Cosa sogniamo prima di morire? Uno studio sulle visioni che accompagnano il fine vita

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May 13, 2026, 3:39:39 AM (10 days ago) May 13
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Cosa sogniamo prima di morire? Uno studio sulle visioni che accompagnano il fine vita

I pazienti terminali vivono esperienze oniriche sempre più realistiche con l'avvicinarsi del
decesso. Incentrate su cari già scomparsi, queste visioni preparano al distacco.

12 maggio 2026 - Elisabetta Intini

L'abbraccio di un caro defunto, che attende al di là di una scala inondata di luce: le persone che
si approssimano alla morte fanno sogni dal forte contenuto emotivo e carichi di simboli di
transizione. È uno dei modi in cui il cervello si prepara al passaggio, e un momento di accettazione
per i pazienti. I sogni offrono conforto psicologico alle persone che affrontano la fine della vita:
a dirlo è uno studio coordinato da Elisa Rabitti, psicologa e psicoterapeuta dell'AUSL Reggio
Emilia, dove si occupa di sostegno ai pazienti in cure palliative e ai loro familiari. La ricerca è
stata pubblicata sulla rivista scientifica Death Studies.

Ritrovarsi al di là del varco

Dopo aver ottenuto il consenso dei pazienti, Rabitti e colleghi hanno chiesto a 239 professionisti
sanitari che lavoravano nel reparto di cure palliative (medici, infermieri, psicologi e altre figure
a contatto con i pazienti) di raccontare sogni e visioni avute da svegli delle persone che avevano
assistito. I soggetti più comuni sono stati gli incontri con familiari o animali deceduti in
passato, spesso intenti ad aspettare i pazienti per accoglierli dopo il trapasso. Un altro elemento
ricorrente sono stati i simboli di passaggio, come scale e porte aperte e piene di luce - un
tentativo del cervello di dare un senso a una trasformazione imminente.

In questo senso, e come racconta un articolo sul New Scientist, la ricerca conferma precedenti studi
sul tema, secondo i quali sognare persone che ci hanno amati e rassicurati in vita è comune, negli
ultimi giorni, così come lo sono i sogni che implicano una "preparazione" (come fare le valigie e
salire su un autobus).

Sensazioni positive

Nella maggior parte dei casi riferiti da Rabitti e dagli altri autori, i pazienti si sono sentiti
confortati da questo tipo sogni, che hanno lasciato dietro di sé una sensazione di pace. Soltanto il
10% delle persone assistite hanno riferito di sogni angoscianti. Da precedenti indagini su sogni e
fine vita, come quelle condotte dal gruppo di Christopher Kerr, dell'Hospice Buffalo nello Stato di
New York, era emerso che in questa fase si tende a ricomporre, nel sonno, pezzi che la vita aveva
separato; madri che sognano i figli persi nel parto, veterani che risolvono nei sogni traumi che si
trascinavano da una vita.

Secondo Kerr, la frequenza di questi sogni trova una spiegazione scientifica nel fatto che, per chi
consuma lentamente la fine dei suoi giorni, la morte sia preceduta da sonni sempre più lunghi, in
cui il distacco dalla veglia è sfumato e si fatica a distinguere tra sogni, visioni e vita reale.

Uno scivolo dolce verso la morte caratterizzato, per Kerr, dall'assenza di paura e da una ricchezza
di amore e significato, conforto anche per chi resta.

https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/07481187.2026.2646873

https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1089/jpm.2013.0371

https://bit.ly/4dlfc5F

da focus.it


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