New Age per due

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Jun 6, 2026, 4:41:52 AM (7 days ago) Jun 6
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New Age per due


di Giampiero Cara e Annalisa Antodicola



E' meglio procedere da soli o in coppia sulla via della conoscenza e
dell'evoluzione spirituale?

Se ci volgiamo a guardare i grandi maestri dell'umanità del passato, coloro
i cui insegnamenti, sia pure distorti in religioni, si tramandano nei
secoli, notiamo che sono sempre stati soli. Magari erano circondati da
discepoli e da curiosi, che gli si affollavano intorno per essere guariti od
illuminati, ma al loro fianco non c'era mai un compagno od una compagna al
loro stesso livello, con cui questi rari individui che tanto ammiriamo
condividevano gioiosamente l'amore e l'avventura dell'anima.


EVOLUZIONE DI COPPIA

Ma l'era dell'Acquario sta portando un notevole cambiamento in questo senso.
Secondo la filosofia New Age, il rapporto di coppia è tra le tappe più
importanti della nostra evoluzione interiore, perché implica la scoperta e
l'accettazione, dentro ognuno di noi, della nostra parte maschile e di
quella femminile, per raggiungere innanzitutto all'interno quel senso di
unità e di fusione armonica con l'"esterno" che costituisce da sempre una
delle mete più elevate della ricerca spirituale.

In tal senso, il compagno o la compagna che ci siamo scelti ci fanno da
specchio, ossia sono l'esteriorizzazione rispettivamente della nostra parte
maschile e della nostra parte femminile.
Se dunque abbiamo dei rapporti conflittuali con l'altro sesso, probabilmente
è proprio perché non accettiamo la nostra parte maschile, se siamo donne, o
femminile, se siamo uomini.

Da questo punto di vista, è importante imparare a considerare il nostro
compagno o la nostra compagna i nostri "maestri", perché, se cerchiamo di
comprenderli e di accettarli, riusciamo a comprendere e ad accettare
l'"altra metà" di noi stessi (e non a caso si chiama la persona amata "la
mia metà").

Vale senz'altro la pena di tentare, perché l'unione di Yin e Yang che si
verifica in un rapporto di coppia armonioso permette il superamento dell'ego
e la nascita di un equilibrio superiore.


ALLA RICERCA DELL'ARMONIA COSMICA

Anche gli antichi mistici orientali parlano simbolicamente di unione ed
equilibrio di forze del Cielo (maschili) e della Terra (femminili), da cui
scaturisce un'armonia cosmica. Secondo un'antica espressione popolare
ispirata al Tantra (lo "Yoga dell'amore") indiano, Shiva (il principio
maschile) senza Shakti (il principio femminile) è un cadavere".

Per quanto bella e significativa, però, l'espressione citata, è sintomo di
una cultura (sia orientale sia occidentale) che finora ha quasi sempre
considerato la donna in funzione dell'uomo, e quindi ha più o meno teso ad
usare l'energia maschile, quella più aggressiva, che rappresenta la nostra
capacità di pensare ed agire concretamente nel mondo fisico, per reprimere e
controllare l'energia femminile, dolce e ricettiva, che si esprime
attraverso l'intuito, l'amore e la comprensione.

Questo condizionamento culturale ha prodotto degli stereotipi che abbiamo
davanti agli occhi ogni giorno. Da una parte, abbiamo il "maschio"
tradizionale, che è stato abituato a negare ed a reprimere il proprio
aspetto femminile, assumendo degli atteggiamenti freddi, controllati e
repressivi nei confronti delle donne, dalle quali è segretamente
terrorizzato perché gli ricordano l'aspetto femminile che lui tenta di
negare.

Dall'altra, c'è la "femmina" tradizionale, che utilizza la sua energia
maschile per negare e reprimere la forza femminile insita in lei, il che la
rende inerme, sottomessa agli uomini, priva di un equilibrio emozionale ed
incapace di esprimere la propria forza, perché timorosa che, se l'uomo la
scoprisse, la lascerebbe.


