Fare gli addominali fa bene al cervello (oltre che ai muscoli)?
Sì, ogni volta che ti muovi, i muscoli addominali pompano sangue verso il cervello e lo spostano
leggermente, aiutandolo a ripulirsi. Ecco come.
13 maggio 2026
Che l'attività fisica faccia bene alla salute fisica (e mentale) non è certo una novità, anche noi
abbiamo spesso sottolineato i benefici di un movimento anche minimo. Ora uno studio pubblicato su
Nature Neuroscience ha scoperto come mai muoversi fa bene al cervello, individuando una connessione
fisica tra muscoli addominali e mente.
I test, condotti sui topi, hanno dimostrato che il flusso sanguigno genera una pressione sul
cervello facendolo muovere leggermente e aiutandolo a ripulirsi. Vediamo come.
Cervello in movimento
Per giungere alle loro conclusioni, i ricercatori hanno utilizzato due tecniche di diagnostica per
immagini – la microscopia a due fotoni, per fotografare i tessuti vivi, e la microtomografia
computerizzata, che serve a ricostruire in 3D interi organi. Hanno così potuto osservare che il
cervello delle cavie si spostava di qualche micrometro leggermente prima che iniziassero a muoversi,
subito dopo la contrazione addominale.
Gli studiosi hanno quindi gonfiato una fascetta pneumatica attorno all'addome dei topi leggermente
anestetizzato, senza farli muovere: il risultato è stato lo stesso, e il livello di pressione
(inferiore a quello derivato dalla contrazione addominale) ha comunque fatto muovere il cervello.
Un sistema idraulico
Patrick Drew, uno degli autori, paragona il meccanismo a un sistema idraulico: «I muscoli addominali
agiscono come una pompa. Anche azioni quotidiane e apparentemente banali, come contrarre i muscoli
addominali prima di alzarsi da una sedia o fare un passo, sono sufficienti a innescare questo
effetto». Il sangue viene spinto dall'addome verso il midollo spinale, e questa pressione si
trasmette attraverso una rete di vene fino a raggiungere il cervello e spostarlo leggermente nel
cranio. Questo movimento, per quanto impercettibile, è sufficiente a mettere in circolo i fluidi che
bagnano il cervello, eliminando le sostanze di scarto.
Come pulire una spugna
L'ultima domanda cui i ricercatori hanno cercato di rispondere è in che modo il movimento influenzi
il flusso dei liquidi cerebrali. Per rispondere hanno condotto delle simulazioni al computer
paragonando il cervello a… una spugna sporca. E come si lava una spugna sporca? «La passi sotto il
rubinetto e la strizzi», spiega Francesco Costanzo, uno degli autori. «Nelle nostre simulazioni
siamo riusciti a capire come il movimento del cervello, provocato dalla contrazione addominale,
possa favorire il flusso di liquido attorno ad esso e contribuire così a eliminare le sostanze di
scarto».
Poiché i test sono stati condotti solo sui topi, è necessario che le ricerche continuino per
determinare in che modo quanto scoperto si applica a noi umani.
I risultati suggeriscono che muoversi, inteso non come andare in palestra o a correre ma
semplicemente come alzarsi da una sedia, aiuta a ripulire il cervello e potrebbe aiutare a prevenire
malattie neurodegenerative legate all'accumulo di prodotti di scarto come Alzheimer, Parkinson o
SLA.
https://www.nature.com/articles/s41593-026-02279-z
da
focus.it