Auricolari: ecco quando diventano un pericolo per le infezioni alle orecchie
L'uso degli auricolari trasforma il condotto uditivo in un ambiente ideale per batteri e funghi:
ecco cosa succede quando umidità e sporco rimangono intrappolati nell'orecchio.
13 marzo 2026 - Elisabetta Intini
Siete tra quelli che - per lavoro o passione smisurata per i podcast e i messaggi vocali -
trascorrono molte ore al giorno con gli auricolari nelle orecchie? In tal caso potreste esservi
chiesti se l'utilizzo continuo delle cuffie del cellulare possa favorire l'insorgere di infezioni.
La risposta è sì, in alcuni casi. Prendiamo spunto da un articolo sul tema pubblicato su The
Conversation, per capire perché e come si può fare per ridurre questo rischio.
Una barriera nell'orecchio
Buona parte delle raccomandazioni sull'uso degli auricolari si concentra sul volume: per evitare
danni all'udito dovuti al troppo rumore, l'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di
mantenere il volume degli auricolari al di sotto del 60% del massimo consentito dal dispositivo, e
di usare app che monitorino l'audio dei dispositivi Bluetooth così da regolare eventuali eccessi.
Non bisogna dimenticare, però, un altro aspetto "meccanico". Gli auricolari bloccano l'ingresso del
condotto uditivo esterno, il canale che collega il padiglione auricolare al timpano, e facilitano
l'inserimento, in questo tubicino, di microrganismi portati dall'esterno.
Il condotto uditivo esterno, a forma di "S", ha il compito di convogliare le onde sonore fino al
timpano (la membrana che trasmette le vibrazioni delle onde sonore ai tre ossicini dell'orecchio
medio). È rivestito da peli che servono a regolare temperatura e umidità e da ghiandole che
producono il cerume, una sostanza giallastra che serve a tenere l'orecchio idratato e a trasportare
le piccole particelle sgradite, come le cellule di pelle morta, fuori dal condotto uditivo. Inoltre,
il cerume svolge una funzione antibatterica.
Equilibri delicati
Così protetto, l'interno dell'orecchio ospita una comunità di microrganismi innocui (batteri, virus,
funghi) che competono tra loro per le risorse e allo stesso tempo impediscono l'attacco di patogeni.
Studi precedenti hanno dimostrato che gli utilizzatori di auricolari hanno una minore diversità
batterica nel condotto uditivo esterno, che risulta spesso bloccato dalle cuffiette, e che hanno un
rischio maggiore di infezioni alle orecchie, specialmente se condividono gli auricolari con altre
persone.
L'ipotesi è che indossare le cuffie aumenti la temperatura e l'umidità all'interno dell'orecchio,
creando l'habitat ideale per eventuali patogeni introdotti, e che allo stesso tempo ostacoli il
naturale meccanismo di pulizia dell'orecchio attraverso il cerume.
Gli auricolari mi servono: che cosa dovrei fare, quindi?
Chi utilizza spesso gli auricolari può tenere controllato il rischio di infezioni ricordandosi ogni
tanto di concedere una tregua alle proprie orecchie, consentendo ai condotti uditivi di "prendere un
po' d'aria"; e potrebbe avere l'accortezza di pulire gli auricolari e la loro custodia una volta
alla settimana (o più spesso, se li si utilizza mentre si fa sport e si suda), seguendo le
istruzioni dei produttori per non rovinarli.
Tra i metodi consigliati ci sono un panno morbido inumidito con acqua saponata, pennelli dalle
setole morbide e cotton fioc (non adatti, invece, per rimuovere il cerume dal condotto uditivo,
perché predispongono alla formazione di tappi e perché rischiano di lesionare il timpano: meglio
usare spray auricolari specifici, o l'acqua tiepida sotto la doccia, tamponando poi con la carta
igienica o un asciugamano).
https://theconversation.com/heres-why-you-might-want-to-clean-your-headphones-255590
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38769078/
https://sct.ageditor.ar/index.php/sct/article/view/1132
da
focus.it