LIBERARSI DEGLI STEREOTIPI

E' importante notare che questi stereotipi, che l'americana Shakti Gawain
chiama "il vecchio aspetto maschile" e "il vecchio aspetto femminile", sono
presenti in entrambi i sessi. La "femmina" di cui sopra ospita in se stessa
un "macho" che la controlla, e quindi tende ad attirare degli uomini che
rispecchiano questo tipo di personalità maschile e la manifestano nel
rapporto con lei.

Il "macho" tradizionale, a sua volta, reprime dentro di sé una voce
femminile impotente ed isterica, che tenta disperatamente di farsi
ascoltare, e perciò attrae donne deboli dotate di scarsa considerazione di
sé, che riflettono la stessa mancanza di fiducia e di rispetto che lui
manifesta nei confronti del suo aspetto femminile. Ma le cose stanno
cambiando.

L'Era dell'Acquario rappresenta l'emergere, a livello sia individuale sia
collettivo, dell'energia femminile, nei confronti della quale il nuovo
modello di energia maschile comincia a nutrire fiducia ed apprezzamento. Dal
punto di vista culturale, ciò si manifesta, per esempio, nel sempre maggiore
interesse per una spiritualità di tipo femminile, che fa vacillare le
vecchie gerarchie e divisioni religiose maschili e tende a promuovere
l'uguaglianza e l'amore incondizionato tra tutti gli esseri umani.

A livello del rapporto di coppia vero e proprio, invece, la donna acquista
maggior fiducia in se stessa ed impara ad usare la propria energia maschile
interiore per darsi coraggio, e perciò comincia ad attirare sempre di più
uomini capaci di sostenerla e di apprezzarla, mentre l'uomo, aprendosi alla
propria natura femminile e fidandosi di essa, si rilassa, diviene più
sensibile e meno aggressivo, e comincia ad attirare donne più forti ed
indipendenti, capaci di amarlo senza bisogno di sottomettersi.


I PROBLEMI CON L'ALTRO SESSO DENTRO DI NOI

Dunque, la prospettiva di crescita spirituale per chi intende aprirsi
sinceramente al rapporto di coppia è luminosa. E non c'è da preoccuparsi se
al momento la nostra situazione personale in campo affettivo sembra
piuttosto buia e deprimente. E' importante capire che la situazione ideale
per cominciare a risolvere i nostri problemi con l'altro sesso dentro e
fuori di noi è esattamente quella in cui ci troviamo adesso, perché la
nostra situazione esteriore rispecchia quel che c'è in noi e che noi
vogliamo scoprire per divenire esseri umani sempre migliori.

Se, per esempio, siamo soli e ci sembra di non riuscire a trovare l'"anima
gemella", proviamo magari a smettere di cercarla dappertutto all'esterno ed
approfittiamo della nostra temporanea solitudine per imparare ad amarci e ad
accettarci completamente, come se fossimo noi stessi il partner che
cerchiamo.

Questo è molto importante per capire che non c'è niente di male a star soli,
anzi può essere molto piacevole. Spesso, invece, ce ne vergogniamo, perché
pensiamo che ciò dimostri qualcosa di sbagliato in noi.

E' fondamentale liberarci da questo pensiero negativo, altrimenti c'è il
rischio di mettersi con qualcuno che non va bene per noi soltanto perché
abbiamo paura della solitudine.

In questo modo, dunque, dandoci da fare dentro di noi invece che
all'esterno, possiamo finalmente attrarre nella nostra vita un compagno od
una compagna che ci accetti e ci ami davvero. In particolare, è importante
impegnarsi a sviluppare dentro di noi proprio quelle qualità che
desidereremmo nel nostro compagno ideale, perché a livello spirituale (ossia
il livello più profondo di una vera unione di coppia) sono i simili ad
attrarsi, e non gli opposti come comunemente si dice.

Spesso la difficoltà a trovare un compagno od una compagna è dovuta al fatto
che abbiamo avuto delle esperienze negative e temiamo che si ripetano. In
realtà, la ripetizione di queste esperienze negative avviene perché, come
afferma Louise L. Hay in "Ama te stesso", "dentro di noi c'è il bisogno di
ripeterle. Questa necessità corrisponde ad una nostra convinzione. Per
spezzare lo schema non serve l'autocritica, bisogna superare la necessità".


