminate. Una volta nel corpo, può causare febbre alta e insufficienza
respiratoria acuta o renale. La mortalità varia a seconda del ceppo virale e della sindrome che
provoca, potendo arrivare al 50% o più nel caso della sindrome polmonare da hantavirus, più
frequente nelle Americhe. Altre sindromi, come la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS) in
Asia ed Europa, hanno tassi di mortalità più bassi, generalmente tra l'1% e il 15%.
Vaiolo
Ne è stata dichiarata l'eradicazione nel 1980 grazie a una campagna globale di vaccinazione, ma il
vaiolo resta una potenziale minaccia biologica per la presenza di campioni conservati in alcuni
laboratori.
Causato dal Variola virus, era una malattia altamente contagiosa che si trasmetteva per via aerea o
tramite contatto diretto con lesioni cutanee e oggetti contaminati. Provocava febbre alta, dolori e
un'eruzione pustolosa. La forma più grave, il Variola major, aveva un tasso di mortalità fino al
30%.
Nipah
È un virus emergente che si trasmette all'uomo soprattutto tramite contatto con fluidi corporei di
animali infetti, in particolare pipistrelli della frutta, ma anche maiali (nel 1999 milioni di suini
furono uccisi dalle autorità malesi per fermare un'epidemia), o attraverso il consumo di frutta
contaminata. L'infezione provoca febbre, mal di testa, vomito e, nei casi più gravi, encefalite con
convulsioni e coma. Il tasso di mortalità stimato varia tra il 40% e il 75%.
Dengue
Si trasmette principalmente attraverso la puntura di zanzare Aedes infette, diffuse in gran parte
delle regioni tropicali e subtropicali. Provoca febbre alta, forti dolori muscolari e articolari,
mal di testa ed eruzioni cutanee. Nelle forme lievi la mortalità è molto bassa, mentre nelle forme
emorragiche più gravi, senza cure tempestive, può superare il 20%.
Hiv
Il virus dell'immunodeficienza umana si trasmette principalmente attraverso contatto con sangue,
liquidi corporei o rapporti sessuali non protetti. Non è immediatamente letale, ma attacca il
sistema immunitario distruggendo progressivamente i linfociti T, fondamentali per difendersi da
infezioni e tumori.
Senza terapia antiretrovirale, può evolvere in AIDS, con infezioni opportunistiche spesso letali. La
mortalità storica è stata altissima, con milioni di vittime a livello globale, anche se oggi i
trattamenti hanno drasticamente migliorato la sopravvivenza.
Sars-Cov-2 (Covid-19)
Identificato per la prima volta nel dicembre 2019 a Wuhan, in Cina, probabilmente derivante da un
virus presente nei pipistrelli e trasmesso all'uomo tramite un ospite intermedio. Si trasmette per
via respiratoria, tramite droplet e aerosol prodotti da persone infette, anche asintomatiche. Può
provocare polmonite acuta, insufficienza respiratoria e complicazioni sistemiche, soprattutto nei
soggetti fragili. Il tasso di mortalità globale, secondo i dati disponibili fino al 2025, è
inferiore a quello di altri virus letali, ma l'alta contagiosità ha causato milioni di decessi e un
impatto sanitario senza precedenti.
Hendra
Si trasmette all'uomo principalmente tramite il contatto con fluidi di cavalli infetti, i quali a
loro volta possono essere stati infettati da pipistrelli della frutta. L'infezione provoca febbre,
tosse, affaticamento e nei casi più gravi encefalite con infiammazione cerebrale, insufficienza
respiratoria e coma. Il tasso di mortalità tra i casi umani confermati è circa del 60%, rendendolo
tra i virus più pericolosi nonostante i casi siano rari e concentrati principalmente in Australia.
da
focus.it