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unread,Jun 2, 2026, 4:18:11 AM (11 days ago) Jun 2Sign in to reply to author
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Oriente e Occidente
di Amadio Bianchi
Spesso mi viene rivolto questo quesito: qual'è la differenza fra le
discipline orientali e quelle occidentali?
La spiegazione mi sembra così evidente.
Entrambe discendono dalle rispettive culture.
Le prime tendono principalmente ad unificare il complesso psicosomatico
verso la sostanza spirituale, le seconde verso quella materiale.
Esse sono come i due poli dell'universo che rappresentano l'espressione
concreta della manifestazione.
Non è quindi il caso di dare vita alla solita sterile polemica nella quale
si specula su ciò che potrebbe essere superiore o inferiore.
Le discussioni a cui qualche "settario" si abbandona nel tentativo di
ottenere ad esempio la supremazia dell'uomo rispetto alla donna e viceversa,
io credo non abbiano giustamente portato mai a nulla di buono.
Quello che bisogna comprendere è che l'universo manifesto ha necessità di
sostenersi mediante tutti e due i poli.
Dico questo perché ultimamente in occidente è presente una forma di
"orientefilia" che porta le persone a snobbare la visione occidentale
materialista e esse non si accorgono, come ho già più volte affermato, che
l'oriente, in particolar modo l'India, si trova ad essere fortemente
impegnata proprio verso questa direzione.
È giusto così, poiché il giusto sta nella presenza forte di entrambe i poli.
Donne forti e uomini forti alzano la qualità del genere umano.
Una buona realizzazione materiale unita ad una altrettanto valida
realizzazione spirituale conducono l'uomo a sperimentare stati di
appagamento e di gioia che sono premessa di tranquillità e pace.
Secondo chi scrive l'umanità sarà sempre più impegnata sulla via che conduce
al ritrovamento o al recupero di discipline "psicosomatiche", come del resto
questi ultimi anni hanno dimostrato, consapevole della differente qualità
del risultato.
L'oriente "equilibrato", libero cioè da eccessi interpretativi, ha già dato
chiare indicazioni verso questa direzione.
Alcuni saggi hanno indicato una "via di mezzo", una terza via di
sperimentazione che dovrebbe condurre all'equilibrio. Mi associo dichiarando
che il benessere che ognuno di noi ricerca nelle discipline sia orientali
sia occidentali, insorge quando il fanatismo è mantenuto lontano e quando
nel comportamento umano c'è assenza di competizione.
Del resto il fanatismo settario è ben presente anche in talune discipline
occidentali che divengono dannose per la salute psicofisica del soggetto.
Basti pensare cosa accade quando per un eccesso di "apparenza" fisica si
arriva ad usare oltre ai "pesi", farmaci pericolosi per la salute.
Ma sono anche convinto che spesso certi "pesi" non sono più indicati per una
normale colonna vertebrale, una struttura ossea e muscoli di un genere umano
ormai reso debole dal tipo di vita.
Troppi sono i danni che personalmente ho constatato, come terapeuta, su
molte persone che hanno lavorato in palestre dove si asseconda la filosofia
dell'apparire e non dell'essere.
Danni fisici talvolta irreparabili e naturalmente anche danni "interiori".
Meno male che l'oriente ci ha portato a riflettere stimolando il recupero di
certi valori.