SUPERARE I CONDIZIONAMENTI

Uno dei motivi fondamentali per cui ripetiamo delle esperienze negative può
essere rappresentato dai condizionamenti sul rapporto di coppia che abbiamo
ricevuto dai nostri genitori o insegnanti. Per esempio, nella maggior parte
delle famiglie e delle scuole veniamo educati solo dal punto di vista
intellettuale, mentre le emozioni vengono completamente trascurate. Ci viene
detto di controllare o nascondere le nostre emozioni piuttosto che sentirle
o parlarne o far sapere agli altri come ci sentiamo.

Questo è un condizionamento negativo molto forte, perché l'amore si fonda
non sulla razionalità, ma sulle emozioni. Spesso ci capita di non riuscire a
comunicare quel che proviamo ad una persona che ci piace, proprio perché da
piccoli, impedendoci di esprimerle, ci hanno fatto sentire come se le nostre
emozioni fossero qualcosa di sconveniente, e quindi temiamo ancora che, se
ne parlassimo, verremmo disapprovati.

E' fondamentale, invece, imparare ad accettare le proprie emozioni, per
riuscire poi a non aver paura di parlarne con una persona che ci piace, ed a
non temerne la disapprovazione. Del resto, poiché per poter vivere con gioia
un amore abbiamo assolutamente bisogno di sentirci liberi di esprimere le
nostre emozioni, è meglio saperlo subito se la persona che ci piace può
capirci ed accettarci, piuttosto che avere dei rimpianti dopo o stare, per
esempio, con un uomo che continua a reprimerci come faceva magari nostro
padre.

Un altro condizionamento solitamente trasmessoci dai genitori è che quando
si vuol bene a qualcuno bisogna sacrificarsi per lui, rinunciando a molte
cose. Di conseguenza, alcune persone rimangono da sole perché hanno paura di
ciò a cui potrebbero essere costretti a rinunciare per stare con qualcuno.
In realtà, non è affatto necessario rinunciare a quel che conta per sé per
avere un partner. In effetti, quel che più conta per una persona è una parte
fondamentale di ciò che essa ha da offrire in una relazione, quindi
rinunciare ai propri valori importanti per non perdere un partner è
decisamente una mossa sbagliata che non può che contribuire all'infelicità
di entrambi.


MIGLIORARE UN RAPPORTO ESISTENTE

I problemi nel rapporto di coppia, naturalmente, non riguardano solo chi è
alla ricerca di un partner. Se stiamo già con qualcuno, in maniera più o
meno soddisfacente, possiamo sempre migliorare il nostro rapporto. Il
principio fondamentale della New Age è che ognuno di noi non è vittima della
società in cui vive o dell'educazione che ha ricevuto, ma anzi è
completamente responsabile della propria vita (e quindi anche dei cosiddetti
condizionamenti inconsci), di solito però in maniera inconsapevole.

Non dobbiamo quindi liberarci di qualcosa di indesiderato o di "anormale",
bensì capire che le condizioni in cui ci troviamo, per quanto dolorose
possano apparire, sono le migliori possibili per proseguire nella nostra
evoluzione spirituale, fino a quando, divenendo consapevoli del nostro
illimitato potere creativo, non riusciamo a capire che, come abbiamo creato
inconsapevolmente la nostra infelicità (e quella degli altri, nel rapporto
di coppia), così possiamo creare consapevolmente la nostra felicità e quella
di chi ci sta vicino.

Questo è anche l'approccio di Sondra Ray, famosa rebirther americana che da
quasi vent'anni porta in giro per il mondo, per contribuire a risolvere i
problemi della coppia, un seminario intitolato "Loving Relationship"
(organizzato anche in Italia con il titolo "Più amore nelle vostre
relazioni").

"Una relazione di coppia", scrive Sondra Ray in "Colora d'amore la tua
vita",
"vi mette in contatto con tutti i vostri modelli di pensiero negativo. Non
evitatela, è la migliore scuola che possiate desiderare. In verità, il
vostro partner è il vostro maestro, vi aiuta a raggiungere l'equilibrio ed
il benessere. Dovreste essere sempre grati al vostro compagno per le cure
che vi prodiga. Ricordate che siete stati voi a creare la sua presenza nella
vostra vita, quindi non risentitevi con lui (o con lei) se qualcosa nel suo
comportamento vi irrita".

