Il metodo Pilates

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Feb 4, 2026, 3:53:16 AMFeb 4
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Il metodo Pilates

di Redazione NsA.TV - Silvia Turrin

Portare l’individuo a muoversi con grazia ed equilibrio, fornire un completo percorso di
riabilitazione, creare armonia tra mente e corpo sono alcuni degli obiettivi che si prefigge questo
metodo elaborato agli inizi del XX secolo. Ne abbiamo parlato con Antonella Stroppa*, ex ballerina
del Teatro alla Scala, ormai da anni una delle più valide insegnanti di Pilates in Italia.

- Quando e da chi è stato sviluppato il metodo Pilates?

Il metodo prende il nome da colui che lo ha elaborato, ovvero Joseph Hubertus Pilates, nato in
Germania nel 1880. Sin da adolescente, si è dedicato alla pratica del body building, sia per
migliorare la propria struttura fisica piuttosto gracile, sia per cercare di prevenire una delle
malattie più diffuse all’epoca, la tubercolosi. Non si è limitato però al puro esercizio per lo
sviluppo muscolare. Si è infatti dedicato con serietà allo studio dell’anatomia. Ha poi praticato
sci, subacquea e varie discipline atletiche. Ma la vera svolta nella sua vita avvenne in
Inghilterra.

Durante la Prima Guerra Mondiale, essendo di origine tedesca, fu internato per un anno nel Lancaster
assieme ad altri connazionali, per poi essere trasferito sull’isola di Man. È stato proprio qui,
osservando le problematiche di soldati menomati dalle ferite, che ha sviluppato l’idea di costruire
macchinari utili per la riabilitazione di persone mutilate o con gravi problemi fisici. Questo
lavoro e le relative ricerche furono perfezionati negli anni Venti, grazie anche all’incontro con
Rudolph von Laban, l’ideatore della Labanotation (tra le forme di registrazione scritta di balletto
più rinomate nel mondo).

Alcune tecniche sviluppate da Pilates furono incorporate prima da Rudolph von Laban nel suo lavoro
d’insegnamento legato alla danza, poi da altre figure importanti sempre legate al mondo del
balletto. Trasferitosi negli Stati Uniti, Pilates ha poi perfezionato la sua tecnica, sia elaborando
nuovi esercizi, sia ideando e migliorando particolari attrezzi.

- In cosa consiste esattamente il metodo Pilates?

Il Pilates non è un semplice metodo di ginnastica, ma va affrontato con un approccio olistico, dove
tutto l’essere è coinvolto. Si tratta di una serie di esercizi non solo a corpo libero su di un
materassino, ma eseguiti anche con l’ausilio di particolari attrezzi. La serie completa degli
esercizi, praticati sia in contrazione, sia in estensione muscolare, apporta benefici a tutte le
regioni corporee.

Inoltre, essendo un metodo che considera l’individualità fisica e psichica dei soggetti, ogni
esercizio può essere adattato a seconda di particolari esigenze, come particolari problemi alla
colonna vertebrale. Questo non comporta affatto una distorsione dei principi. Dato che l’approccio è
olistico, gli esercizi fanno leva sul corpo, ma anche sulla mente, che deve essere concentrata su
ciò che sta accadendo. La persona è consapevole dei propri movimenti, anche quelli apparentemente
impercettibili ed è consapevole della propria respirazione.


- Ci può spiegare quali sono i principi basilari su cui si fonda il metodo?

La respirazione è proprio uno dei principi fondamentali. Infatti, ogni esercizio è accompagnato da
una fluida inspirazione ed espirazione. Come nello yoga, la respirazione è coordinata con i
movimenti che si compiono. Un altro principio è la concentrazione posta a ogni singolo movimento.
L’attenzione è rivolta ai cambiamenti fisici e anche alle sensazioni che si percepiscono compiendo i
vari esercizi.

Il terzo principio è il controllo sul proprio corpo, dalla posizione delle spalle a quella degli
arti inferiori. Attraverso poi il lavoro sinergico della regione addominale con quella lombare si
sviluppa il cosiddetto baricentro, inteso come principio di stabilizzazione del bacino, importante
per ridurre dolori lombari e dorsali. Infine, il sesto principio, ma non per ordine di rilevanza, è
la fluidità, poiché i vari movimenti non devono essere né rigidi, né contratti, bensì armoniosi e
appunto fluidi.


- Nel corso degli anni quanto si è evoluto il metodo Pilates?

I principi base sono rimasti inalterati, ma dato che Joseph Pilates è deceduto senza aver dato il
suo imprimatur ad un programma di certificazione della tecnica, alcuni suoi allievi hanno apportato
molte modifiche al corpus originale. Tra questi figura Ron Fletcher, ballerino che iniziò a studiare
con Pilates negli anni Quaranta.

In seguito, ha aperto un proprio studio a Los Angeles e ha creato una metodologia specifica, nota
come The Ron Fletcher work. Altri allievi hanno rielaborato i principi originali, come Eve Gentry,
ballerina che aprì un suo studio a Santa Fè nel Nuovo Messico, e Kathy Grant. Si sono in pratica
sviluppate numerose scuole che insegnano il metodo Pilates e che hanno contribuito alla sua
evoluzione, prendendo anche strade diverse.


- Esiste anche un metodo elaborato in Italia?

In Italia, Anna Maria Cova, ex ballerina di danza classica, ha creato il metodo CovaTech Pilates,
nato da anni di insegnamento e dal lavoro come terapista della riabilitazione. Le idee e le tecniche
centrali elaborate da Pilates sono rimaste tali, ma il metodo CovaTech Pilates si avvale di nuove
intuizioni.

Tra l’altro, è uno dei pochissimi programmi di ginnastica che supportano le tecniche posturali
statiche con movimenti dinamici. Per esempio, ci sono esercizi a corpo libero che si avvalgono
dell’ausilio di una palla soffice e altri ancora che permettono di ritrovare un senso di benessere
distendendo i tratti del volto.


- Quali sono i campi di applicazione e chi può praticarlo?

Il metodo è utile sia per il mantenimento del benessere fisico, sia per una riabilitazione
ortopedica specifica, per cui tutti possono praticarlo: dai ballerini agli sportivi che eseguono
programmi di riabilitazione dopo eventi traumatici. È adatto anche alle donne in gravidanza, perché
prepara il corpo e la mente al momento del parto e aiuta moltissimo anche a livello della
respirazione, essendo uno dei principi fondamentali, come abbiamo già sottolineato.

Lo praticano inoltre adolescenti al fine di correggere determinati vizi posturali, e anziani per
mantenersi in forma e per ritrovare un buon rapporto tra mente e corpo. È importante scegliere un
insegnante qualificato con una grande esperienza che sia in grado di comunicare l’aspetto tecnico e
l’essenza del metodo. È fondamentale fare delle lezioni individuali e solo dopo avere assimilato i
principi base e averli vissuti sul proprio corpo consapevolmente, si può lavorare con gruppi di
poche persone – massimo 4 o 5 – rigorosamente seguite dall’insegnante. In questo momento dove la
tecnica è “diventata di moda” e ha perso un po’ della sua anima ritengo essenziale sottolineare
questi aspetti.


*Antonella Stroppa
Insegna tecnica di sbarra a terra e Pilates presso la scuola di ballo dell’accademia Teatro alla
Scala ed è titolare del centro A.R.A. via Palermo, 8 Milano
Tel. 02653378
e-mail: in...@centroara.it
www.centroara.it



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