Cannabis: qual è la soglia di sicurezza?
Scienziati britannici hanno proposto di definire un limite massimo di riferimento per il consumo
settimanale di cannabis, come si fa con l'alcol.
13 gennaio 2026 - Elisabetta Intini
Premesso che il modo migliore per non riportare danni dal consumo di cannabis è non usarla, un
gruppo di scienziati britannici ha pensato che per ridurre le conseguenze più pericolose del suo
sovrautilizzo si potrebbero fissare linee guida di riferimento - un limite massimo da non eccedere,
come già si fa con l'alcol. L'idea, illustrata in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica
Addiction, è che nuovi parametri basati non sulla frequenza di consumo di cannabis, ma sul contenuto
di THC della sostanza fumata, possano ispirare un utilizzo più responsabile in chi proprio non può
astenersi (o non riesce).
Potenza, non frequenza
L'idea dei ricercatori dell'Università di Bath, nel Regno Unito, è utilizzare un sistema di
misurazione del consumo di cannabis basato non sul peso della marijuana (i fiori essiccati della
cannabis, che contengono una maggiore quantità di principi attivi, tra cui il THC) né sulla
frequenza di utilizzo della sostanza, bensì sul suo contenuto di THC o tetraidrocannabinolo, il suo
principale composto psicoattivo. Misurare il consumo in unità di THC - l'equivalente delle unità
alcoliche, ma per la cannabis - permetterebbe di quantificare più facilmente la potenza della
cannabis e il suo effetto psicotropo.
Qual è il limite, quindi?
Così come la soglia di un consumo moderato di alcol è per definizione non superiore a 2 unità
alcoliche al giorno al massimo, per gli uomini, e una al massimo, per le donne (dove un'unità
alcolica corrisponde a 12 grammi di etanolo, contenuti in una lattina di birra da 330 ml), e dunque
a 14 unità alcoliche al massimo a settimana, per la cannabis i ricercatori individuano un limite
massimo di 8 unità di THC a settimana: l'equivalente di circa 40 milligrammi di THC, o di un terzo
di grammo di cannabis in foglie.
Sopra questa soglia è più elevato il rischio di sviluppare disturbo da uso di cannabis o dipendenza
da cannabis, l'incapacità di interrompere l'uso continuato di cannabis che colpisce il 22% circa
delle persone che la consuma regolarmente, e che si manifesta con sintomi con i sintomi fisici e
psicologici dell'astinenza (insonnia, disturbi dell'umore, dispendio di tempo e comportamenti
rischiosi pur di procurarsi la sostanza). Gli scienziati hanno calcolato che l'80% dei consumatori
di cannabis che si tengono sotto la soglia di 8 unità di THC settimanali non sviluppa disturbo da
uso di cannabis, mentre il 70% di chi supera questa soglia lo sviluppa.
«L'obiettivo finale delle nostre nuove linee guida è ridurre i danni» chiarisce Rachel Lees Thorne,
ricercatrice del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Bath tra gli autori dello studio.
«L'unico livello davvero sicuro di uso della cannabis è il non utilizzo. Tuttavia, per chi non
intende smettere o non è in grado di farlo, vogliamo comunque rendere più semplice ridurre i rischi,
Per esempio, una persona potrebbe decidere di usare prodotti a più basso contenuto di THC per
ridurre la quantità di cannabis utilizzata».
I risultati saranno di particolare interesse nei Paesi dove la vendita e il consumo di cannabis sono
stati legalizzati: per esempio, il Canada, che sta lavorando per includere indicazioni chiare sulle
unità di THC contenute sulle etichette dei prodotti a base di cannabis, come si fa oggi per l'alcol
in alcuni Paesi (tra cui il Regno Unito).
https://dx.doi.org/10.1111/add.70263
da
focus.it