In genere, osserva ancora la Ray, le azioni del nostro partner che ci
appaiono più irritanti sono proprio quelle che ripropongono qualcosa che non
abbiamo perdonato ai nostri genitori. E' fondamentale quindi, per un
rapporto di coppia soddisfacente, riuscire a perdonare i nostri genitori e
le persone che ci hanno fatto del male in passato, ed essere grati al nostro
compagno (o compagna) perché tenta inconsciamente di curarci incarnando i
ruoli negativi che ci hanno fatto soffrire, di modo che possiamo prenderne
coscienza e risolverli.
"L'amore", afferma Sondra Ray, "fa affiorare quel che c'è di negativo in
noi, dandoci modo di comprenderlo".


AMORE VUOL DIRE GELOSIA?

Un'altra cosa importante da ricordare è che, quando affiorano questi
elementi negativi, provocando magari un'incomprensione od una lite, è bene
non lasciare che rimangano dentro di noi a formare del risentimento verso il
partner, bensì cercare di riparlare con calma della questione a caldo per
chiarirla, magari il giorno stesso, in modo da essere freschi e ben disposti
l'uno verso l'altra il giorno dopo.

Una delle principali cause di risentimento nella coppia è rappresentata,
come si sa, dalla gelosia. Di solito, si tratta di un problema legato alla
stima che si ha di sé: più questa è alta e minori sono le probabilità di
essere gelosi. Le persone che si stimano non temono eccessivamente di
perdere il partner perché sanno che la loro felicità non dipende da una
persona particolare, bensì da loro stesse, e perciò possono sempre ricrearsi
un'altra relazione, magari migliore, oppure essere felici anche se devono
trascorrere un periodo da sole.

Ma cosa dobbiamo fare se non abbiamo ancora raggiunto questo elevato livello
di autostima e ci sentiamo gelosi? Visto che siamo noi a creare, di solito
inconsciamente, le nostre esperienze, Sondra Ray suggerisce di chiedersi
cosa ci abbia spinto a determinare una situazione che ci rende gelosi.

Stiamo usando la gelosia per punirci? Perché vogliamo soffrire? Siamo
talmente abituati al dolore da temere la felicità? Stiamo ricevendo più
amore di quanto pensiamo di meritare? Stiamo cercando di dimostrare che gli
uomini (o le donne) non sono degni di fiducia? O stiamo forse sfruttando la
situazione come scusa per liberarci del nostro partner? Dopo aver risposto
sinceramente a queste e ad altre domande, assicura la Ray, capiremo perché
non si può dare agli altri la colpa della propria gelosia.


E SE PROPRIO NON FUNZIONA?

Ma cosa succede se non riusciamo a risolvere il problema della gelosia, od
altri più gravi, e pensiamo di lasciare il nostro partner? Si tratta
probabilmente del momento più delicato nella vita di una coppia, per il
quale è assai difficile suggerire qualcosa, perché spetta ad ognuno di noi
decidere se accettare le difficoltà e sforzarsi ancora di superarle oppure
giungere ad una separazione.

Spesso può capitare che ci si lasci troppo per mancanza di disponibilità a
comunicare riguardo ai problemi sgradevoli che sorgono in ogni relazione. Se
pensiamo che i dissidi dimostrino che abbiamo scelto la persona sbagliata,
probabilmente tenderemo a scegliere di cambiare partner piuttosto che di
affrontare le difficoltà con quello attuale.

Per capire se l'intenzione di lasciare l'attuale partner sia una scelta di
vita positiva, oppure un tentativo di sfuggire a problemi che comunque si
ripresenterebbero anche con partner successivi, è molto importante dire al
proprio partner tutto ciò che si è taciuto durante il rapporto.

A volte, così facendo, può essere piacevole constatare come tutto si
chiarisca in fretta! Ma anche se le cose andassero diversamente, è molto
importante ricordare che qualsiasi decisione onesta e meditata che prendiamo
rappresenta un passo avanti nel nostro cammino verso gli obiettivi
coincidenti della scoperta di noi stessi e della ricerca della felicità.



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